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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 15

Posts Tagged ‘capitale sociale’

Sud Italia: capitale sociale e umano

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Abbiamo già avuto modo di evidenziare il quadro economico del Sud Italia, dove vive un terzo della popolazione ma che produce un quarto del PIL, un decimo di esportazioni, che ha metà disoccupati, due terzi di poveri, il doppio di pensioni di invalidità rispetto al Nord Italia.
Un altro aspetto dei problemi del Sud Italia riguarda il capitale sociale, rilevato “come grandezza intangibile con rilevanti effetti sul buon funzionamento della vita sociale e politica, e quindi indirettamente della performance economica, di una comunità”. Come indici di riferimento sono stati assunti “l’attività di volontariato, persone che hanno versato soldi ad associazioni, unità di lavoro irregolari sul totale delle unità di lavoro, la frequenza con cui si parla o ci si informa di politica e il numero di reati ambientali (2). Ebbene, gli indici per il Sud Italia sono drammaticamente bassi (eccettuata la Sardegna).
Se ci trasferiamo in altro campo, quello del capitale umano, inteso come “tasso di partecipazione nell’istruzione secondaria superiore di secondo grado, tasso di abbandono nel primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado, indice di attrattività delle università e quota di laureati in discipline scientifiche e tecnologiche”, rileviamo indici, altrettanto, drammaticamente bassi
E’ la fotografia di una Italia spaccata in due, tra Centro-Nord e Sud, con particolare accentuazione, tra il Nord e il Sud.C’è un Nord che corre, raggiungendo livelli economici dell’Europa settentrionale, che non vuole pagare tasse esose, con discreti indici di capitale sociale e umano, e un Sud che nell’insieme arranca, ammaliato da impossibili promesse di sussidi; occorrerebbe, prioritariamente, recuperare il capitale sociale e umano. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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NPLs RE_Solutions: Astasy entra nel capitale sociale al 33%

