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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 203

Posts Tagged ‘casa’

Vendere casa prima e meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Si chiama home staging, e consiste nel rifare il look alle abitazioni con interventi temporanei, allestendo gli spazi in modo da fare subito colpo sui potenziali acquirenti. Un investimento che dà grandi risultati: dopo un intervento di home staging, infatti, una casa si vende in media in soli 46 giorni. Il dato complessivo del venduto dopo un intervento di valorizzazione immobiliare è del 97% e, indicatore estremamente significativo, lo sconto medio risulta solo del 4%, a fronte del 10,9% della media italiana. A rendere noti questi numeri è l’Associazione Nazionale Home Staging Lovers, sulla base del sondaggio che come ogni anno ha interpellato i professionisti delle due maggiori associazioni italiane del settore: Home Staging Lovers, appunto, e l’Associazione Professionisti Home Staging Italia.Quali i motivi per cui l’home staging fa la differenza? «A monte di ogni progetto c’è sempre un ragionamento sulla tipologia di cliente che si desidera attrarre – spiega Galletti –. Di conseguenza si curano vari elementi per costruire una comunicazione visiva mirata a conquistare i potenziali acquirenti, che ancora prima di visitare l’immobile di solito lo vedono sul web. L’home stager mette in campo tante competenze diverse, dal design d’interni, alla fotografia, al marketing immobiliare». Gli interventi sono temporanei, non strutturali: ci si concentra per esempio sulla disposizione dei mobili, sui colori, sui tessili, sulla decorazione, sull’illuminazione. Ogni progetto di home staging comprende infine un servizio fotografico professionale.Che il settore stia imparando ad apprezzare sempre di più il contributo degli home stager è testimoniato anche dalla crescita di questi professionisti in termini numerici, nonché dal moltiplicarsi dei corsi e degli eventi a loro dedicati. Attualmente l’età media degli associati Home Staging Lovers è di 43 anni e operano in tutta Italia: Emilia Romagna (27,4%), Lazio (15,2%), Nord-Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria – 13%), Toscana (12,9%), Triveneto (9,7%), Lombardia (7,6%), Umbria (4,3%), Sardegna (1,1%). Il restante 8,8% è distribuito nelle altre regioni del Mezzogiorno.

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Roma: Casa delle Tecnologie Emergenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Roma. La road map progettuale della Casa delle Tecnologie Emergenti va avanti nel pieno rispetto dei tempi. È stato infatti compiuto un altro passaggio amministrativo decisivo per la realizzazione del polo tecnologico nella Stazione Tiburtina.Il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative ha stipulato con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) gli atti notarili con i quali Roma Capitale godrà gratuitamente per 30 anni del diritto d’uso di locali per oltre 1000 mq nel prestigioso hub ferroviario, nodo cruciale della mobilità capitolina e dell’intero Sistema Alta Velocità Torino-Milano- Salerno.In attuazione alla Delibera di Giunta n. 263 del 13 novembre 2020, l’Amministrazione capitolina avrà spazi rappresentativi e tecnologicamente avanzati in questa stazione emblema dell’architettura ferroviaria contemporanea, che si candida a “luogo per la città” in linea con le evoluzioni del concetto di infrastruttura ferroviaria e urbana impresse dal Gruppo FS Italiane anche a Roma. Stazioni sempre più protagoniste della vita cittadina: poli non solo di mobilità integrata e sostenibile, ma anche di servizi e di funzioni vitali al suo sviluppo sociale, economico e produttivo.Gli spazi che Roma Capitale ha ottenuto gratuitamente da RFI, in forza di una Convenzione del 2005 attualizzata e concretizzata con le stipule sottoscritte dall’Amministratrice Delegata di RFI Vera Fiorani, hanno una doppia valenza e sono ospitati in luoghi diversi della stazione ma tutti con valore strategico. Saranno consegnati all’Ufficio di Scopo del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive due spazi per complessivi 805 mq da destinare alla “Casa delle Tecnologie emergenti”: uno all’interno di un avveniristico contenitore sospeso a doppio livello ovvero in una delle cosiddette “bolle” della grande galleria vetrata sopra la piattaforma dei binari, l’altro con ingresso da via di Pietralata. E proprio in questo “boulevard” urbano di stazione che unisce due quartieri, Pietralata e Nomentana, verrà realizzato questo moderno centro di sviluppo finanziato da risorse provenienti dal MISE. Un nuovo polo delle Tecnologie emergenti dedicato a creatività ed innovazione con progetti di ricerca/sperimentazione per start up e piccole medie imprese e con il trasferimento di know how tecnologico secondo il modello dello “Start up City”, dell’Internet of Things (IoT), del Blockchain e dell’Artificial Intelligence (AI).

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Internet casa: 1 richiesta su 4 è per usare i videogames

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

In epoca Covid la linea internet casa è diventata un servizio imprescindibile anche per le attività del tempo libero tanto che, secondo l’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 650.000 richieste di cambio di fornitore, la percentuale degli utenti che ha dichiarato di usare la rete domestica per giocare online è aumentata del 30%, passando dal 16% rilevato nei mesi pre-pandemia al 21% rilevato tra marzo e dicembre 2020, fino ad arrivare al 25% nel primo trimestre 2021.La grande novità emersa è che giocare online con smartphone, tablet, PC o console non sembra più essere un’esclusiva dei giovani: l’utilizzo di internet per i giochi online è addirittura raddoppiato tra gli over 55. Nello specifico, tra i richiedenti con età compresa tra i 55 e i 64 anni si è passati dal 9% pre-pandemia al 18% nel 2021, mentre tra gli over 65 la percentuale è cresciuta dal 7% al 15%, chissà se per propria passione o per far felici i nipoti.Il lockdown e le limitazioni alla mobilità, inoltre, hanno dato un grosso impulso anche alla fruizione di contenuti tramite Smart TV: l’indagine ha rilevato come il numero di richiedenti che hanno dichiarato di usare la linea di casa per guardare film e serie televisive in streaming sia aumentato, passando dal 48% del periodo pre-pandemia al 59% del primo trimestre del 2021.

