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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘capolavoro’

La vittoria di Salvini è un capolavoro politico di Di Maio

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

“Ci saremo alle prossime elezioni regionali e, in caso di voto anticipato, anche alle Politiche. Questo risultato delle Europee era ampiamente previsto, con il ribaltamento dei rapporti di forza tra Lega e M5S. Tutto questo è frutto anche del capolavoro politico, si fa per dire, di Luigi Di Maio che ha fatto diventare Salvini agli occhi degli italiani un leader politico e fatto perdere consensi a M5S” A dirlo è il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris nel corso di Rebus, l’approfondimento politico settimanale condotto dal direttore editoriale del VG21 Gianni Ambrosino, in onda stasera alle 19,50 e alle 23,30 circa.“Adesso abbiamo una avanzata forte delle destre in Italia. – continua il sindaco – Noi invece continuiamo a lavorare ad una coalizione civica ampia, larga, innovativa che va dalla destra moderata alla sinistra, coinvolgendo il mondo delle professioni e l’associazionismo. Tra giugno e luglio avvieremo consultazioni anche con Pd e con M5S. Noi potremmo essere l’alternativa ed è chiaro che il nostro primo interlocutore è M5S. Vediamo cosa emerge e poi da settembre tireremo le somme. Estate: abbiamo approvato il rendiconto di bilancio e ora utilizzeremo una serie di fondi per opere pubbliche. Siamo alla vigilia di una estate piena di importanti avvenimenti per Napoli con la visita del Santo Padre, le Universiadi, ma anche iniziative culturali e sociali. Per quanto riguarda la raccolta rifiuti l’abbiamo potenziata e facciamo appello ai napoletani affinché rispettino orari di depositi dei rifiuti per avere una città sempre più bella e decorosa” (fonte: vg21 Canale 21)

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Frederic Rzewski interpreta il suo capolavoro pianistico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Roma Martedì 26 marzo 2019 alle 20.30 le esegue nell’Aula Magna della Sapienza per i concerti della IUC: un evento da non perdere.L’Italia ha avuto un ruolo molto importante nella formazione musicale di Frederic Rzewski, che vi venne nel 1960 per studiare con Luigi Dallapiccola e vi rimase per oltre dieci anni. Fu in Italia che iniziò la sua carriera di interprete di musica contemporanea per pianoforte. Qualche anno dopo ha fondato a Roma il gruppo Musica Elettronica Viva, insieme ad Alvin Curran e Richard Teitelbaum. Nel 1971 è tornato negli Stati Uniti, ma è venuto ancora numerose volte in Italia: questo ritorno fa però seguito a vari anni di assenza. The People United Will Never Be Defeated! è una serie di 36 variazioni, un’opera gigantesca considerata (mutatis mutandis) l’equivalente novecentesco delle Variazioni “Goldberg” di Bach e delle “Diabelli” di Beethoven: con la sua esecuzione giunge a compimento un piccolo ciclo inserito nell’attuale stagione della IUC, che ha programmato tutte e tre queste composizioni.Rzewski ha inseriti nelle sue 36 variazioni anche riferimenti ad altre lotte condotte da movimenti di sinistra; vi sono ad esempio citazioni di “Bandiera rossa” (variazione n. 13) e di “Solidaritätslied” di Bertolt Brecht e Hanns Eisler (variazione n. 26). Le singole variazioni sono piuttosto brevi, sono ordinate in sei gruppi di sei e sono costruite in modo da raggiungere climax di grande forza. Il pianista, oltre a padroneggiare la tecnica classica dello strumento a livello virtuosistico, deve anche fischiare, sbattere il coperchio del pianoforte e usare altre modalità di esecuzione molto particolari. Gran parte dell’opera adotta il linguaggio musicale del romanticismo (Liszt in particolare), combinato però con la pantonalità, con la scrittura modale e anche con tecniche seriali. Vi è anche spazio per l’improvvisazione: dopo la trentaseiesima variazione è infatti inserita una cadenza opzionale che il pianista può improvvisare liberamente. Alla fine, come nelle Variazioni “Goldberg” di Bach, viene ripetuto il tema iniziale invariato.
Lunedì 25 marzo alle 17.00 Frederic Rzewski dialogherà con Nicola Sani in uno degli incontri di a Colloquia 2019, nell’aula di Storia della Musica dell’Edificio di Lettere e Filosofia della Città Universitaria (P.le Aldo Moro 5).

