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Posts Tagged ‘casalinghe’

Aumentano le casalinghe in povertà assoluta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

istatSecondo i dati Istat resi noti oggi, nel 2015 sono più di 715 mila le casalinghe in povertà assoluta, il 9,3% del totale. “Un dato molto allarmante, soprattutto perché in netta crescita rispetto all’anno precedente. Le casalinghe, insomma, sono sempre più povere. Rispetto al 2014, le casalinghe in povertà assoluta sono passate da 650.197 a 715.564, con un rialzo del 10,05%. In termini percentuali, si passa dall’8,7% delle casalinghe al 9,3% (dato 2015). Particolarmente accentuato il peggioramento del Centro, +24,19%, anche se la situazione resta comunque la migliore rispetto al resto d’Italia” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Questo dato dovrebbe preoccupare il Governo, visto che significa che il 9,3% delle casalinghe non ha soldi a sufficienza per uno standard di vita minimamente accettabile, per poter acquistare beni e servizi essenziali per una vita dignitosa. Per questo, è urgente che il provvedimento appena varato sulla povertà sia al più presto esteso a tutti i poveri assoluti” conclude Dona.

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Casalinghe: lavoratrici ignorate dall’Istat

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 febbraio 2017

istatIn Italia oltre 7 milioni e mezzo di donne si dedicano a tempo pieno alla famiglia, producendo valore economico. Secondo la Consulta la casalinga è una lavoratrice che, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estenda lato sensu al coordinamento della vita familiare. “Eppure ISTAT definisce queste lavoratrici ‘improduttive’ e ‘Inattive’ offendendo cosi queste cittadine, dichiara Federica Rossi Gasparrini presidente di Federcasalinghe”. “Da tempo – ribadisce – portiamo avanti contro l’istituto di statistica italiano una battaglia di civiltà e giustizia. Anche l’ultimo incontro non è stato risolutivo, anche se costruttivo – continua Rossi Gasparrini – abbiamo infatti ottenuto un’apertura: l’ISTAT avvierà un libero approfondimento sul valore economico del lavoro familiare svolto dalle “casalinghe”.
“Tale valutazione, prima in Europa – prosegue Rossi Gasparrini – sarà la base da cui partire per modificare l’inserimento offensivo delle mamme a tempo pieno sotto la dicitura improduttive e inattive, che è davvero assurda”
“Poi – conclude la Presidente di Federcasalinghe – partiremo all’attacco di Eurostat e dell’Europa, matrigna storica del valore del lavoro familiare, perché non retribuito e ostile verso l’apertura di diritti a queste cittadine.

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Pensioni di reversibilità

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2011

Un parlamentare della Lega ha tirato fuori dal cilindro da prestigiatore la proposta di tagliare le pensioni di reversibilità. Non credo che questo parlamentare si renda conto della corbelleria che ha detto. Prima di tutto queste pensioni sono state già decurtate del 60% e poi sono dirette alle vedove per lo più casalinghe. Significa lasciare sul lastrico tante persone ora anziane che avrebbero bisogno di assistenza e non di ulteriori privazioni. Ma noi che di queste cose siamo testimoni diretti nel vivere quotidiano e sappiamo dei sacrifici dei pensionati che, tra l’altro, soffrono nel vedere figli, nipoti e a volte anche pronipoti disoccupati, con famiglia a carico e che cercano pur nel loro piccolo di aiutare in tutti i modi ci chiediamo con che faccia si chiede loro ulteriori sacrifici se sappiamo come centinaia di pubblici e privati dipendenti continuano a godere di doppia se non tripla pensione e pensioni fino alla quindicesima mensilità. Forse pochi sanno che “quando un dipendente pubblico è chiamato a svolgere un incarico presso un ministero, una commissione parlamentare, un’authority o un organismo internazionale, va in «fuori ruolo». Trattandosi di incarico temporaneo, conserva ovviamente il posto, l’anomalia è che conserva anche lo stipendio, a cui si aggiunge l’indennità per il nuovo incarico. In sostanza due stipendi per un periodo di tempo spesso illimitato. Nel 1994 il Csm lanciava l’allarme, segnalando «il numero crescente dei magistrati collocati fuori ruolo, la durata inaccettabile di alcune situazioni, alcune superano il ventennio, quando non il trentennio… la reiterazione degli incarichi… con la creazione di vere e proprie carriere parallele». Tra Consiglio di Stato, Tar, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato e magistratura ordinaria, sono fuori ruolo circa 300 magistrati che mantengono il loro trattamento economico percependo un’indennità di funzione che a volte supera lo stipendio. Il commissario dell’Agcom Nicola D’Angelo ha sentito la necessità di rinunciare all’assegno e mettersi in aspettativa. Dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riceve un’indennità di 440.410,49 annui, dall’agosto del 2010, dopo la manovra che tagliava gli insegnanti di sostegno nelle scuole per i disabili e gli stipendi dei dirigenti pubblici del 10%, ha rinunciato ai 7.000 euro al mese che prendeva da consigliere del Tar fuori ruolo. Una scelta personale, visto che non ci ha pensato Tremonti”. E allora ci rivolgiamo ai pensionati rassegnati e diciamo loro che è tempo di capire che l’Italia si divide in due parti: i furbi e gli ingenui. E tra gli ingenui ci includiamo non solo i pensionati ma i milioni di altri italiani che permettono tali e tanti abusi da parte di chi oggi ci dice che bisogna fare sacrifici. Perché non rimandiamo al mittente tanta sfrontatezza? (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Rc: gli italiani non scelgono la tutela legale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

