Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

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Immigrati e chi fa rispettare le leggi. Ma l’obbedienza e’ solo una virtu’?

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2015

ungheria-budapest-2Le immagini che giungono dall’Ungheria sono epocali: reti di metallo e filo spinato per impedire che alcuni esseri umani possano trovare rifugio dalla malvagita’, dall’arroganza, dalla sete di potere, dal fanatismo, dall’incapacita’ di altrettanti esseri umani. Niente di nuovo. La storia e’ piena di vicende del genere. Solo che, a differenza dei secoli passati, oggi ci sono i media, c’e’ la Rete, c’e’ l’informazione in tempo reale e a 360 gradi. Prima si veniva a sapere quel che accadeva solo dopo mesi e anni, coi particolari narrati in qualche libro di qualche tenace e attento osservatore. Oggi e’ tutto immediato. Meglio cosi’? Credo di si’, anche perche’ mi stava stretto il passato e non so cosa potra’ essere in futuro… E quel che piu’ colpisce, a parte alcune isolate e “tagliate” voci che trovano poco spazio sui media, e’ quella sorta di compattezza che le istituzioni ungheresi sembrano presentare nell’assecondare le scelte del governo in carica. Istituzioni in cui includo anche i cosiddetti servitori delle stesse: autorità intermedie, amministrative, fino ai poliziotti.
Fin da bambino (sono nato nel 1953), quando piano piano mi sono reso conto cosa aveva significato il nazismo, avendo avuto la fortuna di aver sviluppato un alto senso civico, quello che piu’ mi lasciava “di stucco” era come mai tanti uomini e donne avessero potuto partecipare al tentativo di affermazione di quella ideologia. E restavo attonito quando ascoltavo e mi capitava di frequentare i cosiddetti fascisti locali che, al di la’ delle macchiette che avrebbero rimpianto qualunque cosa fosse appartenuto alla loro gioventu’, non facevano tagli netti con il pensiero e la pratica dei nazisti. Leggevo libri di storia, vedevo film, ascoltavo le storie vive di chi aveva partecipato alla seconda guerra mondiale (tra cui anche mio padre) e anche alcune mitizzazioni della cosiddetta guerra partigiana su cui -forse per fortuna e intuizione- ci facevo gia’ allora la tara. La mia centralita’ era l’essere umano, con un approccio che, andando avanti col tempo, era sempre meno confessionale. Come poteva un essere umano, figlio di un padre e di una madre, nipote di nonni, marito di donne che adoravano e con cui si riproducevano, amanti della musica e del vivere cordiale, obbedire ad ordini cosi’ raccapriccianti? Certo -mi rispondevo- chi fa il soldato o il servitore dello Stato ha come prioritario scopo l’obbedire, non importa a cosa: obbedire. E quante volte l’ho sentito da parte dei soldati di questo o quell’altro esercito (non necessariamente in armi). Non era un qualche pensatore dell’antica Roma che aveva esplicitato una frase che ancora oggi (pur -per fortuna- in modo diverso) viene ancora usata: dura lex, sed lex? Ma questo non mi convinceva mai, perche’ lo associavo all’altro detto latino medievale “mors tua vita mea”, che mi evocava (e mi evoca) barbarie e incivilta’. Da qui quanto evocato nel titolo di queste righe -l’obbedienza e’ solo una virtu’?-, grazie all’applicazione del quale, da parte di uomini e donne anche coraggiosi, in Italia e non solo abbiamo raggiunto livelli di civilta’ umana e giuridica in tempi che per velocita’ la storia ci aveva insegnato essere impensabili. E di muri, a partire da quello della Cina e d quello di Berlino, ne sono caduti, anche se altri, oltre a quello ungherese, ne sono stati costruiti.
Torniamo all’Ungheria. Dover parlare di nazismo et similia non e’ opportuno, e sarebbe fuorviante. Mentre mi sembra opportuno ricordare quei principi civici e umani che ispirano noi bipedi silenti; principi che, nella mia fattispecie, mi si sono formati come ho descritto sopra e, di conseguenza, non posso non evocarli per capire il presente e pormi alcune domande. Che sono:
Ma un poliziotto ungherese, come si sente quando pattuglia le reti e i reticolati con dall’altra parte persone che chiedono aiuto? Possibile che esiste solo il senso del dovere, lo stipendio a fine mese che probabilmente servira’ anche a dar da vivere a dei pargoli? Certo, se erano rarissimi i tedeschi che a meta’ del secolo scorso avevano avuto qualcosa da ridire sul nazismo, perche’ stupirsi? Sembra non siamo serviti quasi cento anni trascorsi, con l’umano che e’ andato sulla Luna, con quasi ovunque tutti gli esseri umani che hanno uguali diritti e doveri, anche se si continua a morire di fame ed e’ sopraggiunto l’avvelenamento da incuria, distruzione e avvelenamento ambientale. Ma i poliziotti ungheresi sono li’, a qualche centinaio di chilometri nelle nostre case, il loro governo fa parte integrante dell’Unione Europea, sulla loro pelle hanno vissuto tragedie note a tutti…. eppure, indefessi, vivono la loro obbedienza come una virtu’. Forse hanno dei mal di stomaco bincredibili quando fanno le loro pattuglie di fronte ai disperati che fuggono da guerra, fame e disperazione, ma probabilmente faranno buon uso di efficaci antidolorifici (premi sugli stipendi?). Sono fatto male io? Mi manca il senso dello Stato? Sono una persona “tutto diritti” e “niente doveri”? Non lo so. Comunque provo molto, ma proprio molto disagio che, piu’ si va avanti, si trasforma in arrabbiatura per meglio esserci, per invitare a disobbedire. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Perseverare diabolicum