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I capolavori degli incisori veneti del ‘700 in mostra a Milano

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 agosto 2018

Segrate (Mi) Byblos 2.0 il 15 e 16 settembre a Milano (Parco Esposizioni Novegro) Orario: 10-19 Ingresso €10 per Byblos 2.0 e Brocantage – ridotto per bambini dai 6 ai 12 anni – gratuito da 0 a 6 anni (presentando alle casse la cartolina scaricabile dal sito è possibile usufruire di uno sconto del 50% sul biglietto). mostra mercato del libro antico e del ‘900. È una delle più curiose e originali collezioni presenti sul mercato, quella dedicata al ‘700 veneziano. La mostra, curata dallo studio Lux in Art (www.luxinart.com) di Verona e composta da circa 150 incisioni originali, si snoda lungo un percorso espositivo che tocca quattro sezioni tematiche: le stampe popolari, i maestri veneti, i maestri veneziani e Venezia, cogliendo di questo secolo così fiorente per gli artisti lagunari, non solo gli aspetti più pittorici della città, ma anche la vita dei salotti e delle calle. L’obiettivo? Svelare i segreti di oltre un secolo di arte incisoria, un secolo per la cultura veneziana straordinario e superato forse solo dal 500, in cui l’intensa attività editoriale si incrocia con novità letterarie e rivisitazione dei classici, scoperte scientifico-geografiche e ricerche storiche e in cui, in generale, non era mai stato così stretto il rapporto tra produzione artistica e didattica.Protagoniste della mostra le incisioni su rame all’acquaforte o a bulino di abili artisti veneziani, artefici di capolavori dell’editoria illustrata che raggiunse proprio nel Veneto il suo massimo splendore.Tra questi, spicca per importanza e bellezza Il Pese di Cuccagna di Remondini (1760 circa): montagne di formaggio, vulcani che eruttano maccheroni e lasagne, laghi di burro sciolto e, tutt’intorno, mari, monti e fiumi che regalano cibi e vini prelibati. A incoronare l’immagine a bulino colorata a pennello la scritta “Discritione del Paese di Chucagna, dove chi manco lavora più guadagna” per raccontare il mito, di origine decameroniana, di questo universo ribaltato di sogno ed evasione, dove l’esistenza non conosce doveri, i vizi sostituiscono le virtù e l’edonismo diventa legge. È questa l’essenza di una delle più celebri stampe popolari dell’artista bassanese, splendida satira della società umana.
Immancabile poi un tributo a Canaletto nel 250° anniversario dalla scomparsa, che mette sotto i riflettori le stampe del geniale artista veneziano, a corollario e completamento delle grandi mostre che nel 2018 ne hanno ricordato e celebrato figura e opere.E ancora, si potranno ammirare opere di Innocente Alessandri, Antonio Canal, Giovanni Volpato e le eleganti scene di vita bucolica incise da Giuseppe Wagner.La mostra sarà inaugurata dal curatore M° Ermanno Bertelli assieme all’esperto Enrico Cortona ed altre personalità del settore sabato 15 settembre alle ore 11:30, per l’occasione ci sarà anche un off-topic: una introduzione pianistica a dimostrazione di come il linguaggio dei libri parla da sempre anche a quello della musica.Ad ospitare l’esposizione, Byblos 2.0, la mostra mercato del libro antico e del ‘900, della stampa d’epoca e della cartofilia amata da collezionisti e bibliofili e molto frequentata anche da semplici curiosi che, con oltre 40 espositori dall’Italia e dall’estero, offre una proposta commerciale di qualità: manoscritti, incunaboli, pregiati volumi, cartografia antica, mappe e stampe d’epoca, autografi, riviste, fotografie ed ephemera di ogni genere.L’evento è organizzato da Comis Lombardia in collaborazione con le maggiori piattaforme online del settore: Abebooks.it, Maremagnum.com e Copernicum.it.

