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Posts Tagged ‘carenze’

Carenze, Grillo: a disposizione risorse per assumere medici con retribuzioni migliori

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

«Le risorse ci saranno: la Corte dei Conti ha infatti stimato, proprio in questi giorni, che la reinternalizzazione del personale per effetto dello sblocco del turn over “libererà” ben 1,75 miliardi di euro, che potranno finalmente essere impiegati per assumere personale a tempo indeterminato a condizioni finalmente più competitive rispetto al privato». Così il ministro della Salute Giulia Grillo, rispondendo al Question time alla Camera a un’interrogazione sul tema della carenza dei medici. «Se è vero – ha sottolineato Grillo – che, oltre le già gravi carenze attuali, nei prossimi anni usciranno dal Servizio Sanitario Nazionale decine di migliaia di medici, non vi è dubbio che il fenomeno fosse largamente prevedibile. Sarebbe bastato, infatti, leggere le tabelle del personale del Servizio Sanitario Nazionale per comprendere, per tempo, che i medici entrati negli anni di boom assunzionale – mi riferisco agli ingressi avvenuti negli anni 80, che rappresentano, in questo momento, circa il 45% del totale – si apprestano ad andare in pensione nei prossimi anni. Proprio nella piena consapevolezza di ciò, questo Governo ha agito rapidamente, innanzitutto, individuando risorse aggiuntive da destinare alla formazione specialistica – con un incremento del numero delle borse pari al 24%. «Inoltre, abbiamo rimodulato il tetto di spesa del personale per le Regioni (anche quelle in piano di rientro)». E ancora, «sono state varate nuove norme per affrontare il fenomeno dei concorsi deserti, soprattutto in alcune specialità. E così, già nella legge di bilancio 2019, abbiamo previsto la possibilità di partecipazione ai concorsi anche per i medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno del relativo corso. Nel decreto “Calabria” è stato, poi, compiuto un ulteriore passo, consentendo agli specializzandi del quarto anno di corso non solo di poter partecipare ai concorsi, ma anche di essere assunti da subito, con contratti a tempo determinato, mentre completano la formazione specialistica”. Prime misure, ha aggiunto, che “nascono dalla necessità di far fronte, nell’immediato, ad una situazione obiettivamente critica. E, dunque, sono consapevole che ora vi sia bisogno di azioni più strutturali per rendere finalmente attrattivo il sistema sanitario pubblico ai giovani medici. Il percorso è già avviato: stiamo, infatti, lavorando con il MIUR ad una complessiva riforma della formazione post lauream in modo da allineare il nostro sistema a quello dei Paesi dove si è investito, con successo, nella formazione-lavoro. Inoltre, stiamo immaginando soluzioni premiali per chi intraprenda la strada delle specializzazioni in aree in cui c’è più carenza. Ma soprattutto, sappiamo benissimo si dovrà investire sulla retribuzione dei giovani medici».
(fonte: doctor33)

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L’uso di creme solari può determinare carenza di vitamina D?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 maggio 2018

Creme solari salvavita contro i tumori della pelle ma anche possibili responsabili dei tanti problemi legati alla carenza di vitamina D? La questione è stata sollevata in occasione del congresso della Società Italiana di Medicina Estetica che ha chiuso i battenti a Roma ieri, con una edizione record che ha superato i 3 mila partecipanti provenienti da tutto il mondo. “Cominciano ad accumularsi evidenze scientifiche che suggeriscono una possibile correlazione tra uso di creme con filtri solari ad elevata protezione (SPF 50+) e carenza di vitamina D – ha detto il presidente della SIME Emanuele Bartoletti ad un simposio su questo argomento – Ma rimane ancora controverso il ruolo dei filtri solari nell’influenzare i livelli di vitamina D”. “Sembra un paradosso ma l’Italia, Paese baciato dal sole, è anche uno di quelli con la maggior prevalenza di carenza di vitamina D in Europa – sottolinea Domenico Centofanti, vicepresidente SIME – Esporsi al sole almeno per 20 minuti a giorni alterni aiuta a ‘ricaricare’ l’organismo di vitamina D; tenendo però presente che la pelle delle mani o del viso è meno ‘efficiente’ di quella del tronco nel produrre vitamina D”. Ma i medici consigliano giustamente di non esporsi al sole senza aver prima applicato sulla pelle una crema con filtro solare.
“Di recente – ricorda Centofanti – è stato pubblicato un documento sull’effetto dei filtri solari sulla vitamina D. Scopo di questo studio era quello di valutare l’effetto di una protezione solare SPF50+ sulla produzione di vitamina D cutanea e sui livelli circolanti di 25(OH)D3 (la vitamina D ‘trasformata in forma attiva dal fegato) in base alle diverse aree superficiali del corpo (BSA, body surface area). La BSA era classificata in quattro gruppi: testa e mani (gruppo I), testa, mani e braccia (gruppo II), testa, mani, braccia e gambe (gruppo III) e corpo totale (gruppo IV). I risultati dello studio hanno mostrato una riduzione della produzione di vitamina D cutanea variabile dal 75,7 al 92,5 per cento a seconda del gruppo BSA considerato.
Tuttavia, i valori della vitamina D 25(OH)D3 circolante risultavano diminuiti solo del 7,7-13,2 per cento. Pertanto, nonostante una grave riduzione della vitamina D cutanea, i livelli di vitamina D 25(OH)D3 circolanti D3 sono risultati influenzati in modo modesta. Gli autori dello studio concludono dunque che l’uso a breve termine dei filtri solari non esercita un impatto rilevante sui livelli di 25 (OH) D3 circolante; resta tuttavia da stabilire se questo sia vero anche per l’uso cronico di filtri solari ad alta SPF. Il dibattito sulla ‘relazione pericolosa’ tra creme solari ad elevato SPF e carenza di vitamina D è ancora aperto e, anche in considerazione della mancanza di prove certe su questo argomento, sarebbe auspicabile condurre ulteriori studi per far luce su questa associazione.La vitamina D, che è un o vero e proprio ormone, è fondamentale per la nostra salute. Oltre al suo ruolo nel metabolismo osseo, infatti, la vitamina D è coinvolta in diversi processi quali la modulazione della crescita cellulare, la funzione neuromuscolare e immunitaria e la riduzione dell’infiammazione. Di conseguenza, la sua carenza, può contribuire a determinare non solo disturbi ossei, ma anche una serie di altre malattie, di tipo metabolico, cardiovascolare, autoimmune. Alcuni studi infine suggeriscono un ruolo della carenza di vitamina D addirittura nella patogenesi di alcuni tumori. La vitamina D è prodotta dal nostro organismo quando la pelle è esposta alla luce solare. I fotoni UV-B, infatti, agiscono sulla pro-vitamina D3, nella membrana plasmatica delle cellule epidermiche per formare la pre-vitamina D3, che a sua volta si trasforma rapidamente in vitamina D3. Quest’ultima viene trasferita nello spazio extracellulare dove si lega ad una proteina di trasporto, per essere veicolata nel fegato dove viene idrossilata in posizione 25 (25-OH-D3).
In considerazione di questo processo, appare chiaro che la concentrazione di vitamina D è strettamente correlata all’esposizione ai raggi UV-B, la cui quantità dipende da giorno,latitudine, altitudine, abbigliamento, pigmentazione della pelle, età e, secondo alcune ricerche anche dall’uso di creme con schemi solari, che potrebbe essere correlato ad una diminuzione della produzione di vitamina D. Tuttavia, le evidenze sull’importanza dei filtri solari nel proteggere la pelle dai tumori sono ormai schiaccianti e ampiamente accettati dalla comunità scientifica. A
livello molecolare, infatti, la luce UV del sole danneggia il DNA cellulare della pelle, creando mutazioni genetiche che possono portare al cancro della pelle. Per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato le radiazioni UV solari come cancerogeno comprovato per l’uomo, con studi che lo collegano a circa il 90 per cento dei tumori della pelle non-melanoma e a circa l’86 per cento dei melanomi. Accanto a questo, i raggi UV del sole sono un noto fattore di invecchiamento precoce della pelle (foto-invecchiamento). Pertanto, l’uso di fattori di protezione solare (SPF) è raccomandato esattamente per la loro azione profilattica sulla fotocarcinogenesi perché sono progettati per filtrare la maggior parte della radiazione UVB del sole.