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 marzo 2012

Errare humanum est, perseverare diabolicum. E’ quanto sta accadendo agli italiani che non sembrano fare tesoro del loro passato recente che è partito con il piede sbagliato nel ricercare l’unità del Paese. Da allora ha incominciato a darsi dei governi fantoccio intrisi di corruzione e di logiche clientelari e che, si è concluso regalando, alla dittatura fascista, l’intero paese per la litigiosità delle opposizioni. Un’esperienza finita tragicamente con un bagno di sangue e una guerra fraticida carica di distruzioni. Il poi è stato edulcorato da una democrazia incapace di avere una forza politica di alternanza. E abbiamo vivacchiato sino alla caduta del muro di Berlino che ha sancito di fatto la fine della guerra fredda e dell’Urss. E’ seguita la primavera di “mani pulite” nella sua battaglia contro la corruzione che aveva nella politica il protettore più autorevole ma ciò non ci ha impedito di finire nuovamente tra le braccia di un novello imbonitore. Ad opporsi i soliti partiti che avrebbero potuto evitarci le sue esternazioni e la sua scalata al potere, se solo fossero riusciti a marciare uniti ed invece è prevalso il divide et impera. Ora ci risiamo. Un altro governo che per difendere gli interessi di pochi non si fa scrupolo di accanirsi contro le classi più deboli e i partiti che fanno? Tramano solo per spartirsi una fetta di potere, costi quel costi. E il popolo sta lì come inebetito a far trastullare i sondaggisti che lo danno favorevole a chi mette le mani nelle loro tasche e gli ruba l’aria per respirare. Siamo diventati “l’anitra zoppa” della democrazia compiuta, siamo diventati il laboratorio di una logica capitalistica che non accetta i valori della vita nella sua accezione universale. E’ un privilegio di casta, riservato a pochi. Agli altri, al massimo, sono riservate le briciole. E’ la nuova schiavitù delle masse. E’ la sua cultura masochista. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Consigliere per gli italiani nel mondo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 giugno 2011

“Non finiamo mai di stupirci quando si tratta di Governo e Italiani nel Mondo. Ultima trovata berlusconiana l’istituzione di una carica nuova di zecca, “Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri per gli italiani nel Mondo” affidata oggi come contentino a quello stesso senatore che fino a ieri minacciava il Governo per una presunta promessa di poltrona da sottosegretario, mai arrivata. Non sarà proprio quella, ma questa di oggi sempre poltrona è”. Lo dichiara ironico Aldo Di Biagio, deputato Fli in una nota. “Che ruolo dovrebbe avere questo Consigliere? Quale regolamento lo prevede? E’ previsto un emolumento, un ufficio? – evidenzia – tutte domande a cui il Ministro degli Esteri sarà chiamato a dare risposte con un’interrogazione a breve presentata in Commissione esteri”. “La cosa ancora più simpatica è che questo signor Senatore oltre ad essere stato misconosciuto dagli stessi italiani nel Mondo del PdL non ha fatto mai nulla per loro – sottolinea – niente emendamenti, atti o proposte di legge, di tanto in tanto qualche minaccia coadiuvata da comunicati incomprensibili ai più, ma sappiamo che in tempi di degrado politico ed intellettivo questi valgono più che mille tavoli tecnici sulla riforma del voto all’estero”. “Qualcuno le definisce uomo di relazione, di quelli di cui il Premier ama circondarsi – spiega – ma ferme restando le esigenze relazionali del nostro Premier, il menefreghismo maturato in questi anni nei confronti dei nostri connazionali merita qualcosa in più che una poltrona, con annessi benefit, a chi di italiani nel mondo non si è mai interessato più di tanto. Questo è uno schiaffo morale nei confronti di chi crede che sia possibile ancora recuperare quanto di buono lega il nostro Paese all’altra Italia, quella oltre confine”. “Con questa nomina farsa – conclude Di Biagio – Il Governo mette una lapide sulle politiche a sostegno degli italiani nel Mondo, ridicolizzandole e ridimensionandole a livello di mero oggetto di scambio tra portatori di interessi di parte”

