Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘casa’

Lavorare da casa

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2022

La pandemia ha fatto scoprire nuove modalità di lavoro agli italiani, introducendoli allo smart working, anche se attualmente solo un terzo (32%) dei lavoratori ha la possibilità di lavorare da remoto. Per queste persone l’abitazione diventa quindi un luogo in cui esercitare la propria professione, tantoché il 33% ha deciso di rivoluzionare una stanza per ricreare l’ufficio, il 23% di acquistare una sedia ergonomica da poter utilizzare per più ore consecutive, e, addirittura, il 7% ha deciso di insonorizzare una o più pareti per non essere disturbato durante l’orario lavorativo. Questa è l’immagine scattata dall’indagine di Taskrabbit, il network globale che mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa con tasker competenti e affidabili, condotta da GPF Inspiring Research per analizzare come gli italiani vivano la propria casa con lo smart workingLa ricerca delinea anche i fattori che spingerebbero gli abitanti del nostro Paese a cambiare casa per poter svolgere al meglio il proprio lavoro: il 56% degli intervistati che lavora in smart working si trasferirebbe in un nuovo appartamento per una connessione Wi-Fi migliore, il 50% per una casa in una zona più bella e confortevole, il 46% per uno spazio più comodo in cui lavorare e il 44% per percorrere una distanza inferiore per raggiungere l’ufficio.In particolare, a Roma metà degli intervistati in smart working (53%) prenderebbe in considerazione l’idea di cambiare casa a favore di un’abitazione più vicina al luogo di lavoro, rispetto al 40% riscontrato a Milano. Non sorprende quindi che il 68% dei romani apprezzi lo smart working, rispetto al 40% dei milanesi. Il lavoro da remoto viene preferito maggiormente dalle donne (72%) rispetto agli uomini (63%), ed è la fascia di lavoratori dai 55 ai 64 anni che lo apprezza di più (77%) dei lavoratori più giovani, ovvero quelli di età compresa tra i 35 e i 44 anni (58%).”L’indagine mostra come gli italiani in questi anni abbiano rivoluzionato gli spazi della propria casa per renderli più adatti al loro lavoro. Chi ha la possibilità di non dover andare in ufficio ha infatti deciso di apportare dei piccoli cambiamenti al proprio appartamento per poter svolgere al meglio la propria professione” ha dichiarato Begüm Zarmann, Managing Director di Taskrabbit Europe. “Abbiamo registrato un aumento del 92% di prenotazioni collegate al trasformare gli spazi della casa in un ufficio e un incremento del 61% prenotazioni per montare nuove scrivanie rispetto all’anno precedente. Siamo lieti di poter dare il nostro contributo per rendere un’abitazione ‘a prova di lavoro’”.Taskrabbit è il network globale che mette in contatto chi ha bisogno di una mano per lavori dentro e fuori casa con tasker competenti e affidabili. Con oltre 9.000 tasker in Italia, Taskrabbit offre ai suoi clienti più di 40 categorie di servizi che spaziano dal montaggio e assemblaggio mobili al giardinaggio, da una mano per i traslochi a piccoli interventi di manutenzione della casa.

