Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

Posts Tagged ‘cardiovascolari’

Dal codice genetico dei centenari la possibilità di una nuova terapia contro le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su sabato, 13 luglio 2019

Alcune persone vivono molto più a lungo della media, in parte anche grazie al loro DNA. Una ricerca tutta italiana mostra che potrebbe essere possibile replicare questo “dono genetico” anche per chi ne è sprovvisto. Si apre la strada ad un modello innovativo di terapia, capace di prevenire e combattere le malattie cardiovascolari attraverso un vero e proprio ringiovanimento dei vasi sanguigni.Lo studio, condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), dall’I.R.C.C.S. MultiMedica di Sesto San Giovanni (MI) e dal Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, Scuola Medica Salernitana dell’Università degli Studi di Salerno, con il sostengo di Fondazione Cariplo e Ministero della Salute, è stato pubblicato sul giornale scientifico European Heart Journal ed è incentrato sul gene che codifica la proteina BPIFB4. In passato lo stesso gruppo di ricerca aveva individuato una variante di questo gene, la cosiddetta LAV (“longevity associated variant”), che prevale nelle persone dalla vita particolarmente lunga, oltre i cento anni. Ora i ricercatori hanno inserito, attraverso un vettore virale, il gene LAV-BPIFB4 nel DNA di animali da laboratorio particolarmente suscettibili all’aterosclerosi e, di conseguenza, a patologie cardiovascolari.
“I risultati – dice Annibale Puca, coordinatore di un’équipe di ricerca presso l’Università di Salerno e presso l’I.R.C.C.S. MultiMedica – sono stati estremamente incoraggianti. Abbiamo osservato un miglioramento della funzionalità dell’endotelio (la superficie interna dei vasi sanguigni), una riduzione di placche aterosclerotiche nelle arterie e una diminuzione dello stato infiammatorio”.In altri termini, l’inserimento del “gene dei centenari” nei modelli animali ha provocato un vero e proprio ringiovanimento del sistema cardiocircolatorio. Lo stesso effetto positivo è stato ottenuto anche in laboratorio, questa volta non inserendo geni nelle cellule ma somministrando la proteina codificata dal gene LAV-BPIFB4 a vasi sanguigni umani.A questi dati sperimentali i ricercatori hanno quindi aggiunto un ulteriore studio condotto su gruppi di pazienti. Si è visto prima di tutto che ad un maggiore livello di proteina BPIFB4 nel sangue corrispondeva una migliore salute dei loro vasi sanguigni. Inoltre proprio i portatori della variante genetica LAV avevano livelli di proteina maggiori.“Questo studio – commenta Carmine Vecchione, Preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Salerno, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno e Responsabile del Laboratorio di Fisiopatologia Vascolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed – apre la strada alla possibilità di soluzioni terapeutiche basate sulla proteina LAV-BPIFB4. Naturalmente saranno necessarie ancora molte ricerche, ma pensiamo che sia possibile, somministrando la proteina stessa ai pazienti, rallentare i danni cardiovascolari dovuti all’età. In altre parole, anche se una persona non possiede quelle particolari caratteristiche genetiche che la rendono longeva, potremmo essere in grado di offrire lo stesso livello di protezione”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Malattie Cardiovascolari: come prevenire e diminuire la mortalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Roma 20 Novembre 2018; ore 09.00 – 13.00 Ministero della salute Sala Auditorium Lungotevere Ripa, 1 Duecentomila casi all’anno di morte per ictus, un tasso di mortalità elevato (maggiore nelle donne) prima dei 75 anni, per un totale che ricopre il 44% delle morti a causa della malattia cardiovascolare in Italia.Combattere efficacemente i fattori di rischio quali ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, sedentarietà è lo sforzo congiunto di diverse Società Medico-Scientifiche hanno, di recente, portato alla pubblicazione di documenti e linee guida, sulla prevenzione secondaria della malattia cardiovascolare ischemica aterosclerotica, principale causa di morte nella popolazione italiana.Nei vari testi, frutto di un attento lavoro di sintesi, vengono indicati i percorsi clinici di maggiore efficacia ed appropriatezza per le attività di prevenzione secondaria delle recidive ischemiche nei pazienti con malattia cardiovascolare aterosclerotica. Di fatto, il clinico pratico dispone di forti evidenze scientifiche e di molti documenti di sintesi, nazionali e locali, che dovrebbero indirizzare coerentemente la loro azione quotidiana.
Eppure i dati che emergono dagli studi di osservazione nel cosiddetto “mondo reale” ci dicono che non è così. In effetti, le informazioni disponibili per il nostro paese sembrano indicare che tutte le misure di prevenzione secondaria, seppure certamente efficaci, vengono prescritte ed applicate significativamente meno di quanto si dovrebbe. Nel complesso si deve constatare con sorpresa e rammarico che le raccomandazioni contenute nelle linee guida sono spesso disattese nella pratica clinica corrente. I fattori di rischio, come ipertensione, ipercolesterolemia, fumo, sedentarietà, non vengono combattuti efficacemente.Questa situazione comporta un inevitabile tributo in termini di recidive ischemiche, spesso invalidanti o potenzialmente letali. In questo momento, tuttavia, le più sensibili associazioni scientifiche mediche ritengono necessario tentare il superamento delle difficoltà che impediscono il dispiegarsi di efficaci attività di prevenzione secondaria in favore dei pazienti che hanno sofferto un evento coronarico o cerebrovascolare acuto. Questa particolare popolazione di pazienti è infatti gravata dal maggiore possibile rischio di ulteriori complicanze cardiovascolari a breve termine. L’evento si propone di fare il punto sulla Prevenzione Cardiovascolare Secondaria e definire scenari sostenibili di implementazione efficace delle evidenze scientifiche attualmente disponibili.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Malattie cardiovascolari: nuove prospettive per la riduzione del colesterolo

