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Posts Tagged ‘carta identità’

Carta di identità elettronica all’estero: “La mia risoluzione accolta all’unanimità”

Posted by fidest press agency su domenica, 23 giugno 2019

onorevole nissoliE’ quanto dichiara l’on.le Fucsia Nissoli Fitzgerald e soggiunge: “Nei giorni scorsi, durante le Commissioni riunite di Affari esteri e Affari costituzionali, i colleghi (che ringrazio vivamente), dei vari partiti hanno votato all’una la mia risoluzione che impegna il Governo a permettere il rilascio della carta di identità elettronica all’estero, anche nei Paesi extra UE, ai cittadini italiani. Sono soddisfatta dell’esito positivo del lavoro parlamentare svolto in sede di Commissioni riunite Affari esteri e Affari costituzionali, che hanno approvato la mia risoluzione.Ringrazio il Governo per aver dato parere favorevole a tale risoluzione, significa che, finalmente, almeno in questo caso, ci sarà, ad azione compiuta, parità di trattamento tra tutti i cittadini italiani siano essi residenti in Italia o all’estero.” (n.r. Noi che seguiamo tutte le iniziative, e in particolar modo dell’on. Nissoli, dei parlamentari che sono stati eletti nelle circoscrizioni estere, dobbiamo riconoscere che l’impegno di quelli che oggi li rappresentano è grande e le soddisfazioni, purtroppo, sono poche, ma non certo per loro demerito. Da emigrante vorrei dire ai politici di casa nostra che l’amore per l’Italia l’ho provato e l’ho sentito intorno a me vivendo all’estero per lavoro. Un amore che non è venuto mai meno anche se alcuni dipendenti del consolato mostravano poca attenzione per i problemi dei loro compatrioti e dall’Italia non erano infrequenti motivi d’incomprensione da parte di una certa classe politica. Grazie on.le Nissoli da un ex emigrante: Riccardo Alfonso)

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Billi (Lega) e Nissoli (FI): Insieme per il bene della Comunità italiana all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

Roma. “Lavoriamo insieme per il bene della comunità italiana all’estero a prescindere dall’appartenenza politica” lo affermano gli On.li Simone Billi, Lega Salvini Premier, e Fucsia Nissoli, Forza Italia, che ieri hanno presentato due risoluzioni per impegnare il Governo al rilascio della carta di identità elettronica per gli italiani residenti all’estero, sia per quelli nell’Unione europea sia per quelli fuori dalla UE. “Ringraziamo il Governo per aver accolto queste risoluzioni” concludono Billi e Nissoli “che danno prova del continuo interesse di questo Governo e Parlamento per gli italiani all’estero.”

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Erogazione della carta d’identità elettronica anche all’estero

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 giugno 2019

“Sin dalla scorsa Legislatura mi sono impegnata per permettere l’erogazione della carta d’identità elettronica anche all’estero. Ora sono soddisfatta perché nelle Commissioni riunite Affari costituzionali ed esteri sarà discussa la risoluzione, a mia prima firma, che impegna il Governo: a portare a conclusione il piano operativo che consente di estendere le procedure di realizzazione della carta di identità elettronica e del sistema SPID ai cittadini italiani residenti all’estero, con riferimento sia ai cittadini italiani residenti nei paesi Ue che a quelli residenti nei paesi extra Ue e iscritti all’AIRE; ad assicurare le risorse necessarie e a definire le modalità organizzative tecniche, affinché i Consolati italiani all’estero, anche nei paesi extra-Ue, possano emettere la CIE, con modalità di consegna che non prevedano maggiori costi, nonché a velocizzare il cronoprogramma predisposto dai Ministeri compenti per il rilascio della CIE all’estero, al fine di procedere all’integrazione dei sistemi informatici della rete consolare e completare la fase di sperimentazione prevista; a consentire ai nostri connazionali la possibilità di presentare domanda di rilascio della CIE presso il comune di iscrizione AIRE, durante il loro soggiorno in Italia, secondo le istruzioni governative agli Uffici anagrafe dei comuni. Si tratta di richieste legittime tese a mettere su un piano di parità i cittadini italiani residenti all’estero e quelli residenti in Italia! Il nostro Paese è capace di innovazione e dobbiamo usare tale capacità anche per venire incontro alle esigenze degli italiani all’estero. E’ possibile, basta la volontà politica!”.Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, eletta nella Circoscrizione estero – Ripartizione Nord e Centro America, in occasione della discussione sulla risoluzione n. 7260, a sua prima firma, in calendario oggi nelle Commissioni Affari costituzionali ed esteri in seduta congiunta.

