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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘cardinale’

Scienza & Vita: in ricordo di S. Em. Card. Elio Sgreccia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Il presidente Alberto Gambino, il Consiglio Esecutivo e l’Ufficio di Coordinamento nazionale, unitamente a tutte le associazioni locali sparse nel territorio nazionale, appresa con profondo dolore e commozione la notizia della scomparsa del cardinale Elio Sgreccia, desiderano esprimere il cordoglio più profondo e ricordarlo e per i grandi meriti che ha avuto nella lunga vita che il Signore gli ha donato.
Egli è stato indubbiamente un uomo di studio, che ha dedicato gran parte della sua vita alla riflessione in campo teologico, filosofico, antropologico ed etico, approdando a quella che potremmo definire la sua “seconda vocazione”, ovvero la fondazione e la sistematizzazione del pensiero bioetico personalista. È stato poi educatore e formatore, sia di sacerdoti che di laici, ed anche di professionisti e ricercatori che attraverso il suo insegnamento hanno cercato e trovato gli strumenti per un orientamento etico nella loro vita e nella loro attività professionale.Ma ci piace anche ricordare che don Elio – così lo chiamavamo tutti e così lui amava farsi chiamare – è stato innanzitutto sacerdote, nella pienezza di un ministero al quale è rimasto fedele per tutta la vita, esercitandolo nella quotidianità, in ogni situazione e contesto in cui si è trovato. Scienza & Vita è anche profondamente grata e debitrice al cardinale Elio Sgreccia per il profondo rigore intellettuale con cui, lungo gli anni, egli ha formato molti dei suoi membri nell’ambito bioetico, consentendoci di interpretare le sfide legate allo sviluppo scientifico e tecnologico alla luce di quei valori comuni che trovano il loro fondamento nella tutela della vita umana, fin dal suo inizio e per tutta la sua parabola temporale, fino alla sua conclusione naturale.

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L’Anno di Agostino Bea, il Cardinale dell’Unità

Posted by fidest press agency su sabato, 3 novembre 2018

Roma Mercoledì 7 novembre 2018 dalle 18:00 alle 19:30, Pontificia Università Gregoriana, Piazza della Pilotta, 4 si apre con la XVIII Conferenza Annuale Brenninkmeijer-Werhahn intitolata “Riscrivere Nostra Aetate Oggi”. L’evento serale sarà introdotto dalla Dott.ssa Saretta Marotta, storica della KU Leuven con il suo ritratto “L’impegno di Agostino Bea nelle relazioni ebraico-cristiane”. Il Prof. Israel J. Yuval, della Hebrew University of Jerusalem, massima autorità ebraica sulle questioni ebraico-cristiane oggi, parlerà de “L’impatto di Nostra Aetate sugli Studi Giudaici”. Il Prof. René Dausner, della Universität Hildesheim, studioso prolifico e membro del “Juden und Christen” gruppo del Comitato Centrale di Cattolici Tedeschi (ZdK), interverrà su “Il futuro di Nostra Aetate”
“Il Cardinale dell’Unità” Agostino Bea nacque nel 1881, unico figlio di un falegname nel villaggio tedesco di Riedböhringen, a sud della Foresta Nera. Di questo sacerdote gesuita, studioso dell’Università Gregoriana, Rettore del Pontificio Istituto Biblico per 19 anni e confessore personale di Papa Pio XII, un giorno Papa Giovanni XXIII avrebbe detto: “Pensi quale grazia mi ha fatto il Signore nel farmi scoprire il Cardinale Bea!”. Studioso della Bibbia, ecumenista e amico di molte persone di fedi diverse, Bea influenzò enormemente le relazioni ebraico-cristiane durante il Concilio Vaticano II, nel corso del quale intervenne su tutti tranne 4 dei 16 documenti del Concilio, in ambiti come la Liturgia, la Rivelazione Divina, la Chiesa e la Chiesa nel mondo moderno. Fu il principale architetto del documento Nostra Aetate, il cui famoso quarto paragrafo avrebbe cambiato il corso della storia delle nostre religioni. Come il Rabbino Arthur J. Lelyveld e il Dottor Joachim Prinz scrissero al Cardinale Cicognani, Segretario di Stato Vaticano, “la sua memoria rimarrà onorata e benedetta dal popolo ebraico di tutto il mondo”. Dal 1960 alla sua morte, il 16 novembre 1968, fu il primo Presidente del Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

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Messa in memoria del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 settembre 2017

Chiesa di Santa Maria della ScalaRoma 15 settembre 2017 alle ore 10 presso la Chiesa di Santa Maria della Scala, Piazza della Scala 23, si celebrerà una Santa Messa Solenne di ringraziamento in occasione della morte del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân. Il 4 maggio scorso, il Santo Padre ha firmato il Decreto che riconosce le virtù eroiche del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân e ne autorizza la venerabilità. Pochi come lui, nel nostro tempo, sono stati davvero eroici, soprattutto nella virtù della speranza. I tredici anni in carcere, in condizioni durissime, lo hanno reso, infatti, “testimone della speranza”, tema al quale ha dedicato numerosi pensieri e scritti che sono diventati best seller in tutto il mondo.