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Terapie Covid a casa

Posted by fidest press agency su domenica, 15 Maggio 2022

All’inizio era tachipirina e vigile attesa, la cura per il coronavirus sintomatico: l’alternativa, l’ospedale. Poi sono arrivati chinino, altri antinfiammatori, antibiotici, anti-ebola, cortisonici, eparine, ognuno con la sua indicazione. Nel 2021 si è provato con gli anticorpi monoclonali, con alti e bassi. Quest’anno, ecco gli antivirali e in particolare il Paxlovid. Da somministrare in adulti, non in ossigenoterapia, massimo entro 5-7 giorni dall’esordio dei sintomi: soggetti con patologie concomitanti quali bpco, diabete non compensato, tumori, malattie oncoematologiche, obesità che pur con probabilità di ammalarsi gravemente sono a casa in condizioni non gravi. Insomma, una finestra stretta che riguarda una platea teorica di 600 mila persone ma nella pratica molti meno. E difatti fino al 5 maggio è stato dispensato a poco più di 12 mila pazienti, e solo 280 confezioni distribuite per conto l’ultima settimana, nelle farmacie territoriali. Tanto che l’ex presidente Aifa ed Ema Guido Rasi si domanda quanti degli attuali mille morti settimanali per Covid potrebbero essere salvati dal nuovo antivirale e ha chiesto che la platea si allarghi a tutti gli over 70 senza patologie, poiché il rischio di aggravamento è età-dipendente. Complicare un po’ le cose uno studio Pfizer volto a valutare se il contagio da Covid-19 si prevenga con Paxlovid: 3 mila pazienti a rischio sono stati divisi in due gruppi, uno trattato 5 giorni e uno 10, contro placebo. La riduzione dei contagi c’è stata (32 e 37% in meno) ma “non significativa” al punto da chiedere un’estensione delle indicazioni di un farmaco già “sorvegliato” con triangolo nero per le importanti interazioni con altre terapie, tra cui antiaritmici, anticoagulanti, cortisonici, ma anche prodotti erboristici. Quanto agli anticorpi monoclonali, il DG Aifa Nicola Magrini ha annunciato una ricerca per vedere se “sdoganare” i più recenti; le indicazioni del promettente Evusheld di AstraZeneca sono al momento ristrette ad una platea potenziale di neanche 100 mila utenti, in genere a rischio e in condizioni più gravi di chi usa antivirale, ma qui ci sarebbero più chance di evitare il contagio da Covid-19. Intanto l’Istituto Mario Negri dà notizia di due studi sugli antinfiammatori, che confermano l’impatto dei trattamenti precoci con Fans e paracetamolo nel prevenire ricoveri.Per Walter Marrocco responsabile scientifico Fimmg eResponsabile Progetti Formazione e Ricerca Metis Fimmg, rispetto a un anno fa, l’arsenale terapeutico è di certo migliorato. «Grazie alla recente possibilità di prescrivere il Paxlovid, disponiamo di farmaci in grado di modificare ulteriormente l’andamento della malattia da Covid-19. Purtroppo, come si evince dall’ultimo report Aifa, non in tutte le regioni si è partiti con prescrizione del Paxlovid in distribuzione per conto. Mancano Lombardia, Veneto, Liguria, Puglia e Sicilia; mentre in Umbria e Toscana c’è già un buon rapporto tra prescrizioni e numero di abitanti, e Lazio, Marche, Piemonte sono partiti». Marrocco concorda con l’idea che le indicazioni d’uso vadano estese in base all’età, dai 70 anni in su, «meglio ancora dai 65, perché è in quella fascia che iniziamo ad osservare maggiormente i fattori di rischio e si riscontrano più facilmente casi di decesso». Quanto all’indagine Pfizer sugli effetti “profilattici” di Paxlovid, «credo sia opportuno riflettere. Era intuibile che un antivirale non potesse prevenire i contagi. Solo modificando la risposta immunitaria con un effetto di lunga durata si può attendere, anche se solo in una certa percentuale, una protezione dei soggetti trattati da un eventuale alto rischio di contagi. Questo si può ottenere principalmente con i vaccini o con alcuni anticorpi monoclonali. Noi dobbiamo però usare le nostre armi in modo mirato e non “sparando” a caso come se usassimo una mitragliatrice; è questo ciò che sta cercando di fare il medico di famiglia. Gli antivirali, sia per infusione che orali, possono fermare la replicazione del virus, ed è intuibile che non possano impedirne l’ingresso». Per Marrocco il Mmg può mirare nel modo più efficace l’antivirale, basandosi su un riscontro precoce della positività del paziente e sulla sua valutazione clinica «ma al momento, al di là delle difformità di utilizzo tra regioni, si scontano problemi di tipo clinico, amministrativo e di distribuzione dei famaci antivirali. Va anche evidenziato, secondo dati rilevati recentemente da FIMMG Lazio, come il lavoro del MMG, in questi due anni sia cresciuto del 300%. Infatti,il medico di famiglia si trova impegnato verso la cura dei pazienti non Covid e verso l’onda di ritorno di chi tra loro non è stato adeguatamente assistito nell’emergenza pandemica. Nel caso poi dell’uso degli antivirali, il Mmg deve affrontare nuove modalità prescrittive , da cui è sempre stato escluso. Mi riferisco alla compilazione di un piano terapeutico, con cui deve comunque familiarizzare, ma ancor più perché questa è una compilazione cartacea, che prende tempo, sottraendolo al resto dell’attività. Attendiamo con ansia che le regioni facilitino un percorso prescrittivo informatizzato. Sempre relativamente al Covid-19, oltre al notevole carico di lavoro clinico, in molte regioni, incluso il Lazio, continua il sovraccarico di funzioni, come quelle medico legali, tipiche dei dipartimenti d’Igiene pubblica delle Asl, quali il confinamento del paziente con tampone positivo, la certificazione di malattia, il controllo sul successivo tampone (effettuati spesso dallo stesso Mmg) e lo sblocco dall’isolamento con il relativo certificato di guarigione. Il nostro grido di allarme è che va evitata altra burocrazia inutile. Ci sono poi ancora vincoli alla distribuzione nelle farmacie, con i foglietti illustrativi tradotti in italiano non ancora a regime, da stampare sul momento».Un cenno alle altre terapie che il paziente può seguire a casa: cosa sappiamo di più di un anno fa? «Più che novità, vanno ribaditi alcuni principi, in primis i farmaci disponibili, vanno usati in modo sempre più mirato», dice Marrocco. «L’antibiotico non serve di fronte ai sintomi dei primi giorni e ad una chiara positività, se non in situazioni limitate; l’eparina va utilizzata “cum grano salis” anche in ospedale, di fronte a malati allettati o anziani; gli anticorpi monoclonali vanno indicati solo in situazioni specifiche, dettagliate da Aifa nei particolari. Quanto ai cortisonici, sono molto efficaci, ma non andrebbero usati nei primi giorni, in fase viremica quando il virus sta colonizzando l’organismo, perché si rischia di ritardare la risposta immunitaria; vanno semmai utilizzati dopo, di fronte a un’eventuale risposta infiammatoria importante». By Mauro Miserendino fonte: Doctor33

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Russia: Una belva sull’uscio di casa

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2022

By Claudio Martelli. Il popolo ucraino ha conquistato l’indipendenza nel 1991. E’ avvenuto dopo la dissoluzione dell’Unione sovietica, tuttavia nel 2000 con l’avvento di Putin la morsa russa è tornata a stringersi. Instabilità politica, conflitti e torbidi si sono moltiplicati toccando l’apice durante la presidenza Yanukovic, un quisling filorusso, un corrotto miliardario che ingannò il suo paese illudendolo di negoziare un trattato con l’Unione Europea. Al richiamo di Putin, Yanukovic ruppe il negoziato con l’Europa nella quale gli ucraini riponevano le loro speranze di un futuro di libertà e dignità. La protesta popolare divampò soprattutto nella capitale e in quel 2014 piazza Maidan divenne famosa in tutto il mondo per il coraggio e la tenacia con cui decine – a tratti centinaia – di migliaia di insorti per più di tre mesi occupando la piazza reclamarono le dimissioni di Yanukovic e l’adesione all’Unione Europea. Resistendo alle bastonature, alle granate stordenti, al cecchinaggio, alle cariche della polizia, delle forze speciali e dei mercenari filo russi gli insorti di tutte le fedi religiose e politiche testimoniarono la loro voglia di libertà e di Europa con più di duecento morti e mille e ottocento feriti. Infine il coraggio pagò: l’opposizione parlamentare per un momento si unì e Yanukovic fuggì a Mosca con le valige piene di miliardi. La reazione di Putin fu rabbiosa: la Crimea fu annessa alla Federazione russa con un colpo di mano militare velato da un referendum organizzato da un occupante straniero. Subito dopo cominciò l’assedio russo a due città della regione orientale del Donbass, Donetsk e Lughanks poi erettesi a repubbliche indipendenti sotto la presidenza di due fedeli di Putin. L’indipendenza è durata lo spazio di un mattino: le due neonate repubblichette subito riconosciute dal Parlamento russo sono state ancor più prontamente annesse alla Federazione Russa. Con la sfrontatezza di chi usa la forza sicuro di non incontrare resistenza in una inquietante conferenza televisiva Putin ha comunicato a pochi dignitari del suo regime le sue volontà correggendo le dichiarazioni dei suoi subalterni quando non ricalcavano esattamente le sue parole. La novità del discorso di Putin è una ricostruzione storica che fa acqua da tutte le parti soprattutto da quella che ha negato l’esistenza storica dell’Ucraina come nazione distinta dalla Russia. Le storie delle due nazioni sono certamente intrecciate ma, all’opposto di quel che dice Putin, già prima dell’anno mille l’U-craina (terra sul confine) era stata cristianizzata dalla chiesa bizantina in lotta con quella franco germanica e la capitale Kiev era così evoluta da edificare splendide basiliche come Santa Sofia e monasteri come San Michele. A quel tempo le immense pianure che poi costituiranno la Russia erano invase dalle orde mongole e furono proprio gli ucraini a battezzarle con il nome di Rus’. (fonte Avanti)