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Carta d’identità dell’influenza

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 aprile 2019

Il termine influenza, usato ormai anche nei Paesi anglosassoni, deriva dal latino influentia e può essere correlato all’astrologia. Infatti, nell’antica Roma si pensava che la comparsa delle epidemie influenzali fosse legata a una sfavorevole congiunzione delle stelle. Tuttavia, la storia dell’influenza comincia già qualche secolo prima di Cristo. Il primo “reperto” storico della malattia viene fatto risalire alla famosa peste di Atene, del 430 avanti Cristo. L’elevata mortalità riscontrata durante la presunta pestilenza sarebbe infatti legata, secondo le teorie più recenti, a un’epidemia influenzale gravissima complicata da sovrainfezioni batteriche risultate poi mortali.
La prima vera pandemia in Europa si è registrata ufficialmente nel 1580. Da allora sono state descritte altre 31 pandemie. Le più gravi si sono verificate nel 1743, nel 1889-1890, nel 1918-19 (la cosiddetta spagnola, provocata dal virus A sottotipo H1N1), nel 1957 (è la volta dell’asiatica causata dal virus AH2N2) e nel 1968 la Hong-Kong, provocata dal virus AH3N2, ultima pandemia prima di quella in corso. Secondo i dati epidemiologici, alla spagnola va il triste record della mortalità, con oltre 20 milioni di decessi. Meno pesanti, sotto il profilo della mortalità, sono state invece l’asiatica e l’Hong-Kong, che pure hanno interessato decine di milioni di persone in tutto il mondo.
Nonostante queste osservazioni storiche, la maggior parte degli studi sull’influenza ha preso il via con l’isolamento del primo virus umano avvenuta nel 1933. Da allora la scienza ha potuto mettere a punto una serie di osservazioni crescenti che hanno consentito di ottenere un profilo preciso e circostanziato dei flussi influenzali.
I virus influenzali fanno parte della famiglia degli orthomyxoviridae, genere orthomyxovirus. Hanno la forma di una sfera, più o meno simile a un pallone da calcio pur se di dimensioni infinitesime rispetto a esso (siamo nell’ordine degli 80-120 nanometri di diametro). Ma, soprattutto, sulla loro superficie esterna appaiono “spinosi”, perché presentano alcune protuberanze sottili chiamate in termine scientifico “spikes” (chiodi o spine). Queste strutture sono fondamentali per la risposta dell’organismo al virus, per l’attività dei farmaci e per la messa a punto dei vaccini. Al loro interno si trovano, infatti, i cosiddetti antigeni di superficie, ovvero le emoagglutinine (contraddistinte dalla sigla H) e le neuraminidasi (contrassegnate con la lettera N). Si conoscono tre “classici” tipi di virus influenzale, che differiscono in base alle proteine presenti sulla loro superficie: il virus di tipo A e il virus di tipo B – che possono causare le epidemie influenzali – e il virus C, che talvolta dà origine a un’infezione asintomatica o simile al raffreddore (di scarso rilievo epidemiologico per l’uomo).
Passando a valutare dall’interno la struttura del virus, questa è caratterizzata dal patrimonio genetico virale, sotto forma di acido ribonucleico (RNA): è “costruito” come un vero e proprio mosaico che comprende 8 frammenti distinti per i virus di tipo A e B e solo 7 per il tipo C.
A, B e C, come detto, non sono altro che le sigle che individuano le caratteristiche degli antigeni interni del virus. I virus di tipo B e C hanno come unico serbatoio l’essere umano, mentre quelli di tipo A possono infettare diverse specie animali: ad esempio i suini, gli equini, gli uccelli e il pollame oltre alle anatre. Addirittura, questi virus possono infettare anche i mammiferi marini.
Quando si classificano i virus influenzali di tipo A, quindi, inizialmente si propone la lettera dell’alfabeto che caratterizza gli antigeni interni, in seguito si inseriscono le lettere H e N. Poiché i due antigeni possono associarsi casualmente fra loro, è possibile un grande numero di combinazioni. A oggi, i sottotipi A che sono stati associati con la malattia umana sono H1N1, e H3N2, pur se esiste la rara eventualità che altri sottotipi possano determinare patologia nell’uomo. Per capire bene cosa significano le sigle che leggiamo ogni giorno nella stagione invernale, quindi, occorre ricordare questo ordine: tipo, specie dalla quale il virus è stato isolato (questo dato è omesso per i ceppi isolati dall’uomo), località dell’isolamento, numero assegnato dal laboratorio, anno di isolamento. Nel caso del Virus A si aggiunge il sottotipo. (fonte: Havas PR Milan da uno studio di Seqirus, leader mondiale nel business dei vaccini influenzali. E’ una società del gruppo CSL, azienda globale specializzata in bioterapie, con oltre sedicimila dipendenti e operazioni in oltre 30 Paesi a livello globale.Seqirus, con base a Maidenhead in Gran Bretagna, occupa circa duemila dipendenti e opera in oltre 20 Paesi in tre continenti: Nord America, Europa e Australia.)