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Il cardinale Luis Antonio Tagle presenta il suo ultimo libro

Posted by fidest press agency su martedì, 15 novembre 2016

cardinale-tagleRoma Venerdì 18 novembre alle ore 17, nella sede di «Civiltà Cattolica» a Roma (via di Porta Pinciana 1), si terrà la presentazione del nuovo libro del cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, Ho imparato dagli ultimi. La mia vita, le mie speranze. Intervista a cura di Gerolamo Fazzini e Lorenzo Fazzini. Ad introdurre l’incontro sarà padre Antonio Spadaro sj, direttore La Civiltà Cattolica. Paolo Ruffini, direttore di Tv2000, intervisterà il cardinale Tagle. Saranno presenti i co-Autori. L’ingresso è libero. In questa autobiografia – in corso di traduzione in 6 lingue e in via di pubblicazione in 30 Paesi – Tagle racconta di sé, della sua vocazione e del suo impegno come vescovo vicino ai poveri; al contempo affronta diverse sfide del tempo presente e della Chiesa (globalizzazione, migrazioni, il futuro del cristianesimo, lo scandalo-pedofilia nel clero, …) con uno sguardo costantemente educato dal Vangelo. (foto:cardinale tagle)

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Ratzinger da cardinale a pontefice

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

papa_ratzingerGli scandali che periodicamente colpiscono le strutture vaticane, hanno una origine ben chiara, che Papa Francesco tenta di neutralizzare, trovando ostacoli proprio in quelle strutture verticali che dovrebbero sostenete le innovazioni che Papa Francesco vorrebbe portare avanti. Tutto è partito con l’acquisizione, in un crescendo rossiniano, di potere da parte di Ratzinger. Da Cardinale si adoperò senza sosta per proiettare se stesso sul soglio di Pietro. Alla fine ci riuscì.
Ratzinger, dall’alto del trono di Pietro, propagandò, imponendo la sua personale visione di un Cristo diverso, dissolutore della soggettività umana, come improvvisata risposta al nichilismo e al relativismo, entrambi combattuti a parole, servendosi del peggior relativismo e del peggior nichilismo.
Gli aspetti più evidenti diventarono (e lo sono ancora, senza una decisa contrapposizione, che tarda ad arrivare) elementi dottrinali contro la Chiesa cattolica, specialmente da parte delle scuole di teologia islamica, coma l’Università Teologia “Zi Tuna” di Tunisi. E’ la ragione per la quale noi cattolici non siamo in grado di difendere i nostri principi religiosi, essendo stati stravolti dalla dottrina ratzingeriana. Bastano pochi esempi per chiairre il tutto:
a) La lectio magistralis di Ratisbona
b) Il battesimo di Magdi Allam la notte che ricordava la Resurrezione di Cristo, battesimo in pompa magna, trasmesso in mondo visione.
c) Il libro “Senza radici” scritto a quattro mani con l’ateo Pera.
d) La lettera “Crimen sollicitationis” rivolta ai vescovi americani, nella quale imponeva il silenzio sui casi di pedofilia; lettera che valse all’allora cardinale, una denuncia per “ostacolo alla giustizia, da parte di un tribunale del Texas.
e) Non vale la pena proseguire negli esempi, perché occuperemmo troppo spazio, senza concludere il nostro modesto parere.
La grandiosa semplicità dell’insegnamento di Cristo ha subito, con Ratzinger cardinale prima e Pontefice dopo, un dimensionamento umano attraverso una esegesi che rende elitaria la Fede, riservandola ai dotti che inseguono l’ipotesi di poter aggiungere qualcosa alle parole di Cristo.
L’attuale pontificato di Papa Francesco, nel quale in molti emerge il tentativo di indicare una continuità con il predecessore, in realtà ne rappresenta la negazione e la contraddizione, riaprendo un dialogo interiore che era stato sostituito da elucubrazioni para-scientifiche.
Attraverso lo studio del testo «Gesù di Nazaret» ho capito perchè il cardinale Ratzinger abbia condannato la Teologia della Liberazione, i preti operai ed abbia consentito, da Pontefice, la divulgazione delle lettere di Teresa di Calcutta, quasi a volerne esorcizzare l’intera vita dedicata agli emarginati del mondo, perché in quelle lettere Madre Teresa esprimeva il dubbio che solo i giganti dell’umiltà possono avere e che diventa la santità del dubbio.