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I giovani sognano la casa

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

Il desiderio di diventare proprietari di casa coinvolge sempre più italiani e, sebbene la maggior parte dei mutui erogati continui ad essere a favore degli Over 36, negli ultimi due anni c’è stato un progressivo aumento, pari al +6,4%, dei mutui giovani sul totale dei finanziamenti erogati. Infatti, se a inizio 2020 il 41,5% dei mutui veniva concesso ai più giovani, questa percentuale si attesta oggi poco al di sotto del 48%. Questo è quanto emerge dall’analisi sulle richieste di mutuo pervenute negli ultimi due anni effettuata da Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, in collaborazione con i suoi due partner strategici: Euroansa, società di mediazione del credito con oltre 750 collaboratori e 200 uffici in tutta Italia, e Mutuiamo, società digitale di mediazione del credito a distanza. Guardando invece al totale dei finanziamenti erogati, a partire da settembre 2020 il mercato degli Under 36 ha ripreso a crescere a ritmo più sostenuto rispetto a quello degli Over 36, e questo trend si è intensificato da febbraio 2021. In percentuale, da gennaio 2020, i mutui concessi agli Under 36 hanno segnato un +70%, contro il +34% registrato per i mutui agli Over 36. L’erogato medio dei mutui giovani senza garante è di circa 120.000 euro. A partire dalla fine del terzo trimestre 2021 l’erogato medio di questa tipologia di mutui, complice l’abbassamento dei tassi e la garanzia Consap, ha conosciuto una crescita stabilmente positiva, che lo ha portato a salire sopra quota 125.000 euro nell’ultimo trimestre dell’anno. Di media, il cosiddetto Loan-to-Value – ovvero il rapporto tra l’importo del finanziamento concesso da chi presta il denaro e il valore del bene che il beneficiario del prestito intende porre a garanzia – di quanti non hanno un garante è sistematicamente più alto di chi ce lo ha, e supera spesso la soglia dell’80% del valore totale del bene immobile. Negli ultimi due trimestri del 2021, si nota il valore medio dell’LTV rimane stabile sopra quota 80% e, poiché queste tendenze vanno lette con un trimestre di ritardo, essendo i dati riferiti ai mutui erogati, si può supporre che l’innalzamento dell’LTV dei mutui erogati agli Under 36 senza garante possa dipendere dalla manovra del Governo. In riferimento agli effetti del Decreto Sostegni-bis sul mercato dei mutui, si evidenzia come l’interesse degli Under 36 intenzionati a procedere con l’acquisto della prima casa stia aumentando di circa il 10% rispetto al periodo precedente alle agevolazioni.

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“Non è reato coltivare cannabis in casa a uso terapeutico”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 gennaio 2022

«Il fatto non sussiste». È assolto l’uomo che in casa coltiva cannabis a scopi terapeutici: le due piantine sul balcone, infatti, costituiscono una mera attività domestica, fruttano un modesto quantitativo di sostanza né risulta utilizzato alcun espediente per accrescere il prodotto. Pesa la consulenza tecnica di parte: la marijuana fa bene contro l’uveite cronica, l’infiammazione alla retina, di cui soffre l’ex imputato. Lo stabilisce la Cassazione con la sentenza 2388/22, pubblicata il 20 gennaio dalla sesta sezione penale.È annullata senza rinvio la pronuncia del gup che dichiarava l’imputato non punibile per particolare tenuità del fatto, mentre il sostituto procuratore generale concludeva per il rigetto. E non c’è dubbio che il prevenuto possa impugnare anche se dal provvedimento non può patire alcun danno sul piano civile o amministrativo, ma vuole solo cancellare l’iscrizione dal casellario giudiziale. Le due piante incriminate sono alte 170 e 130 centimetri con un diametro, rispettivamente, di 85 e 66; trova ingresso la censura secondo cui non si tratta di una coltivazione tecnico-agraria: è rivolta soltanto all’uso personale e risulta del tutto priva del requisito di tipicità della condotta. Nella sentenza, di cui ha scritto il sito Cassazione.net, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, secondo i giudici della Suprema Corte sbaglia dunque il gup a ritenere integrato il reato, pur dichiarandolo non punibile per la particolare tenuità ex articolo 131 bis Cp. E ciò perché dà troppo peso al peso, nel senso del dato ponderale della sostanza, perché dalle piante si possono ricavare duecentoventi dosi medie singole: non sussiste infatti alcun elemento in grado di collegare l’imputato al mercato illegale. La coltivazione è realizzata con tecniche rudimentali e produce un modesto quantitativo di principio attivo. I due vasi, peraltro, sono collocati sul balcone dell’appartamento, che sta di fronte alla stazione dei carabinieri del paese siciliano, e risultano ben visibili dai militari. Non c’è dunque una serra illuminata o qualche altro accorgimento per incrementare la resa. Insomma: l’imputato non risulta legato alla criminalità. E il consulente tecnico di parte conferma che la cannabis ha positivi effetti neuroprotettivi e antinfiammatori sulla retina: una mano santa contro l’uveite cronica che affligge l’uomo.

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La casa senza ricordi (Longanesi) di Donato Carrisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

Torino martedì 14 dicembre ore 21 Circolo dei lettori, sala grande Un bambino, un ipnotista e una storia da brividi con Petunia Ollister. Un bambino senza memoria viene ritrovato in un bosco della Valle dell’Inferno, quando tutti ormai avevano perso le speranze. Nico ha dodici anni e sembra stare bene: qualcuno l’ha nutrito, l’ha vestito, si è preso cura di lui. Ma è impossibile capire chi sia stato, perché Nico non parla. La sua coscienza è una casa buia e in apparenza inviolabile. L’unico in grado di risvegliarlo è l’addormentatore di bambini. Pietro Gerber, il miglior ipnotista di Firenze, viene chiamato a esplorare la mente di Nico, per scoprire quale sia la sua storia. E per quanto sembri impossibile, Gerber ce la fa. Riesce a individuare un innesco – un gesto, una combinazione di parole – che fa scattare qualcosa dentro Nico. Ma quando la voce del bambino inizia a raccontare una storia, Pietro Gerber comprende di aver spalancato le porte di una stanza dimenticata. L’ipnotista capisce di non aver molto tempo per salvare Nico, e presto si trova intrappolato in una selva di illusioni e inganni. Perché la voce sotto ipnosi è quella del bambino. Ma la storia che racconta non appartiene a lui.

