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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 27

Posts Tagged ‘carcerati’

Il senso del pane: le ostie di Opera

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2016

papa francescoAvevano scritto una lettera a papa Francesco, donandogli le ostie da loro realizzate. E il Papa li aveva salutati e ringraziati in mondovisione, durante l’Angelus del 17 gennaio scorso. Oggi, quell’abbraccio “virtuale” diventa realtà: hanno infatti partecipato stamattina all’udienza in piazza san Pietro Cristiano, Ciro e Giuseppe, tre dei quattro detenuti del carcere di Opera (Mi), coinvolti nel progetto “Il senso del pane”, promosso dalla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che, nel carcere più grande d’Italia, ha allestito un laboratorio per la produzione di ostie. A Papa Francesco hanno consegnato, direttamente nelle sue mani, oltre 12 mila ostie, che il Santo Padre ha promesso di consacrare in una delle prossime messe da lui celebrate.
«Per noi è un’emozione grandissima», spiega Ciro, condannato all’ergastolo per omicidio. «Abbiamo donato al Santo Padre il frutto del nostro lavoro e della nostra redenzione. Gesù, presente con il suo corpo nell’Eucaristia, ci ha cambiato il cuore, e oggi possiamo testimoniare a tutti che la Misericordia di Dio è possibile per tutti, non soltanto per chi – come noi – ha commesso dei crimini orrendi».
Insieme ai tre detenuti di Opera, sono stati ricevuti dal Papa anche Santi Consolo, capo dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giacinto Siciliano, direttore dell’Istituto penitenziario di Opera, Amerigo Fusco, Comandate della polizia penitenziaria del carcere, Arnoldo Mosca Mondadori ed Emanuele Vai, della Casa dello Spirito e delle Arti, e Marcella Reni, presidente di “Prison Fellowship Italia Onlus” che, attraverso il progetto “Sicomoro”, segue i detenuti nel loro percorso di introspezione e presa di coscienza.
Alla consegna delle ostie, il Santo Padre ha voluto scrivere di suo pugno una frase, che ha lasciato in dono ai detenuti, salutando loro e tutte le persone che lavorano nel carcere di Opera, assicurando a tutti la sua benedizione e chiedendo di pregare per il suo ministero.
Avviato cinque mesi fa, “Il senso del pane” ha raggiunto oltre 200 parrocchie, in Italia e nel mondo: le ostie vengono donate gratuitamente a chi ne fa richiesta, mandando una mail all’indirizzo ilsensodelpane@gmail.com. Attualmente, le particole sono state inviate in tutti e cinque i continenti e in alcuni scenari di guerra o in Paesi che vivono realtà difficili, come Nicaragua, Kurdistan iracheno, Libano, Gerusalemme, Cuba, Sri Lanka: un’immensa rete di contatti, con l’obiettivo di creare una nuova consapevolezza sul senso salvifico dell’Eucaristia e per riflettere sulla straordinaria gratuità della misericordia di Dio. (papa francesco)

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No alla stangata

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 luglio 2011

Obelisk of Montecitorio - July 1991

Image by D H Wright via Flickr

Oggi 15 luglio 2011 sit in alle 18 a piazza Montecitorio sarà ricordato per anni come il giorno dell’approvazione della più iniqua e scandalosa manovra finanziaria della storia del nostro paese. Si colpiscono lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, donne, bambini, anziani, disabili, carcerati, ammalati e si arricchiscono banchieri, finanzieri, speculatori e padroni. Con il placet delle opposizioni oggi si decide della nostra vita per molti anni a venire.

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Salvaguardare la vita affettiva dei carcerati

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 aprile 2010

Dichiarazione di Rita Bernardini, parlamentare radicale eletta nelle liste del PD e membro della Commissione Giustizia della Camera Non posso che condividere le dichiarazioni con le quali il sottosegretario Casellati ha posto il problema di come salvaguardare la vita affettiva delle persone private della libertà. Ho sempre pensato infatti che maggiore considerazione per chi è in carcere, non vuol dire minor sicurezza per chi sta fuori, mentre un regime detentivo che non offre alcuna possibilità di scelta al detenuto e che lo priva di ogni legame affettivo con la vita esterna risulta essere, invece, un fattore criminologico di notevole spessore, che spesso porta alla ricaduta nel reato. Per questi motivi nella mozione sulle carceri presentata in questa legislatura la delegazione radicale nel Gruppo del PD aveva chiesto al Governo di impegnarsi affinché ai detenuti e agli internati venisse finalmente concessa la possibilità di coltivare i propri rapporti affettivi anche all’interno del carcere, consentendo loro di incontrare le persone autorizzate ai colloqui in locali adibiti o realizzati a tale scopo, senza controlli visivi e auditivi. La maggioranza dei parlamentari, sia alla Camera che al Senato, previo parere contrario espresso dell’Esecutivo, ha bocciato questa proposta. Mi metto a disposizione dell’on. Casellati per convincere i suoi colleghi di Governo ad approvare una tale riforma di civiltà dell’ordinamento penitenziario.

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I carcerati di Guantanamo

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2009

“Chiediamo al Governo di riferire al più presto in Aula sul presunto accordo intervenuto tra l’amministrazione statunitense ed il governo italiano relativo al trasferimento nel nostro Paese di alcuni detenuti del carcere di Guantanamo” lo ha chiesto l’on. Massimo Donadi, capogruppo di IDV alla Camera, intervenendo oggi in Aula. “Intorno a questa vicenda aleggia troppa incertezza: vogliamo conoscere il numero definitivo, l’identità, le condizioni personali dei soggetti accusati di terrorismo che verranno in Italia. Il Governo deve chiarire se questi soggetti verranno nel nostro paese a piede libero, se verranno immediatamente incarcerati in quanto già imputati di reati in Italia e, quindi, fatti oggetto di provvedimenti di restrizione personale” aggiunge Donadi. “Non ci è dato sapere in base a quali strumenti giuridici avverrà questo trasferimento e, soprattutto, ci preoccupano quegli aspetti di ordine pubblico che potrebbero essere collegati a questo trasferimento” spiega il capogruppo di Idv. “Per tutte queste ragioni, riteniamo che sia assolutamente doveroso da parte del Governo venire quanto prima, e senza indugio, in Aula per spiegare esattamente al Parlamento e, quindi, a tutti gli italiani, in cosa consiste questo accordo” conclude Donadi.

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