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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 349

Posts Tagged ‘cardiache’

Malattie delle valvole cardiache

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

Si conferma intenso il mese di settembre per le malattie del cuore. Oltre all’attesa Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre), l’attenzione alle malattie delle valvole cardiache è stata al centro della settimana Europea appena conclusa (12-18 settembre) che ha coinvolto oltre 30mila italiani sopra i 65 anni che vengono analizzati in un importante progetto di screening. In queste settimane, la Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) sta promuovendo un programma di screening cardiologici rivolti alla popolazione sopra ai 65 anni coinvolgendo 10 paesi geograficamente distribuiti nel territorio italiano, selezionati per dimensione (1.500-2.000 abitanti) e vicinanza a 10 Istituti cardiologici. “L’aspettativa di vita è cresciuta di 10 anni negli ultimi 4 decenni e molto del merito è da attribuirsi ai passi in avanti compiuti dalla cardiologia. Questo ha però aperto il varco all’emergere di molte malattie legate alle patologie degenerative delle valvole cardiache – interviene Alessandro BOCCANELLI, Vice-Presidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) e UniCamillus University Rome – ed è fondamentale non solo continuare a guadagnare ulteriori anni di vita ma anche assicurarne un miglioramento della qualità della stessa. Lo screening che stiamo conducendo ha una valenza unica nel suo genere visto che non è mai stato fatto finora sulla popolazione italiana. Attraverso l’impegno dei Comuni e dei medici di famiglia siamo riusciti a coinvolgere la popolazione per un totale di circa 1.500 persone sopra ai 65 anni che vengono sottoposte ad elettrocardiogramma e, in caso di anomalie a un’ecografia. Un grande traguardo utile per strutturare interventi mirati per quella che viene definita “prevenzione di precisione” e che speriamo di poter concretizzare con i risultati dello screening attesi a ottobre”.L’opuscolo (cartaceo e digitale su http://www.fondazionecuore.it), viene distribuito in migliaia di copie tramite le associazioni di Conacuore (Coordinamento nazionale associazioni di volontariato cardiopatici) in occasione delle iniziative della Giornata Mondiale per il Cuore nel mese di settembre. Le Malattie delle valvole cardiache colpiscono ogni anno il 12,5% degli ultra 65enni (pari a oltre 1 su 10), ovvero oltre 1 milione di persone, con una previsione di crescita del 25% nel 2030, fino a toccare il 33% nel 2040 (dati ISTAT 2021). Si tratta di patologie cronico-degenerative e fra esse vi sono le malattie valvolari, quali la stenosi aortica e il rigurgito mitralico e tricuspidale. Sono sempre più spesso riconducibili ad un declino funzionale e all’invecchiamento della popolazione. Vanno monitorate nel tempo e, in caso di necessità, possono richiedere la riparazione e/o la sostituzione delle valvole cardiache. Se non trattate, queste patologie sono causa di morte nel 90% dei casi a 5 anni dalla loro diagnosi. Fare diagnosi precoce in modo semplice per individuare in anticipo le malattie delle valvole cardiache permette di trattare tempestivamente queste patologie che, pertanto, si possono anche curare in modo non invasivo, con degenza ospedaliera ridotta in termini di tempo, ripresa più rapida e minori sofferenze per i pazienti. (abstract)

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La ricerca per prevenire malattie cardiache fulminanti

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2022

Riuscire a capire da un elettrocardiogramma l’aspettativa di vita di un paziente quando è stata diagnosticata la rara sindrome cardiaca di Brugada, utilizzando tecniche di Intelligenza Artificiale. Questo è l’obiettivo del lavoro portato avanti dal gruppo di ricerca del Politecnico di Torino coordinato dal professor Eros Pasero – docente del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, che vuole mettere a disposizione dei cardiologi gli strumenti offerti dall’Intelligenza Artificiale per estrarre informazioni “nascoste” negli elettrocardiogrammi. Ora il progetto è stato selezionato dal Ministero degli Affari Esteri (MAECI) tra i vincitori del bando Scientifico Italia-Israele 2021-2023, che prevede un finanziamento di 300 mila euro. La sindrome di Brugada è un disturbo dell’attività elettrica del cuore che può provocare episodi di aritmia ventricolare anche letali. Questa sindrome è nota per essere una delle principali cause di morte cardiaca improvvisa e, purtroppo, non prevedibile. Soprattutto persone giovani muoiono all’improvviso senza nessuna sintomatologia particolare. La mancanza di sintomi rende spesso difficile capire se una persona è affetta da sindrome di Brugada e, a oggi, impossibile diagnosticare un evento fatale futuro.La ricerca viene portata avanti in collaborazione con l’Università di Torino, con il contributo del professor Fiorenzo Gaita, celebre aritmologo che insieme alla professoressa Carla Giustetto fornisce le competenze cardiologiche necessarie per questo tipo di studio, che verrà supportato anche dall’Università di Tel Aviv, dove tre scienziati collaboreranno con il professor Pasero per cercare di ottimizzare le tecniche di previsione. “I sistemi di Intelligenza Artificiale sono sempre più utilizzati per fare previsioni – spiega il professor Pasero – I dati di cui disponiamo per analizzare gli eventi fatali dovuti alla sindrome di Brugada sono purtroppo molto scarsi. Ma i risultati finora ottenuti con i nostri algoritmi sui primi 1000 pazienti sono molto incoraggianti portando a prevedere l’evento fatale in oltre il 90% dei casi. L’uso di nuovi algoritmi che stiamo sperimentando offrono inoltre la possibilità di vedere all’interno degli elettrocardiogrammi patologie non diagnosticate proponendo in futuro nuove prospettive diagnostiche”.