Ho cercato di leggere prima e studiare dopo «Gesù di Nazareth» scritto da Benedetto XVI, ma iniziato quando era ancora il cardinale Ratzinger. Già dalla introduzione si evince la volontà di trasferire nel metodo dell’analisi storica la figura e l’insegnamento di Cristo, nel tentativo di realizzare una esegesi che in 2000 anni nessuno aveva chiesto e della quale nessun credente sentiva il bisogno. A pag. 11 si legge: «Se dunque la storia, la fatticità, in questo senso appartiene essenzialmente alla fede cristiana, quest’ultima deve esporsi al metodo storico. E’ la fede stessa che lo esige». Così attraverso il metodo dell’analisi storica dovremmo spiegare il senso più intimo della fede! Ma così il cattolicesimo cristiano più che una religione si ridurrebbe ad un evento storico, analizzabile nei fatti più che negli effetti.
Ampliando il discorso, il cattolicesimo cristiano diventerebbe un fenomeno transitorio come transitori sono tutti i fatti umani, più che una religione o la religione, più che un insegnamento universale, diventerebbe un momento storico dell’evoluzione del pensiero, analizzabile, valutabile e interpretabile come qualunque altro evento antropologico. Concetto ribadito anche in quel “Senza radici”, scritto a quattro mani con il. Prof. Marcello Pera, nel quale il cristianesimo finisce con l’assumere le caratteristiche che appartengono più all’antropologia che alla mistica e alla Fede.
Per trovare un conforto alle certezze di una Fede intima e semplice che ho sempre sentito interiormente, ho voluto rileggere per l’ennesima volta quell’ «Imitazione di Cristo» che ha sorretto la fede negli anni bui del Medio Evo, quando la Chiesa era «distratta» dalle lotte per le investiture, dal potere temporale, dalle crociate e dalla vita opulenta e, spesso, dissacrata e dissacrante, vissuta nelle stanze del Vaticano. Fu il monachesimo che consentì la verifica dell’antica promessa di Cristo «Non praevalebunt» attualizzandosi e proseguendo il suo itinerario, malgrado la Chiesa ufficiale. Desidero riportare qui alcune frasi di quel libro, del quale non si ama parlare, come se indicasse una via superata dal modernismo tecnocratico.
Ma accade che molta gente trae un ben scarso desiderio del Vangelo dall’averlo anche più volte ascoltato, perché è priva del senso di Cristo. Invece, chi vuole comprendere pienamente e gustare le parole di Cristo deve fare in modo che tutta la sua vita si modelli su Cristo. Che ti serve saper discutere profondamente della Trinità, se non sei umile, e perciò alla Trinità tu dispiaci? Invero, non sono le profonde dissertazioni che fanno santo e giusto l’uomo; ma è la vita virtuosa che lo rende caro a Dio. Preferisco sentire nel cuore la compunzione che saperla definire. (Imitazione di Cristo: cap. 1, libro 1°)
Colui che si conosce a fondo sente di valere ben poco in se stesso e non cerca l’approvazione degli uomini. Dinanzi a Dio, il quale mi giudicherà per le mie azioni, che mi gioverebbe se io anche possedessi tutta la scienza del mondo, ma non avessi l’amore? Datti pace da una smania eccessiva di sapere: in essa, infatti, non troverai che sviamento grande ed inganno. Coloro che sanno desiderano apparire ed essere chiamati sapienti.
(Imitazione di Cristo: cap. 2.1, libro 1°)
Non volerti gonfiare, dunque, per alcuna arte o scienza, che tu possegga, ma piuttosto abbi timore del sapere che ti è dato. Anche se ti pare di sapere molte cose; anche se hai buona intelligenza, ricordati che sono molte di più le cose che non sai.
(Imitazione di Cristo: cap. 2.2, libro 1) A queste parole, scritte da anonimi e ispirati credenti, bisogna aggiungere le parole di Cristo: Ti benedico Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. (Matteo 11, 25) (Rosario Amico Roxas) (articolo riportato non in forma integrale)

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Dimissioni Papa: dichiarazione card. Romeo

