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Posts Tagged ‘carburante’

Carboidrati: ‘carburante’ sicuro per gli atleti

Posted by fidest press agency su domenica, 7 ottobre 2018

Berlino. Le raccomandazioni generali per gli atleti con diabete mellito tipo 1 (DMT1) prima di un evento sportivo sono solitamente focalizzate sulla riduzione della dose di insulina e/o sull’assunzione di carboidrati al fine di prevenire l’ipoglicemia, indipendentemente dalla durata e dall’intensità dell’attività, dal fitness (‘grado di allenamento’) e dallo stato nutrizionale dell’atleta. D’altra parte, l’integrazione intensiva di carboidrati è fortemente suggerita al fine di massimizzare le prestazioni anche in atleti di resistenza non affetti da diabete. Scopo di questo studio è stato quello di verificare l’efficacia e l’applicabilità di una gestione ‘aggressiva’ della terapia insulinica e di integrazione di carboidrati, focalizzata sulla massimizzazione delle prestazioni, durante una gara di endurance (resistenza) in un gruppo di atleti con diabete di tipo 1.
Nell’atleta con diabete di tipo 1 per massimizzare la performance in occasione di prestazioni di endurance è necessario aumentare l’apporto di carboidrati fino a 0,7 U/kg/h e adeguare il livello di insulinizzazione (e dunque non necessariamente ridurlo) per mantenere un buon equilibrio tra livello di zuccheri nel sangue, rifornimenti energetici e performance atletica.
Cosa si sapeva prima di questo studio. L’integrazione intensiva di carboidrati è fortemente suggerita al fine di massimizzare le prestazioni in atleti di resistenza sani. Cosa questo studio ha aggiunto alle conoscenze del settore. Gli atleti con diabete di tipo 1 possono completare con successo e in sicurezza una gara di resistenza prolungata, attuando una gestione aggressiva della terapia insulinica conseguente a una strategia di integrazione intensiva di cardboidrati. I dati attuali supportano l’ipotesi che, a differenza delle raccomandazioni sportive generali nel diabete di tipo1, che si concentrano essenzialmente sull’evitare l’ipoglicemia e l’iperglicemia grave, in caso di atleti di resistenza con diabete di tipo 1, la combinazione di conoscenze sulla fisiologia dell’esercizio, durata e intensità dell’attività, fitness e stato nutrizionale dell’atleta deve essere attentamente tenuta in considerazione nella gestione della terapia insulinica e dell’integrazione di carboidrati, al fine di massimizzare le prestazioni dell’atleta in sicurezza.
Effectiveness and applicability of an aggressive management of insulin therapy and CHO integration strategy during prolonged endurance competition in athletes with type 1 diabetes
Autori: E. Gamarra1, A. Benso1, L. Nollino2, M. Miccio3, C. Agnoli4, M. Sudano5, M.Vasta5;
1Medical Science, Endocrinology, Diabetology and Metabolic Unit, University of Turin, Turin, Italy, 2UOC Malattie Endocrine, del Ricambio e della Nutrizione, AULSS 2 della Marca Trevigiana,Treviso, Italy, 3freelance Nutritionist, Garda (Vr), Italy, 4Fellow Athlete with Type 1 Diabetes and former President of Italian Non-Profit Organization “Diabetenolimits”, Garda (Vr), Italy, 5Diabetesand Endocrinology Unit AV1, General Hospital, Urbino, Italy.

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Vacanze: acqua nel carburante. Cosa fare

