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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘carabiniere’

“Solidarietà a carabiniere ferito, il Governo non tutela le Forze dell’Ordine e gli italiani”

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

“I migranti tanto cari al Governo Pd-M5S hanno aggredito l’autista del pullman che li stava trasferendo da Porto Empedocle (Agrigento) a Trapani e mandato in ospedale un carabiniere che era in servizio di scorta. Poi, ovviamente, sono scappati. E i ministri Bonafede e Lamorgese cosa fanno per tutelare le Forze dell’Ordine e garantire la sicurezza degli italiani? Nulla”. Lo dichiara, in una nota, il Questore della Camera e membro della commissione Affari esteri Edmondo Cirielli (FdI): “E’ vergognoso che la maggioranza giallorossa continui a far finta di non vedere ciò che, quasi ogni giorno, accade nei centri di accoglienza, dove i nostri uomini e le nostre donne in divisa vengono lasciati in balia di clandestini violenti che non vogliono rispettare le nostre leggi. Tra l’altro, anche in questo caso, si tratta di tunisini che sono espatriati dal loro Paese dove non c’è alcuna guerra. E, dunque, perchè consentiamo loro di sbarcare illegalmente in Italia? Perché il Governo Conte non difende le frontiere sovranazionali? Mi auguro che i tunisini in fuga vengano rintracciati il prima possibile e poi espulsi immediatamente. E’ assolutamente necessario il blocco navale, proposto più volte da Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, per fermare l’immigrazione clandestina e ripristinare la legalità e la sicurezza nella nostra Patria. Al carabiniere e all’autista aggrediti giunga la mia totale solidarietà” conclude Cirielli.

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“La morte di un ragazzino di 15 anni”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 marzo 2020

Napoli. E’ una tragedia immane e rispettiamo il dolore di una mamma. È però giusto sottolineare che il Carabiniere ha agito come doveva, in una situazione di imminente pericolo per sé stesso e per la sua fidanzata»È il commento della dottoressa Patrizia Massimini, vice presidente dell’Associazione Nuova Difesa.«Una vita è stata stroncata e un’altra è stata distrutta per sempre. Adesso – prosegue – non vogliamo la gogna mediatica per il carabiniere e siamo pronti ad offrirgli assistenza legale, mediante il professionista che collabora con la nostra associazione e che già si è occupato di casi come quello del Vice Brigadiere Francesco Tedesco relativamente al caso Cucchi, caso Magherini, caso Narducci, caso Carabinieri di Aulla o, caso molto simile a questo, quello del poliziotto che a Guidonia, nel 2017, sparò e uccise due giovani che armati di pistola a giocattolo, tentarono di rapinare un commerciante. Le accuse nei confronti di quel poliziotto sono state archiviate. Attendiamo serenamente l’esito delle perizie con la consapevolezza – conclude – che non è facile distinguere in piena notte e mentre te la stanno puntando alla tempia, una pistola vera da quella a giocattolo».

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Carabiniere ucciso a Roma: se non spari sei morto, se spari vieni licenziato

