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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘caso moro’

Il caso Moro e la proposta di una commissione d’inchiesta

Posted by fidest press agency su martedì, 11 Maggio 2021

“Bisogna fare luce sui fatti insoluti collegati allo scenario internazionale, come il caso Moro, occorsi nel secondo dopoguerra italiano. Per far luce anche sulla vicenda Moro è necessario costituire una Commissione d’inchiesta monocamerale o bicamerale in base alle indicazioni parlamentari, come abbiamo richiesto. Così da scoprire la verità, e non una verità. Lo dobbiamo alle vittime e ai famigliari. Moro nelle sue lettere di fine aprile, poco prima della barbara uccisione, dimostra l’esistenza del Lodo Moro, che era la via per fare lo scambio di prigionieri e liberarlo. Ne chiese l’attivazione come in passato per altri scambi di terroristi: chi non volle attuarlo? Per questo si rivolge a Piccoli, agli altri maggiori esponenti della DC e a Giovannone – che poteva vantare rapporti con i palestinesi – e ne invoca l’attivazione per fare lo scambio. Rimane la nuda realtà dei fatti che vedono le Brigate Rosse comuniste combattenti essere gli autori materiali del sequestro e dell’uccisione, con alla presenza, accertata, dei terroristi tedeschi della RAF ma nello scenario dei rapporti e delle relazioni internazionali tra terrorismo brigatista, palestinese e delle altre formazioni terroristiche europee dei Paesi dell’Est.” Così il fondatore dell’Intergruppo parlamentare “La verità oltre il segreto”, deputato Federico Mollicone.

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“Munnizza” Omaggio a Peppino Impastato

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 Maggio 2018

Roma Sabato 12 e domenica 13 maggio 2018, di scena al Teatro Villa Pamphilj Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a, due giornate dedicate al “teatro civile”.
Sabato alle ore 18, Ulderico Pesce in “moro: i 55 giorni che cambiarono l’italia” scritto insieme al giudice Ferdinando Imposimato, titolare dei primi processi sul caso Moro, che nello spettacolo compare in video interagendo con il protagonista e rivelando verità terribili che sono rimaste nascoste per quarant’anni. Uno spettacolo che mira a far luce su quello che accadde ad Aldo Moro e agli uomini della sua scorta nella primavera del 1978. (domenica 13, ore 18, in scena al Teatro Biblioteca Quarticciolo)
Domenica 13, sempre alle 18, proiezione del cortometraggio MUNNIZZA, presentazione della mostra e un reading musicale: insieme a Carlo Amato e Luca De Carlo dei Tetes de Bois, l’autore Licio Esposito, gli attori di Effetto Joule e Malalingua con alcuni degli autori dei 100 “pizzini di libere parole” dedicano un omaggio a Peppino Impastato e a sua madre Felicia simboli ancora attuali della lotta alla mafia e ai poteri forti. Orario segreteria: dal martedì alla domenica dalle 10,00 alle 18,00

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Caso Moro: il regista Marco Bellocchio al Teatro Argentina con Buongiorno Notte incontra gli studenti

