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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘carabinieri’

I carabinieri spacciatori di Piacenza

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

Per chi avesse ancora dei dubbi, i carabinieri sono esseri umani, come i poliziotti, i militari e tutti coloro che hanno alla base della loro attività un giuramento di fedeltà alla nostra Repubblica. E gli esseri umani fanno non solo quello che hanno fatto i carabinieri nella città emiliana, ma anche di peggio, basta sfogliare le cronache quotidiane e qualunque libro di storia. Ci dispiace per la bella Piacenza che vedrà accorpato il proprio nome a questo evento, ma… questa volta è toccato a lei. E, ovviamente, ci dispiace per i Carabinieri, che è molto raro siano come quelli della caserma Levante, ma anche in questo caso… è toccato a loro. Storie di umanità.Nelle informazioni mediatiche su quanto accaduto, apprendiamo che il Procuratore capo di Piacenza ha proceduto agli arresti dopo 6 mesi di indagini, 75 mila intercettazioni e oltre 2 milioni di dati analizzati.
Cioè che erano sei mesi che si sapeva (anche se non in modo certo) quello che facevano i carabinieri di quella caserma. La procura ha avuto bisogno di una certezza che per lei è diventata tale dopo sei mesi e, per esempio, magari in modo discreto, non ha ritenuto opportuno intervenire prima, non certamente per arrestarli ma quantomeno per sospendere questi carabinieri: non si è ritenuto che il delicato servizio (in periodo di confinamento, poi…) svolto da queste forze dell’ordine potesse essere soggetto ad un provvedimento preventivo per il pericolo di ulteriori danni.La logica della procura è probabile che fosse del tipo “abbiamo bisogno del cadavere per procedere e se li sospendiamo, ci dimentichiamo il cadavere”.La logica che noi qui cerchiamo di presentare invece è un’altra: vale la pena attendere il cadavere a fronte anche di “piccoli” reati di cui magari si aveva già contezza, come essere attori in una guerra tra spacciatori di droghe illegali… è meglio sospendere/arrestare qualcuno per un “piccolo” reato o è meglio farlo quando il reato è “grosso” (cadavere)? Conta di più il “grosso” risultato (che innegabilmente oggi c’è) o il “piccolo” (solo, magari, da cronaca locale e non da titoli nazionali di prima pagina), impedendo il protrarsi e il nascere di una situazione che porta al cadavere? Le nostre domande sono retoriche e la nostra opinione è ovvia. A maggior ragione se pensiamo ad altri contesti in cui, per garantire l’ordine pubblico, le Autorità non si fanno tanti scrupoli e, per esempio, vietano l’accesso ad alcune zone urbane a persone sospette per il solo fatto di avere un giudizio in corso (non una condanna o un qualche provvedimento di divieto di frequentazione).Quanto sopra ci porta a ritenere che probabilmente la prevenzione e la repressione dei crimini abbiamo due pesi e due misure.Una, anche illegale come nel caso fiorentino, verso il comune cittadino, l’altra “garantista” verso i tutori dell’ordine pubblico, al punto di far continuare reati in corso per meglio intervenire su quello che abbiamo chiamato cadavere. Questo proprio non ci piace. Ma prendiamo atto che oggi è così. Speriamo che possa essere di lezione per una prevenzione e una repressione che metta al primo posto la sicurezza pubblica e non il coefficiente di delinquenza dei presunti rei. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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TAR Bologna riammette in servizio il carabiniere destituito per i tatuaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

(GRNET:IT) Il TAR dell’Emilia Romagna – presiedente Andrea Migliozzi, estensore Paolo Amovilli – ha riammesso in servizio un Appuntato dei Carabinieri destituito il 4 marzo scorso per il semplice possesso di tatuaggi (sentenza). Il TAR, ha accolto il motivo di impugnazione prospettato dai legali del carabiniere – gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta – riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione comminata rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione e la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva bensì i presupposti per l’applicazione di una sanzione più mite»;Il TAR ha aggiunto che «la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego del ricorrente presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».
«La sentenza del TAR Emilia Romagna – ha dichiarato l’avvocato Giorgio Carta – fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quei militari che, negli ultimi mesi, dopo decenni di tolleranza da parte dell’Amministrazione, si sono trovati improvvisamente sottoposti a procedimenti disciplinari di stato per un comportamento assolutamente diffuso in tutte le polizie del mondo e, comunque, facilmente superabile dall’uso della divisa con maniche lunghe. Nel caso di specie, il ricorrente era giudicato da anni “superiore alla media” dai suoi stessi superiori e si era trovato d’improvviso licenziato dall’Arma pur essendo stato utilmente impiegato, durante tutta la durata del procedimento disciplinare, nel nucleo Tribunali con le maniche lunghe. Auspico che i procedimenti disciplinari attualmente in corso nei confronti di altri carabinieri tatuati tengano conto della importante affermazione di principi del TAR Emilia-Romagna».«Apprendiamo con soddisfazione della sentenza del Tar Emilia Romagna che ha reso Giustizia al collega destituito dall’Arma dei Carabinieri per essersi fatto alcuni tatuaggi in zone visibili del corpo. Abbiamo sempre sostenuto che la sanzione della destituzione per via di tatuaggi visibili, ledesse il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione e che la normativa interna dell’Arma “sconsigli” i tatuaggi, ma non li vieti. Anzi, tale pratica è diffusissima anche tra gli Ufficiali.».Così Massimiliano Zetti, Segretario generale del Nuovo Sindacato Carabinieri. «In mancanza di chiari divieti, è inammissibile che solo nella Legione Carabinieri Emilia Romagna, negli ultimi tempi, sia divampata una caccia alle streghe nei confronti di chi esibisce i tatuaggi. Chiediamo quindi che anche altri gli procedimenti disciplinari, seguiti dal nostro Pool Disciplina e pendenti sempre in Emilia Romagna per i tatuaggi, vengano archiviati in autotutela. Credo che la scala gerarchica dovrebbe occuparsi di altri gravi problemi che attanagliano quella Legione, piuttosto che di tatuaggi. Un pensiero finale va al Consulente Legale del nostro Sindacato, Avvocato Giorgio Carta, che ancora una volta si è schierato in prima linea nella difesa dei diritti dei Carabinieri.» (GRNET:IT).