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Il capolavoro di Leonardo da Vinci Salvator Mundi in mostra al Louvre Abu Dhabi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 luglio 2018

Abu Dhabi 18 settembre il Salvator Mundi, capolavoro di Leonardo da Vinci sarà presentato al pubblico al Louvre di Abu Dhabi. Acquisito dal Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) nel 2017, il Salvator Mundi è uno dei meno noti dei 20 dipinti superstiti del maestro del Rinascimento italiano, uno dei più grandi e famosi artisti della storia, e l’ultimo ad entrare nella collezione di una istituzione culturale.
SE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman del Dipartimento Cultura e Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “Il Salvator Mundi incarna la natura inclusiva del Louvre Abu Dhabi e la missione di Abu Dhabi di promuovere un messaggio di tolleranza e apertura. È un’opportunità per i visitatori di farsi coinvolgere da un’opera rara e iconica di grande significato culturale presso il Louvre Abu Dhabi. Rimasto per così tanto tempo in mani private, il capolavoro di Leonardo Da Vinci è ora il nostro dono per il mondo. Appartiene a tutti noi, che avremo l’opportunità di testimoniare la maestria di uno degli artisti più significativi della storia.” “Le sue innovative rotture dagli standard artistici del suo tempo hanno guidato generazioni di pittori. È uno degli artisti più influenti della storia, che ha lasciato un’eredità significativa non solo nel campo dell’arte ma anche in quello della scienza. Oggi, nessun nome sembra incarnare l’età rinascimentale più di quello di Leonardo da Vinci.”
Quale sommo simbolo del Rinascimento, la curiosità apparentemente infinita di da Vinci era eguagliata solo dal suo potere di invenzione. Il suo genio risiede nella sua capacità di connettere scienza e anatomia, geologia, matematica, ingegneria, architettura, teatro, ottica e molte altre discipline.Risalente al 1500 circa, il Salvator Mundi è un dipinto a olio su tavola, eseguito su un pannello di noce, raffigurante una figura a mezzo busto di Cristo come Salvatore del Mondo, rivolta verso lo spettatore, e vestita con una morbida tonaca azzurra e cremisi. La figura tiene un globo di cristallo nella sua mano sinistra mentre solleva la sua mano destra in segno di benedizione. Si ritiene che l’opera sia coeva a La Belle Ferronnière e alla Gioconda.
SE Saif Saeed Ghobash, Sottosegretario del Dipartimento di Cultura and Turismo di Abu Dhabi, ha dichiarato: “A più di 500 anni, il Salvator Mundi conserva ancora una presenza notevole e il persistente senso di mistero che caratterizza le opere migliori di Leonardo. Come uno dei più grandi pittori, filosofi e pensatori della storia, da Vinci ha lasciato il segno su molte delle discipline che hanno plasmato il mondo moderno. È rimasto un’eccezionale icona culturale e come tale, il suo lavoro ha un ruolo importante da svolgere nella narrativa universale del Louvre Abu Dhabi, che racchiude la storia dell’umanità. Con il Salvator Mundi in mostra, potremo onorare l’eredità influente del genio creativo di da Vinci, condividere questa straordinaria opera d’arte con il mondo e ispirare una nuova generazione di leader culturali e pensatori creativi.”
La riscoperta del Salvator Mundi è uno dei ritrovamenti artistici più significativi della storia recente, dai tempi della scoperta di un dipinto di Leonardo da Vinci nel 1909, quando la Madonna Benois, ora all’Ermitage di San Pietroburgo, fu attribuita all’artista. La presentazione dell’opera prima della vendita da parte di Christie’s New York ha suscitato interesse in tutto il mondo. Durante il tour del dipinto ad Hong Kong, Londra, San Francisco e New York, oltre 27.000 persone hanno visto il capolavoro, stabilendo un record per il numero più alto di spettatori prevendita per un’opera d’arte individuale, secondo Christie’s.Dipinto più di 500 anni fa (1490 circa – 1515), il Salvator Mundi potrebbe essere stato realizzato per la famiglia reale francese prima di essere portato in Inghilterra dalla regina Henrietta Maria quando sposò Carlo I. Il lavoro era nella collezione di re Carlo I (1600-1649), dove è registrato nell’inventario della collezione reale. Ritenuto distrutto, il Salvator Mundi è stato riscoperto nel 2007, quando il restauro è stato intrapreso da Dianne Dwyer Modestini, ricercatore senior e conservatore del programma Kress in Paintings Conservation presso il Conservation Center dell’Institute of Fine Arts, New York University. Da quando la fase iniziale di restauro è stata completata nel 2007, il dipinto è stato studiato dalle principali autorità scientifiche competenti sull’opera di Leonardo da Vinci, che hanno attribuito inequivocabilmente il dipinto al più importante pittore del Rinascimento e a una delle figure più significative nella storia dell’arte.Dopo la presentazione al Louvre di Abu Dhabi a settembre, il Salvator Mundi sarà in prestito al Musée du Louvre di Parigi, dove farà parte della mostra di Leonardo da Vinci che si svolgerà dal 24 ottobre 2019 al 24 febbraio 2020. Il Salvator Mundi dovrebbe tornare nella capitale degli Emirati Arabi Uniti dopo l’esposizione e sarà di nuovo in mostra al Louvre Abu Dhabi.