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Gravi carenze alimentari dei rifugiati in Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 febbraio 2017

africa7Il Direttore Esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (WFP/PAM) Ertharin Cousin e l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi esprimono profonda preoccupazione per la grave carenza alimentare che sta interessando circa 2 milioni di rifugiati in dieci Paesi africani.
La disponibilità di alimenti potrebbe diminuire ulteriormente nei prossimi mesi se non si troveranno nuove risorse a cui attingere.
Il numero di rifugiati in Africa è quasi raddoppiato passando dai 2,6 milioni del 2011 ai quasi 5 del 2016. Se da un lato, in questo periodo, sono aumentate le donazioni per l’assistenza ai rifugiati, dall’altro non hanno tenuto il passo con la crescita repentina dei bisogni. Di conseguenza, la risposta umanitaria risulta fortemente sotto finanziata e ciò ha portato a dover ridurre la distribuzione di alimenti per alcuni gruppi di rifugiati.
Il Direttore Esecutivo del WFP e l’Alto Commissario dell’UNHCR avvertono che questa carenza alimentare produrrà conseguenze disastrose sulla salute e sui sistemi di protezione di queste popolazioni così vulnerabili, se non si riuscirà a garantire maggiore assistenza.
“Non possiamo nemmeno immaginare quanto possa essere difficile la vita per le migliaia di famiglie rifugiate che non hanno cibo sufficiente e, spesso, non hanno la possibilità di lavorare o trovare altri mezzi di sostentamento. I rifugiati sono persone straordinariamente resilienti, ma i tagli alla distribuzione di alimenti – a volte perfino del 50 per cento – stanno avendo un impatto devastante sulla salute e sulla nutrizione di migliaia di famiglie”, ha dichiarato l’Alto Commissario Filippo Grandi. “Il diritto al cibo è un diritto fondamentale. Collaboriamo con il WFP per assicurarci che nessun rifugiato debba soffrire la fame, ma è necessario ottenere ulteriore sostegno al più presto”.
“Per poter sopravvivere, milioni di rifugiati dipendono dagli aiuti alimentari distribuiti dal WFP e dal nostro lavoro per gestire e prevenire la malnutrizione. Ma in Africa essi rischiano di passare in secondo piano a causa delle grandi crisi umanitarie in corso altrove”, ha dichiarato il Direttore Esecutivo Ertharin Cousin. “I nostri sostenitori si sono dimostrati davvero generosi di fronte a crisi globali senza precedenti. Tuttavia, nessun rifugiato merita di essere abbandonato e dimenticato”.
L’UNHCR e il WFP riconoscono che la situazione nel Corno d’Africa in termini di sicurezza alimentare e nutrizione è estremamente preoccupante e che i bisogni di assistenza sono di una portata senza precedenti. Le persone in fuga dalla Somalia e dal Sud Sudan arrivano nei campi di accoglienza in condizioni critiche. A partire da gennaio oltre il 75 per cento dei minori somali che sono arrivati a Dollo Ado, in Etiopia, erano gravemente malnutriti.
Dieci operazioni di assistenza per i rifugiati in Africa sono state interessate da tagli che hanno avuto ripercussioni sulla quantità e la qualità degli alimenti da distribuire a circa 2 milioni di rifugiati. Le razioni di cibo sono state drasticamente ridotte – in alcuni casi anche del 50 per cento – nelle operazioni su vasta scala quali quelle in Camerun, Ciad, Kenya, Mauritania, Sud Sudan e Uganda.
I rifugiati di Burkina Faso, Gibuti, Burundi ed Etiopia hanno subito tagli alla distribuzione di prodotti specifici quali gli alimenti fortificati contenenti micronutrienti, necessari per garantire una dieta adeguata.
L’UNHCR e il WFP temono che i significativi tagli alla distribuzione di alimenti avranno gravi conseguenze sulla nutrizione e sulla protezione dei rifugiati, che saranno spinti ad adottare espedienti per far fronte alla situazione come saltare i pasti o tenere i figli a casa o mandarli a lavorare piuttosto che a scuola.
La situazione nutrizionale di questi rifugiati destava preoccupazione prima ancora dei recenti tagli all’assistenza alimentare e ora sta peggiorando. Le analisi sulla nutrizione effettuate nel 2016 hanno documentato elevati livelli di malnutrizione acuta, anemia e di arresto della crescita. In molti campi rifugiati in Etiopia, Ciad, Sudan e Gibuti la malnutrizione acuta ha raggiunto uno stato critico e l’anemia è diffusa in oltre il 40 per cento della popolazione, dati che indicano una crisi di salute pubblica.