Posted by fidest press agency su martedì, 6 novembre 2018

Come diminuire l’impatto delle malattie cardiovascolari in Italia, sia in termini di vite umane perdute e di morbilità, sia per le ricadute economiche? Se n’è parlato a Meridiano Cardio “Nuove prospettive nella prevenzione secondaria cardiovascolare: focus sull’ipercolesterolemia” giunto alla seconda edizione. «Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro Paese, essendo responsabili del 35% delle morti totali. Non deve dunque sorprendere che i costi sanitari associati a tali patologie, ammontino circa a 21 miliardi di euro/anno. In particolare i costi diretti, riconducibili per l’84% alle ospedalizzazioni, ammontano a 16 miliardi» esordisce Francesco Saverio Mennini, professore di economia sanitaria all’Università Roma Tor Vergata. Cifre considerevoli che potrebbero essere ridotte anche grazie a interventi di prevenzione secondaria dopo un primo evento cardiovascolare. Per esempio, da uno studio dell’European Atherosclerosis Society Consensus Panel emerge che una riduzione del colesterolo LDL di 39 mg/dL si associa a un calo del rischio relativo di eventi cardiovascolari del 10% al primo anno, del 16% al secondo anno e del 20% dopo tre anni di trattamento. «Si stima che in prevenzione secondaria poco meno del 50% dei pazienti raggiungano il target dei livelli di colesterolo LDL» afferma Marcello Arca, direttore dell’UOS Centro arteriosclerosi del Policlinico Umberto I di Roma e segretario nazionale SISA, Società italiana per lo studio dell’Aterosclerosi. E Pasquale Perrone Filardi, direttore della scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare all’Università “Federico II” di Napoli, aggiunge: «In quest’ambito giocano un ruolo chiave i nuovi farmaci come gli inibitori di PCSK9, composti innovativi dal punto di vista della farmacologia cardiovascolare che riducono i livelli di colesterolo anche oltre il 50% a fronte di una buona tollerabilità e sicurezza». Tuttavia Federico Spandonaro, professore di economia sanitaria all’Università Roma Tor Vergata, puntualizza che nonostante gli inibitori di PCSK9 siano un’opportunità terapeutica di indubbia rilevanza, il loro utilizzo resta limitato al 13-14% dei pazienti eleggibili. «È come se i pazienti si perdessero in una rete assistenziale dalle maglie troppo larghe. Le criticità che emergono dimostrano la necessità di percorsi reali di presa in carico dei pazienti ipercolesterolemici, integrati fra i diversi servizi sul territorio» conclude Sabrina Nardi, Direttore Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici di Cittadinanzattiva. (fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Linee guida ipertensione, negli Usa primo bilancio su eventi cardiovascolari e mortalità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

L’adozione delle linee guida 2017 per l’ipertensione arteriosa, che abbassano la soglia di trattamento a 130/80 mm Hg, ridurrà in modo significativo morbilità e mortalità, secondo uno studio pubblicato su JAMA Cardiology, primo autore Joshua Bundy del Dipartimento di epidemiologia alla Tulane University School of Public Health di New Orleans, Stati Uniti. Basandosi sui dati del National Health and Nutrition Survey, su studi clinici e su studi di coorte, i ricercatori stimano che secondo le linea guida del 2017 a soffrire di ipertensione è il 45,4% degli adulti statunitensi, ossia 105,3 milioni di persone. «Numeri che riflettono un significativo aumento di quanto stimato dalle precedenti linee guida, in base alle quali risultava iperteso il 32% degli americani, con differenze particolarmente evidenti negli uomini tra 40 e 50 anni. Inoltre, secondo il documento del 2017, il 35,9% degli adulti statunitensi avrebbe le caratteristiche per essere sottoposto al trattamento antipertensivo, contro il 31,1% stimato da quello pubblicato nel 2014» scrivono gli autori, spiegando che con la piena attuazione delle linee guida 2017 si eviterebbero ogni anno 610.000 eventi cardiovascolari e 334.000 decessi tra i pazienti di 40 anni o più, contro 270.000 e 170.000, rispettivamente, secondo il precedente documento. «L’implementazione delle linee guida 2017 potrebbe potenzialmente prevenire 340.000 eventi cardiovascolari e 156.000 morti ogni anno in più» conclude Bundy. E Lawrence Fine, dei National Institutes of Health di Bethesda, scrive in un editoriale: «Queste stime ci ricordano quanto resta da fare per ridurre i livelli pressori mettendo in atto linee guida più efficaci, specie nei pazienti a rischio». Conclude Clyde Yancy, della Feinberg School of Medicine alla Northwestern University di Chicago, e vicedirettore di JAMA Cardiology: «Gli eventi avversi connessi al trattamento, tra cui ipotensione e insufficienza renale acuta, aumenterebbero, ma sarebbero ampiamente superati dai benefici connessi alla riduzione di morbilità e mortalità, cosa che qualifica le linee guida del 2017 come una solida strategia di prevenzione». (fonte: doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 maggio 2018

Roma 25 maggio 2018, ore 14.00 Area di Cardiologia e Cardiochirurgia – Policlinico Umberto I – Viale del Policlinico 155 sarà inaugurata, presso la Sala Convegni “Pietro Valdoni” del Policlinico Umberto I, la XV Giornata nazionale della Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie”; la manifestazione è promossa da Carlo Gaudio – Direttore del Dipartimento di Scienze cardiovascolari, respiratorie, nefrologiche, anestesiologiche e geriatriche della Sapienza di Roma – con il patrocinio del Comune di Roma e dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio.
Sono previsti gli interventi di Mons. Andrea Manto, Direttore del Centro per la Pastorale familiare del Vicariato di Roma, del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato, del Sindaco di Roma Virginia Raggi, del Presidente Emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli. Faranno gli onori di casa il Rettore della Sapienza Eugenio Gaudio e il Direttore Generale del Policlinico Umberto I, Vincenzo Panella.
Per l’occasione sarà inaugurato il nuovo sistema di trasmissione ad alta definizione degli interventi in diretta e in streaming dalle sale di Cardiologia interventistica e di Cardiochirurgia del Dipartimento Cuore e grossi vasi. Sarà eseguito e proiettato in Sala Valdoni un intervento di angioplastica coronarica, cui assisteranno – oltre ai medici e agli specializzandi – anche gli studenti di una scuola superiore, nell’ambito del progetto di Alternanza Scuola-Lavoro.La XV Giornata Nazionale della Prevenzione delle malattie cardiovascolari e respiratorie ospiterà anche il tradizionale convegno promosso da Carlo Gaudio, di formazione medica continua accreditato presso il Ministero della Salute con 14 ecm, rivolto a 200 medici del territorio, studenti, specializzandi e dottorandi di tutta Italia.Uno spazio centrale del corso sarà dedicato alla prevenzione cardiovascolare a costo zero, attuabile tramite i cambiamenti nell’alimentazione e nello stile di vita, che saranno illustrati nella prima sessione del Congresso da Carlo Gaudio e dall’alimentarista, Giorgio Calabrese.
Nel secondo giorno saranno trattate le tematiche relative alle terapie farmacologiche più attuali e alle ultime, sofisticate metodiche diagnostiche per immagini e tecniche chirurgiche, con la presenza dei nomi più prestigiosi della Cardiochirurgia e della Cardiologia interventistica nazionale e internazionale, come il professor Carlo Di Mario. Verranno trattati, infine, i nuovi percorsi terapeutici nelle patologie bronco-polmonari e nelle infezioni respiratorie.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Empagliflozin riduce il rischio di mortalità per cause cardiovascolari

