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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘case’

Mutui casa: quali gli effetti delle nuove politiche BCE?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Milano, settembre 2019. Nuovo Quantitative Easing, taglio dei tassi sui depositi presso l’Eurotower e aumento della durata delle Tltro; sono questi alcuni dei punti principali tracciati da Draghi relativamente al nuovo programma di politiche monetarie adottato dalla Banca Centrale. Ma quali i possibili effetti su mutuatari e aspiranti mutuatari italiani? Ecco l’analisi Facile.it e Mutui.it.L’annuncio di un nuovo Quantitative Easing per una durata indefinita, insieme alla volontà della BCE di mantenere i tassi “ai livelli attuali o più bassi” fino all’avvicinamento dell’obiettivo inflazionistico (2%) è una buona notizia per tutti coloro che hanno già sottoscritto un finanziamento. «Chi ha un mutuo variabile potrà continuare a godere delle condizioni estremamente favorevoli del mercato per un periodo ancora più lungo di quanto non ci si aspettasse anche solo qualche giorno fa», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it. «Chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, potrebbe approfittare di una nuova finestra per surrogare il proprio finanziamento e ridurre così il peso degli interessi. Guardando ai tassi attuali, chi ha sottoscritto un mutuo a gennaio 2019, surrogandolo oggi potrebbe risparmiare 500 euro l’anno di interessi». La volontà della BCE di continuare a iniettare denaro nel sistema e adottare una politica espansiva per un lungo periodo di tempo è una buona notizia anche per tutti coloro che stanno valutando l’acquisto di un immobile. Da un lato l’allungamento della durata delle Tltro, che potrebbe aumentare la capacità delle banche aderenti di finanziare l’economia reale; dall’altro il nuovo Quantitative Easing, che potrebbe contribuire ad abbassare il costo di finanziamento per le banche italiane e che, a loro volta, potrebbero scegliere di ridurre gli spread applicati ai nuovi mutui. Da questo punto di vista, un segnale incoraggiante è arrivato già ieri, dopo l’annuncio della BCE, con lo spread italiano sceso al di sotto dei 140 punti base; qualora i valori dovessero restare a lungo su livelli così bassi, questo potrebbe generare un effetto virtuoso con conseguenze positive per le tasche dei futuri mutuatari.Se da un lato le misure sono una buona notizia lato offerta, bisogna considerare che questo ulteriore taglio dei tassi nasce dall’esigenza di rilanciare un’economia europea considerata in difficoltà. Le misure annunciate dalla BCE potrebbero quindi non essere sufficienti a dare un nuovo impulso alla domanda di mutui in Italia. «In questa prima parte dell’anno i tassi dei mutui sono calati facendo segnare nuovi record storici eppure, secondo i dati ufficiali, le richieste di finanziamento sono diminuite», spiega Cresto. «Un segnale evidente – così come sottolineato dallo stesso Draghi – di come le politiche monetarie della BCE, da sole, non siano sufficienti a rilanciare la domanda e ora spetta alle politiche fiscali adottate dai singoli stati stimolare il mercato».

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Nuovi aumenti per le case in affitto a studenti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Per gli studenti fuori sede anche quest’anno è giunto il momento di cercare una stanza in affitto e fare i conti con i prezzi in costante aumento. Se nel 2018 non in tutte le città universitarie si registravano rincari, i dati del 2019 vedono crescere i costi in tutti i principali centri. Secondo l’analisi di Immobiliare.it, l’unica eccezione è rappresentata da Bari, dove si rileva un lieve calo del 2% rispetto all’anno scorso, mentre il record degli aumenti spetta a Bologna, dove per una singola la cifra richiesta è aumentata del 12% in un anno.
Milano si conferma la città più cara in cui vivere da fuori sede. Per una camera nel capoluogo meneghino si chiedono mediamente 573 euro, prezzo aumentato del 6% rispetto al 2018 a fronte di una domanda che continua a crescere (+5% su base annua). Il secondo posto è ormai un pari merito: dopo il boom dei prezzi dell’ultimo anno, Bologna ha praticamente raggiunto i costi di Roma (rispettivamente 447 e 448 euro al mese).Con aumenti che oscillano fra il 2% e l’8%, si aggirano sui 300 euro le cifre richieste nelle altre città: si passa dai 353 euro di Torino ai 306 euro al mese di Pavia. Il dato relativo all’andamento della domanda rivela che il Sud è sempre meno ambito dai fuori sede, tanto che Bari e Palermo sono le uniche due città delle 14 prese in considerazione a registrare un calo delle ricerche. Nonostante offrano ottime occasioni di risparmio, sono sempre meno gli studenti e i lavoratori fuori sede disposti a condividere una stanza con un’altra persona. La domanda di posti in doppia è infatti in calo ovunque, a eccezione di Bologna, dove invece è cresciuta del 9% a causa degli importanti aumenti dei costi degli affitti.

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Americani, tedeschi e inglesi, sono i primi a voler comprare casa in Italia