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Doppio capolavoro da Antonello da Messina dalla Sicilia a Torino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 aprile 2016

antonello da messinaTorino dal 22 aprile al 27 maggio 2016 Palazzo Madama – Piazza Castello Doppio capolavoro da Antonello da Messina dalla Sicilia a Torino. Inaugurazione: 21 aprile, ore 18.00. in un nuovo scenografico allestimento appositamente creato per l’occasione in Camera delle Guardie – il celebre Ritratto d’uomo, capolavoro indiscusso e fiore all’occhiello del museo, potrà dialogare con un’opera del grande maestro siciliano eccezionalmente in prestito dal Museo regionale di Messina. Si tratta di una preziosa tavola bifronte che raffigura su un lato la Madonna con il Bambino benedicente e francescano in adorazione e sull’altro l’Ecce homo. Il dialogo tra i due capolavori consente di focalizzare le caratteristiche che hanno reso Antonello da Messina uno dei principali maestri del Rinascmento nonché il primo pittore italiano di statura veramente europea, capace di confrontarsi con i grandi artisti della nuova pittura fiamminga e insieme con la tradizione italiana. L’opera in prestito da Messina è annoverabile tra i primissimi lavori dell’artista e si è imposta all’attenzione della critica internazionale per la straordinaria qualità della pittura, provocando uno fra i più dibattuti casi attributivi per la storiografia su Antonello. La collocazione cronologica, tra il 1465 e il 1470, è attribuibile dai riferimenti alla pittura fiamminga e provenzale: quel patrimonio di cultura “internazionale” che il giovane Antonello aveva certamente conosciuto durante il suo soggiorno formativo a Napoli presso Colantonio intorno al 1450.Il Ritratto d’uomo, dipinto nel 1476, è una delle prove più alte della produzione di Antonello. Nella sua solennità statuaria, è tra i massimi esempi della capacità dell’artista siciliano di fissare con la pittura la personalità del soggetto ritratto, cogliendone la natura più intima e profonda. La potenza dello sguardo ha fatto di questo ignoto personaggio una celebrità, e spesso si è tentato di leggere in senso psicologico la sua espressione autorevole e, forse, autoritaria. Il progetto di collaborazione con il Museo regionale di Messina conferma l’impegno del Museo Civico d’Arte Antica di Palazzo Madama e della Fondazione Torino Musei a fare sistema con altre analoghe realtà istituzionali per ampliare le opportunità di fruizione dei grandi capolavori secondo una logica di art sharing. Dopo Torino, infatti, la mostra farà tappa dal 1 giugno al 10 luglio 2016 nel museo siciliano, luogo che ancora oggi è deputato a custodire la memoria della millenaria cultura messinese e che nell’autunno del 2016 inaugurerà una nuova e imponente sede museale, importante segnale di rinascita della città sotto l’egida dell’arte. (foto: antonello da messina)

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La Fanciulla del West a Palermo