Quello che colpisce è che la tutela legale viene richiesta molto più spesso nelle regioni meridionali (in cima alla classifica troviamo la Puglia, con il 9,31% di richieste; la Sicilia con il 9,26% e la Campania, con l’8,86%) e che le categorie professionali che tengono maggiormente a tutelarsi sono quelle che soffrirebbero di più nel gestire autonomamente controversie legali; secondo i numeri di Assicurazione.it, che ha analizzato oltre un milione e mezzo di preventivi richiesti negli ultimi sei mesi, risultano essere primi i pensionati (8,95%), seguiti da impiegati (8,43%) e casalinghe (8,285).  Fra le Regioni italiane del Nord è prima la Lombardia con l’8,06% di richieste di tutela legale. (fonte: Andrea Polo –- Vittoria Giannuzzi – Giovanna Valsecchi Assicurazione.it)

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Casalinghe invalide

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di IDV e fondatore dello “Sportello Dei Diritti” ritiene opportuno segnalare la sentenza relativa alla causa iscritta nel registro degli affari contenziosi con il n. 1462/2006 della Corte d’Appello di Roma in materia di diritti delle casalinghe e comunque di tutti quei soggetti che si occupano di lavori domestici. Con il principio di seguito sinteticamente espresso sulla base della decisione della corte di merito, infatti, anche le casalinghe hanno diritto al risarcimento del cosiddetto “danno patrimoniale” se in conseguenza di un incidente abbiano subito un’invalidità permanente tale da costringerle ad assumere o a ricorrere all’assistenza di una colf. I giudici del gravame, reinvestiti della questione a seguito del rimando della Suprema Corte che aveva cassato con rinvio la vicenda non riconoscendo alcun ristoro alla casalinga per mancanza di prove sul danno, ribaltavano la precedente decisione statuendo che “nel caso in esame, invero, il danno sussiste e consiste nella perdita della propria capacità di svolgere anche lavori domestici e, con valutazione prognostica, nella quasi sicura necessità che, in futuro, la parte danneggiata abbia la necessità di dover ricorrere a terzi per lo svolgimento di tali lavori o per integrare le carenze di cui fosse non in grado di provvedere autonomamente; basti considerare che ogni essere umano (e nella nostra società attuale, nonostante i progressi nei costumi e nelle abitudini domestiche, soprattutto le donne) ha necessità di compiere lavori di cura e assistenza domestica e familiare per quasi tutta la propria esistenza ed in caso di invalidità permanenti subisce una perdita, economicamente valutabile, che la costringe a fare a meno delle sue capacità di lavoro in ambito domestico e a dover ricorrere a terzi per l’espletamento di quel lavoro necessario che rimane comunque necessario e non diversamente sostituibile”. La sentenza in esame prende certamente spunto da una precedente decisione della Corte di Cassazione Suprema, in particolare la n. 2639 del 2005, che aveva sostenuto che “la casalinga, pur non percependo reddito monetizzato, svolge un’attività suscettibile di valutazione economica, che non si esaurisce nell’espletamento delle sole faccende domestiche, ma si estende al coordinamento della vita familiare, per cui costituisce danno patrimoniale, come tale risarcibile autonomamente rispetto al danno biologico, quello che la predetta subisca in conseguenza della riduzione della propria capacità lavorativa”.