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Italiani a scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 7 febbraio 2017

scuola_01Non poteva che essere cosi’. “Nelle tesi di laurea, errori da terza elementare”, segnalano 600 docenti universitari. La denuncia evidenzia le carenze degli studenti universitari che, comunque, prima di accedere all’universita’, hanno alle spalle 13 anni di scuola (5 di elementari, 3 di medie e 5 di superiori). Un disastro.Secondo il linguista Tullio De Mauro, scomparso recentemente, il 70 per cento degli italiani sono analfabeti funzionali, cioe’ hanno gravi difficoltà nella comprensione di un testo. “Il 70 per cento degli italiani non capisce quello che legge” sintetizzava il professor De Mauro. Non va meglio per le nuove generazioni, poiche’, secondo un’indagine internazionale, promossa dall’OCSE-OECD, gli studenti italiani sono penultimi in Europa per la capacita’ di comprensione di un testo, penultimi nelle cognizioni scientifiche e terz’ultimi in quelle matematiche.Facile, quindi, che frasi a effetto trovino un terreno fertile nell’analfabetismo funzionale, che predilige gli slogan ai ragionamenti, sicche’ molti sono i creduloni che prendono per oro colato cio’ che gli e’ propalato in forma semplice attraverso i social media o la tv.Si crede al pesce fragola (mai esistito), alla gente che muore di fame (mai vista), all’euro che ci ha rovinato (si dimentica a quali percentuali a due cifre erano i mutui e l’inflazione), ai termovalorizzatori che uccidono (ma vanno bene se sono collocati in altre citta’ non nella propria), ai vaccini dannosi (meglio scegliere i guaritori di turno), ai politici tutti corrotti (gia’, chi li ha eletti?), alla disoccupazione che ha raggiunto la meta’ della popolazione (e’ al 12%), agli immigrati che ci hanno invaso e tolgono lavoro agli italiani (sono il 9% e fanno il lavoro che gli italiani non vogliono fare), ecc.In questa situazione e’ ovvio che gli italiani hanno difficolta’ ad adeguarsi a un mondo globalizzato che corre. Allora e’ meglio rifugiarsi nelle proprie valli, invocare la sovranita’ nazionale, auspicare l’uomo forte (meglio se mandato dalla Divina Provvidenza), dimenticando le tragedie del secolo scorso.Ricominciare dal dettato e dal riassunto? Rivedere la formazione degli insegnanti? Riorganizzare la scuola? (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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È tempo di tornare al lavoro: Scopri i buoni propositi degli esperti di Curare la Salute per il rientro dalle vacanze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2015