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Agevolazioni fiscali per acquisto prima casa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 ottobre 2021

Roma – “ Investire sulle giovani generazioni, sia in termini economici che di fiducia, vuol dire investire sul futuro del Paese! Lo abbiamo fatto, come MoVimento 5 Stelle, in questi anni, favorendo la creazione di imprese under 35, con misure come il fondo “On – Oltre nuove imprese a tasso zero”, gestito da Invitalia, che ha già finanziato 583 iniziative, concesso agevolazioni per 132 milioni di euro e creato 3010 nuovi posti di lavoro, o incentivando l’assunzione di “under 36” con un esonero contributivo riservato ai datori di lavoro che nel 2021 assumono giovani o ne stabilizzano il rapporto a termine. Lo stiamo facendo, in modo importante, anche con le agevolazioni fiscali ed il Fondo di garanzia con cui aiutiamo i ragazzi e le ragazze ad acquistare la prima casa. Garantiamo così la piena indipendenza dalla famiglia di origine. Da oggi è operativo il bonus “prima casa per gli under 36”, che abbiamo introdotto con il Decreto “Sostegni Bis”, un’insieme di agevolazioni fiscali che prevedono, per i giovani con meno di 36 anni ed Isee fino a 40mila euro annui, l’esenzione dall’imposta di registro, ipotecaria e catastale per l’acquisto della prima casa ed esenta dall’imposta sostitutiva i finanziamenti erogati per l’acquisto, la costruzione e la ristrutturazione delle abitazioni. Ed a queste si aggiunge la garanzia dello Stato prevista dal “Fondo di garanzia per la prima casa”. Con il Decreto “Sostegni Bis”, infatti, abbiamo previsto che, per le coppie con uno dei componenti under 35, le famiglie monogenitoriale con figli minori, i giovani che non abbiano compiuto i trentasei anni ed i conduttori di alloggi di proprietà degli Istituti autonomi per le case popolari, la garanzia sui mutui possa arrivare fino all’80% della quota capitale. Ma lo faremo, con maggiore incisività, con le risorse del PNRR, dove i giovani rappresentano uno dei target trasversali. Investendo, sempre di più, in formazione e accesso al lavoro. Ai giovani vanno dati fiducia ed opportunità. Ne sono sempre stata convinta. Possono sembrare piccole cose, invece cambiano profondamente la società”. Così, sui social, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Acquistare casa nel futuro dei giovani

Posted by fidest press agency su sabato, 2 ottobre 2021

comperare una casa rimane un importante obiettivo di vita anche per i Millennials e gli appartenenti alla GenZ. Infatti, stando ai dati emersi dal sondaggio di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, condotto su campione di 1.500 persone di età compresa tra i 15 e i 30 anni, quasi la totalità degli intervistati (98%) è intenzionata, non appena ne avrà l’opportunità, ad acquistare un’abitazione. Una soluzione indipendente (53%) e di nuova costruzione (50,5%) è l’identikit della casa dei sogni dei potenziali futuri acquirenti. Giudicata essenziale – ben l’85% degli utenti l’ha indicata come molto importante – la presenza di garage o posto auto nello stabile. A seguire sono particolarmente apprezzati un sistema di sicurezza, irrinunciabile per il 64% degli intervistati, e aree verdi attrezzate, molto importanti per il 42%. Memore sicuramente dell’esperienza del lockdown, la quasi totalità degli intervistati (92%) nella propria casa dei sogni vuole il giardino – o almeno un terrazzo o un balcone – così da godere di un proprio spazio all’aperto privato. Dal momento che le nuove generazioni prestano grande attenzione ai temi di sostenibilità ambientale, nonché alle loro tasche, anche la classe energetica elevata è considerata dalla maggioranza (80%) un requisito rilevante.Il sogno di possedere un’abitazione dotata di ogni comfort dovrà necessariamente scontrarsi con le disponibilità economiche. E i giovani sembrano esserne consapevoli, tanto che ben il 75% di loro pensa che potrà comprare la prima casa solamente col supporto di un mutuo, mentre il 14% crede che avrà bisogno di fare appello all’aiuto alla famiglia. L’11% di quanti hanno risposto al sondaggio invece ha dichiarato che preferirebbe risparmiare e procedere all’acquisto solo quando avrà l’intero importo a disposizione.

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Casa: Istat, +1,7% prezzi in II trim 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2021

Secondo l’Istat, nel secondo trimestre 2021 l’indice dei prezzi delle abitazioni è aumentato dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2020 (era +1,7% nel primo trimestre 2021).”Bene, ma non basta! Un fatto positivo che prosegua l’inversione del trend iniziata nel 2020, ma ci vorranno anni per recuperare quanto perso durante la crisi. Per questo preoccupa che già si registri un rallentamento della crescita rispetto ai dati del primo trimestre 2021″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Dopo il picco raggiunto nel 2011, i prezzi delle abitazioni sono crollati fino al 2019, perdendo il 17,7%, -26,1% nel Centro Italia. Non è così allarmante il dato delle abitazioni nuove, che in quel periodo hanno segnato una diminuzione solo dell’1,6%, avendo già iniziato a risalire la china nel 2018. E’ il valore delle abitazioni esistenti che è grave e inquietante, con una perdita, dal 2011 al 2019, del 23,3%, che sale addirittura al 30,3% in Centro Italia, quasi un terzo del loro valore. Ovvio, quindi, che ora sia il Centro a presentare la dinamica più vivace. Peccato che sia anche il territorio che ci metterà più anni per tornare ai valori pre-crisi” conclude Dona.