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Attacco ai giudici

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Dichiara Il Presidente Paolo Bolognesi unione vittime per stragi: “Apprendiamo dagli organi di stampa che il Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi avrebbe definito il comportamento dei Pubblici Ministeri ” Brigatismo Giudiziario”  Crediamo sia opportuno sottolineare che richiamare, per un potere dello Stato che compie il proprio dovere, l’operato dei terroristi delle brigate rosse sia indegno di un’alta carica dello stato. Ricordiamo al Presidente del Consiglio che sono oltre 10 i magistrati uccisi in servizio dai terroristi brigatisti – nelle varie sigle – e dai terroristi di destra dei NAR. A questi vanno aggiunti i magistrati uccisi da mafia e criminalità comune.  Ricordiamo al Presidente del Consiglio la sua appartenenza alla loggia massonica P2 – tessera n. 1816. Ricordiamo che questa loggia e suoi accoliti si sono distinti per i depistaggi sulle stragi, per sovvenzioni alle bande armate neofasciste e nella corruzione del nostro Paese.Ricordiamo anche che il gran maestro di questa loggia Licio Gelli è stato condannato a 10 anni per depistaggio con sentenza passata in giudicato nel processo per la strage di Bologna. Ove per mano di terroristi fascisti 85 innocenti vennero uccisi e 200 furono feriti.

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Barbara Mapelli: Sette vite come i gatti

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Generazioni, pensieri e storie di donne nel contemporaneo. Prefazione di Carmen Leccardi Stripes Ed. Collana Polis pp. 180 € 16,00 Sono passati quarant’anni dalla stagione iniziale – e forse più interessante per la sua carica straordinaria di  rottura e radicalità – del Movimento femminista e le donne sono cambiate.
Sono-siamo cambiate innanzitutto nella percezione che abbiamo di noi stesse, nelle attese legate al presente, al futuro, nella vita affettiva e privata, nel sociale e nel lavoro, nelle relazioni con gli uomini, ma anche con le altre donne. Negli anni della contemporaneità questa rottura con un immobilismo che durava da secoli mostra tutto il suo valore di trasformazione e, al contempo, le ambivalenze che accompagnano un mutamento così profondo che non può che presentarsi ricco di molteplici contraddizioni.
Barbara Mapelli da molti anni si occupa di educazione e culture di genere.
Attualmente insegna Pedagogia delle differenze di genere presso l’Università di Milano Bicocca, facoltà di Scienze della formazione. Oltre alla docenza si occupa, collaborando con enti pubblici e privati, di progettazione, consulenza e realizzazione di ricerche, attività formative e di aggiornamento sui temi delle pari opportunità e delle culture di genere.
Ha pubblicato numerosi volumi, articoli in riviste specializzate e saggi in testi collettivi. Tra le sue ultime pubblicazioni: Soggetti di storie. Donne, uomini e scritture di sé (2008), Dopo la solitudine. Pedagogia narrativa tra donne e uomini (2007, Mimesis), Guerini), Nuove virtù. Percorsi di filosofia dell’educazione (2004, Guerini).

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Il Coisp incontra Fini

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2011

Il Sindacato Indipendente di Polizia COISP ha incontrato il Presidente della Camera dei  Deputati, on. Gianfranco Fini. All’incontro con la terza carica dello Stato erano presenti il Segretario Generale del COISP Franco Maccari, il Segretario Generale Aggiunto Domenico Pianese, ed i Segretari Nazionali Sergio Bognanno e Mario Vattone. Il principale argomento di discussione ha riguardato l’ultima manovra finanziaria, che penalizza l’intero comparto Sicurezza e Difesa, contro la quale si è levata negli scorsi mesi la forte protesta delle Forze dell’Ordine. I vertici del COISP hanno anche illustrato al Presidente Fini le numerose iniziative in atto, in particolare la protesta contro il film di Michele Placido sulla vita del criminale Vallanzasca, e gli interventi per richiedere l’estradizione dal Brasile del terrorista Cesare Battisti. Due iniziative di protesta che mirano a tutelare la dignità delle Forze dell’Ordine e la rispettabilità dell’intero Paese, ma soprattutto a garantire il dovuto rispetto delle vittime della criminalità organizzata. Il Presidente Fini ha affermato di seguire con attenzione le iniziative del COISP, volte in generale a tutelare nella sua complessità l’intera categoria degli operatori del comparto Sicurezza e Difesa. Un’azione che sta rivoluzionando il Sindacalismo della Polizia di Stato con una nuova terminologia all’avanguardia, che segna il solco con steccati vecchi non più attuabili. Un’attenzione che il Presidente Fini ha evidenziato anche nel suo discorso politico a Mirabello, lo scorso mese di settembre, nel quale ha espresso una grande amarezza per il fatto di aver visto il Sindacato di Polizia dover esporre le sagome dei poliziotti pugnalati alle spalle sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia. L’incontro si è svolto in un clima di grande cordialità:  il Segretario Generale Franco Maccari ha fatto notare al Presidente Fini che il dito alzato come simbolo di ribellione “ad una caserma”, lui lo aveva alzato qualche anno prima, insieme a tutta una comunità umana di riferimento, per ribellarsi ad una forma di ingessatura verticistica e burocratica nella quale venivano letteralmente uccisi i valori di libertà e autonomia, per dare poi rinascita e forza al COISP. Al termine dell’incontro, al presidente Fini è stata consegnata una copia del mensile ufficiale del COISP “Sicurezza & Polizia”.