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Essere carabinieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 marzo 2020

Quando i limiti che l’Ordinamento impone ai militari confliggono con il principio fondamentale di sviluppo della personalità, il diritto di famiglia o di affettività…. quando agiscono in modo da diminuire la sua sicurezza… credo che questi limiti vadano aggiornati, rivalutati… insieme a chi si occupa di tutela del personale.In tema di “ricongiungimento familiare” del personale delle Forze Armate e di Polizia, il Comando Generale ha recentemente sostenuto (Commissione Affari costituzionali e Difesa riunite) che il legittimo interesse al conseguimento; le legittime aspettative sono adeguatamente contemperate. L’ipotesi avanzata dal legislatore di fissare un “diritto” non sarebbe funzionale, delimiterebbe eccessivamente il potere discrezionale in materia di impiego e determinerebbe un esodo verso le regioni del sud.Io credo che la parola “famiglia”, nell’Arma, debba essere riempita di maggiori contenuti; credo che la scelta di fare il Carabiniere meriti maggiore considerazione. Non ci possono essere alibi a giustificare questa compressione dei diritti fondamentali che la Repubblica riconosce agli altri cittadini. Il diritto all’affettività, il diritto alla famiglia. Il diritto a poter sviluppare la propria personalità. Il diritto a poter conciliare tempi di vita e di lavoro.Credo che il paventato esodo verso le regioni del sud sia indice di una strategia sbagliata del Comando Generale e, in Commissione, si è messa in discussione la stessa “Unità d’Italia”. Ritengo necessario agire nel rispetto della Legge che impone di operare di concerto con la Rappresentanza Militare, su tutte le materie e ogni volta che sono ipotizzate modifiche o innovazioni rispetto le Circolari emanate sulle materie di competenza della Rappresentanza Militare ed ora anche dei sindacati dei Militari.Il Comando Generale dell’Arma tende ancora ad eludere il tema, a riconoscere spazi solo sulle materie ed ai temi originati dal COCER (e non sugli altri). Nelle decisioni del Comando Generale dell’Arma non vi è mai stato un “vero coinvolgimento” della Rappresentanza militare (tutta) sulle materie di competenza. L’auspicio è, ovviamente, che i sindacati dei militari riescano presto ad ottenere il ruolo attivo e di partecipazione che gli competono nelle decisioni che riguardano la “vita nell’Arma”. Nell’ottica di ricercare costantemente soluzioni che, pur rispondendo alle elevate aspettative che la società ripone nel ruolo istituzionale ricoperto da ciascun Carabiniere, possa migliorare le condizioni di vita mediante interventi mirati verso i rilevanti specifici fattori di rischio (episodi di suicidio) perché, è noto, il 50% dei casi è riconducibile anche alle relazioni interpersonali quando sono compromesse a causa di “motivi di salute” anche dei familiari che sono spesso distanti dalla Sede di servizio (tema dei trasferimenti)

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Carabinieri: Rojc (Pd), grazie a chi vigila su nostre feste