Posted by fidest press agency su martedì, 23 luglio 2019

Ai primi posti sempre la Toscana e la Puglia, ma si è registrato un boom di richieste per la Sicilia. Questo è il risultato del report semestrale che la Gate-away.com – il portale immobiliare italiano esclusivamente dedicato agli stranieri che vogliono comprare case italiane – presenta ogni anno a luglio. Dopo aver analizzato i dati dei primi 6 mesi del 2019 e averli messi a confronto con quelli dello stesso periodo del 2018, anche questa volta si può parlare di una crescita dell’interesse per l’Italia, da parte degli stranieri, che si attesta all’1,3%.“Ricordo che il mese di gennaio del 2018 lasciava presagire un anno record – commenta Simone Rossi, General Manager di Gate-away.com – registrammo un +44,89% rispetto a gennaio 2017. Ma poi, con l’instabilità di Governo e, soprattutto, il rischio Italexit, nel mese di maggio 2018 arrivammo a -7,31% (sempre rispetto al 2017). Il panorama di questo inizio 2019, invece, riequilibra di fatto l’andamento di crescita. Se nei primi mesi (gennaio, febbraio e marzo) abbiamo registrato un leggero segno meno rispetto alle cifre record di inizio 2018, da aprile a giugno le domande hanno ripreso a crescere, raggiungendo anche +28.9% a maggio”.Una prima novità di questi primi sei mesi del 2019 è la crescita di domande per regioni come la Sicilia (+43,96%), l’Abruzzo (+18,36%), l’Umbria (+31,46%) e la Calabria (+40,03%) che si posizionano rispettivamente al quinto, sesto, settimo e nono posto nella classifica delle 10 regioni più ambite, in cui da anni, spicca al primo posto la Toscana, che subisce una lieve flessione del 10,15%. Seguono Puglia, Lombardia (a cui fa da traino la zona del Lago di Como, che resta la più richiesta a livello italiano), Liguria, all’ottavo posto il Piemonte e al decimo la Sardegna.
Le nazioni da cui provengono più richieste sono gli Usa (17,97% sul totale); la Germania (13,04%), Regno Unito (12,42%), l’Italia, ovvero acquirenti esteri che inviano richieste dal territorio italiano, (8,22%) e Francia (6,83%).Anche se le case indipendenti sono preferite ad appartamenti, la richiesta di questi ultimi è cresciuta dell’11,06% rispetto allo scorso anno, offrendo più opportunità a coloro che hanno appartamenti da vendere. Oltre il 66% delle richieste riguarda abitazioni completamente ristrutturate o già abitabili, mentre sono il 13,63% quelle per case da ristrutturare. Il nuovo rappresenta il 8,67% delle richieste in arrivo su Gate-away.com.Nel primo semestre del 2019 crescono le richieste per immobili con un prezzo inferiore ai 100 mila euro e quelle sopra i 500 mila euro (settore lusso). Il valore medio degli immobili richiesti rispetto al totale delle istanze è pari a 353,885 euro mila euro.

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Aumenta dramma case all’asta

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 luglio 2019

“I dati diffusi in Senato nel corso della presentazione del Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, evidenziano un quadro sempre più allarmante con un aumento delle case all’asta. E’ la spia di una crisi che Fratelli d’Italia da tempo denuncia e rispetto alla quale più volte ha solleticitato interventi. In particolare in Senato ho presentato un disegno di legge, che consenta ai titolari di prima casa posta all’asta di potersi riappropriare del bene con una procedura concordata con la banca. Si tratta di una soluzione pratica che, da un lato, risolve un dramma sociale e, dall’altro, consente alle banche di liberarsi di un patrimonio immobiliare che pesa negativamente sui propri bilanci. Per questo chiedo che sia rapidamente calendarizzato, per poter approvare in tempi brevi un provvedimento che gli stessi dati confermano che non è più rinviabile”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso.

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Ristrutturazioni Casa: per il 2019 arrivano anche il Bonus Verde e il Sisma Bonus

Posted by fidest press agency su sabato, 13 aprile 2019

Anche per quest’anno è stata prorogata nella nuova legge di bilancio 2019 l’agevolazione fiscale che permette al contribuente di portare in detrazione il 50% delle spese sostenute per interventi di restauro, manutenzione e messa in sicurezza di un immobile. Ma non solo: quest’anno arrivano anche i nuovi bonus casa.Per tutto il 2019, infatti, i contribuenti potranno beneficiare della detrazione 50% sulle spese di ristrutturazione edilizia, sostenute e pagate con bonifici parlanti e fino al limite massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare, oltre ai Bonus mobili (ed elettrodomestici) e all’Ecobonus. La legge di bilancio 2019 riconferma il bonus mobili che include la possibilità di acquistare arredamento e anche e elettrodomestici per l’immobile oggetto dell’agevolazione.Si tratta di agevolazioni in vigore ormai dal 2012, prorogate per tutti i lavori di ristrutturazione casa effettuati fino al fino al 31 dicembre 2019. Oltre alla proroga dei bonus fiscali già esistenti, sono state introdotte anche tante altre novità. A partire dal nuovo Bonus verde che permette la detrazione del 36% (per un massimo di spesa pari a 5.000 euro) sui lavori di sistemazione di giardini, terrazzi e balconi anche condominiali, e i lavori di recupero di giardini d’interesse storico.Introdotto inoltre il così detto Sismabonus, con una detrazione che arriva al 100% per la diagnosi sismisca e fino al 75% per gli interventi di adeguamento antisismico sulle parti comuni degli edifici ubicati nelle zone ad alto rischio.Non solo: per quanto riguarda l’Ecobonus 2019, le detrazioni fiscali sono state rinnovate e anche modulate in base al livello di efficientamento energetico ottenuto con l’intervento edilizio, e inoltre è anche stata ampliata la tipologia d’interventi agevolabili, facendo rientrare nel nuovo Ecobonus 2019 anche i lavori rimozione dell’amianto dai tetti.
Inoltre, sempre nell’ottica di stimolare gli investimenti per aumentare l’efficienza energetica dell’abitazione, è stato introdotto anche il nuovo Bonus infissi 2019, che permette di usufruire della detrazione al 50% delle spese sostenute per acquistare ed installare nuovi infissi e finestre.In più, i contribuenti potranno utilizzare le detrazioni IRPEF del 50% anche sulle spese sostenute per l’acquisto di zanzariere con schermatura solare (Bonus zanzariere) e per installare le tende da sole (Bonus tende da sole).Per saperne di più rimandiamo a questo articolo dedicato alle Agevolazioni e Detrazioni Fiscali sul sito di Edilcostruzioni, dove è possibile trovare anche i documenti ufficiali 2019 dell’agenzia delle Entrate.

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Torna a salire il numero delle case all’asta