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

ROMA – (GRNET.IT) Mentre da ieri piangiamo la brutale uccisione del Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, per la quale sono accusati due ragazzi ventenni americani, in vacanza in Italia, non possiamo non sottolineare il clima di inquietudine e timore con il quale le nostre forze dell’ordine devono fare i conti durante il loro servizio. Paradossalmente coloro che pattugliano le nostre strade non hanno affatto paura di affrontare i delinquenti, ma di vestire i panni dell’accusato se per una malaugurata serie di circostanze dovessero essere costretti a far uso dell’arma in dotazione. Questo è il clima che si respira, e lo denunciamo da tempo. Queste erano presumibilmente le ansietà ed i timori che si portava dietro anche il Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega prima di essere ucciso.
Esempi di carabinieri finiti male per aver usato l’arma in dotazione ce ne sono tantissimi, ma quella del Maresciallo Raffaele RUSSO, all’epoca effettivo al Comando Stazione Carabinieri Roma San Pietro e difeso dall’avvocato Giorgio Carta, è emblematica e vale la pena leggere la dinamica di ciò che gli accadde direttamente dall’ordinanza di archiviazione del GIP del tribunale militare di Roma, Elisabetta Tizzani, che lo ha assolto:
«…la mattina del 16.3.2018 personale della Compagnia CC Roma-San Pietro nel corso di attività investigativa delegata, effettuava un servizio finalizzato a bloccare alcuni soggetti dediti a truffe, estorsioni nei confronti di automobilisti. Verso le ore 18.00 in Via Federico OZANAM la pattuglia automontata intervenne per identificare gli occupanti di una autovettura Mini Cooper posizionandosi innanzi al mezzo. Il capo pattuglia in divisa usciva dalla autovettura e si avvicinava al conducente della Mini Cooper il quale, con improvvisa manovra di guida, cercava di darsi alla fuga tentando di investire il militare. Quest’ultimo si spostava dal margine verso il centro della carreggiata evitando l’investimento. A quel punto proveniva a piedi dall’opposto senso di marcia il Mar. Russo Raffaele in abiti civili. L’autovettura continuava la fuga e l’indagato per evitare di essere investito si spostava esplodendo un colpo di arma da fuoco in direzione dell’auto in fuga. Il proiettile attingeva una donna e sua figlia che viaggiavano a bordo di uno scooter nella stessa direzione di marcia della Mini in fuga. Le due donne venivano soccorse e portate presso l’ospedale San Camillo ove venivano ricoverate, la prima in prognosi riservata non in pericolo di vita per ferita di arma da fuoco alla spalla sx con lesione dell’arteria e del tendine ascellare e la seconda per lesione arto superiore sx da arma da fuoco».
Senza dilungarci oltre, precisiamo che nell’ambito del procedimento penale militare a carico del Maresciallo Russo, sia il Pubblico Ministero, che il G.I.P. hanno ritenuto legittimo l’impiego delle armi da parte del militare. Il Pubblico ministero militare Massimo Nunziata, nel chiedere l’archiviazione del procedimento a carico del Maresciallo ha argomentato che l’esplosione del colpo è avvenuta “al fine di vincere la resistenza opposta in occasione di forzamento di posto di controllo da soggetto resosi responsabile di resistenza e tentativo di lesioni a pubblico ufficiale. La condotta dell’indagato, nei termini di cui alla contestazione, va quindi ricondotta nell’uso legittimo delle armi atteso che pur se rivolta nei confronti di soggetto in fuga essa mirava ad evitare l’insorgere di pericoli per altre persone oltre che per gli operanti” poichè il guidatore della Mini Cooper “compiva atti idonei diretti in modo non equivoco a arrecare la morte ai pubblici ufficiali… in particolare lanciando contro i predetti l’autovettura in suo possesso senza riuscire nell’intento per cause indipendenti dalla volontà(schivamento del veicolo da parte dei due Carabinieri)”. La conclusione dell’intero procedimento a carico del Maresciallo Russo è però sconcertante: se da una parte il tribunale militare ha archiviato la sua posizione e quello ordinario ha condannato in primo e secondo grado i suoi aggressori per aver tentato di ucciderlo, adesso il militare si trova ad affrontare un procedimento interno finalizzato – nonostante la piena assoluzione – al suo possibile licenziamento dall’Arma dei Carabinieri.Questo è il clima di ansia e preoccupazione che appesantisce in maniera intollerabile il servizio delle forze dell’ordine ed è il medesimo – ne siamo certi – che respirava il povero Vice Brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega il quale, se fosse stato più sereno ed avesse avuto in dotazione un semplice taser, forse oggi sarebbe ancora vivo. (GRNET.IT).