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 dicembre 2019

Rojc visita carabinieri Duino.jpg“Grazie all’Arma dei Carabinieri e a tutto il personale del comparto sicurezza che vigila sulla serenità delle nostre feste, sempre sul territorio e sempre a disposizione dei cittadini. In questi giorni in particolare dobbiamo ricordarci di chi, specie nei reparti territoriali, continua a lavorare in un settore particolarmente delicato della vita civile”. Lo ha detto la senatrice Tatjana Rojc, membro della commissione Difesa a Palazzo Madama, oggi nel corso della tradizionale visita per gli auguri di Natale alla stazione dei Carabinieri di Duino Aurisina (Trieste).
“Questi auguri – ha spiegato Rojc – sono simbolicamente rivolti a tutte le donne e gli uomini che indossano la gloriosa divisa dei Carabinieri, operando sul territorio nazionale e all’estero. Le misure contenute nella manovra appena approvata devono essere solo il primo capitolo di un lavoro organico di rafforzamento e ammodernamento”.
Con il comandante della compagnia, capitano Cristian Giavedoni, coadiuvato dal luogotenente Corrado Pipp, la senatrice ha fatto il punto su varie problematiche del territorio di competenza dei CC di Duino Aurisina, tra cui il fenomeno delle violenze familiari, della rotta balcanica e dell’operazione Strade sicure. (foto: Rojc visita carabinieri di Duino)

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“La lunga e silente serie di omicidi di Uomini dello Stato”

Posted by fidest press agency su domenica, 28 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci scrive, in una lettera pubblica, Luigi Avveduto, un rappresentante dei Carabinieri d’Italia: “Ennesima tragedia nel Bel Paese e nel cuore della Capitale. Un V.Brig. dei Carabinieri viene ucciso con 8 coltellate, una delle quali al cuore, per svolgere il Suo compito: il dovere!Come uomo e rappresentante di tutti i Carabinieri d’Italia desidero sfogare il mio e nostro dolore!
Siamo stanchi di dover operare ogni giorno in condizioni pietose, senza adeguati strumenti e con equipaggiamenti del tutto obsoleti se non addirittura quasi inesistenti. La formazione dei nostri giovani militari è ancora incentrata molto sulla teoria e poco sulla pratica, per non parlare del quasi dimenticato addestramento-aggiornamento, che dovrebbe essere costante e necessario per ogni uomo in uniforme, per poter offrire sicurezza ai cittadini, a coloro che si alzano la mattina per andare a lavorare onestamente, alle casalinghe, agli studenti, ai disoccupati e pensionati. Oggi più che mai i nostri militari hanno bisogno di maggiori strumenti di intervento e tutela! Alcune domande, quindi, sono d’obbligo: alla sicurezza di questi uomini in uniforme chi ci pensa? Chi si ricorda che anche noi siamo uno spaccato importante di questa società che soffre l’insicurezza ogni giorno? Lavoriamo come una squadra di calcio con pochi uomini in campo, questa la verità.Mancano le adeguate risorse umane, i nostri organici sono al di sotto della media europea e, quelle che dovrebbero essere il nostro fiore all’occhiello, le Stazioni, subiscono più di tutti, con Comandanti che quotidianamente devono arrovellarsi alla ricerca di soluzioni, per poter far fronte a tutte le richieste di servizio ed esigenze del territorio.Il tanto decantato taser non lo vediamo ancora indossato da tutti i nostri colleghi. Come mai? Mancano i soldi oppure la politica li investe per altro? Abbiamo Carabinieri impiegati, giustamente, anche negli uffici per lo svolgimento del lavoro burocratico, ma sono uomini che vengono a mancare sulle nostre strade. Lo stesso possiamo dire per tutti gli uomini impiegati nelle scorte, tribunali, Ministeri e Stati Maggiori.Perché non si assumono, ad esempio, gli ex ausiliari già formati a suo tempo? Perché non si riassumono i carabinieri congedati che, al di là dell’età, possono ricoprire ruoli burocratici all’interno dell’Arma? Perché non si bandiscono concorsi per 15.000 Carabinieri ogni anno? Perché non si bandiscono concorsi per istruttori di difesa personale, impiegandoli nelle scuole di formazione e in ogni Comando provinciale d’Italia? Perché mai la politica è assente, a parte qualche slogan durante le campagne elettorali? Perché alcuni governi hanno depenalizzato numerosissimi reati penali? Perché non si propone di eliminare definitivamente tutte le attenuanti generiche e non, assicurando la certezza della pena? Perché la vita di un carabiniere o di un poliziotto vale circa 87 euro, se un delinquente non si ferma ad posto di controllo? Perché se un carabinieri non chiede con gentilezza al delinquente di seguirlo in caserma, rischia di essere denunciato, forse arrestato e sbattuto sulle prime pagine dei giornali? Perché i governanti non risponderanno ai miei quesiti? Siamo forse solo poveri, umili e semplici servitori di questo Stato che si chiamano Carabinieri, nei secoli fedeli, che tutti amano ma che tutti dimenticano?! Adesso servono solo onori e preghiere per il collega Mario Cerciello Rega ed un sincero abbraccio ai suoi genitori e alla sua signora.”

