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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘carisma’

Il carisma dell’unità e il ministero petrino

Posted by fidest press agency su domenica, 10 febbraio 2019

Roma 27 febbraio 2019, ore 18:00 Pontificia Università Gregoriana Piazza della Pilotta 4. Quest’anno accademico 2018-2019 offre al Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici della Pontificia Università Gregoriana l’opportunità di onorare, nel 50esimo anniversario della sua morte, il contributo dell’eponimo Agostino Bea “Il Cardinale dell’Unità”. Nel corso dell’Anno del Cardinal Bea, una serie di conferenze serali sulle relazioni ebraico-cristiane, il dialogo ecumenico e gli studi biblici, celebrerà la vita di questo grande uomo il cui dono alla Chiesa ha aiutato ad aprire la via ad una serie di dialoghi di unità. Il Centro è fiero di presentare questo programma insieme al Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, al Center for the Study of Christianity della Hebrew University of Jerusalem e al Pontificio Istituto Biblico.
Dopo un discorso d’apertura del Prof. Mathijs Lamberigts di KU Leuven che esplorerà il significativo ruolo del Cardinal Bea nel campo dell’ecumenismo, avvierà la discussione della tavola rotonda il Prof. André Birmelé della Faculté de Théologie Protestante of the Université de Strasbourg, illustre Luterano e membro attivo in fondamentali dialoghi ecumenici. S.E. Dr. Maximos Vgenopoulos, Orthodox Metropolitan of Silyvria, of the Ecumenical Patriarchate of Constantinople, il quale si è dedicato ad uno studio approfondito sulla questione del ministero petrino, contribuirà con il suo punto di vista. Il Prof. Angelo Maffeis dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, grande promotore di questo dialogo, sarà la loro controparte cattolica. La discussione sarà presieduta da S.E. Mons. Brian Farrell, LC, Vescovo-Segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.
Perché il Centro Cardinal Bea per gli Studi Giudaici organizza un evento sulle relazioni ecumeniche? Il tema del ministero petrino, cioè il ruolo di un polo centrale di unità per la Chiesa universale e il possibile rapporto che questo ha con il vescovo di Roma, è una prova dei progressi compiuti nel dialogo ecumenico. È uno degli argomenti più delicati e ha bisogno di essere affrontato con la massima fiducia ed onestà. L’impegno di Bea nell’ambito di questa dimensione del Concilio Vaticano II, ha contribuito a ridisegnare la storia odierna. È sufficiente citare il Prof. Douglas Horton, pastore protestante americano e accademico che il 18 settembre 1965, al Foyer Unitas su richiesta del Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, si è rivolto al Cardinale Bea:”Dovremo aspettare generazioni, se non secoli, prima che le nostre divergenze teologiche e organizzative siano risolte, ma è chiaro che l’amicizia che ci avete mostrato ha preparato il terreno su cui può crescere la riconciliazione. Come teologi dobbiamo chiamare amicizia un fattore non teologico. Teologico o no, l’amicizia ha, senza dubbio, un grande ruolo da svolgere nel futuro della Chiesa. Gli storici possono facilmente indicare sfortunati fattori non teologici, come la rivalità nella sfera dell’economia e della politica, che hanno portato a grandi scismi nella Chiesa. Se ciò è vero, il fattore non teologico dell’amicizia può svolgere il suo ruolo nella reintegrazione della cristianità”. Gli interventi saranno in inglese e italiano e sarà fornita una traduzione simultanea. L’evento è gratuito e aperto al pubblico.

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Cristiani e Musulmani in cammino nel carisma dell’unità

