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Posts Tagged ‘cardiopatici’

Dieta mediterranea e benefici per i cardiopatici

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 agosto 2016

dieta mediterraneaChe la dieta mediterranea fosse uno dei pilastri della prevenzione, della salute e della longevità era noto, ma pochi studi epidemiologici ancora avevano indagato il ruolo del modello alimentare mediterraneo nel pazienti con patologie cardiovascolari conclamate. “Lo hanno fatto i ricercatori dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli – spiega Leonardo Bolognese – Direttore Cardiologia ospedale di Arezzo e ESC Local Press Coordinator – nell’ambito del mega trial Moli-sani in un troncone della ricerca su 1197 individui con una storia di malattia cardiaca arruolati nella popolazione generale (età media 67 anni, maschi nel 68% del campione). La storia clinica includeva patologie coronariche (n=814) ed eventi cerebrovascolari (n=387) e i dati sul regime alimentare è stato registrato con il ‘food frequency questionnaire’ di EPIC e l’aderenza alla dieta mediterranea è stata valutata con il Mediterranean Diet Score (MDS)”.
Al termine del periodo di follow up durato 7,5 anni si sono verificati 208 decessi ma confrontando i dati con la dieta è saltato agli occhi che un incremento di 2 punti nel MDS era associato ad una diminuzione del rischio di morte del 21% in media (con un picco del 34%) e la maggiore aderenza alla dieta sana, abbassava il rischio del 37%.
E isolando i singoli elementi è stato possibile calcolare il ‘peso’ degli elementi protettivi: l’elevato apporto di vegetali influisce per il 26%, il pesce fornisce un beneficio del 23%, l’assunzione di frutta e noci contribuiscono per il 13,4% e un elevato apporto di acidi grassi monoinsaturi e saturi per il 12,9%.
Il modello di controllo teneva conto di età, sesso, introito calorico, assunzione di uova e patate, livello di educazione, attività fisica, rapporto vita-spalle, abitudine al fumo, ipertensione, livello di colesterolo, diabete e cancro.
L’evidenza è invece che gli anziani spesso si nutrono poco e male: secondo alcune stime sarebbero circa il 50% gli anziani over 65 che non si alimentano correttamente (dati SINUC rilevati in occasione di un ricovero ospedaliero). E la malnutrizione può essere pericolosa per la salute tanto quanto l’obesità: complicazioni e infezioni aumentano di tre volte. Si registra spesso uno scarso apporto di proteine per problemi di masticazione ed economici, gli stessi che fanno limitare l’apporto di frutta e verdura. Eppure un recente studio americano condotto alla Tuft University presentato al congresso dell’American Heart Association ha suggerito che politiche di contenimento dei prezzi di alcuni alimenti potrebbe avere effetti diretti sulla salute pubblica con milioni di vite salvate. Il modello matematico sviluppato ha calcolato che anche solo una diminuzione del 10% del prezzo dei vegetali freschi ridurrebbe le morti per malattie cardiovascolari dell’1,2% in 5 anni e del 2% nei successivi cinque, con una diminuzione del 2,6% del numero di infarti. E se in percentuale sembra poca cosa basta tradurre in numeri assoluti: si tratta di evitare 515mila morti per malattie cardiache.