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“L’arte ritrovata dall’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale”

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 giugno 2019

Si apre a Roma, presso i Musei Capitolini, Palazzo dei Conservatori, la mostra “L’arte ritrovata dall’Arma dei Carabinieri per il recupero e la salvaguardia del nostro Patrimonio Culturale”. L’esposizione è stata allestita in occasione del cinquantennale dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e durerà fino al 20 gennaio 2020. La prestigiosa mostra, curata da Daniela Porro e Alessandro Mandolesi, testimonia la pluridecennale azione dell’Arma dei Carbinieri per la salvaguardia del nostro immenso patrimonio artistico e archeologico. Il colonnello Alberto Deregibus, Vicecomandante dei Carabinieri Tpc, sottolinea che : “La mostra è anche un esempio, soprattutto per i giovani, di una nuova cultura della legalità”. L’esposizione allestita in occasione del cinquantennale dell’istituzione del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC) durerà fino al 26 gennaio 2020 (by Christian Flammia)

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INGV e Arma dei Carabinieri in sinergia per il potenziamento della rete di monitoraggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 maggio 2019

carabinieri e ingvNella giornata di ieri, presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Comandante Generale Gen.le C.A. Giovanni Nistri e il Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Prof. Carlo Doglioni hanno firmato il Protocollo d’Intesa che dà inizio a una stretta collaborazione tra l’ARMA e l’INGV, entrambi strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile.Di durata decennale, il Protocollo è finalizzato al potenziamento della Rete Sismica Nazionale (RSN) per scopi di Sorveglianza Sismica e di Protezione Civile, attività di estrema rilevanza per la Pubblica Sicurezza NazionaleL’INGV, infatti, attraverso le competenze del suo Osservatorio Nazionale Terremoti (INGV-ONT), realizzerà una serie di stazioni di monitoraggio con elevati standard di sicurezza e affidabilità, in grado di migliorare, laddove necessario, le caratteristiche dell’attuale Rete Sismica Nazionale con particolare riguardo ai principali centri abitati. L’ARMA faciliterà l’installazione di stazioni sismiche per il monitoraggio e la sorveglianza sismica, vulcanica e ambientale all’interno delle proprie caserme disseminate sul territorio nazionale, presidiate h24 e ubicate in posizioni strategiche tali da garantire una copertura ottimale del territorio. Tali siti diventeranno nuovi nodi della Rete Sismica Nazionale, ospitando stazioni che il personale dell’INGV-ONT installerà con il supporto logistico del personale dell’ARMA.Le stazioni di monitoraggio della Rete saranno dotate di sensori per il monitoraggio di fenomeni sismici, quali velocimetri/accelerometri, o eventuali altri sensori di interesse per le attività previste.L’implementazione della Rete permetterà di migliorare le attività di monitoraggio sismico e vulcanico sul territorio nazionale, incrementando il numero e la qualità delle stazioni, garantendo, in caso di variazioni significative della sismicità o in caso di dichiarazione dello stato di emergenza, una sorveglianza ottimale e la capacità di intervento su tutto il territorio nazionale. (foto copyright carabinieri)

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Gen. Giovanni Nistri: “Pronti a costituirci parte civile contro i carabinieri indagati”

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Questa decisione è giunta dopo un lungo percorso di interlocuzioni da parte del Gen. Giovanni NISTRI con la famiglia del geometra romano, deceduto a Roma il 22 ottobre 2009, mentre era sottoposto a custodia cautelare, la cui morte è al centro del processo tuttora in corso. Il SIM Carabinieri prende atto della dichiarazione del Comandante Generale dell’Arma, esprimendo soddisfazione della volontà di difendere l’immagine di tutta l’Arma, nella misura in cui verrà accertata ogni responsabilità di pochi infedeli, per la tutela di tutti i Carabinieri che svolgono il loro servizio con dedizione ed onestà.
Ma il SIM Carabinieri allo stesso modo non può non dichiarare con fermezza, la profonda delusione e amarezza per non aver mai sentito dagli stessi vertici dell’Arma, la possibilità di costituirsi parte civile in favore e a difesa dei Carabinieri che subiscono sputi e insulti da manifestanti nelle piazze o negli stadi, dai Carabinieri che vengono insultati solo per avere addosso una divisa, dai Carabinieri che sui social vengono posti come bersaglio di frasi di odio e nefandezze al loro indirizzo e dei loro familiari.
Il SIM Carabinieri auspica che da oggi, e per tutti i giorni a venire, il Comandante Generale dell’Arma senta l’impulso di chiedere all’Arma di costituirsi parte civile in ogni processo dove ogni Carabiniere è parte lesa. Noi del SIM Carabinieri lo faremo, perché nessuno sarà mai più lasciato solo!