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SI dalla Ue alle impronte digitali nella carta d’identità

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 febbraio 2019

I negoziatori di Parlamento Ue hanno raggiunto un accordo informale sulle nuove regole che si applicheranno ai documenti dei cittadini europei e che ora passeranno all’approvazione definitiva. Secondo i nuovi standard concordati le carte di identità dovranno essere prodotte in un formato di carta di credito, includere una zona leggibile con i dispositivi, contenere una fotografia e due impronte digitali del titolare della carta, memorizzate in un formato digitale, su un chip contactless con livelli minimi di sicurezza stabiliti dall’Icao, l’International Civil Aviation Organization. Sempre più tecnologiche e ricche di informazioni avranno un periodo minimo di validità di 5 anni e uno massimo di 10 anni. Con una mossa, insomma, per evitare le falsificazioni che però rischia di diventare troppo invasiva della privacy dei cittadini europei e anche complicata da implementare. Questi nuovi standard di sicurezza per i documenti di identità permetteranno di prevenire le frodi e i furti di identità dei documenti, rendendo più difficile l’azione di terroristi e criminali e facilitando al contempo la libera circolazione dei normali viaggiatori. Le carte d’identità, dunque, saranno uguali in tutti i Paesi ma conterranno il codice del Paese dello Stato membro che le emette, all’interno di una bandiera dell’Ue. Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la raccolta delle impronte digitali obbligatoria per le carte d’identità in tutta l’UE solleva seri problemi sulla privacy. I chip su cui sono archiviati i dati potrebbero essere facilmente hackerati.

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Nissoli: rilasciare la Carta di identità elettronica anche all’estero

Posted by fidest press agency su sabato, 8 aprile 2017

carta di identitàRoma. L’on. Nissoli ha partecipato ai lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul livello di digitalizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni, duranti i quali è stato audito l’amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli.Dopo la relazione del dott. Aielli, in cui ha parlato dello stato dell’arte circa l’implementazione della Carta di identità elettronica (CIE), l’on. Nissoli ha chiesto, in merito agli iscritti AIRE, “quando è prevista la possibilità per i consolati di rilasciare la CIE” e in che tempi. E ricordando che “la CIE è classificata a livello internazionale (ICAO) come un documento di viaggio al pari del passaporto elettronico”, ha chiesto di sapere “come sarà possibile rilasciare la CIE agli iscritti AIRE”.Nella risposta i rappresentanti della Zecca dello Stato hanno evidenziato che il rilascio, tramite consolati, della CIE agli iscritti AIRE, non è ancora possibile ed il Poligrafico attende istruzioni ancora non emesse dal Ministero dell’interno.
Una risposta che ha portato l’on. Nissoli a dichiarare che “sarebbe opportuno che il tema, visti i notevoli vantaggi che i residenti all’estero possono trarre dalla CIE, anche in termini di servizi, inizi ad essere affrontato con maggior solerzia dal Ministero. Infatti, essendo la CIE conforme agli standard ECC, european citizen card, sarà possibile consentire al cittadino, ovunque si trovi, di accedere ai servizi on line della PA con autenticazione sicura tramite la CIE direttamente dai propri device, PC, tablet e smartphone. Sostanzialmente si tratta di favorire la comodità del cittadino ed il risparmio da parte dell’Amministrazione”. (foto: carta di identità)

