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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Posts Tagged ‘cassa depositi e prestiti’

Cassa Depositi e Prestiti sostiene i piani di crescita del Gruppo Newlat Food

Posted by fidest press agency su sabato, 13 febbraio 2021

Cassa Depositi e Prestiti, in sinergia con SACE, sostiene i piani di crescita e sviluppo in Italia e sui mercati internazionali del Gruppo Newlat, sottoscrivendo in qualità di anchor investor, e beneficiando pro-quota di una garanzia SACE, 60 milioni di euro del prestito obbligazionario emesso da Newlat Food S.p.A. sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) e sul Irish Stock Exchange. L’emissione obbligazionaria, destinata ad investitori istituzionali e retail, è di un ammontare complessivo pari a 200 milioni di euro con durata 6 anni. Nata nel 2004, Newlat è cresciuta negli anni grazie al perfezionamento di importanti acquisizioni strategiche e ad oggi è un player primario nel settore agroalimentare italiano ed europeo. Il Gruppo opera attraverso 15 stabilimenti produttivi in Italia e in Europa, impiegando circa 1.500 dipendenti, e presenta un ampio e strutturato portafoglio di prodotti e marchi di proprietà che godono di una forte notorietà a livello nazionale ed internazionale, grazie al costante focus sull’innovazione tecnologica e sulla ricerca di prodotti di alta qualità. Le risorse messe a disposizione da CDP saranno destinate a supportare Newlat nel proseguimento della propria strategia di crescita per linee esterne, rivolta all’acquisizione di potenziali target nel settore food&beverage, al fine di sostenere l’espansione del Gruppo all’estero e il consolidamento della sua posizione di leadership sul mercato.

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Rinegoziazione mutui con Cassa Depositi e Prestiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Maggio 2017

cassa depositi e prestitiRoma capitale. Rinegoziare i mutui contratti con la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), liberando maggiori risorse per la città per circa 10 milioni di euro nel solo 2017. È quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta Capitolina.Il provvedimento, che sarà sottoposto al voto dell’Assemblea Capitolina, autorizza la rinegoziazione di 75 posizioni di mutuo interamente a carico della gestione ordinaria, mediante l’adesione alla proposta di rimodulazione avanzata dalla stessa Cdp che mantiene tassi d’interesse sostanzialmente in linea a quelli attuali di mercato. Questa azione produrrà un minore esborso per il Campidoglio di 9.865.221 euro nel 2017: si libereranno così risorse che consentiranno di sfruttare spazi finanziari in misura corrispondente, per il finanziamento di nuove opere o il pagamento di debiti fuori bilancio.“La nostra amministrazione ha avviato un lavoro che punta a ridurre l’incidenza degli oneri finanziari sulle casse capitoline – dichiara l’assessore al Bilancio e Patrimonio di Roma Capitale Andrea Mazzillo – anche mediante operazioni di ristrutturazione del debito di sua competenza. Questa delibera si inserisce quindi in un’attività mirata a individuare le migliori soluzioni di rifinanziamento in un contesto di mercato caratterizzato da tassi di interesse ai minimi storici, così da liberare risorse che serviranno per la realizzazione o riqualificazione delle infrastrutture e per garantire servizi migliori ai cittadini”.

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Sindaca Raggi incontra amministratore delegato Cassa Depositi e Prestiti

Posted by fidest press agency su sabato, 15 ottobre 2016

cassa depositi e prestitiLa sindaca Virginia Raggi, insieme all’assessore al Bilancio e Patrimonio Andrea Mazzillo, ha incontrato l’amministratore delegato di Cassa depositi e prestiti, Fabio Gallia, e i dirigenti della società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. E’ stata una prima positiva riunione, tenutasi nella sede della Cdp a Roma, per rafforzare la collaborazione già in atto tra la stessa Cassa e gli uffici tecnici del Campidoglio. La prima cittadina della Capitale ha voluto quindi sugellare la prosecuzione dei rapporti con la società che ha un ruolo preminente nel sistema degli enti locali, non solo come soggetto finanziatore ma anche per il supporto tecnico e progettuale che è in grado di offrire all’amministrazione pubblica. In particolare, durante l’incontro si è discusso dei finanziamenti, da parte di Cdp, destinati agli investimenti di Roma Capitale per la messa in sicurezza e l’adeguamento normativo degli edifici scolastici comunali, in modo da poter avviare i cantieri entro la fine dell’anno. “Abbiamo intenzione di avviare un dialogo forte e produttivo con Cassa depositi e prestiti – assicura Raggi – con la prospettiva di portare avanti progetti di manutenzione e rigenerazione urbana importanti per restituire spazi vitali alla nostra città e sottrarli al degrado, a cominciare proprio dalle scuole”. “E’ fondamentale avere un’interlocuzione più stretta con Cassa depositi e prestiti – sottolinea l’assessore Mazzillo – per la sua capacità di intercettare le migliori esperienze nella pubblica amministrazione ed essere un punto di osservazione privilegiato dello Stato sulle esigenze finanziarie e operative degli enti locali”.