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Normativa per il funzionamento dei sindacati per la tutela e rappresentatività dei Carabinieri d’Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Il SIM CARABINIERI, scevro da condizionamenti esterni, in prossimità della chiusura della fase emendativa al PDL 875 Corda esprime massima fiducia ai parlamentari relatori in commissione su quello che sono le richieste emendative presentate nelle diverse modalità, tendenti ad ottenere una normativa adeguata ed attuale per il futuro funzionamento dei “sindacati” che dovranno occuparsi della Tutela e della Rappresentatività dei Carabinieri d’Italia. Appare impossibile ritenere che la nascente norma possa precludere ai Carabinieri i diritti che con la sentenza n.120/2018 della Corte Costituzionale sono stati definitivamente concessi dopo anni di privazione. E’ proprio per questi motivi non accetterà in alcun modo, categoricamente, nulla che possa continuare a ledere la libertà e la tutela di ogni Carabiniere. Uomini, donne, soldati, sbirri e servitori della
Patria, disposti a donare la propria vita affinché si possano continuare ad affermare i principi di onestà e legalità che contraddistinguono da oltre 200 anni l’Arma dei Carabinieri, patrimonio degli Italiani e del mondo intero. Il SIM Carabinieri si offre di continuare ad essere uno strumento di interfaccia con le parti politiche, come è stato fatto sino ad ora, affinché possano giungere ai citati parlamentari tutti i consigli e l’esperienza che ogni Carabiniere serba in se dopo decenni di “essenza”. L’attesa è lunga ed estenuante, ma con saggezza e calma, siamo certi che nessuno deluderà le nostre aspettative. (Il Segretario Generale Nazionale Antonio Serpi)

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Il ministro Trenta incontra i rappresentanti del sindacato Italiani Militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 marzo 2019

sindacato italiano militariNel primo pomeriggio di oggi le delegazioni del SINDACATO ITALIANI MILITARI sono state ricevute dal Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, a Palazzo Baracchini.
A rappresentare il SIM Carabinieri il Segretario Generale Antonio Serpi, il Segretario Generale Aggiunto Massimiliano Zetti e il Segretario Nazionale Riccardo Monti, che hanno innanzitutto ringraziato il Ministro per la celerità con la quale, nel pieno rispetto della sentenza n. 120 della Corte Costituzionale, emanando circolari di riferimento, ha intrapreso le iniziative necessarie affinché anche i militari italiani possano associarsi, dimostrando una profonda sensibilità sul tema della sindacalizzazione delle Forze Armate avvalorata, nei fatti, dall’importante incontro di oggi.
I Segretari Generali Serpi e Zetti hanno voluto rimarcare come sia urgente e necessario giungere alla piena applicazione di quanto previsto dall’art. 18 della citata sentenza della Corte Costituzionale che, per non rinviare il diritto di associazione, in attesa dell’intervento del legislatore in materia, consente nei confronti dei sindacati l’applicazione della disciplina in materia di rappresentanza militare. In parole povere, ad oggi, i rappresentanti sindacali, per poter svolgere le proprie funzioni e potersi riunire, sono costretti a farlo fuori dall’orario di servizio, a proprie spese e al di fuori di luoghi militari, quasi che il diritto sindacale sia una sorta di associazione di volontariato.
Si è poi passati ad illustrare, confermando la posizione già assunta dal SIM Carabinieri nel corso dell’audizione presso la IV Commissione Difesa, quali siano considerati i punti indispensabili perché l’iter legislativo in corso possa generare una norma efficace in tema di sindacati militari. In tale ottica si è ribadito come si ritenga opportuna l’estensione alle Forze Armate, effettuati i necessari adeguamenti, dell’art. 3 del D.Lgs. 195/95 che disciplina i contenuti del rapporto di impiego delle Forze di Polizia a ordinamento civile.
Ancora riguardo all’iter legislativo, il SIM Carabinieri, pur ammettendo la validità generale dei principi contenuti nella Proposta di Legge A.C. 875 Corda, ha chiesto:
– che venga implementata da una riflessione sulla validità o meno di associazioni sindacali interforze con gli ovvi adeguamenti in rapporto alla rappresentatività di ogni Forza Armata e delle diversità di esigenze tra i comparti Sicurezza e Difesa;
– che venga rivista la possibilità di coesistenza tra Rappresentanza Militare attraverso le Rappresentanze Unitarie di Base e le associazioni sindacali militari, che di fatto creerebbe un sistema “ibrido”;
– che venga prevista la contrattazione decentrata a livello di Comando o Ente dotato di autonomia gestionale e di spesa (diverso per ogni singola forza armata in base alla peculiarità). (copyright foto: sindacato italiano militari carabinieri)

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A Milano una tragedia evitata grazie al tempismo dei carabinieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 marzo 2019