Posted by fidest press agency su sabato, 16 settembre 2017

Astasy Srl – società specializzata nella consulenza in esecuzioni immobiliari, acquisisce il 33% delle quote di NPLs RE_Solutions, società specializzata nel settore degli NPL’s del Gruppo Gabetti.La società sarà guidata da Giuseppe Gabriele Mazzetta, nominato Presidente e Amministratore delegato. Mazzetta si occuperà del coordinamento dei Partner Industriali nell’erogazione dei vari servizi e sarà il responsabile nell’attività di Business Development. Siglato inoltre un accordo con AxiA RE per le valutazioni complesse nell’ambito dei crediti non performing con sottostante immobiliare che vengono svolte da quest’ultima anche utilizzando in esclusiva il portale specialistico di Astasy. La collaborazione fra i tre partners consente a NPLs RE_Solutions di diventare uno dei principali operatori specializzati ed indipendenti del mercato dei servizi per i “non performing loans” in grado di accompagnare gli Istituti di Credito ed i Servicers nel recupero dei crediti in sofferenza.“Gabetti Property Solutions, in qualità di Socio industriale di maggioranza mette a fattor comune tutte le competenze e l’organizzazione di quello che è oggi il primo Full Service Provider esistente sul mercato: esperienza e track record esclusivi nei servizi di Agency, Advisory, Due Diligence, Property e Facility management attraverso le controllate Gabetti Agency, Patrigest e AbacoTeam.
Il punto di forza della società, specialmente nel nuovo assetto, è basato su un efficiente ed unico approccio raggiunto attraverso l’integrazione Industriale delle tre realtà in un unico soggetto specializzato e focalizzato nel settore, con a capo Giuseppe Gabriele Mazzetta; una figura professionale che costituisce una guida riconosciuta per esperienza dai principali Clienti del Settore. ”, dichiara Roberto Busso, CEO Gabetti Property Solutions.
Astasy mette a disposizione della nuova società la propria specifica esperienza di valorizzazione e recupero dei crediti deteriorati. Caratteristiche distintive di Astasy il possesso del «Big Data: Auction System Astasy» e la preparazione dei suoi 50 esperti in esecuzioni immobiliari, che assistono gli agenti immobiliari nella vendita degli immobili in sofferenza.“Con l’ingresso nel capitale di NPLs RE_Solutions e la sinergia con il gruppo Gabetti, Astasy mette a frutto l’esperienza maturata negli anni e le competenze del management nell’attività di Intelligence Real Estate e formazione dei suoi esperti in esecuzioni immobiliari.
Per garantire un vantaggio competitivo unico ad NPLs RE_Solutions abbiamo messo a disposizione anche il nostro data base “Auction System Astasy”, ad oggi l’unico strumento in Italia che gestisce automaticamente l’arricchimento dei dati di tutte le procedure esecutive e concorsuali in tempo reale, permettendoci di essere in anticipo sulla gestione delle procedure stesse”, dichiara Mirko Frigerio, Presidente di Astasy.
Giuseppe Gabriele Mazzetta vanta una esperienza di oltre 15 anni nel settore fino a ricoprire l’incarico di Chief Operating Officer di Italfondiario RE. Ha supervisionato l’intero processo di partecipazione ad oltre 1.200 aste giudiziarie, acquistando, gestendo e rivendendo beni di proprietà di più di 15 Reoco, con un GBV pari a 28 mld di euro.Nella sua esperienza ha inoltre partecipato, in qualità di advisor dì Fortress, alle principali operazioni di acquisizione e dismissione di pacchetti di sofferenze valutando oltre 60.000 garanzie immobiliari con un GBV di oltre 50mld di euro. Ha creato e definito le basi del processo di Auction Facilitation, arrivando a gestire annualmente oltre 10.000 aste immobiliari per oltre 1,5 mld di prezzo base.
È stato di recente coinvolto in ABI (tramite Assoimmobiliare, come Responsabile NPL), dove ha collaborato alla stesura del patto Marciano e dove sta lavorando assieme al tavolo tecnico sul documento di valutazione degli immobili sottoposti a procedura esecutiva.“Ognuno dei Partner Industriali apporta al Progetto contenuti innovativi di interesse per il mercato di settore e specifico track record. NPLs RE_Solutions si pone l’obiettivo di accompagnare gli Istituti di Credito in tutte le Fasi dalla Valutazione alla Gestione ed alla Valorizzazione e Dismissione degli Asset NPLs senza necessariamente dover sempre ed in ogni caso pensare ad un cessione in blocco ad Investitori Specializzati e Speculativi. Una nuova figura di cui il mercato non può più fare a meno” afferma Giuseppe Gabriele Mazzetta, nuovo Amministratore Delegato della Società. AxiaRE è il Partner specialistico per le Valutazioni. AxiA.RE è un Esperto Indipendente primario con 75 Fondi Immobiliari (25 SGR clienti), per un patrimonio valutato semestralmente di circa 2.400 Asset e con un valore di circa 14 miliardi di euro.
AxiA.RE è l’unico operatore del settore cui Astasy ha concesso di poter disporre della Piattaforma Web per le valutazioni degli NPL integrata al Big Data Auction Astasy con i dati dei Tribunali aggiornati in tempo reale e con la georeferenziazione di tutte le garanzie. La società è in grado di effettuare valutazioni sia in OMV (Original Market Value) sia in JV (Judicial Value) ma soprattutto è in grado di seguire le analisi retrospettive disponendo dei dati delle 260.000 procedure esecutive in corso e dello storico delle aste aggiudicate. AxiARE dispone, inoltre, di una elevata capacità di analisi del Valore sia ordinario (OMV) che giudiziale (JV) di Asset Class Specialistiche attraverso la Discounted Cash Flow Analisys come, peraltro, richiesto da Normativa Linee Guida BCE

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Roncadin Spa: capitale sociale da 3 a 10 milioni di euro

