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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Creare una “Carta d’Identità Terapeutica del Paziente”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 ottobre 2018

Si possono così acquisire le informazioni relative al metabolismo dei farmaci di una specifica persona che sta combattendo contro il cancro. Uno strumento facilmente consultabile nel quale siano indicati tutti i farmaci che assume il malato, per evitare così interazioni pericolose fra i diversi principi attivi e gli integratori. In questo modo sarà possibile facilitare il lavoro del personale medico-sanitario, ridurre problemi al singolo paziente e i costi per terapie inutili o addirittura dannose. E’ questo l’obiettivo che si pone “Patient DDi-ID”, un progetto di ricerca tutto italiano, il primo mai realizzato al mondo. Prenderà il via nelle prossime settimane e coinvolgerà inizialmente 120 pazienti oncologici reclutati interamente nel nostro Paese. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione per la Medicina Personalizzata e viene presentata ufficialmente oggi con un convegno a Roma, al quale partecipano specialisti, giornalisti e pazienti. “Il cancro è una patologia sempre più cronica – afferma il prof. Paolo Marchetti, Presidente Nazionale della Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP) e professore ordinario di Oncologia presso l’Università di Roma La Sapienza -. Sono in totale 3 milioni e 400mila gli italiani che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi di neoplasia. Rappresentano ormai il 6% dell’intera popolazione e il loro numero è destinato a salire. Questa particolare categoria di pazienti deve assumere farmaci molto complessi per lunghi periodi di tempo. Non solo. Sempre più spesso capita che le persone siano afflitte da altre malattie, più o meno gravi, e che quindi debbano prendere diversi medicinali, magari prescritti da più specialisti. Esiste quindi un serio problema rappresentato dalle possibili interazioni tra le varie terapie che possono rendere tossiche o inefficaci alcune cure. Diventa quindi necessario avere uno strumento semplice e dinamico (cioè modificabile nel tempo), da utilizzare nella pratica clinica quotidiana, che sia in grado di suggerire ad ogni camice bianco quali sono le associazioni di farmaci potenzialmente a rischio e quali invece quelle consigliabili, permettendo una riconciliazione puntuale delle terapie”. “Vogliamo riuscire a creare un “documento di riconoscimento” – afferma il prof. Maurizio Simmaco, Ordinario di biologia molecolare dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma -. Oltre alle possibili interazioni terapeutiche, dovrà tenere conto delle caratteristiche individuali del singolo paziente anche nella loro evoluzione clinica. Oggi, grazie alla ricerca scientifica, abbiamo una conoscenza più approfondita, rispetto a soli pochi anni fa, del profilo metabolico e funzionale, a costi accessibili. Ciascuno di noi presenta piccole variazioni nella velocità di attivazione di alcuni enzimi, che sono coinvolti nel metabolismo dei farmaci. Queste contribuiscono alla differente risposta individuale a farmaci e terapie. Sono caratteristiche che un medico deve tenere in considerazione quando assiste un paziente”. “La realizzazione della “Carta d’Identità” rappresenta una grande occasione che va nella direzione della personalizzazione delle cure – sottolinea Simmaco -. L’obiettivo finale che ci prefiggiamo è quello di contenere la riduzione di efficacia e le tossicità. Così si possono ottenere anche importanti risparmi per l’intero sistema sanitario nazionale. La medicina personalizzata è sempre più importante non solo nella lotta contro i tumori, ma anche nei pazienti politrattati. E questo non vale solo in oncologia ma anche in altre specializzazioni. Si tratta di un approccio largamente utilizzato in psichiatria ed è imprescindibile soprattutto nei soggetti più fragili, come ad esempio gli anziani. Si calcola che siano oltre 7 milioni e mezzo gli italiani over 65 che prendono contemporaneamente più di cinque farmaci. Il progetto di ricerca “Patient DDi-ID” potrà diventare quindi un modello ed essere presto esteso anche ad altre tipologie di pazienti”. “La medicina occidentale, negli ultimi anni, si è basata su un approccio definito “trial and error” – conclude il prof. Paolo Marchetti -. Consiste nel provare a somministrare un determinato farmaco ad un malato e vedere poi successivamente come evolve la situazione e se l’organismo riesce a tollerarlo. Oggi invece possiamo riuscire, per più della metà dei farmaci, ad identificare prima e con grande precisione quale sarà il suo iter metabolico. Questo è possibile grazie ad una serie di analisi ed esami preliminari su quelle che sono le specifiche caratteristiche biochimico-funzionali di una determinata persona. L’arrivo di tante e nuove cure anticancro ha reso la scelta terapeutica, che deve svolgere un oncologo, estremamente difficile e complessa. Uno scenario più ricco di possibilità innovative e nel quale sono aumentate le possibilità di guarigione. Proprio per questo i laboratori, dalla biochimica clinica alla genetica e alla anatomia patologica, devono sempre più diventare un luogo di supporto non solo alla diagnosi, ma anche alla condivisione di un indirizzo terapeutico dinamico e personalizzato.”

