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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘caro scuola’

Caro scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 agosto 2018

Con la riapertura imminente dell’anno scolastico, l’Unione Nazionale Consumatori ha analizzato gli aumenti relativi alla scuola effettivamente registrati dall’Istat nei mesi di settembre degli ultimi anni, stimando il trend di quest’anno.Secondo l’associazione, i rialzi per il 2018 sono abbastanza contenuti (cfr. tabella), se confrontati con gli anni precedenti.I rincari maggiori sono per i libri scolastici, che salgono dell’1,9%, come lo scorso anno, seguiti al secondo posto dall’istruzione primaria, che peggiora rispetto al 2017, passando dal +1,5% al +1,8% di quest’anno. Al terzo posto la scuola dell’infanzia, che pur segnando un rallentamento della crescita rispetto all’anno precedente, registra un significativo +1,7%.Per quanto riguarda le mense scolastiche, rincarano dello 0,2%, come nel 2017.Stabili gli articoli di cartoleria e materiale da disegno, voce, però, che non si riferisce solo al materiale scolastico, ma a tutti gli articoli di cartoleria. Variazione nulla anche per l’istruzione secondaria.
“I rialzi sembrano abbastanza contenuti, ma non dobbiamo dimenticare che gli aumenti stimati si riferiscono ad un solo mese, da agosto a settembre, e che si tratta di spese obbligate per le famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Caro-scuola: gli italiani quest’anno spenderanno il 13% in più

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 settembre 2017

scuola-libriRispetto allo scorso anno gli italiani spenderanno in media il 13% in più per pagare libri e corredo scolastico dei figli con una spesa media di 654 euro. Lo rileva l’Osservatorio Findomestic di settembre, realizzato in collaborazione con Doxa, che sottolinea come le famiglie, per far fronte a questa spesa crescente, erodono sempre più i loro risparmi (28% del campione) o ricorrono ad aiuti esterni quali contributi di parenti e amici (7%) o borse di studio (4%).
IL RISPARMIO È D’OBBLIGO. La situazione è più pesante per i nuclei familiari con almeno due figli in età scolare, come dimostra l’analisi di Findomestic Banca (Gruppo BNP Paribas), leader nel settore del credito al consumo: se le coppie con un solo figlio spendono in media 466 euro contro i 503 del 2016, quelle più numerose devono spendere 875 euro contro i 721 del 2016. Come reperire, dunque, le risorse necessarie? Gli italiani seguono sempre più la via del risparmio: il 73% acquista libri e materiale scolastico di seconda mano (+7% rispetto al 2016) e il 77% si affida agli acquisti online (+4% in confronto a dodici mesi fa) anche perché si possono ottenere sconti sui libri di testo.
STRETTA SUI CONSUMI PER PAGARE LA SCUOLA. Dall’Osservatorio Findomestic emerge che il caro-scuola incide anche sulle abitudini familiari: una famiglia su due è pronta a limitare i consumi, rinunciando in particolare alle spese per il tempo libero, per gli elettrodomestici e per i dispositivi tecnologici.
LICEO, QUANTO MI COSTI. Quali sono le voci di bilancio che incidono maggiormente sulle spese scolastiche? Secondo lo studio di Findomestic per il 70% sono libri e dizionari (vale a dire il 2% in più rispetto al 2016), per il 36% articoli di cancelleria e per il 26% i trasporti da casa a scuola. L’Osservatorio rileva che quest’anno costa di più mandare i figli al liceo (880 euro): 100 euro in più rispetto al 2016. La spesa media per gli altri istituti superiori è in leggero calo: 577 euro contro i 598 di un anno fa. Alle scuole medie si spendono 846 euro e alle elementari 623 euro. Schizza la spesa per le scuole medie (da 582 a 846 euro), ma anche per le elementari la crescita è consistente (da 516 a 623 euro).

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Caro scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2009

Una tassa occulta pesa sul diritto allo studio per circa 100-150 euro ed è il c.d. “contributo volontario” che le scuole richiedono all’atto dell’iscrizione dello studente, ma che volontario non è. La legge precisa che si tratta di “una erogazione liberale a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado e che deve essere finalizzata all’innovazione tecnologica e all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa”. Il contributo volontario non può pertanto essere considerato obbligatorio ai fini dell’iscrizione alla scuola pubblica, ma le scuole lo richiedono comunque.  Il Ministero ha stabilito dei tetti di spesa per i libri di testo della scuola dell’obbligo e per le medie superiori. Le cifre sono rimaste invariate rispetto all’anno precedente.  Le scuole aggirano, però, tale vincolo con i c.d. testi “consigliati” che, anche in questo caso di fatto, sono acquisiti obbligati. Lo scorso anno circa il 30% ha sforato il tetto, mediamente per un +10-15% rispetto a quanto stabilito dal Ministero. Anche quest’anno si sta ripetendo la stessa situazione.

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