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Cardiopatici e dolore

Posted by fidest press agency su martedì, 12 luglio 2016

infarto miocardico acutoAnche l’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD) aderisce a CardioPain, il progetto che mira a ridurre l’uso improprio dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e degli inibitori selettivi della COX-2 (COXIB) nei pazienti cardiopatici con dolore. Il ricorso assiduo a questi medicinali può, infatti, produrre importanti eventi avversi a livello cardiovascolare, pericolosi per chi già soffre di patologie cardiache.“Mentre nel dolore acuto infiammatorio – spiega Enrico Polati, Presidente AISD e Direttore del Dipartimento Emergenza, Terapie Intensive e Terapia del Dolore dell’Università di Verona – i FANS sono da considerarsi come farmaci di prima scelta, nel dolore cronico, che in Europa colpisce attualmente circa 100 milioni di cittadini, con una prevalenza del 50% nella popolazione anziana, sono invece gli oppioidi i farmaci d’elezione”. L’Italia è tra i primi Paesi al mondo per ricorso agli antinfiammatori. In realtà, secondo le evidenze scientifiche e i recenti warning di AIFA ed EMA, il loro utilizzo andrebbe limitato al dosaggio minimo efficace e al più breve tempo possibile per evitare effetti collaterali a livello gastrointestinale, renale, epatico e cardiovascolare. In ottemperanza alla nota n.66 di AIFA, che ne sconsiglia esplicitamente l’uso in presenza di problematiche cardiache, il progetto CardioPain punta a una più attenta somministrazione di analgesici, prevedendo indicazioni esplicite circa l’uso di FANS e COXIB nella scheda di dimissione ospedaliera dei pazienti cardiopatici. “La questione dell’appropriatezza terapeutica – prosegue Polati – è un tema molto importante e delicato. A mio parere, è l’unico percorso concreto affinché gli algologi italiani siano propositivi e non subiscano passivamente decisioni basate solo su questioni meramente economiche o di altro genere, che vanno a scapito dei pazienti che soffrono”.
L’adesione al progetto conferma l’impegno di AISD nella costruzione di specifici percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari e nell’incoraggiare iniziative scientifiche e culturali che riportino al centro dell’interesse i pazienti e le loro esigenze. “Il coinvolgimento di tutte le società scientifiche algologiche italiane è fondamentale, – ha concluso Polati – così come lo è il ruolo del Medico di famiglia. Sicuramente un modo efficace per sensibilizzare gli operatori sanitari è anche quello di divulgare la cultura della valutazione e del trattamento del dolore e della sofferenza come obiettivo etico e assistenziale fondamentale per assicurare la qualità delle cure erogate ai pazienti”.

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Qualità delle cure ai pazienti cardiopatici