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Nasce la Carta Europea per l’Aderenza alla Terapia

Posted by fidest press agency su domenica, 20 novembre 2016

riminiRimini. Sono circa 200mila le morti premature in Europa causate da difficoltà nell’aderenza alla terapia da parte dei pazienti. Il costo della non aderenza è stimato, in Unione Europea, come compreso tra 80 miliardi e 120 miliardi l’anno. Per migliorare la qualità della vita dei cittadini, in particolare senior, e per aiutare i servizi sanitari nazionali a ottimizzare l’utilizzo delle risorse economiche, SIHA – Senior International Health Association, l’organizzazione europea di pazienti deputata alla protezione della salute e alla promozione dell’invecchiamento attivo, ha organizzato il I Congresso Europeo sull’Aderenza alla Terapia.
L’aderenza alla terapia come diritto per i pazienti cronici, l’importanza dell’awareness per le famiglie e i caregivers, per la medicina generale, le società scientifiche e gli specialisti, le infermiere, i farmacisti, le aziende farmaceutiche, le Istituzioni: sono questi i punti chiave della Carta Europea per l’Aderenza alla Terapia, elaborata nel corso del Congresso, conclusosi oggi a Rimini.
Il Congresso, promosso da SIHA – Senior International Health Association, e svoltosi con il Patrocinio del Parlamento Europeo e del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, ha avuto come Presidente Giovanni La Via, Presidente della Commissione ENVI del Parlamento Europeo, e come Presidente Onorario Gianni Pittella, Presidente del gruppo S&D del Parlamento Europeo.
Le società scientifiche europee sono state coinvolte nei due giorni di lavoro per analizzare i principali ostacoli all’aderenza alla terapia nelle principali aree terapeutiche (Dislipidemia, Ipertensione, Psichiatria, Urologia e Respiratorio).
Le società scientifiche coinvolte sono state: EAS – European Atherosclerosis Society, EAU – European Association of Urology, EHRA – European Heart Rhythm Association, EPA – European Psychiatric Association, ERS – European Respiratory Society, ESC – European Society of Cardiology, ESH – European Society of Hypertension, SIP – Società Italiana di Pneumologia, SIU – Società Italiana di Urologia.

