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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Posts Tagged ‘casaleggio’

Essere grillini: ieri ed oggi

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Sono trascorsi circa undici anni da quando è stato fondato il Movimento Cinque Stelle dalla penna di Grillo e Casaleggio. Da allora sino al 2018 è cresciuto in maniera esponenziale per poi subire un flop, con le europee del 2019, passando dal 32% dei consensi alla sua metà e oggi i sondaggi lo danno ancora in ribasso tanto che si pensa possa attestarsi a non più del 10%. Se partiamo dall’iniziativa grillina possiamo dire che il consenso è venuto da chi, di destra e di sinistra, è rimasto deluso dal comportamento dei rispetti partiti di riferimento i cui rappresentanti si sono succeduti al governo del Paese. E’ mancato, per farla breve, il naturale feeling tra l’elettore e gli eletti, dalle promesse disattese agli inciuci di varia natura. Alla fine nel 2018 vi è stata la svolta: Il Movimento 5 stelle si è messo in gioco per la governance del paese. E’ stato un passo obbligato per evitare una instabilità politica che lo stesso popolo grillino non avrebbe compreso. Ora a distanza di circa due anni e il doppio cambio di alleanze il Movimento ha dimostrato ai suoi elettori l’incapacità di portare un reale cambiamento al sistema paese. Ed è andata ancora peggio perché ha lasciato l’impressione di non saper gestire la sua forza elettorale in termini di realizzazione di programmi tanto che gli elettori si son fatta la convinzione che per scardinare l’apparato esistente si possa fare solo se alla guida del paese vi sia una leadership forte. Ora pensano a Salvini e continuano ad illudersi che possa essere il solo che possa farcela avendo un partito coeso e alleati, per quanto ricalcitranti, alquanto disponibili. Sappiamo che non è così, ma se non consentiamo agli elettori di ritagliarsi uno sbocco il male maggiore diventa minore. (Riccardo Alfonso)

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Gli iscritti, i fan e gli elettori di 5 stelle sono un grande popolo

Posted by fidest press agency su domenica, 11 febbraio 2018

Sentono l’orgoglio dell’appartenenza. E’, tuttavia, qualcosa che li fa diversi di chi in passato aderiva a una qualche ideologia e ne faceva una sua ragione di vita e cercava di trasmetterla agli altri. Non vi è la passione acritica, tutt’altro. Basta leggere le e-mail che mandano a Grillo e ai loro leader per capire i loro umori sono a volte contraddittori e persino esagerati. Ma ciò che fa la differenza, a mio avviso, è la consapevolezza che le loro idee si stanno indirizzando verso un nuovo modo di concepire i rapporti di forza tra chi è e chi ha. I partiti che pure hanno un loro primato storico e che hanno conferito un contributo importante per la nostra crescita politica oggi necessariamente devono cedere il passo a una nuova scelta di campo. E i fatti lo dimostrano. Chi sono Renzi e Berlusconi se non i diretti discendenti di una casta che si richiama al mondo degli affari, del capitalismo, del potere per il potere? E chi oggi può contrastarli con più efficacia? Quel popolo che è stato sospinto ai margini della società, umiliato da chi ha in mano la ricchezza, da chi ha e considera quella stragrande parte dell’umanità che lavora per una modesta paga, che elemosina un lavoro per sopravvivere, solo dei servitori da rabbonire all’occorrenza e da sfruttare a loro piacimento. Chi non ha ancora raggiunta la consapevolezza di questo mutamento epocale rischia seriamente di compromettere il futuro dei propri figli e nipoti. In un certo senso ritorniamo a una lezione magistrale della storia allorché ci ricorda il tempo dei patrizi e dei plebei dell’antica Roma. Solo nel momento in cui i plebei presero coscienza della loro forza fu loro riconosciuto il ruolo importante che svolgevano per dare a Roma il suo primato mondiale. (Riccardo Alfonso direttore centro studi politici e sociali della Fidest)