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

Tutti abbiamo appreso, con commozione ed interiore partecipazione, la notizia diffusa dai media e confermata poi ufficialmente dalla Sala Stampa Vaticana che ha reso pubbliche le stesse parole del Santo Padre Benedetto XVI davanti all’odierno Concistoro di Cardinali convocato per alcune canonizzazioni. Con la sollecitudine di un Padre, desidero riportarle ai figli di questa Chiesa pellegrina in Palermo: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”.
Nella dichiarazione, il Santo Padre ha anche voluto ringraziare tutti i Cardinali per l’amore e il lavoro con cui lo hanno accompagnato nel portare avanti l’onere del ministero petrino. Ha, inoltre, chiesto umilmente perdono per tutti i suoi difetti, e ha concluso dicendo: “Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio”. Come Padre e Pastore di questa Santa Chiesa che è in Palermo, mi faccio interprete dei sentimenti di tutta la Comunità Diocesana: accogliamo questa sovrana decisione del Santo Padre, figlie e figli miei carissimi, con quella stessa fede che, in questo particolare anno di grazia siamo tutti spronati a professare e confermare, specie nei momenti di smarrimento e confusione.
Esprimiamo filiale vicinanza al Santo Padre Benedetto XVI, nel cui ministero abbiamo sempre confidato per trovare in lui il Successore di Pietro che confermasse la nostra fede. Ciò si è reso visibile nella memorabile Visita Pastorale che egli ha voluto compiere il 3 ottobre 2010 a Palermo, nella quale, con volto gioioso, ha avuto modo di affermare in Piazza Politeama: “Il Vescovo di Roma va dovunque per confermare i cristiani nella fede, ma torna a casa a sua volta confermato dalla vostra fede, dalla vostra gioia, dalla vostra speranza!”.
Assicuriamo al Papa Benedetto XVI la nostra preghiera, perché il Signore lo ricolmi di tutte le grazie necessarie per portare il peso di questa difficile e sofferta decisione, e perché essa stessa non sia oggetto di superficiali strumentalizzazioni ma sia accolta nell’unica prospettiva da tenere presente, quella del bene della Chiesa. Proprio alla Chiesa vogliamo guardare, con occhi di gratitudine, perché in lei siamo nati e in lei cresciamo continuamente, guardando al suo futuro, con quella serena fiducia che le parole del Maestro le hanno continuato ad infondere nei secoli, e che ancora oggi ci rassicurano della sua costante presenza: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).(Paolo Card. Romeo)

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Palermo: l’omelia del cardinale

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2012

Italiano: S.E. Mons. Paolo Romeo, Arcivescovo ...

Image via Wikipedia

“In questo Palazzo di Città, che è il luogo più rilevante dell’istituzione civile palermitana, mi è doveroso fare appello al cuore di tutti e singoli i palermitani: la Palermo che sogniamo e che desideriamo passa dalla nostra determinazione interiore a renderla più bella, più accogliente, più onesta, più laboriosa. E questo è compito di tutti, compito che matura nel cuore, che si fa strada in una elaborazione interiore quotidiana e feconda, illuminata dalla nostra fede, orientata dai valori umani fondamentali che si pongono alla base della civile convivenza e del vero progresso”. E’ un passo dell’Omelia pronunciata ieri mattina, a palazzo delle Aquile, dal cardinale Paolo Romeo, durante la celebrazione Eucaristica, nel suo consueto incontro di inizio anno con gli amministratori della Città. L’Arcivescovo nel suo intervento ha fatto riferimento alla Giornata della pace voluta dal Papa Paolo VI ed ha rivolto il suo pensiero ai giovani. “L’augurio di riconciliazione e di solidarietà scavalca la sfera dei rapporti strettamente personali e raggiunge gli estremi confini della terra. L’anno nuovo comincia proprio con l’impegno della pace, sottolineato di volta in volta da un particolare tema di riflessione proposto dal tradizionale Messaggio del Santo Padre, quasi a voler mettere sotto un unico grande manifesto programmatico le opere e i giorni di questo nuovo arco di storia. In particolare, il tema scelto da Papa Benedetto XVI per questo nuovo anno 2012 è “Educare i giovani alla giustizia e alla pace”. I giovani vivono tanti aspetti con apprensione: Il desiderio di ricevere una formazione che li prepari in modo più profondo ad affrontare la realtà, la difficoltà a formare una famiglia e a trovare un posto stabile di lavoro, l’effettiva capacità di contribuire al mondo della politica, della cultura e dell’economia per la costruzione di una società dal volto più umano e solidale. Intercettare i desideri più profondi dei giovani del nostro tempo è certamente una priorità da parte della comunità ecclesiale, ma, facendo eco alle parole del Santo Padre, desidero sottolineare che è anche un dovere di tutte le istituzioni educative, a cominciare dalla famiglia “piccola chiesa domestica” e “cellula originaria della società”. Quindi il cardinale ha citato l’esortazione del Papa Benedetto XVI ai genitori a non perdersi d’animo nonostante le difficoltà, ma che riconosce che in questo tempo di crisi l’istituzione familiare deve essere maggiormente tutelata e valorizzata quale soggetto educativo responsabile della costruzione del futuro dei giovani e dunque del futuro dell’intera società civile. “Ed a proposito della famiglia, lasciate che, come Padre e Pastore di questa amata Chiesa di Palermo, rivolga proprio oggi e proprio all’interno di questo Palazzo di Città, un accorato appello perché tutte le Istituzioni si adoperino responsabilmente per salvaguardare il carattere sacro e di insostituibile valore dell’unione fra un uomo e una donna: è all’interno della famiglia che il dono della vita può fiorire e svilupparsi perché essa è punto di riferimento, è il primo ambiente in cui l’uomo si relaziona, è il primo luogo di formazione psicologica e morale di ogni persona. La sua legge non può essere cambiata, perché è scritta nella natura dell’uomo stesso”.“D’altra parte è l’appello che il Santo Padre rivolge a tutti i responsabili politici “chiedendo loro di aiutare concretamente le famiglie e le istituzioni educative ad esercitare il loro diritto-dovere di educare. Non deve mai mancare un adeguato supporto alla maternità e alla paternità. Facciano in modo che a nessuno sia negato l’accesso all’istruzione e che le famiglie possano scegliere liberamente le strutture educative ritenute più idonee per il bene dei propri figli. Si impegnino a favorire il ricongiungimento di quelle famiglie che sono divise dalla necessità di trovare mezzi di sussistenza. Offrano ai giovani un’immagine limpida della politica, come vero servizio per il bene di tutti”.Infine l’Arcivescovo, ha lanciato un messaggio di speranza. “Il nuovo anno richiede uno sguardo di speranza che guardi a ciò che è possibile costruire con la buona volontà e l’impegno di tutti. Le nuove generazioni attendono da noi un forte esempio di dedizione e la testimonianza di coerenza e di creatività anche in mezzo ai sacrifici che le contingenze attuali ci richiedono. Ma ogni sforzo rischia di essere vano se non viene illuminato dalla luce della grazia divina, se non è animato dalla forza dell’amore, se non è proiettato nell’orizzonte della costruzione del Regno di Dio. La fede che fu di Maria Vergine, Madre di Dio, sia anche la nostra, all’inizio di questo nuovo anno in cui invochiamo la benedizione del Signore sulle nostre vite e sul nostro impegno: il Signore rivolga su di noi il suo volto e ci doni la sua pace, aiutandoci ogni giorno a costruirla e custodirla insieme”.

