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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘carcerario’

Dopo la giustizia ora la riforma del sistema carcerario

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 agosto 2021

“La riforma della giustizia non può limitarsi alle aule dei Tribunali ma deve entrare nelle carceri. Aspettiamo adesso che gli impegni che ha preso la ministra Cartabia dopo la visita del 14 luglio a Santa Maria Capua Vetere, insieme al Premier Draghi, si trasformino in provvedimenti ed atti recuperando il tempo perduto dai precedenti Governi”. Lo afferma il segretario del S.PP. Aldo Di Giacomo ricordando che “l’ultimo tentativo di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria risale al 1990 alla legge 395 che ha introdotto qualche novità in un avvio di processo di riforma rimasta incompiuta per la responsabilità di tutti i Ministri alla Giustizia che hanno preceduto la Cartabia”. “Tra le promesse contenute nell’intervento a Santa Maria Capua Vetere, come abbiamo avuto modo di ascoltare dalla diretta tv – ricorda il segretario del sindacato penitenziari – ci sono nuove assunzioni per la polizia penitenziaria, la costruzione di 8 nuovi padiglioni con i fondi comunitari, programmi di formazione per il personale. E’ da anni che segnaliamo una carenza di dotazione organica che va oltre 5mila nuovi posti se si vuole realmente superare le attuali condizioni massacranti di lavoro che vanno oltre i turni senza riposo e riguardano la sicurezza del personale penitenziario. Ci aspettiamo inoltre programmi adeguati per formazione ed aggiornamento professionale di uomini e donne in divisa che nelle intenzioni del Governo dovrebbero aiutare a far sì che la pena sia finalizzata al recupero sociale del detenuto come prevede la Costituzione e non sia fine a se stessa. Un obiettivo più che condivisibile e più facile da dire che da realizzare senza strumenti e strutture adeguati. Ci sono poi due “nervi scoperti” del sistema penitenziario attuale: i detenuti con problemi psichiatrici e quindi il problema della salute mentale in carcere; la presenza nelle celle di alcune decine di bambini con le madri detenute che è un’offesa alla coscienza civile del Paese. Sappiamo bene che riaffermare la presenza dello Stato in carcere – continua Di Giacomo – non è facile perché c’è la necessità di resettare tutta l’attività dei vari Ministri di Grazia e Giustizia che si sono succeduti in tanti anni. Gli effetti di decenni di sottovalutazioni, provvedimenti scoordinati, direzione del DAP inadeguata sono a tutti evidenti.

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20 milioni contro sovraffollamento carcerario

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

“Grazie a Fratelli d’Italia il dl Fondone stanzierà per il 2023 e il 2024 20 milioni di euro (5 milioni per il primo anno e 15 per il secondo) al fine di contrastare il sovraffollamento carcerario. Si tratta di un emendamento che avevamo presentato soprattutto alla luce della grave emergenza che il settore aveva vissuto con lo scoppio della pandemia Covid-19, dove proprio il sovraffollamento aveva reso impossibile attuare misure di distanziamento e di contenimento della diffusione del virus. Una situazione drammatica che aveva coinvolto al contempo sia i detenuti e sia le stesse forze di sorveglianza. Ora grazie a questo stanziamento cerchiamo di dare una prima, seppur parziale, risposta al tema del sovraffollamento che chiaramente non va affrontato, come accaduto in questi mesi con il governo giallorosso, con scarcerazioni indiscriminate anche di esponenti del mondo della malavita”. Lo dichiarano i senatori di Fratelli d’Italia, Nicola Calandrini e Alberto Balboni.

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Disagio carcerario: nuova amnistia?

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 Maggio 2011

“A cosa serve discutere e votare le mozioni, se quelle approvate oltre un anno fa, nel gennaio del 2010 e che impegnavano l’esecutivo ad affrontare con misure tempestive e strutturali l’emergenza carcere, non sono state in alcun modo attuate dal Governo, né dal Parlamento? Che senso ha, dunque, la formula “impegna il Governo”? Dibattiti come quello di ieri non servono a nulla, se non si attribuisce alle mozioni un valore effettivo. È per questa ragione che la delegazione radicale ha ripresentato nella mozione approvata oggi alla Camera i punti già approvati a gennaio dello scorso anno e che sono di estrema attualità, dal momento che lo stato di sovraffollamento e di illegalità delle carceri italiane non solo non è stato risolto, ma si è addirittura aggravato.
Come riporta la rivista Ristretti Orizzonti, dall’inizio dell’anno in Italia si sono tolti la vita ventiquattro detenuti e tre poliziotti, mentre altri quaranta detenuti sono morti per cause cosiddette “naturali”,
infatti in diciassette casi sono state aperte inchieste volte all’accertamento dei fatti. Dal 2000 ad oggi nelle carceri italiane sono morti 1800 detenuti di cui ben 650 per suicidio. Nello stesso periodo di tempo si sono uccisi anche 87 agenti di polizia penitenziaria. Appare quindi chiaro che non sbaglia Marco Pannella, giunto oggi al ventinovesimo giorno di sciopero della fame, quando di fronte a cifre come queste parla di nuclei consistenti di Shoah.
C’è un articolo della nostra Costituzione che non viene mai richiamato: è il comma 4 dell’articolo 13 secondo il quale è punita la violenza commessa sulle persone che sono private della libertà. Ebbene, quando ricordiamo i detenuti ammassati, in meno di un metro e mezzo a testa – mentre la Corte europea dei diritti dell’uomo ne prevede 3 e l’ordinamento penitenziario 7 – chiusi in cella a far nulla per 20 o 22 ore al giorno, non parliamo forse di atti violenza? E cosa fa il Ministro della Giustizia davanti a questi problemi? Come si pone il Presidente della Repubblica? Per non parlare di quello del Consiglio, che finora non ha mostrato il benché minimo interesse verso questa situazione vergognosa. E cosa fa questo Parlamento? La risposta, l’unica seria e possibile, ce l’abbiamo noi ed è varare un’amnistia vera, legale, contro quella di classe che ogni anno vede prescritti circa 200 mila procedimenti”.

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