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 aprile 2016

malattie-cardiovascolari1“Le cure mediche compiono, giorno dopo giorno, progressi sempre più importanti. Ciò è vero anche e soprattutto per il settore cardiologico, che vede costanti miglioramenti nella prognosi delle malattie cardiovascolari, nella prevenzione delle complicanze e nella riduzione della mortalità, grazie a nuovi farmaci e a innovazioni tecnologiche sempre più sofisticate. Dal 1975, anno in cui nacque il Gruppo Italiano di Studi Emodinamici (GISE), nostro progenitore, il ruolo del cardiologo interventista ha assunto prevalenza sempre maggiore”, ha detto Giuseppe Musumeci, Presidente della Società italiana di cardiologia interventistica (SICI-GISE), inaugurando a Milano il convegno “Gise Activity Data”, che raccoglie per due giorni clinici, decisori e industria, con l’obiettivo di individuare e proporre soluzioni capaci di coniugare innovazione ed efficienza, difendendo la qualità delle cure offerte ai cittadini.
“Il nostro sistema sanitario offre un servizio di elevata qualità, lo testimoniano riconoscimenti che vengono da oltre confine. Oggi, in Italia come in tutto il mondo sviluppato, la sanità deve fronteggiare l’aumento dell’aspettativa di vita, delle malattie croniche, della complessità e del livello delle prestazioni da erogare, cui si accompagnano aumento della spesa e richiesta di assistenza e servizi di sempre maggiore qualità; tutto ciò garantendo la sostenibilità del sistema”, ha aggiunto.“Affrontare questa sfida è possibile; è possibile agire assicurando ai cittadini la qualità delle cure, attraverso l’ottimizzazione delle risorse disponibili, misurando, analizzando e valutando ciò che viene fatto, come SICI-GISE fa dalla sua nascita e in modo sistematizzato da oltre 30 anni, raccogliendo i dati di attività di oltre 258 centri di emodinamica, che confluiscono in un ricco database di più di 330mila procedure di cardiologia interventistica l’anno, quasi 1.000 al giorno eseguite nel nostro Paese”, ha proseguito Musumeci.Tutti interventi i cui effetti sono misurabili in risultati clinici e che hanno portato a un abbattimento della mortalità per eventi cardiovascolari dagli oltre 263.000 decessi del 1980 ai circa 220.000 del 2010, con una riduzione del 16,5%.Ma misurare e valutare permette anche il miglioramento dei processi di assistenza e la qualità della cura, come testimonia, ad esempio, il progetto SICI-GISE “Rete IMA Web”: la rilevazione nazionale sullo stato di attuazione delle reti territoriali per il trattamento dell’infarto miocardico acuto, eseguita una prima volta nel 2007-2008 e successivamente nel 2012-2013. Grazie alla collaborazione con il progetto “Stent for Life”, promosso dalle Società Europea di Cardiologia (ESC) e di Interventistica Cardiovascolare (EAPCI), si è riusciti, nel nostro Paese, ad assicurare a tutti i pazienti con infarto miocardico acuto pari opportunità di tempestivo accesso alla procedura salva-vita dell’angioplastica primaria, favorendo la realizzazione delle reti per l’infarto, anche attraverso la stesura di decreti regionali laddove non fossero già presenti. “Grazie anche a Rete Ima Web, oggi in Italia l’angioplastica primaria è il trattamento di scelta nel 64,7% dei casi, mentre nel 2008 ciò avveniva in poco più di un terzo; è raddoppiato, dal 42,6% del 2008 al 79,6% del 2013, il volume degli accessi diretti dei pazienti con diagnosi di infarto ai laboratori di emodinamica, senza transitare dal pronto soccorso, con un accorciamento dei tempi di riperfusione; sono cresciute del 20%, passando da 157 a 188 le emodinamiche in grado di eseguire l’angioplastica 24 ore su 24, per 7 giorni la settimana. E alcune aree e regioni del nostro Paese sono un modello per l’organizzazione della rete per l’infarto”, ha commentato Musumeci.Misurare e valutare permette, inoltre, di mettere a punto modelli tesi a migliorare l’appropriatezza, la gestione delle risorse e ridurre tempi e liste d’attesa. È il caso del “Percorso di appropriatezza clinica per la gestione del follow up del paziente sottoposto a rivascolarizzazione coronarica percutanea”, che delinea un protocollo strutturato, sulla base del reale rischio clinico di un paziente sottoposto ad angioplastica – oltre 140mila interventi di angioplastica coronarica l’anno in Italia, secondo i dati SICI-GISE – e della gestione integrata tra ospedale e medico di famiglia, in grado di ridurre le prestazioni ambulatoriali e gli esami ecocardiografici o i test da sforzo inappropriati, con impatto positivo sui tempi di attesa per le prestazioni e le liste d’attesa. Il modello, presentato da SICI-GISE a Milano, permetterebbe, ove applicato, di risparmiare quasi una prestazione l’anno per ogni paziente (0,87 prestazioni/paziente/anno) e ridurre visite, esami inutili, e di conseguenza le liste d’attesa, del 39%.“Questi due semplici esempi sono la testimonianza del possibile contributo alla sostenibilità del sistema sanitario da parte della società scientifica di cardiologia interventistica, che scaturisce dall’esperienza sul campo dei suoi singoli associati, medici specialisti e cittadini allo stesso tempo. È indubbia la necessità di una razionalizzazione della spesa e di una reingegnerizzazione delle reti cliniche, cui anche SICI-GISE è pronta a contribuire individuando quei servizi che non rispondono alle caratteristiche definite dalle proprie linee guida, ma crediamo fermamente che ciò debba avvenire contemperando esigenze cliniche e amministrative. Riteniamo che il processo non possa essere guidato esclusivamente da principi di ragioneria e sia fondato su atti amministrativi, tagli lineari, gare pubbliche improntate al solo risparmio. È, e sarebbe, una visione miope; certamente è la strada più facile, ma siamo sicuri possa garantire qualità, sicurezza e innovazione o non invece peggioramento delle prestazioni a discapito di noi tutti cittadini? Noi siamo pronti a metterci a disposizione e in discussione per offrire la nostra collaborazione alle amministrazioni e alle centrali uniche di acquisto in modo da poter contemperare le necessità di risparmio con le nostre aspettative cliniche in termini di qualità e innovazione dei nostri strumenti e dispositivi per il bene ultimo del sistema e soprattutto del cittadino. Come medici, aggiungo, non vorremmo essere costretti, tra qualche anno, a doverci associare alle denunce dei colleghi chirurghi circa ‘bisturi che non tagliano’ o costretti ad avvalerci di strumenti e tecnologie acquistati solo perché assicurano risparmi nell’immediato, ma di dubbia origine, se non anche difettosi. Funga da monito quanto purtroppo già accaduto con i glucometri per la misurazione della glicemia in alcune Regioni nel recentissimo passato,” ha concluso Musumeci.