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 dicembre 2010

Palermo 10 dicembre 2010 Teatro Massimo una delle più affascinanti eroine di Giacomo Puccini, Minnie, “La fanciulla del West” compirà 100 anni: il Teatro Massimo ha scelto di concludere la Stagione 2010 con un festeggiamento speciale, presentando al pubblico quest’opera nella ricorrenza del debutto a New York nel 1910. Sulla scena un nuovo allestimento coprodotto con la San Francisco Opera e con l’Opéra Royal de Wallonie: una scelta significativa legata all’ambientazione originale del capolavoro pucciniano che costituisce inoltre la prima coproduzione extra-europea nella storia del Teatro Massimo. Lo spettacolo – firmato per la regia da Lorenzo Mariani, per le scene da Maurizio Balò e per i costumi da Gabriel Berry – è improntato a un’estrema fedeltà rispetto alle indicazioni sceniche presenti nel libretto elaborato per Puccini dall’omonimo dramma di David Belasco da Guelfo Civinini e Carlo Zangarini. Atto dopo atto, l’azione si svolge nel Saloon “La Polka” (la cui ricostruzione è ispirata al film “Johnny Guitar” del 1954 con Joan Crawford), nella capanna di Minnie con le montagne e la neve sullo sfondo, quindi nel bosco californiano. Dal punto di vista scenografico è stata data una particolare enfasi, spettacolare ed espressiva, alla ricostruzione dell’ampia volumetria degli scenari americani, cercando di ricostruirli come li immaginavano i musicisti europei tra fine Ottocento e inizio Novecento, cioè come una successione di spazi sconfinati in cui i pionieri del West cercavano nuova vita, nuova fortuna, nuove speranze di vita migliore. Protagonisti vocali del triangolo amoroso che sostiene la vicenda narrata nell’opera sono celebri interpreti del panorama lirico internazionale come il tenore di origini siciliane Salvatore Licitra (il bandito Dick Johnson / Ramerrez) – al suo debutto al Massimo – e il baritono Roberto Frontali (lo sceriffo Jack Rance) – entrambi già nel cast di San Francisco, cui si unisce il soprano Meagan Miller (anche lei al debutto a Palermo) nel ruolo della protagonista Minnie, il “vero oro” di una società a netta prevalenza maschile.
Sul podio di orchestra del Teatro Massimo sale per la prima volta uno dei “miti” della bacchetta di tradizione italiana, Bruno Bartoletti. Il coro è diretto come sempre da Andrea Faidutti. In alcune repliche i ruoli dei protagonisti saranno interpretati rispettivamente da Zoran Todorovich (Dick Johnson), Carlos Almaguer (Jack Rance) e Elizabeth Blanche-Biggs (Minnie); sul podio salirà anche Roberto Polastri. A Palermo l’opera è andata in scena per la prima volta al Teatro Massimo nel 1913, mentre l’ultimo allestimento risale al 1990, al Politeama.
Il centenario sarà inoltre celebrato con un convegno internazionale di natura interdisciplinare, destinato a tutto il pubblico degli appassionati di musica oltre che dei melomani e dei musicologi.
Il convegno, dal titolo “L’opera fra vecchia Europa e mito di frontiera”, è realizzato dalla Fondazione Teatro Massimo e del Centro Studi “Giacomo Puccini” di Lucca con il contributo dell’Associazione Amici del Teatro Massimo e il sostegno della Fondazione Sambuca e della Casa di Cura di Alta Specialità La Maddalena di Palermo.

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La fanciulla del west a Palermo

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2010

Palermo 10 dicembre 2010 una delle più affascinanti eroine di Giacomo Puccini, Minnie, “La fanciulla del West” compirà 100 anni: il Teatro Massimo ha scelto di concludere la Stagione 2010 con un festeggiamento davvero speciale, presentando al pubblico quest’opera proprio nella ricorrenza del debutto a New York nel 1910. Sulla scena un nuovo allestimento coprodotto con la San Francisco Opera e con l’Opéra Royal de Wallonie: una scelta significativa legata all’ambientazione originale del capolavoro pucciniano che costituisce inoltre la prima coproduzione extra-europea nella storia del Teatro Massimo.
Lo spettacolo – firmato per la regia da Lorenzo Mariani, per le scene da Maurizio Balò e per i costumi da Gabriel Berry – è improntato a un’estrema fedeltà rispetto alle indicazioni sceniche presenti nel libretto elaborato per Puccini dall’omonimo dramma di David Belasco da Guelfo Civinini e Carlo Zangarini.
Protagonisti vocali del triangolo amoroso che sostiene la vicenda narrata nell’opera saranno celebri interpreti del panorama lirico internazionale come il tenore di origini siciliane Salvatore Licitra (il bandito Dick Johnson / Ramerrez) – al suo debutto al Massimo – e il baritono Roberto Frontali (lo sceriffo Jack Rance) – entrambi già nel cast di San Francisco, cui si unirà il soprano Meagan Miller nel ruolo della protagonista Minnie, il vero oro di una società a netta prevalenza maschile. Sul podio di orchestra e coro del Teatro Massimo uno dei “miti” della bacchetta di tradizione italiana, Bruno Bartoletti.