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Castel Gandolfo (RM) dal 19 al 22 aprile 2018. Se ne parlerà sabato 21 aprile dalle ore 16 alle ore 19, nel corso dell’evento “Insieme per dare speranza. Cristiani e Musulmani in cammino nel carisma dell’unità”, promosso dal Movimento dei Focolari, che vedrà la partecipazione di circa 600 persone da 23 nazioni, di fede cristiana e musulmana.
In un contesto sociale segnato, soprattutto in Occidente, dalla paura del diverso, dal pregiudizio e dalla diffidenza che erige muri e da una narrativa che alimenta lo scontro e la separazione, la testimonianza di un impegno condiviso fra cristiani e musulmani uniti per la pace, la solidarietà, lo sviluppo, l’armonia fra persone di fedi, culture e tradizioni diverse, lancia un messaggio controcorrente e getta semi di speranza.
Vivere insieme nella concordia, nel rispetto, nella solidarietà e nella pace si può. E anche lavorare insieme è possibile, condividere obiettivi comuni e cooperare per raggiungerli, senza indebolire la propria identità e il proprio patrimonio di valori, ma nel confronto leale e schietto rafforzando la conoscenza reciproca e il rispetto, privilegiando ciò che unisce rispetto a ciò che divide.
Un cammino che viene sollecitato dal carisma dell’unità di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, e che in esso trova la sua spinta propulsiva. Nel suo discorso nella Moschea Malcolm X di Harlem (New York), il 18 maggio 1997, Chiara, che stringeva con l’Imam Wallace Deen Mohammed e con la comunità mussulmana presente un patto per lavorare insieme per la pace e l’unità, disse: “Ho sperimentato qui una profonda fraternità. È qualcosa di straordinariamente bello che non può essere che opera di Dio. Egli ci ha fatto veramente una sola famiglia per i suoi piani”. E sui fondamenti di questo cammino di comunione spiegò: “La benevolenza, la compassione, o almeno la non violenza, sono presenti in varie religioni. È comune a quasi tutte, anche se con versioni diverse, la cosiddetta Regola d’oro: “Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. Basta questa Regola d’oro per garantire il nostro legame d’amore con ogni prossimo, e basterebbe quest’amore per comporre l’umanità in una sola famiglia”.
Nel solco di quella esperienza e delle iniziative per il dialogo islamo-cristiano che nacquero in vari Paesi, l’incontro prossimo a Castel Gandolfo vuole essere un nuovo passo nel cammino verso la fraternità universale, un segno di speranza per l’umanità.
“L’educazione religiosa è attenzione alla pace”, afferma Adnane Mokrani, docente alla Pontificia Università Gregoriana e al Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (PISAI) e presidente del Cipax, che sarà presente al convegno. “In questa prospettiva non ci deve essere separazione ma solidarietà, collaborazione, unità tra gli uomini di diverse fedi che sono chiamati a lavorare insieme per il bene comune dell’umanità, a servire tutti senza distinzione”.
Per il teologo Piero Coda, Preside dell’Istituto universitario Sophia di Loppiano (FI): “Il disegno di Dio sull’umanità è un disegno di pace, di amore e di unità” e “in tutte le religioni è insita una vocazione alla pace”. E ancora: “questa via del dialogo è la via maestra per essere fedeli al messaggio di Gesù e per contribuire all’unità della famiglia umana”.
In questo spazio aperto interverranno tra gli altri Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, il Cardinal Jean-Louis Pierre Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, Abdullah el Radwan, Responsabile del Centro Islamico Culturale d’Italia, Izzedin Elzir, Imam di Firenze e presidente UCOII, Piero Coda, Preside dell’Istituto Universitario Sophia, Mohammad Shomali, direttore del Centro islamico di Londra. Numerose le esperienze di dialogo e collaborazione feconda che saranno raccontate in questo spazio, come frammenti di unità da moltiplicare.

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Editoriale:Il carisma del “capo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 luglio 2010

