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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘carcinoma polmonare’

Trattamenti dei pazienti con carcinoma polmonare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

I risultati di una nuova indagine a livello mondiale rivelano che oltre un terzo (36%) dei 310 medici interpellati ritengono di non disporre di informazioni sufficienti per prendere decisioni su come sequenziare i trattamenti dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), positivo per mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR M+). I risultati dell’indagine sono stati presentati come abstract late-breaking (P3.01-108) all’edizione 2018 del Congresso Mondiale sul Tumore Polmonare (WCLC) a Toronto, Canada.I due più importanti obiettivi terapeutici individuati dagli interpellati sono stati: aumentare la sopravvivenza complessiva (77%), seguita dalla qualità di vita (69%), indipendentemente dalla linea di trattamento.I risultati indicano che oltre la metà (55%) dei medici predilige fortemente una sequenza terapeutica che offra ai pazienti la massima durata di trattamento con terapie mirate. Inoltre, i medici hanno riferito una forte necessità di informazioni su potenziali mutazioni di resistenza al trattamento, prima di cambiare la loro pratica corrente.
Il bisogno di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche varia in base alla preferenza dei medici per:
• una terapia mirata di prima linea, con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia, o
• una terapia mirata di prima linea con la possibilità di utilizzare una diversa terapia sempre mirata in seconda linea.
Il 43% di coloro che preferiscono una terapia con la più lunga sopravvivenza libera da progressione della malattia dichiara di aver necessità di maggiori informazioni per prendere decisioni terapeutiche sulla strategia di sequenza di terapie mirate, rispetto al 23% di coloro che preferiscono una terapia mirata di prima linea, con la possibilità di utilizzare una terapia mirata di seconda linea.
L’indagine promossa da Boehringer Ingelheim ha interpellato 310 medici (Oncologi, Pneumologi, Chirurgi Toracici e Internisti Specialisti in Malattie dell’Apparato Respiratorio) di quattro paesi (Cina: 70, Germania: 70, Giappone: 70, e Stati Uniti: 100), per conoscerne la posizione attuale riguardo alle decisioni sulla sequenza con inibitori di tirosin-chinasi, determinare cosa sia più importante nella scelta della terapia e quali siano i problemi che devono affrontare i medici quando iniziano la terapia mirata in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per mutazioni EGFR.

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Carcinoma polmonare

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2016

Boehringer Ingelheim1 Boehringer Ingelheim ha annunciato oggi i risultati dello studio LUX-Lung 7. Afatinib, target therapy anti-EGFR di seconda generazione, ha dimostrato superiorità rispetto a gefitinib, terapia di prima generazione, in termini di sopravvivenza libera da progressione di malattia e tempo intercorso sino al fallimento terapeutico in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato o metastatico, con mutazioni comuni di EGFR (Del19 o L858R), in prima linea di trattamento. Lo studio di Fase IIb ha raggiunto due endpoint co-primari: sopravvivenza libera da progressione di malattia (PFS) secondo revisione indipendente, e tempo intercorso sino al fallimento terapeutico (definito come l’intervallo di tempo intercorso dall’inizio della terapia fino alla sua interruzione per qualsiasi motivo). I risultati dello studio LUX-Lung 7 verranno presentati oggi in occasione del 14esimo Congresso Annuale del British Thoracic Oncology Group (BTOG) in corso a Dublino. I risultati relativi alla sopravvivenza globale (OS), terzo endpoint co-primario, non sono ancora maturi e verranno presentati in futuro.I risultati dello studio LUX-Lung 7 dimostrano che afatinib ha ridotto in modo significativo il rischio di progressione di malattia del 27% rispetto a gefitinib. Il miglioramento in termini di PFS risulta più marcato nel corso del tempo, con una percentuale significativamente maggiore di pazienti vivi e liberi da progressione a 18 mesi (27% versus 15%) e 24 mesi (18% versus 8%), dimostrando quindi un maggior beneficio nel lungo termine del trattamento con afatinib rispetto a gefitinib. Oltre al superiore beneficio in PFS, i pazienti nel braccio con afatinib hanno avuto una permanenza in trattamento significativamente maggiore e quindi un rischio di fallimento terapeutico ridotto del 27% rispetto a gefitinib. Un numero significativamente superiore di pazienti ha avuto una risposta obiettiva (riduzione clinicamente significativa delle dimensioni del tumore) con afatinib rispetto a gefitinib (70% versus 56%), con durata mediana della risposta rispettivamente di 10,1 mesi e 8,4 mesi. Il miglioramento della PFS riscontrato con afatinib è stato consistente nella maggior parte dei sottogruppi predefiniti, tra cui sesso, età, razza e tipo di mutazione di EGFR.Il principal investigator dello studio LUX-Lung 7, il Prof. Keunchil Park, Direttore dell’InnovativeCancer Medicine Institute (ICMI) del Samsung Medical Center, Facoltà di Medicina dell’Università Sungkyunkwan di Seoul, ha così commentato: “LUX-Lung 7 è il primo studio internazionale a confrontare direttamente due target therapy anti-EGFR nel trattamento di prima linea, e i suoi risultati dimostrano i benefici dell’inibitore di seconda generazione afatinib rispetto alla terapia di prima generazione gefitinib. Questi risultati offrono un importante orientamento nella scelta della terapia di prima linea per pazienti con tumore polmonare positivo per mutazioni di EGFR”.Gli eventi avversi osservati nello studio LUX-Lung 7 sono stati consistenti con i profili di sicurezza noti dei due farmaci. Il trattamento in entrambi i bracci è risultato generalmente tollerabile, con una bassa percentuale di interruzione pari al 6,3%, sia con afatinib sia con gefitinib. La frequenza complessiva di eventi avversi gravi è stata simile per entrambe le terapie (afatinib: 44,4%; gefitinib: 37,1%); gli eventi avversi più comuni di grado ≥3 sono stati: con afatinib, diarrea (12,5%) e rash/acne (9,4%); con gefitinib, aumento di aspartato-aminotransferasi (AST)/alanina aminotransferasi (ALT) (8,8%) e rash/acne (3,1%). Interstiziopatia polmonare farmaco-correlata è stata riportata in quattro pazienti in terapia con gefitinib e in nessun paziente in terapia con afatinib.“LUX-Lung 7 è il secondo studio positivo che ha confrontato direttamente afatinib con un inibitore delle tirosin-chinasi (TKI) di EGFR di prima generazione nel carcinoma polmonare, dimostrando che le terapie anti-EGFR di prima e seconda generazione non sono uguali”, ha dichiarato il Dottor Mehdi Shahidi, Medical Head, Solid Tumor Oncology di Boehringer Ingelheim. “E’ interessante che la differenza in termini di PFS osservata nello studio LUX-Lung 7 risulti più marcata con il passare del tempo e più che raddoppiata a 24 mesi con afatinib”.

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