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

AUMENTO PREZZI BENZINACi si rifornisce di carburante e poi si va dal meccanico. Succede a coloro che nel rifornire il serbatoio della propria macchina, oltre al carburante, immettono anche acqua. Il risultato è che l’auto ha difficoltà ad avviare il motore o, addirittura, non si mette più in moto. Cosa è successo?
Gli automobilisti non dovrebbero fare rifornimento di benzina se nella stazione di servizio c’e’ una autobotte, altrimenti l’auto potrebbe fermarsi dopo qualche chilometro. Il motivo e’ semplice. Le cisterne delle stazioni di servizio oltre a contenere benzina o gasolio, includono anche una certa quantità di acqua, proveniente essenzialmente da infiltrazioni o dallo stesso carburante; l’acqua e’ più pesante della benzina, si deposita nel fondo e non viene “pescata” durante un normale rifornimento. Quando un’autobotte rifornisce la cisterna, per la turbolenza, si crea una miscela di carburante e acqua che, se non depositata, va a finire nel serbatoio dell’automobile. Gli effetti sono facilmente immaginabili: l’acqua finisce nel carburatore e nei cilindri; il rischio e’ quello di fermarsi dopo qualche chilometro, senza sapere il perché. Lo stesso inconveniente puo’ verificarsi prima del travaso dall’autobotte, perché il livello di carburante nella cisterna e’ minimo, a poca distanza dall’acqua sottostante, e il tubo di pescaggio potrebbe risucchiare anche l’acqua. Il venditore è responsabile è tenuto a consegnare al consumatore dei beni che siano conformi al contratto di vendita, pertanto, l’automobilista può chiedere il risarcimento del danno; naturalmente, occorre documentare il rifornimento di carburante, per cui il nostro consiglio e’ quello di farsi rilasciare lo scontrino o pagare con carte di credito. Dopo un primo incontro in bonis, per una soluzione amichevole, in caso di diniego, l’automobilista si può far valere con una lettera raccomandata A/R di messa in mora. Se permane il rifiuto, si deve ricorrere al Giudice di Pace. Una giudizio favorevole all’automobilista è stata pronunciato dal Giudice di Pace di Perugia (sentenza n. 400 del 18 aprile 2015), il quale ha affermato che la sentenza discende dall’applicazione delle norme contenute nel Codice del Consumo, in base al quale il venditore è tenuto a consegnare al consumatore dei beni che siano conformi al contratto di vendita. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Caro carburante per le feste

Posted by fidest press agency su martedì, 27 dicembre 2016

AUMENTO PREZZI BENZINAUna stangata da complessivi 130 milioni di euro sta per abbattersi sulle famiglie italiane che hanno deciso di viaggiare in auto durante le festività. Lo denuncia oggi il Codacons, che chiede l’intervento del Governo per salvare le tasche degli automobilisti.
E’ previsto, infatti, che tra Natale e Capodanno 12,3 milioni di italiani si sposteranno lungo strade e autostrade del nostro paese per trascorrere fuori casa le vacanze – spiega il Codacons – Viaggi che dovranno tenere conto dei forti rincari dei carburanti registrati negli ultimi giorni: oggi per un pieno di benzina si spendono circa 4,45 euro in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; per un pieno di diesel addirittura l’aggravio di spesa raggiunge +6,2 euro. Questo perché i distributori di carburanti hanno applicato consistenti aumenti dei listini alla pompa: la verde costa mediamente il 6,1% in più rispetto al 23 dicembre 2015; per il gasolio i rincari sfiorano il + 10% (+9,8%).“Considerato il numero di italiani in viaggio su strade e autostrade durante le feste e i rifornimenti che saranno effettuati per raggiungere le mete di villeggiatura e per i successivi rientri, la maggiore spesa per i carburanti a carico dei cittadini raggiungerà quota 130 milioni di euro. Il Governo farebbe bene ad intervenire per salvare le tasche degli automobilisti, dando prova di non pensare solo alle banche”.

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Gli aiuti dell’UNHCR raggiungono Luhansk, mentre la situazione in Ucraina orientale continua a peggiorare