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Malattie cardiache prima causa di morte nel mondo

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Le malattie cardiache rimangono la principale causa di morte in tutto il mondo, secondo l’aggiornamento 2021 delle American Heart Association’s Heart Disease and Stroke Statistics, pubblicato su Circulation. Sulla base dell’aggiornamento statistico del 2021, che ha fornito i dati sulla mortalità degli Stati Uniti dal 2018, le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte negli Stati Uniti.
A livello globale, quasi 18,6 milioni di persone sono decedute per malattie cardiovascolari nel 2019, l’ultimo anno per il quale sono state calcolate le statistiche mondiali, con un aumento del 17,1% nell’ultimo decennio. Ci sono stati più di 523,2 milioni di casi di malattie cardiovascolari nel 2019, il che significa un aumento del 26,6% rispetto al 2010. Ma secondo gli esperti, l’onere globale delle malattie cardiovascolari crescerà esponenzialmente nei prossimi anni a causa degli effetti a lungo termine della pandemia da Covid-19. «Covid-19 influenzerà direttamente e indirettamente i tassi di prevalenza e di morte delle malattie cardiovascolari per gli anni a venire. La ricerca sta dimostrando che il coronavirus può causare danni al cuore. Inoltre, le persone stanno ritardando la cura di infarti e ictus, il che può portare a esiti peggiori» spiega Salim Virani, del Baylor College of Medicine di Houston, negli Stati Uniti, che ha presieduto il comitato di scrittura. E i ricercatori sottolineano che un problema ancora più critico saranno i comportamenti e lo stile di vita che sono prevalenti durante la pandemia, molti dei quali fanno aumentare il rischio di malattie cardiache e ictus. «Abitudini alimentari malsane, aumento del consumo di alcol, mancanza di attività fisica e il costo mentale dell’isolamento da quarantena, e persino la paura di contrarre il virus, possono avere un impatto negativo sul rischio di una persona per la malattia cardiovascolare» prosegue Virani.La novità del rapporto di quest’anno è un capitolo dedicato agli esiti avversi della gravidanza, che aumentano il rischio di malattie cardiovascolari nelle madri e nei loro bambini. Le complicazioni della gravidanza, tra cui problemi ipertensivi, diabete gestazionale, nascite pretermine, e bambini piccoli per l’età gestazionale, si verificano nel 10-20% di tutte le gravidanze negli Stati Uniti, e un problema cardiovascolare è la causa più comune di morte materna nel paese. «Dobbiamo tenere conto di questo problema per salvare la vita delle madri e migliorare quella dei bambini» concludono gli autori. (fonte Doctor33)

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“Le malattie delle valvole cardiache”

Posted by fidest press agency su domenica, 13 dicembre 2020

“Colpiscono milioni di europei ma hanno ricevuto fino ad oggi poca attenzione rispetto ad altre malattie cardiovascolari. In tutta Europa, i dati sulle malattie valvolari cardiache sono scarsi e troppi pazienti ricevono trattamenti potenzialmente salvavita troppo tardi a causa di una combinazione di scarsa consapevolezza, opportunità di diagnosi mancate e ritardi nella diagnosi e nell’accesso alle cure”. Comincia così il messaggio di Will Won Presidente del Consiglio dei pazienti affetti da patologie valvolari cardiache (Heart Valve Disease Patient Council) nella premessa del rapporto “MALATTIE DELLE VALVOLE CARDIACHE: Lavorare insieme per creare un percorso migliore per il paziente” sviluppato in partnership tra Global Heart Hub e The Health Policy Partnership, un’organizzazione indipendente di ricerca sulle politiche sanitarie, lanciato oggi 10 dicembre 2020.Il rapporto “MALATTIE DELLE VALVOLE CARDIACHE: Lavorare insieme per creare un percorso migliore per il paziente” è stato sviluppato sotto la guida di un gruppo consultivo multidisciplinare, i cui membri comprendevano rappresentanti dei pazienti e diversi professionisti sanitari impegnati nella cura delle malattie valvolari cardiache provenienti da tutta Europa. Il rapporto esplora come si presenta un percorso di cura ottimale per le persone affette da patologie valvolari cardiache in tutta Europa, dalla sensibilizzazione alle cure di follow-up. Vengono discusse le lacune esistenti nell’assistenza e il modo migliore per affrontarle. Il rapporto si basa sugli sforzi nazionali e assume una prospettiva europea su come dovrebbe essere un percorso di cura ottimale per le persone affette da patologie valvolari cardiache. Il punto di vista del paziente è stato il filo conduttore di tutto il rapporto.I rapporti sui pazienti, come questo, aiuteranno l’ambizione collettiva a raggiungere risultati ottimali per i pazienti e sosterranno gli obiettivi nazionali relativi alle malattie valvolari cardiache in tutta Europa.