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Carta d’identità elettronica. Il Paese dei campanelli…. quando alla burocrazia subentra la ‘malacrazia’

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2016

pagamenti elettronici“Il Paese dei campanelli”, e’ una simpatica operetta dell’inizio del secolo scorso, ma la sua trama e’ diventata col tempo un modo di dire, cioe’ un Paese in cui e’ facile dimenticare le magagne del passato perche’, piu’ che la memoria conta il quieto vivere.
Ed e’ per l’appunto in questo Paese che si sta dispiegando la vicenda della carta d’identita’ elettronica (CIE – tessera plastificata munita di microchip), che proprio in questi giorni vede il debutto della ennesima sperimentazione di una nuova versione negli stessi Comuni coinvolti da quelle precedenti. Questo accade dopo undici anni dalla decisione di adottarla (2005: come strumento di accesso ai servizi web della PA, quali l’invio di documenti e/o i pagamenti online di tributi locali, di rette scolastiche, multe, etc.) e dopo dieci anni (2006) da quando sarebbe dovuta partire ufficialmente su tutto il territorio nazionale.
Negli anni sono nati e tramontati diversi progetti in merito: che la CIE diventasse l’unico strumento per accedere ai servizi in rete delle pubbliche amministrazioni, e la sua unificazione con la tessera sanitaria e la carta nazionale dei servizi (progetto di creazione di un documento unico, voluto dal Dl 70/2011 e poi abrogato dal Dl 78/2015).
Dopo la fase che parte ora, per la diffusione su tutto il territorio nazionale si devono aspettare decisioni ministeriali e dell’apposita commissione interministeriale creata allo scopo.
Al momento della richiesta viene rilasciata la prima parte dei codici PIN/PUK utili per il riconoscimento sui siti della pubblica amministrazione e per lo sblocco. Dal momento della richiesta in Comune la carta, con la seconda parte dei codici, dovrebbe essere consegnata entro sei giorni lavorativi. In futuro dovrebbe essere possibile presentare la richiesta telematicamente grazie al sistema CIEOnline ancora non attivo. Le carte di identità cartacee ed elettroniche rilasciate secondo le regole precedenti rimangono valide fino alla loro naturale scadenza. Il costo di questa carta si aggira intorno ai 25 euro (22,21 a Firenze, per esempio) contro i 5,42 di quella cartacea. E chissa’ perche’ costa di piu’, visto che e’ considerata un elemento di semplificazione e di spending review del rapporto tra cittadino e PA. Ma -si sa- se c’e’ un motivo perche’ lo Stato in cambio di un presunto migliore servizio, anche se lo stesso gli costa meno semplificando una serie di passaggi, ci possa speculare, non certo si tira indietro: nella fattispecie, la differenza tra 5,42 incassati dal Comune e i 22,21 che paga l’utente, va all’amministrazione centrale dello Stato. La validita’, come quella cartacea, e’ di 10 anni. Per dettagli e’ consigliabile rivolgersi al proprio comune di residenza.
Nel Paese dei campanelli, per arrivare ad oggi -sempre sperimentale, e non e’ detto che succeda quanto gia’ accaduto nella precedenti fasi sperimentali, cioe’ inutili- si e’ arrivati a questa decisione grazie a questo iter normativo di 12 passaggi, tra Dl (decreti legge). D.lgs (decreti legislativi), Dpr (decreti del presidente della Repubblica) e DM (decreti ministeriali).
Fiduciosi aspettiamo che tutto finisca bene, ma crediamo sia importante informare i cittadini di come suonano i campanelli nel nostro Paese, si’ da non meravigliarsi di nulla e, magari, continuare sornionamente con occhi commiserevoli, come la burocrazia si sia trasformata in “malacrazia”… tanto gli attori non pagano, ma le vittime (i cittadini) sono e rimangono tali. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Carta d’identità elettronica

