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Sud Sudan, tra conflitto e carestia

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

sud sudanLa Presidenza della CEI ha destinato un milione di euro, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza agli sfollati e alle vittime del conflitto che da anni insanguina il Sud Sudan. La somma – come si legge nel comunicato della CEI – attraverso Caritas Italiana, sosterrà interventi di carattere sanitario e nutrizionale di Medici con l’Africa CUAMM, l’ospedale comboniano di Wau e progetti di riabilitazione socio economica della Caritas locale.La Repubblica del Sud Sudan, indipendente dal 2011, vive una delle crisi umanitarie più gravi del continente africano, schiacciata dal conflitto iniziato nel 2013, dalle violenze perpetrate sulla popolazione da parte delle milizie in lotta e dalla carestia. Almeno 270.000 bambini soffrono per malnutrizione acuta.
Caritas Italiana è da anni impegnata accanto alla Chiesa locale a sostegno dei più vulnerabili (vai alla scheda Paese), in collegamento con le rete internazionale. Partecipa inoltre al processo di formazione del personale e di sviluppo organizzativo della Caritas Sud Sudan.
S.E. Mons.Erkolano Lodu Tombe, vescovo di Yei e Presidente di Caritas Sud Sudan sarà a Roma il prossimo 21 marzo per partecipare ad un incontro internazionale, parlare di questi temi e rilanciare il messaggio/appello dei Vescovi cattolici.

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Referendum: Se il No vince Previste “terribili carestie e ritorno della peste”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 settembre 2016

peste“Per sondare l’aria che tira tra i sostenitori del Sì, basta leggere i movimenti del fronte renziano: mancata decisione sulla data, conseguente ritardo nell’apertura ufficiale del dibattito, differimento dei termini della par condicio tra i due schieramenti con un’imbarazzante preponderanza delle forze di governo, blitz di avvicendamento agostano in Rai dei direttori di Tg volto al controllo dell’informazione, tentativo di disarticolare il centrodestra – prima assicurandosi l’obbedienza del sen. Verdini e ora provando a usare il dott. Parisi come cavallo di Troia dentro Forza Italia – smentita di dimissioni in caso di vittoria del No, interferenze di poteri forti per drammatizzare la sconfitta del Sì.
Probabile che a breve si minacceranno terribili carestie e il ritorno della peste, ma sono solo segni. Segni rassicuranti che l’Italia – se non ha un governo capace di varare una riforma migliorativa della Costituzione repubblicana – potrà conservare quella attuale. A volte il presunto meglio è amico del peggio”.È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
“Renzi è solo, con le banche, con i poteri forti, con Goldman Sachs, con Jp Morgan, con Alfano, con Verdini. Ieri anche la Cgil l’ha abbandonato, ha deciso di schierarsi per il ‘no’ al referendum”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo alla Festa del No al referendum, in corso a Matera.
“Adesso Renzi gioca con il quesito referendario. È un imbroglio, il premier fa pubblicità ingannevole e io denuncerò in ogni sede questo ennesimo tentativo di prendere il giro gli italiani.
Ormai è ben chiara una cosa. Da una parte c’è Renzi, con i poteri forti e con le banche; dall’altra parte c’è il Paese reale, ci sono i cittadini. Tutti i sondaggi dicono che il ‘no’ è in vantaggio, siamo tra il 52 e il 54 per cento, mentre il ‘sì’ è in caduta libera. E su questo abbiamo il dovere di convincere e mobilitare la nostra gente. Il Pd è saturo all’80 per cento, non può più crescere, noi abbiamo ancora da lavorare”, ha aggiunto Brunetta.

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Altro gruppo ostaggi africani

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Il Gruppo EveryOne e l’Agenzia Habeshia hanno avuto notizia poche ore fa che un gruppo di 30 migranti nel nord del Sinai egiziano è caduto nelle mani di alcuni trafficanti, dei beduini Rashaida che per la loro liberazione chiedono ai familiari 20.000 dollari complessivi. Anche stavolta i migranti, per la maggior parte di nazionalità eritrea, erano diretti in Israele.  “Abbiamo subito stabilito, insieme a don Mussie Zerai dell’Agenzia Habeshia, un contatto diretto con gli ostaggi via telefono. L’altro ieri mattina uno di loro è morto, ucciso dalle torture e dalle vessazioni dei predoni” spiegano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti di EveryOne. “Quest’oggi, dall’altro capo del telefono, si odono lamenti e urla dei migranti, picchiati a sangue dai trafficanti mentre questi intimano di pagare il riscatto, altrimenti li uccideranno”. EveryOne e Habeshia hanno subito attivato i contatti con l’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, con l’Alto Commissario ONU per i Diritti Umani e con lo Special Procedure Branch delle Nazioni Unite. “Purtroppo a oggi non abbiamo avuto risposte soddisfacenti da parte di questi organismi,” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau, “e così dalla Commissione europea e dal Parlamento UE, con rarissime eccezioni quali gli on. Rui Tavares, Farage e Watson. Tuttavia, è fondamentale sollecitare la politica internazionale per mettere fine a una carneficina che perdura, nell’impunità e nell’indifferenza più assoluta, da troppo tempo. Per tentare di ottenere maggiore attenzione da parte delle autorità locali e internazionali abbiamo chiesto alle emittenti televisive arabe al-Arabya e Al Jazeera di trasmettere il nostro messaggio, diretto alle comunità beduine stanziate nel Sinai del Nord, affinché si adoperino con estrema urgenza per chiedere ai capi beduini Rashaida, Sawarqa e al-Tarabin di interrompere l’inumana tratta di migranti e con essa la violenza, le torture e la privazione di dignità a centinaia di innocenti, che intendono solo ricominciare la propria vita senza subire ulteriori persecuzioni, fuggendo da realtà devastate da guerre e carestie”.

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