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VIII edizione del Galà della Solidarietà

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 gennaio 2011

Roma- 5 Gennaio 2011 ? Hotel Marriott Rome ParkNella notte della Befana, una cena spettacolo per aiutare i bambini nel mondo più sfortunati. L’associazione ‘Un cuore per tutti’ Tutti per un cuore’ organizza l’evento che apre l’anno all’insegna dell’altruismo. Carrellata di personaggi dello spettacolo e dello sport per il sostegno concreto a tre importanti organizzazioni attive nel campo del volontariato internazionale: Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, Associazione Italiana Nomadi dell’Amore (Opera Don Orione) e Associazione Bambini Tibetani nel Mondo. Direttore artistico: Little Tony. Coordinatore artistico: Giovanni Galassi. Segreteria organizzativa: Michael Alexander Barnes. Patrocinano la serata: Sua Santità Il XIV Dalai Lama Lobsang Yeshe Tenzin Gyatso,  Regione Lazio,  Provincia di Roma, Comune di Roma. Il Presidente della Repubblica Italiana ha conferito la Medaglia quale Premio di Rappresentanza alla Manifestazione
Prendono parte all’evento: Little Tony e la figlia Cristiana Ciacci, Miss Italia accompagnata da Enzo e Patrizia Mirigliani, Sergio Cammariere, Manuela Villa, Manuela Aureli, Enrica Bonaccorti, Fioretta Mari, Giucas Casella, Fabrizio Frizzi, Laura Vernizzi Campionessa mondiale di ginnastica ritmica, Pippo Baudo, Al Bano, Cesare Guidetti, Renato Balestra, Giovanni Pocaterra, Enrico Giovagnoli, Francesca Carli, Franco di Mare, Gazebo, Gabriele Valè, Marco Zeroundici, Marco del Freo, Hernan Gypsy, Annalisa Minnetti, Maurizio Gaglione, Philippe Leroy, Igor Barbazza, Nancy Squiteri, Olen Cesari, Franca Sebastiani, Ground Zero, Giovanni Baglioni, Massimo di Cataldo, Pino Insegno, Luca Barbarossa, Amedeo Minghi, Aldo D’Agostino, Giampiero Lattanzi, Voci del verbo essere, Le Iene –  Paolo Calabresi, Piero Giarrizzo, Antonio Zequila, Linda D, Elena Presti, Jessie Lee, Giusy Anna Vitola, I Bambini della trasmissione Rai ‘Ti lascio una canzone’ (Veronica Liberati, Sebastiano Cicciarella, Giuseppe di Lorenzo), il fotografo Raffaele Fazioli, il principe Emanuele Filiberto. Ed inoltre esponenti della SS Lazio e del Gran Premio del Motociclismo. In programma anche la sfilata delle creazioni dello stilista Cesare Guidetti: in passerella Miss Italia.
Decine i progetti già finanziati grazie alle passate edizioni. Ed anche questa volta i fondi raccolti verranno interamente devoluti a favore di tre importanti organizzazioni attive da tempo nel campo del volontariato internazionale: Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, Associazione Italiana Nomadi dell’Amore (Opera Don Orione) e Associazione Bambini Tibetani nel Mondo.
Per comprendere quanto prezioso sia il volontariato in questo ambito basti pensare che ogni anno nascono nel mondo circa 800mila bambini affetti da cardiopatie congenite di cui più della metà, in assenza di interventi chirurgici, non ha la speranza di vivere. (Claudio Bonato in sintesi)