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Il numero delle case all’asta in Italia è aumentato del 21,8% in sei mesi: le procedure attualmente in corso sono infatti 17.899 a fronte delle 14.701 rilevate a luglio 2018. Si tratta del primo incremento dopo un biennio di costante calo: il valore assoluto si mantiene comunque assai distante dal picco registrato all’inizio del 2017, quando gli immobili residenziali in vendita forzata ammontavano a 33.304 unità. Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea. Come accaduto costantemente in tutte le precedenti rilevazioni, la maggioranza delle abitazioni all’asta ha un prezzo iniziale di vendita assai contenuto: il 68% di esse non supera i 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’89,3% se si prendono in esame anche quelle comprese nell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Considerato che si tratta nella stragrande maggioranza di immobili appartenenti a cittadini che non sono riusciti a fare fronte a un impegno finanziario, di solito il mutuo per l’acquisto della prima casa, si conferma come gli anni della crisi abbiano colpito con particolare severità le fasce di reddito medio-basse, costrette in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza.Il dato rilevato non è però geograficamente uniforme. A trascinare l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni è stato il Mezzogiorno: le procedure nelle isole maggiori sono aumentate del 49,6%, passando da 1.476 a 2.207, mentre quelle nelle regioni continentali hanno fatto registrare un balzo in avanti addirittura del 68%, attestandosi a quota 3.399 rispetto alle 2.023 di luglio 2018. Sostanzialmente stabile il Centro Italia (3.441 gli immobili attualmente all’asta contro i 3.284 di sei mesi fa), mentre al Nord si è verificato un incremento più sensibile ma comunque contenuto (8.852 le abitazioni al momento in vendita a fronte delle 7.918 dell’ultima rilevazione, +11,8%).Un quinto del totale delle case si trova in Lombardia (3.721), la regione che ne conta di più con ampio margine rispetto a Sicilia (1.815), Lazio (1.671), Veneto (1.669) e Piemonte (1.562). Si attestano al di sopra del muro delle mille unità anche la Campania (1.096) e la Toscana (1.007). A livello di province, invece, spiccano le 1.047 abitazioni in vendita di Catania, che precede Roma (935), Bergamo (856), Brescia (677), Torino (660), Pavia (645) e Padova (547).

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 25,2% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 8 luglio 2018

Le procedure in corso sono infatti 14.701, a fronte delle 19.650 rilevate lo scorso gennaio. Si tratta del terzo calo consecutivo del comparto, che nell’ultimo anno e mezzo ha registrato un vero e proprio crollo: rispetto all’inizio del 2017, quando aveva raggiunto le 33.304 unità, il totale delle abitazioni in vendita forzata è sceso del 55,9%. Il decremento riguarda sostanzialmente tutte le fasce di prezzo degli immobili in maniera uniforme.Lo riferisce il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea.
Rimane invece costante, come accaduto in tutti i precedenti studi, la preponderanza sul mercato di immobili di non particolare pregio: il 68,2% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88,8% se si prendono in esame anche le abitazioni dell’intervallo tra 100.000 e 200.000 euro. Ancora una volta, quindi, viene confermato che gli anni della crisi hanno colpito soprattutto gli appartenenti alle fasce di reddito medio-basse, costretti in molti casi a sacrificare il bene-rifugio per eccellenza, la prima casa, per non essere riusciti a fare fronte a un impegno finanziario.Il dato non è però geograficamente uniforme. Il Centro del Paese ha fatto registrare un calo sostanzialmente in linea con quello nazionale (-31,9%), frutto dell’arretramento delle procedure dalle 4.822 di gennaio alle attuali 3.284. Clamorosi balzi all’indietro per il Mezzogiorno (-55,6%) e per le Isole (-60,3%), che si attestano rispettivamente a 2.023 e 1.476 abitazioni all’asta a fronte delle 4.554 e 3.716 di inizio anno. In totale controtendenza il Nord della Penisola, in cui si osserva una crescita del 20,8%: le vendite forzate sono infatti passate da 6.558 a 7.918, sfiorando il valore rilevato nell’estate 2017. Anche nel Settentrione, comunque, si assiste a più fenomeni contemporaneamente. Se, ad esempio, il Piemonte (1.549 procedure) e l’Emilia-Romagna (588) si attestano su valori assai prossimi a quelli di sei mesi fa, gli incrementi di Lombardia (2.822, +25,2%) e Veneto (2.444, +54,5%), due tra le regioni italiane a maggior propulsione economica e imprenditoriale, non possono far sorridere. Insieme rappresentano oltre un terzo delle case attualmente all’asta e la Lombardia da sola si guadagna una fetta del mercato pari a un quinto. In netto calo, anche se con numeri assoluti molto più contenuti rispetto ad altre realtà, il dato delle vendite forzate in Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta.Solo altre due regioni superano il migliaio di procedure: il Lazio, che ne conta 1.705, e la Sicilia, che invece ne mette assieme 1.274. A seguire c’è la Toscana con 839, mentre nel Mezzogiorno si segnalano le 565 case in vendita della Campania e le 562 della Puglia. A livello di province, invece, spiccano le 1.254 abitazioni all’incanto di Padova, che precede Brescia (910), Roma (906), Catania (750), Torino (693) e Bergamo (490).
«Il terzo calo consecutivo del dato nazionale, tra l’altro il più rilevante delle recenti serie storiche, fa sì che si possa iniziare a considerare strutturale il ritorno del numero delle vendite forzate immobiliari a valori fisiologici per il nostro Paese – spiega l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –. Ragionevole ipotizzare che, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, l’onda lunga delle sofferenze bancarie abbia esaurito i suoi effetti più disastrosi e stia pian piano rientrando in una dimensione più governabile. Sotto questo aspetto altri indicatori fanno ben sperare.

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Firecomms Wins German Patent Infringement Case

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 Mag 2018

Firecomms Ltd (“Firecomms” or “the Company”), announced today that it has won a patent infringement action brought by Avago Technologies General IP (Singapore) Pte. Ltd. (“Broadcom”) against Firecomms in Germany. On April 13, 2018, the District Court of Munich issued a judgment stating that Firecomms’ RedLink® products FR05MHIR and FR10MHIR do not infringe the German designation of Broadcom’s European Patent No. 1 511 198 B1 (“patent 198”), the charges brought by Broadcom should be dismissed and that Broadcom should bear the costs of the dispute.“The Munich Court has upheld Firecomms long held position that it does not infringe patent 198 and has rejected Broadcom’s arguments to the contrary,” said Dr John D. Lambkin, the Company’s managing director. “We have throughout this long process been resolute in defending the veracity of our own technology and today I am grateful to the Munich Court for its considered and detailed judgement,” he added.Dr Lambkin also thanked Firecomms’ customers saying, “Firecomms also very much appreciates the steadfast support of key customers during the course of this action and I am absolutely delighted that their trust in us has been fully justified. We look forward to continuing to grow our engagements with customers around the world.”
Firecomms (www.firecomms.com) is a leader in the manufacture of plastic fibre optic solutions and optical transceiver modules. The Company pioneered the commercialisation of resonant cavity light emitting diodes (RCLEDs) which are today used in the RedLink® industrial POF transceivers as well as the connectorless OptoLock® and LC families of products. Firecomms’ customers deploy these transceiver products in a wide range of power and energy, industrial control, medical and consumer applications. Firecomms Ltd. is headquartered in Cork, Ireland.s.