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2015

donetskL’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime grave preoccupazione per il peggioramento della situazione umanitaria in Ucraina orientale, in particolare nelle zone non controllate dal governo ucraino, dove la mancanza di accesso alle prestazioni e ai servizi precedentemente forniti dalle autorità centrali ha provocato un drastico peggioramento delle condizioni della popolazione civile. Ad aggravare ulteriormente la situazione, si aggiungono le restrizioni alla circolazione di persone e merci.
Le condizioni a nord di Donetsk e a Luhansk sono particolarmente gravi. La fornitura di acqua ed energia elettrica viene spesso interrotta a causa di attacchi e bombardamenti. Giungono continuamente notizie di pesanti bombardamenti che provocano morti tra i civili, in particolare intorno alla città di Debaltseve, che a febbraio è stata teatro di pesanti scontri. I combattimenti rendono estremamente difficile la consegna degli aiuti umanitari ai molti civili intrappolati nelle zone di conflitto. La scarsità di generi di prima necessità, tra cui cibo, carburante e medicine, ha fatto salire i prezzi delle scorte disponibili. Le condizioni di vita, in particolare delle persone che hanno le case danneggiate o che si stanno rifugiando nei bunker e negli scantinati sotto le macerie delle loro case o condomini, sono aggravate dal freddo e dalle basse temperature.
La libertà di movimento viene spesso negata e i civili rimangono sovente intrappolati nelle zone di conflitto. La mancanza di mezzi di trasporto economicamente accessibili, l’insicurezza delle vie di fuga e gli ostacoli burocratici sono alcuni dei fattori che impediscono ai civili di raggiungere luoghi sicuri e che li fanno sentire abbandonati. Le autorità ucraine hanno evacuato più di 11.000 persone (tra cui 2.246 minori e 348 persone con disabilità) da Donetsk e Luhansk, ma l’assistenza agli sfollati continua a essere molto inferiore rispetto alla domanda, in particolare nella fornitura di alloggi, trasporti, informazioni e per quanto riguarda la possibilità di mantenere l’unità familiare. Nonostante i rischi per la sicurezza, l’UNHCR e i suoi partner ha fornito beni di prima necessità ad alcuni dei civili che ne avevano più bisogno, anche nelle zone sottoposte a frequenti bombardamenti. Per la prima volta, l’Agenzia è riuscita a consegnare aiuti in due zone di Luhansk – Novopskov e Markivka – che fino ad ora erano state inaccessibili alle organizzazioni umanitarie. Secondo le autorità locali, circa il 30 per cento della popolazione di sfollati a Novopskov e Markivka ha ricevuto assistenza. La distribuzione è avvenuta anche a Debaltseve e nel vicino villaggio di Nikishyne, dove molte case sono state danneggiate o distrutte dai recenti combattimenti. A febbraio, inoltre, l’UNHCR ha distribuito generi non alimentari di prima necessità a circa 11.500 persone nella regione di Donetsk. L’UNHCR sta incrementando la propria presenza nella città di Donetsk e sta attualmente esaminando le possibilità di incrementarla anche a Luhansk. Come parte della risposta globale delle Nazioni Unite alla situazione in Ucraina, l’UNHCR partecipa al coordinamento del Cluster di protezione insieme all’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani (OHCHR) e coordina il Cluster per l’accoglienza e i generi non alimentari. Il numero di sfollati provocati dal conflitto in Ucraina ha raggiunto quota 1,1 milioni, mentre il numero totale di ucraini che hanno presentato domanda di asilo o di permessi di soggiorno o altre forme di soggiorno legale nei paesi limitrofi è attualmente pari a 674.300 unità, tra cui 542.800 in Russia e 80.700 in Bielorussia.

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Automobili di lusso: La differenziazione dei marchi rivoluzionerà il mercato globale entro il 2020, secondo Frost & Sullivan