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Lavorare a casa: Lo smart working è sempre più diffuso

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Non credo che lavorare da casa in modo permanente sia la nuova normalità e spero che a un certo punto torneremo in ufficio. Siamo creature sociali ed è molto importante che le persone lavorino insieme. Personalmente, i miei colleghi sono creativi e vogliono condividere idee, ma farlo online in modo naturale è abbastanza difficile. Penso però che il fatto di lavorare di più da casa rimarrà una possibilità, e questo è positivo perché è stato dimostrato che aumenta la produttività e permette una maggiore diversità sul posto di lavoro. Sono un genitore che lavora e prima della pandemia spesso era difficile conciliare tutto, per esempio se i miei figli erano ammalati o dovevo partecipare alle serate dei genitori a scuola o alle recite dei bambini. Ora posso lavorare da casa e occuparmi di alcune di queste cose. Quindi, dal punto di vista della diversità di genere, penso che un lavoro più flessibile sia fantastico. Ma in futuro la gente lavorerà al 100% da casa? Non credo. Il Covid-19 ha messo in evidenza l’importanza dei sistemi sanitari e della salute generale delle popolazioni di tutto il mondo, due aspetti su cui ora i governi si soffermano in misura crescente. Per esempio, nel Regno Unito la popolazione ha capito l’importanza di un sistema sanitario nazionale solido e del sostegno all’investimento in quest’ambito in termini di spesa sanitaria pro capite. Ma occorre anche un cambiamento culturale e di stile di vita, che è un altro aspetto su cui la pandemia ha influito. Per esempio, oltre a comportare problemi come il diabete, l’obesità rende le persone più vulnerabili al Covid-19. Questo è il motivo per cui nel Regno Unito, dopo aver contratto il virus, il primo ministro Boris Johnson ha fatto dietrofront riguardo all’obesità, promuovendo uno stile di vita più sano. Di conseguenza, ora il governo britannico propone misure come il divieto di pubblicità online per alimenti ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale prima delle 21.00 e il divieto di promozioni di tipo “1+1 gratis” sugli alimenti poco salutari.È importante sottolineare anche l’ascesa dell’agricoltura sostenibile. La consapevolezza del rischio di trasmissione del virus dalla fauna selvatica all’uomo è aumentata, così come la coscienza che spesso ciò si verifica quando invadiamo in misura crescente gli spazi naturali e della fauna selvatica. Occorre dunque soffermarsi sul settore agricolo e in particolare sulla deforestazione causata dall’agricoltura, e ciò potrebbe indurre i paesi ad adottare pratiche agricole più sostenibili. A livello dei consumatori, la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale del consumo di carne e proteine potrebbe accelerare l’adozione di diete più vegetali a livello globale. In definitiva, però, alcune cose non cambieranno. Anche se i viaggi, il tempo libero e l’intrattenimento dal vivo sono stati alcuni dei settori più penalizzati dalla pandemia, la gente ha di nuovo voglia di divertirsi e di fare esperienze. Torneremo a farlo. La domanda non è scomparsa e alcuni paragonano la potenziale fase post-Covid ai ruggenti anni Venti dopo la Prima guerra mondiale, quando tutti morivano dalla voglia di uscire e tornare a divertirsi. Ci auguriamo di poter tornare a fare queste cose come prima.

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Casa dei Saperi RADICI nuovo programma 2021/22

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Quattro incontri online dal 15 al 18 marzo 2021 in diretta streaming sulla piattaforma ZOOM (iscrizioni: https://form.jotform.com/210563813058352) con Maria Thereza Alves,Carlo Greppi, Helena Janeczek e Nomaduma Rosa Masilela in conversazione con Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov e Cristina Travanini. In quanti modi si può parlare di radici? Quali sono le nostre, e che fine fanno ogni volta che ci spostiamo? Esistono radici universali? Sono alcune delle domande al centro di RADICI. “In uno spazio domestico – anche virtuale – come quello della Fondazione Adolfo Pini, ci interroghiamo sul significato dell’abitare come radicarsi in un luogo, ancoramento al suolo, origine, fondamento dell’identità, attraverso discipline diverse in dialogo: le arti, l’antropologia, la storia e la filosofia” raccontano Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov e Cristina Travanini. “In uno spazio domestico – anche virtuale – come quello della Fondazione Adolfo Pini, ci interroghiamo sul significato dell’abitare come radicarsi in un luogo, ancoramento al suolo, origine, fondamento dell’identità, attraverso discipline diverse in dialogo: le arti, l’antropologia, la storia e la filosofia” raccontano Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov e Cristina Travanini.
Sotto la guida ogni volta di un ospite diverso, a partire dal mese di aprile, Gruppo di lettura sviluppa una serie di incontri online dedicati alla lettura e alla discussione di libri che declinano in modo diverso il tema RADICI, con l’obiettivo di aprire un dialogo diretto tra ospite, partecipanti e Fondazione, per sperimentare il piacere di una lettura condivisa e attivare un nuovo spazio di confronto e ascolto.Il primo gruppo di lettura, condotto dallo scrittore Fabio Deotto, affronterà l’antologia di Primo Levi La ricerca delle radici, un libro in cui Levi narra i libri e i maestri che lo hanno formato culturalmente.Il testo di Levi verrà “spacchettato” aprendo connessioni con altri testi e una riflessione su cosa significhi avere radici culturali, sulla nostra pretesa di stanzialità, sulla problematicità del concetto di radice. Da maggio, A scuola di Pandemia, un nuovo progetto dedicato ai diversi modi in cui si può apprendere in questo contesto, viene sviluppato grazie a un laboratorio online in cui si condividono esperienze, ispirazioni, progetti e idee con un piccolo gruppo di partecipanti: un esperimento nato con l’obiettivo di avere uno scambio non gerarchico e continuo, per realizzare una piattaforma che offra ai partecipanti possibilità di condividere conoscenze, pensieri, metodi di lavoro e storie. Uno spazio di libertà pedagogica e di entusiasmo partecipativo con la finalità di mettere in pratica, in questo particolare contesto pandemico, modelli alternativi, non competitivi, di apprendimento, rivolgendosi a un pubblico di giovani creativi e ricercatori, insegnanti e studenti stufi di subire le rigide regole della DAD.Il primo appuntamento vedrà protagonista l’artista Adelita Husni Bey, che in tre incontri affronterà con i partecipanti temi relativi alla pandemia intrecciati a casi storici della sua School of Pandemics.