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La malattia delle valvole cardiache

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 settembre 2020

Nuovi dati, pubblicati in occasione della Settimana della Consapevolezza delle Valvole Cardiache, rivelano che la stragrande maggioranza degli italiani anziani (92,4%) non conosce la forma più comune di cardiopatia valvolare, una patologia grave ma curabile. La patologia è pericolosa per la vita se non viene curata e colpisce soprattutto la popolazione anziana. L’indagine rivela inoltre che gli anziani in Italia sono i più propensi a fornire assistenza agli altri (47%) rispetto ai loro omologhi in Europa (29,2%), evidenziando l’importanza di proteggere la loro salute.Con l’invecchiamento della popolazione in Italia, le malattie delle valvole cardiache sono un vero motivo di preoccupazione. Più della metà dei pazienti con stenosi aortica grave – la forma più comune di cardiopatia valvolare – muore entro due anni dallo sviluppo dei sintomi, per cui la diagnosi precoce è importante. Preoccupante è il fatto che solo una piccola percentuale di italiani si rivolgerebbe al proprio medico di base per un appuntamento, se si verificassero alcuni dei sintomi chiave della cardiopatia valvolare, come la stanchezza (35,6%), la riduzione dell’attività fisica (14,4%) e il “sentirsi più vecchi della propria età” (10%). Tale titubanza potrebbe essere potenzialmente dannosa in quanto impedisce la diagnosi precoce.
Malattia delle valvole cardiache è il nome dato a qualsiasi malfunzionamento o anomalia di una o più delle quattro valvole del cuore, che influisce sul flusso di sangue attraverso il cuore. Si tratta di una condizione comune, grave, ma curabile, che è particolarmente associata all’invecchiamento. Se diagnosticata in modo tempestivo, i pazienti possono tornare a una buona qualità di vita, quindi una diagnosi precoce è essenziale. La condizione è solitamente causata da malattia, usura o danni alla valvola o alle valvole cardiache. Tra i sintomi chiave vi sono la compressione toracica e il dolore, i battiti cardiaci anomali e la mancanza di respiro.La malattia delle valvole cardiache si verifica quando una o più valvole cardiache si ammalano o si danneggiano, influenzando il modo in cui il sangue scorre nel cuore. La stenosi aortica è una forma di malattia della valvola cardiaca, più spesso sviluppata a causa della degenerazione o dell’indurimento (calcificazione) della valvola aortica dovuto all’età, che porta ad un progressivo restringimento (stenosi) – cambiamenti che compromettono la funzione della valvola e compromettono il normale flusso sanguigno attraverso il cuore. I sintomi della stenosi aortica sono dolore al petto, stanchezza, mancanza di respiro, vertigini, svenimenti e difficoltà ad esercitare.

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Arrivano le nuove linee guida europee per la cura delle malattie valvolari cardiache