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Affitti case: Tornano a crescere i canoni

Posted by fidest press agency su sabato, 25 novembre 2017

mappa3Dopo lo stallo del 2016 (-0,2%), i canoni di locazione in Italia sono tornati a crescere del 2,6% (+4,1% per le case arredate) con Cagliari (+12,0%), Genova (11,4%) e Venezia (+9,1%) che segnano gli incrementi maggiori e Catanzaro (-10,0%), Palermo (-7,2%), Perugia (-5,3%), Roma (-4,1%) e Firenze (-1,4%) che si muovono in controtendenza. E’ quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2017 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con circa 300 agenzie, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma.“Nel 2017 – afferma Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – il mercato delle locazioni ritorna più vivace e dinamico, con canoni in crescita soprattutto per monolocali, trilocali e quadrilocali (+2,8% ciascuno), anche se non in egual misura in tutte le città. Sotto il profilo fiscale, ormai oltre il 90% dei proprietari opta per la cedolare secca, prevalentemente associata (nel 64,5% dei casi) ai contratti a canone concordato”.In linea anche con la ripresa economica, a Milano i canoni di locazione sono cresciuti dello 0,8%, ma l’incremento arriva anche al +8% per le abitazioni arredate. Il capoluogo meneghino nel 2014 era stato il primo ad anticipare il trend al rialzo dei canoni (+6,7% sul 2013), proseguito anche nel 2015 (+2,4%) e 2016 (+1,7%). Secondo le rilevazioni di Solo Affitti, di segno opposto risulta l’andamento dei valori dei canoni nella Capitale; il segno meno è più marcato per gli immobili arredati (-5,5%). Segno – fanno notare da Solo Affitti – che molti romani, non riuscendo più a sostenere canoni elevati, sono costretti a ripiegare o su case maggiormente periferiche o su metrature più piccole.Dopo il calo dell’anno scorso (-5,4%), sono tornati a salire gli affitti anche a Bari (+8,3%). Allo stesso modo a Campobasso, dove lo scorso anno si era registrata una contrazione dei canoni del 4,9%, quest’anno si assiste a una decisa inversione di tendenza (+7,8%)*. L’incremento più marcato è quello dei prezzi d’affitto a Cagliari, dove si registra un +12,0%; crescono anche i prezzi a Genova (+11,4%) e a Bologna, la cui crescita si attesta a +7,7%.Dal 2009 al 2014 i canoni medi di locazione sono sempre diminuiti, con punte più elevate nel 2012 (-6%)* e 2013 (-4,5%). Nel 2015 (+1,7%)* è ripartita la crescita dei prezzi che, dopo il rallentamento dello scorso anno, prosegue anche quest’anno. Negli ultimi 9 anni il costo mensile delle abitazioni ha raggiunto il suo minimo nel 2014 (507 euro) e i livelli attuali (528 euro) sono ben lontani dai valori del 2009 (587 euro).
I prezzi della locazione. Per una casa ammobiliata si pagano mediamente 586 euro al mese, il costo sale di 11 euro in presenza di un garage. Il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti evidenzia un classifica 2allargamento della forbice dei canoni medi tra Roma (789 euro) e Milano (938 euro), che quest’anno arriva a 149 euro (era 108 euro nel 2016). Tra i capoluoghi con i canoni più elevati ci sono anche Firenze (652 euro)*, Venezia (631 euro), Trento (591 euro), Bologna (589 euro) e Napoli (572 euro). I prezzi più bassi sono a Catanzaro (327 euro), seguita da Perugia (356 euro), Potenza (367 euro), Campobasso (391 euro) e Palermo (393 euro).Sempre più lavoratori, studenti e turisti scelgono l’affitto. Secondo il Rapporto sulle locazioni di Solo Affitti, scende dal 55,9% del 2016 al 47,5% di quest’anno la quota di inquilini che sceglie la casa in affitto come “abitazione principale”. Cresce, invece, la quota di lavoratori in trasferta (dal 27% al 30,3%) e degli studenti (dal 16,2% al 20,1%), che cercano appartamenti di grandi dimensioni per vivere in condivisione, determinando un incremento dei prezzi dei trilocali. Quasi triplicata la quota di chi sceglie gli affitti brevi (dallo 0,8% al 2,1%), per turismo, trasferte occasionali o per assistere famigliari ricoverati in ospedali di città diverse da quelle di residenza.
Nei prossimi mesi il numero dei contratti di affitto dovrebbe crescere nella maggior parte dei capoluoghi, con un andamento più dinamico nelle aree urbane centrali. I canoni si stabilizzeranno, gli eventuali incrementi riguarderanno soprattutto le zone centrali e semicentrali. (grafico case)

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Affitti brevi: novità sulla tassazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 agosto 2017

case al mareDallo scorso Giugno anche per le locazioni brevi tra privati/persone fisiche -stipulate generalmente per uso turistico- è applicabile la tassazione con la cedolare secca in alternativa a quella ordinaria, grazie alla conversione in legge del decreto 50/2017 (Legge 96/2017).Si tratta di contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata fino a 30 giorni inclusi quelli dove è prevista la fornitura di biancheria e/o di pulizia, stipulati da persone fisiche direttamente o tramite agenzie o siti di intermediazione (come Airbnb o Booking). Sono interessati i contratti stipulati tra persone fisiche, sia il locatore che il locatario, che agiscono al di fuori dell’eventuale attività di impresa esercitata. Non sono coinvolti quindi i contratti stipulati con una ditta, impresa, professionista, etc.Si ricorda che i contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni non devono essere registrati e quindi non è dovuta imposta di registro, ma i redditi che ne derivano sono soggetti ad irpef.A regime ordinario i redditi da affitto vengono tassati in sede di dichiarazione dei redditi applicando l’irpef sull’importo più alto tra il canone (annuo) di locazione ridotto del 5% e la rendita catastale (art.37 del TUIR, Dpr 917/86).
Dal 1 Giugno 2017 -per la precisione per i contratti stipulati da tale data- a questi redditi si può applicare in alternativa e in via opzionale la cedolare secca con aliquota 21%. Stessa cosa per i contratti di sub-locazione e di comodato non gratuito aventi le stesse caratteristiche. L’opzione per la cedolare secca può essere trasmessa all’Agenzia delle entrate tramite il modello Rli oppure direttamente in sede di dichiaraizone dei redditi. Trattandosi di contratti non soggetti a registrazione obbligatoria la compilazione è semplificata.In alternativa la tassa sostitutiva può essere pagata dagli intermediari (agenzie o siti) intervenuti nella conclusione del contratto se questi si occupano anche della riscossione dei canoni di affitto o intervengono nei pagamenti, tramite applicazione di una ritenuta d’acconto sui canoni stessi, con modello F24 ed utilizzando il codice tributo appositamente creato “1919” entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata. In questo caso gli intermediari operano come sostituti d’imposta e quanto pagato figura come a+cconto se il locatore/beneficiario non ha esercitato l’opzione per la cedolare.Gli intermediari inoltre devono comunicare annualmente all’Agenzia delle entrate i dati dei contratti di affitto breve stipulati a seguito del loro intervento. Chi incassa i canoni o interviene nel pagamento degli stessi è tenuto anche a incassare la tassa di soggiorno per conto del Comune (Dl 78/2010 art.14 c.16). (Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo)