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Novità per i cardiopatici

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

I risultati dello studio “INTRINSIC RV”, pubblicati tempo fa su “Circulation” accrescono la fiducia nella terapia con il defibrillatore impiantabile per molti cardiopatici a rischio di morte improvvisa.  Lo studio, condotto da Boston Scientific in 108 Centri in USA, Germania, Italia e Australia su 1500 pazienti a rischio, fornisce la prova clinica che il “defibrillatore cardiaco bicamerale intelligente”, capace di stimolare in modo differenziato atrio e ventricolo destro, è in grado di aumentare la sopravvivenza rispetto ai dispositivi tradizionali. Ogni defibrillatore svolge in realtà una doppia funzione salvavita: all’occorrenza ripristina il normale ritmo cardiaco ‘defibrillando’ le accelerazioni improvvise come le aritmie ventricolari mortali, ma funziona anche come pace-maker, aumentando il ritmo quando c’è il rischio che questo rallenti fino al blocco cardiaco.  I defibrillatori monocamerali agiscono solo sul ventricolo destro e solo quando il battito scende sotto la soglia di circa 40 battiti/min. I bicamerali, invece, vengono applicati a pazienti con battito cardiaco lento e depresso; la funzione di pace-maker è continuamente attiva sull’atrio e per buona parte del tempo anche sul ventricolo. Il problema “tecnico” è stato ora risolto attraverso un software basato su un algoritmo che risponde in modo fisiologico a ogni battito del cuore. La funzione, presente in tutti i defibrillatori bicamerali prodotti dall’americana Boston Scientific, consente inoltre di utilizzare farmaci importanti come i betabloccanti. “Tali molecole – prosegue il Professor Favale – se da un lato aumentano la sopravvivenza, dall’altro provocano il rallentamento dei battiti cardiaci; in molti casi tale effetto è controproducente e vanifica i benefici del trattamento stesso. Il defibrillatore bicamerale “intelligente” elimina tale effetto e permette di ottimizzare il trattamento farmacologico”. Fin dal 2003 lo studio Sudden Cardiac Death Heart Failure (SCDHeFt) ha dimostrato la superiorità dei defibrillatori rispetto ai trattamenti farmacologici nel ridurre la mortalità cardiaca. Cionondimeno, ancora il 60-70% dei pazienti a rischio di morte improvvisa, dovuta a una grave aritmia, non accede a questa terapia. “In Italia sono attualmente circa 12.000 i pazienti cui vengono impiantati i defibrillatori – afferma il prof. Favale – un livello ben al disotto delle percentuali che deriverebbero dall’applicazione delle attuali linee-guida, in accordo con gli studi più recenti”. Due gli aspetti da sottolineare che interessano direttamente i pazienti: in primo luogo, l’efficacia complessiva dei defibrillatori che hanno dimostrato di essere superiori a qualsiasi altra terapia nel ridurre i rischi di morte improvvisa e di mortalità totale.

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VII edizione del Gala della Solidarietà

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2010

Roma 5 gennaio, alle ore 20, Hotel Sheraton VII edizione del Gala della Solidarietà. Numerose personalità parteciperanno domani martedì  La serata, condotta da Fabrizio Frizzi,  è organizzata dall’associazione onlus “Un cuore per tutti …  tutti per un cuore”, presieduta dal dott. Ivo Pulcini. L’intero incasso della cena-gala sarà devoluto a tre associazioni: i Bambini Cardiopatici nel Mondo, i “Nomadi dell’Amore” (Opera Don Orione) e i Bambini Tibetani nel Mondo. Il tradizionale appuntamento romano è stato insignito dell’alto riconoscimento della Presidenza della Repubblica.
Il Concorso Miss Italia parteciperà con i patron Enzo e Patrizia Mirigliani insieme a Maria Perrusi, che detiene il titolo, e Denny Mendez. Lo stilista Cesare Guidetti curerà una sfilata di 12 modelle. Saranno presenti, fra gli altri, i cantanti Sergio Cammariere, Little Tony, Emanuela Villa, Francesca Alotta e Annalisa Minetti, Fioretta Mari,  Emanuela Aureli, Jucas Casella,  Silvia Chiarabini, Franca Sebastiano, Cecilia Gale. E, inoltre, gli attori Philippe Leroy, Tosca D’Aquino e Enzo De Caro, l’ex campione di pugilato Nino Benvenuti, i giornalisti televisivi Adriana Pannitteri, Michele Cucuzza e  Livia Azzariti, Enrica Bonaccorti, Mariolina Cannuli, Laura Trocker.  Interverranno il vescovo ausiliare dell’Aquila Giovanni d’Ercole e il presidente della società europea di cardiologia Roberto Ferrari insieme ad altri medici, italiani e straneri.