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Neo presidente Società Italiana Glottologia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2010

Nel corso del 35° Convegno nazionale della Società Italiana di Glottologia (S.I.G.), conclusosi giorni fa a Napoli, presso l’Università degli Studi l’Orientale e dedicato all’Etimologia, Stefania Giannini, professore ordinario di Glottologia e Linguistica e dall’ottobre 2004 rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, è stata eletta Presidente nazionale della Società.  Stefania Giannini, che succede a Paolo di Giovine dell’Università La Sapienza di Roma, entrerà in carica a partire dal 1 gennaio 2011. Nel triennio 2001-2004, nell’ambito del Direttivo della Società,  aveva ricoperto la carica di consigliere, e nel triennio successivo quella di Segretario.
La Società Italiana di Glottologia (SIG) è stata fondata nel 1970 allo scopo di promuovere gli studi e le ricerche nel campo delle scienze del linguaggio e di favorire l’insegnamento delle discipline linguistiche a livello universitario. Rappresenta a tutt’oggi un vero e proprio baluardo scientifico negli studi sulle lingue naturali e sul loro rapporto con i tre fattori che ne determinano la natura e l’evoluzione: il tempo, lo spazio e la società. <<Nel presente – ha commentato Giannini dopo la sua elezione – il ruolo della Società Italiana di Glottologia  deve essere quello di stimolatore culturale sui fenomeni linguistici, sempre con lo sguardo rivolto al rigoroso ossequio della scientificità dei criteri d’indagine >>.

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Affini diversità: Forlani, Marini e Schiano

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Arezzo fino al 9/10/2010 via Guglielmo Oberdan, 30 Inaugurazione 18 settembre ore 18
a cura di Daniela Meli  L’esposizione, ad ingresso libero, resterà aperta fino al 9 ottobre 2010, secondo i seguenti orari: dal martedi’ al venerdi’ dalle 17.00 alle 19.45; il sabato dalle 16.30 alle 19.45; la prima domenica del mese dalle 15.30 alle 19.45; chiuso lunedi’.  Magistrali acquerelli, palpitanti e delicati, di piccolo e grande formato, parallelamente ad intensi e materici dipinti ad olio, dalla potente carica espressiva, concorrono a svelare le diverse sensibilità delle tre artiste, protagoniste esclusive della rassegna.  Silvia Forlani, alla sua seconda partecipazione espositiva presso la galleria RiElaborando (nell’ambito della collettiva “Cronache quotidiane” marzo-aprile 2010), e Nadia Marini trasfondono sulla carta i loro pensieri pittorici indagando i molteplici aspetti del reale. Attraverso colori tenui, stesi a pennellate leggere, restituiscono la bellezza della natura, in forma luminosa e serena: a volte, allargando il raggio della visuale, altre volte, stringendo il campo su di un dettaglio minore, in ogni caso, sempre con freschezza, sia d’invenzione che di tocco. (affini diversità)

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Susy Fuccillo in Rai con Carlo Conti

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 settembre 2010

E’ diventata una grande professionista in tre anni di lavoro e grazie ad una crescente popolarità che ne fa uno dei personaggi più noti di ‘Amici’ di Maria De Filippi , ‘la più bella di Amici di sempre’, l’incantevole Susy Fuccillo è  ora nel cast de ‘I Migliori Anni’ di Carlo Conti, come ballerina.
Sul sito del fotografo, http://www.albertomagliozzi.com, Susy si destreggia in tutta le sua incredibile carica sensuale, tra dive consumate come Mirina Trevisan e Stefania Orlando, Eva Henger e la stessa Arcuri.
Gli ultimi tre anni per Susy sono stati fondamentali: ‘Tre anni meravigliosi. Ho lavorato tanto. Centinaia di serate ed eventi. Un calendario di grande successo internazionale ‘Angeli 2009′ dedicato all’attrice Lucia Bose’. Due premi come ballerina dell’anno a Sanremo per ‘Danzare per laVita-Unicef’ di Deyla e Tony Del Core, tanto teatro da attrice e ballerina con Portamitanterose.it di Maurizio Costanzo e Natale al Reality. Un’esperienza teatrale come ballerina con ‘I Ditelo Voi’ di Colorado. E poi questo prestigioso lavoro fotografico ‘Italian Beauty for Haiti’ con il grande Alberto Magliozzi, un fotografo che mi ha fatta sentire protetta ed amata. Abbiamo girato nell’incantevole Sabaudia presso il complesso ‘Oasi di Kufra’, sotto Natale, in un’atmosfera da sogno (fonte Press Office Daniela Lombardi 3)

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Auguri al generale Rossi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

“Rivolgiamo i nostri più sinceri auguri al generale Domenico Rossi per la prestigiosa carica alla quale è stato nominato e cogliamo l’occasione per invitarlo a lasciare gli incarichi di presidente del Cocer Esercito ed Interforze per evitare che i già limitati poteri degli organismi rappresentativi possano essere ulteriormente esposti da possibili condizionamenti che inevitabilmente ne deriverebbero dall’assolvimento dell’incarico di sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito. Lo dichiarano il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), e Luca Marco Comellini segretario del Pdm. (On. Maurizio Turco, deputato radicale, cofondatore del Pdm Luca Marco Comellini, segretario del Pdm)

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Cambio del comandante militare della capitale

