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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘caratteristica’

“No Canvas! – Arte Differenziata”

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 febbraio 2011

Roma 11 – 17 Febbraio 2011 Torretta Valadier Gruppo Casal de’ Pazzi Mostra Collettiva  Sergio Angeli, Emanuele Omega Gorga, Valerio Savaiano La creatività  artistica  porta  a volte  per territori dell’immaginazione inaspettati, non convenzionali, ancora  non  completamente  esplorati.. “No  Canvas!  Arte  Differenziata”  è  un  progetto  nato  dal   gruppo  artistico  Casal  De’ Pazzi di Roma, e già esposto presso le seicentesche Scuderie Estensi di Tivoli, che prende spunto  dalla tematica, mai sufficientemente promossa, del riciclo di materiali di  scarto.  Il  titolo  (“Niente  Tele!”)  suggerisce  l’unica  caratteristica  che  accomuna  tutte  le  opere  dell’esposizione:   si  tratta  di  lavori  artistici  creati  su  supporti  di  fortuna,  materiali  di  scarto  Abbandonati senza rispetto per la strada o gettati tra i rifiuti senza troppo pensare a un potenziale riutilizzo.
L’obiettivo palese di sensibilizzare alle tematiche ambientaliste non è unico: la mostra  vuole anche essere l’invito a una riflessione sul lavoro artigianale dell’uomo, sempre più spesso simulato in nome  di  una  produzione  industriale  seriale  tesa  a  eliminare  l’imperfezione,  ma  anche assolutamente impersonale e priva di qualsiasi potenzialità di affezione all’oggetto.
Data la tematica del recupero di materiali di scarto, l’esposizione prevede anche l’allestimento del progetto video‐fotografico “Bagno Ideale”, già presentato a Roma presso gli spazi espositivi “12 Curatore:  Cecilia Paolini http://www.associazionegap.it (emanuele, valerio, sergio)

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Tra Vienna classica e Vienna caratteristica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 febbraio 2011

Roma, 10 febbraio alle ore 21 nella splendida cornice dell’Oratorio del Gonfalone via del Gonfalone 32a un concerto dal particolare valore simbolico. La serata, infatti, viene realizzata in collaborazione con l’aquilano Festival Internazionale di musica Pietre che cantano, proprio per non dimenticare, in un luogo così ricco d’arte e di testimonianze artistiche, l’Arte abruzzese in pericolo e, soprattutto, quei luoghi che fin dal suo nascere hanno ospitato i concerti del Festival e oggi, perché inagibili o distrutti, non lo possono più. Saranno, per questo motivo, ospiti del Gonfalone il violinista Rainer Honeck, Konzertmeister dei Wiener Philharmoniker, accompagnato al pianoforte dalla pianista Luisa Prayer, direttore artistico del Festival. La presenza di Honeck è significativa: è, infatti, un artista che ha partecipato a numerose delle edizioni di Pietre che cantano, facendo risuonare il vibrante suono del suo Stradivari nelle belle Chiese dell’Aquila e dei suoi borghi storici, molte delle quali oggi purtroppo fortemente danneggiate dal sisma e ancora in attesa di restauro.
Il programma impaginato dai due artisti è godibilissimo, con belle musiche di Mozart, Schubert, Saint- Saëns, Ďvorak e un compositore tutto viennese come Fritz Kreisler, con una piccola antologia di suoi pezzi originali o interessanti trascrizioni. “Siamo sotto Carnevale – precisa il maestro Honeck sul programma – e a Vienna la tradizione dei balli e delle maschere è ancora viva. Nel programma della serata, il mio violino, così come fu quello di Fritz Kreisler, indossa più d’una maschera, in una ideale passeggiata per le vie di quella Città che, oltre ad essere capitale del Classicismo, fu un crocevia di popoli ed una porta verso l’Oriente. La musica a Vienna possedeva, all’epoca, uno stile popolare tutto suo, dal rubato caratteristico e capriccioso, che puoi apprendere solo attraverso il contatto diretto con la tradizione esecutiva, perché non trascrivibile. Suono ben volentieri e con grandissimi piacere a fianco della pianista romana Luisa Prayer, con la quale ho un sodalizio più che decennale e che in Austria ha compiuto parte importante del suo perfezionamento, nel ricordo dei tanti concerti eseguiti nelle splendide chiese d’Abruzzo”.   http://www.romeguide.it Biglietti: 10 e 15 €. (oratorio del gonfalone)

