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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘carlo iacomucci’

Il maestro Carlo Iacomucci invitato tra i dieci artisti Cavalieri alla mostra di Spello

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 Mag 2019

Carlo  Iacomucci.jpgdi Patrizia Minnozzi. Spello (Pg) Sabato 25 maggio 2019 alle ore 17.30, presso la galleria d’arte L’Angolo D’Ombre di Via Giulia 5, avrà luogo l’inaugurazione della seconda mostra di arte contemporanea dal titolo “I COLORI DEGLI INSIGNITI OMRI”(Ordine al Merito della Repubblica Italiana),che si protrarrà fino al 30 giugno 2019.L’evento è stato organizzato dal Cav. Gianluca Insinga, presidente della sezione ANCRI di Foligno, mentre l’allestimento della mostra è a cura del Cav. Aldo Canzi . Tra gli ospiti d’onore anche il Cav. Tommaso Bove, in qualità di Presidente Nazionale ANCRI, a cui si aggiunge il prestigioso supporto e intervento di esperti del Ministero dei Beni Culturali e della Galleria Nazionale dell’Umbria.L’iniziativa rientra tra i compiti statutari dell’Associazione Nazionale Cavalieri al merito della Repubblica Italiana, infatti nell’articolo 5 viene sancita la valorizzazione e la promozione di iniziative d’interesse artistico – culturale, quindi quale miglior occasione se non quella di offrire, al pubblico italiano e straniero, l’arte contemporanea.Le opere esposte raccontano un percorso di vita tra arte, colori e passioni assumendo, quindi, un grande pregio artistico. L’evento, unico nel suo genere, sarà sicuramente vanto non soltanto per la Città di Spello, che lo ospita, ma anche per la Sezione di Foligno che l’ha ideato, voluto e realizzato.Tra gli artisti che daranno lustro all’evento, ci sarà anche il Cav.Uff. Carlo Iacomucci, della sezione ANCRI di Macerata, la cui presenza, è particolarmente gradita, come testimonianza diretta della sua fertile carriera di incisore e pittore. Personaggio eclettico, Iacomucci nel suo lunghissimo excursus artistico, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l’onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico e realistico della natura da difendere.Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che il Maestro Iacomucci ha ricevuto: ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, padiglione Italia per regioni; gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere e di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali con decreto del Presidente della Repubblica. Nel 2017 ha ricevuto il premio “L’Orgoglio Marchigiano” per la sezione cultura.Tutti questi numerosi riconoscimenti, rendono il Maestro Iacomucci il testimonial ideale per portare avanti e mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali. Carlo Iacomucci nasce e studia ad Urbino, vive e opera a Macerata. (foto Carlo Iacomucci copyright)

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Carlo Iacomucci: “La Mano Ribelle”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 aprile 2019