Posted by fidest press agency su sabato, 18 novembre 2017

Boehringer IngelheimIngelheim, Germania e Indianapolis, Indiana (Stati Uniti), 14 novembre 2017 – Nuovi risultati dimostrano che empagliflozin ha ridotto il rischio di mortalità per cause cardiovascolari rispetto a placebo, quando aggiunto a trattamenti terapeutici standard, in adulti con diabete di tipo 2 e arteriopatia periferica. Questi risultati di un’analisi post-hoc dello studio cardine EMPA-REG OUTCOME® sono stati resi noti da Boehringer Ingelheim ed Eli Lilly and Company (NYSE: LLY) in una presentazione orale al Congresso 2017 dell’American Heart Association (AHA) ad Anaheim, California, e contemporaneamente pubblicati nell’edizione online di Circulation, la rivista scientifica dell’AHA.
Circa un diabetico su tre di età superiore ai 50 anni è affetto da arteriopatia periferica, ovvero restringimento del lume delle arterie che trasportano il sangue dal cuore agli arti superiori e inferiori, dovuto ad accumulo costituito da placca aterosclerotica. L’arteriopatia periferica può mettere a serio rischio la vita di una persona, quando l’ostruzione riduce considerevolmente l’afflusso di sangue, con conseguente danno agli arti e possibile danno ad organi vitali come cuore, reni e cervello.3 Se non viene adeguatamente gestita, l’arteriopatia periferica può portare all’amputazione degli arti o di parte di essi, e può comportare ricovero, disabilità e mortalità.All’avvio dello studio, il 21% degli oltre 7.000 partecipanti erano affetti da arteriopatia periferica. L’analisi di questa popolazione di pazienti ha rivelato che, rispetto a placebo, empagliflozin, quando aggiunto ai trattamenti standard:
ha ridotto il rischio di mortalità per cause cardiovascolari del 43%;
ha ridotto la mortalità per qualsiasi causa del 38% e i ricoveri per scompenso cardiaco del 44%;
ha ridotto il rischio per l’endpoint composito di mortalità per cause cardiovascolari, infarto non-fatale o ictus non-fatale del 16%;
ha ridotto l’insorgenza o il peggioramento di nefropatia del 46%;
globalmente gli effetti cardiovascolari e renali osservati in pazienti con arteriopatia periferica sono stati in linea con i risultati precedentemente riferiti per la popolazione complessiva dello studio EMPA-REG OUTCOME®. Complessivamente gli effetti collaterali, e gli effetti collaterali gravi, sono risultati sovrapponibili nei gruppi in terapia con empagliflozin e con placebo in soggetti con o senza arteriopatia periferica. Nei soggetti con arteriopatia periferica ci sono state amputazioni agli arti inferiori nel 5,5% di quelli trattati con empagliflozin e nel 6,3% di quelli che hanno ricevuto placebo. Nei soggetti senza arteriopatia periferica si sono avute amputazioni agli arti inferiori nello 0,9% di quelli trattati con empagliflozin e nello 0,7% di quelli che hanno ricevuto placebo. “Attraverso continue analisi dei dati di EMPA-REG OUTCOME® miglioriamo le nostre conoscenze su come empagliflozin può aiutare un ampio setting di soggetti che convivono con il diabete di tipo 2 e le sue complicanze” – ha dichiarato il Dottor Georg van Husen, Corporate Senior Vice President, Responsabile Area Terapeutica CardioMetabolica, Boehringer Ingelheim – “I risultati pubblicati e presentati al Congresso AHA dimostrano che empagliflozin ha ridotto il rischio di mortalità per cause cardiovascolari e di patologia renale in questa popolazione ad alto rischio, composta da soggetti con diabete di tipo 2 e arteriopatia periferica”.
Nel mondo ci sono più di 415 milioni di diabetici e le stime indicano che in 193 milioni di questi la malattia non è diagnosticata.5 Si prevede che questo numero crescerà fino a 642 milioni di persone entro il 2040.5 Il diabete di tipo 2 è la forma più diffusa di diabete, con una percentuale che arriva sino al 91% di tutti i casi nei Paesi ad alto reddito.5 È una malattia cronica che insorge quando l’organismo non è più in grado di produrre o utilizzare adeguatamente l’insulina.
Gli elevati livelli di glicemia, l’ipertensione e l’obesità associate al diabete aumentano il rischio di sviluppare malattia cardiovascolare, che è la principale causa di mortalità associata al diabete.6,7 Il rischio di sviluppare malattia cardiovascolare è due-quattro volte superiore nei diabetici rispetto ai non diabetici.7 Nel 2015 il diabete ha causato 5 milioni di morti nel mondo, dei quali la malattia cardiovascolare è stata la causa principale.5,7 Circa il 50% della mortalità in soggetti con diabete di tipo 2 nel mondo è dovuta a malattia cardiovascolare.8,9
Per un uomo di 60 anni, avere una storia di diabete può ridurre l’aspettativa di vita di ben sei anni rispetto a un non-diabetico, ed essere un diabetico con storia di infarto o ictus all’età di 60 anni può ridurre l’aspettativa di vita addirittura di 12 anni, rispetto a chi non si trova in queste condizioni.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le nuove sfide per sconfiggere le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 settembre 2017

cuoreInteressanti indicazioni dal convegno “New frontiers to beat cardiovascular disease”, svoltosi in questi giorni a Roma. Il convegno è stato organizzato dal Professor Massimo Volpe, preside della Facoltà di Medicina e Psicologia, Università ‘La Sapienza’ di Roma, Ordinario di cardiologia e Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia, Ospedale Sant’Andrea di Roma, ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. «Il congresso ha evidenziato le nuove frontiere diagnostiche e terapeutiche che consentiranno di fare notevoli passe in avanti nei prossimi anni sulle malattie cardiovascolari» spiega Volpe. «Sono state affrontate tematiche importanti, soprattutto nell’ambito dell’insufficienza cardiaca, che rappresenta un problema sempre più emergente e a carattere epidemico, nonché una delle principali cause di spesa e ospedalizzazione del nostro Paese. È molto importante poter disporre di nuovi strumenti per poter fronteggiare l’insufficienza cardiaca. Tra i nuovi strumenti sicuramente le nuove classi di farmaci che determinano una riduzione del 20 per cento della mortalità e delle ospedalizzazioni. E poi la possibilità di risolvere in futuro cause importanti come l’insufficienza mitralica, che si manifesta nei pazienti con insufficienza cardiaca e ne complica la prognosi; l’evoluzione degli interventi chirurgici come la TAVI, per risolvere la stenosi aortica. Inoltre nuove indicazioni nell’uso di farmaci che possono interferire con la funzione dei mitocondri, che sono il “motore energetico” delle cellule, funzione che viene meno nell’insufficienza cardiaca, rappresentano sicuramente le nuove sfide per il futuro. Guardando i progressi raggiunti dalla cardiologia negli ultimi quarant’anni, sono molto fiducioso che nei prossimi cinque anni assisteremo a un’inversione nel trend dell’insufficienza cardiaca, sia per quanto riguarda la mortalità e la morbilità, sia per quanto riguarda il carico economico che impone ai servizi sanitari nazionali». Un altra sezione del convegno ha riguardato un aspetto particolare dell’ipertensione cardiaca, cioè la forma resistente al trattamento, ossia una pressione che continua a rimanere alta nonostante il trattamento con tre o più farmaci appartenenti a classi differenti. A preoccupare è la dimensione del fenomeno, che nella sola Europa si stima riguardi circa 10-15 milioni di persone che per gli elevati livelli pressori sono soggetti ad alto rischio. «In Italia l’ipertensione arteriosa colpisce circa il 45-50% della popolazione generale adulta ossia oltre 14 milioni di soggetti, equamente distribuiti tra maschi e femmine. Di questi circa il 5-7% è affetta da ipertensione arteriosa resistente» avverte Volpe. «L’ipertensione arteriosa non controllata è un problema di Salute Pubblica rilevante: pazienti trattati che hanno una pressione arteriosa non controllata hanno un rischio di sviluppare una complicanza cardiovascolare (infarto, ictus, insufficienza cardiaca o renale, morte) comparabile a quello dei soggetti ipertesi non trattati».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Focus sull’ipertensione per ridurre le malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