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Il voto degli italiani

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2010

Editoriale Fidest. In Italia è frequente la chiamata alle urne per rinnovare gli organi elettivi delle amministrazioni locali, i parlamenti nazionali e quello comunitario. In tutte queste tornate vi è stata sempre una certa percentuale di non votanti. La caratteristica di questi ultimi anni è di un accresciuto numero di elettori che rinuncia al voto e non possiamo dire che accade solo in Italia. Tutt’altro. Posso comprendere ma non condividere questa scelta anche se in qualche occasione non sono andato a votare. Questo travaglio, a mio avviso, è originato dal fatto che manca un rapporto di “lealtà” tra chi vota e chi chiede il voto. Oggi il politico è percepito, più di quanto non possa esserlo in realtà, come un bugiardo, un arrivista, un opportunista, un volta gabbana e altre “sgarberie” del genere. Votare, quindi, un soggetto simile che garanzia può avere l’elettore che il suo voto possa essere affidato in buone mani? Nessuna, ovviamente. Non possiamo, tuttavia, ignorare che il voto resta l’unica arma che la democrazia affida al cittadino e non utilizzarla lo espone ancor più ad una involuzione del sistema politico vigente. A questo punto penso che il problema debba essere risolto partendo da una diversa posizione. Perché non ci chiediamo quanto tempo utilizziamo per conoscere meglio la politica e le persone che la praticano? Perché non ricordiamo i torti subiti e ci lasciamo sedurre dalle suggestioni dell’ultima ora? Perché non ci rendiamo conto che il grosso del male viene proprio da chi non sa stare dalla parte dove ci dice d’essersi collocato? La politica, non dimentichiamolo, ha un grande merito che è quello di mediare tra gli opposti interessi e di permetterci di stare insieme evitando che i contrasti trascendano in maniera cruenta. Il suo lato oscuro, per contro, lo creiamo noi proprio nel momento in cui abbassiamo la guardia e non sappiamo discernere la buona spiga dalla gramigna. Non dimentichiamo che la maggioranza assoluta, quella formata da disoccupati, pensionati, lavoratori dipendenti, piccoli artigiani e imprenditori, e che un tempo erano chiamati plebei, ha un bisogno vitale che la politica funzioni, che si vada a votare perché anche se spuntata e poco tagliante è pur sempre un’arma, la sola possibile. Sta a noi saperla adoperare con intelligenza sebbene dobbiamo mettere in conto degli insuccessi o errori di valutazione. Oggi, non dimentichiamolo, i così detti poteri forti possono fare a meno della politica e anche di qualche milione di elettori che non va a votare. Più il numero si riduce e più è facile controllare la situazione. Questo elettorato “plebeo” farebbe, invece, veramente paura se insieme, ad esempio, si scegliesse il più piccolo dei partiti e lo si portasse in trionfo. Il voto, quindi, potrebbe condizionare le scelte della politica a dispetto dei politicanti se invece di inseguire le sirene dei soliti maggiorenti di turno seguisse la strada della rivolta all’interno dello stesso voto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Tute Usa di Asics

Posted by fidest press agency su domenica, 12 luglio 2009

tutePresentata a Milano  dal Maratoneta Stefano Baldini e dai responsabili Marketing la collezione delle mitiche  Tute Usa di Asics, best seller negli anni 80 che riportano in auge la  caratteristica “banda laterale” in una versione nuova, moderna, colorata e reinterpretata secondo i consigli dei dieci autorevoli testimonial Asics. La “banda” di campioni cui Asics ha rubato i segreti è composta da: Enrico Fabris, Mara Santangelo, Fabio Grosso, Stefano Baldini, Francesca Piccinini,  Carolina Kostner, Antonietta Di Martino, Wout Wijsmans, Alex Schwazer, Antonio Di Natale. (tute)

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Mostra 9 x 99

Posted by fidest press agency su domenica, 5 luglio 2009

L’Aquila, 06 Luglio – 31 Luglio 2009  Coppito, Caserma Vincenzo Giudice mostra realizzata da Comunicare Organizzando a cura di Gioia Mori Intitolata 9 x 99 (9 artisti per la città dei 99 castelli), è stata l’occasione per mettere in risalto diverse generazioni di scultori abruzzesi, con alcune presenze storiche (Venanzo Crocetti, Andrea e Pietro Cascella) e artisti delle ultime generazioni di fama e attività internazionali, nel cui lavoro è possibile rintracciare una permanenza di tracce della cultura più antica e della spiritualità che avvolge il territorio.   Il progetto di Gioia Mori parte da una lettura “esoterica” della città, da quella sua caratteristica di essere fondata sul numero “9”, numero magico.  Dei nove scultori abruzzesi presentati, Venanzo Crocetti è il tempo più antico, essendo nato nel 1913. Una tradizione che trova un’eco nelle imponenti opere di Oliviero Rainaldi (1956), cariche del misticismo antico di una terra percorsa da santi francescani ed eremiti, in cui le case hanno sul portale il monogramma di Cristo e le valli sono punteggiate dalle chiese della transumanza. Le opere in marmo di Andrea Cascella (1920) nascevano dalla combinazione a incastro di forme archetipiche di suprema eleganza e di semplicità classica, ripetendo i gesti dei mitici costruttori di mura ciclopiche. E il fratello Pietro Cascella (1921) lavorava quella che definì “l’ossatura della terra”, pietra asportata in dimensioni monumentali, piegata a forgiare forme e uomini di struttura arcaica, volumi essenziali memori delle rigide Madonne in trono medievali o degli antichi strumenti di misurazione. Mentre le ceramiche di Giancarlo Sciannella (1943) nascono nel fuoco delle fornaci di Castelli: terra e fuoco restituiscono forme di scabra modernità, nate da una memoria ancestrale dei colori e delle forme degli utensili contadini, non privi di quella nobile eleganza che nasce dalla semplicità. Il tempo delle favole narrate dalle donne intorno ai focolari, che come rudi Penelopi tessevano scialli e coperte, è rievocato nel lavoro di Lea Contestabile (1949), e una dimensione di eroica narrazione omerica traspare anche nel lavoro di Paride Petrei (1978), che nella scultura elabora macchine da assedio di memoria rinascimentale, mentre nei disegni dirige con certosina perfezione l’andamento della grafite e dell’inchiostro. Dinosauri, varani e fantastici animali scomparsi popolano il lavoro di Sergio Sarra (1961), che non nascono da un’”imagerie” da “cartoons”, nonostante la loro espressione ludica. Licia Galizia (1966) è autrice di armonie scolpite, e i suoi lavori costruiti su sapienti elementi modulari (come facevano i monaci cistercensi) captano attraverso inserimenti di fini lamine d’acciaio (a volte provviste di sensori) ogni minima vibrazione, ogni variazione di energia, il sussurro del vento, il gesto discreto che li accarezza. (fonte Beatrice Bertini)

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