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 agosto 2014

gara automobilisticaI produttori di automobili (OEM) nel sempre più competitivo mercato globale delle automobili di lusso stanno esplorando nuovi metodi per differenziarsi e posizionare il proprio marchio in modo tale da ottenere un vantaggio competitivo. I produttori di automobili di lusso si stanno anche adattando a diverse tendenze emergenti, sia sociali che tecnologiche, per restare al passo con le richieste dei clienti. Ad esempio, le automobili di lusso più piccole ed efficienti nel consumo di carburante stanno guadagnando popolarità, poiché le dimensioni non sono più un parametro chiave nella definizione di un veicolo di lusso. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “Future of the Global Luxury Vehicle Market”, rileva che berline compatte, SUV e crossover rappresentano il futuro, ora che la linea di confine tra veicoli premium e di lusso è meno netta. Sempre più case produttrici che si rivolgono al mercato di massa stanno lanciando modelli di lusso, mentre i produttori di automobili di lusso tradizionali si estendono verso il basso, offrendo anche modelli più piccoli. Spesso questi modelli sono disponibili ad un prezzo inferiore. La necessità di ridurre i costi di sviluppo ha portato anche ad una maggiore condivisione di piattaforma tra auto di massa e auto di lusso. “Le case produttrici devono trovare un equilibrio sottile nel differenziare i modelli di massa da quelli di lusso, – afferma Shwetha Surender, analista di Frost & Sullivan. – Se da una parte la percezione del marchio, il prezzo e l’esperienza dell’acquirente restano importanti, una tecnologia all’avanguardia sotto il cofano, una migliore connettività all’interno del veicolo e un design aerodinamico audace sono i fattori che danno ad un’automobile di lusso quel qualcosa in più che la innalza e la separa dalla massa”. Una strategia di differenziazione consiste nell’offrire caratteristiche a valore aggiunto, come grafica 3D nel display video e sistemi anticollisione, comprese nell’allestimento standard dei modelli di lusso. Anche connettività e guida automatica stanno diventando dei parametri chiave per cui sarà giudicato un marchio in futuro. “Le automobili di lusso di fascia bassa che offrono tecnologie per la mobilità intelligente e servizi connessi di eccellenza faranno breccia nel mercato globale, specialmente perché si prevede che le generazioni X e Y registreranno la maggior parte delle vendite di auto di lusso nei prossimi anni, – osserva Surender. – I produttori di automobili di lusso come Daimler e BMW stanno introducendo la berlina CLA e i modelli della Serie 3 a un prezzo di circa 30.000 dollari in previsione di questa tendenza.” Inoltre, i produttori di automobili di lusso stanno investendo nella raccolta e analisi di dati per consentire una transizione senza soluzione di continuità dagli strumenti online a quelli offline e offrire un’esperienza digitale del marchio unica per i clienti nel settore dei veicoli di lusso.
“Future of the Global Luxury Vehicle Market” fa parte del programma Automotive & Transportation Growth Partnership Service. Lo studio presenta i segmenti di mercato che si sono evoluti per andare incontro alle esigenze dei clienti in continua evoluzione e analizza le strategie di branding e per i nuovi canali di mercato adottate dai produttori di automobili di lusso. Analizza inoltre le macro tendenze nel settore automobilistico e il loro impatto sul mercato, sottolineando le tendenze tecnologiche chiave e i lanci di nuovi prodotti previsti. Altri studi di Frost & Sullivan compresi nel servizio sono: “Key Focus Areas for Driveline Systems in Europe and North America”, “North American Advanced Features Market and Optional/Standard Strategy of OEMs”, “In-vehicle Advertising in the North American Automotive Infotainment Market” e “Potential of the Luxury Vehicle Market in India”. Tutti i servizi di ricerca compresi nel servizio in abbonamento forniscono dettagliate opportunità di mercato e tendenze del settore, valutate in seguito ad esaurienti colloqui con gli operatori del mercato.
Frost & Sullivan, la Growth Partnership Company, collabora con i propri clienti per potenziare una visione innovativa che risponda alle sfide globali e alle opportunità di crescita correlate che faranno la differenza per gli operatori del mercato di oggi. Per oltre 50 anni abbiamo sviluppato strategie di crescita per le 1000 aziende più importanti a livello globale, le realtà emergenti, il settore pubblico e la comunità degli investitori. La vostra azienda è pronta per la prossima ondata di convergenza industriale, tecnologie dirompenti, crescente competizione, macro tendenze, best practice innovative, clienti in continua evoluzione e mercati emergenti?

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Rilevazione periodica SIA – Stacco Italia Accise

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 gennaio 2014

Assopetroli Assoenergia, con la collaborazione di Figisc Anisa Confcommercio, nell’ambito del monitoraggio “SIA – Stacco Italia Accise” (Accise e Iva) rende noti i dati della rilevazione prezzi del differenziale tra il costo dei carburanti al consumo tra Italia e resto d’Europa (Europa a 28) e ne promuove la più ampia diffusione al fine di generare, nelle Istituzioni pubbliche e nei consumatori, una maggiore consapevolezza “dell’anomalia italiana” rappresentata da un carico fiscale eccessivo sui carburanti (benzina verde) che, al netto delle addizionali regionali, è giunto al 60,7% del prezzo al consumo.
Oggi il consumatore italiano paga la benzina 28,2 € cent/litro (il 2.12.13 era 26,8) e il gasolio 26,4 € cent/litro (il 2.12.13 era 26,1) in più che nel resto d’Europa! Sulla base dei dati forniti dalla Commissione Europea e dal MISE, al 16.12.2013 la media aritmetica del prezzo al consumo praticato nei 28 Paesi UE pone in risalto che:
Benzina, il prezzo italiano è più alto di 28,2 € cent/litro, di cui ben 25,8 sono dovuti alle maggiori imposte (Accise e IVA) e solo 2,4 ad un maggiore prezzo industriale;
Gasolio il prezzo al consumo è più alto di 26,4 € cent/litro, di cui ben 25,3 sono dovuti alle maggiori imposte e solo 1,1 ad un maggiore prezzo industriale.