Università di Napoli “Federico II”JPGNapoli dal 4 al 6 maggio Aula Magna del Centro Congressi Federico II Università di Napoli, in Via Partenope 36. Due giorni e mezzo di relazioni di esperti provenenti da diverse parti del mondo, cinque sessioni dedicate ai principali aspetti dell’ipertensione e alle patologie associate: sono i numeri del simposio internazionale “From arterial hypertension to heart disease”, in programma a Napoli dal 4 al 6 maggio 2017. «La Società Europea di Cardiologia sta lavorando alle nuove linee guida sull’ipertensione, e questo simposio offrirà ai cardiologi un’occasione di confronto e di attenzione sui principali aspetti della circolazione arteriosa e il suo impatto sulle malattie cardiovascolari» spiega Giovanni de Simone, Docente del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali all’Università Federico II di Napoli e Presidente del simposio. «Durante l’incontro parleremo di ipertensione, ma anche di aterosclerosi, angina pectoris, obesità e sindrome metabolica, differenze di genere e malattie cardiovascolari, fibrillazione atriale, prevenzione». Il simposio è organizzato dal Centro di Ricerca per l’Ipertensione Arteriosa dell’Università Federico II di Napoli ed è promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

Posted in Cronaca/News, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Come gestire le malattie cardiovascolari rare e di origine genetica

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

ateneSi svolge ad Atene dal 27 al 29 aprile 2017 l’incontro dal titolo “International Training Course on Rare & Inherited Cardiovascular Disease”, dedicato alle malattie cardiovascolari rare e di origine genetica.Si calcola che le malattie rare siano tra sei e ottomila e che una persona su diciassette viene colpita da un a malattia rara nella sua vita. Tra esse le condizioni cardiologiche includono patologie elettriche, strutturali e vascolari che interessano una persona ogni 240 in Europa. Inoltre, numerose malattie rare metaboliche e neurologiche sono caratterizzate da un coinvolgimento cardiovascolare che può rappresentare la causa principale di disabilità e peggioramento nella qualità di vita. Nonostante questi dati, le malattie rare sono poco diagnosticate, o individuate con ritardo, e contro di esse sono poche le terapie disponibili. L’obiettivo del meeting di Atene è di migliorare le conoscenze e l’esperienza dei cardiologi nella gestione delle malattie cardiovascolari rare e genetiche, nella prospettiva di una futura evoluzione della medicina rivolta alla personalizzazione delle cure.
Sede del meeting è l’Exibition Hall dello Zappeion, edificio che ospitò la prima Olimpiade moderna, tenutasi ad Atene nel 1896.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Come gestire le malattie cardiovascolari rare e di origine genetica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

ateneSi svolge ad Atene dal 27 al 29 aprile 2017 l’incontro dal titolo “International Training Course on Rare & Inherited Cardiovascular Disease”, dedicato alle malattie cardiovascolari rare e di origine genetica. Sede del meeting è l’Exibition Hall dello Zappeion, edificio che ospitò la prima Olimpiade moderna, tenutasi ad Atene nel 1896.
Si calcola che le malattie rare siano tra sei e ottomila e che una persona su diciassette viene colpita da un a malattia rara nella sua vita. Tra esse le condizioni cardiologiche includono patologie elettriche, strutturali e vascolari che interessano una persona ogni 240 in Europa. Inoltre, numerose malattie rare metaboliche e neurologiche sono caratterizzate da un coinvolgimento cardiovascolare che può rappresentare la causa principale di disabilità e peggioramento nella qualità di vita. Nonostante questi dati, le malattie rare sono poco diagnosticate, o individuate con ritardo, e contro di esse sono poche le terapie disponibili. L’obiettivo del meeting di Atene è di migliorare le conoscenze e l’esperienza dei cardiologi nella gestione delle malattie cardiovascolari rare e genetiche, nella prospettiva di una futura evoluzione della medicina rivolta alla personalizzazione delle cure.

Posted in Estero/world news, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Perché un integratore a base di insetti per prevenire le patologie cardiovascolari?

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

heart electrocardiogramm

Perché conviene all’ambiente, al portafoglio e alla salute. Infatti, rispetto ai prodotti similari attualmente in commercio sia di origine vegetale (per esempio la soia) che animale (pesci), gli allevamenti degli insetti non comportano inquinamento ambientale, gestione di rifiuti organici, scarti di produzione inquinanti, consumo di acqua, impiego di pesticidi e fertilizzanti e per di più occupano spazi molto contenuti. Inoltre, i composti benefici, cioè gli acidi grassi polinsaturi, in particolare gli omega 3, e peptidi ad azione anti-ipertensiva sono estratti direttamente dagli insetti superando la nostra resistenza culturale al loro consumo alimentare. Infine, ma non meno importante, i bassi costi di produzione si traducono in un prezzo decisamente competitivo.
E’ questo l’obiettivo del progetto “Gli insetti e la prevenzione delle malattie cardiovascolari-INSECT CARD”, finanziato dalla Regione Toscana, cui partecipano il CREA – con l’esperienza prettamente entomologica del suo Centro di ricerca Difesa e Certificazione, sede di Firenze – il Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacologia dell’Università di Siena e la ditta Lead Discovery Siena s.r.l. con le loro competenze specifiche in ambito chimico-alimentare.
I ricercatori di INSECT CARD si sono focalizzati sulle potenzialità nutraceutiche di due specie di insetti edibili: la Camola della farina (Tenebrio molitor, Coleoptera Tenebrionidae) e la Camola del miele (Galleria mellonella, Lepidoptera Pyralidae). Entrambe sono state recentemente inserite dall’EFSA (2015) tra quelle potenzialmente allevabili nei paesi dell’Unione Europea per il consumo sia umano che animale. Le analisi finora condotte nell’ambito del progetto hanno evidenziato per entrambe le specie un contenuto soddisfacente in acidi grassi essenziali fondamentali per la salute, perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo. In particolare, è stato possibile regolare i livelli dell’acido alfa-linolenico (omega-3) attraverso le diete garantendo un rapporto omega6/omega3 idoneo al consumo umano. La Camola della farina offre anche la possibilità, già evidenziata in letteratura, di purificare e caratterizzare peptidi ACE-inibitori, sostanze molto efficaci nella terapia dell’ipertensione arteriosa, del post-infarto del miocardio e dell’insufficienza cardiaca cronica. Ambedue le specie presentano, poi, un basso valore di colesterolo, un’ulteriore caratteristica che rende gli insetti studiati fonti alimentari di qualità, ideali da utilizzare come integratori di acidi grassi nella dieta umana.
Per poter individuare e caratterizzare i peptidi ACE-inibitori e per valutarne in vitro la loro attività anti-ipertensiva, i ricercatori stanno lavorando ad un protocollo di estrazione e di idrolisi della componente proteica presente nelle larve delle due specie. I peptidi ACE-inibitori che avranno dimostrato la maggiore attività anti-ipertensiva in vitro saranno in seguito testati anche in vivo su ratti ipertesi. Infine, verrà messa a punto una metodologia per poter formulare un integratore alimentare che, sulla base delle componenti nutraceutiche, sia efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Documento Aha sulle interazioni tra statine e farmaci cardiovascolari