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Dolore cronico

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2015

europa comunitariaUn europeo su cinque soffre dolore cronico di origine non oncologica, uno su quattro dolore cronico severo, i più colpiti: le persone over 65. Un anziano su due soffre infatti questa patologia, a loro il dolore concede 7 anni di speranza di vita media. A questi pazienti si dirige la ‘Carta Europea dei Diritti dei Cittadini Over 65 con Dolore Cronico’ presentata oggi al Parlamento Europeo di Bruxelles su iniziativa della SIHA, Senior International Health Association con la collaborazione di Pain Alliance Europe e di FederAnziani ed il supporto di molti europarlamentari, quali Mara Bizzotto, Mercedes Bresso, Nicola Caputo, Lorenzo Cesa, Salvatore Cicu, Alberto Cirio, Laura Comi, Santiago Fisas Ayxelà, Elisabetta Gardini, Michela Giuffrida, Francoise Grossetete, Giovanni La Via, Fulvio Martusciello, Barbara Matera, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Alessandra Mussolini, Antonio Panzeri, Aldo Patriciello, Giuseppina Picierno, Gianni Pittella, Salvatore Domenico Pogliese, Massimiliano Salini, Antonio Tajani, Flavio Zanonato, Jana Zitnanska, Damiano Zoffoli.A firmare la Carta anche Ignacio Socias, Director of Communication and International Relations IFFD International Federation for Family Development General Consultative Status with the United Nations, Sylvie Carrega, Presidente ENSA European Network of Social Authorities, Juan Manuel Revuelta, Director General Finnova, Athanassios Goumas, Presidente Regioeuropa, Pilar Santamaria, Fondazione Sustainable Pharmacies.
“Abbiamo deciso con i colleghi di tutti i gruppi politici che hanno condiviso la proposta e che la condivideranno, di presentare un dichiarazione scritta, presupposto perché la Commissione Europea formuli una proposta se sarà raggiunto il numero dei voti” dichiara Giovanni La Via, Presidente Commissione Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo. “Chiediamo a SIHA di collaborare con noi per la raccolta dei voti” aggiunge il Presidente La Via “Apriamo sin da adesso la dichiarazione alla firma di tutti i colleghi sperando che sia un primo passo per offrire una prospettiva utile alla soluzione del problema”.
Anche Gianni Pittella, Presidente Gruppo S&D al Parlamento Europeo, ha dato la sua disponibilità a presentare la Carta e a sottoscriverla. “Con questa Carta – spiega il Dottor Roberto Messina, CEO di SIHA – ci poniamo l’obiettivo di aiutare a garantire l’accesso ai trattamenti, la continuità di cura, assicurare qualità, sicurezza, equità ai pazienti anziani con dolore cronico, aiutare i Paesi Membri a salvaguardare i diritti dei pazienti stessi ed incrementare l’awareness sul dolore cronico a livello Europeo affinché vengano definite delle direttive specifiche per risolvere i problemi legati al dolore cronica ed attuate le misure di tutela dei cittadini stessi”.”Le sindromi dolorose croniche hanno un enorme costo socioeconomico pari al 2,3% del PiL” – dichiara il Prof. Gianni Colini Baldeschi, Presidente INS, Italian Neuromodulation Society, Membro della Sezione Ministeriale per l’attuazione dei principi contenuti nella legge 15 marzo 2010, n.38, recante disposizioni per garantire l’accesso delle cure palliative e alla terapia del dolore. “Garantire le cure più appropriate cure ai pazienti con dolore cronico” aggiunge il Professore “non è solo un dovere sancito dalla Costituzione, ma rappresenta anche un risparmio per il sistema sanitario nazionale e la società tutta”.Il mal di schiena, il dolore al cranio ed al collo, il dolore artritico e quello muscolare diffuso, sono le patologie più frequenti, a loro si associano sintomi quali la depressione, la perdita di relazioni sociali e di capacità lavorative. Solo il 69% delle persone con dolore cronico nella Ue assicura di essere trattato e tra questi solo il 41% in maniera adeguata.L’impatto del trattamento del dolore cronico sui sistemi sanitari e sui sistemi economici dei 28 Stati membri si traduce, per gli under 65, in pesanti perdite di giornate di lavoro, e, per tutti, ma soprattutto per gli anziani, in maggiori costi di trattamento socio-sanitario. Un paziente con dolore cronico non oncologico costa ai sistemi sanitari in media 2,6 volte in più di un paziente senza dolore.Secondo una stima di FederAnziani i costi sanitari totali diretti ed indiretti per le patologie di dolore cronico nei 28 Stati Membri variano dal 2% al 2,9% dell’Irlanda, con una media Ue del 2,4% ed un costo pari a 271 miliardi di euro all’anno. Le spese per gli anziani sono pari a quasi 90 miliardi di euro (si escludono i costi indiretti quali le giornate di lavoro perso).Eurostat indica che attualmente ci sono nella Ue 96,6 milioni di persone Over 65, pari al 19% della popolazione comunitaria, una cifra che è destinata a salire fino a 125 milioni nel 2030, il 24,1%, e a sfiorare i 150 milioni nel 2050 (148 milioni per il 28,2% del totale). Cifre che fanno e faranno del dolore cronico degli anziani uno dei più urgenti problemi di salute in tutto il continente europeo.