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La casa di Roma di Pierluigi Battista

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 luglio 2021

Collana Oceani, pp. 224, 19 euro. La Nave di Teseo. In libreria dal 2 settembre. Il primo romanzo di uno straordinario osservatore della nostra società e della nostra storia. Il ritratto di una grande famiglia borghese che ha attraversato il Novecento e che rivela tutti i suoi lati oscuri. Marco, giovane autore e regista, decide di imbarcarsi nell’impresa di scrivere un romanzo sulla grande famiglia di sua madre. Chiede dunque l’aiuto di Anita, sua mamma, e di Raffaello, suo zio. Entrambi iniziano così a raccontare la genesi della famiglia Grimaldi, a partire dai bisnonni di Marco, Giovanni e Caterina, dal cui amore erano nati Raimondo, classe 1917, “comunista granitico”, ed Emanuele, “fascista antropologico”. I due fratelli non erano diversi solo per le idee politiche, ma anche per le scelte di vita. Finita la guerra, nonostante si detestassero, avevano comunque deciso di convivere nello stesso villino, la casa di Roma appunto, dove poi avrebbero cresciuto i rispettivi figli, che si frequentavano con gioia nel grande giardino comune. La rivalità politica si ripercuote sulle generazioni successive, finché Raffaello non scopre che lo zio Raimondo, sempre arrogante con la sua spocchia nel raccontarsi come rappresentate degli intellettuali antifascisti, aveva preso in realtà dei finanziamenti dal regime. Raffaello, per riscattare la figura di suo padre Emanuele, decide di rendere pubblica la vicenda scrivendo un articolo per il giornale per cui lavora, senza avvisare nessuno della famiglia. La pubblicazione dell’articolo, disapprovata da tutti i componenti della famiglia, crea un grande scompiglio e innescherà una catena di rivelazioni da cui la famiglia uscirà in frantumi.

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Vendere casa prima e meglio

Posted by fidest press agency su martedì, 1 giugno 2021

Si chiama home staging, e consiste nel rifare il look alle abitazioni con interventi temporanei, allestendo gli spazi in modo da fare subito colpo sui potenziali acquirenti. Un investimento che dà grandi risultati: dopo un intervento di home staging, infatti, una casa si vende in media in soli 46 giorni. Il dato complessivo del venduto dopo un intervento di valorizzazione immobiliare è del 97% e, indicatore estremamente significativo, lo sconto medio risulta solo del 4%, a fronte del 10,9% della media italiana. A rendere noti questi numeri è l’Associazione Nazionale Home Staging Lovers, sulla base del sondaggio che come ogni anno ha interpellato i professionisti delle due maggiori associazioni italiane del settore: Home Staging Lovers, appunto, e l’Associazione Professionisti Home Staging Italia.Quali i motivi per cui l’home staging fa la differenza? «A monte di ogni progetto c’è sempre un ragionamento sulla tipologia di cliente che si desidera attrarre – spiega Galletti –. Di conseguenza si curano vari elementi per costruire una comunicazione visiva mirata a conquistare i potenziali acquirenti, che ancora prima di visitare l’immobile di solito lo vedono sul web. L’home stager mette in campo tante competenze diverse, dal design d’interni, alla fotografia, al marketing immobiliare». Gli interventi sono temporanei, non strutturali: ci si concentra per esempio sulla disposizione dei mobili, sui colori, sui tessili, sulla decorazione, sull’illuminazione. Ogni progetto di home staging comprende infine un servizio fotografico professionale.Che il settore stia imparando ad apprezzare sempre di più il contributo degli home stager è testimoniato anche dalla crescita di questi professionisti in termini numerici, nonché dal moltiplicarsi dei corsi e degli eventi a loro dedicati. Attualmente l’età media degli associati Home Staging Lovers è di 43 anni e operano in tutta Italia: Emilia Romagna (27,4%), Lazio (15,2%), Nord-Ovest (Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria – 13%), Toscana (12,9%), Triveneto (9,7%), Lombardia (7,6%), Umbria (4,3%), Sardegna (1,1%). Il restante 8,8% è distribuito nelle altre regioni del Mezzogiorno.

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Roma: Casa delle Tecnologie Emergenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 aprile 2021

Roma. La road map progettuale della Casa delle Tecnologie Emergenti va avanti nel pieno rispetto dei tempi. È stato infatti compiuto un altro passaggio amministrativo decisivo per la realizzazione del polo tecnologico nella Stazione Tiburtina.Il Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative ha stipulato con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) gli atti notarili con i quali Roma Capitale godrà gratuitamente per 30 anni del diritto d’uso di locali per oltre 1000 mq nel prestigioso hub ferroviario, nodo cruciale della mobilità capitolina e dell’intero Sistema Alta Velocità Torino-Milano- Salerno.In attuazione alla Delibera di Giunta n. 263 del 13 novembre 2020, l’Amministrazione capitolina avrà spazi rappresentativi e tecnologicamente avanzati in questa stazione emblema dell’architettura ferroviaria contemporanea, che si candida a “luogo per la città” in linea con le evoluzioni del concetto di infrastruttura ferroviaria e urbana impresse dal Gruppo FS Italiane anche a Roma. Stazioni sempre più protagoniste della vita cittadina: poli non solo di mobilità integrata e sostenibile, ma anche di servizi e di funzioni vitali al suo sviluppo sociale, economico e produttivo.Gli spazi che Roma Capitale ha ottenuto gratuitamente da RFI, in forza di una Convenzione del 2005 attualizzata e concretizzata con le stipule sottoscritte dall’Amministratrice Delegata di RFI Vera Fiorani, hanno una doppia valenza e sono ospitati in luoghi diversi della stazione ma tutti con valore strategico. Saranno consegnati all’Ufficio di Scopo del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive due spazi per complessivi 805 mq da destinare alla “Casa delle Tecnologie emergenti”: uno all’interno di un avveniristico contenitore sospeso a doppio livello ovvero in una delle cosiddette “bolle” della grande galleria vetrata sopra la piattaforma dei binari, l’altro con ingresso da via di Pietralata. E proprio in questo “boulevard” urbano di stazione che unisce due quartieri, Pietralata e Nomentana, verrà realizzato questo moderno centro di sviluppo finanziato da risorse provenienti dal MISE. Un nuovo polo delle Tecnologie emergenti dedicato a creatività ed innovazione con progetti di ricerca/sperimentazione per start up e piccole medie imprese e con il trasferimento di know how tecnologico secondo il modello dello “Start up City”, dell’Internet of Things (IoT), del Blockchain e dell’Artificial Intelligence (AI).