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Carabiniere ammazzato per cento euro

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Roma – Un carabiniere mentre era in servizio è stato ucciso nella notte a Roma, in via Pietro Cossa nel quartiere Prati, con otto coltellate, una di queste all’altezza del cuore. Da una prima ricostruzione, il vice brigadiere durante un servizio con alcuni colleghi aveva fermato due uomini considerati responsabili di furto e estorsione, quando uno di essi avrebbe estratto il coltello colpendolo più volte, per poi fuggire. Dopo il trasporto disperato in ospedale il militare è poi spirato. In seguito sono stati fermati due giovani americani che alloggiavano in un albergo nei pressi. Il riconoscimento è avvenuto tramite le telecamere di soveglianza sparse nella zona. La vittima è il vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Rega Cerciello, di 35 anni sposato da circa un mese. Il militare era ritenuto dai suoi stessi colleghi un carabiniere sempre disponibile e sempre pronto a dare il suo contributo verso i cittadini e le necessità dell’ufficio.
Le nostre città sono ormai terre di confine, dove la legge viene esercitata con violenza in modo impunito, dove migliaia di cittadini senza volto e senza nome commettono ogni tipo di reato, sicuri di un sistema giudiziario che non è in grado di garantire una pena certa.
In questa terra di confine i Carabinieri sono chiamati a intervenire in carenza di personale, senza mezzi, senza sicurezza, senza tutele legali nel caso si ha la necessità di ricorrere all’uso delle armi.
Piangeremo il nostro collega caduto per svolgere il suo dovere, ma siamo stanchi e riteniamo inaccettabile questo sistema organizzativo della sicurezza delle nostre città.
Il SIM Carabinieri chiede ora con fermezza più uomini nelle strade e meno personale negli uffici, per i servizi di vigilanza agli uffici ministeriali della Capitale, per le innumerevoli scorte concesse spesso senza reali necessità e infine l’impiego delle ingenti risorse economiche destinate all’operazione “strade sicure”, per lo stanziamento di fondi straordinari affinché si possa ritornare all’Istituto delle forze di polizia ausiliarie, veri professionisti di sicurezza formati dall’Arma dei Carabinieri e dalle altre FF.PP., che possono garantire maggior controllo del territorio, come lo è stato in passato.

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Carabiniere ucciso a Roma. Paoloni (Sap): «E’ una strage. Soggetti senza rispetto per la vita umana»

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

«Esprimiamo profondo cordoglio all’Arma dei Carabinieri per questo tragico evento e vicinanza alla famiglia del giovane Vice Brigadiere barbaramente ucciso. E’ il quinto collega caduto in servizio dall’inizio dell’anno, a fronte dei tanti che ogni giorno vengono feriti mentre svolgono il servizio. Questa inizia a prendere le sembianze di una strage».A dichiararlo è Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap). «Tutto questo non è accettabile – prosegue – vanno individuate norme che facciano comprendere a tutti che chi svolge una funzione pubblica, va tutelato. Il collega è morto a causa di 7 coltellate. 7 coltellate significano che l’extracomunitario aveva intenzione di ucciderlo e non di dileguarsi. Noi operatori delle forze dell’ordine, siamo obbligati ogni giorno a confrontarci con questo tipo di persone che fanno della criminalità la loro mission, non avendo rispetto né per le divise, né per la vita umana. Ci aspettiamo prese di posizione chiare da tutte le forze politiche, perché – conclude – davanti a un giovane Carabiniere accoltellato a morte, non si può negare nulla di tutto ciò».

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Rega, Mollicone (FdI): “Centro storico far west, governo aumenti forze a Roma”