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In Italia non decollano le auto ecologiche

Posted by fidest press agency su martedì, 22 marzo 2011

Secondo quanto comunicato i da Assicurazione.it le auto elettriche o alimentate con combustibili alternativi guidate in Italia da privati sono solo il 4%, cioè la stessa percentuale di due anni fa. Nonostante l’interesse degli italiani verso le auto ecologiche sia molto alto, e sebbene sia diffusa la consapevolezza che il 40% dell’inquinamento cittadino è prodotto dal traffico, i prezzi troppo alti e le difficoltà di rifornimento del carburante frenano ancora la diffusione delle auto elettriche. In base a quanto comunicato oggi da Assicurazione.it la regione con la maggior presenza di auto ecologiche è l’Emilia Romagna, seguita da Marche e Piemonte. Anche le compagnie assicurative sembrano in qualche modo stare alla finestra e solo alcune premiano con tariffe più basse le auto meno inquinanti.

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Civili intrappolati in Libia

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

Dal pomeriggio di mercoledì il numero di civili in fuga dalla violenza in Libia è calato sensibilmente. Se fino ai primi giorni della settimana ogni giorno dalle 10mila alle 15mila persone si riversavano oltre confine in Tunisia, nella giornata di ieri sono state meno di 2.000. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) è teme seriamente che le persone non riescano a lasciare la Libia. La frontiera sul lato libico adesso è presidiata da uomini delle forze filogovernative pesantemente armati. Secondo le testimonianze di alcune persone che sono riuscite a varcare il confine, telefoni cellulari e fotocamere verrebbero confiscati lungo la strada. Molti altri sembranomolto spaventati e non vogliono raccontare la loro esperienza. La risposta della comunità internazionale all’appello congiunto di UNHCR e OIM è stata rapida. Ciò ha permesso di compiere importanti progressi nell’evacuazione dei cittadini egiziani e di altre nazionalità riversatisi in territorio tunisino. Trasporti aerei o marittimi sono stati messi a disposizione da Egitto, Tunisia, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna. Il governo egiziano ha rimpatriato decine di migliaia di propri cittadini. Australia, Austria, Belgio, Commissione Europea, Danimarca, Francia, Germania, Lussemburgo, Polonia e Spagna hanno offerto fondi per sostenere la rispostadell’UNHCR alla crisi in Libia. Cominciano ad affluire anche donazioni da parte di privati. Al momento sono circa 12.500 le persone che devono essere evacuate. Oltre 10.000 sono originarie del Bangladesh e oggi sono in programma due voli per il paese del subcontinente indiano. Se il controllo militare della frontiera e delle vie di comunicazione dovesse ridursi, l’imponente esodo dei giorni scorsi potrebbe riprendere. Per questo l’UNHCR sta progettando l’allestimento di un secondo campo nei pressi del confine. Un team dell’UNHCR si trova attualmente a Bengasi, nella parte orientale della Libia, nell’ambito di una missione congiunta di valutazione composta da operatori di varie agenzie. La missione ha registrato la presenza di un campo, nell’area del porto, dove 8.000 stranieri sono in attesa di essere evacuati. Le operazioni di evacuazione sono avviate e la maggior parte di queste persone lascerà il paese nei prossimi due giorni. Vi sono tuttavia 305 cittadini eritrei, 191 etiopici e 153 somali che rifiutano con forza di essere evacuati. Si tratta per la maggior parte di giovani uomini, ma tra loro anche 40 donne e tre bambini. Dalle loro testimonianze si apprendono i notevoli problemi che hanno dovuto affrontare nelle scorse due settimane, anche se sta crescendo la solidarietà verso le persone provenienti dai paesi dell’Africa subsahariana. Da quanto riferisce il team UNHCR, la Mezzaluna Rossa libica è particolarmente attiva nel fornire assistenza. Aiuta anche cittadini di paesi terzi e rifugiati a raggiungere il confine. Per lo staff del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) invece il problema principale è la scarsità di medici nella regione: la maggior parte erano stranieri e sono stati evacuati. Si teme inoltre che nelle prossime due settimane, oltre alle scorte alimentari, possa cominciare a scarseggiare anche il carburante.