Posted by fidest press agency su domenica, 21 giugno 2015

medunoSi amplia lo stabilimento produttivo della Roncadin Spa. L’azienda di Meduno (Pordenone) che realizza pizze surgelate, a fine luglio farà partire la prima di due nuove linee che produrrà, seguendole dall’impasto al forno, 90mila pizze al giorno: la linea si aggiunge alle quattro già operative che producono quotidianamente 300mila pizze, arrivando così a quota 390mila. La superficie complessivamente utilizzata dello stabilimento di Meduno sarà aumentata di 5.000 metri quadrati, per un totale di 22.000 metri quadrati. Questo aumento è finalizzato a sostenere il piano di sviluppo di medio-lungo periodo dal 2015 al 2020, che porterà l’azienda a un ulteriore incremento dei volumi di produzione.Per sostenere gli investimenti di Roncadin Spa, è stato deliberato oggi durante l’Assemblea Straordinaria dei Soci l’aumento di capitale sociale, che passa da 3 a 10 milioni di euro. Di questi, 5 milioni sono stati sottoscritti questa mattina: 2 milioni da Kanada, la holding della famiglia Roncadin, e 3 da Friulia, la finanziaria regionale che promuove lo sviluppo economico del territorio e che ha nuovamente deciso di supportare l’ulteriore fase di espansione dell’azienda dopo la chiusura positiva della prima fase di vita aziendale dal 2009 al 2015. Friulia ha infatti supportato il rilancio dell’azienda fin dall’inizio, contribuendo nel 2009 all’acquisto insieme alla famiglia Roncadin. I rimanenti 2 milioni, già a bilancio, costituiscono trasferimenti di riserve e capitali. L’assetto societario dell’azienda, da maggio 2015, vede la famiglia Roncadin possedere il 70% dell’azienda con Kanada e il restante 30% di Friulia. La RoncadinRONCADIN negli ultimi anni è stata protagonista di una forte crescita, come spiega l’amministratore delegato Dario Roncadin: «Friulia è un partner strategico per la nostra azienda. Grazie a questo investimento, la produzione in breve raggiungerà le 500.000 pizze al giorno. Ciò consentirà di sviluppare al meglio i nostri progetti di medio e lungo termine, per aggredire in maniera più significativa i mercati esteri come gli Stati Uniti e l’area asiatica, paesi in cui il prodotto alimentare italiano è in fortissima crescita». La produzione in Italia è il punto forte della Roncadin, un elemento di eccellenza riconosciuto e sostenuto da Friulia: «Siamo al fianco di progetti virtuosi che valorizzano l’economia del Friuli Venezia Giulia –commenta il direttore generale Carlo Moser–. Friulia si pone nuovamente a supporto di una realtà industriale regionale che negli anni ha dimostrato capacità di investimento, innovazione e consolidamento produttivo».Nel 2014 il fatturato della Roncadin è aumentato di oltre il 25% rispetto all’anno precedente, raggiungendo gli 80 milioni di euro, mentre nello stesso periodo il numero delle persone che lavorano in Roncadin è cresciuto del 21%, raggiungendo quota 336 persone. Per il 2015 si prevede un obiettivo di oltre 90 milioni di euro con oltre 400 addetti. Alla Roncadin si realizzano ogni anno 65 milioni di pizze e 8 milioni di snack, che l’azienda produce sia a marchio proprio, sia soprattutto per le private label della grande distribuzione organizzata, per la quale l’azienda ha sviluppato circa 370 ricette diverse. Attualmente il 35% del fatturato è generato da clienti italiani, mentre il restante 65% da clienti stranieri, principalmente in Germania e Regno Unito. Nel 2013 è stata aperta una filiale commerciale negli Stati Uniti, un Paese dove il marchio made in Italy è ricercato e amato. Guidata da un giovane imprenditore, Dario Roncadin, classe 1978, l’azienda ha anche avviato una strategia di sviluppo sostenibile, che prevede una politica di risparmio energetico e l’utilizzo esclusivo di energia proveniente da fonti rinnovabili.

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Per “ri-animare” la politica

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2011

VERSUS 2009 omino71 versus mr.klevra @ maud ga...