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Internet casa: 1 richiesta su 4 è per usare i videogames

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

In epoca Covid la linea internet casa è diventata un servizio imprescindibile anche per le attività del tempo libero tanto che, secondo l’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 650.000 richieste di cambio di fornitore, la percentuale degli utenti che ha dichiarato di usare la rete domestica per giocare online è aumentata del 30%, passando dal 16% rilevato nei mesi pre-pandemia al 21% rilevato tra marzo e dicembre 2020, fino ad arrivare al 25% nel primo trimestre 2021.La grande novità emersa è che giocare online con smartphone, tablet, PC o console non sembra più essere un’esclusiva dei giovani: l’utilizzo di internet per i giochi online è addirittura raddoppiato tra gli over 55. Nello specifico, tra i richiedenti con età compresa tra i 55 e i 64 anni si è passati dal 9% pre-pandemia al 18% nel 2021, mentre tra gli over 65 la percentuale è cresciuta dal 7% al 15%, chissà se per propria passione o per far felici i nipoti.Il lockdown e le limitazioni alla mobilità, inoltre, hanno dato un grosso impulso anche alla fruizione di contenuti tramite Smart TV: l’indagine ha rilevato come il numero di richiedenti che hanno dichiarato di usare la linea di casa per guardare film e serie televisive in streaming sia aumentato, passando dal 48% del periodo pre-pandemia al 59% del primo trimestre del 2021.

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Lavorare a casa: Lo smart working è sempre più diffuso

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 marzo 2021

Non credo che lavorare da casa in modo permanente sia la nuova normalità e spero che a un certo punto torneremo in ufficio. Siamo creature sociali ed è molto importante che le persone lavorino insieme. Personalmente, i miei colleghi sono creativi e vogliono condividere idee, ma farlo online in modo naturale è abbastanza difficile. Penso però che il fatto di lavorare di più da casa rimarrà una possibilità, e questo è positivo perché è stato dimostrato che aumenta la produttività e permette una maggiore diversità sul posto di lavoro. Sono un genitore che lavora e prima della pandemia spesso era difficile conciliare tutto, per esempio se i miei figli erano ammalati o dovevo partecipare alle serate dei genitori a scuola o alle recite dei bambini. Ora posso lavorare da casa e occuparmi di alcune di queste cose. Quindi, dal punto di vista della diversità di genere, penso che un lavoro più flessibile sia fantastico. Ma in futuro la gente lavorerà al 100% da casa? Non credo. Il Covid-19 ha messo in evidenza l’importanza dei sistemi sanitari e della salute generale delle popolazioni di tutto il mondo, due aspetti su cui ora i governi si soffermano in misura crescente. Per esempio, nel Regno Unito la popolazione ha capito l’importanza di un sistema sanitario nazionale solido e del sostegno all’investimento in quest’ambito in termini di spesa sanitaria pro capite. Ma occorre anche un cambiamento culturale e di stile di vita, che è un altro aspetto su cui la pandemia ha influito. Per esempio, oltre a comportare problemi come il diabete, l’obesità rende le persone più vulnerabili al Covid-19. Questo è il motivo per cui nel Regno Unito, dopo aver contratto il virus, il primo ministro Boris Johnson ha fatto dietrofront riguardo all’obesità, promuovendo uno stile di vita più sano. Di conseguenza, ora il governo britannico propone misure come il divieto di pubblicità online per alimenti ad alto contenuto di grassi, zucchero e sale prima delle 21.00 e il divieto di promozioni di tipo “1+1 gratis” sugli alimenti poco salutari.È importante sottolineare anche l’ascesa dell’agricoltura sostenibile. La consapevolezza del rischio di trasmissione del virus dalla fauna selvatica all’uomo è aumentata, così come la coscienza che spesso ciò si verifica quando invadiamo in misura crescente gli spazi naturali e della fauna selvatica. Occorre dunque soffermarsi sul settore agricolo e in particolare sulla deforestazione causata dall’agricoltura, e ciò potrebbe indurre i paesi ad adottare pratiche agricole più sostenibili. A livello dei consumatori, la crescente consapevolezza dell’impatto ambientale del consumo di carne e proteine potrebbe accelerare l’adozione di diete più vegetali a livello globale. In definitiva, però, alcune cose non cambieranno. Anche se i viaggi, il tempo libero e l’intrattenimento dal vivo sono stati alcuni dei settori più penalizzati dalla pandemia, la gente ha di nuovo voglia di divertirsi e di fare esperienze. Torneremo a farlo. La domanda non è scomparsa e alcuni paragonano la potenziale fase post-Covid ai ruggenti anni Venti dopo la Prima guerra mondiale, quando tutti morivano dalla voglia di uscire e tornare a divertirsi. Ci auguriamo di poter tornare a fare queste cose come prima.

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Casa dei Saperi RADICI nuovo programma 2021/22

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Quattro incontri online dal 15 al 18 marzo 2021 in diretta streaming sulla piattaforma ZOOM (iscrizioni: https://form.jotform.com/210563813058352) con Maria Thereza Alves,Carlo Greppi, Helena Janeczek e Nomaduma Rosa Masilela in conversazione con Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov e Cristina Travanini. In quanti modi si può parlare di radici? Quali sono le nostre, e che fine fanno ogni volta che ci spostiamo? Esistono radici universali? Sono alcune delle domande al centro di RADICI. “In uno spazio domestico – anche virtuale – come quello della Fondazione Adolfo Pini, ci interroghiamo sul significato dell’abitare come radicarsi in un luogo, ancoramento al suolo, origine, fondamento dell’identità, attraverso discipline diverse in dialogo: le arti, l’antropologia, la storia e la filosofia” raccontano Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov e Cristina Travanini. “In uno spazio domestico – anche virtuale – come quello della Fondazione Adolfo Pini, ci interroghiamo sul significato dell’abitare come radicarsi in un luogo, ancoramento al suolo, origine, fondamento dell’identità, attraverso discipline diverse in dialogo: le arti, l’antropologia, la storia e la filosofia” raccontano Sonia D’Alto, Elisa Gianni, Itamar Gov e Cristina Travanini.
Sotto la guida ogni volta di un ospite diverso, a partire dal mese di aprile, Gruppo di lettura sviluppa una serie di incontri online dedicati alla lettura e alla discussione di libri che declinano in modo diverso il tema RADICI, con l’obiettivo di aprire un dialogo diretto tra ospite, partecipanti e Fondazione, per sperimentare il piacere di una lettura condivisa e attivare un nuovo spazio di confronto e ascolto.Il primo gruppo di lettura, condotto dallo scrittore Fabio Deotto, affronterà l’antologia di Primo Levi La ricerca delle radici, un libro in cui Levi narra i libri e i maestri che lo hanno formato culturalmente.Il testo di Levi verrà “spacchettato” aprendo connessioni con altri testi e una riflessione su cosa significhi avere radici culturali, sulla nostra pretesa di stanzialità, sulla problematicità del concetto di radice. Da maggio, A scuola di Pandemia, un nuovo progetto dedicato ai diversi modi in cui si può apprendere in questo contesto, viene sviluppato grazie a un laboratorio online in cui si condividono esperienze, ispirazioni, progetti e idee con un piccolo gruppo di partecipanti: un esperimento nato con l’obiettivo di avere uno scambio non gerarchico e continuo, per realizzare una piattaforma che offra ai partecipanti possibilità di condividere conoscenze, pensieri, metodi di lavoro e storie. Uno spazio di libertà pedagogica e di entusiasmo partecipativo con la finalità di mettere in pratica, in questo particolare contesto pandemico, modelli alternativi, non competitivi, di apprendimento, rivolgendosi a un pubblico di giovani creativi e ricercatori, insegnanti e studenti stufi di subire le rigide regole della DAD.Il primo appuntamento vedrà protagonista l’artista Adelita Husni Bey, che in tre incontri affronterà con i partecipanti temi relativi alla pandemia intrecciati a casi storici della sua School of Pandemics.