di Patrizia Minnozzi. Quest’anno, in occasione dei suoi 70 anni, Carlo Iacomucci ha fatto un regalo a sé stesso ed ai suoi estimatori, con la pubblicazione di un libro molto particolare e insolito, dal titolo “ La Mano Ribelle”.
Ancora una volta, il Maestro è stato in grado di stupirci, trasformando gli esercizi di scrittura e disegno per curare una fastidiosa patologia della mano, dal nome complicato (distonia di torsione idiopatica), in un’opera d’arte in formato libro, dal titolo” La mano ribelle”. Questa particolare patologia rientra tra le malattie rare ed è conosciuta ai più come “crampo dello scrivano”. Si tratta, nello specifico, di una non corretta funzionalità e comunicazione tra il cervello e la mano, che di conseguenza, agisce da sola e non esegue a dovere gli ordini, come ci si aspetterebbe in condizioni normali.Siamo a conoscenza di vari libri sulla distonia, ma finora, nessuno dei tanti era stato ideato con disegni eseguiti da un artista con distonia della mano e, con questa opera , Iacomucci vuol lasciare una verità o traccia (per rimanere nel suo stile), nella storia delle distonie che, nello specifico, si riscontrano in categorie di artisti quali gli scrittori, i musicisti e gli incisori. In tutto il libro, si nota la presenza molto attiva e preponderante della “mano ribelle” dell’artista e possiamo considerarlo una sorta di gestazione, che si è maturata ed evoluta nel tempo, durante il quale Iacomucci ha esercitato la sua “mano ribelle”.La mano umana ha caratteristiche anatomiche uniche: è un mezzo di espressione e attraverso di essa l’artista svolge il suo personale processo creativo. L’incisore francese Henri Focillon, sintetizzò in una frase del suo raffinato “Elogio della mano” «l’arte si fa con le mani e la mano dell’artista è “mano operaia”.
Il libro di Iacomucci si compone di una quarantina di disegni, realizzati con penne grafiche, punzone e alcune sfumature di grafite e intervallati da parti scritte, dettate dalla necessità di fare esercizio manuale. Ogni foglio ha la pagina numerata, ma soprattutto ha la data ben scritta, in basso, ad indicare il momento esatto della sua realizzazione, che si è protratta nell’arco di un decennio (dal 2008 al 2018). Le pagine sono state più volte rimaneggiate, con l’aggiunta di nuovi elementi, ma in questi “disegni-scarabocchi” o gestualità del segno, troviamo i motivi ricorrenti della poetica di Iacomucci, come ad esempio le gocce o tracce, i personaggi, le linee e l’immancabile aquilone.Da sottolineare che il libro è altamente impreziosito da testimonianze e appunti di importanti studiosi ed esperti di questa particolare patologia. In primis la stessa Sig.ra Flavia Cogliati, Presidente dell’ Associazione Italiana per la Ricerca sulla Distonia – A.R.D. Non mancano, altresì, le testimonianze e, soprattutto, le spiegazioni medico- scientifiche sulla diagnosi e la cura di questo disturbo neurologico, sapientemente esposte dal Dott. Giovanni Flamma, Dirigente Medico Neurologia-Ospedale di Pesaro e dal Dr. Francesco Logullo, Direttore Neurologia-Ospedale di Macerata.
La generosa collaborazione di questi medici, rende il libro ancora più ricco e denso di significato, soprattutto a livello umano e personale.
E’, senza dubbio, un’opera insolita e unica nella sua composizione e di rilevante valore artistico, poiché rappresenta la sintesi di tutta la tematica più intima e personale del Maestro Iacomucci. pag.116, disegni 45 Ed. Zefiro. IBS, La Mano Ribelle di Carlo Iacomucci.

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Le sette decadi di Carlo Iacomucci