Posted by fidest press agency su domenica, 18 marzo 2018

Roma 19 marzo 2018, Teatro Argentina, ore 9.30. Largo di Torre Argentina, 52 La storia, la memoria e la cultura condivisa entrano nelle scuole con Cinema&Storia, Progetto Scuola ABC promosso da Regione Lazio e Roma Capitale, e attraverso il racconto del sequestro Moro lunedì 19 marzo con la proiezione speciale di Buongiorno Notte, per la regia di Marco Bellocchio che interverrà direttamente per parlare a 500 studenti.
Ad aprire la mattinata saranno i saluti di Emanuele Bevilacqua, Presidente del Teatro di Roma, luogo simbolo della capitale, Alessandra Sartore, Assessore Politiche del Bilancio, Patrimonio e Demanio della Regione Lazio, dopo la proiezione interverranno il regista Marco Bellocchio, Giovanni Ricci, figlio di Domenico – l’appuntato dei carabinieri rimasto ucciso alla guida della 130 Fiat su cui viaggiava con gli altri quattro compagni della scorta nell’agguato di quarant’anni fa in via Fani, e insignito di Medaglia d’oro al valor civile alla memoria – il giornalista Giovanni Bianconi: un’occasione importante per raccontare ai ragazzi degli istituti superiori uno dei capitoli più tragici della nostra storia recente, per affrontarlo attraverso il ricordo di chi l’ha vissuto in prima persona e di chi l’ha poeticamente e realisticamente raccontato con il linguaggio cinematografico.
BUONGIORNO, NOTTE è la storia del rapimento di Aldo Moro attraverso un doppio punto di vista: da un lato il dramma dello statista DC recluso nel covo delle BR, che nei suoi sogni si immagina libero e in fuga, dall’altro la verosimiglianza documentaria degli interrogatori che si concludono con la sua condanna a morte, nonostante i dubbi che assillano Chiara, una delle brigatiste. La storia così come e stata, ma anche la storia come avrebbe potuto essere…
Dopo il successo e l’ampia partecipazione del 2017, Cinema&Storia, Progetto Scuola ABC promosso da Regione Lazio e Roma Capitale, riparte accendendo un riflettore sulla storia e al tempo stesso sulla contemporaneità: un approccio inedito per proporre agli studenti un altro racconto del Novecento attraverso pellicole che hanno portato sul grande schermo sia la Storia con la S maiuscola che le piccole storie quotidiane, immagini di accurata documentazione, di poesia visionaria, di potente forza narrativa per formare la coscienza civile, anche, attraverso lo spirito dell’arte.Gli altri film su cui lavoreranno gli studenti e i docenti del Progetto Cinema&Storia 2018 saranno – oltre a Buongiorno, notte – Pane e cioccolata di Franco Brusati (1973) e Dunkirk di Christopher Nolan (2017). Lo spirito è quello di contribuire all’approfondimento della storia attraverso le immagini del grande cinema, all’interno di un “progetto in continuo movimento” che cerca di fornire, con immagini e parole-chiave, analisi e strumenti di interpretazione per capire meglio quello che siamo diventati oggi e che diventeremo domani.
Parteciperanno: Nicola Borrelli (Direttore Generale Cinema del MIBACT), Gianpiero Cioffredi (Presidente Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza), Roberto Cicutto (Presidente Istituto Luce Cinecittà), Fabio Ferzetti e Giuliana Gamba (Giornate degli Autori), Luciano Sovena (Presidente Roma Lazio Film Commission), Cristina Priarone (Direttore Roma Lazio Film Commission), Giovanna Pugliese, coordinatore Progetto ABC, insieme a personalità del mondo istituzionale e della cultura.

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Una diversa verità sul caso Moro