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Omelia cardinale Paolo Romeo

Posted by fidest press agency su sabato, 1 gennaio 2011

Palermo Palazzo delle Aquile 1 gennaio 2011  Tra le diverse consuetudini palermitane c’è la tradizionale celebrazione eucaristica del primo giorno dell’anno civile, al Palazzo delle Aquile, nel cuore amministrativo della Città. Per l’occasione riprendiamo per sommi capi quanto ha detto il cardinale:
“Proprio il primo giorno dell’anno, la Chiesa celebra la Vergine Maria sotto il titolo di Madre di Dio. Incontriamo ancora, come otto giorni fa, questa “madre”. La Chiesa desidera porre il nuovo anno da un lato sotto la paterna benedizione di Dio, e dall’altro sotto la materna protezione di Maria. Perché? In primo luogo, perché una madre è sempre agli inizi di una novità, e più precisamente è agli inizi della novità della vita. Mentre nel grembo di una donna si intesse una nuova creatura è come se si preparasse un nuovo tempo, una nuova storia. Ecco la prima delle ragioni per cui all’inizio di questo nuovo tempo, il 2011, ci viene proposta la figura di una “madre” che custodisce ogni novità chiamata a crescere giorno per giorno.
Sì! Con Maria e per mezzo della sua maternità verginale, che ha introdotto Cristo nel mondo il tempo che passa è ormai il “tempo di Cristo”, un tempo, che si fa occasione di salvezza, un tempo a nostra disposizione per amare Dio e i fratelli, e per giungere così alla pienezza della gioia e della felicità. Maria ci fa da modello! Ci insegna una lettura della storia fatta con la sapienza della fede. Possiamo leggere questi tempi di crisi nello scoraggiamento e nella sconfitta… Oppure possiamo lasciarci interpellare dalle domande che pongono soprattutto a chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica. Maria è la prima a riconoscere un Dio che, nel Figlio fatto Bambino, ha “sposato” l’umano e i suoi bisogni. Da questo stile ogni buon amministratore della cosa pubblica può imparare attenzione, disponibilità e servizio.
Respiriamo nell’aria, anche nella nostra Palermo, la sfiducia della gente comune che vede un dibattito politico estremamente radicalizzato ad ogni livello, in uno scontro permanente fra le varie parti, come chiuso in se stesso, che giunge spesso a momenti di assoluto stallo e – dunque – si fa poco attento ai problemi concreti, specie quelli delle fasce più deboli della popolazione. Abbiamo assistito e continuiamo ad assistere all’esplosione della rabbia per le strade che si tinge di violenza: su questo terreno – ne siamo sicuri – Palermo non può far germogliare nulla. Come si fa a non essere seriamente interpellati dal diffuso senso di sfiducia e dalla tensione che si respira attorno a noi?  Concludo con un accenno all’ormai tradizionale Messaggio col quale si celebra la XLIV Giornata Mondiale della Pace. Il tema scelto quest’anno è: “Libertà religiosa, via per la pace”. Nelle parole del Papa sta il ricordo doloroso per i recenti fatti di intolleranza e di violenza nei confronti della comunità cristiana in Iraq, e la conseguente riflessione di sintesi: negare la libertà di professare apertamente la propria fede significa minacciare lo sviluppo e attentare alla pace. Il Santo Padre è esplicito: “Tutto ciò non può essere accettato, perché costituisce un’offesa a Dio e alla dignità umana; inoltre, è una minaccia alla sicurezza e alla pace e impedisce la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale”. Solo un’attenzione al bene dell’uomo come sintesi di tutti gli aspetti che lo caratterizzano e lo costituiscono davanti a Dio e davanti agli altri, può davvero muovere ogni aspettativa di sviluppo e pacifica convivenza.
Riprendo allora la benedizione di Dio per il nuovo anno che inizia, che sta come sullo sfondo di questa celebrazione. E mi piace vederla come affidata anche alle opere dell’uomo. L’atto del “bene-dire” divino, ossia del “dire il bene” è affidato anche al “fare il bene” da parte dell’uomo, e – in questa particolare sede – a quelle scelte e a quelle decisioni di quanti, al servizio dei cittadini, a diverso titolo, si fanno ogni giorno autentici strumenti di Dio”.