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Bonus fiscali sulla casa 2020/2021, guida pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Per il 2021 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica -e le altre collegate- sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, come anche il BONUS MOBILI il BONUS VERDE e il BONUS FACCIATE.
La detrazione del 110% introdotta nel corso del 2020 dal decreto rilancio è stata prorogata fino a Giugno 2022.
Questo l’elenco dei bonus dettagliati nella scheda pratica Bonus fiscali sulla casa 2020/2021 (ristrutturazioni al 50%, risparmio energetico al 65%, superbonus 110%, bonus mobili, bonus verde, bonus facciate): https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2016+bonus+fiscali+sulla+casa+detrazioni_23887.php
DETRAZIONE 50% SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, BONUS MOBILI E BONUS VERDE
DETRAZIONE 65% SUGLI INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (ECOBONUS)
DETRAZIONE 90% RIFACIMENTO FACCIATE (BONUS FACCIATE)
DETRAZIONE 110% (SUPERBONUS) Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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Il Governo Conte è senza casa!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

In questi giorni stanno per essere approvati dal Parlamento i vari Decreti Ristori e inizia la discussione sulla Legge finanziaria, non vediamo dalle proposte avanzate nessuna inversione di rotta sulle politiche abitative, se non interventi minimi che vedono il solito regalo ai proprietari con il finanziamento del contributo all’affitto, un impegno irrisorio sul piano nazionale.Si tratta di quei giovani, lavoratori, precari e disoccupati, che già prima della pandemia avevano difficoltà a pagare l’affitto di casa perché vivevano con stipendi da fame, nella mancanza di sicurezza o – come molti studenti – di lavoretti in nero per integrare i costi per lo studio.Per affrontare seriamente questa situazione occorrono scelte chiare e radicali, un’inversione di rotta che metta in campo le risorse necessaria a rilanciare la politica pubblica per la casa, che risponda ai bisogni delle famiglie in difficoltà, dei giovani, dei disoccupati, dei precari: 1 – Un nuovo piano decennale di un milione di case popolari; 2 – istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund; 3 – blocco del pagamento degli affitti e delle utenze; 4 – blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi per tutta la durata della pandemia; 5 – tutela dei proprietari mutuatari insolventi della casa che abitano, come prevede la legge 199/2008 all’art. 1-quater; 6 – reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, integrato di una quota destinata all’affitto e alle utenze; stesso strumento può essere utilizzato per i piccoli proprietari che vivono degli affitti della casa; 7 – un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell’emergenza sanitaria; 8 – sostenere questi provvedimenti con la tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B). Per sostenere questi punti indiciamo una mobilitazione sul piano nazionale per il 18 dicembre, a Roma alle ore 15.00 saremo in Parlamento e nella giornata davanti alle prefetture in altre città, perché è giunta l’ora che le risorse economiche vengano messe a disposizione delle famiglie e di chi vive il dramma della casa e non per finanziare le grandi imprese.

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Come vendere casa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

A sciogliere tutti i dubbi su come vendere al meglio la propria casa ci ha pensato Giuseppe Frigerio, agente immobiliare “non tradizionale” e titolare di agenzie con 20 anni di esperienza alle spalle, che ha dato alle stampe il libro “Vendi casa e scappa”, pieno zeppo di consigli e suggerimenti su come “non farsi fregare da sedicenti esperti immobiliari”.Nel libro, che può essere considerato un vero e proprio manuale per vendere casa, con tanto di testimonianze che ne comprovano l’efficacia, Frigerio che è di Romano di Lombardia (Bergamo), titolare dell’agenzia Domus Real Estate, spiega il suo metodo, passo dopo passo, su come gestire e guadagnare il massimo dalla vendita, senza perdere tempo e soldi preziosi in operazioni poco vantaggiose.Per l’autore prima di mettere in vendita un immobile è infatti “importante innanzitutto avere le idee chiare sui passi da compiere nell’operazione immobiliare. Per questo il primo consiglio è quello di formarsi e informarsi prima di avventurarsi nella vendita”.“Il dubbio più grande che si riscontra in chi vende un immobile è ‘Qual’è il prezzo giusto a cui vendere?’. Per questo nel mio libro ho dedicato un intero capitolo sul sistema per determinare con certezza il giusto prezzo di mercato dell’immobile da vendere” spiega Giuseppe Frigerio.L’altra difficoltà a cui va incontro il venditore riguarda poi il sistema più corretto per mettere sul mercato l’immobile da vendere. Naturalmente nel libro non poteva mancare il capitolo sugli agenti immobiliari.Qualora si scegliesse di farsi aiutare nella vendita di una casa da un agente immobiliare come capire se è la persona giusta?“In base alla mia esperienza bisogna evitare come la peste 5 tipi di venditori di immobili, che io riassumo in:L’insistente, L’impreparato, Il sempre connesso, Lo snob e Il simpaticone.Da queste 5 tipologie di venditori, una volta individuati, è meglio stare alla larga, perché ti farebbero perdere tempo e soldi. E lo dico perché purtroppo in 20 anni come agente immobiliare ne ho viste di tutti i colori, comprese tante vendite sfumate perché affidate a gente che improvvisava” continua ancora l’esperto immobiliare. Altri step essenziali per la corretta vendita di un immobile sono quelli della visione dell’immobile, della trattativa, dell’accordo, del preliminare e dell’atto di vendita vera e propria.E anche per questi importanti passaggi Frigerio mette in campo la sua esperienza, dispensando consigli su come gestire al meglio ogni fase in sicurezza, imparando a filtrare le persone per poi arrivare alla vendita solo con gli acquirenti giusti, e al prezzo giusto. Insomma “Vendi casa e scappa” è un vero e proprio manuale della vendita di immobili, con spiegazioni precise e puntuali su come affrontare ogni fondamentale passaggio, senza errori e senza spiacevoli sorprese. Il libro “Vendi casa e scappa” è disponibile su Amazon alla pagina https://www.amazon.it/dp/8831685058/ref=cm_ sw_r_oth_api_i_YWJNFbFBVHM31 oppure su Mondadori Store alla pagina https://www.mondadoristore.it/Vendi-casa-e-scappa-Giuseppe-Frigerio/eai978883168505.