cibo2Vacanze finite ormai per milioni di italiani: è tempo di tornare in ufficio! Le ferie lasciano dietro di sé il ricordo di aperitivi sulla spiaggia, grigliate, cene con gli amici e tanti piccoli peccati di gola. Al rientro dalle vacanze è bene ritrovare un’alimentazione varia ed equilibrata, per prendersi cura del proprio benessere a partire dalla tavola. Che le abitudini alimentari degli italiani durante le vacanze non siano sempre corrette è confermato dai dati dalla rilevazione di “Curare la Salute 2015”, iniziativa nata con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi attivamente cura di sé, che quest’anno ha lanciato in rete la versione interattiva della Piramide Alimentare. Dei circa 7.000 italiani che hanno effettuato il test sul sito http://www.curarelasalute.com scopriamo che anche in estate gli italiani non rinunciano ai dolci: il 42% (34% uomini e 44% donne) dei rispondenti al test ne mangia in eccesso. Nella stagione estiva, complice anche il caldo, il consumo di dolci può essere legato al desiderio di rinfrescarsi con un gelato, che viene favorito rispetto invece alla frutta, consumata in dosi insufficienti da circa il 67% degli italiani, mentre il 10% dichiara di non mangiarne affatto. Anche la verdura e il pesce, nonostante la bella stagione dovrebbe invitarne il consumo, vengono invece spesso esclusi dalla dieta degli italiani: il 62% dichiara di non mangiare mai pesce mentre il 76% mangia poca verdura. Alla luce di questi dati gli esperti del comitato scientifico di Curare la Salute 2015 propongono 6 buoni propositi per il ritorno dalle vacanze, che possono essere approfonditi on-line su http://www.curarelasalute.com, dove gli utenti possono trovare, accanto al test della Piramide, tanti nuovi contenuti aggiornati e consigli per prendersi cura di sé, partendo da alimentazione e sani stili di vita:
1. Inizia la giornata con una buona colazione “È sempre più diffusa la consuetudine di saltare la colazione del mattino, o di consumarla in modo sbrigativo e incompleto – sottolinea il Prof. Lucio Lucchin direttore unità operativa complessa di dietetica e nutrizione clinica, comprensorio sanitario di Bolzano e Membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – La colazione del mattino, dopo le tante ore di digiuno della notte, costituisce il substrato energetico necessario per le attività fisiche e quelle mentali, come attenzione, concentrazione, prontezza di riflessi, richieste in una normale giornata di studio o di lavoro”.
2. Consuma pasti equilibrati “Ricerche scientifiche hanno evidenziato come la Dieta Mediterranea abbia effetti benefici sulla salute e nel 2010 è stata nominata dall’Unesco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità – spiega il Prof. Michele Carruba, Direttore del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano e membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – La piramide della dieta mediterranea, che è stata strutturata inserendo gli alimenti che compongono un pasto principale alla base e, via via a salire, gli altri alimenti necessari a completare il pasto, distribuiti a seconda che la frequenza di consumo consigliata sia giornaliera o settimanale, è un modello di riferimento molto utile e immediato per conoscere le giuste quantità da assumere dei principali alimenti e consumare quindi pasti equilibrati, senza compiere errori.” “Ad esempio, tra frutta e verdura bisognerebbe consumarne almeno cinque porzioni – aggiunge Carruba -quattro invece sono le porzioni giornaliere per pasta, pane, riso o cereali. Per quanto riguarda invece la carne bianca e il pesce le porzioni settimanali sono due.”
3. Varia la dieta Dieta equilibrata è sinonimo di varietà di scelta degli alimenti. Non mangiare sempre gli stessi cibi, contribuisce all’assunzione dei nutrienti utili al benessere dell’organismo.
Uno spunto per variare la propria dieta arriva, per esempio, dalla cucina etnica che ha portato sulle tavole degli italiani nuovi cereali e pseudocereali come amaranto, grano saraceno, quinoa, sago e manioca. “L’interesse verso questi alimenti è in crescita, grazie anche al contributo offerto da Expo 2015 – commenta il Dott. Francesco Gamaleri, del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Farmacisti delle Province di Milano, Lodi e Monza Brianza e membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – Da iniziali curiosità etniche questi cibi stanno gradualmente entrando a far parte delle nostre abitudini quotidiane, anche perché in molti casi sono compatibili con l’alimentazione delle persone affette da celiachia, patologia con una frequenza media dell’1% nella popolazione generale e il cui riscontro diagnostico è in crescente aumento in tutte le fasce di età.”
4. Durante la giornata, concediti degli spuntini sani “Gli spuntini sono utili sia per spezzare la fame durante la giornata e arrivare con meno fame ai pasti sia per assumere tutti i nutrienti importanti per la nostra salute – spiega il Dott. Luigi Canciani, Responsabile Area Sanitaria Simg e Membro del Comitato Scientifico di Curare la Salute 2015 – Mediamente il fabbisogno giornaliero di una persona si aggira intorno alle 2.000 kcal, perciò, per non assumerle tutte concentrate nei soli 3 pasti ‘canonici’, è ideale suddividerle in cinque momenti, iniziando da una buona colazione, per proseguire con un piccolo spuntino a metà mattina, il pranzo, uno spuntino nel pomeriggio e la cena.” “Il mio consiglio per uno spuntino sano – aggiunge Canciani – è quello di consumare frutta, yogurt o cereali”
5. All’occorrenza, puoi associare alla dieta un integratore alimentare “Per prevenire il rischio di carenze occorre prestare attenzione all’assunzione di alcuni nutrienti definiti essenziali perché il nostro organismo non è in grado di produrli, e fra questi vi sono vitamine, minerali e alcuni grassi polinsaturi” spiega il Prof. Michele Carruba “Laddove non sia possibile seguire un’alimentazione bilanciata un’integrazione nutrizionale può essere considerata un supporto adeguato. Gli integratori multivitaminici e multiminerali, completi e a dosaggi bilanciati, possono rappresentare un valido aiuto per far fronte a carenze nutrizionali, soprattutto in alcune fasi della vita, in funzione dell’età e del sesso.”
6. Verifica le tue abitudini alimentari con il Test della Piramide di Curare la Salute. Infine, verifica le tue abitudini alimentari al rientro dalle vacanze con il Test della Piramide di Curare la Salute, metti in pratica i nostri suggerimenti e prova a rifare il Test tra qualche mese: potrai mettere a confronto i risultati e scoprire i miglioramenti! “Il test è stato elaborato a partire dalla Piramide Alimentare della Dieta Mediterranea: rispondendo alle domande proposte, viene generata una piramide personalizzata, che permette di evidenziare l’aderenza o lo scostamento tra la propria alimentazione e quanto indicato dalla Dieta Mediterranea – conclude il Prof. Michele Carruba, firmatario, insieme al Prof. Carlo Cannella, della Nuova Piramide Alimentare INRAN 2009 – La piramide personalizzata permette poi di rivolgersi in maniera consapevole al proprio medio o farmacista per chiedere un consiglio mirato”

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Terrorismo, sicurezza e carenze