Posted by fidest press agency su domenica, 31 marzo 2019

Le sette decadi di Iaco.jpgSettanta anni sono un grande traguardo per ogni persona, ma per un artista rappresentano il momento dei bilanci umani e professionali. Volendo esprimerci in termini prettamente “manageriali”, possiamo affermare che il rendiconto biografico del Maestro Iacomucci è senz’altro positivo, perché ha investito e speso i suoi anni facendo quello che più ama fare: incidere e dipingere. Secondo Sant’Agostino, il numero 70, corrisponde alla totalità di un’evoluzione, rappresenta un ciclo compiuto e dinamico. E’ il numero della creazione, spirito e anima di ogni cosa, rappresenta il perfezionamento della natura umana e dunque il “tutto”o, per dirla con il grande filosofo Platone, l’“anima mundi”. Per Iacomucci, questa affermazione, permettetemi l’ironia, calza davvero … a pennello!
Nel corso della sua carriera artistica, il Maestro Iacomucci si è speso con serietà, con curiosità, con tenacia e con allegria trasferendo nelle opere i suoi trascorsi urbinati e tutte le competenze acquisite presso la prestigiosa Scuola del Libro di Urbino. Le sue frequentazioni giovanili degli ambienti artistici romani, i suoi contatti con i maestri incisori dell’epoca, le sue trasferte all’estero, partecipando a numerose collettive e personali, nel corso degli anni, hanno contribuito a fargli acquisire la formazione e l’esperienza necessaria, che lo hanno portato, nella sua quarantennale carriera, a maturare un’alta ricerca artistica e culturale.Personaggio eclettico e poliedrico, nel suo viaggio stilistico, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta. Nelle numerose acqueforti da lui realizzate, il Maestro Iacomucci ha voluto rimarcare la purezza e il rigore dell’incisione: tecnica antica, ma sempre attuale, che richiama ad un ordine e ad una pulizia nello stile, che però, non sempre si lasciano imbrigliare dalla mano dell’incisore.
L’arte di Iacomucci, si è sviluppata in un processo di continua trasformazione, al pari del suo movimento ventoso che, aggirando gli ostacoli che incontra nel suo cammino, si adatta alle circostanze, come in una danza armonica, che tutto tocca e trasforma … così come il suo aquilone, trasportato dal vento che, quando riflette i raggi del sole, acquista i colori dell’arcobaleno!Nelle opere di Iacomucci, troviamo la maestria dei tratti, a volte decisi, a volte delicati, delle sue incisioni, alternando paesaggi e panorami tipici di Urbino, a lui molto cari, a immagini di personaggi, ora figure umane, ora figure angeliche, che sembrano volere uscire dagli spazi in cui sono stati confinati, attraverso l’ottica del sipario o finestra. L’azione stessa dell’affacciarsi dalla finestra, indica la curiosità dell’artista nei confronti del mondo, ma allo stesso tempo il bisogno di sentirsi riparato, protetto e al sicuro. In ogni suo lavoro artistico scorgiamo fitti reticoli di linee, tracce, gocce, segni, aquiloni, personaggi, vortici ventosi, lettere e numeri che si muovono sinuosi, figure alate, motivi e riferimenti religiosi e/o spirituali, alberi antropomorfi. Tutti questi elementi, arricchiti da colori vivaci, sapientemente mescolati tra loro in una fantasiosa girandola di tinte brillanti, danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico, ma anche realistico della natura da difendere.
Non a caso anche le sue amate e onnipresenti gocce sono in numero di 7, quasi un richiamo alla perfezione del numero, anche in riferimento a tutto ciò che c’è di più bello in natura, come i colori dell’arcobaleno o la soave poesia delle 7 note musicali. Evidentemente, il numero 7 ha fatto sempre parte della vita di Iacomucci artista ed oggi, ancora di più, in questa bellissima occasione del 70° compleanno del Maestro, le sue 7 compagne di strada (stilisticamente parlando), fanno da cornice e da palcoscenico alla sua luminosa e brillante carriera di incisore e pittore.
Iacomucci, in tutti questi anni di intensa attività, ha avuto una compagna di lavoro (in senso artistico!) molto particolare… si tratta della presenza, assai preponderante, della sua mano destra affetta da una patologia tipicamente propria di artisti quali scrittori, musicisti e incisori: distonia idiopatica, meglio conosciuta come “crampo dello scrivano” e definita, da Iacomucci stesso, “mano ribelle”.
Per quasi un decennio, la mano ribelle si è impadronita dello spazio all’interno della produzione artistica del Maestro, ma Iacomucci, forse in un impeto di rivolta e di riscossa, ha sempre tentato di affermare e manifestare, con tutto sè stesso, la supremazia della volontà sulla sua stessa mano ribelle e, con un poderoso “colpo di mano” (mai termine fu più appropriato!), realizzando e portando a compimento le sue opere d’arte, egli ha tenacemente riaffermato la sua autorevolezza e, soprattutto, la sua volontà, mai sopita, di fare arte, nonostante la presenza così ingombrante e limitante della mano ribelle.
Nel corso della sua lunghissima carriera artistica, Iacomucci ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti: nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali; nello stesso anno ha partecipato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2014, ha ricevuto a Roma il premio “Marchigiano dell’Anno”. In tempi recentissimi, a coronamento del suo splendido percorso stilistico, sono arrivati anche altri due ambiti riconoscimenti: il premio “Orgoglio Marchigiano” per la sezione cultura e l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, come conferma e testimonianza di una vita pienamente vissuta, in senso umano ed artistico.
Tutti questi prestigiosi riconoscimenti, sono la testimonianza tangibile che il Maestro Iacomucci, con la sua arte, ha contribuito a far conoscere e a mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali, così come la sua brillante carriera di uomo e di artista.Auguri vivissimi, Maestro! (By Patrizia Minnozzi + foto in copyright)