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Casalinghe tutelate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2010

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 16896 del 20 luglio 2010, ha accolto il ricorso di una casalinga che si era ferita in un incidente stradale.  La donna aveva chiesto al Tribunale di Trento, oltre al danno biologico, anche quelli patrimoniali. Aveva chiesto cioè che il suo lavoro in casa fosse quantificato e paragonato a quello di un lavoratore dipendente.  Non solo. Il fatto che la signora potesse permettersi una colf non poteva far tramontare la speranza di un risarcimento patrimoniale. I giudici di merito non hanno condiviso questa linea difensiva. Poi le cose sono andate diversamente di fronte alla terza sezione civile della Suprema corte che, inserendosi in una linea interpretativa inaugurata qualche anno fa, ha affermato un principio che rafforza la tutela delle casalinghe anche se queste possono permettersi la colf. In fondo alle motivazioni si legge infatti che “”il pregiudizio economico che subisce una casalinga menomata nell’espletamento della sua attività in conseguenza di lesioni subite è pecuniariamente valutabile come danno emergente, ex art. 1223 cod civ. (richiamato “in parte qua” dal successivo art. 2056) e può essere liquidato, pur in via equitativa, anche nell’ipotesi in cui la stessa sia solita avvalersi di collaboratori domestici, perché comunque i suoi compiti risultano di maggiore ampiezza, intensità, responsabilità rispetto a quelli espletati da un prestatore d’opera dipendente”. Non solo. “Nella liquidazione del danno alla persona, – scrivono i giudici nel passaggio successivo – il criterio di determinazione della misura del reddito previsto dall’art. 4 della legge 26 febbraio 1977, n. 39 (triplo della pensione sociale), pur essendo applicabile esclusivamente nei confronti dell’assicuratore della responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, può essere utilizzato dal giudice, nell’esercizio del suo potere di liquidazione equitativa del danno patrimoniale conseguente all’invalidità, che i danno diverso da quello biologico, quale generico parametro di riferimento per la valutazione del reddito figurativo della casalinga”.Il fondamento di tale diritto, secondo Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, specie quando la casalinga sia componente di un nucleo familiare legittimo (ma anche quando lo sia in riferimento ad un nucleo di convivenza comunque stabile) e’ difatti, pur sempre di natura costituzionale, ma riposa sui principi di cui agli artt. 4 e 37 della Costituzione (che tutelano, rispettivamente, la scelta di qualsiasi forma di lavoro, e i diritti della donna lavoratrice), mentre il fondamento della risarcibilità del danno biologico si fonda sul diverso principio della tutela della salute.

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Europee 2009

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2009

Una nuova indagine SWG ci dice come hanno votato operai, giovani, pensionati e casalinghe. Secondo questa indagine le europee, sul piano elettorale, hanno impresso una svolta significativa riguardo l’orientamento degli elettori. Si afferma, infatti, che: “Gli operai hanno preso armi e bagagli e hanno scelto la coalizione di centro-destra. In particolare, al Nord, hanno deciso di salire sul Carroccio. Le casalinghe si sentono deluse da Berlusconi e il 6% di loro ha abbandonato il voto al centro-destra. I pensionati restano lo zoccolo duro del centro-sinistra (50%), mentre i giovani, dopo aver premiato Berlusconi nelle politiche del 2008, sono tornati a preferire i partiti di centro-sinistra.  Infine, l’universo femminile è spaccato nettamente in due. Il voto delle donne di centro-sinistra ha punito il Pd, transitando in parte su Italia dei valori, Sinistra e Radicali”. Tutto questo rimescolamento di carte a nostro avviso denota che l’elettorato è ancora confuso, non si fida e il voto è chiaramente “conservatore” puntando più sulle certezze e che, in pratica, possono venire più da un partito come il Pdl che non dal Pd anche se possono avere poco da spartire con lo stesso Pdl. Un elettorato, quindi, ancora esitante ma che se ha l’opportunità di constatare un cambiamento della linea politica del Pd potrebbe ritornare nel suo alveo naturale. (varie schede)voto lavoratorivoto lavoratori 4voto lavoratori2voto lavoratori1

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