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 gennaio 2015

polizia“La minaccia del terrorismo incombe e l’Italia annuncia il rafforzamento delle contromisure con l’innalzamento del livello di sicurezza. La sfida è sempre più ardua ed i nuovi impegni si accostano alla mole di lavoro che già grava sulle Forze dell’Ordine. Ecco perché, più che mai, spicca la grave incoerenza e l’ipocrisia nell’atteggiamento di chi sbandiera un asserito maggiore impegno sul fronte sicurezza mentre, nella realtà, il Comparto è soggetto a sempre maggiori tagli che, lungi dal risolverne le carenze, non fanno che acuirle. Carenze che si manifestano in ogni dove e che ci impongono di non restare in un complice silenzio”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp nella premessa alla segnalazione della grave situazione che assilla i Reparti Prevenzione Crimine dove, denuncia il Sindacato Indipendente di Polizia, “moltissime pattuglie escono in servizio con giubbotti antiproiettile scaduti ai quali è stata data una proroga di scadenza e dove, cosa ancor più scandalosa, gli equipaggi sono usciti senza radio portatile”. “Gli equipaggi – spiega il Segretario generale del Coisp a titolo di esempio – sono stati impegnati nella città di Verona a svolgere interventi tra i quali la segnalazione di un’auto sospetta vicino ad un obiettivo sensibile e l’intervento per sospetto furto in atto all’interno di un centro commerciale. Per raggiungere le vie interessate si è dovuto far ricorso ad indicazioni di passanti ed ai telefoni personali perché nemmeno i GPS sono stati distribuiti, dal momento che sono in numero insufficiente per tutti. A fronte di una pubblicizzata spesa di 30 milioni di euro per i RPC – insiste Maccari – ci chiediamo dove e come sono stati spesi questi soldi e perché un equipaggio deve andare in servizio senza gps e senza radio portatile facendo ricorso alle risorse personali”.
“Ma soprattutto ci chiediamo – conclude -: si può continuare a soprassedere con tanta irresponsabile superficialità su questioni di tale importanza e delicatezza come il fatto che alle Forze dell’Ordine non vengono garantiti i mezzi indispensabili per svolgere il proprio lavoro, con ciò mentendo anche gravemente ai cittadini sul fatto che vengono profusi i necessari sforzi per garantire loro il miglior livello di sicurezza? Oggi più che mai l’Italia è chiamata a decidere se si può continuare a sacrificare le esigenze operative e con ciò l’efficienza di un Comparto (oltre all’incolumità dei suoi Appartenenti) deputato a preservare e salvaguardare la vita democratica del Paese, ed a difenderlo quotidianamente in ogni singola sua via dalle diverse e gravi minacce che ne mettono a rischio gli abitanti”

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La riforma dei porti

Posted by fidest press agency su sabato, 25 settembre 2010

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, il 17 settembre 2010, la riforma del sistema portuale, adeguando la legge vigente in materia (n.84 del 1994) alle nuove sfide dell’economia globale. La riforma della legislazione portuale è volano per il superamento della crisi del settore dei trasporti, una rilevante emergenza nazionale, amplificata dalla sfavorevole congiuntura economica, che ha accentuato il divario già esistente con gli altri Paesi del Mediterraneo e del Nord Europa, in particolare nel settore della logistica e dell’intermodalità. Il provvedimento ha l’obiettivo di colmare le carenze infrastrutturali ed organizzative, emerse durante l’esperienza applicativa della legge n. 84/94, di riordino della legislazione portuale, la quale ha consentito il rilancio dei porti e la crescita dei traffici commerciali con l’affidamento dei medesimi porti al nuovo ente Autorità portuale. Il provvedimento, che ha avuto il parere favorevole della Conferenza unificata, era già stato approvato dal Consiglio dei ministri  in via preliminare – il 16 aprile 2010.

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Ascensori: Il Tar annulla il decreto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 aprile 2010

Il Tar del Lazio, con sentenza n. 5413 del 1 aprile 2010, ha annullato il d.m. 23 luglio 2009 n. 108 relativo alla sicurezza degli ascensori. In sostanza i proprietari d’impianti d’ascensore installati prima del 30 giugno 1999 avrebbero dovuto adeguarsi alle norme tecniche UNI – EN 81/80. Il provvedimento era stato fortemente criticato perche’ il suo intero costo (stimato da Confedilizia in circa 6 miliardi di euro) sarebbe ricaduto interamente sulle famiglie. Da qui il ricorso proposto dalla Confederazione Italiana della Proprietà edilizia (Confedilizia) contro il decreto ministeriale e il conseguente annullamento dello stesso da parte del Tribunale amministrativo laziale. A dire dei giudici amministrativi, tra le altre cose, il decreto non era stato adottato “per colmare evidenti carenze nell’attuale sistema di sicurezza, ma per finalita’ occupazionali, cioe’ per salvare posti di lavoro, senza preoccuparsi delle ricadute gravissime che tale politica ha sull’economia delle famiglie” (Tar Lazio n. 5413/10). Il ministro Scaiola ha annunciato l’intenzione di voler ricorrere al  Consiglio di Stato avverso questo provvedimento. Stando cosi’ le cose e’ utile capire quale debba essere il comportamento dei privati (soprattutto dei condomini) che erano interessati dall’applicazione del d.m. 108. Chi non ha ancora fatto eseguire la verifica, imposta dal decreto, puo’ tranquillamente evitarla e laddove lo ritenga, diffidare l’amministratore dal disporla. Per chi l’ha gia’ fatta effettuare e, magari, ha anche deliberato i lavori di adeguamento, e’ consigliabile la convocazione di un’altra assemblea per sospendere l’esecuzione di quella decisione, in attesa dell’eventuale pronuncia del Consiglio di Stato

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Maxiappalti a Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 8 novembre 2009