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In Piemonte rimangono a casa gli studenti delle medie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Una decisione che non sta solo suscitando malumori e proteste di studenti e famiglie, ma crea anche difficoltà organizzative non indifferenti alle scuole. La secondaria di primo grado è, infatti, integrata in istituti comprensivi in cui operano anche la scuola primaria e sezioni di scuola dell’infanzia che finora hanno sempre lavorato in presenza, come peraltro le classi prime delle medie. Questo rende molto complessa, soprattutto per i docenti, la gestione di una didattica in parte in presenza e in parte a distanza. “In questi mesi – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF –abbiamo assistito troppe volte a fughe in avanti delle regioni sulla scuola. E ogni volta a pagarne il conto sono i docenti. In Puglia, ad esempio, abbiamo avuto addirittura la didattica on demand, con le famiglie che chiedevano alle scuole di far seguire le lezioni ai propri figli da casa nonostante le classi fossero regolarmente a scuola e costringendo i docenti a fare i salti mortali per svolgere lezioni allo stesso tempo sia in presenza che a distanza. Oggi il Piemonte annuncia recuperi delle lezioni in presenza senza, tuttavia, spiegare bene cosa intenda. ANIEF – conclude Pacifico – continua a sostenere che sulla scuola la regia debba essere nazionale e che ogni discostamento debba essere sempre ben ponderato, per evitare ulteriori difficoltà alle scuole, già messe a durissima prova dalla pandemia”.

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L’ictus non resta a casa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

La malattia vascolare è stata messa in un angolo durante la pandemia da Covid-19 e i pazienti hanno avuto meno possibilità di accedere ai centri di cura con una conseguente diminuzione degli accessi in ospedale. Un dato che misura quanto l’emergenza sanitaria abbia profondamente sconvolto il percorso di cura e di assistenza per i pazienti colpiti da ictus cerebrale è che nella prima ondata è stata azzerata la prescrizione di alcuni farmaci e dei nuovi anticoagulanti ed è stato più difficolto per questi pazienti andare in ospedale dove il timore del contagio ha avuto un forte impatto sulla decisione del paziente a chiedere aiuto. Questo è il quadro emerso durante il webinar ‘Strategie sanitarie di prevenzione dell’ictus: come ottimizzare la prevenzione per una popolazione più sana’, organizzato da Motore Sanità in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co, e realizzato grazie al contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb e Pfizer. Ogni anno in Italia si registrano almeno 100.000 nuovi ricoveri dovuti all’ictus cerebrale, circa un terzo delle persone colpite non sopravvive a un anno dall’evento, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità: il numero di persone che attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus ha raggiunto la cifra record di quasi un milione (Rapporto 2018 Ictus). Una ricerca basata su un sondaggio di 250 stakeholders europei che includono associazioni dei pazienti colpiti da ictus, politici e sanitari coinvolti nella prevenzione, condotta dalla World Stroke Organization e dell’Osservatorio Ictus Italia, ha messo in evidenza che esiste una maggiore sensibilizzazione verso il tema della prevenzione in paesi come Olanda e Inghilterra mentre in Italia esiste un grosso gap tra l’implementazione delle linee guida per la prevenzione dell’ictus e ciò che in realtà viene fatto. “Sulla prevenzione dell’ictus, le istituzioni possono incidere con un lavoro su quattro ambiti – ha spiegato Valeria Caso, Dirigente Medico presso la S.C. di Medicina Interna e Vascolare-Stroke Unit, Membro del Direttivo della World Stroke Organization e dell’Osservatorio Ictus Italia: sensibilizzazione sui fattori di rischio dello stroke e la loro possibile gestione per informare correttamente la popolazione. Ad esempio, la fibrillazione atriale, a cui diversi studi riconducono circa il 25% dei casi di ictus, ancora troppo frequentemente viene diagnosticata solo all’insorgere dell’evento cardiovascolare maggiore. Poi: potenziamento delle figure professionali del mondo sanitario; promuovere l’implementazione delle linee guida cliniche per la prevenzione dell’ictus, aumentando la comunicazione sulle best practices, evidenziando gli interventi chiave come la gestione della pressione sanguigna e altre azioni preventive e assicurando l’accesso alle terapie. Sono convinta che finché non esiste un accesso equo alla terapia non si può implementare in maniera corretta la terapia prescritta. E, infine, sostegno per le tecnologie digitali, garantendo la disponibilità e l’accesso per operatori sanitari e pazienti, da un lato con maggiori investimenti e dall’altro con modalità di utilizzo definite”.