Editoriale fidest In questi giorni di evidente difficoltà dell’esecutivo il presidente del consiglio non trova di meglio che mettere in campo la sofferenza di chi si sente assediato da interessi corporativi sempre più forti ma per contrastarli, ci dice, non ha il potere per farlo. Non solo. Cerca di dimostrare che se non ci fosse lui l’Italia andrebbe a catafascio poiché è solo il suo carisma a salvarla. Per quanto siamo stati e restiamo critici per il suo modo di governare e d’inserire motivi di grave turbativa nel sistema Italia, dobbiamo, almeno in parte, dargli ragione. Simuliamo uno scenario dove per un motivo qualsiasi Berlusconi sparisce dalla scena politica. Chi pensate possa sostituirlo e quali possibilità avere di portare avanti sino alla fine del mandato questa maggioranza? Qualcuno potrebbe dire Fini ma si scontrerebbe con il netto rifiuto dei leghisti. E allora? Casini? Di certo no. I veti incrociati crescerebbero a dismisura. E allora un governo di tecnici sotto la guida di Tremonti? Non è certo l’uomo della provvidenza considerando le tantissime antipatie che si porta dietro con la sua manovra economica. Lo sbocco più logico sarebbero le elezioni anticipate. Ma poi? Se continua a vincere il centro-destra dovremmo immaginarci uno scenario politico diverso e forse ingovernabile dove tutti andrebbero contro tutti. I sintomi li avvertiamo già da oggi. Alla fine dovremmo rimpiangere Berlusconi. Ma se vincesse il centro-sinistra la situazione non muterebbe. Manca nell’area un rapporto coesivo in quanto è tuttora conflittuale lo stare insieme tra l’Idv di Di Pietro, i Radicali di Pannella-Bonino, le tre anime sofferenti da Bersani a Franceschini via Enrico Letta e di tutta l’area della sinistra tra Vendola, Ferrero e altri. Ogni partito, a sua volta, non vuole alienarsi le lobby e le corporazioni che potrebbero fare la differenza nel voto politico e questo significa che si resta schiacciati da una deriva dove il clientelismo, il voto di scambio, gli intrallazzi para-mafiosi e via di questo passo si mescolano inquietanti nel dibattito politico dalla destra alla sinistra senza soluzione di continuità. L’unica strada, anche se è tutta in salita, resta quella di un rimescolamento delle carte. Ma come? E’ uno scenario che non riusciamo a immaginarlo con gli ingredienti disponibili oggi. Ecco perché abbiamo Berlusconi e nolenti o volenti dobbiamo tenercelo. Ecco perché il sistema politico italiano resta bloccato. Perché non sappiamo scegliere una alternativa e una leadership in quanto i “galli si pizzicano tra loro e le galline restano all’asciutto”. Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Biografilm Festival

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 maggio 2010

Bologna dal 9 al 14 giugno presso la Manifattura delle Arti (via Azzo Gardino 65). Dopo il viaggio on the road coni padrini dello storico Woodstock, che ha caratterizzato la quinta edizione del festival, Biografilm è pronto per ripartire con una nuova celebrazione: Italia 60 il bello, il Boom, la dolce vita. Saranno infatti i mitici anni ’60 italiani ad essere al centro dell’edizione 2010: dall’arrivo della televisione nelle case degli italiani alle storiche olimpiadi di Roma del 1960 passando per la Hollywood sul Tevere e le leggendarie notti beat del Piper.  Biografilm, attraverso i focus giornalieri, ha scelto di raccontare la vita e le opere di cinque straordinari personaggi dei mitici anni ’60 che, con il loro talento e carisma, hanno lasciato un segno nella storia della cultura contemporanea: John Lennon, Alberto Manzi, le sorelle Giussani, Peter Sellers e Fabrizio De Andrè. Inoltre, come ogni anno, elemento essenziale del festival sarà la selezione ufficiale che metterà in competizione, per il Lancia Award|Biografilm Festival 2010, il Best Life Award|Biografilm Festival 2010 e per l’Audience Award|Biografilm Festival 2010, 10 film dei quasi 400 pervenuti.
Ci saranno anche grandi anteprime e tanti ospiti italiani e internazionali: dal Premio OscarÓ Charlie Kaufman al grande attore e comico Micheal Palin, da Jaco Van Dormael a John Scheinfeld, e ancora Mario Monicelli, Paolo Villaggio, il grande costumista Piero Tosi e molti altri.

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Madre Teresa: Una fede nel buio

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 maggio 2010

Di Greg Watts Edizioni Messaggero Padova Pagg. 192 Euro 15,00 Madre Teresa è un’icona del nostro tempo, un modello di bontà, empatia, carità. Ma quale fu il cammino che fece di Agnes Bojaxhiu, ragazza semplice di un angolo dimenticato dell’Europa dell’Est, una figura di così intenso carisma, di così grande notorietà e influenza? Questa biografia, corredata da moltissime foto, ripercorre la storia di Madre Teresa, della sua vita, da giovane suora determinata che lascia il convento per avventurarsi nelle strade di Calcutta, paladina dei poveri e degli ultimi in tutto il mondo. Seguendo la sua chiamata, Madre Teresa fondò una congregazione attiva in più di 120 paesi: i Missionari della Carità. Con l’espandersi della congregazione, crebbero anche le critiche alla sua ideologia, ai suoimetodi assistenziali, alle sue fonti di finanziamento. Eppure, malgrado le resistenze esteriori e l’oscurità interiore che l’afflisse per un lungo periodo, Ella seppe portare avanti nella fede la sua opera, un’opera che ha toccato innumerevoli vite in tutto il mondo e altrettante ne ha ispirate.
Greg Watts giornalista e scrittore, è responsabile della Fruit of the Vine Media con sede a Londra, una società di consulenza, specializzata in materia di nuovi media e public relations, che si rivolge soprattutto a chiese, scuole, associazioni e piccole imprese. È autore di numerosi testi tra i quali Un lavoratore nella vigna: ritratto di Papa Benedetto XVI.