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 agosto 2010

il giorno 10 agosto 2010 alle ore 10.00 presso la caserma “Scipio Slataper”, il Generale Domenico Rossi cederà il comando del Comando Regione Militare Centro e Comando Militare della Capitale alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Generale Giuseppe Valotto, Al suo posto subentrerà ad interim il Generale di Divisione Giuseppe Pilosio. Il Gen. C.A. Domenico Rossi assumerà la carica di Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito. Nel corso della sua carriera militare, iniziata presso l’Accademia Militare di Modena dove ha frequentato il 151° corso per allievi Ufficiali, il Generale Rossi ha ricoperto molteplici incarichi di comando presso le Unità operative dell’Esercito, alternati a incarichi di Stato Maggiore.  Il Generale Rossi ha mantenuto la carica di Presidente del Consiglio Centrale di Rappresentanza Militare dell’Esercito ed Interforze ed è insignito dell’onorificenza di Commendatore del’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.  Il Generale Domenico Rossi succede al Generale Carlo Gibellino, nominato Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa.

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La religione che uccide

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

(Nexus Edizioni), giugno, 2010. 517 pagine, 130 immagini, € 25  Un libro che ripercorre la storia dei crimini più efferati del cattolicesimo dall’antichità fino ad oggi. Che cerca di porgere l’orecchio alle principali eresie medioevali che lanciarono, insieme con Federico II di Svevia, il primo messaggio di libertà al mondo, motivo per il quale fu assassinato dal servizio segreto papale. Che recupera la grande civiltà millenaria araba, grazie alla quale le conoscenze del passato ci sono pervenute con tutta la loro carica rivoluzionaria. Che va a curiosare nella vita privata, nei sotterfugi politici e nelle orge sessuali che si tenevano entro le mura del Vaticano. Che presenta le falsificazioni storiche dei vaticanisti. Che svergogna senza mezzi termini la vendita dei “primi posti in paradiso”. Che analizza la veridicità dei vangeli romani, scritti a tavolino dalla famiglia Pisone, da Plinio il Vecchio e da Seneca. Che esamina il rapporto fra stato e chiesa nei secoli. Che narra la storia segreta delle crociate e i motivi politico-religiosi che mossero quella devastante contro i Catari. Che descrive il calvario dei “desaparecidos” di ieri e di oggi e l’appoggio che Wojtyla e lo IOR hanno dato ai dittatori latinoamericani affinché reprimessero La Teologia della Liberazione. Che racconta delle principali accuse lanciate dal Grande Inquisitore Ratzinger contro i teologi libertari, quali Drewermann, Balasuriya, Küng, Boff ed altri. Che chiarisce il cancro della pedofilia che attecchisce nelle Chiese di tutto il mondo e dell’Italia, proponendo tale malattia come l’essenza della ritualità cattolica: il sacrificio dell’innocente! Che comunica, contro i mezzi di disinformazione di massa, come in tempi recenti, l’opusista Berlusconi abbia fatto approvare il cosiddetto Decreto Salvapreti con norme analoghe al più fosco passato: non è permesso ai giudici mettere sotto controllo il cellulare di un sacerdote pedofilo se non si ha preventivamente l’autorizzazione del vescovo, del cardinale ed infine del papa. Che ricorda che, quando Ratzinger è stato eletto papa era indagato, insieme col suo braccio destro Tarcisio Bertone, nuovo segretario di Stato del Vaticano, per “cospirazione contro la giustizia”, in quanto costoro avevano coperto i casi di pedofilia clericale negli States.  In definitiva un libro che spiega come  Il vero spartiacque per la comprensione della storia è costituito dal Vaticano e non dalla politica.

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Lugli riconfermato preside della facoltà di economia

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 giugno 2010

Parma. Si è svolto il secondo turno di elezioni per la carica di Preside della Facoltà di Economia per il quadriennio 2010-2014. Su 92 aventi diritto al voto hanno votato in 75. In questa seconda giornata di votazioni era richiesta la maggioranza assoluta dei presenti, vale a dire 38 voti. La Commissione elettorale, presieduta dal Decano della Facoltà di Economia, Prof. Giuseppe Galassi, ha comunicato il seguente risultato: Prof. Gianpiero Lugli 53  Prof. Alberto Guenzi 3 Prof. Paolo Andrei 2 Prof. Augusto Schianchi 2 Schede bianche 15 Il Prof. Gianpiero Lugli è stato così riconfermato nella carica che ricopriva dal novembre 2006, e rimarrà in carica come Preside della Facoltà di Economia fino al 31 ottobre 2014.