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Concistoro: l’Arcivescovo di Palermo creato Cardinale

Posted by fidest press agency su sabato, 20 novembre 2010

L’Arcivescovo di Palermo Paolo Romeo, creato cardinale di santa romana Chiesa sotto il Titolo di Santa Maria Odigitria dei Siciliani. La celebrazione si è svolta stamani nella Basilica di San Pietro a Roma. “Avere ricevuto lo stesso titolo del Cardinale Salvatore Pappalardo – dichiara il neo cardinale di Palermo, Paolo Romeo – significa che siamo legati a questa terra di Sicilia, una terra che cammina e assumere una eredità importante che abbiamo sempre cercato di portare avanti. E’ questa la Chiesa in cui brillano tanti santi del passato da Santa Lucia a Santa Rosalia, come dei tempi più moderni, come il Beato Giacomo Cusmano, il Beato Francesco Spoto, il servo di Dio Pino Puglisi e San Benedetto il moro che proprio in questa terra ha conosciuto Cristo”. Significativo il fragoroso applauso nel momento in cui Benedetto XVI ha imposto la berretta cardinalizia a Romeo, allorquando si è levata una ovazione sia all’interno della Basilica di San Pietro a Roma, sia nella piazza dove un migliaio di fedeli giunti dalla Sicilia con ogni mezzo sono rimasti stoicamente sotto la pioggia battente pur di assistere alla liturgia dai maxi schermi. “La porpora significa accelerare il passo verso al santità e assumere un maggiore impegno nel servizio generoso e più radicale – ha aggiunto il cardinale Romeo – nel colore c’è il dare la vita che abbiamo ricevuto nel giorno del Battesimo e che ora diamo in un altro modo”. In mattinata il prologo della giornata si era svolto presso la chiesa di Santa Maria in Traspontina, dove il cardinale Romeo aveva celebrato l’Eucaristia, insieme ad altri vescovi, tra i quali l’Ausiliare mons. Carmelo Cuttitta, mons. Mimmo Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, mons. Michele Pennisi, Vescovo di Piazza Armerina. Alla celebrazione erano pure presenti una quarantina di sacerdoti, diaconi e gli assessori regionali Caterina Chinnici e Gaetano  Armao e il presidente della provincia regionale di Palermo Giovanni Avanti. A San Pietro invece era presente anche il sindaco di Palermo Diego Cammarata ed altri esponenti politici venuti dalla Sicilia. “Esprimo la mia gratitudine a quanti sono intervenuti alla celebrazione e che mi hanno espresso il loro affetto – ha detto l’Arcivescovo – questo è il segno del vincolo di unione con il loro Pastore”.
Nel pomeriggio il cardinale ha ricevuto in sala Paolo VI, in Vaticano, almeno 500 persone intervenute, per quella che un tempo si chiamava la “visita di calore” e che adesso, molto più semplicemente viene denominata “visita di cortesia”. Tra coloro che hanno reso omaggio al neo Cardinale anche l’Arcivescovo di Firenze mons. Giuseppe Betori ed altri prelati della Curia romana.
Domenica 21 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, alle ore 9.30 nella Basilica di San Pietro, avrà luogo la solenne Concelebrazione della Santa Messa con i nuovi Cardinali e la consegna dell’Anello cardinalizio. Dopo la cerimonia il Collegio Cardinalizio conterà 203 Membri, dei quali 121 Elettori, suddivisi nei cinque continenti come segue: Europa: 111, America del Nord: 21, America Latina: 31, Africa: 17; Asia: 19 e Oceania: 4. In qualità di Consiglieri del Santo Padre, i Cardinali operano collegialmente con il Papa nei Concistori convocati e presieduti dal Romano Pontefice. I Concistori possono essere Ordinari e Straordinari. Nel Concistoro Ordinario si riuniscono i Cardinali presenti a Roma, con Vescovi, Sacerdoti ed invitati speciali. Il Papa convoca i Concistori Ordinari per esaminare importanti questioni e per conferire speciale solennità ad alcune celebrazioni. Con il Concistoro Straordinario il Papa convoca tutti i Cardinali per esaminare alcune urgenze particolari della Chiesa o affari di grande gravità.