sim carabinieriOggi è il giorno dell’orgoglio. Oggi è il giorno in cui una Nazione si alza in piedi e vi tributa la sua ovazione. Oggi che 51 famiglie vi ringraziano per una tragedia evitata, vi ringrazia anche l’Arma tutta. Vi ringraziamo, colleghi, perché il vostro agire, non pianificato, non contemplato in nessuna “libretta” perché nel nostro lavoro ci sono eventi che mai è possibile prevedere, può essere descritto solo come ALTISSIMO SENSO DEL DOVERE. Vi ringraziamo perché il vostro agire è la migliore replica ai tanti attacchi mediatici subiti negli ultimi tempi, a inverecondi spot pubblicitari di bevande energetiche. Vi ringraziamo perché, appunto, il vostro agire ci riempie di orgoglio.
Un lavoro come gli altri? No, grazie. Il nostro non lo è e non lo è mai stato, né mai l’abbiamo voluto. I diritti si, quelli li vogliamo, perché la nostra specificità non debba scadere nell’essere considerati cittadini di serie B.
Per questo motivo, il SIM Carabinieri, nel ringraziarvi ancora, chiederà, ai massimi livelli istituzionali, che vi siano tributati i riconoscimenti che meritate.
In ultimo non possiamo dimenticare che a rattristare questa giornata esaltante ci è giunta la notizia dell’ennesimo estremo gesto compiuto da un nostro collega Tommaso Mascolini del 10° Reggimento Campania, che si è tolto la vita ad un passo dalla pensione. Ancora una volta ribadiamo che i Carabinieri, come tutto il personale in uniforme, sono persone a rischio perché fanno un lavoro a rischio, perché sono sottoposti a stress continuo, perché incontrano persone in momenti tragici e di tali tragedie si fanno carico venendone segnati. Ancora una volta riteniamo urgente che l’Amministrazione prenda gli opportuni accorgimenti anche attraverso un’assistenza psicologica finalizzata a prevenire, aiutare, ascoltare e non vista come strumento afflittivo. (foto: copyright sim carabinieri)

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I volontari in ferma breve nell’arma dei carabinieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 gennaio 2019

“La Commissione Difesa della Camera ha approvato all’unanimità una risoluzione presentata da Fratelli d’Italia che consentirà di introdurre nell’Arma dei Carabinieri i volontari in ferma breve e concede la possibilità ai carabinieri ausiliari in congedo di iscriversi al portale della Difesa dedicato ai volontari delle Forze armate in cerca di lavoro. E’ un risultato molto importante e fortemente voluto da Fratelli d’Italia e da Giorgia Meloni. Desidero ringraziare il presidente della commissione Difesa Gianluca Rizzo che con noi e con le altre forze politiche ha condiviso questa tematica e ha lavorato senza pregiudizi di schieramento per trovare la migliore formulazione e per dare un riconoscimento alle migliaia di carabinieri ausiliari in congedo”.
Lo dichiara Salvatore Deidda, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Difesa e primo firmatario della Risoluzione.

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Caso Magherini: LaCassazione assolve i tre carabinieri

Posted by fidest press agency su domenica, 18 novembre 2018

“La morte di una persona è sempre un fatto doloroso e una sconfitta per la società ma oggi è stata resa giustizia ai tre carabinieri disumanizzati dal “processo mediatico” con la sola colpa di servire il Paese e la brava gente” – lo afferma Gianni Tonelli deputato della Lega -. “I processi – prosegue Tonelli – devono celebrarsi nelle sedi giudiziarie e non sul circuito mediatico ove gli appartenenti alle forze dell’ordine non possono difendersi. Le norme delle singole amministrazioni vietano agli operatori in divisa di intervenire pubblicamente e il “processo mediatico” si trasforma in un barbaro tiro al piccione, soprattutto quando “l’accusa pubblica”, sapientemente e cinicamente veicolata, può contare sui supporter del partito dell’Antipolizia, estremamente influenti sul circuito mediatico e politico-istituzionale. La Suprema Corte di Cassazione ha, di fatto, con questa sentenza, riportato le dinamiche processuali all’interno del proprio alveo naturale e preso le distanze con una prassi di totale inciviltà giuridica. Pretendere di condizionare l’opinione pubblica allo scopo di operare una indebita pressione sull’Autorità Giudiziaria – conclude – è assolutamente disdicevole e rappresenta la negazione del diritto di difesa e una involuzione del processo di civilizzazione culturale”.

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Presentata mostra “L’arte ritrovata”

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 agosto 2018

Roma “Era il 1969 quando fu istituito il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, con l’intento di contrastare un fenomeno che stava saccheggiando il più grande museo al mondo: il nostro Paese.Un anno prima che l’Unesco indicasse agli stati aderenti l’opportunità di adottare misure di contrasto all’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, l’Italia si dotò di un organismo di polizia specializzato nel settore, prima Nazione al mondo.Il prossimo anno l’attività che svolge il Comando, che oggi opera in diretta collaborazione del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, compirà 50 anni. Per l’occasione, abbiamo avuto modo di presentare una mostra, ‘L’Arte Ritrovata’, che esporrà una cospicua parte delle tante opere recuperate e tornate a impreziosire il nostro sterminato patrimonio culturale. Sarà presente anche una sezione dedicata ai recuperi effettuati dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.L’evento, che si dovrebbe svolgere presso le Sale Terrene dei Musei Capitolini dall’11 aprile al 31 ottobre 2019, potrà essere l’ennesimo atto di riconoscenza al lavoro che svolge il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri e una grande opportunità per i romani e i molti turisti di ammirare nuovamente opere d’arte che si credevano andate perdute, patrimonio senza confini”.Lo dichiara in una nota Carola Penna (M5S), Presidente della XII Commissione di Roma Capitale Turismo, Moda, Eventi e Relazioni internazionali.