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Auto blu? Brunetta non le sa contare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 Mag 2010

Ci domandavamo che fine avesse fatto. Dopo il flop micidiale come candidato sindaco a Venezia, il ministro Brunetta è sparito per un bel pezzo. Probabile choc da fallimento. Non che sentissimo la mancanza delle sue sparate, per carità, ma oggi, per superare la fase post-depressiva da sparizione dai giornali, è tornato alla carica, annunciando battaglia contro le auto blu, un evergreen che serve sempre a restituire smalto a chi è appannato e che, seppure non risolvi, nessuno te ne verrà mai a chiedere conto. Cosa ha in mente di fare il signor Ministro per ridurre drasticamente le 624.330 auto blu d’Italia, record mondiale assoluto?…. (Massimo Donadi)

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ll caso Delbono a Bologna

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

“Il primo cittadino bolognese ha cercato di difendersi, ma non ha avuto scelta visto l’imbarazzo creato nel centrosinistra. La situazione è ora molto delicata e le dimissioni scontate se si fa della questione morale un cavallo di battaglia”. Queste le parole del responsabile per l’Emilia Romagna dell’Italia dei Diritti, Massimo Cascone, circa lo scenario politico apertosi dopo le dimissioni annunciate di Flavio Delbono, sindaco di Bologna. Lo scandalo è scoppiato quando la magistratura ha posto Delbono sotto indagine per peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata per possibili abusi nei confronti della pubblica amministrazione quando ricopriva la carica di vicepresidente e assessore al bilancio della Regione. Cinzia Cracchi, l’ex fidanzata, avrebbe infatti informato terzi di viaggi di piacere a spese della Regione, di auto blu usate per motivi personali e dell’esistenza di un bancomat attraverso il quale potevano essere prelevati mille euro al mese. “Le accuse dall’opposizione a mezzo stampa sono state dei veri e propri attacchi che hanno gonfiato il caso e portato lo stesso centrosinistra a voler mettere da parte Delbono – continua l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro -. Dopo il caso Marrazzo e Vendola, non si poteva rischiare di mandare avanti un candidato indebolito da un’inchiesta giudiziaria ma il risultato, ad oggi, è solo una Bologna incerta sul proprio futuro”. Le strade percorribili sembrano diverse. Per evitare il commissariamento l’alterativa è votare a maggio grazie ad un emendamento al decreto Milleproroghe. “Ufficialmente le indagini non sono state chiuse e, se si trattasse veramente di una diaria di 400 euro percepita per sbaglio, l’accusa sarebbe di lieve entità – ribadisce Cascone -. Ad oggi non esiste un candidato forte del centrosinistra che possa fronteggiare l’opposizione, sebbene Bologna vanti una lunga tradizione rossa. Ma se si continua a mettere la questione etica davanti ogni cosa e a farne da scudo contro il centrodestra – conclude – è ovvio che l’epilogo di Delbono fosse scontato”.

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Brunetta, ovvero come farsi pubblicità

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2010

Attraverso quali canali passa la pubblicità? Quelli della televisione, della radio, di Internet e dei giornali, risponderebbero all’unisono i bambini della prima elementare. Questo assioma deve essere ben presente nella mente del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, il quale deve aver pensato come farsi pubblicità, visto che è anche candidato alla carica di sindaco di Venezia. Spararle grosse, cosi’ da ottenere l’attenzione dei media? Ottima idea! Cosi il nostro ministro ha pensato, “provocatoriamente” di far sloggiare, dal dorato e mollacchioso vivere quotidiano delle calde abitazioni familiari, i giovani che tardano ad uscire di casa. Per legge, dice. Cosi’ arrivano mezze pagine di giornali, interviste radio e tv e si accende il dibattito in Internet. Il nostro ministro rincara la dose e propone 500 euro ai giovani che vogliono abbandonare il tetto domestico. Altro profluvio di pubblicita’, come prima, e tutto gratis! Ogni abitante di Venezia sa chi è il ministro e il candidato a Sindaco. Idea geniale. Noi vorremmo altro da un ministro alla Funzione Pubblica, che pubblica sarà ma di funzione ha poco. Il nostro desiderio e’, ovviamente, del tutto secondario. (fonte Aduc)