Roma.“Rivendichiamo la scelta da parte dell’Amministrazione di aver revocato il maxi appalto vista la cattiva posa in opera di alcuni tratti del selciato in Via Nazionale che presenta difformità e avvallamenti”. E’ quanto dichiara l’Assessore ai Lavori pubblici e Periferie Fabrizio Ghera. Nei mesi di gennaio e marzo scorsi, l’Assessore capitolino aveva contestato più volte, anche a mezzo stampa, le carenze nella realizzazione dei lavori, obbligando la Romeo ad eseguire, nei tratti critici e a proprie spese, interventi di ripristino. “Nonostante gli interventi di riparazione – spiega Ghera – altri inconvenienti hanno confermato le insufficienze costruttive nella realizzazione della pavimentazione in sampietrini. Il Comune di Roma saprà far valere i suoi diritti nei confronti dei responsabili. E in ogni caso, visto che si erano già verificati problemi in quel tratto stradale – continua Ghera – la circostanza ha avuto il suo peso nella risoluzione del contratto con la Romeo Gestioni. Gli interventi stradali di Via dei Fori Imperiali e di Via IV Novembre invece, realizzati dopo la revoca e sotto il diretto controllo del Comune di Roma, sono stati eseguiti a regola d’arte, garantendo la qualità di esecuzione con la maestria delle aziende romane per la posa in opera dei sampietrini secondo la tradizione dei ‘selciaroli romani’”.“Sono fiero – conclude Fabrizio Ghera – di aver revocato il maxi appalto. Gli inadempimenti precedenti sono una ulteriore conferma della correttezza della decisione da parte dell’Amministrazione”.

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Il centro accoglienza di Crotone

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 ottobre 2009

maccari-cie-kr5“Il centro per immigrati di Crotone è un mostro che non dovrebbe esistere”. Lo ha affermato Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, al termine della visita presso i Centri di Accoglienza (C.D.A.), di Identificazione ed Espulsione (C.I.E.) e di Accoglienza Richiedenti Asilo (C.A.R.A.) di Crotone in località Sant’Anna. Per Maccari: “Ci sono carenze fortissime, che tra l’altro troviamo inspiegabili a fronte dei cospicui finanziamenti elargiti a chi gestisce l’accoglienza degli immigrati e la manutenzione del centro, che presenta tra l’altro gravissime carenze strutturali. A nostro avviso andrebbe rivisto tutto l’impianto di Sant’Anna, unica struttura in Italia in cui convivono C.D.A, C.I.E. e C.A.R.A. (se si esclude Gorizia, che però è una realtà diversa se si considerano i suoi 100 ospiti a fronte degli oltre 1.600 di Crotone)”. “Nel centro di Crotone – dice ancora Maccari – si verificano continui momenti di tensione e scontri con le Forze dell’Ordine di cui nessuno dà notizia, ma che hanno portato a registrare un centinaio di feriti negli ultimi mesi. Senza contare che i circa 8 chilometri di recinzione esterna sono incontrollabili, e dai tanti varchi ogni notte entrano centinaia di immigrati per mangiare e dormire: gli ospiti del campo raddoppiano, e non ci sono Forze di Polizia sufficienti ad assicurare un controllo. Per questo si moltiplicano i fenomeni di prostituzione o di spaccio di droga. Il centro va chiuso, perché costituisce un insulto alla dignità non solo degli ospiti, ma degli uomini delle Forze dell’Ordine chiamati ad operare al suo interno”. (maccari)

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Carceri: Dichiarazione di Massimiliano Iervolino

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2009

Il delegato ai Diritti Umani per la Provincia di Roma dichiara: “Le posizioni del Coordinamento dei Garanti dei diritti delle persone private della libertà personale sono pienamente condivisibili. Non si supera l’emergenza sovraffollamento tramite la costruzione di nuove carceri, anche perché questo problema è vissuto quotidianamente dai detenuti mentre la costruzione dei nuovi istituti penitenziari avverrebbe in un lungo periodo, inoltre, questa soluzione governativa dovrebbe fare i conti con la crescente carenza di personale. Le carceri italiane vivono da decenni nella piena illegalità. E’ completamente disatteso l’articolo 27 della Costituzione “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Proprio per questo al posto del cemento ci vogliono le Riforme: da quella del codice penale, alla modifica della legge sull’immigrazione, sulla recidiva e sulla droga. Ma considero l’amnistia la risposta più adeguatasia al problema Giustizia, sia a quello relativo al sovraffollamento. Finquando il legislatore non farà seriamente i conti con i 5 milioni e 200mila processi penali arretrati e le 200mila prescrizioni all’anno, continueremo ad avere una giustizia per ricchi. L’amnistia serve a sconfiggere quella strisciante delle prescrizioni che in un decennio ha impedito di celebrare quasi due milioni di processi, altro che sicurezza! Ragionare seriamente su questo è la strada migliore per superare il dato di illegalità delle carceri italiane.”

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Le carenze del settore paramedico ed altre esperienze

Posted by fidest press agency su martedì, 15 settembre 2009

Un po’ ovunque negli ospedali si avverte la carenza di personale infermieristico ed ancor più di talune loro specializzazioni come le ostetriche, le strumentiste delle sale operatorie, i fisioterapisti ecc. Sappiamo altresì che da alcuni anni è stata introdotta la laurea breve per il personale infermieristico e che, quindi, gli studi si sono fatti più impegnativi per chi sceglie questa attività. Ora ci chiediamo se a livello universitario vi è già questo indirizzo che si affianca a quello degli studi accademici per la laurea in medicina perché non si consente con un adeguato piano di studi ai giovani aspiranti medici di diventare in primis degli infermieri ed avere, in tal modo, la possibilità, volendolo ovviamente, d’essere assegnati nei vari nosocomi con tale qualifica, sia pure in part-time, ed avere quindi un “mestiere” da gestire subito e se del caso utilizzarlo se i corsi universitari non avessero il loro “naturale” epilogo. E se questo è un caso non è detto che non possa ripetersi per altri dal biologo al chimico, dal commercialista all’avvocato. Prendiamo in questa circostanza un solo esempio tanto per rendere il concetto più chiaro. Se è prevista in una determinata azienda la figura del psicologo è possibile affiancarlo con un “assistente” (studente universitario in psicologia) a condizione che nel giro di due o tre anni consegua la laurea per formalizzare il proprio rapporto di lavoro temporaneo. Questo discorso varrebbe sempre parlando di psicologi, anche per coloro che pur laureati attendono di specializzarsi, diciamo in criminologia, e che nello specifico potrebbero misurare con la “praticaccia” quanto sia complesso ed impegnativo tale lavoro. Ed ognuno alla fine guardando all’interno dei loro percorsi universitari potrebbe rendersi conto dei possibili sbocchi lavorativi immediati che potrebbe ricavare da subito. E’ una opportunità a ben considerare che potrebbe diventare uno stimolo per crescere culturalmente e professionalmente dando più risalto al tempo stesso ai titoli accademici, una volta conseguiti.

