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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘carlo calenda’

Le associazioni dei consumatori Sono “fabbriche di polemiche inutili?”

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 febbraio 2019

Le Associazioni dei Consumatori Codici – Centro per i Diritti del Cittadino, Codacons, Acu – Associazione Consumatori Utenti, Adusbef – Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, Finanziari, Postali e Assicurativi, Assoutenti, Ausr – Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi e Lega Consumatori stigmatizzano le dichiarazioni, contenute in un tweet, con cui l’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha definito le associazioni dei consumatori “fabbriche di polemiche inutili”.“Affermazioni inaccettabili – sostengono Codici, Codacons, Acu, Adusbef, Assoutenti, Ausr e Lega Consumatori – un’offesa gravissima a quelle organizzazioni che quotidianamente lavorano per difendere i cittadini, con grande spirito di sacrificio ed a volte con le armi spuntate. Se le associazioni dei consumatori non hanno strumenti adeguati per tutelare i cittadini, infatti, è anche per colpa delle scelte miopi adottate dalla politica. Azioni come quella che Calenda ricorda con orgoglio, quei tagli ai finanziamenti alle associazioni dei consumatori attuati quando era alla guida del Mise. Con quell’iniziativa Calenda ha dimostrato tutto il suo disinteresse nei confronti non solo delle associazioni, ma anche e soprattutto dei consumatori. Li ha lasciati ancora più indifesi contro le ingiustizie che sempre più spesso subiscono. In molti casi, infatti, le associazioni dei consumatori sono l’ultima speranza per i cittadini di avere giustizia e tagliargli i fondi significa privare le persone in difficoltà di un aiuto prezioso. Da Ministro dello Sviluppo Economico Calenda ha perso l’occasione di apprezzare dal vivo il contributo concreto delle associazioni dei consumatori per contrastare la vulnerabilità che colpisce molte persone e intere famiglie”.

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Alitalia: La novella degli stenti… e della vergogna

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

alitaliaChe brutto epilogo quello dell’ex-compagnia di bandiera del nostro Paese. Siamo capaci -noi italiani- di fare in modo diverso o siamo condannati ad esser tali? Eppure, le eccellenze non mancano nella nostra cultura, nella nostra economia, nei nostri imprenditori, nei nostri creatori, nei nostri lavoratori… ma quando c’e’ di mezzo, in modo diretto, la politica, perche’ deve andare tutto cosi’ maldestramente?
La storia e’ quella della vendita di Alitalia. In questi ultimi giorni vicini alla scadenza del governo per la vendita, sembrava dovesse riprendere una certa quotazione per una sorta di onorata continuita’. Cosi’ avrebbe potuto gia’ essere se non ci fosse stato il rifiuto del 2008 di accordo con Klm-Air France del governo Berlusconi (“Alitalia agli italiani”) costato 3,2 miliardi ai contribuenti. E cosi’ ci ha detto che era, in questi giorni, il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda…. ma cosi’ non e’: il gigante franco-olandese ha fatto sapere di non aver fatto nessuna offerta.
Ma che succede? Il ministro Calenda, in genere posato e non “annuncista” a caso, e’ impazzito? Chi glielo aveva detto di questa offerta? Possibile che faccia una figura cosi’ cacina? Boh! Chissa’ se sapremo mai cosa sia realmente accaduto. Prendiamo atto di quello che c’e’. Barcamenati tra l’offerta del gigante tedesco (Lufthansa, che pero’ -l’offerta- sembra vacillare) e quella della lowcost britannica EasyJet (di cui non sappiamo se intende “buttare” Alitalia nella lowcost), la situazione, vista anche la scadenza prossima e il restringimento dei pretendenti con il venire meno di quella che noi riteniamo un’eccellenza, sembra sul disperato-andante.
Ok. A suo tempo (anche tanto tempo fa, prima che fossero buttati via miliardi e miliardi dei contribuenti italiani) abbiamo piu’ volte sostenuto che la soluzione migliore sarebbe stata il fallimento e la conseguente vendita di cio’ che era rimasto per pagare un po’ di debiti… ma noi -si sa- siamo “liberisti selvaggi” (come dicono gli statalisti)…. E intanto ci godiamo le ultime battute di questa novella degli stenti e -colpo finale- l’onta della finta offerta di quelli che -secondo noi- avrebbero potuto dare un certo lustro al passaggio di mano. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Ddl concorrenza: Calenda, cosa da gestire non prudenza

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

calenda-carloIl ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha dichiarato oggi, in risposta a Matteo Orfini, che la fine della maggior tutela nel mercato elettrico è una cosa da gestire con grandissima prudenza perché riguarda 23 milioni di consumatori e proprio per questo ha fatto inserire una nuova data di entrata in vigore.
“Non basta. Il punto va tolto. Anche se giugno 2019 è certo meglio del 2018, non è accettabile che il libero mercato si faccia sulle tasche e sulla pelle di 23 milioni di consumatori. L’articolo va soppresso definitivamente. E’ il principio che è sbagliato! Prima si creano le condizioni per un’effettiva concorrenza e poi si elimina il mercato tutelato, non viceversa!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre, va tolta la condizione capestro, secondo la quale chi non sceglierà nel frattempo il nuovo fornitore del mercato libero, finirà nel servizio di salvaguardia, pagando così il 20/30% in più rispetto a quanto paga finora. Un sopruso bello e buono!” conclude Dona.

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Mercato elettrico: Rischio aumenti dal 20 al 30%

Posted by fidest press agency su domenica, 16 aprile 2017

energia-elettricaIl ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda ha dichiarato oggi, in risposta a Matteo Orfini, che la fine della maggior tutela nel mercato elettrico è una cosa da gestire con grandissima prudenza perché riguarda 23 milioni di consumatori e proprio per questo ha fatto inserire una nuova data di entrata in vigore.
“Non basta. Il punto va tolto. Anche se giugno 2019 è certo meglio del 2018, non è accettabile che il libero mercato si faccia sulle tasche e sulla pelle di 23 milioni di consumatori. L’articolo va soppresso definitivamente. E’ il principio che è sbagliato! Prima si creano le condizioni per un’effettiva concorrenza e poi si elimina il mercato tutelato, non viceversa!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Inoltre, va tolta la condizione capestro, secondo la quale chi non sceglierà nel frattempo il nuovo fornitore del mercato libero, finirà nel servizio di salvaguardia, pagando così il 20/30% in più rispetto a quanto paga finora. Un sopruso bello e buono!” conclude Dona.

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