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 ottobre 2016

farmaciUn nuovo documento dell’American Heart Association fornisce una guida su come gestire le interazioni farmacologiche tra statine e altri farmaci frequentemente prescritti ai pazienti con malattie cardiovascolari. «I medici, ma anche i pazienti che assumono statine, devono sapere che questi farmaci possono interagire con altri medicinali assunti, come per esempio gli antipertensivi e gli antiaritmici» spiega Barbara Wiggins, farmacologa clinica alla Medical University of South Carolina di Charleston e coordinatrice del gruppo di esperti che ha firmato l’articolo appena pubblicato su Circulation, sottolineando che molte di queste associazioni sono sicure, ma ogni paziente è diverso dall’altro e tollera i farmaci in modo differente. «Si stima che circa il 2,8% to dei ricoveri ospedalieri sia dovuto a interazioni farmacologiche, ma il numero potrebbe essere maggiore in quanto gli eventuali sintomi correlati sono spesso interpretati come reazioni avverse» osserva la ricercatrice. Gli autori del documento Aha hanno esaminato in modo minuzioso le associazioni tra statine e farmaci cardiovascolari per potenziali interazioni, suggerendo tra l’altro alcune modifiche da implementare nel foglietto informativo di certe statine in merito alle interazioni farmacologiche. I farmaci cardiovascolari esaminati includevano gli antiaritmici, i medicinali usati nell’insufficienza cardiaca congestizia, gli anticoagulanti e gli antipiastrinici, gli immunosoppressori, gli ipolipemizzanti diversi dalle statine e i calcio-antagonisti. Gli esperti Aha hanno identificato sia le dosi in cui questi farmaci possono essere usati con sicurezza in associazione alle statine, sia le interazioni potenzialmente dannose. Conclude Wiggins: «Lo scopo del documento è informare i medici circa i limiti di dosaggio e gli effetti avversi dovuti alle interazioni farmacologiche tra statine e altri farmaci di frequente prescritti nei pazienti con malattie cardiovascolari, in modo da adottare gli opportuni accorgimenti per minimizzare il rischio di effetti avversi». (foto: farmaci)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Giovani e malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su martedì, 21 giugno 2016

pisaPisa. Aterosclerosi e ipertensione con sono più gli unici fattori che determinano le malattie cardiovascolari, ma va considerata la predisposizione genetica, correlata a specifiche mutazioni geniche che sono state ben individuate. Familiarità e predisposizione genetica che sono importanti soprattutto per i giovani, dato che anche tra loro non è così raro che si manifestino problemi cardiovascolari. Sono le indicazioni provenienti dal congresso “International Summit on Ischemic Heart Disease” organizzato dal Dipartimento Cardio Toracico dell’Università degli Studi di Pisa e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.
«La predisposizione genetica determina un elevato rischio di eventi cardiovascolari. Ciò significa che, in certo senso, già fin dalla nascita si ha una maggiore o minore probabilità di presentare questo tipo di manifestazioni durante la vita. A questa predisposizione iniziale poi naturalmente si aggiungono, in senso peggiorativo o protettivo, lo stile di vita e gli altri fattori di rischio classici che già conosciamo» spiega Mario Marzilli, Docente al Dipartimento di Patologia Chirurgica, Medica, Molecolare e dell’Area Critica dell’Università di Pisa e presidente del congresso.
«In base alle più recenti osservazioni, con uno screening genetico potremmo individuare, a iniziare dalla giovane età, quali soggetti sono a rischio più elevato per malattie cardiovascolari e concentrare le misure preventive in questi sottogruppi di popolazione. Esiste la possibilità di realizzare un profilo di rischio genetico dei pazienti. Non è sufficiente trovare una singola mutazione genica, un singolo polimorfismo, perché questo tipo di rischio si realizza quando c’è un’associazione di più polimorfismi. Ciascuno per conoscere sé stesso e la propria predisposizione genetica dovrebbe iniziare dalla familiarità: casi di malattie vascolari in famiglia, soprattutto in soggetti giovani, devono indurre a una particolare attenzione». Il passo successivo è il controllo genetico per le persone a rischio, a partire dai giovani. È quello che hanno iniziato a fare Fondazione Italiana Cuore e Circolazione e la Società Italiana di Cardiologia con il progetto “A scuola di Cuore”, con uno screening cardiovascolare nelle Scuole secondarie di II grado mediante l’esecuzione di un elettrocardiogramma a ragazzi di età compresa tra i 16 ed i 18 anni.
In una popolazione di circa ottomila ragazzi apparentemente sani sottoposti all’esame, nel 21% sono state individuate alterazioni elettrocardiografiche meritevoli di approfondimento diagnostico. Dagli esami di secondo livello condotti sui 1600 ragazzi con elettrocardiogramma sospetto è chiaramente emerso che in ottanta ragazzi sono state riscontrate patologie cardiache che hanno richiesto terapia. Questo approccio, se applicato a una popolazione più estesa, consentirebbe di circoscrivere l’uso delle terapie nei sottogruppi a più alto rischio, dato che attualmente le molecole che hanno un effetto preventivo non lo esprimono se somministrate in tutta la popolazione. Viceversa, se le misure preventive vengono applicate in termini generali, la loro efficacia si diluisce talmente che il rapporto costo-beneficio si perde. Inoltre le persone più a rischio, conoscendo la propria condizione, sarebbero più motivate alla prevenzione. Sempre riferendoci ai giovani, tra i ragazzi esaminati nel progetto “A scuola di Cuore”, il 15% dei ragazzi presenta familiarità per malattie cardiovascolari, il 19% presenta abitudine tabagica, il 13% fa abuso di alcol e il 6% dichiara di far uso di sostanze stupefacenti. «Per tutte le persone valgono le regole ormai ben conosciute di un sano stile di vita: alimentazione corretta, evitare il fumo e gli alcolici, fare attività fisica» aggiunge Marzilli. «Consigli validi per tutti, ma soprattutto per chi presenta un rischio più elevato, a maggior ragione se giovane».