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Il maestro Carlo Iacomucci da Stoccarda all’invito alla Biennale di Arte Contemporanea “Premio Marche 2018”

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

di Patrizia Minnozzi. I riconoscimenti artistici per il Maestro Iacomucci non finiscono mai… è di appena un mese fa la notizia che alcune sue opere, appartenenti alla prestigiosa collezione d’arte contemporanea del CESMA Centro Studi Marche di Roma, sono state esposte al Rathaus di Stoccarda, durante un importante evento dal titolo” Uno sguardo sulla cultura delle Marche”.I riflettori dell’arte per Iacomucci non si sono ancora spenti e, alcuni giorni fa, l’artista urbinate è stato invitato a partecipare, con alcune sue opere, al Premio Marche 2018- Biennale d’Arte Contemporanea: la celebre manifestazione espositiva che, fin dagli anni Cinquanta, si è caratterizzata come una delle più significative nel territorio della Regione Marche e di valenza nazionale.Il Premio Marche 2018si propone di valorizzare l’attività degli artisti delle Marche e di accrescere la sensibilità e le conoscenze dei marchigiani nei confronti delle arti figurative e visuali. Il suo scopo è quello, altamente meritorio, di promozione dell’arte contemporanea in Italia al fine d’individuare artisti, anche affermati, e giovani con spiccate qualità tecniche e poetiche.
Con questa edizione 2018, il Premio Marche, torna a essere la celebre Biennale d’Arte Contemporanea, che, per l’occasione, è stata inaugurata nella cornice del bellissimo e imponente Forte Malatesta di Ascoli Piceno e rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2019.Il Premio Marche, da sempre legato alla città di Ancona, in questa speciale occasione diventa itinerante e verte sul tema dell’interpretazione artistica come armonia ed è dedicato agli artisti marchigiani operanti nella regione, siano essi già affermati oppure emergenti, selezionati e, successivamente, invitati dal Comitato Scientifico.
Al tavolo degli organizzatori erano presenti:il Prof. Fabio Mariano, il Prof. Stefano Papetti, il Prof. Stefano Tonti , la dott.ssa Arianna Trifogli e il sindaco di Ascoli Piceno Avv. Guido Castelli.
Numerosa l’affluenza del pubblico, come anche la presenza di tanti artisti provenienti da tutta la Regione, tra i quali anche il Maestro Carlo Iacomucci, con una sua opera, come testimonianza diretta della fertile carriera di artista e di incisore. Personaggio eclettico, Iacomucci nella sua pluriennale carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta.I premi prestigiosi e i molti riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera, rendono il Maestro Iacomucci, il testimonial ideale per mantenere alto il nome delle Marche non solo in Italia, ma anche fuori dai confini nazionali.
Prossimi appuntamenti per Iacomucci: un’ opera in omaggio alla mostra in onore di Padre Stefano Troiani a Sassoferrato; in seguito, Iacomucci terrà una conferenza sulle tre tecniche dell’incisione a Civitanova Marche, e successivamente a Firenze e Spello.

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“I Colori dei Cavalieri” Carlo Iacomucci ospite a Montefalco