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Acquisto casa: l’Italia è il paese con le minori spese di acquisto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 ottobre 2020

L’Italia è tra i paesi d’Europa dove si spende meno per le spese d’acquisto della prima casa. A registrarlo uno studio realizzato in questi giorni dall’agenzia immobiliare online Vorrei.it. Lo studio è stato realizzato tramite lo sviluppo di uno strumento di calcolo che consente ai futuri proprietari di calcolare preventivamente le spese di acquisto di una prima o seconda casa.Ne emerge che per acquistare una casa usata del valore di €300.000 in una città come Milano tra costi di mediazione immobiliare, imposte sulla prima casa e onorario notarile, si spende poco meno di €19.000 pari al 6% del valore immobiliare. Confrontato con la Germania, la Francia e anche paesi dell’Est, l’Italia risulta essere il paese più economico per le spese di acquisto.Per acquistare un appartamento da €300.000 a Parigi si dovrà sborsare fino al 13% tra costi di mediazione immobiliare, imposte sulla prima casa e onorario notarile, a Berlino l’11% mentre nella capitale ungherese Budapest fino ad un 7%, pari a €22.000.Le cose cambiano se si acquista una seconda casa, per la quale in Italia sarà necessario mettere a budget il 10% sul prezzo di acquisto per le spese correlate alla casa del mare o della montagna.Lo strumento di valutazione di Vorrei.it, utilizzato già da decine di utenti ogni giorno, consente di avere un’idea più precisa sulle spese in caso di acquisto dell’immobile in funzione della rendita catastale, del prezzo dell’immobile, del tipo di acquisto e dell’età del fabbricato. Il sistema restituisce così, in tempo reale, il calcolo delle imposte, dell’indicativo onorario notarile e i costi di intermediazione dell’agenzia.Il sistema di calcolo non esclude, in ogni caso, la richiesta di un conteggio più preciso al proprio notaio di fiducia, ma consente al compratore di valutare i costi spesso nascosti che si dovranno sostenere al momento dell’acquisto dell’immobile.Altro fattore che infine emerge dallo studio è il fatto che le commissioni dell’agenzia immobiliari in Italia per l’acquirente sono tra le più basse d’Europa, perché a differenza degli altri paesi vengono ripartite tra il compratore e il proprietario che intende vendere casa.Per provare lo strumento online di calcolo spese notarili visitare la pagina http://www.vorrei.it/spese-notarili-acquisto-prima-casa.html.

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“Le scuole elementari? Nella Casa del gufo”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

A lezione nella Casa del Gufo. Non è una favola, ma la realtà vissuta ogni giorno dai 22 bambini della terza elementare di Ghiarda ospiti dell’agriturismo reggiano Cia dove, oltre alla classica didattica, imparano ‘sul campo’ l’amore per gli animali e la natura. Il tutto, lontano dai rischi Covid causati in primis dai temuti assembramenti dentro e fuori le scuole. “È un’esperienza molto positiva che rappresenta un esempio per tutto il territorio -annuncia Antenore Cervi, presidente Cia Reggio-. Siamo a disposizione per mettere in contatto istituti scolastici che necessitano di spazi e agriturismi dove svolgere le lezioni. I nostri uffici sono pronti per sbrigare tutte le pratiche burocratiche”.“I piccoli hanno iniziato l’anno scolastico nell’agriturismo e qui lo termineranno -aggiunge Dallari-. Visto che si tratta di un tempo pieno, le lezioni sono dal lunedì al venerdì. Oltre all’aula, abbiamo ricavato lo spazio mensa e, possibilità assai gradita, la classe può occupare anche gli spazi verdi esterni dove sono iniziate una serie di attività come l’aratura, la semina, il contatto con gli animali, la messa a dimora di piante, la creazione di un orto”.Dallari annuncia poi che “questa esperienza non rimarrà unica: l’intenzione è proseguire con i campi estivi e la fattoria didattica”. “In questa fase dove crescono le preoccupazioni per la diffusione del virus e la necessità di intervenire sulla scuola -sottolinea Cervi-, gli agriturismi e le fattorie didattiche Cia possono essere importanti spazi alternativi alle aule, spazi dove viene garantito il distanziamento sociale necessario all’attività didattica e vengono rispettati tutti i requisiti di capienza, sicurezza e igiene. Le aziende agrituristiche potrebbero, così, svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere i Comuni in difficoltà e, allo stesso tempo, ricavarne una fonte di reddito, andando a compensare le perdite di una stagione irrimediabilmente compromessa dal Covid-19, che ha colpito in modo drammatico tutto il settore del turismo rurale ed enogastronomico”.

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Scuola Covid, il Cts dice sì su entrate e uscite scaglionate ma frena sulla didattica da casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Ingressi scaglionati nelle scuole e università ma per ora niente didattica a distanza: sono le indicazioni sulla scuola arrivate dal Comitato tecnico scientifico e che il Governo ha deciso di accogliere nel Dpcm contenente nuove misure restrittive per l’emergenza coronavirus. Il Cts si è soffermato sulla “esigenza di elevare al massimo l’attenzione sul rigoroso rispetto delle misure di prevenzione e confida sulla corretta attuazione delle seguenti valutazioni: nelle attuali condizioni epidemiologiche il CTS suggerisce di considerare l’adozione di orari scaglionati per l’ingresso in presenza degli studenti universitari e delle scuole di secondo grado”. Anief ritiene condivisibili i pareri espressi dal Comitato tecnico scientifico. A partire dalla necessità, confermata oggi dalla stessa ministra dell’Istruzione, di lasciare le scuole aperte. Senza quindi ricorrere, a meno che non sia strettamente indispensabile, alla didattica a distanza. “L’emergenza Covid – sostiene il presidente Anief Marcello Pacifico – ci impone di conciliare il diritto allo studio, ma anche di attivare tutte le strategie per preservare la salute di studenti e lavoratori. Avevamo sottoscritto a inizio agosto un protocollo, con previsione per il quale sono state anche previste delle risorse, che è bene vengano ora assegnate e spese il prima possibile”.