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Trattamento della malattia renale e complicanze cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 marzo 2016

reniLa ricerca ha dimostrato che la proteina Rho chinasi è direttamente coinvolta nella induzione delle complicanze cardiovascolari della malattia renale, in particolare l’ipertrofia cardiaca e i ricercatori padovani hanno dimostrato che nei pazienti con insufficienza renale cronica e nei pazienti in dialisi la fosforilazione della fosfatasi MYPT-1, un importante marker dell’attivazione della proteina Rho kinasi che svolge un ruolo chiave nel danno cardiovascolare e renale, non solo è aumentata in questi pazienti ma è anche correlata alla presenza di ipertrofia ventricolare sinistra, importante complicanza della malattia renale cronica. Il ruolo della Rho chinasi è stato sancito da studi “ex vivo” con i quali è stato dimostrato che un inibitore della Rho chinasi riduce la fosforilazione della MYPT-1 e quindi l’attività della Rho chinasi, contribuendo così in modo determinante ad aprire la strada per l’individuazione di nuovi farmaci che attraverso l’inibizione della proteina Rho chinasi potranno incidere sulla riduzione della progressione della malattia renale e delle sue complicanze cardiovascolari. I risultati di questo studio sono pubblicati dall’importante rivista scientifica LIFE SCIENCES nel numero di Marzo 2016 (Life Sciences 2016; 148: 80–85) e sono stati anche l’argomento della Tesi di Laurea della Dott.ssa Elena Naso.
Il Prof. Lorenzo Calò, internista ed ipertensiologo della Nefrologia dell’Azienda Ospedaliera/Università di Padova, diretta dal Dott. Agostino Naso, ha presentato assieme al gruppo di ricerca della Nefrologia i risultati di questo nuovo studio sul trattamento della malattia renale e delle sue complicanze cardiovascolari.Lo studio amplia le basi razionali, a livello meccanicistico, di quella che è stata una vera e propria rivoluzione copernicana che ha profondamente interessato la nefrologia a cominciare dal 1970 con le fondamentali dimostrazioni a livello cellulare dei processi che sono alla base della progressione della malattia renale in cui un ruolo cruciale è svolto dall’attivazione del sistema renina-angiotensina. L’attivazione del sistema della Rho chinasi è mediato dall’attivazione del sistema renina-angiotensina come dimostrato da altri studi sempre dello stesso Prof Calò e del suo gruppo di ricerca. Gli importanti risultati dei ricercatori padovani si aggiungono alla notevole produttività scientifica nel campo delle malattie renali in generale e dell’ipertensione arteriosa.
Gli innumerevoli studi ai quali si è arrivati ad oggi, hanno permesso di delineare nell’uomo nuovi meccanismi biochimici identificando nuove proteine che possono svolgere un importante ruolo nella conoscenza della fisiopatologia dell’ipertensione arteriosa e della malattia renale, nell’efficacia del loro trattamento e di quello delle complicanze renali e cardiovascolari dell’ipertensione.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Bronchite cronica e malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2015

DIGITAL CAMERAL’Aquila 9/11 aprile. Si respira male, si ha quasi sempre la tosse e spesso si va incontro a febbre, perché nei bronchi pieni di muco i batteri si sviluppano a grande velocità. Dando luogo a infezioni ripetute. E’ la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO ), sigla che individua due malattie molto diffuse soprattutto tra gli anziani: bronchite cronica ed enfisema polmonare.
Però, anche se questi sono i sintomi, la BPCO non dovrebbe essere considerata soltanto come una patologia respiratoria. Diversi studi segnalano la presenza di diverse malattie associate alla BPCO, tra cui ipertensione, diabete, scompenso cardiaco, aritmie. In più, le terapie contro la BPCO possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, e viceversa farmaci per le patologie cardiocircolatorie possono edere effetti a livello respiratorio.
Di tutto questo parleranno i massimi esperti nazionali in malattie respiratorie e cardiovascolari, in occasione del convegno “The missing link between cardiovascular disease and Copd”, in programma dal 9 all’11 aprile all’Hotel San Donato Resort di Santi di Preturo (L’Aquila), organizzato dalla Divisione di Medicina Interna e Nefrologia dell’Università dell’Aquila e promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini.

Posted in Confronti/Your opinions, Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