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 aprile 2018

Montefalco (PG) Giovedì 26 aprile 2018 alle ore 17.30, presso il complesso museale avrà luogo l’inaugurazione della prima Mostra di arte contemporanea dal titolo “I COLORI DEGLI INSIGNITI OMRI”, che si protrarrà fino al 13 maggio 2018 . L’evento è stato organizzato dal Cav. Gianluca Insinga, presidente della sezione ANCRI di Foligno, mentre l’allestimento della mostra è a cura del Cav. Aldo Canzi . L’iniziativa rientra tra i compiti statutari dell’ANCRI (Associazione Nazionale Cavalieri al merito della Repubblica Italiana), infatti nell’articolo 5 viene sancita la valorizzazione e la promozione di iniziative d’interesse artistico – culturale, quindi quale miglior occasione se non quella di offrire, al pubblico italiano e straniero, dei “tesori d’arte” che coloreranno il Museo di San Francesco di Montefalco, creando un piacevole connubio tra arte antica e arte contemporanea. Le opere esposte raccontano un percorso di vita tra arte, colori e passioni assumendo, quindi, un grande pregio artistico. L’evento, unico nel suo genere in quanto mai realizzato sino ad oggi, sarà sicuramente vanto non soltanto per la città di Montefalco, che lo ospita, ma anche per la Sezione di Foligno che l’ha ideato, voluto e realizzato.Tra gli artisti che daranno lustro all’evento, ci sarà anche il Cav.Uff. Carlo Iacomucci, della sezione ANCRI di Macerata, la cui presenza, è particolarmente gradita, come testimonianza diretta della sua fertile carriera di artista e di incisore. Personaggio eclettico, Iacomucci nella sua pluriennale carriera artistica, si è cimentato in percorsi e stili differenti che hanno avuto, come denominatore comune, la tematica del segno attraverso i motivi ricorrenti delle gocce o tracce o segni, che rappresentano la sua inconfondibile impronta. In molte sue opere, sono presenti anche personaggi e oggetti (come ad es. l’onnipresente aquilone) che danno dinamismo ai suoi quadri e, allo stesso tempo, esprimono un significato simbolico e realistico della natura da difendere.Numerosi e prestigiosi i premi e riconoscimenti che il Maestro Iacomucci ha ricevuto: ha partecipato alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, padiglione Italia per regioni, gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere e di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per motivi artistici e culturali con decreto del Presidente della Repubblica. Recentemente, ha ricevuto a Roma il premio “Marchigiano dell’anno”, e nel 2017 ha ricevuto il premio “L’Orgoglio Marchigiano” per la sezione cultura.Tutti questi numerosi riconoscimenti, rendono il Maestro Iacomucci, con le sue opere, il testimonial ideale per portare avanti e mantenere alto il nome delle Marche in Italia e fuori dai confini nazionali. (Dott.ssa Patrizia Minnozzi)

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Premio di poesia dedicato a “Biagino Casci”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

iacomucciIl maestro Carlo Iacomucci, recentemente, ha partecipato, in qualità di ospite, alla decima edizione del premio di poesia dedicato a “Biagino Casci” a Belvedere Ostrense, per aver illustrato, con una sua opera, la copertina del librocatalogo dove sono riportate le poesie dei premiati, l’invito cartaceo e il manifesto.
Per l’occasione, l’artista ha donato due sue opere incise, che sono state consegnate, come premio, ai finalisti del concorso. In segno di riconoscenza, sono state dedicate all’artista Iacomucci sei pagine all’interno del librocatalogo “PaesePoesia 2017”, contestualmente ad un breve testo critico della dott.ssa Patrizia Minnozzi (laureata in giurisprudenza, vive a Macerata. Ama l’arte, la fotografia,e la tecnologia).
L’incisore Carlo Iacomucci nasce nel 1949 a Urbino, città in cui, con serietà e costanza, ha potuto avvicinarsi, per gradi e per avvio naturale, alla grande tradizione della scuola urbinate, che porta avanti da circa 40 anni. Nella sua città natale, riceve la prima formazione artistica presso l’Istituto Statale d’Arte, meglio noto come Scuola del Libro. Tra il 1969 e il 1970 vive a Roma, dove frequenta stamperie d’arte, studi e ambienti artistici, maturando la passione per l’incisione e, in modo particolare, per l’acquaforte. Si iscrive quindi al Corso Internazionale della Tecnica dell’Incisione Calcografica che si tiene sempre ad Urbino. La necessità di approfondire, lo stimola poi a frequentare, per soli due anni, la sezione di pittura dell’Accademia di Belle Arti della stessa città. Nel 1973 inizia la sua esperienza didattica, che prosegue fino al 2008: insegna Discipline Pittoriche all’Accademia di Belle Arte di Lecce, poi al Liceo Artistico Statale di Varese ed infine all’Istituto Statale d’Arte di Macerata, dove vive ed opera. Dal 1972 ha partecipato a numerose collettive e personali sia in Italia che all’estero, realizzando anche edizioni d’arte con acqueforti. (foto: iacomucci)

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A Carlo Iacomucci, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

iacomucciRoma. Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente della Repubblica, con suo decreto in data 13 gennaio 2017, ha conferito all’incisore urbinate Carlo Iacomucci, l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine “Al merito della Repubblica Italiana”. La cerimonia di consegna si svolgerà il 2 giugno prossimo alle ore 11 presso il Palazzo Buonaccorsi di Macerata, alla presenza del Sig. Prefetto Dott.ssa Roberta Preziotti . L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178, è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.
Il Maestro Iacomucci vanta un nutrito curriculum artistico come pittore e, in particolar modo, come incisore. L’acquaforte e la punta secca sono state infatti per Iacomucci, inserito nel novero degli incisori italiani, una passione costante e mai interrotta pur nella molteplicità delle tecniche sperimentate e praticate. Carlo Iacomucci nasce nel 1949 a Urbino, dove studia presso la prestigiosa Scuola del Libro. Nel corso della sua lunga carriera artistica si è spostato frequentemente tra Roma, Lecce e Varese, approdando infine a Macerata, città dove vive e opera.
– Dal 1972 ad oggi, numerose sono le sue mostre personali e collettive, in Italia e all’estero.
– Nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere.
– Nel 2014 ha ricevuto presso il Campidoglio il “Marchigiano dell’Anno” per le arti visive, Centro Studi Marche (CESMA), Roma.
– Recentemente ha realizzato un libro d’arte in digitale dal titolo “Segno, Colore, Forma in Poetica Visione” a cura della dott.ssa Patrizia Minnozzi.
– Attualmente è in corso una mostra, assieme ad altri cinque incisori marchigiani, presso il Centro Studi Marche CESMA di Roma a cura della dott.ssa Pina Gentili.
Un riconoscimento pubblico di notevole importanza per Carlo Iacomucci che, con le sue opere e il suo meticoloso lavoro di incisore, ha reso un grande contributo alla collettività in termini di dedizione, sensibilità artistica e sapiente conoscenza della materia. Egli è riuscito nell’intento di comunicare con l’arte, attraverso l’interpretazione della realtà, mettendo in evidenza la propria interiorità. Nelle opere proposte da Iacomucci, l’attenzione dell’osservatore è volutamente portata a considerare, in modo particolare, l’aspetto formale dell’immagine, cioè la composizione, i colori, la luce, o semplicemente il bianco e nero. E’ come se in lui convivessero due facce: da un lato l’anima colorata e sgargiante dei suoi numerosi dipinti; dall’altro lato, l’anima in bianco e nero delle incisioni. L’arte di Iacomucci è un’arte “comunicativa”, nell’accezione più moderna del termine, proiettata verso la continua ricerca di immagini nuove, nell’intento di creare un’arte astratta e trascendente, ma reale e concreta allo stesso tempo.
La città di Macerata, pur non avendo dato i natali a Iacomucci, dovrebbe essere fiera di essere stata scelta dall’artista urbinate come luogo di elezione del suo vivere ed operare, ricevendo lustro ed onore da un personaggio tanto eclettico, quanto rigoroso nel suo percorso artistico e umano. (by Patrizia Minnozzi) (foto: iacomucci)

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Il maestro Carlo Iacomucci nel “Segno, Colore, Forma in poetica visione”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 settembre 2016