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Dl Agosto: emendamento taglia il Fondo Casa

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2020

E’ stato approvato in Commissione al Senato, nel Dl agosto, un emendamento che danneggia sicuramente i consumatori, peggiorando l’operatività del Fondo di garanzia sulla prima casa, limitando significativamente l’accesso al credito da parte di coloro che vogliono acquistare una prima casa alle solo categorie che oggi accedono con priorità (es. giovani coppie, detentori alloggi Iacp).”Un taglio indiscriminato e ingiustificato del Fondo Casa, in un momento di già grave difficoltà per le famiglie” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Si tratta del Fondo di cui all’art. 1, comma 48, lettera c) della Legge n. 147/2013, che con l’emendamento 41.0.2 (testo 3) sostituisce le parole ”con priorità” con ”esclusivamente”.”Con 3 sole paroline si limita pesantemente questo importante strumento, riservandolo esclusivamente ai soggetti prioritari, rischiando così di ridurre significativamente l’accesso al credito immobiliare da parte delle famiglie italiane, compromettendo l’efficacia di un fondo che ha rappresentato un importante strumento anticiclico nel mercato immobiliare. Senza considerare che l’accesso al Fondo impedisce alle banche di richiedere ulteriori garanzie ai mutuatari, oltre l’ipoteca, tipo fideiussioni di parenti o amici” conclude Dona. In circa 6 anni dall’avvio della piena operatività del Fondo, ha consentito l’erogazione di circa 220.000 mutui (quindi 220 mila famiglie) per un controvalore di oltre 24,5 miliardi di euro. La domanda delle categorie prioritarie ha rappresentato soltanto l’11% del totale dei mutui erogati.

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Feeling Home: Sentirsi a casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

Catania, 3-30 ottobre 2020 Galleria d’Arte Moderna Inaugurazione, sabato 3 ottobre dalle ore 18.00 Orari di apertura al pubblico da Lunedì a Sabato 9.00-19.00. Nove autori raccontano attraverso 90 fotografie il “sentire casa” come idea e sensazione, spazio intimo e personale, custode di ricordi, sogni ed emozioni, dove il tempo non pesa mai in quanto “specchio”del tempo interiore di ognuno di noi. la mostra fotografica itinerante “Feeling Home. Sentirsi a Casa”, ideata da GT Art Photo Agency Milano a cura di Giusy Tigano e organizzata in collaborazione con l’Associazione F2 Progetti per la Fotografia di Catania.L’esposizione, realizzata grazie alla preziosa sponsorship di Canon Italia e di Sirti S.p.A., patrocinata dal Comune di Catania e dall’Assessorato alla Cultura, dopo Milano, Voghera (PV), Corigliano Calabro (CS) e Bibbiena (AR), approda in Sicilia con alcuni contributi inediti grazie ai nuovi portfoli di Isabella Balena e di Pierfranco Fornasieri, che si aggiungono ai fotografi presenti nelle passate edizioni: Franco Carlisi, Francesco Cito, Luca Cortese, Gianni Maffi, Carlo Riggi, Pio Tarantini e Daniele Vita. Giusy Tigano: “Il progetto FEELING HOME costituisce una testimonianza fotografica allargata e ricca su un tema particolarmente vivo, universale, estremamente attuale e di grande respiro come quello del “sentirsi a casa”: offrendo differenti visioni, si propone come una preziosa opportunità di riflessione, di crescita e di ricerca di identità per ognuno di noi“. Il percorso espositivo, nel quale ciascun autore declina il senso di “casa” in funzione della propria sensibilità, del proprio linguaggio e della propria poetica, alterna le fotografie a estratti bibliografici e introduzioni personali degli autori, in aggiunta a specifiche letture critiche redatte da diverse figure professionali del mondo della fotografia: Ilaria Baiocchi, Gigliola Foschi, Roberto Mutti, Barbara Silbe, Pio Tarantini e Giusy Tigano.Un contributo letterario che offre ai visitatori interessanti chiavi di lettura attraverso citazioni d’autore e riflessioni importanti che affiancano e integrano il percorso visivo, conducendo il fruitore lungo un percorso di stimoli e di apporti diversificati e preziosi.La mostra è accompagnata dal libro fotografico “FEELING HOME. Sentirsi a casa” (Edizioni EBS Print, 2019) che raccoglie 115 fotografie a colori e in bianco e nero degli autori presenti in mostra, i testi curatoriali di Giusy Tigano che illustrano la poetica dell’intero progetto e i diversi contributi critici che accompagnano le fotografie.Il libro FEELING HOME può essere acquistato in tutte le più importanti librerie ed è ordinabile anche online: https://www.gtartphotoagency.com/books/books-news-2019/

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Il lavoro da casa? Alla fine, fa bene alla famiglia