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Il male oscuro delle Università italiane

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Ci riferiamo, nello specifico, alla scarsa presenza di studenti italiani che frequentano corsi di laurea all’estero. Non si può dire la stessa cosa per i loro coetanei che, dall’estero, vengono in Italia per seguire i corsi universitari del nostro Paese. Questa differenza può apparire irrilevante, ma non lo è. Dimostra, in pratica, che esiste l’incapacità della scuola di ogni ordine e grado, a partire, ovviamente, dalle elementari, di preparare i giovani alle reali sfide europee che sono di natura linguistica come prima essenziale tappa per aprirsi ad una conoscenza più ampia e consapevole delle varie opportunità che si possono dischiudere all’estero e non solo nel campo del lavoro. L’inglese, ad esempio, è adottato ufficialmente in tantissimi simposi internazionali e gli studi e gli interventi e le memorie, sono richiesti, per essere meglio seguiti ed apprezzati, in questa lingua. E’ una esigenza che si avverte non solo nei concorsi internazionali, ma anche nel campo delle professioni. Un medico italiano che non sa parlare inglese è condannato ad essere confinato in provincia e lo stesso si può dire per un giornalista, per un ricercatore e per molte altre professioni. Nell’era della globalizzazione questa esigenza diventa sempre più prioritaria ed associata, naturalmente all’informatica. Occorrerebbe che ogni corso di laurea disponesse di un laboratorio linguistico e che si rendesse obbligatoria la frequenza per incrementare lo studio delle lingue quale componente essenziale della formazione universitaria. Un altro stimolo potrebbe venire da un sostanzioso contributo statale, e della stessa comunità europea, per favorire la frequenza dei giovani nei corsi estivi di lingue all’estero. Ne potrebbero trarre, altresì, un punteggio da tenere in debita considerazioni per la valutazione di merito finale. Se vogliamo considerare la circostanza anche sotto un altro aspetto dobbiamo dire che essa non lascia indifferenti coloro che nelle istituzioni auspicano una maggiore presenza italiana negli organismi internazionali ed istituzionali dove già da tempo si lamenta una carenza di “vocazioni”.

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Sicilia: “No” al nucleare, “si'” al sole

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2009

Non c’è bisogno di citare statistiche e dati scientifici per ammettere che in Sicilia siamo venuti meno ad un appuntamento con la Storia del Progresso e della qualità della vita. Siamo, infatti, quasi all’anno zero per quanto riguarda la impostazione di una vera Strategia siciliana per le energie naturali rinnovabili. In alternativa al Petrol-chimico, al nucleare, al carbone. A differenza di tanti altri Paesi moderni, Europei e non, siamo nelle ultime posizioni nella produzione e nella utilizzazione dell’immenso potenziale energetico rinnovabile, non inquinante, conveniente economicamente. Energia solare compresa. Particolare, quest’ultimo, che è la scandalosa conseguenza di carenze politiche e culturali gravissime, in  quanto la Sicilia è considerata, non a torto, l’Isola del sole.  Attenzione, però. A parere dell’FNS, il fatto che siamo pressochè all’Anno zero in materia di utilizzazione delle nostre risorse “naturali”, non significa affatto che dobbiamo precipitare nel baratro della rinuncia e del fallimento. Significa, al contrario, che dobbiamo recuperare il tempo perduto. Significa che dobbiamo compiere, anche nel settore energetico, quella rivoluzione culturale in senso siciliano e sicilianista che auspichiamo per altri settori della vita economica e politica della Sicilia.  A tal proposito, dobbiamo dire che, sull’utilizzazione del territorio siciliano per ubicarvi una delle dieci centrali nucleari italiane, la presa di posizione del Presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, è apprezzabile per più di una ragione. Soprattutto quando il Presidente chiede garanzie certe per la savaguardia della sicurezza della salute dell’Uomo e per la tutela dell’ambiente. Andava detto, altresì, che la Sicila, oggi, non ha, comunque, “debiti energetici”. Ed, infine, perchè il Presidente della Regione non ha ventilato (e forse non ha potuto neppure farne cenno) che la Sicilia ha intenzione di varare, al più presto, un’offensiva energetica, alternativa al nucleare ed elio-centrata?  L’FNS ritiene doveroso, tuttavia, manifestare la preoccupazione che, a prescindere dalle buone intenzioni del Presidente Raffaele Lombardo, questa coraggiosa presa di posizione venga, comunque, considerata “Possibilista”. Perchè? Perchè è mancato, – seppure per ragioni comprensibilissime, – un bel “No” chiaro e tondo, che sarebbe stato supportato anche dall’alto livello di Sismicità del territorio siciliano.. Un dato negativo, questo, sul quale nessuno – (neppure Berlusconi) – può, infatti, offrire garanzie o rimedi di sorta. (Giuseppe Scianò Segretario Politico Fns in sintesi)

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Incremento sicurezza privata a Roma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

“Ci si sente abbandonati e chi ha possibilità economiche cerca una sicurezza alternativa”. Questo il primo commento del responsabile per Roma dell’Italia dei Diritti Alessandro Calgani in seguito al boom di richieste per rendere più sicure le case e, per chi dispone di più mezzi, il ricorso a guardie private per sorvegliare le abitazioni, soprattutto nell’area nord-ovest della città. “La crescente necessità economica – spiega Calgani – fa si che molti si stiano improvvisando in delinquenti dell’ ultima ora e i tagli alle risorse delle forze dell’ordine sicuramente non agevolano il quieto vivere”. L’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro esprime le sue perplessità su questa sorta di “sicurezza fai da te” quale soluzione alle carenze  dell’organico nei corpi di polizia e carabinieri e così conclude: “Il problema è che la maggior parte dei cittadini romani non è nelle condizioni per provvedere da soli alla propria sicurezza, spesso è già un traguardo riuscire a pagare le bollette. I dati però parlano da soli e una città come Roma non può essere consegnata alla criminalità”.