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Massimo Troisi: Il Postino

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Peccioli – 12 luglio ore 21,30 Anfiteatro Fonte Mazzola La Rassegna 11 LUNE rende omaggio a Massimo Troisi con la proiezione del suo ultimo straordinario capolavoro Il Postino, tratto dal romanzo di Antonio Skármeta, con la regia di Michael Radford. La visione del film sarà preceduta da un’introduzione del professor Pier Marco De Santi, direttore artistico di EuropaCinema nonché docente di Storia del Cinema presso l’Ateneo pisano, allietata dalle note del Maestro viareggino Luigi Nicolini e da alcune delle più belle poesie di Pablo Neruda interpretate da Andrea Buscemi.La collaborazione tra De Santi e la Fondazione Peccioli per dura ormai da molti anni e nel 2008 si è concretizzata nella mostra dal titolo Cinema Passerotti – Manifesti Locandine Libretti di una grande Collezione.
Il film – Nell’estate del 1952, Mario Ruoppolo (Massimo Troisi), un disoccupato figlio di pescatori, vive in un’isola (Procida, poi Salina nelle riprese del film) che da poco ha dato asilo politico al grande poeta cileno Pablo Neruda (Philippe Noiret). E proprio in occasione di ciò, Mario viene assunto in qualità di postino, proprio per consegnare la posta al poeta.  Così Mario inizia il suo lavoro, consegnando la posta al poeta tutti i giorni, e meravigliandosi del gran numero di donne che gli scrivono e di quanta ammirazione hanno per lui.

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Un capolavoro al mese: L’ Iliade

Posted by fidest press agency su martedì, 2 marzo 2010

Venezia 11 marzo 2010, ore 17.00 nell’Antisala della Libreria Sansoviniana (ingresso: Piazzetta San Marco 13/a, Venezia) vedrà come protagonisti due manoscritti che ci hanno tramandato il testo dell’Iliade.  Saranno infatti presentati i codici noti nella letteratura filologica come Venetus A e B dell’Iliade, il cod. Gr. Z. 454 e il cod. Gr. Z. 453, entrambi donati dal cardinale Bessarione alla Repubblica nel 1468.  I codici, pergamenacei, risalenti rispettivamente al X e XI secolo, sono straordinari esemplari del poema di Omero, famosi anche per le miniature e il  commento. Introduzione di Maria Letizia Sebastiani, interventi di Elisabetta Lugato e Paolo Eleuteri

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Festival Le parole, I giorni

Posted by fidest press agency su martedì, 7 aprile 2009

Poggibonsi (Siena) 17 e 18 aprile il festival diretto da Stefano Bartezzaghi e Maria Perosino che vedrà protagonisti Odifreddi, Bergonzoni, De Mauro.  Anteprime nazionali, laboratori, incontri e la prima edizione del premio “Parole d’autore”. Nell’anno della scienza, in cui si celebrano i 400 anni dalle prime osservazioni astronomiche di Galileo Galilei, il bicentenario della nascita di Darwin e il centocinquantenario della pubblicazione del suo capolavoro L’origine della specie, il ricco calendario di appuntamenti della seconda edizione di “Le parole, I giorni” ruoterà intorno al tema “Le parole della scienza, la scienza delle parole”. L’universo della parole esplorato nelle sue infinite potenzialità incontrerà l’universo della scienza con esiti stravaganti e imprevisti. Tanti e curiosi sono, infatti, gli appuntamenti di questa edizione promossa dal Comune di Poggibonsi con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali: due spettacoli in anteprima nazionale, laboratori interattivi, incontri-dibattiti, giochi e la prima edizione di un premio dedicato all’innovazione nel linguaggio. Si comincia venerdì 17 aprile con un’anteprima nazionale che vedrà insieme per la prima volta sullo stesso palco, Piergiorgio Odifreddi in “In principio era Darwin” e il mimo Bustric a cui sono affidati preludio, interludio e postludio dello spettacolo (ore 21, Teatro Politeama).  Per gli amanti dei giochi con le parole, sono tre i giochi – laboratorio pensati per chi non vuole limitarsi ad ascoltare, ma vuole essere protagonista del festival: “Scriviamoci su” a cura di Daniela Fabrizi, “Poesia dorsale” gioco – laboratorio a cura di Antonella Ottolina e Silvano Belloni, “L’arte di inventarsi una scienza” a cura di Paolo Albani. Sabato 18 invece, nella mattinata, sarà possibile partecipare alla conversazione con Armando Massarenti, Piergiorgio Odifreddi, Massimo Bucciantini (modera Paolo Maccari) sul tema “Le parole della denigrazione” e alla conferenza di Paolo Albani “Le bizzarre invenzioni scientifiche degli scrittori”. Nel pomeriggio, sarà Luca Serianni a parlare del complesso rapporto tra “La lingua italiana e la scienza”. Completa la rassegna un ricordo di Idolina Landolfi, direttrice artistica della prima edizione del festival.  Per tutta la durata del festival spetterà al gruppo ‘fonografico’ dei Rapsodi scandire il ritmo degli incontri con spettacolari intermezzi “Attaccare in Forse (e sbagliare nemico)” e “Seguire l’enorme (senza infrangere le regole)”.