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Bonus fiscali sulla casa 2020/2021, guida pratica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2021

Per il 2021 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica -e le altre collegate- sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie, come anche il BONUS MOBILI il BONUS VERDE e il BONUS FACCIATE.
La detrazione del 110% introdotta nel corso del 2020 dal decreto rilancio è stata prorogata fino a Giugno 2022.
Questo l’elenco dei bonus dettagliati nella scheda pratica Bonus fiscali sulla casa 2020/2021 (ristrutturazioni al 50%, risparmio energetico al 65%, superbonus 110%, bonus mobili, bonus verde, bonus facciate): https://sosonline.aduc.it/scheda/incentivi+2016+bonus+fiscali+sulla+casa+detrazioni_23887.php
DETRAZIONE 50% SULLE RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE, BONUS MOBILI E BONUS VERDE
DETRAZIONE 65% SUGLI INTERVENTI PER IL RISPARMIO ENERGETICO (ECOBONUS)
DETRAZIONE 90% RIFACIMENTO FACCIATE (BONUS FACCIATE)
DETRAZIONE 110% (SUPERBONUS) Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

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Il Governo Conte è senza casa!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 dicembre 2020

In questi giorni stanno per essere approvati dal Parlamento i vari Decreti Ristori e inizia la discussione sulla Legge finanziaria, non vediamo dalle proposte avanzate nessuna inversione di rotta sulle politiche abitative, se non interventi minimi che vedono il solito regalo ai proprietari con il finanziamento del contributo all’affitto, un impegno irrisorio sul piano nazionale.Si tratta di quei giovani, lavoratori, precari e disoccupati, che già prima della pandemia avevano difficoltà a pagare l’affitto di casa perché vivevano con stipendi da fame, nella mancanza di sicurezza o – come molti studenti – di lavoretti in nero per integrare i costi per lo studio.Per affrontare seriamente questa situazione occorrono scelte chiare e radicali, un’inversione di rotta che metta in campo le risorse necessaria a rilanciare la politica pubblica per la casa, che risponda ai bisogni delle famiglie in difficoltà, dei giovani, dei disoccupati, dei precari: 1 – Un nuovo piano decennale di un milione di case popolari; 2 – istituzione di un fondo per finanziare la politica abitativa con impegno di almeno il 3% dei bilanci dello stato, delle regioni e dei comuni; utilizzo di tutti i fondi ex-Gescal e del recovery fund; 3 – blocco del pagamento degli affitti e delle utenze; 4 – blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi per tutta la durata della pandemia; 5 – tutela dei proprietari mutuatari insolventi della casa che abitano, come prevede la legge 199/2008 all’art. 1-quater; 6 – reddito di emergenza incondizionato per tutti coloro che hanno perso reddito o sono senza lavoro, integrato di una quota destinata all’affitto e alle utenze; stesso strumento può essere utilizzato per i piccoli proprietari che vivono degli affitti della casa; 7 – un provvedimento che impedisca di intimare sfratti per le morosità accumulate durante il periodo dell’emergenza sanitaria; 8 – sostenere questi provvedimenti con la tassazione del patrimonio tenuto sfitto dalle grandi proprietà immobiliari e, con aliquote specifiche, degli affitti brevi (B&B). Per sostenere questi punti indiciamo una mobilitazione sul piano nazionale per il 18 dicembre, a Roma alle ore 15.00 saremo in Parlamento e nella giornata davanti alle prefetture in altre città, perché è giunta l’ora che le risorse economiche vengano messe a disposizione delle famiglie e di chi vive il dramma della casa e non per finanziare le grandi imprese.