Patologie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 febbraio 2015

Policlinico La Sapienza RomaSi è tenuto a Roma il Simposio dal titolo “New trends in cardiovascular therapy”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. I trattamenti contro la fibrillazione atriale, l’ischemia, l’angina, lo scompenso cardiaco, sono oggi in grado di contribuire alla riduzione dei rischio cardiovascolare e dei fattori di rischio, tra cui livelli elevati di colesterolo e pressione arteriosa.
– Diabete, iperlipidemia (aumento di concentrazione nel plasma di colesterolo e trigliceridi), ipertensione, fumo di sigaretta: sono i principali colpevoli dell’ossidazione del colesterolo LDL. Un’alterazione che genera un processo a catena, che porta a un’infiammazione dei vasi sanguigni, chi segue la formazione di placche arteriosclerotiche, fino al rischio di eventi cardiovascolari, come infarto e ictus. Il meccanismo per cui il colesterolo LDL ossidato è uno dei fattori scatenanti le patologie cardiovascolari è tra i principali argomenti del «Diabete, iperlipidemia, ipertensione, fumo di sigaretta alterano le LDL e inducono una sorta di “stress ossidativo” per le cellule endoteliali» conferma Francesco Romeo, Direttore Cattedra di Cardiologia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente della Società Italiana di Cardiologia. «L’endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni. E’ strutturalmente semplice ma funzionalmente complesso; è in grado di secernere sostanze, modula il tono vascolare, contribuisce al mantenimento delle proprietà antitrombotiche del vaso regolando la coagulazione, la fibrinolisi (il processo per cui la fibrina, in forma di coagulo o di trombo, è degradata in prodotti solubili) e l’aggregazione piastrinica; esercita un effetto barriera contro il passaggio indiscriminato di costituenti del sangue all’interno della parete arteriosa; controlla la proliferazione delle cellule muscolari lisce. Numerosi studi dimostrano che le LDL ossidate, accumulatesi all’interno della parete arteriosa, hanno un ruolo importante nel danneggiamento dell’ endotelio, provocando l’aggregazione delle piastrine e la formazione di trombi.
Gli esperti riuniti a Roma hanno quindi auspicato che in futuro un argomento di ricerca nel settore dell’aterosclerosi sia proprio lo stress ossidativo cui vanno incontro le LDL durante il processo di invecchiamento, ma anche a causa di abitudini e stili di vita, come l’alimentazione e il fumo di sigaretta.
– Per quanto riguarda le terapie, Antonio Aversa, docente di endocrinologia all’Università di Roma La Sapienza, sottolinea come sostanze sconosciute, oppure giudicate nocive, come gas e ossidi, sono invece alla base di farmaci efficaci contro le patologie cardiovascolari, come la nitroglicerina, oppure di farmaci vasodilatatori, come quelli contro la disfunzione erettile. E’ il caso dell’ossido nitrico e dell’idrogeno solforato. «L’ossido nitrico e l’idrogeno solforato sono coinvolti in numerose malattie cardiovascolari in quanto l’alterazione della loro secrezione, in eccesso oppure in difetto, può determinare effetti patologici oppure portare dei benefici» spiega Aversa. «In particolare l’ossido nitrico è il mediatore su cui si fonda l’attività di moltissimi farmaci utilizzato in ambito cardiovascolare, tra cui i più conosciuti sono probabilmente i nitroderivati, come la nitroglicerina, e che sono ampiamente utilizzati». La sintesi di ossido nitrico viene stimolata da diversi fattori come il cosiddetto “shear stress”, un parametro che misura la forza esercitata dallo scorrimento del sangue sulle pareti dei vasi. «Quando la pressione arteriosa aumenta eccessivamente, l’organismo si difende sintetizzando ossido nitrico che, dilatando le pareti dei vasi, contribuisce all’abbassamento della pressione». E’ sfruttando questo meccanismo che i ricercatori hanno potuto utilizzare gli effetti dell’ossido nitrico sul sistema circolatorio per realizzare i farmaci contro la disfunzione erettile.
– Un altra sessione del Simposio riguarda il ruolo dell’acido urico in diverse patologie. Oltre a essere responsabile della gotta, la forma di artrite più frequente negli adulti, l’iperuricemia interviene anche nelle malattie cardiovascolari e nel diabete.
«Nei paesi occidentali l’uricemia media è in progressivo aumento: nella popolazione maschile degli Stati Uniti il valore è raddoppiato in pochi decenni. Il recente progressivo aumento dell’uricemia viene messo in rapporto con la crescente diffusione di sovrappeso e obesità e dall’aumentato consumo di alimenti che favoriscono l’aumento di acido urico nel sangue» spiega Maurizio Volterrani, Responsabile del Reparto di Riabilitazione Cardiologica all’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma. «Oggi la disponibilità di terapie efficaci nella riduzione dei livelli di acido urico nel sangue consente di ridurre il rischio di patologie cardiovascolari correlate».
– La fibrillazione atriale è causa del 15% di tutti gli ictus cardioembolici. Ciò significa che in Italia, dei duecentomila casi di ictus stimati all’anno, 30.000 sono determinati da questa frequente anomalia del ritmo cardiaco. Di recente, però, anche l’Italia può contare su una nuova classi di farmaci, i nuovi anticoagulanti orali, più maneggevoli e sicuri, in grado di venire incontro alle esigenze di medici e pazienti. Per i cardiologi e per i pazienti si tratta di una grande innovazione, ma non va dimenticata l’importanza di un rafforzamento del rapporto medico-paziente sulla base di un nuovo modo di fare prevenzione del rischio tromboembolico. precisa Pasquale Perrone Filardi, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Miocardiopatie ed Ipertensione Arteriosa Polmonare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli.
– A proposito degli eventi ischemici, gli esperti riuniti a Roma di sono confrontati sulle varie opzioni di intervento. «Sebbene i dati disponibili in letteratura limitino l’efficacia della terapia interventistica nell’infarto miocardico acuto alle primissime ore dall’esordio dei sintomi, una quantità sempre maggiore di pazienti viene trasferita in emodinamica per ricevere un’angioplastica primaria in tempi precoronarici non prevedibili che, in molti casi, negano al paziente un tempestivo trattamento con i trombolitici» avverte Giuseppe Rosano, Direttore del Dipartimento di Cardiologia all’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma. «Dati recenti dimostrano come la scelta clinica sia estremamente importante nella gestione del paziente con sindromi ischemiche acute.
I risultati di un recente studio hanno dimostrato che i due trattamenti sono equamente efficaci nel ridurre la mortalità cardiovascolare ma che il trattamento interventistico aggressivo aumenta significativamente i casi di infarto miocardico (14.6% contro il 9.4% dei pazienti trattati inizialmente farmacologicamente) suggerendo, quindi, che l’indirizzare il paziente con sindromi coronariche acute ad uno studio emodinamico debba basarsi sulle caratteristiche cliniche e non debba esser guidato dalla classificazione stereotipata di sindrome coronarica acuta. indicando chiaramente che sono necessari maggiori approfondimenti per cercare di identificare protocolli di gestione più specifici in grado di ottimizzare risultati e costi a seconda delle condizioni cliniche dei soggetti con sindrome coronarica acuta». (Marco Strambi)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

A Roma un simposio sulle terapie del futuro in cardiologia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 febbraio 2015

ospedale ortona1Roma. I massimi esperti europei nelle malattie di cuore e circolazione si riuniscono a Roma per individuare le future possibilità nelle nuove terapie cardiovascolari. L’occasione è il Simposio “New trends in cardiovascular therapy”, promosso dalla Fondazione Internazionale Menarini. L’appuntamento è dal 19 al 21 febbraio al Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia, in via Via Borgo S. Spirito a Roma. Il Simposio traccerà le linee della cardiologia del futuro grazie all’attenta “regia” dei tre membri della segreteria scientifica, tutti dell’Istituto San Raffaele Pisana di Roma: Vincenzo Mollace, Farmacologo, Maurizio Volterrani e Giuseppe Rosano, Cardiologi.
Tra gli interventi principali, venerdì alle 9 quello di Francesco Romeo, del Policlinico Tor Vergata, riguardante il ruolo del colesterolo Ldl ossidato nelle patologie cardiovascolari, e di Andrew Coats, cardiologo di Melbourne, Australia, che illustrerà le nuove terapie contro lo scompenso cardiaco. E poi a seguire numerosi altri esperti che parleranno di ipertensione, ictus, fibrillazione atriale, diabete, ischemia e altri aspetti centrali per i trattamenti di domani nelle patologie cardiovascolari.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Malattie cardiovascolari prima causa di morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

