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Posts Tagged ‘casco’

A scuola col casco

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

A lezione, sui banchi, col casco? Non è un film, ma ciò che è accaduto pochi giorni fa a Milano, in una scuola elementare. Come riporta la stampa nazionale e quella specializzata, non sono certo tempi facili per il mondo della scuola. Se, da un lato, i dirigenti scolastici sono sempre più oggetto di controlli e in preda a crescenti responsabilità, dall’altro ci si dimentica dell’elemento che invece dovrebbe stare al primo posto: la sicurezza, cioè, di chi opera nelle aule. Certamente, non è facile dover fare i conti con una realtà che pare sgretolarsi lentamente, pure su altri fronti. Dunque, per dar seguito alla loro protesta, i genitori hanno mandato i loro figli a scuola “con caschetti in testa (chi da bici, chi da sci e chi proprio con quelli da cantiere) e così sono entrati nell’istituto. La mobilitazione è andata in scena lunedì mattina dopo che nei giorni scorsi si era verificato il distacco dal controsoffitto di un cavo di acciaio con un pesante gancio che era crollato tra i banchi. Per fortuna l’episodio si era verificato di notte, senza conseguenze per i piccoli alunni, altrimenti avrebbe potuto creare gravi danni ai bambini e alle insegnanti”.Udir in questi mesi ha portato avanti una vera e propria campagna di prevenzione a episodi del genere, occupandosi incessantemente della sicurezza degli istituti scolastici, anche attraverso la presentazione di specifici emendamenti. Inoltre ha organizzato dei seminari, in atto proprio in queste settimane, che hanno pure il fine di dare le giuste indicazione ai DS che si trovano a dover combattere con un sistema che spesso rimane silente alle segnalazioni di forti problematiche e condizioni precarie in cui versano le scuole che si trovano a dirigere. L’Ingegnere Natale Saccone, tra i formatori delle giornate di studio, ha anche prodotto degli approfondimenti in cui si evince come il dirigente scolastico possa pure predisporre la chiusura degli istituti non sicuri. Altresì, in seguito alla pubblicazione del decreto del Miur, n. 129 del 28 agosto, con cui viene emanato il nuovo regolamento sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, il giovane sindacato appone un fermo no alle nuove vessazioni in capo al DS introdotte dal regolamento.

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Il primo casco con tecnologia intelligente integrata del mercato globale Sarà presentato all’EICMA

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 novembre 2018

SKULLY Technologies, società dedita alla progettazione e alla produzione di accessori indossabili ad alta tecnologia basati sulla realtà aumentata presenterà il primo casco al mondo con tecnologia intelligente integrata in occasione dell’EICMA, il più prestigioso evento del settore in programma a Milano. Il casco da motociclista SKULLY FENIX AR, la cui distribuzione è già iniziata, contribuirà a rivoluzionare le esperienze dei centauri con una gamma di funzioni innovative.Ivan e Rafael Contreras, cugini e imprenditori seriali di successo, acquisirono l’attività di Skully, Inc., una startup della Silicon Valley che aveva cessato la produzione nel 2016 prima di evadere gli ordini del prodotto. Ivan coinvolse un team dirigente di grande esperienza in campo produttivo e tecnologico, chiamò l’azienda SKULLY Technologies e, in meno di 18 mesi, riprogettò il casco per motociclisti più intelligente al mondo e ne iniziò la distribuzione.
Il casco FENIX AR offre ai centauri un’esperienza unica e senza precedenti, caratterizzata al contempo da una maggiore sicurezza e connettività. Le innovative funzioni del casco comprendono: Display a sovrimpressione con visione posteriore per una capacità di controllo della situazione a 360 gradi. Comandi vocali per le attività di navigazione, le chiamate e le scelte musicali. Aggiornamenti via etere (Over-the-air, OTA) per un miglioramento costante attraverso download automatici pensati per fare in modo che i motociclisti dispongano sempre delle funzionalità più all’avanguardia.