carlo-iacomuccidi Patrizia Minnozzi. L’incontro con il Maestro Iacomucci è avvenuto per caso, tramite amici comuni, poi nel tempo, si è sviluppata una profonda simpatia e stima.In tutta sincerità, non ho mai avuto una passione particolare per l’arte contemporanea, ma osservando le opere di Carlo Iacomucci, ho avuto la possibilità di avvicinarmi ad una forma d’arte molto coinvolgente.
La prima cosa che ha catturato la mia attenzione, è stato l’effetto cromatico delle sue opere: una fantasmagorica girandola di colori, particolarmente vividi e brillanti!! Poi, una volta presa nel vortice delle cromie, il Professore, mi ha spiegato, con molta semplicità, la tematica delle sue opere, il ricorrere frequente delle gocce e delle linee, del personaggio e di quel leggero alito di vento che permea ogni sua creazione… Da lì, il passo verso la scelta di realizzare uno slideshow con i suoi quadri,dal concept grafico fino alla pubblicazione, è stato molto carlo-iacomucci1breve! Da appassionata di tecnologia, video editing e fotomontaggio, quale sono, mi è balenata in testa l’idea di creare qualcosa di originale con le opere di Iacomucci, supportata dall’entusiasmo e dalla gioia, quasi puerile, da parte del Professore , di poter consegnare ai suoi estimatori, nonché ai posteri, una sorta di testamento artistico in formato digitale e dunque… quale occasione migliore di mettere a frutto le mie capacità, da completa autodidatta, per realizzare una breve, ma esaustiva “summa”della carriera artistica e personale del Maestro Iacomucci? Da parte mia, metto molta passione nel fare le cose che mi piacciono e,se sono riuscita nell’intento di rendere piacevole o, per lo meno, godibile, la storia del percorso professionale ed umano di Carlo Iacomucci, supportata, naturalmente, dai suoi suggerimenti ed appunti tecnici,non posso che rendere merito al Professore e ringraziarlo per avere riposto in me la sua fiducia e la sua stima. Il lavoro è stato piuttosto lungo, per via degli impegni professionali e familiari di entrambi, ma alla fine siamo riusciti a creare una buona sintonia e corrispondenza di intenti, che credo traspaia anche dalla visione dello slide. Naturalmente, suggerimenti e critiche sono ben accette, perché servono per capire quali sono i propri limiti e quindi per poter crescere e migliorarsi, dal lato umano e professionale. (foto carlo iacomucci)

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Carlo Iacomucci al Padiglione Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 2 luglio 2011

Urbino presso la Data Orto dell’Abbondanza Carlo Iacomucci è presente al Padiglione Italia per Regioni (Marche) a cura di Vittorio Sgarbi. L’artista Carlo Iacomucci è stato invitato da una Commissione di esperti, su proposta di un gruppo di lavoro creato nella Regione Marche e costituito da accademici e dalle più importanti realtà di arte contemporanea marchigiana assieme agli ottantasette artisti, suddivisi nelle due sedi di prestigio come Urbino ed Ancona. Questa iniziativa è stata promossa dal Paglione Italia per Regioni (Marche) a cura del Prof. Vittorio Sgarbi per la 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011, in occasione delle celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, sono state ospitate in sezioni regionale sull’intero territorio nazionale. La Regione Marche, Servizio Cultura, Turismo e Attività Promozionali è l’ente organizzatore del progetto portando a termine tutta l’organizzazione in modo eccellente. Carlo Iacomucci ha un nutrito curriculum artistico come pittore e in particolar modo come incisore. L’acquaforte e la punta secca sono state infatti per Iacomucci, una passione costante e mai interrotta pur nella molteplicità delle tecniche sperimentate e praticate.
Nasce a Urbino nel 1949. Nella sua città natale riceve la prima formazione artistica presso l’Istituto Statale d’Arte meglio conosciuto come Scuola del Libro. Per motivi culturali-artistici e d’insegnamento opera a Roma, Lecce e Varese. Dal 1985 opera a Macerata nelle Marche. Tra gli anni ottanta ed i primi del duemila, per brevi periodi, si sposta all’estero e realizza dei disegni a china e acquerelli a Parigi, Praga e “in particolar modo a Londra” dove rimane affascinato dal quartiere “Portobello Road-Notting Hill” per i colori caldi e diversi delle case, dei suoi negozi e mercatini caratteristici. Recenti e prossimi progetti: l’ideazione di tre opere originali della bandiera italiana per il 150° dell’Unità d’Italia per: Spilimbergo –Ripe San Ginesio – Assisi- Macerata e Sassoferrato, l’esecuzione di un Ex Libris in onore di Carlo Bo per il centenario della nascita a cura dell’Università degli Studi di Urbino.

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