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La differenza tra Pd e Pdl

Posted by fidest press agency su sabato, 26 dicembre 2009

Editoriale fidest. Vorrei parlare solo di una circostanza che penso possa aver influito sui voti elettorali, per un 5%, secondo alcuni sondaggi d’opinione. Mi riferisco alla leadership e alla tendenza di alcuni italiani di giudicare la tenuta di un partito in base alla figura del loro leader. Berlusconi, ad esempio, è da 15 anni che si propone ed è diventato, in pratica, un punto di riferimento costante nel tempo, una sorta di valore aggiunto per il suo movimento. Non si può dire la stessa cosa per il Pd che, in altrettanti 15 anni, è passato da Prodi ad Amato e poi D’Alema e ancora Prodi e, quest’ultimo, mentre era in carica da presidente del consiglio, già si proponeva un suo successore in Francesco Rutelli e poi alla fine, con l’ultima tornata, si è passati da Walter Veltroni a Franceschini e a Bersani. Non entriamo nel merito delle ragioni che hanno determinato questa diversità che per il Pd significa maggiore democrazia interna, rispetto per il voto delle primarie e necessità di contemperare gli equilibri interni e se vogliamo i giochi di potere che nelle ultime primarie sono apparsi evidenti poiché parliamo della recente fusione di due partiti di diversa estrazione ideologica. Ma la differenza tra il Pd e il Pdl è ancora più marcata in quanto Berlusconi si è posto come unico interlocutore mentre gli altri hanno dovuto giocare di rimessa. Per questi ultimi gli argomenti andavano affrontati con cautela, meglio dire e non dire, e una volta al governo del paese sono rimasti ingessati dai veti incrociati dei loro alleati. Ora mettiamoci pure nei panni di un elettore che pur critico con il Centro destra si è reso conto che trovandosi nella spiacevole posizione di chi si trova tra l’incudine e il martello ha preferito subire il colpo meno duro anche perché il centro sinistra nei suoi brevi sprazzi al governo non si è caratterizzato per la sua attività rispetto all’opposizione. Non ha mostrato di capire gli umori elettorali. Ancora oggi fa un uso limitato della comunicazione mediatica per la sua incapacità di proporsi con idee e programmi chiari. Bersani per quanto possa avere molti meriti, è percepito dagli elettori come chi cerca di gestire il salvabile ma non ha la grinta del leader. Con lui si resta all’opposizione. Il suo destino sarà di rimanere compresso tra personaggi più intraprendenti come lo sono Pier Ferdinando Casini, Antonio Di Pietro, lo stesso Fini e Francesco Rutelli. E non è detto, alla fine, che il Pd si sgonfierà da solo perdendo pezzi sempre più importanti per quella che potrà diventare l’accoppiata vincente Casini-Rutelli e per quella loro idea di catturare gran parte delle forze di centro ivi compresa un frangia degli elettori del Pdl. Questo perché già si pensa al dopo Berlusconi e all’idea che affascina molti di fare terra bruciata con il passato. Chi ce lo ricorda diventa automaticamente obsoleto e dovrebbero capirlo i “mostri sacri” che continuano a fare le eminenze grigie nei corridoi del Palazzo. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Marco Venturini nominato presidente Aiom

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2009

Marco Venturini è il nuovo presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica. È stato nominato nell’XI Congresso nazionale della Società scientifica di Milano, che ha visto la partecipazione di oltre 3.000 oncologi da tutta Italia. Giovanni Bernardo, Direttore dell’Oncologia Medica dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia è il nuovo segretario nazionale e Maria Teresa Ionta, dell’Oncologia Medica dell’Università di Cagliari è stata riconfermata tesoriere, dopo aver già svolto questo ruolo nel biennio scorso. Francesco Boccardo, il presidente uscente, assume la guida della Fondazione AIOM mentre presidente nazionale di AIOM in carica è da ieri il prof. Carmelo Iacono. Il prof. Venturini, che diventa da oggi membro della giunta e sarà presidente a tutti gli effetti dal 2011, è nativo di Massa Carrara e ha iniziato la sua carriera all’IST di Genova dove è rimasto per 20 anni. Dal 2006 è Direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale Negrar di Verona, diventata una fra le strutture di riferimento per l’intero Paese. 55 anni, sposato, due figli, riveste da 10 anni incarichi nel Direttivo AIOM, di cui è stato segretario nazionale nel precedente mandato. “È per me un grande onore poter guidare la più rappresentativa Società di oncologia italiana – ha commentato ancora emozionato il neo-presidente -. Società che considero un’Istituzione indispensabile a determinare il progresso delle conoscenze e delle competenze dei clinici, a maggior beneficio dei pazienti. In questi due anni affiancherò il presidente Carmelo Iacono cercando di dare continuità a quello che AIOM ha realizzato, in particolare nella collaborazione con le Istituzioni e con le altre Società scientifiche per una visione complessiva della lotta al cancro, che tenga conto anche delle ricadute sociali di questa malattia”.  Nel Congresso di Milano, è stato nominato anche il nuovo direttivo composto da Stefania Gori (Perugia), Car¬mine Pinto (Trieste), Valter Torri (Milano), Massimo Aglietta (Torino), Giovanni Condemi (Siderno – RC), Ro¬berto Bordonaro (Catania), Paolo Marchetti (Roma), Paolo Carlini (Roma). “Sono certo – ha commentato il presidente Iacono – che il nuovo direttivo sarà in grado di tener fede alle alte aspettative che l’oncologia italiana si è guadagnata e che il Viceministro della Salute, prof. Ferruccio Fazio, ci ha riconosciuto anche in occasione del suo intervento al nostro congresso”.