Image by OMINO71 via Flickr

Roma 14 ottobre, ore 17.00 Sala “Di Liegro” della Provincia Seminario nell’ambito della rassegna Capitale Solidale Inaugurazione della mostra interattiva “Gli altri siamo noi” 14 ottobre 2011, ore 11.00 Scuola “Di Donato” (Via Nino Bixio, 83)
“Dai problemi alle persone. Incontrare l’uomo per ‘ri-animare’ la politica. Percorsi possibili per un socialità partecipata” è il seminario che la Caritas diocesana di Roma organizza domani, 14 ottobre alle ore 17.00, nell’ambito della seconda edizione della rassegna Capitale Solidale. L’incontro verterà sulla centralità dell’uomo e delle comunità, sull’aspirazione alla buona politica e la ricerca dei modi per corrispondere alla forte domanda di “senso” che attraversa sotto diverse forme la società contemporanea.
Al seminario interverranno S. E. Mons. Claudio Maria Celli, presidente Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali; Gianni Borsa, Direttore Responsabile dell’Editrice AVE; Claudio Cecchini, Assessore alle Politiche Sociali e per la Famiglia e ai Rapporti Istituzionali della Provincia di Roma; Padre Sandro Barlone sj, Vice Presidente Fondazione Di Liegro; Ilvo Diamanti, politologo (in video conferenza), il direttore della Caritas di Roma, monsignor Enrico Feroci. A moderare il dibattito sarà la giornalista Isabella Di Chio (RAI TG3 Lazio).
Sempre nell’ambito delle iniziative per Capitale Solidale, domani alle ore 11.00, presso la scuola “Di Donato” a Piazza Vittorio (via Nino Bixio, 83), il direttore della Caritas monsignor Feroci inaugurerà la mostra interattiva “Gli altri siamo noi”. Si tratta di un percorso divertente, coinvolgente ed educativo rivolto agli adolescenti per aiutarli ad affrontare e analizzare i meccanismi del pregiudizio, della discriminazione e del capro espiatorio. La mostra rimarrà esposta per tutto il mese di ottobre e sarà visitata da oltre 1.200 ragazzi delle scuole medie romane.

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Capitale umano

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2009

Potremmo anche definire in un altro modo il titolo di questa nostra riflessione come l’insieme delle infrastrutture, del capitale sociale di natura immateriale, costituito dal funzionamento corretto ed efficiente delle istituzioni e delle strutture pubbliche, ai fini dello sviluppo e nel quale è alto il valore del capitale umano, cioè l’insieme dei patrimoni personali di conoscenze e di capacità tecnico-professionale delle forze del lavoro. Se questo quadro d’insieme difetta ne deriva ovviamente una elevata disoccupazione e che possiamo imputare in massima parte alla inadeguatezza quantitativa e qualitativa della formazione scolastica e professionale rispetto alle esigenze dei datori di lavoro. E se scomponiamo le varie parti del processo lavorativo ci accorgiamo che è forte soprattutto la disoccupazione intellettuale per carenza di domanda di lavoro ad elevata qualifica. E questa carenza di domanda che produce quella che appare una eccedenza di offerta del nostro sistema formativo. L’Italia, nello specifico, prima ancora degli altri paesi europei maggiormente industrializzati, non riesce, in modo compiuto,  a rispondere alla sfida del mercato globale e dell’ingresso in tale mercato dei paesi di nuova industrializzazione. La risposta degli altri paesi industrializzati è stata la riduzione dell’impiego di lavoro meno qualificato e l’accentuazione della loro specializzazione nei comparti produttivi e nelle fasce di mercato che richiedono un elevato livello di qualificazione del capitale umano. L’Italia invece ha difeso la sua competitività senza mutare la specializzazione delle sue esportazioni. E ha potuto farlo grazie alle svalutazioni della lira fin quando queste sono state possibili, alle ristrutturazioni, alle delocalizzazioni in paesi a bassi salari delle fasi del processo produttivo a maggiore intensità di lavoro, all’evasione degli obblighi fiscali e contributivi da parte delle imprese che operano nel sommerso. Ha così evitato quel mutamento di specializzazione dai settori tradizionali alle produzioni a maggiore valore aggiunto e a più alto tasso di innovazione che l’avrebbe costretta a fare i conti con i ritardi accumulati  nei campi della ricerca applicata e della formazione e nel rapporto tra questi e il mondo dell’impresa.

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