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Auto blu: risultati indagine

Posted by fidest press agency su sabato, 6 novembre 2010

Il parco autovetture della pubblica amministrazione è stato oggetto di un monitoraggio, avviato il 15 maggio 2010 dal Ministero per la pubblica amministrazione ed affidata a FormezPA, con l’obiettivo di effettuare una stima sul numero delle cosiddette auto blu ed approfondire modalità e costi di utilizzo. Dai primi dati, presentati il 25 giugno dal Ministro Brunetta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni, risulta che il parco auto delle pubbliche amministrazioni è di circa 90.000, di cui presumibilmente 52.470 di proprietà delle P.A. e 38.000 noleggiate a lungo termine, circa il 30% attraverso convenzione CONSIP. Si stima che di tali auto: circa 10.000 siano blu-blu, cioè auto di rappresentanza in uso esclusivo ad autorità, alte cariche dello Stato, vertici politici, di regione e amministrazioni locali; circa 20.00 siano ‘blu’, cioè in uso all’alta dirigenza di amministrazioni centrali, enti pubblici, amministrazioni regionali e locali; circa 60.000 siano grigie, cioè in uso di amministrazioni per lo svolgimento del lavoro d’ufficio e l’erogazione dei servizi (per es., sopralluoghi o ispezioni). La rilevazione riguarda tutte le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato. Il costo medio annuale di utilizzo per ogni singola auto è stato stimato a circa 3.300 euro. da tale cifra sono esclusi i costi del personale e di noleggio, acquisto e manutenzione; mentre sono inclusi i costi di bollo e per il carburante.

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Prezzo carburante in fattura

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

La riforma dell’autotrasporto promossa dal Governo italiano scrive un nuovo capitolo: tutti i conducenti di mezzi pesanti avranno l’obbligo di dichiarare nella fattura di consegna della merce il costo (e quindi la quantità) del carburante impiegato durante il trasporto del carico. In caso di mancata o errata indicazione, verranno applicati, sia al committente sia al vettore, sanzioni che prevedono l’esclusione fino a sei mesi della procedura per l’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi, nonché l’esclusione per un periodo di un anno dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali stabiliti dalle leggi in vigore. Se da un lato la nuova normativa, che interessa 1.400 trasportatori autonomi in provincia di Venezia, è destinata ad aumentare il livello di sicurezza sulle strade, dall’altro aggiunge ulteriore pressione burocratica a una categoria che sta scontando pesantemente la crisi economica in atto (le aziende totali iscritte all’albo provinciale dei trasporti sono diminuite del 18,6% nell’ultimo biennio) e a cui è stato imposto poco tempo fa il tetto massimo delle 48 lavorative settimanali. “La nuova norma introdotta dal Governo spinge la categoria sempre più verso una dimensione professionistica, cercando di tutelare gli autotrasportatori che lavorano secondo le regole  – afferma il presidente della categoria Trasporti di Confartigianato Provinciale di Venezia Nazzareno Ortoncelli -. Verranno infatti attesati con precisione il trasporto effettuato e di conseguenza le ore di guida, contribuendo a migliorare il livello di sicurezza su strada”. La normativa però dilaterà non poco la tempistica delle operazioni: “se per compilare una fattura fino ad oggi si impiegava un’ora, adesso ci vorrà almeno mezz’ora in più – spiega Ortoncelli -. Inoltre ci sono degli aspetti legati alle procedure di applicazione della norma e alle sanzioni per i trasgressori che vogliamo chiarire. Per questo svolgeremo attività di informazione alle imprese con servizi, affinché non vengano sottovalutati i rischi della eventuale mancata indicazione del prezzo del carburante in fattura”.