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Il numero delle case all’asta in Italia è diminuito del 31% in sei mesi

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

soldi-e-casaLe procedure in corso sono infatti 22.969, a fronte delle 33.304 rilevate lo scorso gennaio. Un’inversione di tendenza di dimensioni inattese che interrompe la crescita registrata nelle due precedenti rilevazioni: +5% nel luglio 2016, +10% a inizio 2017. Lo rivela il Rapporto semestrale sulle aste immobiliari del Centro Studi Sogeea, che è stato presentato in Senato.Il calo è generalizzato per tutte le fasce di prezzo degli immobili e oscilla tra il -15% di quelli compresi nell’intervallo tra 500.000 e un milione di euro e il -41% di quelli con un valore oltre i 3 milioni di euro, passando per il -33% di quelli fino a 100.000 euro, i più numerosi. A trascinare il crollo del dato sulle abitazioni finite in vendita forzata è stato il Nord del Paese, passato da 15.749 a 8.817 procedure (-44%): l’Italia settentrionale, che solitamente rappresentava poco meno della metà degli immobili in vendita, vede la sua quota scendere fino al 38% ma conserva comunque una preminenza rispetto alle altre macroregioni. Assai consistente anche la riduzione verificatasi nel Mezzogiorno (4.766 gli immobili attualmente interessati, -34%), mentre più contenuta è stata la flessione delle regioni centrali (-17%). Maggiori sofferenze, invece, permangono nelle Isole: in Sicilia e Sardegna il fenomeno si è addirittura accentuato, seppur in modeste proporzioni (4.503 case all’asta contro le 4.483 di sei mesi fa).Poco meno di un quinto degli immobili oggetto dello studio, pari a 4.438 unità, è localizzato in Lombardia, che mantiene come sempre il primato in Italia e che è una delle tre regioni con una percentuale a due cifre in rapporto al totale nazionale. A seguire ci sono Sicilia (3.875) e Lazio (2.578), entrambe in controtendenza rispetto al dato complessivo avendo fatto registrare una crescita rispettivamente dell’8% e del 6%. Sforano il tetto del migliaio di abitazioni all’asta anche la Campania (2.190), il Piemonte (2.052), la Toscana (1.422) e la Puglia (1.325). A livello di province, invece, spiccano le 1.464 abitazioni in vendita forzata di Roma, che precede Bergamo (1.336), Catania (1.111), Palermo (1.076) e Brescia (1.000).«Il quadro è meno preoccupante rispetto a quello di sei mesi fa – ha spiegato nel suo intervento l’ing. Sandro Simoncini, presidente di Sogeea e direttore del Centro Studi –, anche se il numero delle persone che vive il dramma di una casa posta in vendita forzata rimane consistente. Sulla drastica diminuzione del dato possono avere inciso almeno un paio di fattori: da una parte il recepimento delle agevolazioni fiscali per le compravendite di questo tipo, che hanno fatto in modo che le operazioni con esito positivo siano evidentemente aumentate in numero assoluto e si siano svolte con maggiore rapidità; dall’altra il consolidamento della tendenza da parte degli istituti di credito ad attenuare l’irruenza nei confronti di chi si trova in una situazione di sofferenza finanziaria. Questo è dovuto a considerazioni di tipo strettamente contabile, visto che in media il valore delle abitazioni è nettamente calato rispetto all’anno di concessione del mutuo e, di conseguenza, un’asta non consentirebbe comunque al creditore di rientrare dei capitali erogati. Più rischioso spingersi sul terreno di previsioni ottimistiche riguardo alla situazione macroeconomica del Paese, soprattutto perché, essendo il mercato delle aste la fotografia di una situazione di precarietà venutasi a creare anni addietro, non è azzardato ipotizzare che la perdurante stagnazione di medio-lungo periodo possa tornare ad accentuare il fenomeno nel prossimo futuro, condannandoci ancora una volta a numeri più severi. Tra l’altro, non può passare sotto silenzio che realtà storicamente più solide nel panorama economico nazionale viaggino in controtendenza rispetto al dato complessivo: il +49% della Valle d’Aosta o il +16% del Friuli-Venezia Giulia rispetto allo scorso gennaio non possono non far riflettere.Altro dato assai indicativo – ha aggiunto Simoncini – è quello che conferma, ancora una volta, come sia sempre la fascia di reddito medio-bassa a pagare il tributo più rilevante alla crisi decennale attraversata dal Paese: il 66% delle case in vendita ha un prezzo inferiore ai 100.000 euro, quota che sale addirittura fino all’88% se si prendono in esame anche gli immobili appartenenti alla fascia tra 100.000 e 200.000 euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, insomma, non si tratta certo di abitazioni di particolare pregio. Tanti impiegati, piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, per anni capaci di fare fronte alle crescenti difficoltà, sul lungo periodo si sono trovati a pagare un conto salatissimo, arrivando a intaccare anche il patrimonio più prezioso: la prima casa.
Di contro, considerando il punto di vista di chi è interessato ad acquistare, la presenza sul mercato di tante case offre notevoli opportunità d’investimento. Molti istituti bancari mettono a disposizione strumenti finanziari ad hoc per procedere all’acquisto e i meccanismi di vendita all’asta sono trasparenti e tutto sommato semplici: chi ha disponibilità di denaro può realizzare dei veri e propri affari e c’è sempre la possibilità di farsi seguire da un tecnico o da un professionista del settore per avere la sicurezza di non commettere passi falsi».