«La Relazione sullo stato sanitario del Paese presentata dal Ministro della salute Balduzzi martedì scorso certifica un dato di fatto che la Società italiana di cardiologia (Sic) e i cardiologi tutti da tempo sottolineano: la necessità di privilegiare l’attenzione agli stili di vita; oggi più che mai in un quadro di persistente crisi economica e di aumento dell’aspettativa di vita, con tutte le conseguenze legate alla crescita delle malattie croniche e di aumento di costi per i sistema sociosanitari di tutto il mondo», ha dichiara Salvatore Novo, presidente della Sic, al 73° Congresso nazionale della società che si è chiuso oggi a Roma. Gli ultimi dati Istat disponibili (2009) indicano che le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte con 224.830 decessi (il 38,2% del totale); lo sono tra le donne, con 127.060 decessi pari al 42,1%, mentre negli uomini sono al secondo posto (97.770 decessi; il 34,1%) dopo i tumori. «La Costituzione italiana garantisce a tutti i cittadini che si trovano sul territorio italiano il diritto alla salute come diritto inalienabile», ha aggiunto Francesco Romeo, presidente della Federazione italiana di cardiologia (Fic). «Questo diritto tuttavia confligge con una situazione economica che impone scelte di priorità», ha continuato Romeo auspicando che si tenga conto della situazione del Paese senza danneggiare una disciplina come la cardiologia che «ha contribuito per l’80% al risultato dell’allungamento dell’aspettativa di vita di 7 anni negli ultimi 30 e che non può essere trattata con un taglio lineare, che p roprio per la sua geometria taglia principalmente le punte, cioè le eccellenze». «Non dimentichiamo» ha concluso Novo «che bisogna pensare non solo all’oggi, ma soprattutto al futuro, perché oggi costruiamo il nostro domani, e di fronte a 1 bambino su 3 in sovrappeso od obeso, non possiamo non porci la domanda se anziché semplicemente risparmiare non si debba invece investire in prevenzione. (fonte cardiologia33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Prevenzione delle malattie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su domenica, 15 aprile 2012

Napoli “E’ importante vivere a lungo ma soprattutto vivere bene. La prevenzione rappresenta una assoluta priorità in tal senso. Una adeguata dieta alimentare e uno stile di vita corretto rappresentano il punto di partenza per una salute duratura. Con oggi inizia un percorso che ogni anno ci farà conoscere meglio come difenderci dalle malattie più diffuse”. Lo dichiara la professoressa Annamaria Colao, tra le prime cento scienziate italiane nel mondo, presentando il1° simposio internazionale “Club della scienza … l’Altra Italia”, una iniziativa rivolta proprio alla prevenzione e alla diagnosi precoce. “Un incontro tra scienziati e artisti per mettere a disposizione dei cittadini un patrimonio di conoscenze e di comportamenti per vivere meglio. Una azione di prevenzione fondamentale che rilanciamo anche sul campo”, prosegue la Colao che ha preannunciato la presenza alla Fiera della casa del Villaggio della Salute.
“Il Club della Scienza presentato oggi presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale – dichiara Gaetano Cerrito, direttore artistico organizzativo dell’evento – adotta un taglio divulgativo, tale da contribuire alla diffusione di una nuova concezione di benessere psichico, in piena coerenza con l’assunto filosofico Mens sana in corpore sano ma vuole essere anche un nuovo modo di fare divulgazione scientifica che approdi nelle menti e nei cuori di tantissimi italiani, perché il mondo della ricerca scientifica e le Istituzioni lavorino insieme al fine di spingere il piede sull’acceleratore per altri studi importanti che rispondano alle legittime aspettative della gente che soffre”, conclude Cerrito.
“Abbiamo l’obiettivo di spingere il pubblico a far propri concetti come prevenzione e diagnosi precoce. L’auspicio è che si inizi ad adottare una serie di buone pratiche atte a ridurre il rischio dell’insorgenza di svariate patologie, ma soprattutto per intervenire tempestivamente nella diagnosi e nella terapia di malattie già in atto”, spiega Tommaso Mandato, presidente del Villaggio della Salute.
La mattina del 16 Aprile presso l’Istituto di Cultura Meridionale un incontro tra gli scienziati con il Presidente del comitato scientifico Annamaria Colao, i Presidenti Onorari Aldo Pinchera e Silvio Garattini, il Presidente del Villaggio della Salute Tommaso Mandato e il direttore artistico – organizzativo Gaetano Cerrito decreterà la nascita del “Club della Scienza … L’Altra Italia”.
Il Talk tv alle ore 17:00 presso l’Agorà Morelli vedrà la presenza di numerosi tra i principali esperti italiani del settore cardiovascolare a cui è dedicata la prima edizione del Simposio (Riccardo Cappato del Policlinico S. Donato Milanese, Carla Giordano dell’Università di Palermo, Antonio Amodeo dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, Bruno Trimarco dell’Università Federico II di Napoli, Carlo Pappone del Gruppo Villa Maria di Ravenna, Maurizio Cutolo dell’Università di Genova, Raffaele Calabrò della II Università di Napoli) che si alterneranno ai testimonial artistici dell’iniziativa come Little Tony, Martine Brochard, Francesco Postiglione, Alfonso De Nicola, Enzo Garramone, Pino De Maio, Maurizio De Giovanni.
Il simposio sarà condotto da Rosanna Lambertucci e presieduto da Silvio Garattini e Aldo Pinchera. A tutti verrà conferita una targa ricordo del M° Egidio Ambrosetti, poeta del bronzo e scultore di fama internazione,
Alla conferenza stampa è stata letta una lettera della professoressa Giuseppina Tripodi, consigliere delegato della Fondazione Rita Levi Montalcini che ha voluto testimoniare la vicinanza e identità di azione del premio Nobel alla manifestazione e, in particolare, all’opera di prevenzione che sta conducendo la professoressa Annamaria Colao, Presidente del comitato scientifico.
Hanno partecipato alla presentazione, tra gli altri, Tommaso Mandato Presidente del Villaggio della Salute Onlus, Gaetano Cerrito Direttore artistico dell’evento, Gennaro Famiglietti Presidente dell’Istituto di cultura meridionale, console onorario di Bulgaria, e importanti rappresentanti del mondo sanitario come Guido Bourelly, Flavia Fumo, Massimo Petrone, Attilio Coppola direttore commerciale dell’Hospital Consulting, nonché il presidente della Banca di credito cooperativo di Napoli Amedeo Manzo.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Patologie cardiovascolari

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2010

Una giornata di studio e approfondimento su “Le nuove frontiere nel trattamento delle patologie cardiovascolari” è stata organizzata dall’Azienda ospedaliera San Giovanni – Addolorata sotto la direzione del Dr Alessandro Boccanelli e del Dr Massimo Danese.  Alta la rilevanza dei contenuti scientifici della giornata che si è aperta con una lettura magistrale del Prof. Claudio Allegra dal titolo “L’angiologia: ieri, oggi e domani”, per continuare con interventi programmati all’interno delle varie sessioni che trattano di chirurgia vascolare, di scompenso cardiaco, di emodinamica, di fibrillazione atriale e riabilitazione cardiovascolare e di flebologia tenuti da esperti delle varie branche specialistiche.  L’approccio innovativo adottato nell’organizzazione di questo convegno, inteso come momento formativo, è basato su tre concetti fondamentali legati all’alta specializzazione aziendale:
1.    forte semplicità d’uso con contenuti chiari e netti
2.    alta concentrazione di contenuti scientifici
3.    offerta di garanzia di qualità e competenza.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »