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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘carne’

La carne è un prodotto di lusso

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

In Italia dove costa il 20% di più rispetto alla media dell’Unione europea (Ue). Peggio ancora in Austria e Svizzera, seguite a distanza da Islanda e Norvegia dove i prezzi sono rispettivamente 1,65 e 1,55 più elevati, secondo i dati rilevati dall’istituto europeo di statistica Eurostat. “Se stai preparandoti a comprare della carne per un barbecue in queste ultime settimane di estate, potresti essere interessato a fare un confronto del prezzo della carne nel tuo Paese con altri Stati membri dell’Ue”, hanno scritto gli statistici sul sito ufficiale. Anche per altri generi alimentari gli italiani devono sborsare di più degli altri abitanti dell’Europa. Se si considera la media Ue al 100%, gli italiani pagano la carne il 120%, ossia più o meno come i danesi (121%) e gli svedesi (119%), più dei tedeschi (106%), ma meno dei francesi (131%), per non parlare dei lussemburghesi (142%) e degli austriaci (146%). L’Austria risulta il Paese Ue in cui la vita è più costosa per chi non è vegetariano o vegano, mentre la Romania e la Polonia i più economici (63% entrambe). In generale a est la carne costa meno, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”: in Bulgaria si paga il 64% in Lituania il 71% e in Ungheria il 74%.Gli Stati membri dove la carne costa meno sono Polonia e Romania con il 37% in meno della media Ue. I Paesi un cui il prezzo è più alto sono invece l’Austria (46% sopra la media), il Lussemburgo (42%) e la Francia (31%). La categoria ‘carne’ include manzo e vitello, maiale, agnello, pecora e montone, pollame, frattaglie commestibili e altri preparati. Attraverso lo strumento interattivo, si possono comparare i Paesi anche su altre categorie di merci.

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Dobbiamo dimezzare la produzione e consumo globale di carne e prodotti lattiero caseari

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 aprile 2018

In Europa la riforma della PAC (Politica Agricola Comune) deve facilitare la transizione dal modello degli allevamenti intensivi a forme di agricoltura e di allevamento ecologiche.
“La Politica Agricola Comune ci sta spingendo verso un baratro di insostenibilità. Gli allevamenti intensivi sono una grande fonte di emissioni di CO2, di inquinamento dell’aria e dell’acqua e possono causare seri problemi alla salute tra cui lo sviluppo della resistenza agli antibiotici” afferma Federica Ferrario, responsabile campagna agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia. “L’Italia e l’Unione europea devono garantire che l’imminente riforma della PAC acceleri il passaggio a una produzione sostenibile di ortaggi e verdure e a ridurre gli allevamenti industriali, ritirando il sostegno della produzione intensiva di animali”.
Tre animali su quattro allevati in Europa sono tenuti in un ristretto numero di grandi allevamenti intensivi, mentre i piccoli produttori hanno ridotto il loro bestiame del 50 per cento.Se non affrontiamo rapidamente la questione, il contributo dell’agricoltura alle emissioni di gas serra nel 2050 potrebbe arrivare al 52 per cento delle emissioni totali. Il 70 per cento di questo contributo è previsto proprio dai settori della produzione di carne e prodotti lattiero-caseari. In Europa gli allevamenti contribuiscono già alle emissioni di gas serra per il 12-17 per cento. Inoltre gli allevamenti contribuiscono all’inquinamento dell’acqua, in particolare con azoto e fosforo, e dell’aria, soprattutto con emissioni di ammoniaca e polveri sottili (PM2.5).
Non meno gravi gli impatti sanitari: per l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), l’EFSA (Agenzia europea per la sicurezza alimentare) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) la resistenza agli antibiotici è “una delle maggiori minacce alla salute umana”. Un rapporto congiunto EFSA/ECDC conferma la presenza negli animali allevati di batteri che hanno sviluppato resistenza ad antibiotici di importanza cruciale. E l’Italia è seconda solo alla Spagna in Unione europea per uso di antibiotici negli allevamenti.
“La necessità di ridurre domanda e offerta di prodotti di origine animale è ormai il pensiero dominante nella comunità scientifica. Solo una significativa riduzione del consumo di carne e latticini ci garantirà un sistema agroalimentare adatto per il futuro, a beneficio degli esseri umani e del Pianeta” afferma il professor Pete Smith, Università di Aberdeen, che ha preso parte ai lavori dell’IPCC (Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici).

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L’amore di carne e fiori di Joosie

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

JoosieSarà pubblicato lunedì 10 luglio “L’amore di carne e fiori” il nuovo singolo di Joosie, cantautrice originaria di Gravina in Puglia, dalla voce “soul”, calda e suadente.
“Questo brano parla del rapporto tra due persone – spiega l’artista – di quello che sostanzialmente si conosce come dipendenza affettiva. Il testo mette in evidenza quel momento in cui si percepisce che l’altra persona è razionalmente sbagliata per se stessi, ma che si desidera comunque. C’è una sorta di distorsione del romanticismo in senso classico nel testo di questo brano, in cui domina l’intimità”.
Giusy Abbruzzese, nome anagrafico della cantautrice, innamorata della musica fin da giovanissima, ha scelto di accrescere la sua cultura musicale girando il mondo. Gli Stati Uniti d’America e l’Inghilterra sono le principali zone nelle quali Joosie ha viaggiato arricchendo il suo bagaglio e formandosi sia come persona che come artista, spinta da una forte attrazione per il blues, il soul e anche per il rock. Con una laurea in economia e una specializzazione in management, conclusa con votazione 110 e lode, Joosie ha arricchito il curriculum anche dando corda alla sua passione artistica. Infatti ha conseguito, Joosie1dopo qualche anno, la laurea in canto jazz, studiando con il maestro Mario Rosini, noto cantante e musicista che nel 2004 ha partecipato al Festival di Sanremo con il brano “Sei la vita mia”. Ha seguito corsi dedicati ai cantautori presso il C.E.T. del maestro Mogol, ha frequentato molti corsi inerenti l’utilizzo dell’apparato fonatorio, la logopedia e l’uso delle diverse qualità vocali. Dividendo il suo tempo fra studio musicale, danza e teatro, ha formato varie band, passando per diversi generi musicali, dance ‘70-‘80, r&b, funky, soul e rock. Nel 2014 ha realizzato lo spettacolo “mia mamma non deve sapere che sono fuori “ con l’attore cabarettista Antonio Tirelli e ha composto numerose sigle per società di servizi al turismo. A dicembre 2013 ha pubblicato “Fuori” il suo primo album, nel quale hanno collaborato Mario Rosini e Gatto Panceri, mentre nel dicembre 2016 è arrivato il singolo “Il cuore non odia”. “Sono una cantautrice da sempre, si può dire. Inizialmente scrivevo solo poesie e successivamente, dopo aver studiato la musica e imparato a suonare, ho cominciato a trasformare quei miei testi in canzoni”.
“Amore di carne e fiori”, ultimo lavoro di Giusy, che tra le tante attività sta studiando recitazione con l’obiettivo di essere sempre più un’artista completa, sarà pubblicato insieme al videoclip nel quale ci sarà la presenza della giovane web star barese Daniele Condotta.“Il brano ha un testo abbastanza intenso e avvolgente. Il video invece è carico di allusioni e tende a sfatare diversi cliché con un pizzico di ironia. Per tale motivo abbiamo pensato di coinvolgere Daniele Condotta che gentilmente e senza pensarci troppo ci ha dato il suo appoggio”.A seguito della pubblicazione, a partire già dal giorno seguente partendo da Peschici (FG), Jossie presenterà il suo brano in varie piazze italiane attraverso un tour con il quale sarà impegnata per tutta l’estate. (foto: Joosie)

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Etichettatura alimentare: deputati rinnovano la richiesta per l’obbligatorietà del Paese di origine per carne e latte

Posted by fidest press agency su sabato, 7 Mag 2016

alimentareStrasburgo Parlamento europeo Dibattito mercoledì 11 maggio Votazione: giovedì 12 maggio. Nel dibattito di lunedì, i deputati dovrebbero ribadire il loro sostegno all’introduzione obbligatoria del Paese di origine per l’etichettatura di carne e latte. Una risoluzione sarà messa ai voti martedì. Il documento rileva che l’etichettatura obbligatoria, rendendo più trasparente la catena di approvvigionamento alimentare, aiuterebbe a mantenere la fiducia dei consumatori nei prodotti alimentari.Nel loro progetto, i deputati evidenziano che, secondo un sondaggio Eurobarometro 2013:
l’84% dei cittadini europei ritiene necessario indicare l’origine del latte,
l’88% considera tale etichettatura necessaria per la carne (escluse le carni di manzo, suine, ovine, caprine e pollame, che sono già coperte),
oltre il 90% reputa che tale etichettatura sia importante per gli alimenti trasformati.
Il Parlamento ha votato diverse risoluzioni sull’etichettatura del Paese di origine. Nella sua risoluzione dell’11 febbraio 2015 sulla carne negli alimenti trasformati, ha esortato la Commissione a presentare proposte legislative per rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni negli alimenti trasformati, al fine di garantire una maggiore trasparenza lungo tutta la catena alimentare e una migliore informazione dei consumatori europei. Tuttavia, la Commissione non ha ancora presentato tali proposte, adducendo ai costi per l’industria dell’etichettatura obbligatoria del Paese di origine che i consumatori non sarebbero disposti a pagare.

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La carne favorisce il cancro?

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

sicurezza alimentareIl report dell’OMS, pubblicato sul numero di ottobre di Lancet Oncology, conferma quanto già dal 2007 era noto, e cioè che il consumo di carne favorisce il cancro: il report ha esaminato oltre 800 studi sull’argomento. Non pochi: chi tenta disperatamente di negare l’evidenza dovrebbe accettare questa realtà.
In particolare, una metanalisi presa in esame mostra che per ogni 100 g di carne rossa consumati al giorno il rischio aumenta del 17% mentre per ogni 50 g di carne trasformata il rischio aumenta del 18%. Sono state trovate inoltre associazioni con il cancro allo stomaco, pancreas e prostata, portando l’OMS a definire la carne rossa “probabilmente cancerogena” e quella trasformata “cancerogena” per la nostra specie: questo dato, da tempo già noto, è stato per anni tenuto nascosto alla popolazione, in barba alla tutela della salute pubblica.
Già nel 2007, infatti, il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro (WCRF) classificava come “convincente” l’aumento del rischio del cancro del colon-retto riconducibile al consumo di carni rosse e trasformate, e una delle 10 raccomandazioni per la prevenzione del cancro (per l’esattezza la quinta) così recitava:
“Limitare il consumo di carni rosse (ovine, suine e bovine, compreso il vitello) ed evitare il consumo di carni trasformate.”
Dichiara la dottoressa Luciana Baroni, medico, nutrizionista, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana – SSNV: “Questa è però solo una parte della storia: nel 2011 un grosso studio condotto dalla Harvard School di Boston riportava come su un campione di oltre 200 mila soggetti, il consumo di 1 porzione al giorno di carne rossa aumentava il rischio di diabete di tipo 2 del 12%, mentre quello di carne trasformata del 32%. Su un campione più ampio, che ha incluso più studi per un totale di circa 450 mila soggetti, il consumo di 100 g di carne rossa al giorno aumentava il rischio di diabete mellito di tipo 2 del 19%, e quello di 50 g di carne trasformata del 51%.”
Studi prospettici che hanno messo a confronto soggetti che seguono diversi stili alimentari, concordemente trovano che chi consuma carne, qualsiasi tipo di carne, ha un rischio aumentato di diabete, di morte e ospedalizzazione per malattie cardiovascolari, di ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso-obesità, cataratta, diverticolosi del colon. E’ importante notare che questo vale per tutti i tipi di carne, di qualsiasi specie animale, non solo quella rossa o trasformata, quindi anche la carne bianca, il pollame, ecc.
Ma l’industria della carne si affretta a negare persino l’evidenza proveniente dall’OMS. Non può lasciare che queste informazioni spaventino la popolazione, perché l’unico rischio che le sta a cuore è quello che calino i consumi, non certo quello per la salute umana: i numeri del settore sono vertiginosi.
L’esortazione di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana a tutti i consumatori è di non accettare di assistere impotenti a questa nuova mistificazione, che vede ancora la salute sottomessa al profitto, esattamente come già accaduto per il fumo di sigaretta. Ci dicevano che bastava fumarla con il filtro, proprio come ci dicono che basta consumare carne italiana, e stare tranquilli… come se potesse fare differenza il DOVE la carne è prodotta.
E’ imperativo non fidarsi delle rassicurazioni dei produttori, visto il loro palese conflitto di interessi, e occuparsi invece della propria salute in prima persona, cambiando menù: aumentando i cibi vegetali e diminuendo quelli di origine animale, fino ad arrivare a un’alimentazione 100% vegetale, la più protettiva per la nostra salute. Indicazioni pratiche a disposizione di tutti si trovano sul sito del PiattoVeg, http://www.PiattoVeg.info

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Accordo quadro per la zootecnia

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 settembre 2013

La Borsa Merci Telematica Italiana firma il primo Accordo Quadro Nazionale per la commercializzazione di bovini da carne e per l’organizzazione di un progetto di filiera italiana “4i”.L’accordo punta a creare una rete di imprese che riesca a organizzare e rilanciare il mercato dei bovini da carne e a diminuirne la dipendenza dall’estero.
Partecipano all’accordo importanti attori: Borsa Merci Telematica Italiana s.c.p.a., Associazione Produttori Unicarve, Cooperativa Produttori Unicarve, Gruppo Colomberotto S.p.A., Consorzio L’Italia Zootecnica, Consorzio Agrario Lombardo Veneto, Intermizoo S.p.A., APROLAV – Associazione Produttori Latte del Veneto, Agriventure S.P.A. – Gruppo Intesa Sanpaolo e Cassa di Risparmio del Veneto – Gruppo Intesa Sanpaolo.Tutti insieme lavoreranno per raggiungere due obiettivi importanti: il primo è finalizzato a regolare il mercato dei bovini da carne, programmando l’acquisto dei ristalli, l’ingrasso, la macellazione e la commercializzazione della carne; il secondo è finalizzato alla produzione di ristalli italiani con l’utilizzo del seme sessato per garantire e migliorare la rimonta nelle aziende di vacche da latte e l’utilizzo del seme di tori da carne, per la produzione di vitelli italiani da svezzare e poi destinare all’ingrasso, per una filiera tutta italiana.La Borsa Merci Telematica Italiana (BMTI) metterà a disposizione la piattaforma telematica di contrattazione che permette di concludere contratti in maniera semplice, rapida e regolamentata. Inoltre, nelle varie fasi commerciali, BMTI offrirà i propri servizi, tra i quali il servizio “mercato telematico sicuro” che copre dal rischio di insolvenza e i servizi finanziari collegati ai contratti conclusi sulla piattaforma telematica, quali factoring e anticipo fatture.BMTI punterà anche a diventare soggetto concreto nella quotazione dei prezzi di borsa, partendo da contratti conclusi nella propria piattaforma informatica.La commercializzazione dei bovini tramite la Borsa Merci Telematica consentirà di rispondere anche all’art.62 del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1; infatti, ai sensi del decreto attuativo della legge 27/12, gli scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuati nell’ambito della Borsa Merci Telematica Italiana assolvono agli obblighi di cui all’articolo 62.Il direttore di BMTI, Annibale Feroldi, durante il suo intervento, nel ringraziare e salutare tutti i presenti, ha rimarcato come questo sia il primo accordo ufficiale di filiera a cui BMTI partecipa.“Questo accordo – ha sottolineato il direttore – rappresenta una risposta concreta alla filiera dei bovini da carne. E’ un progetto ambizioso ma soprattutto coraggioso. BMTI, società delle Camere di Commercio, in questo accordo si mette a disposizione delle imprese per dare il giusto sostegno e supporto al sistema con i propri servizi, in particolare quelli assicurativi e finanziari”.Il direttore ha, inoltre, sottolineato e ringraziato la presenza di Agriventure e della Cassa di Risparmio del Veneto ricordando che il primo accordo con il sistema bancario per dare ossigeno alle imprese nei contratti fu siglato proprio con il Gruppo Intesa San Paolo.“Oltre a quanto sottolineato in termini di servizi – ha concluso il direttore – grazie a questo accordo verranno sicuramente raggiunti gli obiettivi prioritari di BMTI che sono la trasparenza dei mercati, l’omogeneizzazione dei prezzi e la trasparenza nella formazione dei listini. Tutto questo sarà supportato dalla possibilità per gli operatori di assolvere agli obblighi dell’art. 62 attraverso la formalizzazione dei contratti sulla piattaforma telematica”.

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Germania: Mangimi, diossina in latte, uova e carne

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2011

Nuovo scandalo alimentare: diossina in latte, uova e carne provenienti dalla Germania. Sotto accusa i soliti mangimi.  La notizia l’avevamo data gia’ il 4 gennaio scorso sul nostro sito web Ricordiamo che la diossina ha effetti cancerogeni, si accumula nel nostro organismo e viene molto lentamente eliminata. Che fare? Intanto per motivi precauzionali e fino a quando le competenti autorità non dichiareranno il “fuori pericolo”, sconsigliamo i consumatori di acquistare e assumere carne, latte e uova provenienti dalla Germania. Per le uova e la carne (almeno quella bovina) c’è l’indicazione del Paese di provenienza, per il latte si puo’ scegliere quello che riporta le informazioni relative (es. latte prodotto in Italia). Il problema si pone sui prodotti derivati, per esempio, il latte contaminato, la carne e le uova possono trovarsi in molti prodotti quali biscotti e dolci vari, yogurt e formaggi, paste alimentari, salsicce, ecc., dove non e’ indicato il Paese di origine. In questo caso il consumatore non ha molte difese se non la scelta di prodotti doc, che indicano il Paese e la zona di provenienza. Sarebbe opportuna una normativa generale sugli alimenti -che da tempo sollecitiamo- che indichi il Paese e le aziende di provenienza. Nel frattempo, occhio all’etichetta! (fonte Aduc)

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Il Parlamento dice no alla “colla per carne”

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 Mag 2010

Bruxelles. Il Parlamento ha bloccato l’autorizzazione della trombina come additivo alimentare. Soprannominata “colla per carne”, la trombina è un enzima di origine bovina o suina, che può essere usato per “incollare” resti di carne allo scopo di ricostituire pezzi interi. Con un voto molto stretto, mercoledì i parlamentari hanno affermato che tale ricostituzione rischia di trarre in inganno il consumatore ed è pertanto inaccettabile.  “I consumatori europei devono poter essere sicuri che, se comprano una bistecca o un pezzo di prosciutto, non si tratta di pezzi di carne incollati insieme”, ha detto davanti alla plenaria il presidente della commissione Ambiente Jo Leinen (S&D, DE). Di opinione diversa la spagnola Pilar Ayuso, PPE: “la procedura è stata considerata sicura, ed è già praticata in vari paesi”.  Secondo la proposta della Commissione, i prodotti ricostituiti con la trombina avrebbero dovuto esporlo sull’etichetta, e non potevano essere usati dai ristoranti. Ma i deputati hanno ritenuto che tali misure non fossero sufficienti a garantire la dovuta trasparenza per il consumatore.  Il Parlamento ha inoltre rilevato il più elevato rischio d’infezioni batteriche in prodotti ricostituiti con la trombina.

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A Cavour la carne di razza piemontese

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

Per il decimo anno consecutivo Cavour si appresta a celebrare uno dei suoi prodotti più tipici (insieme alle mele) e a ribadire il ruolo di capitale della razza bovina Piemontese in provincia di Torino. Dal 19 al 26 aprile è infatti in programma la decima edizione della Settimana della Carne, vetrina regionale dell’allevamento e della gastronomia legata alla carne bovina di qualità, organizzata dal Comune di Cavour e dalla Coldiretti, con il patrocinio e il supporto delle associazioni del territorio, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte.  Il legame tra il territorio e l’allevamento ha origini antiche, ma ancora oggi sono oltre cento le aziende cavouresi che allevano bovini di razza Piemontese, la razza autoctona più pregiata per le proprietà organolettiche delle sue carni. Nel corso della rassegna le due domeniche saranno dedicate agli appuntamenti in piazza, con la degustazione del Gran Bollito alla Piemontese (il 19 aprile) e la cena del Vitellone allo spiedo (il 26), mentre in settimana si potranno scoprire i sapori della carne di Cavour, approfittando degli speciali “Menù della carne” offerti dai ristoranti, oppure scoprendo le qualità della Piemontese nei Laboratori del gusto organizzati dalle associazioni di categoria. Numerosi, come sempre, i momenti collaterali alla rassegna: dalle mostre nello splendido scenario dell’abbazia di Santa Maria alle serate danzanti, dai mercati del gusto organizzati dalla Coldiretti ai convegni per gli addetti del settore, fino al Raduno provinciale dei camperisti. Mercoledì 22 aprile la locale Associazione commercianti proporrà sotto l’ala comunale una serata di degustazioni dei più noti piatti di carne Piemontese mentre sabato 25 aprile la Pro Cavour organizzerà la prima edizione della “Mangia e cammina -GustaCavour”, passeggiata gastronomica-culturale lungo le strade del paese e della Rocca di Cavour.

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