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“Un cuore per tutti… tutti per un cuore”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 dicembre 2009

Roma 5 gennaio 2010, Hotel Sheraton, alle ore 20.00, ha luogo la VII Edizione del Grande Gala di Solidarietà “Un cuore per tutti… tutti per un cuore”, organizzata dall’Associazione Onlus omonima. Un appuntamento tradizionale con fini nobili e concreti a favore del mondo dell’infanzia, che nel 2009 è stato insignito dell’alto riconoscimento della Presidenza della Repubblica Italiana. Grande soddisfazione espressa dal Dott. Ivo Pulcini, esperto di medicina dello sport, medico ad esempio della Lazio e di Miss Italia, impegnato in numerosi eventi di beneficenza, tra cui ogni anno la Partita del Cuore e che da sei anni organizza con successo, ogni 5 gennaio, il grande evento nella Capitale per i bambini cardiopatici nel mondo. Prevista per la serata presentata da Adriana Pannitteri e Fabrizio Frizzi, un tripudio di partecipazioni di volti noti, tutti invitati da Ivo Pulcini tra autorità civili, politiche, militari, con particolare riferimento al mondo dello spettacolo, della medicina e dello sport. a dare il loro contributo come ospiti e come testimonial, Tra questi, ad esempio, Miss Italia Maria Perrusi, Denny Mendez, Adriana Pannitteri, Fabrizio Frizzi, Sergio Cammariere, Jukas Casella, Emanuela Villa, Fioretta Mari, Tosca Daquino, Emanuela Aureli, Little Tony, Francesca Alotta, Silvia Chiarabini, Franca Sebastiano, Cecilia Gale. La quota di partecipazione è di 100 Euro a persona. Ogni ospite riceverà in dono un gadget cosmetico. L’intero incasso sarà devoluto alle tre organizzazioni di chiara fama, impegnate da anni nel volontariato internazionale e che sono le destinatarie del progetto: l’Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, l’Associazione Italiana Nomadi dell’Amore (Opera Don Orione) e l’Associazione Bambini Tibetani nel Mondo. Un’anticipazione delle sorprese che la serata del 5 gennaio 2010 riserva andrà in onda su Unomattina il 4 gennaio, alle ore 08.40, con gli interventi di Fabrizio Frizzi, Ivo Pulcini e Adriana Pannitteri.

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Obesità fenomeno di massa

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2009

“L’obesità è un fenomeno di massa assoluto con numeri da epidemia impressionanti: circa 60milioni di obesi in Cina, 91milioni negli Usa, 14 milioni in Gran Bretagna, 6milioni in Italia solo per dare alcune cifre”. A parlare il Vicesindaco di Roma, sen. Mauro Cutrufo che oggi interverrà al XVII Congresso della Sicob. “Tutto ciò comporta per lo Stato aggravi economici enormi per i costi sanitari della pattuglia di malati più numerosa che ci sia, quella che va sotto il nome di  cardiopatici, diabetici, ipertesi, patologie correlate e conseguenti a soprappeso ed obesità – ha detto Cutrufo, estensore del primo disegno di legge sull’obesità che, approdato in commissione,  presto arriverà all’esame dell’Aula di Palazzo Madama. “Se traduciamo qualche percentuale in dollari, capiremo meglio l’enormità del problema; secondo le stime dell’Oms l’India subirà una perdita economica di 236 miliardi, destinati in buona parte a coprire il forte aumento della spesa sanitaria. “La politica, non solo nel nostro Paese, ha fino ad oggi sottovalutato un problema che ormai è cresciuto in modo esponenziale, anche se finalmente si è arrivati a comprendere che l’obesità è una malattia e come tale va trattata. In Italia il soprappeso riguarda il 42,5% dei maschi, mentre sono obesi il 10,5%. Per le donne in soprappeso il numero scende (26,6%) mentre aumentano le obese (9,1%). Continuando di questo passo nel 2025 il tasso di obesità in Italia negli adulti aumenterà del 43%.  Negli altri Paesi sono stati messi a punto sistemi di prevenzione e linee guida comportamentali, anche la Commissione europea ha istituito un “Libro bianco” sulla materia. Questi provvedimenti sono senza dubbio fondamentali, ma è il Parlamento a dover legiferare  su questa complessa materia, a supporto e sostegno da queste persone affette da un vero e proprio handicap, che condiziona la loro vita lavorativa e sociale. Agire significa anche riuscire a portare a diminuzione la percentuale di obesi e parallelamente il numero di diabetici, cardiopatici ed ipertesi nel mondo”.

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