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Wojtyla e il suo carisma

Posted by fidest press agency su martedì, 16 marzo 2010

“Giovanni Paolo II. Il papa che parlava alla gente” (Paoline) e “Lolek, il giovane Wojtyla” (Paoline), sono due opere fresche di stampa che ci raccontano Karol Wojtyla e ci ricordano la sua figura a cinque anni dalla morte. Il primo lavoro è un libro curato dalla giornalista Sabina Caligiani e mette in primo piano la vitalità e il carisma di Wojtyla. Anche favorito dal suo impegno giovanile nel campo del teatro Giovanni Paolo II si è imposto come grande comunicatore, dimostrando da subito uno stile sciolto, spontaneo, lontano dalle forme classiche a cui le istituzioni ci avevano abituato. Questo libro si accosta alla figura di Papa Wojtyla a partire da questa caratteristica che lo ha reso subito popolare; una caratteristica che non era certamente solo una strategia di comunicazione, ma affondava le sue radici in una visione della storia e della persona di grande respiro filosofico e teologico. Da qui nasceva il suo invito a vivere nella storia senza paura, a scegliere Cristo come punto focale e riferimento ultimo dellavita, a allargare i proprio orizzonti e a coltivare una grande stima per la dignità della persona umana. A ben vedere, tutti temi di grande impatto e forza comunicativa che in lui erano accompagnati da una gestualità che lo rendeva vicinissimo e immediatamente simpatico. L’altro lavoro, Lolek, il giovane Wojtyla, è uno spettacolo teatrale e musicale che, scavando nella memoria, mette in luce aspetti particolarmente significativi della personalità non comune del futuro Giovanni Paolo II; da una parte l’importanza della formazione drammatico-letteraria e l’esperienza del teatro, dove il giovane Karol sperimenta la forza della parola e della comunicazione; dall’altra la sua partecipazione diretta al mondo del lavoro, il valore del rispetto, della giustizia sociale, della dignità umana: tutti elementi che costruiscono la sua straordinaria umanità. I numerosi scritti di Karol Wojtyla, che legano la vita interiore a quella pubblica, la storia mondiale e la biografia personale, sono i riferimenti basilari di questa drammaturgia agile e incisiva, ricca di spunti di regia. La musica e le canzoni, che si alternano nei diversi momenti dello spettacolo, interpretano i codici emotivi dei personaggi ed evocano identità geografiche e culturali, mantenendo una compattezza stilistica dell’opera nella sua totalità. L’opera è un lavoro a tre mani. Il testo teatrale è stato curato da Roberta Nicolai, regista, autrice, attrice, fondatrice e direttrice di Triangolo Scaleno Teatro. I testi della canzoni sono di Daniela Cologgi, che ha al suo attivo più di 50 titoli tra opere teatrali e progetti didattici. Mentre, le musiche, sono di Sandro Di Stefano, che insieme a Daniela Cologgi, ha vinto nel 2009 il “Premio per l’Ambiente Gianfranco Merli”.