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Sammarco: “Aumento delle pene per furti in casa”

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 marzo 2017

furti-in-casa“L’aumento delle pene minime per i furti in appartamento e le rapine è uno dei cavalli di battaglia che Area popolare ha portato avanti in Parlamento con il nostro capogruppo Lupi, e per il quale i ministri Alfano e Costa si sono battuti al Governo. Dopo il via libera del Senato al ddl sul processo penale, ora attendiamo il passaggio alla Camera affinché questa norma diventi legge. Si tratta di un reato fortemente avvertito e percepito dai cittadini e per il quale stiamo dando le giuste risposte, a garanzia della sicurezza e della certezza della pena”. E’ quanto dichiara il deputato di Area popolare Gianni Sammarco. (n.r. Bene, ma non basta. Ciò che molti italiani chiedono è che le autorità preposte alla prevenzione e alle indagini per tali forma di reato siano messe nelle condizioni di poter svolgere indagini approfondite e capaci d’individuare gli autori e fare in modo di neutralizzarli “subito” con pene detentive collegate a processi rapidi e risolutori e non come oggi accade di lasciarli a piede libero in attesa di un iter processuale che può durare degli anni, favorendo in tal modo la reiterazione del reato. Non dimentichiamo, inoltre, che ora il 90% dei furti commessi nelle abitazioni resta impunito mentre per le rapine la percentuale scende ma di poco.)

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Campidoglio: Baldassarre, stop strumentalizzazioni sgombero via Colosseo

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 ottobre 2016

“Per la terza volta le due famiglie occupanti di via del Colosseo n.73 hanno rifiutato le soluzioni abitative proposte dal Campidoglio, che fin da subito si è adoperato perché ad entrambi i nuclei familiari venissero offerte alternative”. Lo afferma Laura Baldassarre, assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma, in una nota del Campidoglio. “Molta disinformazione è stata prodotta da chi, strumentalizzando situazioni di difficoltà di cittadini, ha come unico obiettivo la visibilità pubblica della propria sigla politica. L’Amministrazione sta fornendo soluzioni possibili e non intende perdere tempo in polemiche portate avanti sulla
pelle dei cittadini”, aggiunge la Baldassarre in merito alle proteste di una ventina di militanti di Casapound contro lo sgombero dell’immobile occupato abusivamente in via del Colosseo n.73.

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Lusso: Chiantishire addio? Ora gli inglesi vogliono il mare italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 agosto 2016

chianti

Landscape in Chianti (Florence, Tuscany, Italy) with vineyards and olive trees at summer

Secondo un’analisi condotta da Immobiliare.it e LuxuryEstate.com, nell’ultimo anno le richieste provenienti dal Regno Unito e legate ad immobili di lusso italiani sono notevolmente cambiate; il Chianti, che prima attirava il 30% del mercato, nel corso dell’ultimo anno ha ottenuto solo il 14% delle richieste, che si sono invece concentrate sulle località in riva al mare (prime fra tutte Taormina, Portofino e Capri), ma anche nella città di Milano.Aumenta anche il budget medio che i paperoni made in UK sono disposti a spendere per comprare una casa di lusso italiana; 3,4 milioni di euro (+9,7% anno su anno), che diventano però molti di più ( fra i 6 ed i 10 milioni) se la casa è in una delle località di mare più alla moda. (foto: chianti)

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Brexit, “The day after” I britannici investiranno ancora nel mattone italiano?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2016

case al mareSarà forse finito l’amore per l’Europa, ma l’innamoramento tra Italia e Regno Unito non finirà di certo, anche se è costretto ad accusare il colpo. Secondo i dati di Gate-away.com, il portale immobiliare dedicato agli stranieri che desiderano comprare una seconda casa in italia, la crescita delle richieste da parte del Regno Unito ha subito una battuta di arresto, fino ad arrivare ad un arretramento del 5,41% in questi ultimi 5 giorni.Il clima di incertezza e di attesa nel Regno Unito aveva già prodotto nei mesi scorsi i primi effetti, portando l’incremento di richieste inglesi dal 47,08% di aprile e maggio al 14% nei primi giorni di giugno fino al crollo di oggi. Tutto questo mentre le richieste di immobili italiani dal resto del mondo segna nel mese di giugno una crescita del +44,01%.Nessuno, esclusi ovviamente i britannici, investe sul mattone londinese più degli italiani. La capitale inglese ha sempre rappresentato un’ottima destinazione per i propri investimenti. Contemporaneamente, dal Regno Unito è arrivato il maggior numero di richieste per immobili italiani sia nel 2014 che nel 2015, come mostrano i dati di Gate-away.com, nel suo report annuale dello scorso anno.“Ora che il Regno Unito ha deciso di uscire dall’Unione Europea – commenta Simone Rossi, direttore generale di Gate-away.com – tutti gli accordi in corso dovranno essere rinegoziati. Le nuove stipule e i trattati con i Paesi dell’Eurozona potrebbero richiedere anche molti anni. Questo potrebbe valere anche per gli accordi di reciprocità che regolano la compravendita immobiliare. Nonostante la fuoriuscita dall’Europa – aggiunge Simone Rossi
– sarà improbabile che i nuovi accordi di reciprocità tra Regno Unito e Italia arrivino a compromettere il rapporto privilegiato tra i due Paesi. Sarebbe svantaggioso per entrambi”.Poco probabili ripercussioni sulla tassazione per l’acquisto o il possesso di una casa in Italia. Potrebbero, però, rendersi necessarie delle prassi burocratiche fino ad ora non richieste, come ad esempio l’ottenimento di un visto. Questo comporterà inevitabilmente dei costi aggiuntivi e un rallentamento sul processo di acquisto, come accade già in altri Paesi – Turchia e Sud Africa ad esempio – che esercitano una forte attrazione sugli inglesi.
Difficoltà che si registreranno anche per gli inglesi che vorranno venire a vivere in Italia in pianta stabile o iniziare un’attività lavorativa.L’Italia resta comunque una fra le migliori destinazioni ideali anche per un effetto collaterale delle vicende internazionali e della situazione di instabilità geopolitica che ora caratterizza aree in diretta competizione con l’Italia, come Francia, Turchia o Grecia.
“Quando i britannici comprano una seconda casa da noi, l’acquisto non è quasi mai finalizzato al semplice investimento immobiliare, ma motivato da una grande passione per il bel paese: questo legame non sarà messo in discussione dalla Brexit. Ora l’offerta immobiliare italiana e la domanda inglese di immobili avrà caratteristiche diverse, a partire dal fatto che il potere d’acquisto della sterlina potrà scendere. Un problema evidente ad esempio per i pensionati, forti investitori immobiliari, che hanno già hanno acquistato in Italia o avrebbero voluto farlo a breve. Venire in Italia, per sopralluoghi e per seguire compravendite o ristrutturazioni, non sarà più così semplice e immediato. La necessità di un visto per il soggiorno, anche per chi ha già acquistato in Italia e ci vive stabilmente, sarà un ostacolo. Affrontabile, ma pur sempre un ostacolo”.Questo momento particolarmente critico potrebbe rappresentare un’opportunità per l’offerta immobiliare italiana, soprattutto per le zone meno conosciute che mostrano un livello di prezzi più vantaggioso come il Molise e la Basilicata. Il trend che Gate-away.com aveva già intercettato rispetto all’interesse degli inglesi per zone meno battute dovrebbe consolidarsi nei prossimi mesi. Un esempio è quello della Toscana che sta registrando lo
stesso fenomeno, con la ricerca di luoghi meno battuti e l’ascesa della Lunigiana rispetto ad altre aree più costose.