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2009

La beffa della carta d’identità elettronica non cessa. Oggi il ministero dell’Interno scrive ai Prefetti, perche’ lo facciano sapere ai Sindaci, per informare i possessori di questo documento che, andando all’estero, potrebbero avere dei problemi: la proroga a 10 anni di validita’, con supporto cartaceo, potrebbe non essere accettata da alcuni Paesi -dice il ministero- quindi munitevi di altro documento più sicuro. C’è un passaggio di questa circolare che è sintomatico: “considerato che la procedura in questione, ritenuta quella piu’ opportuna, permane tale ancora oggi, in attesa di definire un’organica soluzione degli attuali profili di criticita’ registrati nel processo della carta d’identità elettronica si pregano le SS.LL di voler nuovamente sensibilizzare i Sindaci….”Sintomatologia che e’ preoccupante: o ci sono o ci fanno!! Non siamo in grado, anche per rispetto dell’Istituzione, di ben comprendere la situazione, ma siamo certi di una logica conseguenza e di un semplice rimedio che non è considerato: visto che ci sono questi problemi che non sono colpa del cittadino ma del fatto che bisogna attendere per “definire un’organica soluzione degli attuali profili di criticita’…”, perche’ non si offre al cittadino un nuovo documento valido ma gli si consiglia solo di farsene lui uno nuovo a spese proprie (5 euro per la carta di identita’ cartacea e 25 per quella elettronica)? Già la proroga della carta d’identità elettronica con supporto cartaceo e’ una beffa degna di una burocrazia kafkiana che complica la vita a chi credeva di semplificarsela (“considerato che la procedura in questione, ritenuta quella più opportuna, permane tale ancora oggi.”) Ma non bastava. La beffa diventa tragedia, disperazione, delirio e, ovviamente, a spese del cittadino. Povera Italia e poveri italiani, in che mani siamo e dove stiamo andando.

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Carta d’identità elettronica

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 luglio 2009

E’ noto che la carta d’identità dura 10 anni rispetto ai 5 del passato e, per chi ha ancora il vecchio documento (la maggior parte), approssimandosi la scadenza, dovra’ recarsi in Comune per farsi apporre un timbro di proroga. Lo fa sapere oggi il ministero dell’Interno con una circolare. Ma cosa succede con la carta d’identità elettronica, quella grande come una carta di credito su cui c’e’ scritto che vale cinque anni? Se stanno per trascorrere i cinque anni, il cittadino dovrà recarsi in Comune e gli sarà consegnato un certificato cartaceo, valido a tutti gli effetti di legge, che ne attesta la proroga e che dovrà essere conservato ed esibito contestualmente; se l’Autorità straniera non dovesse riconoscere la validita’ di tale certificazione -fa sapere sempre il Viminale- è necessario contattare gli uffici diplomatici italiani del luogo. E’ proprio così. Incredibile ma vero! La carta elettronica, non solo costa 25 euro rispetto ai 5 di quella cartacea (circa il 300% in più), ma se deve essere estesa la validità bisognerà andare in giro portandosi un pezzo di carta dietro, col dubbio che all’estero l’accettino. Chissà se esiste un qualche Franz Kafka in grado di romanzare questo splendido episodio della nostra burocrazia. A noi era stato insegnato che la tecnologia avrebbe dovuto semplificare la vita, tra cui i costi ridotti, ma probabilmente apparteniamo ad un mondo diverso in cui però il consumatore e’ sempre al centro: solo che per noi lo è per le priorità delle scelte, mentre per il ministero dell’Interno è per vesseggiarlo e spremerlo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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