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204.mo Anniversario della Fondazione dei Carabinieri

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 giugno 2018

“Nella ricorrenza del 204.mo Anniversario della Fondazione dei Carabinieri mi preme sottolineare come l’Arma sia stata in questi anni un presidio non solo di legalità ma soprattutto di libertà per i cittadini”: lo afferma in una nota Edmondo Cirielli, Questore della Camera dei Deputati e presidente della Direzione nazionale di Fratelli di Italia. “L’esempio di uomini e donne dell’Arma che hanno sacrificato la propria vita per la difesa dei valori dello Stato sia un ulteriore stimolo per il nuovo governo affinchè la difesa e la tutela delle forze dell’ordine diventino una priorità da perseguire, senza slogan, con azioni concrete volte a difendere la dignità di chi indossa una divisa” conclude Cirielli.

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Carabinieri: 204esimo anniversario della Fondazione

Posted by fidest press agency su martedì, 5 giugno 2018

“Oggi, in occasione del 204esimo anniversario della sua Fondazione, l’Italia rende il giusto omaggio all’Arma dei carabinieri. Da sempre baluardo indissolubile di libertà, in questi anni, ha saputo divenire una vera eccellenza italiana, sempre schierata dalla parte dei più deboli, in Italia come all’estero, e sempre disponibile ad aiutare il prossimo e a garantire la sicurezza di tutti. Al Comandante Generale Giovanni Nistri e a tutti i suoi uomini e alle sue donne in divisa, desidero rivolgere la mia stima e i miei sinceri ringraziamenti mentre ai tanti carabinieri che durante il servizio hanno perso la vita e ai loro familiari va infine Il mio deferente pensiero”. Lo dichiara il vicepresidente del Senato Ignazio La Russa.

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Arma dei carabinieri in aiuto della ricerca pediatrica con due eventi

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 aprile 2018

Roma giovedì 3 maggio: un incontro sul futuro della ricerca in campo medico e un concerto a scopo benefico della Fanfara.L’apertura, alle ore 18.30 nella Sala Polifunzionale della Legione Allievi Carabinieri (viale Giulio Cesare, 54/P), sarà incentrata su “Le nuove sfide della ricerca per la cura dei tumori dell’adulto e del bambino”, una tavola rotonda, dedicata in particolare allo studio dei linfomi e delle leucemie, a cui interverranno la dott.ssa Lara Mussolin, ricercatrice dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza a Padova, la dott.ssa Maria Luisa Moleti, del Policlinico Umberto I di Roma – Reparto di Ematologia Pediatrica, e il prof. Maurizio Martelli, professore associato di Ematologia all’Università La Sapienza di Roma.
Seguirà il concerto della Fanfara della Legione Allievi Carabinieri, diretta dal Maestro Danilo Di Silvestro, con il coro delle voci bianche “Cor Unum”, diretto dal maestro Jacopo Sipari Passasceroli, e la partecipazione straordinaria del soprano Ilenia Lucci e del tenore Roberto Lenoci. “Il nostro più sentito grazie va al Generale Alfonso Manzo e al Generale Carmine Adinolfi, promotori dell’evento, e a quanti si stanno prodigando per la sua riuscita – afferma la dott.ssa Stefania Fochesato, consigliera di Città della Speranza –. Portare all’attenzione dei cittadini una problematica particolarmente delicata, qual è la tutela della salute dei bambini colpiti da gravi malattie, purtroppo ancora non sempre curabili, è fondamentale per dare un apporto consapevole alla ricerca, affinché individui cure sempre più efficaci e risolutive”.

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Carabinieri: il generale Riccardo Amato è il nuovo vice comandante generale dell’Arma

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Nella mattinata di ieri, presso la Sala di Rappresentanza del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del Comandante Generale Giovanni Nistri e dei vertici dell’Istituzione, si è svolta la cerimonia di avvicendamento nella carica di Vice Comandante Generale dell’Arma fra il Generale di Corpo d’Armata Vincenzo Coppola, cedente, e il Generale di Corpo d’Armata Riccardo Amato, subentrante.Nel corso della cerimonia il Generale Nistri, a nome di tutti i Carabinieri, ha espresso al Generale Coppola, che dopo 48 anni di carriera militare lascia il servizio attivo, il ringraziamento per quanto fatto per l’Arma e per l’Italia, in Patria e all’estero, con l’augurio “di riuscire a ottenere tutto quanto auspicato” per il proprio futuro.La carica di Vice Comandante Generale, che per legge viene conferita per la durata di un anno al Generale di Corpo d’Armata più anziano dei Carabinieri, sarà rivestita, a partire da oggi, dal Generale di Corpo d’Armata Riccardo Amato, a cui il Generale Nistri ha formulato le vivissime felicitazioni per l’alto traguardo raggiunto ringraziandolo anticipatamente “per tutto quello che farà per sostenerlo” nella delicata azione di Comando. (fonte: GrNet.it)