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 settembre 2017

londonLondra. Discusse, in occasione di PCR – London Valves 2017, l’annuale conferenza europea di cardiologia interventistica dedicata alle malattie delle valvole cardiache, le nuove linee guida europee ESC/EACTS (European Society of Cardiology/European Association for Cardio-Thoracic Surgery) che raccomandano l’estensione dell’impiego della tecnica TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation; sostituzione della valvola aortica per via transcatetere) nella cura dei pazienti con stenosi aortica a rischio intermedio. “Si tratta di un’importante novità – spiega Giuseppe Tarantini, Direttore Unità di cardiologia interventistica, Università di Padova e Revisore linee guida europee ESC/EACTS – in quanto sino ad oggi questa tecnica d’intervento era riservata alle persone non operabili o a rischio elevato per l’intervento di cardiochirurgia. La TAVI, infatti, è un’alternativa all’operazione chirurgica a cuore aperto, datata 2002 e disponibile su larga scala dal 2007, per sostituire la valvola aortica in caso di stenosi, cioè l’indurimento, detto calcificazione, della valvola causato dal processo di invecchiamento, che porta al restringimento progressivo della sua apertura, con limitazione del flusso di sangue. L’intervento TAVI, meno invasivo di quello chirurgico, viene eseguito spesso in anestesia locale, attraverso un’arteria dell’inguine, usando una sonda di circa 6 mm di diametro.”
Sulla base delle evidenze scientifiche1 la Società europea di cardiologia e quella di chirurgia cardio-toracica hanno deciso di aggiornare le linee guida per il trattamento delle malattie valvolari cardiache, allargando l’intervento anche a pazienti non ad alto rischio2. Le precedenti linee guida, rilasciate nel 2012, stabilivano, invece, che la TAVI fosse riservata a pazienti con stenosi aortica sintomatica a rischio chirurgico elevato. Sono oltre 1 milione le persone over 65 che soffrono di malattie valvolari cardiache in Italia, con la stenosi aortica a fare da padrona: è stato stimato, ad esempio, che la percentuale di popolazione ultrasettantacinquenne con stenosi aortica sia pari al 3,8% e quella colpita da stenosi aortica severa e sintomatica, ossia le persone che secondo le linee guida internazionali hanno indicazione all’intervento di sostituzione valvolare, sia del 2%3; in termini pratici, si parla di circa 130mila Italiani con indicazione all’intervento chirurgico oppure alla TAVI. “Quando è indicata la sostituzione della valvola aortica, la scelta tra i due tipi di intervento, sempre secondo le linee guida europee, deve essere assunta da un team multidisciplinare chiamato ‘heart team’, costituito da cardiologo interventista, cardiochirurgo, anestesista e altri operatori sanitari – spiega Tarantini.”
“La TAVI rappresenta senz’altro la tecnica più adeguata nei pazienti anziani e ad alto rischio chirurgico, andrebbe considerata nei pazienti anziani e a rischio intermedio, ma sarebbe da ipotizzare anche nei pazienti più giovani, là dove il rischio chirurgico è elevato. Uso il condizionale – aggiunge Tarantini – perché purtroppo in Italia, questa, come molte procedure chirurgiche di intervento per via transcatetere, è penalizzata: non dispone, infatti, di un codice di procedura che la identifichi in modo univoco, né di una tariffa DRG specifica, con sistemi di remunerazione adeguati, predisposti e assegnati solo in alcune Regioni, con una distribuzione a macchia di leopardo. Ne risulta una grande differenza di accesso alla TAVI nel Paese, che comporta flussi migratori sanitari evitabili.” Sarà forse anche per questo che l’Italia è ancora ben lontana, per quanto riguarda l’offerta di questo intervento, da Paesi con i cui sistemi sanitari siamo soliti confrontarci, come Germania, Francia, ma anche come Svizzera, Austria o i Paesi Nordici dove il numero di valvole impiantato arriva ad essere doppio (rapportato sul milione di abitanti) rispetto al nostro Paese.

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Prevenire le complicazioni cardiache dovute ai trattamenti contro i tumori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

universita-studi-palermoPalermo 19 al 21 gennaio 2017 nel Complesso Monumentale Chiaramonte “Steri” in Piazza Marina 61 Congresso Internazionale su Prevenire le complicazioni cardiache dovute ai trattamenti contro i tumori. Le complicazioni cardiache e vascolari causate dai trattamenti contro i tumori sono tra le principali cause di morte cardiovascolare. Per prevenire queste condizioni e ridurne i danni, è nata la cardio-oncologia, una nuova branca della cardiologia. «Le nuove terapie per trattare i tumori spesso determinano un danno cardiaco» spiega Salvatore Novo, Direttore della Divisione di Cardiologia all’Ospedale Universitario “P. Giaccone” di Palermo. «Soltanto l’utilizzo di sofisticate tecniche di immagine, come la risonanza magnetica cardiaca, oppure specifici biomarcatori, consentono di raggiungere una diagnosi precoce per individuare un’insufficienza cardiaca o un danno vascolare, in modo da avviare una terapia preventiva». Sarà questo uno dei principali argomenti del congresso internazionale di cardiologia di cui Salvatore Novo sarà presidente. Altri argomenti saranno l’insufficienza cardiaca, la fibrillazione atriale, le patologie delle valvole cardiache, il rischio cardiometabolico. Il Congresso, dal titolo “From scientific research to clinical practice” è organizzato dal Dipartimento di Scienze per la Promozione della Salute, Scuola di Medicina, Università di Palermo, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. Il congresso sarà aperto il 19 gennaio dai saluti del Rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, di Renato Li Donni, Direttore Generale dell’Ospedale Universitario “P. Giaccone”, e di Francesco Vitale, presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Palermo.

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