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Il lago d’Orta e il turismo religioso

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2009

turismo devozionaleOrta San Giulio (No),  La “Borsa dei Percorsi Devozionali” di Oropa (BI), approda per la prima volta sul Lago d’Orta. L’iniziativa, nata con lo scopo di rilanciare il turismo culturale e devozionale del Piemonte, ha visto l’adesione del Consorzio Cusio Turismo, che accanto ad altri operatori ed enti di promozione ha allestito uno stand presso il Santuario di Oropa, dove Regione e ATL Biella hanno accolto in questi giorni decine di tour-operator e giornalisti. Proprio sul lago d’Orta, meta di flussi sempre più consistenti di turismo religioso, l’iniziativa biellese ha avuto uno strascico significativo. Oltre agli operatori del settore, sulle sponde del piccolo lago novarese, sono infatti arrivati giornalisti spagnoli e francesi, inviati delle riviste Vida Nueva e France Catholique. I giornalisti hanno visitato le località più suggestive, attratti in particolar modo dal carisma spirituale e culturale di luoghi come il Sacro Monte di Orta, l’Isola di San Giulio e il Santuario di Madonna del Sasso. Del resto il Lago d’Orta, nel contesto delle meraviglie culturali e paesaggistiche del Piemonte, costituisce un “sistema” unico al mondo, dove la spiritualità e la cultura si intrecciano con la natura e con il paesaggio, e dove una storia secolare va a braccetto con un industria moderna e rispettosa del territorio. Come sottolinea Andrea Giacomini, presidente del Consorzio Cusio Turismo: “La borsa dei percorsi devozionali è per gli operatori del turismo un appuntamento prestigioso per tutto il territorio. Ricordo che nel 2010 ci sarà l’Ostensione della Sacra Sindone, che porterà in Italia molti stranieri. Il nostro obiettivo è quello di farci conoscere e di portare sul nostro territorio flussi turistici nuovi e possibilmente continui”. Il turismo devozionale è un settore in grado di muovere ogni anno milioni di persone, coinvolgendo una pluralità di dimensioni: in primis la ricerca spirituale, poi la bellezza dei paesaggi e dell’arte, senza dimenticare la necessità personale di serenità e introspezione.  Visitatissima, ad Oropa, la Fiera degli Espositori istituzionali, che ha ospitato al suo interno anche lo stand del Consorzio Cusio Turismo, il quale ha presentato il territorio e le varie iniziative. Spazio inoltre all’enogastronomia locale, con una serie di eventi in grado di far conoscere a giornalisti e operatori le specialità territoriali. A Orta, gli inviati della stampa internazionale hanno potuto degustare il risotto olimpico di Paolo Viviani, chef dell’Hotel San Rocco e vincitore delle Olimpiadi Mondiali del Riso svoltesi a Valencia nel 2006. L’intera iniziativa godeva dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e dei patrocini del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dell’ENIT-Agenzia Nazionale del Turismo e del Touring Club Italiano. (turismo devozionale)

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Il Dio della morte e dell’oblio

Posted by fidest press agency su sabato, 23 maggio 2009

Editoriale fidest. Oggi l’essere umano continua il suo pro e contro Dio al cospetto di una vita che alterna momenti di serenità a profonda tristezza, al dolore e al sorriso, alla forza e alla debolezza. Nietzsche nella Gaia Scienza declamava la morte di Dio mentre la stessa teologia ne denuncia l’oblio ad opera dell’uomo evoluto, eppure nella realtà sembra più vivo che mai. Per padre Turoldo il problema per la società attuale non è tanto se Dio esista o no quanto piuttosto quale Dio scegliere. E’ forse il Dio tempestoso e minaccioso dei gruppi apocalittici e fondamentalisti? E’ forse il Dio delle reiterate teofanie che ama le visioni, i miracoli, i colpi di scena, come vorrebbe un certo diffuso devozionismo? E’ il Dio dell’istituzione o quello del carisma? E’ il Dio panico o il Totalmente altro? E’ il Dio misterioso o semplicemente magico? E’ il Dio storico o più modestamente “tappabuchi” della nostra impotenza, come sospettava Bonhoeffer? E’ il Dio ad immagine e somiglianza dell’uomo o il Creatore Primo e Ultimo, Alfa e Omega, cantato dall’Apocalisse? E’ elencazione lunga. Probabilmente oggi sia l’ateismo sia la fede sono parimenti dei malati gravi perché essi convivono con un uomo che conosce il prezzo di tutto ma ignora il valore vero della realtà. Il futuro delle religioni riposerà proprio in questa consapevolezza. Nella ricerca e nella proclamazione delle verità “ultime” della vita e della morte, del bene e del male, della giustizia e della immortalità. L’impegno concreto è di condurre l’uomo verso l’altro, verso il fratello e l’Altro per eccellenza, il trascendente e senza avvalersi di altri intermediari. (Riccardo Alfonso fiest@gmail.com)

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