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Prodotti per il mercato della marina

Posted by fidest press agency su domenica, 7 marzo 2010

Lussemburgo, Alternative Petroleum Technologies S.A. (“APT”) ha annunciato che la APT, e la sua società partner ITI S.r.l., hanno completato con successo una dimostrazione dei propri prodotti a bordo di un traghetto container commerciale che usava un carburante marino emulsificato per motori diesel.  Le emissioni sono state misurate da ISMAR Chimica Spa, un laboratorio indipendente certificato ISO17025:2005. Il carico del motore è stato misurato usando gli strumenti della nave. I carburanti emulsificati hanno prodotto una riduzione delle emissioni di PM 10 del 34% (per il 13% acqua) e del 43% (per il 18% acqua) ed una riduzione delle emissioni di NOx del 16% (per il 13% acqua) e del 27% (per il 18% acqua). È stato registrati un vantaggio di oltre il 5% in termini di efficienza del carburante.  Alberto Vigliotti, Presidente di ITI, ha affermato: “I risultati di queste prove ci permetteranno di ottimizzare ulteriormente il contenuto di acqua, per aiutare i clienti ad equilibrare i loro desideri di ridurre le emissioni e i costi del carburante.”   (http://www.altpetrol.com)
Alternative Petroleum Technologies S.A. è la società di controllo di un gruppo di società di tecnologie ambientali dedicate a tutti gli aspetti delle soluzioni, a costi contenuti, dei problemi ambientali. Offriamo tecnologie e competenze per aiutare gli operatori di motori ad accensione per compressione e caldaie industriali a soddisfare i requisiti, sempre più severi, sulle emissioni. Stiamo sviluppando nuovi modi di aiutare gli operatori internazionali di impianti per la generazione di energia a soddisfare la domanda, in costante crescita, di elettricità con prodotti ad oli più pesanti che sono realizzati in modo più pulito e più economico. Stiamo anche affrontando la sfida di fornire carburanti biodiesel ancora più puliti con nuove generazioni di carburanti emulsificati.

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In Italia il primo impianto europeo di bioetanolo

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 Mag 2009

Il gruppo Mossi & Ghisolfi ha annunciato che nel 2010 sarà costruito in Italia il primo impianto europeo per la produzione di bioetanolo di seconda generazione che permetterà di produrre carburante evitando l’utilizzo di colture destinate a fini alimentari. La produzione di 35/40 mila t/a è prevista per il 2011.

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Pakistan: da Save the Children

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Mag 2009

Save the Children sta sviluppando un vasto intervento di aiuto di emergenze nel settore della salute, educazione, protezione, a favore di centinaia di migliaia di bambini costretti, insieme alle famiglie, ad abbandonare le proprie case e comunità per l’intensificarsi dei combattimenti nella provincia di frontiera del Nord ovest del Pakistan (NWFP). Si stimamo in quasi 500.000 le persone scappate dai propri villaggi nella valle di Swat, negli ultimi 10 giorni (nota). In tutto quindi sono più di 1 milione i bambini e gli adulti in fuga dal conflitto, nella NWFP, dall’agosto 2008. Molte famiglie in fuga si sono trovate nell’impossibilità di portare con sé qualcosa e ora, stando alla testimonianza dello staff di Save the Children, non hanno dove dormire, stoviglie, cibo, contenitori per l’acqua. Poiché il carburante disponibile è pochissimo, la maggior parte delle famiglie deve camminare anche per due giorni prima di raggiungere i soccorsi, portando sulle spalle e con sé bambini e neonati. Fra i molti sfollati ci sono giovani che sono stati separati dai propri genitori o familiari, bambini che hanno assistito agli orrori della guerra, compresa l’uccisione dei propri cari o vicini di casa, minori con i piedi feriti e tagliati, avendo percorso a piedi anche 50 chilometri per sfuggire alle violenze dei combattimenti. Bambini e adolescenti rischiano di contrarre malattie gravi, sostengono gli operatori di Save the Children. Fra i pericoli maggiori quello di disturbi diarroici acuti dovuti alle precarie condizioni igieniche e al sovraffollamento delle abitazioni e dei campi sfollati. Save the Children sta concentrando i propri sforzi sui minori saparati dai genitori, sulle donne con figli, sui nuclei familiari con bambini con meno di 5 anni e sulle famiglie in cui uno dei membri sia ferito o malato cronico. L’organizzazione internazionale indipendente per la tutela e difesa dei diritti dell’infanzia, ha iniziato a distribuire kit per le famiglie e igienici, che contengono fornelli a gas, grill, bollitore, utensili da cucina e stoviglie, bricco per l’acqua, torcia, stuoia, pettine, sapone, detersivo.

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