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 luglio 2019

Roma. “Ci uniamo al dolore dei familiari del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, vittima dello stato di insicurezza in cui versa la Capitale. Il centro storico è diventato un far west, in cui interi spazi pubblici sono in bàlia di sbandati e criminali, per responsabilità del Partito Democratico che lo governa storicamente. Il prefetto convochi immediatamente il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, affinchè sia affrontato il tema ai livelli più alti.
E’ necessario quindi un impegno maggiore nelle nostre strade. Non è possibile che violenze di questo genere avvengano in pieno centro, come stanotte a Prati. Chiediamo che siano inoltre posizionati dei gruppi interforze fissi a Colle Oppio e a Piazza Adriana, da cui far partire il pronto intervento. Presenterò un’interrogazione al governo per chiedere quindi che vengano aumentati gli investimenti di uomini e mezzi nel centro storico.” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia per il collegio Lazio 1 e presidente della sezione di Colle Oppio.
“La scorsa notte un carabiniere di 35 anni è morto ammazzato da 2 magrebini ancora latitanti, 8 coltellate di cui una dritta al cuore, a pochi passi dal Vaticano. Provo tanta rabbia e profonda tristezza, l’Italia non può più essere il punto di approdo di queste bestie. Vicinanza alla famiglia di questo servitore dello Stato e all’Arma dei Carabinieri, spero che questi animali vengano presi subito e che possano marcire in galera”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.
“Oggi noi tutti abbiamo perso un figlio, un marito, un uomo che aveva deciso di mettere al servizio del Paese la sua vita e che è stata tragicamente spezzata nell’espletamento del suo dovere. Oggi deve essere solo la giornata del cordoglio e della vicinanza alla famiglia e alla giovane moglie del carabiniere Mario Cervello Rega, ma anche all’Arma dei Carabinieri che ha perso un suo coraggioso e valido elemento”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Giovanna Petrenga, componente della Commissione Difesa.
“Rivolgo le mie condoglianze ai familiari del Vice Brigadiere dei Carabinieri, Mario Cerciello Rega, ucciso ieri sera a Roma. Chi ha la responsabilità morale e politica di quanto accaduto, fino a prova contraria, abita sui colli fiorentini. Un momento di riflessione per tutti noi nella speranza che i responsabili politici siano processati non solo dalla storia ma anche dalla giustizia. I carabinieri sono degli eroi sacrificati da una dissennata politica precedente i cui frutti se ne colgono ora”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Maria Teresa Baldini.
“Onore al vice brigadiere dell’Arma Mario Rega Cerciello, 35 anni, ammazzato questa notte a Roma mentre era in servizio. Se davvero, come sembra dalle prime informazioni, gli assassini del carabiniere sono di origine nordafricana la responsabile non è solo loro. Ma anche dei governi del Pd che in questi anni ha trasformato l’Italia in un campo profughi per delinquenti. E soprattutto di un governo Lega e Cinque stelle in carica da anno che non ha fatto nulla per rimpatriare stranieri ed espellere i clandestini”. E’quanto afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore Camera dei Deputati.

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Ogni Militare, Ogni Carabiniere si è arruolato per tutelare e difendere i più deboli. Per rappresentare lo Stato

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 novembre 2018

“Ogni Militare, – scrive Michele Fornicola – ha giurato sulla Costituzione per difendere garantire rappresentare i principi fondamentali che vi sono contenuti. Regole di vita democratica per le quali chi ci ha preceduto ha dato la propria vita in sacrificio. Noi li commemoriamo, li celebriamo. Spesso senza neanche comprenderne il significato. Forse la colpa è di chi ci ha formato. Di chi non ha voluto comprendere e condividere l’importanza di quelle regole che i PADRI COSTITUENTI ci hanno regalato. Che tristezza, quando leggo commenti in spregio alle norme della Costituzione. Che tristezza ogni volta che sento un delegato della Rappresentanza Militare sottovalutare o, addirittura, sminuire questo importante traguardo che abbiamo conquistato dopo tanti anni grazie alla Carta Europea dei diritti ed alla sua estensione anche i Italia. Sono convinto di questo aspetto. Senza le fondamentali linee guida dell’Europa saremmo ancora in attesa di quella piena applicazione delle regole che la nostra COSTITUZIONE prevede da sempre. La Costituzione più bella del mondo. Invece di gioire, alcuni sembrano infastiditi. Inconsapevoli protagonisti nella sua accezione negativa. Che tristezza quando sento delegati che non si sono impegnati per raggiungere questo obiettivo e che ora lo temono, lo criticano, Questi delegati certamente non dovrebbero parlare in nome e per conto dei militari in genere. Certamente non dovrebbero parlare in nome e per conto dei Carabinieri. A questi delegati, sopratutto, consiglio vivamente la lettura della sentenza pronunciata nel merito dal Consiglio di Stato”.

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