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Bonus fiscali 2016 sulla casa e detrazioni varie

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2016

case cantonierePer il 2016 sono state confermate le detrazioni fiscali sugli interventi edilizi, sia quella del 65% sugli interventi di riqualificazione energetica sia quella del 50% sulle ristrutturazioni edilizie.Riguardo alla detrazione del 65% vi sono alcune novità, tra cui la possibilità per pensionati o lavoratori, in caso di lavori su parti condominiali, di cedere il credito ai fornitori che hanno effettuato i lavori, l’estensione della detrazione anche agli istituti IACP per le spese sostenute su immobili di edilizia popolare di loro proprietà, l’estensione della detrazione anche agli acquisti di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento/produzione acqua calda/climatizzazione. Altre novità la detrazione di metà dell’iva pagata sull’acquisto di un immobile ad alta efficienza energetica (classe A oppure B) direttamente dal costruttore, la detrazione fiscale per gli arredi acquistati da giovani coppie che mettono su casa, le detrazioni dei canoni e del prezzo pagato per gli acquisti di case di abitazione con la nuova locazione finanziaria, e la detrazione per l’installazione di sistemi di sorveglianza.Rimane fruibile anche la deduzione fiscale (dal reddito complessivo dichiarato) pari al 20% del prezzo di acquisto applicabile nel caso di acquisto di immobile residenziale avvenuto negli anni dal 2014 al 2017 con destinazione dello stesso in affitto entro sei mesi per un periodo minimo di otto anni. L’immobile deve avere determinate caratteristiche (tra cui la classe energetica A o B) così come il rapporto di affitto (il canone ha dei limiti e l’inquilino non può essere un parente di primo grado). E’ stata poi resa definitiva la detrazione fiscale delle donazioni a sostegno della cultura (art bonus), nella misura del 65%.Rimangono inalterate anche le altre detrazioni fiscali inerenti gli immobili (interessi mutuo, affitti, etc.) e la famiglia.

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7 case automobilistiche su 13 lavorano sulla tecnologia LiDAR per i veicoli a guida automatica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2015

auto industryLa tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging), come parte di una suite di sensori per sistemi avanzati di assistenza alla guida, sarà impiegata principalmente per le funzioni di sicurezza attiva e, nel 29% delle installazioni, per scopi di guida completamente automatizzata entro il 2021. Delle prime 13 case automobilistiche, 7 stanno lavorando sui veicoli passeggeri a guida automatica utilizzando la tecnologia LiDAR. Una nuova analisi di Frost & Sullivan, intitolata “LIDAR-based Strategies for Active Safety and Automated Driving from Major OEMs in Europe and North America”, rileva che il mercato dei veicoli passeggeri che sfruttano il LiDAR ha prodotto entrate per 51,1 milioni di dollari nel 2014 e stima che questa cifra raggiungerà quota 141,0 milioni di dollari nel 2021. Per quanto riguarda il mercato italiano, “Fiat in Italia dispone già della tecnologia LiDAR come optional su alcuni suoi modelli come la Panda o la 500L, ma ovviamente in questo caso si parla di tecnologie a raggio fisso per il controllo della frenata in caso di ostacolo sulla strada, – spiega Paolo Martino, Senior Consultant di Frost & Sullivan. – Siamo certi che Fiat, come altri OEM quali Volvo, Ford o Honda, stanno lavorando con i propri centri di ricerca per portare queste tecnologie al livello successivo di applicabilità ed a nuove funzioni”.
La necessità di impiegare sensori migliorati che supportino la sicurezza attiva e la guida automatica nei veicoli passeggeri del futuro ha spinto l’industria automobilistica europea e nordamericana ad esplorare la tecnologia LiDAR. Rispetto ad altri prodotti presenti sul mercato, il LiDAR è un sensore migliore in termini di rilevamento degli oggetti e di mappatura in condizioni di scarsa visibilità. L’utilizzo di laser infrarossi riflettenti per l’acquisizione dei dati e l’indipendenza dalla luce ambientale consentono al LiDAR di percepire gli oggetti allo stesso modo in una vasta gamma di condizioni. I mercati europei e nordamericani offrono tuttavia alcune soluzioni convenienti per la tecnologia LiDAR, ma con una risoluzione scarsa o comunque modesta. Anche le questioni legate all’affidabilità hanno un impatto su questi sistemi, poiché sono costituiti da poche parti mobili. Altri problemi associati ai sistemi LiDAR sono il raggio limitato e i limiti in termini di confezionamento. Il sistema LiDAR medio disponibile sul mercato può eseguire scansioni fino a 100 metri con riflettività limitata. Questo valore, tuttavia, è inferiore rispetto ai sistemi basati su telecamere, che hanno una portata fino a 500 metri. “Poiché la tecnologia LiDAR si trova ancora in una fase nascente, ci vorrà un po’ di tempo per conquistare l’accettazione nel mercato, – osserva Anirudh Venkitaraman, analista di Frost & Sullivan. – Una volta che la generazione futura di LiDAR tecnologicamente avanzati e a prezzi accessibili raggiungerà gli scaffali verso il 2020, il mercato degli utenti finali sarà più disposto ad investire in questi prodotti.” Le case automobilistiche in Europa e Nord America stanno lavorando a stretto contatto con i fornitori di primo livello per creare soluzioni LiDAR avanzate che possano essere utilizzate nel settore dei veicoli passeggeri. I produttori che stanno stringendo alleanze con i fornitori di primo livello per sviluppare sistemi LIDAR per i veicoli a guida automatica riusciranno a introdurre più rapidamente i propri prodotti sul mercato.