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 gennaio 2011

Il 18 Novembre, dopo le prime due puntate di Romanzo Criminale la serie, su History Channel  è andata in onda la prima puntata della Storia della Banda della Magliana. Un bellissimo prodotto, di grande qualità e con immagini inedite. Ma ancora più strabiliante è stato come, un fatto pronto ad aprire degli spiragli interessanti sul  Caso Moro, non sia stato affatto ripreso, successivamente, dalla stampa. Nessun giornale o mezzo di informazione ha, infatti, sottolineato le dichiarazioni di Danesi sul famoso incontro tra Franco Giuseppucci e Flaminio Piccoli, potente deputato Dc, sulle rive del Tevere.
Ma, per capire meglio l’importanza di certe dichiarazioni, facciamo un passo indietro: 16 Marzo 1978, 9:15, un commando delle Brigate Rosse rapisce il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e massacra la sua scorta composta da 5 uomini. L’agguato avviene a Roma in zona Monte Mario, precisamente in via Mario Fani, e in tempi rapidissimi tanto che, sia i carabinieri ( Domenico Ricci e Oreste Leonardi) sia i tre poliziotti ( Raffaele Jozzino,Giulio Rivera e Francesco Zizzi ), non riescono né a uscire dalle macchine né a rispondere al fuoco. Finita la mattanza, prima di dileguarsi, i brigatisti caricano Moro in una Fiat 132 blu. Pochi minuti dopo una telefonata all’Ansa darà l’annuncio dell’accaduto. I giorni di prigionia  di Moro, furono 55. Tutto il paese venne gettato nell’angoscia e nella paura per finire il 9 Maggio nella romana Via Caetani. Una Renault rossa,infatti, venne fatta trovare nelle vicinanze di Via Botteghe Oscure, Sede del partito Comunista Italiano, con il corpo senza vita di Aldo Moro. Tutti dissero che era stato fatto il massimo per liberare il presidente Dc, ma fu realmente così?
Aldo Moro è uno dei politici italiani più importanti del momento. E’ artefice dell’apertura ai socialisti ed è il principale interlocutore con il Pci per portare a termine il “compromesso storico”, necessario all’epoca per togliere dallo stallo senza precedenti, la politica italiana. E’ proprio  quella mattina che il presidente della Dc si stava recando alla Camera per il dibattito di fiducia al quarto governo Andreotti. Il primo con il sostegno del Pci.
All’inizio furono coinvolti più soggetti nella disperata ricerca di Moro. Si fecero incontri con malavitosi fuori e dentro il carcere per cercare di arrivare ad un contatto diretto con i rapitori cercando, invano, di avviare trattative “sottobanco” rispetto alla fermezza annunciata all’opinione pubblica. Si interpellò Raffaele Cutolo della NCO (Nuova Camorra Organizzata), si chiese a Francis Turatello (leader della criminalità milanese e non solo) e alla Mafia, si intimò ai brigatisti in carcere….tutti, Banda della Magliana compresa tramite la camorra, furono arruolati in questa caccia. E qui i risvolti sono molteplici. Moro fu tenuto prigioniero per la maggior parte del tempo nella “prigione del popolo” di Via Montalcini, in zona Magliana, anzi, esattamente all’interno del quadrilatero “residenza” di alcuni boss della Banda della Magliana. Fu Nicolino Selis a scoprire il covo delle Brigate Rosse e comunicarlo a Franco Giuseppucci. Ma è proprio quando si arriva a questo punto che tutti i contorni della vicenda si fanno più foschi.
Come si vede nella fiction Romanzo Criminale, Giuseppucci disse alla camorra di aver trovato il covo ma, come realmente accadde, risposero che ormai l’affaire Moro non interessava più. Quello non fu il solo modo per contattare lo Stato e svelare l’indirizzo misterioso. Secondo Abbatino, in una delle sue confessioni, ci fu un incontro tra Giuseppucci e l’Onorevole Flaminio Piccoli sulle rive del fiume capitolino. Incontro che il parlamentare democristiano negò in modo ambiguo.
Infatti ai magistrati disse che andò si in una zona vicino al Tevere ma isolata e soprattutto da solo ( cosa oltremodo strana visto soprattutto il periodo di cui si sta parlando, terrorismo e rapimenti …) e non incontrò nessuno. Dopo decenni, dall’unica voce della Banda della Magliana che non si è mai pentita, si apprende, invece, che quell’incontro ci fu e proprio lui ne è testimone.  Certo è che tale vicenda non doveva continuare (casualmente?) ad essere sfocata ma approfondita. Sviscerarla non per riaprire certe ferite o far “traballare” qualche scheletro nascosto in certi armadi sul caso Moro ma, solo perché è un diritto italiano e dell’italiano aver chiarite, almeno, certe responsabilità.
Flaminio Piccoli incontrato in questa situazione, lo ritroveremo anche nel caso Calvi-IOR (vicenda che, Notte Criminale, approfondirà a breve). La domanda che al momento sorge spontanea però è: si riuscirà mai a finire di smontare questa matrioska per arrivare a delle verità certe, oppure, vinceranno quei molti che, pare, tentano, con tutte le loro forze,  di stancare chi è in cerca dell’uscita di questo labirinto?  Notte Criminale le forze le ha ancora. Per non peccare di presunzione, sicuramente non saranno quelle decisive ma, arrendersi alla polvere del tempo non è nei nostri costumi. La verità è libertà.  (Marina Angelo Your Plus Communication)

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