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Restauro del padiglione del cardinale

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Roma 29 ottobre 2010 – 18.00 Accademia di Francia Villa Medici Viale Trinità dei Monti, 1 Éric de Chassey, Direttore, Académie de France à Rome – Villa Medici annuncia la cerimonia per la firma dell’accordo tra l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, la Fondation du Patrimoine e la Fondation Total per il restauro dello storico Padiglione del Cardinale Ferdinando de’ Medici, situato nei giardini di Villa Medici.
Saranno presenti: Dominique Léger, Vice-Presidente, Fondation du Patrimoine  Frédéric Néraud, Direttore Generale, Fondation du Patrimoine Catherine Ferrant, Déléguée Générale, Fondation Total. (villa medici)

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Il cardinale Ruini a Padova

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2010

Padova, 26 ottobre, ore 17.30 Sala Polivalente dell’Istituto Don Bosco  in Via Camillo De Lellis 4.  Il cardinale Camillo Ruini incontrerà i giornalisti che lo desiderino, mezz’ora prima della conferenza sul tema “Dio oggi. Con Lui o senza di Lui, cambia tutto.” organizzata dall’Associazione Ex Alunni del Collegio Barbarigo di Padova. Il cardinale risponderà soltanto a domande inerenti il tema della conferenza.La conferenza si svolgerà poi secondo il seguente programma: –   Saluto del Presidente di Fondazione Antonveneta Mario Carraro –   Saluto del Vicario generale della Diocesi di Padova mons. Paolo Doni –   Saluto del Rettore del Collegio Barbarigo di Padova don Cesare Contarini –   Introduzione del presidente dell’Associazione Ex Alunni del Collegio Barbarigo Alberto Franceschi –   Modera don Giancarlo Battistuzzi –   Intervento del cardinale Camillo Ruini

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Arcivescovo di Palermo sarà creato cardinale

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 ottobre 2010

Roma 20 novembre Concistoro in Vaticano. Il Santo Padre Benedetto XVI al termine dell’Udienza Generale di stamani in Vaticano ha annunciato un Concistoro nel quale procederà alla nomina di ventiquattro nuovi Cardinali, tra cui l’Arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo.
“Con gioia annuncio – ha detto il Papa –  che il prossimo 20 novembre terrò un Concistoro nel quale nominerò nuovi Membri del Collegio Cardinalizio. I Cardinali hanno il compito di aiutare il Successore dell’Apostolo Pietro nell’adempimento della sua missione di principio e fondamento perpetuo e visibile dell’unità della fede e della comunione nella Chiesa. Nella lista dei nuovi Porporati si riflette l’universalità della Chiesa; essi, infatti, provengono da varie parti del mondo e svolgono differenti compiti a servizio della Santa Sede o a contatto diretto con il Popolo di Dio quali Padri e Pastori di Chiese particolari. Vi invito a pregare per i nuovi Cardinali, chiedendo la particolare intercessione della Santissima Madre di Dio, affinché svolgano con frutto il loro ministero nella Chiesa”. L’annuncio è stato seguito attraverso un collegamento video con CTV, il Centro televisivo Vaticano, dallo stesso Arcivescovo mons. Paolo Romeo, insieme al Vescovo ausiliare mons. Carmelo Cuttitta e i responsabili degli uffici di pastorale, i presbiteri, i diaconi e i seminaristi convocati nel salone Filangeri della Curia.  “Con il Battesimo sono stato chiamato alla grazia, successivamente al ministero presbiterale ed episcopale – ha detto mons. Romeo, subito dopo l’annuncio – oggi  la chiamata è più radicale e senza riserve, nella disponibilità ad offrire la mia vita e il sangue per servire Dio, il Vangelo e il successore di Pietro. Avverto la fragilità umana e per questo vi chiedo la preghiera per rimuovere tutti i se e ma che accompagnano la nostra vita come seppe fare padre Puglisi”. A nome dei presenti ha porto il saluto augurale al cardinale eletto, il vescovo ausiliare mons. Cuttitta, il quale ha inviato un telegramma di ringraziamento alla segreteria vaticana. “Eminenza, il Santo Padre, al quale vogliamo esprimere il nostro sentito ringraziamento, ci ha voluto fare due doni in poco tempo: il primo con la visita pastorale alle Chiese di Sicilia e il secondo con l’inserimento della S.V. nel collegio cardinalizio. Oggi tutti gioiamo con Lei, consapevoli che questo comporterà un suo ulteriore impegno per la Chiesa universale”.