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Confedir-Anief: una carta europea per rilanciare i diritti di 3,5 milioni di dipendenti pubblici

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2013

A proporla è stato il sindacalista Marcello Pacifico: il fallimento della privatizzazione dei contratti e delle norme applicate al pubblico impiego è un dato incontrovertibile. A 20 anni esatti dall’avvio di questo processo di privazione, occorre oggi chiedere all’Europa di venire in soccorso dei nostri lavoratori dello Stato, approntando una commissione ‘super partes’ che si occupi della realizzazione di un documento condiviso di cui beneficerebbero tutti i cittadini. Anche d’Europa.Approvare al più presto una carta europea, frutto del lavoro svolto da una commissione ‘super partes’, che sia in grado di garantire la mission universale e le regole dei dipendenti pubblici dell’Europa a 27: la proposta è stata fatta oggi a Roma da Marcello Pacifico, presidente Anief e delegato Confedir alle alte professionalità, direttivi e quadri PA, a conclusione del convegno Confedir-Unadis “Venti anni dalla privatizzazione del pubblico impiego: la dirigenza dello Stato tra riforma, controriforma e prospettive future”.Il sindacalista ha ricordato che negli ultimi due decenni l’azione combinata di norme e leggi volute dai vari Governi, per mere ragioni di finanza pubblica, in particolare i decreti legislativi 29/1993, 165/01 e 150/09, hanno spostato i contratti di circa 3 milioni e mezzo di dipendenti e dirigenti pubblici verso modalità sempre più di tipo privatistico. Influendo negativamente su più ambiti: dalla “stretta” sulle pensioni a quella che riguarda il trattamento di fine servizio, dal merito legato alle perfomance alla razionalizzazione esasperata delle spese, dai licenziamenti alla mobilità intercompartimentale coatta, sino alla cancellazione del 13% dei posti in un solo anno, al perdurante blocco dei contratti, alla mancata stabilizzazione e all’appiattimento delle carriere.Alla luce di questo andamento a senso unico, Pacifico ha quindi pubblicamente posto ai presenti al convegno due domande: “Perché si è voluto privatizzare il settore pubblico? E perché l’Europa non interviene?”. Il sindacalista ha quindi detto che l’intervento di un documento “di portata sovranazionale appare al momento l’unica strada percorribile per contrastare quella ‘controriforma’ in atto voluta dei decisori politici italiani. Una deriva che ha reso sempre più instabili gli impegni assunti negli anni dai Governi con le parti sociali, sotto la scure dei mercati, fino a penalizzare ingiustificatamente e discriminativamente i lavoratori assunti nel pubblico rispetto al comparto privato”.Secondo il sindacato, dunque, la realizzazione di un documento di stampo europeo, ancora di più in questa situazione di incertezza governativa nazionale, rimane al momento l’unica strada percorribile per arrestare la deriva di norme e contratti che negli ultimi anni si sono abbattuti contro i lavoratori statali italiani. “La sua attuazione, accompagnata da un serio piano di investimenti, sia sul versante dell’istruzione sia su quello della cultura, questo sì correttamente mutuato dai privati, porterebbe finalmente – ha concluso Pacifico – ad una corretta gestione dell’apparato pubblico. Della cui maggiore funzionalità godrebbero tutti i cittadini italiani e di tutta Europa”.