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 settembre 2020

La sfida, ora, è trasformarlo in smart working, ovvero in una condizione da cui traggano beneficio genitori, aziende e le città in cui viviamo. È, in sintesi, il risultato dell’inchiesta pubblicata sul numero in edicola di Famiglia Cristiana, corredata da dati, storie e opinioni degli esperti.La pandemia ha dato una forte accelerazione a una tendenza già in atto, coinvolgendo 6 milioni di italiani (un milione e mezzo di dipendenti pubblici), anche se bisogna fare chiarezza fra le varie espressioni per definire questa tendenza: smart working, home working, lavoro agile o flessibile… Come tutte le novità, anche questa ha i suoi pregi e i difetti, come spiegano gli esperti Franco Amicucci (responsabile della società di formazione a distanza Skilla), Marco Bentivogli (autore del saggio Indipendenti) e Nicola Spagnuolo (direttore del Centro di formazione e management del terziario di Milano). Fra i pregi, uno dei più rilevanti è la possibilità di conciliare famiglia e lavoro, soprattutto per i nuclei con uno o più figli. Lo confermano alcune famiglie intervistate, come la famiglia Foglio, papà e mamma ingegneri, entrambi in smart working anche se con modalità diverse, e due figli. È soprattutto la possibilità di gestire i tempi e gli impegni, sia professionali sia familiari, con più libertà ad essere apprezzata. Fra gli altri effetti positivi, una minore pressione sui trasporti e quindi sul traffico, con conseguenti benefici sull’inquinamento. È stato calcolato che ogni famiglia potrebbe risparmiare dai 4 ai 5 mila euro all’anno. Inoltre, come osserva Mariano Corsi, professore di Leadership e innovazione e responsabile scientifico dell’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, lavorare da casa aumenta produttività, efficienza e autonomia. Ma non è tutto ora quel che luccica. Starsene a casa può risultare “disaggregante” in termini sociali e sindacali; i contratti di lavoro rischiano di diventare sempre più deboli e con minori tutele, trasformando i lavoratori da dipendenti a collaboratori; l’identità lavorativa e aziendale può risultarne minacciata… Uno dei nodi da affrontare, è proprio un quadro normativo certo e aggiornato alla nuova situazione. Diventa allora cruciale il ruolo dei dirigenti, che devono dimostrarsi capaci di orientare il fenomeno nella giusta direzione. Anche perché, indietro non si torna: il 93% degli intervistati, afferma con chiarezza di non voler tornare al modo tradizionale di lavoro.

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Vendere casa online

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

L’emergenza da Covid-19 ha travolto anche il settore immobiliare, ma oggi per chi vuole vendere casa risparmiando esiste uno strumento in più: Agencasa.it. L’agenzia digitale nata a maggio del 2019 e supportata dal colosso tedesco Rocket Internet, ha vivacizzato il mondo del real estate offrendo un servizio innovativo grazie ad un mix di tecnologia e presenza fisica di agenti sul territorio e sta registrando una buona resilienza. Attraverso una piattaforma digitale dedicata, infatti, Agencasa.it riesce ad essere flessibile riducendo i costi fissi e garantendo al tempo stesso al proprietario un risparmio dato dalla formula di vendita senza provvigione. La società, che nei primi otto mesi di operatività ha registrato un giro d’affari di oltre mezzo milione di euro e un team di 30 dipendenti di cui 10 agenti regolarmente assunti, è convinta che ci siano ancora ampi margini di miglioramento e punta a raddoppiare il fatturato entro la fine del 2020.“In un momento come quello che stiamo vivendo, il nostro modello di business sembra riscuotere successo” – dichiara Alessio De Rosa, CEO di Agencasa.it – “Percepiamo un desiderio di maggiore innovazione da parte dei clienti. Il mercato attualmente è, infatti, più preparato ad affrontare una vendita immobiliare online. Oggi convertiamo un feed al telefono in circa 15 minuti, la metà del tempo rispetto ad un anno fa.”Dopo quasi due mesi di fermo di tutte le attività, oggi la piattaforma è tornata ad avere i livelli di visite del periodo pre-Covid e ha raggiunto i 200 mandati, per un contro-valore di circa 36 milioni di euro. Se però da un lato le compravendite si stanno riassestando, dall’altro il mercato delle locazioni è crollato. La domanda in questo segmento è, infatti, superiore all’offerta. “Se prendiamo ad esempio un monolocale in una zona residenziale e centrale di Milano che prima dell’emergenza si affittava facilmente dopo qualche visita a circa 1000 euro/mese – commenta Alessio De Rosa – ora registriamo un quinto delle richieste per un prezzo scontato del 10-15%”.

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Risparmio casa: Un gruppo che fattura mezzo milione all’anno

Posted by fidest press agency su domenica, 26 luglio 2020

Oltre 100 punti vendita in Italia e uno a Lugano in Svizzera, tra negozi tradizionali, IPER e MEGA, un fatturato che ha raggiunto gli oltre € 500 milioni e una forza lavoro che supera le 2.000 persone. Sono questi i numeri di Risparmio Casa, la catena dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona, guidata dai fratelli Fabio e Stefano Battistelli. Un Gruppo in forte espansione, la cui strategia prevede il raggiungimento di 200 store entro il 2025, l’internalizzazione con aperture nei mercati esteri limitrofi, lo sbarco in Borsa previsto entro cinque anni e un importante percorso di trasformazione digitale già avviato. E, soprattutto, una storia di successi tutta italiana, che ha visto recentemente l’acquisto dei rami d’azienda di 5 punti vendita ex Mercatone UNO, salvaguardando i livelli occupazionali, e che ha radici lontane.Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, in una piccola cartoleria di 50 metri quadri ad Albano Laziale, sotto la guida del capostipite Guido Battistelli, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni. In questo ambiente si formano i due figli Fabio e Stefano che, complementari sotto il profilo caratteriale e delle attitudini, decidono di sviluppare l’attività paterna e di trasformarla in una catena di negozi, un retail operante prevalentemente nell’Home e Personal Care. Trent’anni dopo, nella seconda metà degli anni Novanta, l’iniziativa riscuote un notevole successo commerciale ed è allora che Fabio e Stefano decidono di fare un passo avanti, e di sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. Con l’avvento del nuovo millennio iniziano una serie di aperture, si modificano le superfici di vendita, dal negozio di vicinato a realtà di più ampie dimensioni, con un’offerta di prodotti vastissima e a prezzi molto convenienti e una sempre maggiore redditività al metro quadro.Oggi Risparmio Casa propone oltre 30.000 referenze, a cui si aggiungono più di 8.000 prodotti stagionali, per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale.
Oltre 100 punti vendita in Italia e uno a Lugano in Svizzera, tra negozi tradizionali, IPER e MEGA, un fatturato che ha raggiunto gli oltre € 500 milioni e una forza lavoro che supera le 2.000 persone. Sono questi i numeri di Risparmio Casa, la catena dedicata ai prodotti per la cura della casa e della persona, guidata dai fratelli Fabio e Stefano Battistelli. Un Gruppo in forte espansione, la cui strategia prevede il raggiungimento di 200 store entro il 2025, l’internalizzazione con aperture nei mercati esteri limitrofi, lo sbarco in Borsa previsto entro cinque anni e un importante percorso di trasformazione digitale già avviato. E, soprattutto, una storia di successi tutta italiana, che ha visto recentemente l’acquisto dei rami d’azienda di 5 punti vendita ex Mercatone UNO, salvaguardando i livelli occupazionali, e che ha radici lontane.Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, in una piccola cartoleria di 50 metri quadri ad Albano Laziale, sotto la guida del capostipite Guido Battistelli, scomparso nel 2010 all’età di 85 anni. In questo ambiente si formano i due figli Fabio e Stefano che, complementari sotto il profilo caratteriale e delle attitudini, decidono di sviluppare l’attività paterna e di trasformarla in una catena di negozi, un retail operante prevalentemente nell’Home e Personal Care. Trent’anni dopo, nella seconda metà degli anni Novanta, l’iniziativa riscuote un notevole successo commerciale ed è allora che Fabio e Stefano decidono di fare un passo avanti, e di sviluppare ulteriormente l’azienda di famiglia. Con l’avvento del nuovo millennio iniziano una serie di aperture, si modificano le superfici di vendita, dal negozio di vicinato a realtà di più ampie dimensioni, con un’offerta di prodotti vastissima e a prezzi molto convenienti e una sempre maggiore redditività al metro quadro.Oggi Risparmio Casa propone oltre 30.000 referenze, a cui si aggiungono più di 8.000 prodotti stagionali, per la pulizia e cura della casa, bellezza e cura della persona, prodotti per animali domestici, casalinghi, tessile casa, giocattoli, cartoleria, fai da te, accessori auto, piccolo elettrodomestico e stagionale.