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Rosso cardinale

Posted by fidest press agency su martedì, 19 ottobre 2010

I principi della Chiesa si confessano introduzione di Marco Politi Caroline Pigozzi, inviato speciale e vaticanista di «Paris-Match», ha incontrato i cardinali di Cina, Australia, Stati Uniti, Canada, America Latina, Africa, Iraq, Polonia, Bosnia-Erzegovina, Francia e, naturalmente, Italia… Sarà tra loro il nuovo Papa? Per la prima volta i principi della Chiesa si confessano in un volume dall’approccio internazionale al mondo cattolico. di Caroline Pigozzi Edizioni San Paolo 400 pagine € 24,00

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Il cardinale Puljic a Roma

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 ottobre 2010

Roma 7 ottobre alle 18,15 Istituto della Enciclopedia Italiana – Palazzo Mattei di Paganica – Sala Igea Piazza della Enciclopedia Italiana, 4. Incontro pubblico con il Card. Vinko Puljic, Arcivescovo di Sarajevo. Della situazione attuale di Sarajevo si parlerà in un incontro organizzato dalle Paoline, in collaborazione con l’Istituto della Enciclopedia Italiana che si svolgerà  presso la Sala Igea di Palazzo Mattei di Paganica dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, in Piazza della Enciclopedia Italiana, 4 a Roma, in occasione della prima presentazione del libro.  Partecipano all’incontro: Marco Impagliazzo, Presidente della Comunità di Sant’Egidio Antonio Zanardi Landi, Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Gianni Valente, Giornalista di 30Giorni Alberto Bobbio, Giornalista di Famiglia cristiana Saranno presenti: il Card. Vinko Puljic, Arcivescovo di Sarajevo Roberto Morozzo della Rocca, Curatore del libro.

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Teatro: Il cardinale Lambertini

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Bologna 30 Settembre e venerdì 1 Ottobre alle ore 21, teatro Dehon via Libia 59 in occasione del 35° Anniversario della fondazione, la Compagnia Teatroaperto/Teatro Dehon – Teatro Stabile dell’Emilia-Romagna, invita tutti i cittadini ad assistere gratuitamente allo spettacolo “Il Cardinale Lambertini”, commedia storica in 4 atti di Alfredo Testoni. Regia di Luciano Leonesi, scene di Coca, costumi di Renata Fiorentini, luci di Poppy Marcolin. Con: Guido Ferrarini, Guido Maldina, Davide Emiliani, Aldo Sassi, Massimo Macchiavelli, Sebastiano Spada, Alessandro Fornari, Marco Marconi, Pietro Bignami, Andrea Zacheo, Antonio Coviello, Tiziano Tommesani, Andrea Fiorentini, Grazia Ghetti, Andasavia Saponaro, Alida Piersanti, Stefania Franzoni, Federica Tabori, Tiziana Di Masi.
Il Cardinale Lambertini. Commedia storica in quattro atti. L’azione della commedia si svolge a Bologna tra il settembre 1739 ed il febbraio 1740. Il Cardinale Prospero Lambertini, arcivescovo di Bologna, governa la diocesi della sua città natale con autorità, mitigata però da quella bonomia tipicamente petroniana, condita di arguzia e buonumore, che ne caratterizzano la figura. Intorno a lui si muove un universo di personaggi di contorno: rappresentanti del clero, della nobiltà e del popolo, tutti sapientemente tratteggiati da Testoni, le cui storie si intrecciano attraverso una serie di situazioni spesso esilaranti e a volte commoventi, ma sempre e comunque cariche di umanità.
Il finale dell’opera preannuncia poi a chiare lettere, al momento della partenza per Roma, l’elezione di Lambertini al soglio pontificio col nome di Benedetto XIV. (cardinale)

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La Ru 486 sta scatenando fiumi di parole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2009

Lettera al direttore. Però difficilmente assistiamo ad un dialogo costruttivo. Ognuno dice la sua, e nessuno fa il minimo tentativo di capire le ragioni dell’altro, e di confutarle con validi argomenti se non si trova d’accordo. Vorrei provare a contestare alcune frasi del cardinale Bagnasco, che non mi sono sembrate giuste. Intervistato da Avvenire ha dichiarato: «Da una parte c’è la donna, certo, ma di fronte a lei c’è il diritto di una nuova vita umana che ha tutta la dignità della persona. Le libertà devono dialogare». Ora, come può avvenire il dialogo tra la libertà di una donna (anche lei ha tutta la dignità della persona), che si trova ad essere incinta contro la sua volontà, e la libertà della nuova vita umana? Non può esserci dialogo, giacché necessariamente prevale la libertà dell’una o dell’altra. Il cardinale ha detto ancora: «A ben vedere, il discorso della libertà di scegliere ciò che si preferisce afferma solo il diritto del più forte». Come si può parlare di libertà di scegliere ciò che si preferisce, se una donna viene a trovarsi davanti ad un fatto compiuto? Si trova a scegliere tra due costrizioni: portare avanti la gravidanza non desiderata, oppure abortire. Sarebbe come dire che si può scegliere, non so, tra l’essere frustati o bastonati.  Altra affermazione del cardinale: «La pillola abortiva rende tutto più facile». E allora? Questa mi sembra un’offesa alla dignità della donna, ritenuta irresponsabile, giacché farebbe dipendere la sua decisione, non dalla necessità, ma dal modo più o meno facile di abortire. (Francesca Ribeiro)

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