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Il casco smart per motociclisti a onde cerebrali

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 luglio 2016

casco schemacascoUn casco da motociclista all’interno del quale elettrodi da elettroencefalografia (EEG) leggono segnali fisiologici provenienti dal cervello durante la guida e li trasmettono wireless alla CPU della moto, al fine di controllare alcune funzioni. E’ il dispositivo “RIDE” (Remote Intention Detecting Emulator) creato dal Laboratorio di Ingegneria Biomedica Biolab3 del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi Roma Tre, il cui progetto ha appena passato le prime due fasi della selezione di Start Cup Lazio 2016, la competizione per le migliori idee d’impresa nel Lazio.Il “casco smart”, che ha già vinto il primo premio del “Mobility Innovation Contest” di Honda Europa (sezione Ricerca&Sviluppo), è stato progettato dal Biolab3 per offrire un’avveniristica tecnologia al servizio della sicurezza stradale dei centauri. Il prototipo è stato realizzato da Valentina Calà, Leonardo Franco, Andrea Pittella ed Eliana Streppa, quattro studenti del corso di laurea magistrale in Biomedical Engineering dell’ateneo romano, guidati dai tutor Daniele Bibbo e Carmen D’Anna.Come funziona RIDE? «Il dispositivo permette al motociclista d’interagire con la centralina a bordo motoveicolo attraverso un casco dotato di elettrodi per elettroencefalografia e connessione wireless, al fine di monitorare lo stato del guidatore e, tramite le onde cerebrali, attivare alcuni comandi, come ad esempio la freccia quando si “vede” (e si pensa) ad una curva, o preparare i freni ed agire sulla mappatura di potenza della moto in situazioni di casco teampericolo percepito dall’utente», spiega il tutor Daniele Bibbo. «In caso di pericolo percepito, la sensazione genera particolari segnali EEG a seguito dei quali i freni possono essere pre-attivati e l’erogazione della potenza della moto può essere controllata. Il sistema può funzionare dunque e da centrale di controllo volontario e involontario e di prevenzione nella guida della moto».RIDE, in attesa dei risultati della prossima selezione di Start Cup Lazio, è stato presentato al Congresso della Federazione Internazionale Motociclismo – Europa lo scorso mese di giugno e parteciperà al Maker Faire di Roma del prossimo ottobre.«Siamo molto soddisfatti che un progetto di ricerca applicata, svolto da studenti e docenti di Roma Tre, si sia distinto nelle prime due fasi di selezione delle proposte più innovative del Lazio», commenta Chiara Tonelli, delegata del rettore per startup e imprese. «L’ateneo è riuscito a presentare una decina di proposte di startup innovative, dimostrando la sua spiccata propensione per la ricerca al servizio dello sviluppo dell’innovazione e della dinamicità imprenditoriale. Ci auguriamo che il progetto RIDE evolva al meglio nei prossimi tre mesi e possa arrivare a concorrere al Premio Nazionale dell’Innovazione di PNICube, l’associazione degli incubatori d’impresa, in programma all’inizio di dicembre a Modena». (foto: casco)

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Casco obbligatorio per i ciclisti?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Nel corso della discussione che si sta svolgendo in Commissione al Senato sulle nuove “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, che dovrebbero introdurre modifiche al Codice della strada in materia di limitazioni nella guida e di sanzioni per talune violazioni, il 15 aprile è stato approvato il seguente emendamento: «Durante la marcia ai conducenti di velocipede è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme alla normativa tecnica europea in materia. (…)». La notizia, rimbalzata sui media, ha suscitato un certo clamore, giungendo fra l’altro del tutto a sorpresa. Firmatari dell’emendamento sono i senatori: Giaretta, Marco Filippi, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Vimercati, Zanda. Il primo firmatario, senatore Paolo Giaretta, da noi direttamente interpellato, ha tenuto a chiarire che la sua proposta prevedeva in realtà solo l’obbligo delle bretelle riflettenti nelle ore serali (che difatti è rimasto nel seguito del testo approvato), per favorire la visibilità del ciclista sulle strade, ma non la norma sul casco, su cui lui stesso non è d’accordo, e che viceversa è stata inserita da uno dei firmatari, modificando l’emendamento senza consultare tutti gli altri sottoscrittori. A fronte della introduzione di un obbligo giuridico diventa infatti inevitabile valutare il rapporto costi / benefici da esso derivanti. Occorre avere ben chiaro che non è spostando gli oneri di protezione sull’anello finale della catena (il ciclista, in questo caso) che le nostre strade e le nostre città diventeranno più sicure. D’altro canto, in Europa, nei Paesi a più alta densità di traffico ciclistico (Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, per citarne alcuni), non esiste una norma in questi termini. Si aggiunga che la protezione garantita al ciclista dall’uso del casco in caso di investimenti ad alta velocità è sostanzialmente ininfluente e crea anzi una falsa percezione di sicurezza che non corrisponde all’effettiva protezione, dato che i caschi sono omologati per reggere solo a cadute minori (impatti fino a 23 km/h, al contrario dei caschi per moto, profondamente diversi ma inutilizzabili in bici, che reggono a collisioni a velocità superiori). La Federazione Italiana Amici della Bicicletta sollecita pertanto le autorità e le pubbliche istituzioni a: – focalizzare gli interventi sulle misure che promuovono concretamente la cd. “mobilità dolce”;- assumere piena consapevolezza che la causa (o concausa) più ricorrente della pericolosità delle strade italiane, anche urbane, dipende innanzitutto dalla velocità dei mezzi motorizzati che vi circolano: occorre dunque che questo fattore di rischio sia ridotto e messo sotto controllo con tutte le iniziative possibili. Nell’approssimarsi della Prima Giornata nazionale della bicicletta, indetta dal Ministero dell’Ambiente per il prossimo 9 maggio, la FIAB chiede dunque ai parlamentari di tutti gli schieramenti di adoperarsi affinché una tale norma venga al più presto corretta, prima della sua definitiva approvazione in Aula e della conseguente trasformazione in Legge della Repubblica.