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Casaleggio: Un innovatore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 aprile 2016

casaleggio-beppe-grilloAbbiamo riportato i primi comunicati che sono pervenuti in redazione in seguito alla dipartita di Casaleggio. Uno degli ultimi messaggi che abbiamo visionato, in ordine di tempo, mentre per gli altri abbiamo già provveduto al loro lancio, è di Fabio Rampelli che scrive: “La scomparsa del co-fondatore del Movimento 5 Stelle ci addolora profondamente. Al di là delle differenze politiche, Casaleggio è stato un innovatore che ha rivoluzionato i codici della politica e il rapporto con i cittadini. Il gruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale si stringe attorno alla famiglia, agli eletti del Movimento e ai simpatizzanti per la grave perdita”.
Ciò che abbiamo notato in tutti i commenti è stato il modo di associare l’opera di Casaleggio con la sua iniziativa politica considerata “innovativa e rivoluzionaria” nei confronti di un modo di fare politica reputato obsoleto ai più. Ciò che ci rammarica maggiormente è il fatto che solo una parte, purtroppo non maggioritaria, degli italiani ha compreso il valore e la portata del suo scendere nell’agone politico, la sua passione e il suo altruismo per una causa ritenuta giusta e per la quale ha inteso impegnarsi con determinazione.
Per l’on.le Binetti ha avuto anche il merito di portare in Parlamento dei giovani entusiasti e volenterosi e noi aggiungiamo che hanno saputo rinverdire le stantie visioni di una politica fin troppo compromessa con la parte più deteriore del Paese. Vorremmo, di là dello stesso Casaleggio, che gli italiani si rendessero consapevoli che è stata loro offerta una preziosa opportunità per ridare dignità alla politica e nuova linfa al paese sapendo mettere da parte gli sbruffoni e i nulla facenti di turno o i parolai e portare avanti non tanto e non solo i giovani, anafraficamente parlando, ma quelle generazioni trasversali che hanno fondato un presente per il loro futuro con onestà d’intenti e generosa dedizione al bene comune. E se oggi l’erede di Casaleggio è “Cinque stelle” non lasciamoci sfuggire questa ghiotta occasione. (Dalla redazione Fidest)

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Il M5S e il suo futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 ottobre 2014

casaleggio-beppe-grilloLa storia per quanto mi riguarda incominciò nel 2012 quando dalle elezioni politiche emerse una novità che era nell’aria ma che pochi credevano potesse esplodere con un forte consenso popolare. Risultò così chiaro che italiani stavano guardando con crescente interesse all’avventura politica del Movimento di Cinque stelle e al suo profeta Bebbe Grillo e al suo vate Casaleggio. Da allora ad oggi sono trascorsi oltre due anni. Cosa è cambiato negli elettori e nel movimento? La prima delusione degli elettori cinquestellati è venuta dal mancato accordo con il PD per un governo cogestito. Eppure si sapeva, e Grillo lo aveva ribadito più volte in campagna elettorale, che un tale genere di commistione era esclusa, ma fu fatto in modo da far cadere la colpa, della successiva alleanza PD-Berlusconiani, a questa chiusura totale. Un altro logorio d’immagine è venuto dai transfughi, pochi a dire il vero, ma sufficienti per scatenare i media. Da allora sul Movimento fu detto di tutto e di più facendo passare sovente nell’immaginario collettivo i loro parlamentari come degli incompetenti, privi di un progetto politico di ampio respiro, incapaci di generare una nuova classe politica e via di questo passo. Ora il quadro partitico italiano sta modificando i suoi assetti. Forza Italia con Berlusconi mostra chiaramente, pur facendo un’opposizione di facciata, d’essere dentro alla maggioranza e di tenere al guinzaglio Renzi. Questi, a sua volta, ha iniziato il suo declino come leader carismatico e di credibilità internazionale e si è sempre più vicini alla possibilità di elezioni anticipate per cercare di drenare la sua perdita d’immagine. Se ciò dovesse avvenire gli elettori si troveranno, loro malgrado, a fare delle scelte quasi obbligate tra il PD e Forza Italia e le sue costellazioni di destra, compresi i leghisti, mentre il M5S sarà visto come un’esperienza da non ripetere, almeno per una certa fetta dei suoi elettori. Eppure, a mio avviso, un recupero è possibile con opportuni correttivi. In altre parole nel Movimento non va visto solo l’accoppiata Grillo-Casaleggio ma di rimbalzo anche una nuova classe politica, una nuova dirigenza, un nuovo modello di governo di paese e di poter accettare a testa alta la sfida della governabilità. L’opinione pubblica ha sete e fame di normalità, di progetti d’ampio respiro, di processi virtuosi, di coerenza politica ma al tempo stesso richiede la capacità di coalizzarsi perchè la politica è fatta anche di compromessi e se si è puliti e non è detto che chi è sporco debba necessariamente contagiarli. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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