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Visita del Comandante Generale Gen. C.A. Giovanni NISTRI, al Comando Interregionale Carabinieri “Pastrengo”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

Giovanni-NistriAll’incontro con il personale hanno partecipato militari delle Legioni Lombardia, Piemonte V.A., Liguria, della Rappresentanza Militare e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
Nella prolusione, il Generale C.A. Giovanni NISTRI ha sottolineato come la figura del Carabiniere, da quasi 200 anni, costituisce un sicuro punto di riferimento per la popolazione, soprattutto nei momenti più delicati. Ha espresso il suo compiacimento più vivo ai Reparti per gli eccellenti risultati, ha sottolineato il determinante ruolo svolto in tale contesto dalle Stazioni dell’Arma, fondamentali per rendere più incisivo il controllo del territorio. Ha evidenziato l’efficacia del lavoro svolto dai Comandanti e dai militari delle Stazioni nel quotidiano lavoro a contatto con i cittadini che, nei presidi dell’Arma, trovano un riferimento costante per qualsiasi problema.
Personalmente ho riflettuto sul recente discorso di commiato del Generale C.A. Tullio Del Sette. Un Comandante Generale che si è messo al servizio dell’Arma e che ha ritenuto opportuno sottolineare, in quella circostanza, il fondamentale ruolo della Rappresentanza Militare chiamata ad operare: “come Legge prevede e funzionalità richiedono”. Una riflessione scaturita dal fatto che oggi, a Milano, il Comandante Generale Gen. C.A. Giovanni Nistri ha incontrato il personale dell’Interregionale “Pastrengo”, soffermadosi poi solamente con i Comandanti Provinciali.Certamente il CO.CE.R. CC è l’organismo affiancato al Comandante Generale, l’unico organismo deputato a “confrontarsi” al livello centrale tuttavia, nel recente passato, anche i CoIR ed i CoBaR si erano abituati ed hanno sempre ottenuto uno spazio di “interlocuzione” anche con i Comandanti Generali che si sono succeduti in visita a Milano.”nel governo del personale” affermava il Generale D. Ugo Zottin, “l’esempio costituisce lo stimolo imitativo per i dipendenti, i quali mutuano dall’impegno del loro Comandante il comportamento da assumere per l’assolvimento dei propri doveri”Ed ecco, forse, si può già immaginare un ambito più marginale e incerto per la “Rappresentanza Militare” ?Solo il tempo potrà dare risposte, testimoniando se ci troviamo davanti ad una evoluzione oppure ad una involuzione che riguarda anche il confronto con i Comandanti affiancati o, più in generale, con i Comandanti Provinciali e di Compagnia con i quali è necessaria una dialettica improntata ad un reciproco arricchimento per conseguire gli auspicati riflessi positivi sulla “Vita nell’Arma”.
Verificare la propria capacità di ricezione ed analisi delle situazioni di disagio, sono convinto, è ancora un doveroso esercizio di alta responsabilità propria di ogni comandante che abbia lo sguardo rivolto al futuro, verso traguardi compatibili con le moderne concezioni dei diritti dei Carabinieri.
Anche il Gen.le C.A. Giovanni NISTRI, nel Suo discorso di insediamento aveva sottolineato la necessità di essere animati da “unità di intenti” e, credo si rivolgesse anche alla Rappresentanza Militare, a ciascun delegato, quando ha detto che i Carabinieri “meritano di essere ascoltati”. Ma la “Rappresentanza Militare” vive e trova il Suo motivo di esistere grazie, anzitutto, alle risposte e/o motivazioni ad ogni eventuale mancato accoglimento o accoglimento parziale di quanto rappresentato e/o deliberato.Le mie osservazioni, condizionate forse da “intemperie emozionali”, potrebbero sembrare affrettate e non corrette. Lo spero vivamente perchè continuo a conservare l’auspicio che in futuro vi sia un sempre maggiore coinvolgimento di tutta la “Rappresentanza Militare” nelle decisioni che, a qualunque livello, riguardano il “benessere del personale” nell’interesse stesso dell’Istituzione.

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I carabinieri possono iscriversi all’associazione Unforced

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 gennaio 2018

carabinieriCon la sentenza n. 409 del 2018 la sezione I bis del TAR Lazio ha annullato il provvedimento del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri con il quale era stata negata l’autorizzazione all’Associazione UNFORCED costituita in larga parte da carabinieri ex forestali. Ficiesse accoglie con profonda soddisfazione la decisione del TAR Lazio ed esprime le più vive congratulazioni agli esponenti ed ai soci di UNFORCED, con l’augurio che questa nuova realtà associativa possa divenire presto un forte ed autorevole soggetto nel panorama delle organizzazioni civiche del comparto, sempre illuminato dall’obiettivo di aprire al pieno diritto di associazione e negoziazione nel mondo delle polizie militari e delle forze armate in generale.

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