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Case sfitte a migranti?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2015

fuga migranti2Fatuzzo (PP): assurda la proposta del Presidente dell’Unione comunità islamiche d’Italia, che ha proposto l’utilizzo delle case non occupate , da parte di immigrati ed italiani, con problemi alloggiativi. Questo signore e quelli che la pensano come lui, bene farebbe a non cercare di risolvere dei problemi, con i beni altrui- così ha dichiarato il segretario nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – Il nostro settore edilizio è in piena crisi, il mercato immobiliare è semplicemente “comatoso” e proposte del genere, rendono ancora più critica la situazione del “mattone”. Sino a qualche anno fa, la “casa” era una sorta di bene rifugio ed in tanti investivano, si costruiva, c’era lavoro. Oggi tutto è fermo. Tante volte gli alloggi sono sfitti, perché abbisognevoli di importanti lavori di ripristino ed il proprietario non ha le risorse necessarie, oppure non affitta l’alloggio, perché , troppo spesso vi sono affittuari che, a causa della perdita di lavoro o altra causa, non riescono più a pagare l’affitto ed il proprietario ,per tornare in possesso della sua proprietà, deve affrontare lunghi e costosi iter. Chi ha risparmiato una vita – ha rimarcato Fatuzzo – ha il sacrosanto diritto ad investire i propri risparmi, come e dove meglio crede. Il Partito Pensionati non ritiene che la proprietà sia un “furto” , ma il risultato di lavoro, sacrificio e rinunce . Facile proporre di risolvere i problemi, con le tasche degli altri, di chi, ha lavorato una vita ed ha ritenuto investire il proprio guadagno. In Italia, come in altri Paesi europei, sta prendendo piede la vergognosa pratica dell’occupazione abusiva, degli alloggi altrui . I fatti poi dimostrano che per il proprietario è difficilissimo rientrare in possesso di quanto è suo, se non dopo lungo tempo, quando è fortunato, e dopo aver speso somme considerevoli. Secondo “taluni” il proprietario di un alloggi – ha sottolineato Fatuzzo -, ha solo doveri : pagare tasse di tutti i tipi e specie, riparare gli alloggi ecc. , quasi che sacrificarsi una vita , per disporre di un capitale,piccolo o grande che sia, fosse una colpa, un grave reato.La solidarietà, il problema della casa ecc. , devono essere affrontati dalle Istituzioni, non possono essere scaricati, demagogicamente, su chi ha lavorato e sempre pagato tasse e balzelli. La proprietà-ha concluso Fatuzzo- va tutelata ed il lavoro di una vita o, addirittura, di più generazioni, va rispettato.

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Vendita case storiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 ottobre 2014

case storichecase storiche1Sono decine le case storiche in vendita sulle pagine di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) che da Positano a Lecco, passando per Roma, Milano, Alessandria, Lucca e molte altre zone del nostro Paese raccontano momenti e personaggi importanti della storia italiana e non solo.
Si va dalla casa in provincia di Asti dove visse Silvio Pellico nel periodo in cui scrisse Le mie prigioni a quella ricavata dal convento umbro in cui trascorse i suoi ultimi anni Jacopone da Todi; dalla casa d’Infanzia di Norberto Bobbio in provincia di Alessandria a quella romana che ospitava lo studio di Renato Guttuso.
Fra gli immobili in vendita sulle pagine di Immobiliare.it anche la casa lombarda dell’amore clandestino fra il compositore Vincenzo Bellini e Giuditta Pasta, quella viareggina dove trascorrevano le vacanze Galeazzo Ciano e Edda Mussolini, quella toscana abitata da Napoleone e Paolina Bonaparte, quella in provincia di Lecco dove Leonardo da Vinci visse mentre seguiva i lavori del traghetto che tutt’ora unisce le due rive del fiume a Imbersago o, ancora, quella siciliana in cui era solito soggiornare Leonardo Sciascia ospite dell’amico filosofo Pasqualino Fortunato.
I prezzi variano da poche decine di migliaia a diversi milioni di euro. Si allega, oltre al comunicato stampa e le immagini di alcune delle case in vendita, anche una tabella riassuntiva con le dimore più particolari.
Si precisa che, su richiesta, sono disponibili immagini di tutti gli immobili elencati nella tabella e i link agli annunci.
Sperando che la notizia sia di vostro interesse e possa trovare spazio sulla vostra testata alleghiamo la relativa nota stampa e rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore necessità di approfondimento. (case storiche)

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Seconde case: quotazioni in calo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 luglio 2014

case al mareL’ufficio studi del portale Immobiliare.it ha analizzato le quotazioni delle seconde case nelle località turistiche nel primo semestre del 2014, rilevando un calo dei prezzi in tutto il territorio nazionale pari al 2,5% in sei mesi, con picchi nelle zone meridionali: -7% in Calabria e la Campania, -5% in Sicilia e Sardegna (-5,0%), -4,0% in Puglia. Anche per le zone turistiche d’Italia si allungano i tempi di vendita degli immobili e aumentano i margini di trattativa (fino al 15%) per i compratori, che possono approfittare dell’ampia offerta presente sul mercato nazionale. Si rileva come il mercato delle seconde case sia sempre meno legato alla volontà di investimento o messa a reddito, ma sia guidato per larga parte dalla voglia di acquistare immobili di cui godere direttamente.

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