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Formidabile Tosca

Posted by fidest press agency su martedì, 24 marzo 2009

Teatro Regio di Parma 2, 5, 8, 11, 14, 17 aprile 2009 alle ore 20.00  Tre formidabili interpreti segnano il ritorno di Tosca al Teatro Regio di Parma. Il capolavoro di Giacomo Puccini chiude la Stagione Lirica 2009 il prossimo giovedì 2 aprile con uno straordinario terzetto di star. Il soprano Micaela Carosi affronterà il personaggio Floria Tosca, il tenore Marcelo Alvarez vestirà i panni del pittore Mario Cavaradossi e il baritono Marco Vratogna si calerà nelle vesti del sadico Barone Scarpia. Saranno loro i tre protagonisti in scena nello spettacolo originariamente ideato da Alberto Fassini per il Teatro Comunale di Bologna e ora ripreso da Joseph Franconi Lee. Sul podio Massimo Zanetti, che recentemente ha dato eccezionale prova della sua sensibilità direttoriale al Festival Verdi 2008.  Fu proprio nella città dove sono ambientati i tre atti della tragica vicenda, che Tosca vide la luce il 14 gennaio del 1900 al Teatro Costanzi di Roma. Su libretto del duo Illica-Giacosa, la quinta opera di Giacomo Puccini è tratta dal dramma omonimo di Victorien Sardou scritto e rappresentato tredici anni prima a Parigi, cavallo di battaglia per la grande attrice Sarah Bernhardt. «La peculiarità della Tosca fra le opere di Puccini – ha detto il musicologo Fedele d’Amico, che fu tra i primi a cogliere la statura internazionale del compositore toscano – è che il male vi appare nettamente come entità autonoma, in una sorta di sinistra autoesaltazione. In Manon Lescaut il male è soltanto fatalità interna dell’amore, un suo intrinseco destino; com’è nella Bohème, in altro tono, la giovinezza intesa come irresponsabilità e per questo destinata a irreversibilmente perire. In Tosca è invece una forza propriamente demoniaca, esterna e nemica, e soddisfatta di sé».  Da un’idea originaria di Alberto Fassini, regista cresciuto alla grande scuola teatrale di Luchino Visconti, nasce il coinvolgente allestimento in scena al Teatro Regio di Parma, ora ripreso da Joseph Franconi Lee, che si è valso delle scene e dei costumi firmati da William Orlandi e delle luci di Guido Levi.   Come consuetudine al Ridotto del Teatro Regio sabato 28 marzo 2009 alle ore 17.00, si terrà, con ingresso libero, l’incontro di presentazione dell’opera per il ciclo “Prima che si alzi il sipario” realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Musica “A. Boito” di Parma. All’incontro, condotto da Alessandro Taverna, è attesa la presenza di alcuni dei protagonisti dell’opera in debutto. Saranno inoltre i soprani Maria Loreta di Micco e Hitomi Kuraoka, i  tenori Paek Seung Hwa e Yoo Sang-Hyun, i baritoni Kim Se-Yun, Fumitoshi Miyamoto, Domenico Mento a proporre arie e duetti dal melodramma donizettiano, accompagnati al pianoforte da Roberta Ropa. La Stagione Lirica 2009 del Teatro Regio di Parma è realizzata anche grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno di Banca Monte Parma, Barilla, Enìa, Agricar Mercedes Benz, Melegari Home, Consorzio del prosciutto di Parma.

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