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Come vendere casa

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

A sciogliere tutti i dubbi su come vendere al meglio la propria casa ci ha pensato Giuseppe Frigerio, agente immobiliare “non tradizionale” e titolare di agenzie con 20 anni di esperienza alle spalle, che ha dato alle stampe il libro “Vendi casa e scappa”, pieno zeppo di consigli e suggerimenti su come “non farsi fregare da sedicenti esperti immobiliari”.Nel libro, che può essere considerato un vero e proprio manuale per vendere casa, con tanto di testimonianze che ne comprovano l’efficacia, Frigerio che è di Romano di Lombardia (Bergamo), titolare dell’agenzia Domus Real Estate, spiega il suo metodo, passo dopo passo, su come gestire e guadagnare il massimo dalla vendita, senza perdere tempo e soldi preziosi in operazioni poco vantaggiose.Per l’autore prima di mettere in vendita un immobile è infatti “importante innanzitutto avere le idee chiare sui passi da compiere nell’operazione immobiliare. Per questo il primo consiglio è quello di formarsi e informarsi prima di avventurarsi nella vendita”.“Il dubbio più grande che si riscontra in chi vende un immobile è ‘Qual’è il prezzo giusto a cui vendere?’. Per questo nel mio libro ho dedicato un intero capitolo sul sistema per determinare con certezza il giusto prezzo di mercato dell’immobile da vendere” spiega Giuseppe Frigerio.L’altra difficoltà a cui va incontro il venditore riguarda poi il sistema più corretto per mettere sul mercato l’immobile da vendere. Naturalmente nel libro non poteva mancare il capitolo sugli agenti immobiliari.Qualora si scegliesse di farsi aiutare nella vendita di una casa da un agente immobiliare come capire se è la persona giusta?“In base alla mia esperienza bisogna evitare come la peste 5 tipi di venditori di immobili, che io riassumo in:L’insistente, L’impreparato, Il sempre connesso, Lo snob e Il simpaticone.Da queste 5 tipologie di venditori, una volta individuati, è meglio stare alla larga, perché ti farebbero perdere tempo e soldi. E lo dico perché purtroppo in 20 anni come agente immobiliare ne ho viste di tutti i colori, comprese tante vendite sfumate perché affidate a gente che improvvisava” continua ancora l’esperto immobiliare. Altri step essenziali per la corretta vendita di un immobile sono quelli della visione dell’immobile, della trattativa, dell’accordo, del preliminare e dell’atto di vendita vera e propria.E anche per questi importanti passaggi Frigerio mette in campo la sua esperienza, dispensando consigli su come gestire al meglio ogni fase in sicurezza, imparando a filtrare le persone per poi arrivare alla vendita solo con gli acquirenti giusti, e al prezzo giusto. Insomma “Vendi casa e scappa” è un vero e proprio manuale della vendita di immobili, con spiegazioni precise e puntuali su come affrontare ogni fondamentale passaggio, senza errori e senza spiacevoli sorprese. Il libro “Vendi casa e scappa” è disponibile su Amazon alla pagina https://www.amazon.it/dp/8831685058/ref=cm_ sw_r_oth_api_i_YWJNFbFBVHM31 oppure su Mondadori Store alla pagina https://www.mondadoristore.it/Vendi-casa-e-scappa-Giuseppe-Frigerio/eai978883168505.

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In Piemonte rimangono a casa gli studenti delle medie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2020

Una decisione che non sta solo suscitando malumori e proteste di studenti e famiglie, ma crea anche difficoltà organizzative non indifferenti alle scuole. La secondaria di primo grado è, infatti, integrata in istituti comprensivi in cui operano anche la scuola primaria e sezioni di scuola dell’infanzia che finora hanno sempre lavorato in presenza, come peraltro le classi prime delle medie. Questo rende molto complessa, soprattutto per i docenti, la gestione di una didattica in parte in presenza e in parte a distanza. “In questi mesi – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale ANIEF –abbiamo assistito troppe volte a fughe in avanti delle regioni sulla scuola. E ogni volta a pagarne il conto sono i docenti. In Puglia, ad esempio, abbiamo avuto addirittura la didattica on demand, con le famiglie che chiedevano alle scuole di far seguire le lezioni ai propri figli da casa nonostante le classi fossero regolarmente a scuola e costringendo i docenti a fare i salti mortali per svolgere lezioni allo stesso tempo sia in presenza che a distanza. Oggi il Piemonte annuncia recuperi delle lezioni in presenza senza, tuttavia, spiegare bene cosa intenda. ANIEF – conclude Pacifico – continua a sostenere che sulla scuola la regia debba essere nazionale e che ogni discostamento debba essere sempre ben ponderato, per evitare ulteriori difficoltà alle scuole, già messe a durissima prova dalla pandemia”.

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L’ictus non resta a casa

Posted by fidest press agency su martedì, 1 dicembre 2020

La malattia vascolare è stata messa in un angolo durante la pandemia da Covid-19 e i pazienti hanno avuto meno possibilità di accedere ai centri di cura con una conseguente diminuzione degli accessi in ospedale. Un dato che misura quanto l’emergenza sanitaria abbia profondamente sconvolto il percorso di cura e di assistenza per i pazienti colpiti da ictus cerebrale è che nella prima ondata è stata azzerata la prescrizione di alcuni farmaci e dei nuovi anticoagulanti ed è stato più difficolto per questi pazienti andare in ospedale dove il timore del contagio ha avuto un forte impatto sulla decisione del paziente a chiedere aiuto. Questo è il quadro emerso durante il webinar ‘Strategie sanitarie di prevenzione dell’ictus: come ottimizzare la prevenzione per una popolazione più sana’, organizzato da Motore Sanità in collaborazione con Cattaneo Zanetto & Co, e realizzato grazie al contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb e Pfizer. Ogni anno in Italia si registrano almeno 100.000 nuovi ricoveri dovuti all’ictus cerebrale, circa un terzo delle persone colpite non sopravvive a un anno dall’evento, mentre un altro terzo sopravvive con una significativa invalidità: il numero di persone che attualmente vive in Italia con gli esiti invalidanti di un ictus ha raggiunto la cifra record di quasi un milione (Rapporto 2018 Ictus). Una ricerca basata su un sondaggio di 250 stakeholders europei che includono associazioni dei pazienti colpiti da ictus, politici e sanitari coinvolti nella prevenzione, condotta dalla World Stroke Organization e dell’Osservatorio Ictus Italia, ha messo in evidenza che esiste una maggiore sensibilizzazione verso il tema della prevenzione in paesi come Olanda e Inghilterra mentre in Italia esiste un grosso gap tra l’implementazione delle linee guida per la prevenzione dell’ictus e ciò che in realtà viene fatto. “Sulla prevenzione dell’ictus, le istituzioni possono incidere con un lavoro su quattro ambiti – ha spiegato Valeria Caso, Dirigente Medico presso la S.C. di Medicina Interna e Vascolare-Stroke Unit, Membro del Direttivo della World Stroke Organization e dell’Osservatorio Ictus Italia: sensibilizzazione sui fattori di rischio dello stroke e la loro possibile gestione per informare correttamente la popolazione. Ad esempio, la fibrillazione atriale, a cui diversi studi riconducono circa il 25% dei casi di ictus, ancora troppo frequentemente viene diagnosticata solo all’insorgere dell’evento cardiovascolare maggiore. Poi: potenziamento delle figure professionali del mondo sanitario; promuovere l’implementazione delle linee guida cliniche per la prevenzione dell’ictus, aumentando la comunicazione sulle best practices, evidenziando gli interventi chiave come la gestione della pressione sanguigna e altre azioni preventive e assicurando l’accesso alle terapie. Sono convinta che finché non esiste un accesso equo alla terapia non si può implementare in maniera corretta la terapia prescritta. E, infine, sostegno per le tecnologie digitali, garantendo la disponibilità e l’accesso per operatori sanitari e pazienti, da un lato con maggiori investimenti e dall’altro con modalità di utilizzo definite”.

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