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Una notte silente

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 agosto 2009

(edizioni fidest: racconti brevi di Riccardo Alfonso) Questo capitolo si carica di una menzione tra il “fantastico e il reale”. Non dipana il suo racconto intorno al caminetto. Non è il luogo dove si ritrovano dei bambini con il naso in su ad ascoltare un racconto del nonno.  E’ una vicenda che riguarda l’autore e un suo misterioso interlocutore. Due avvenimenti che toccano il mondo degli adulti per quanto possa caricarsi di quel tanto di fantastico che può avvicinarsi alla fantasia dei giovani, a una pagina che attrae coloro che si appassionano delle verità soprannaturali. Esiste, in proposito, una vasta letteratura fantascientifica, dove autori con varie sensibilità e conoscenze scientifiche, pensiamo ad Isaac Asimov, hanno fatto la loro fortuna raccontandoci storie che, alla maniera di Verne, possono avvicinarsi alla realtà nel corso degli anni a venire. Quello che manca, allo stato attuale, è la “prova provata”, cioè la verifica scientifica, che ci permette di avere, di là di ogni ragionevole dubbio, una certezza.  Questo è il caso che propongo oggi con il suo alone di “evento inspiegabile” e lascio che sia la sensibilità e l’intuito del lettore a trarne un giudizio di merito. E’ il racconto di una conversazione sullo stato dell’arte dell’umanità, del come una “entità sconosciuta” valuta il comportamento umano con un terrestre e si sofferma su alcuni aspetti considerati incomprensibili e contraddittori. Vi è pure, da parte mia, la ricerca di una spiegazione soddisfacente sul rapporto che si è instaurato con questa “entità“. E’ un tentativo per spiegare la ragione ultima che mi ha indotto ad attraversare con lui, o con un’argomentazione a parte, i vari elementi della conoscenza, attraverso sia i personaggi più rappresentativi, che noi umani possiamo mettere in campo, sia concorrendo ai riferimenti storico-scientifici per i quali il tema evolutivo della specie ha segnato un passo più deciso. La circostanza più sorprendente è che, alla fine, concordiamo sulle colpe dell’umanità e lasciamo intravedere una consapevolezza condivisa, ma, in pari tempo, incapace di porvi rimedio forse perchè il male è oramai giunto al suo stadio terminale. Per la cronaca posso dire che sono stati quattro gli incontri avuti. Il primo avvenne a Chiasso, il secondo, dopo 5 anni, a Viareggio, il terzo a Roma e l’ultimo a Berna a distanza, in questi ultimi due casi, di un paio d’anni tra l’uno e l’altro.  Altri anni trascorsero prima che mi decidessi di mettere nero su bianco per descrivere i vari momenti che caratterizzarono questi abboccamenti. Lo feci, a dire il vero, con molta riluttanza.  Ero convinto che sia stato oltremodo difficile dimostrare una presenza così anomala tra le esperienze umane. Alla fine m’indussi a farlo con un compromesso. Avrei affermato che era un racconto di fantasia. La possibilità vale ancora.  A questo punto se riprendo nello specifico la storia di Berna, estrapolandola dal mio libro “Le ombre”, è perché la ritengo in assoluto la più interessante e culturalmente impegnativa, almeno per me. E’ una storia che incomincia così: Abbiamo parlato, in quella notte silente, lasciando che affiorasse solo il mormorio delle parole e il chiarore di una lampada e qualche rado piccolo rumore della casa o si avvertisse il passo felpato di un passante dalla vicina strada.  Abbiamo ripassato con i più diversi sentimenti le varie fasi della vita dell’uomo in un excursus storico-critico, a volte acceso da un fiero furore, per le crudeltà rilevate e altre affievolito dal dolore e dalla pena per la triste condizione umana, dinanzi alla violenza della natura e dei suoi simili. In questo miscuglio senza misure predefinite sono scorsi, come un’infinità di flashback, santi e grandi personaggi, bieche figure e serpenti velenosi, faine e cortigiani e insieme si sono mossi, generazione dopo generazione, sino alla vigilia dei nostri giorni per sorpassarci, poi, d’un sol balzo e per proiettarci nel futuro. E’ stato un passato costellato d’errori e caricato da alte dosi di disinformazioni.  Dobbiamo, senza dubbio, a quest’eredità non esaltante, pur essendo inframmezzata da gesta eroiche e nobili che hanno stemperato il dramma nel quale restiamo immersi, se il domani si presenta a fosche tinte. I segni premonitori, purtroppo, non mancano. Lo dobbiamo, probabilmente, alle logiche del consumismo le quali hanno avvelenato le coscienze e inaridito i cuori. E’ scaturita una filosofia di vita priva di calore umano. (parte prima)

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Il nuovo ordine mondiale

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 agosto 2009

Usa, Europa, Russia, Asia… Molti analisti politici indicano l’11 settembre del 2001  come la data che ha posto fine ad alcune comode illusioni degli anni Novanta, come quella secondo cui la politica internazionale era stata soppiantata dall’economia globale o da Internet. Negli anni Novanta da oggi abbiamo visto il dissolvimento dell’U.R.S.S. e della sua stessa carica ideologica ed abbiamo pensato, contemporaneamente, alla possibilità che una Europa in via di unificazione potesse cercare un’identità distinta dagli U.S.A. Quest’ultima eventualità è stata vanificata proprio lo stesso undici settembre con l’offerta europea di unirsi alla campagna diplomatica e militare dell’America contro il terrorismo. La Russia è diventata un partner in quella campagna. La Cina ha fornito intelligence. I rapporti con l’India sono divenuti più stretti nonostante l’utilizzo americano delle basi pakistane per la guerra contro l’Afghanistan. Gli U.S.A. hanno fatto persino delle prudenti aperture nei confronti dell’Iran ed in chiave chiaramente anti Iraq. Tutto questo ha persino “tagliato fuori” l’Onu per la sua incapacità di gestire le crisi internazionali e, soprattutto, di esercitare un potere di dissuasione autonomo rispetto alla grandi potenze militari e diplomatiche come gli U.S.A. e la Gran Bretagna. Dobbiamo, quindi, arguire che il terrorismo tende di più a favorire i grandi interessi egemonici del capitalismo che a contrastarli, così come in politica a far emergere

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