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Roma, i commissariati rischiano di chiudere

Posted by fidest press agency su sabato, 30 maggio 2009

È allarme sicurezza nella capitale. Ma questa volta non si tratta di scippi, rapine o violenze in aumento. Questa volta sono i poliziotti a lanciare un grido di allarme a causa della carenza di risorse e di uomini. Secondo il segretario del Silp Cgil di Roma, Gianni Ciotti, praticamente tutti i commissariati della capitale sono ormai in sottorganico. A causa dei tagli della finanziaria del governo Berlusconi e a causa del mancato rinnovo del turn over, in ogni posto di polizia (almeno per quanto riguarda la Polizia di Stato) il personale risulta insufficiente. A questo si deve aggiungere la mancanza ormai cronica di risorse finanziarie. Il fatto che manchino i soldi per la benzina delle volanti non è più uno slogan. “Mancano in media – spiega Ciotti – il 50 per cento degli agenti che servirebbero. Il caso del commissariato di Primavalle (popoloso quartiere della capitale, ndr) è esemplare, ma non è purtroppo l’unico. Ci sono almeno altri tre o quattro commissariati che si apprestano a chiudere i battenti per mancanza di mezzi. Uno è quello di Centocelle”.  In effetti il grido di allarme non arriva solo dai sindacalisti. Il 22 maggio si è svolta per esempio un’assemblea di poliziotti proprio presso il Commissariato Primavalle. In quella occasione, raccontano alcuni poliziotti, è emersa l’esasperazione del personale per una condizione lavorativa ormai insostenibile. In particolare i quotidiani prelievi di uomini da destinarsi ai servizi di ordine pubblico e alle aggregazioni in Questura, stanno portando il Commissariato al collasso. “La dignità e la professionalità del personale – spiegano i poliziotti – sono sacrificate quotidianamente in nome di esigenze che servono a giustificare carenze e disorganizzazioni strutturali. Il Commissariato Primavalle nel 2005 prevedeva 140 uomini in pianta organica, ora ne sono in servizio 70, insufficienti a rispondere alle necessità di un quartiere difficile, fino a poco tempo fa sotto i riflettori dei media per il noto episodio di violenza sessuale”.  Dal punto di vista del governo Berlusconi, però, le cose si vedono in tutt’altro modo. “Come non posso concordare sul fatto che bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza? Meno burocrazia e più polizia ‘on the road’ a contatto diretto con il cittadino, credo che su questo punto non ci sia nessuno che dissenta”. Così ha detto il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, parlando davanti alle telecamere di ‘Klauscondicio’. Il ministro, per spiegarsi bene ha aggiunto: “Certamente non è così facile dire dalla scrivania alla strada, non si può mandare in strada il poliziotto ‘panzone’ che non ha fatto altro che il passacarte, perché lì se li mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare”.  http://www.rassegna.it/articoli/ 2009/05/28/47765/roma -i-commissariati-rischiano-di-chiudere

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Ddl sicurezza, il COISP: Stanchi delle prese in giro e dei bluff

Posted by fidest press agency su sabato, 2 maggio 2009

“Le manovre di questo Governo per prendere in giro i cittadini in un settore talmente delicato come quello della sicurezza sono ormai fin troppo palesi. Ronde che escono dalla porta e rientrano dalla finestra; finti ‘contentini’ agli Operatori delle Forze dell’Ordine e tanti complimenti pubblici ma, nella pratica, il solito menefreghismo per le gravi carenze di cui soffrono i vari Corpi; finzione assoluta di un approccio collaborativo e di dialogo con i protagonisti del Comparto Sicurezza visto che, invece di smetterla con lo spot dei militari per le strade, si vogliono persino aumentare. Bisogna prendere atto che chi prende decisioni va avanti con occhi e orecchie foderati, fregandosene altamente dei veri problemi da affrontare e risolvere, e della necessità di operare una seria e reale razionalizzazione nel comparto”. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia è molto critico nel commentare il provvedimento sulla sicurezza in discussione alla Camera. “Il Pdl ritiene assolutamente prioritarie le politiche per la sicurezza” ha detto ieri il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri. “Lo sappiamo – gli fa eco adesso Maccari – l’intera campagna elettorale di questo Governo è stata incentrata su un bluff in cui non crede più nessuno, soprattutto gli appartenenti alla Polizia di Stato che, nei fatti, continuano a tastare con mano l’indifferenza e la disparità di trattamento riservatagli da quello Stato cui dedicano la vita, e che come gratifica non trova di meglio che offenderli con il ‘ricorso ad un volontariato per la sicurezza’. Il Senatore Gasparri utilizza inutilmente questo nuovo giro di parole. E sì, cambia il modo di chiamarle perché evidentemente per questo Governo – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – conta solo e unicamente l’effetto pubblicitario, che deve essere efficace. Senatore Gasparri torni a chiamarle “ronde”, non offenda anche l’intelligenza dei cittadini oltre che la nostra professionalità!”.

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