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Carta europea parità di genere

Posted by fidest press agency su martedì, 8 marzo 2011

“Con la Carta Europea per la parità delle donne e degli uomini nella vita locale il Ccre a livello europeo e l’AICCRE a livello italiano promuovono in concreto la democrazia paritaria”. Lo dichiarano in una nota Vincenzo Menna ed Emilio Verrengia, rispettivamente Segretario generale e Segretario generale aggiunto dell’AICCRE per la ricorrenza dell’8 marzo che “più di una festa deve essere un giorno per rinnovare la riflessione e gli impegni per l’affermazione delle pari opportunità a partire dalla politica”. La “Carta Europea” invita i Poteri locali d’Europa a sottoscrivere la Carta considerando l’uguaglianza delle donne e degli uomini un diritto universale da garantire in tutti i territori. “Un’iniziativa che dal basso promuove le pari opportunità – spiegano i dirigenti dell’AICCRE – affinché la prospettiva di genere invada in maniera irreversibile le nostri Istituzioni, le nostre politiche e, in definitiva, tutti gli spazi della vita pubblica”. “L’AICCRE – hanno aggiunto Menna e Verrengia – come atto concreto ha anche nominato quaranta donne all’interno del suo Consiglio nazionale nel corso del Congresso che si è appena chiuso; e ha modificato lo statuto dell’Associazione in favore delle pari opportunità”. Sono alcune migliaia gli Enti locali che in Europa hanno sottoscritto la Carta Europea per la parità delle donne e degli uomini nella vita locale e più di 400 in Italia. “L’AICCRE – assicurano Menna e Verrengia – continuerà a sensibilizzare le autorità locali affinché tutte aderiscano ai principi del Documento per il raggiungimento di una compiuta democrazia”.L’Aiccre è la Sezione italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (Ccre), Associazione che raggruppa gli amministratori di oltre 100.000 enti territoriali in 26 paesi dell’Unione europea, dell’Europa centrale e orientale e di Israele. Il Ccre si è costituito a Ginevra nel gennaio 1951 ed è dal 5 maggio 2004 la Sezione europea della CGLU (Città e governi locali uniti)

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III Giornata Europea dei diritti del malato

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 aprile 2009

18 aprile 2009: in 22 Paesi europei e in oltre 50 città italiane si celebra la III Giornata Europea dei diritti del malato promossa da Active citizenship Network-Cittadinanzattiva. L’evento nazionale in Italia si svolgerà il 18 a Riva del Garda (Tn) presso Cortile della Rocca (9:30/13:00) Una giornata europea dedicata ai diritti del malato promossa e realizzata dai cittadini per sottolineare la necessità di costruire un sistema sanitario basato sui 14 principi sanciti nella Carta Europea dei diritti del malato, proclamata nel 2002 da Active Citizenship Network-Cittadinanzattiva. Questo il senso dell’iniziativa in programma domani, sabato 18 aprile, in 22 Paesi dell’Unione Europea e in più di 50 città italiane.  La Giornata Europea, che viene realizzata con il Patrocino del Parlamento europeo, del Comitato Economico e Sociale Europeo e del Commissario europeo alla salute Androula Vassiliou, ha il duplice obiettivo di far sì che i diritti dei cittadini europei siano uguali indipendentemente dallo Stato in cui vivono, e di eliminare gli ostacoli per chi è costretto a muoversi fuori dal proprio Paese per ottenere delle cure. Inoltre, alla vigilia delle elezioni parlamentari europee di giugno, la Giornata rappresenta un’occasione importante per i cittadini per dare voce alle proprie necessità e aspettative visto il ruolo che l’Europa dovrebbe giocare sul versante della tutela della salute.

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Aiccre: giornata sulla Carta europea

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2009

In preparazione degli Stati generali del CCRE, che si svolgeranno a Malmo dal 22 al 24 aprile prossimo, la Federazione toscana dell’Aiccre, in collaborazione con la Regione Toscana, la Commissione Regionale per le pari opportunità Donna Uomo della Toscana, la Provincia di Livorno ed il Comune di Livorno hanno organizzato, il 6 aprile prossimo, una giornata sull’applicazione della “Carta europea dell’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale e regionale”. Siamo pronti per il futuro? È questa la domanda ambiziosa rivolta ai rappresentanti degli Enti locali e regionali. Il convegno si svolgerà dalle 9.00 alle 13.00 presso L.E.M. Livorno Euro Mediterranea, Piazza Padiglione 1/2 Livorno.

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