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Tornare a casa di Dörte Hansen

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

In libreria dal 25 giugno Collana Le strade. Un bestseller letterario adorato da pubblico e critica, un magistrale romanzo intriso di dolce malinconia e di grande umanità. L’evoluzione di un paesino e i destini individuali dei suoi abitanti: personaggi commoventi, sopraffatti dalla vita di provincia, che rappresenta le nostre origini, dove la famiglia di provenienza si contrappone a quella che ci siamo scelti. Nella vita di città, d’altra parte, non si diventa mai adulti: tre cinquantenni condividono un appartamento in cui da decenni si consuma un tormentato triangolo amoroso. Premiato dai librai tedeschi come libro dell’anno e autore dell’anno, 400.000 copie vendute in Germania Vincitore del Grimmelshausen-Preis 2019 e del Rheingau Literatur Preis 2019

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“Lavoro sì, ma da casa e per sempre?”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 maggio 2020

Sogeea SpA, prima azienda in Italia, dice addio a tutti gli uffici aziendali in Italia e in Albania; nonostante oggi segni per molti il rientro al lavoro, da ora in poi Sogeea impiegherà i propri dipendenti e collaboratori solo in smart working grazie ad ALEX, il nuovo sistema digitale ideato dall’azienda che ricrea in qualsiasi posto l’ambiente ufficio. Dopo aver verificato la conclusione positiva di tutti i test sule nuove piattaforme, il Consiglio di Amministrazione lo ha reso noto al termine dell’ultima seduta, evidenziando come l’efficienza di ogni risorsa umana a marzo e aprile di quest’anno sia migliorata del 20% rispetto allo stesso periodo nei tre anni precedenti, disponendo da casa – o da dove si vuole – di tutti gli strumenti che prima il dipendente utilizzava in ufficio, compresa l’interazione in azienda ed i rapporti umani con i colleghi.«Il modello smart, messo a punto da Sogeea con ALEX, non è un telelavoro – spiega il Presidente del Consiglio di Amministrazione Ing. Sandro Simoncini – ma un sistema nuovo che mette al centro dell’attenzione la qualità della vita ed il rapporto tra la risorsa e l’azienda, facendogli assumere un carattere innovativo ma soprattutto prezioso. Abbiamo puntato su tre aspetti – la ricerca di un nuovo sistema di lavoro efficiente, la creazione di un ambiente ideale per il lavoratore e la scelta di piattaforme altamente innovative, scegliendo Microsoft e Opensolution come partner per questa operazione».L’emergenza della pandemia Covit-19 ha fatto capire a molte aziende come possano gestire meglio ogni attività, escludendo anche ciò che prima si riteneva indispensabile e che magari rubava tempo prezioso alle risorse. Sogeea (azienda che opera nel settore Real Estate italiano, specializzata nella regolarizzazione degli asset immobiliari e in operazioni di valutazione acquisizione e dismissione dei patrimoni immobiliari) inverte la rotta verso una gestione aziendale green e sostenibile. Basti pensare al taglio di tutto il materiale di consumo generalmente impiegato in ufficio come carta, toner e cancelleria varia. Non solo. Oggi, lunedì 4 maggio, i dipendenti e collaboratori Sogeea rimarranno a casa evitando il pericolo di assembramento, contribuendo a ridurre sia il traffico cittadino sia le emissioni nocive generate dai mezzi di trasporto.«Abbiamo solo anticipato quello che in Italia succederà tra qualche anno – ha concluso Simoncini – puntando l’attenzione alla qualità della vita personale e riscontrando la soddisfazione delle nostre preziose risorse umane che grazie a questa nuova riorganizzazione aziendale da ora in poi avranno la possibilità non solo di lavorare da casa, recuperando la durata di percorrenza, spesso interminabile, per giungere in ufficio, ma soprattutto di conciliare i tempi di vita personale e lavoro».

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