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No all’uso obbligatorio del casco in bicicletta

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 aprile 2010

La FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus) si oppone energicamente all’emendamento approvato lo scorso 15 aprile in Commissione Lavori pubblici del Senato, che obbliga tutti coloro che vanno in bicicletta “di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme alla normativa tecnica europea in materia”. La FIAB, in linea con quanto deciso già dall’European Cyclists’ Federation – l’organizzazione europea dei ciclisti che rappresenta 500 mila iscritti in tutta Europa – si era gia espressa in passato contro un’eventuale legge che avrebbe potuto obbligare chi va in bicicletta ad indossare il casco. “In genere siamo noi i primi a raccomandare vivamente l’uso del casco durante uscite e viaggi in bicicletta – dichiara il Presidente della FIAB Antonio Dalla Venezia – tuttavia renderlo obbligatorio per legge non solo è controproducente, perchè allontana le persone dal suo utilizzo, ma non salva nemmeno la vita ai ciclisti se si continuano a costruire strade per le auto e non anche per chi va a piedi e in bicicletta”. Il “pasticcio” è accaduto perchè la Senatrice veneziana Cecilia Donaggio (PD) ha di fatto modificato un emendamento presentato dal Sen. Giaretta, riguardante esclusivamento l’introduzione dell’utilizzo delle bretelline autoriflettenti, ed ha aggiunto anche l’obbligo generalizzato per i ciclisti di indossare un casco protettivo, senza consultarsi con lo stesso Giaretta, che conferma la sua contrarietà all’emendaento della parlamentare veneta e ha già fatto sapere che si adopererà per riportare il testo della norma alla proposta originale. Cosa succederà a chi utilizza il bike sharing, proprio ora che il Ministero dell’Ambiente sta disponendo finanziamenti statali per potenziare i servizi di bici pubbliche nelle città italiane attraverso la Giornata nazionale della Bicicletta che si celebrerà in tutta Italia il prossimo 9 maggio? Saranno noleggiati contestualmente pure i caschi protettivi  omologati? Oppure gli interessato dovranno portarselo da casa? E i prorietari delle bici a pedalata assistita, cosa dicono? Su internet (http://www.fiab-onlus.it/no_casco_obb_senato.htm)

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Auto: in 10 anni multe aumentate del 1275%

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2009

Negli ultimi dieci anni in Italia il numero delle multe comminate agli automobilisti e’ aumentato del 1275%, il risultato più alto in Europa. Lo rileva un’indagine di Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, che con Lo Sportello del Contribuente ha analizzato i dati dei singoli stati Ue. Dopo l’Italia, nella classifica figurano la Romania con il 385%, la Bulgaria con il 315%, l’Albania con il 290%, l’Estonia con il 240%, la Slovacchia con il 215% e la Croazia con il 195%. Nelle ultime posizioni l’Inghilterra con il 35%, la Germania con il 30% e, ultima, la Svezia con il 20%. A livello territoriale, in Italia le multe automobilistiche sono aumentate del 1315% nel Nord Est, del 1290% nel Centro, del 1185% nel Nord Ovest, del 1120% nel Sud e del 1030% nelle Isole. Fra le infrazioni più contestate nei primi 8 mesi del 2009, permangono la guida senza cintura di sicurezza o senza casco ed il divieto di sosta. “Dai dati è inoltre emerso – sottolinea Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – che solo un italiano su tre paga la multa senza contestarla, mentre il 64% impugna il verbale innanzi al Prefetto o al Giudice di pace”. “E’ un altro primato negativo per l’Italia – continua Carlomagno – Gli enti locali devono attuare ‘strategie fiscali’ diverse. Per far quadrare i conti debbono puntare sulla tax compliance, anziché su tasse occulte che difficilmente verranno riscosse ma che alimentano in modo significativo il fenomeno delle cartelle pazze”.

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