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Maghi al governo

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2016

cassa depositi e prestiti“Con il Fondo Atlante il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha risolto, con un colpo di bacchetta, tutti i problemi del settore bancario italiano: Atlante si fa carico della ricapitalizzazione e dei crediti in sofferenza degli istituti e l’Italia cambia verso. Tutti felici, Matteo Renzi in primis. Ma se è davvero tanto facile, perché per salvare l’economia italiana il governo non vara non uno ma tanti Fondi quanti servono per le diverse categorie e settori? La fantasia ci può aiutare: un Fondo Mercurio per i commercianti, un Fondo San Giuseppe per gli artigiani, un Fondo Demetra per gli agricoltori, un Fondo sant’Ivo o san Matteo per i liberi professionisti.
Con le stesse caratteristiche di Atlante: “privato”, ma con partecipazione della Cassa Depositi e Prestiti; un Fondo attraverso il quale si possa beneficiare di misure pubbliche straordinarie di welfare per i dipendenti in esubero. Cambiando, nello stesso tempo, nei punti che servono, il diritto fallimentare. Abbandonando il mercato per approdare a un modello di economia socialista di mutua
assistenza. E’ questo che vogliono Renzi e Padoan, attraverso tanti bei decreti Legge da approvare in Parlamento grazie a tante belle questioni di fiducia? Se sì, vengano in Parlamento e ce lo dicano con chiarezza. Lo dicano anche all’Europa e ai mercati”.

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Cassa depositi e prestiti: accordo di collaborazione con Fincantieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 marzo 2016

fincantieriGrazie alla convenzione le numerose PMI italiane che lavorano all’interno della supply chain di beni e servizi di Fincantieri, potranno richiedere a SACE Fct, la società di factoring di SACE, lo smobilizzo dei propri crediti e ottenere il pagamento anticipato delle forniture eseguite. Contemporaneamente, l’accordo dà la possibilità alle imprese di ottenere da SACE BT, la società di SACE specializzata nell’assicurazione dei crediti a breve termine, nelle cauzioni e nella protezione dei rischi della costruzione, le garanzie necessarie per ottenere nuovi contratti di fornitura dal gruppo Fincantieri. Con questa nuova formula, SACE unisce le expertise delle sue società-prodotto per rispondere in modo più diretto ed efficiente alle diverse esigenze di un tessuto produttivo molto vario e complesso che contribuisce in modo significativo alla competitività internazionale di Fincantieri. Fincantieri, attraverso i suoi 8 siti produttivi presenti su tutto il territorio italiano, alimenta un network di circa 4.000 imprese fornitrici, per la maggior parte PMI altamente specializzate, costituendo una piattaforma per lo sviluppo dell’innovazione e l’accesso a nuovi mercati altrimenti di difficile penetrazione per le imprese di piccola dimensione.

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Italian buyout market hangs in the balance until election day

Posted by fidest press agency su martedì, 12 febbraio 2013

London/Milan – Despite a fiery political climate ahead of Italy’s parliamentary elections, domestic buyouts have surged 125% to hit EUR 1.2bn so far in 2013 compared to the same period last year. The boost in value largely stems from CVC finalizing a EUR 1.13bn buyout of local business information group, Cerved, from previous private equity owners Bain Capital and Clessidra.The deal is equivalent to 44.4% of 2012’s full year total of EUR 2.7bn, according to mergermarket data.
“Political and financial uncertainties mounting in southern European markets over the past 12 months are now confronted by the emerging scandal over loss-making derivatives trades made by the world’s oldest and Italy’s third largest bank, Monte dei Paschi, casting a shadow over eurozone plans for a banking union,” mergermarket senior correspondent Pamela Barbaglia says.No more than eight buyouts have been made in any month for over a year and deal values had not reached more than EUR 1bn in 18 months before the CVC deal. Furthermore, a large proportion of deals made in 2012 were due to the governments’ economic restructuring via Cassa Depositi e Prestiti. A consistent lack of Italian buyouts for the whole of 2012 and leading into 2013 illustrates investors’ caution amid headlining news.“The upcoming elections on 24-25 February are seen as pivotal to reassuring investors contending with Silvio Berlusconi’s latest political resurrection.” The current economic climate differs to that seen during the April 2008 election of Berlusconi’s party but amidst inconsistent monthly values and volumes that year, the quarter of the election was the highest in five years with deals valued EUR 4.6bn despite April being the lowest month in terms of deal value.
The CVC deal may well present the 2013 election period with a similar trend with Q1 already beating the equivalent period last year but time will tell if the following quarters’ deal values will decline akin to the three that followed in 2008. “Even after the elections, the shape of the new government will be largely determined through post-election alliances, and this will once again test the resilience of Italy’s bond market,” Barbaglia says.

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Una Cdp alla tedesca

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 aprile 2011

Se ne parla da tempo, ma è venuta l’ora di rompere gli indugi e trasformare la Cassa Depositi e Prestiti in un’efficiente e potente macchina per la crescita della nostra economia. Ha, infatti, attività di bilancio per 235 miliardi di euro e una raccolta di risparmio attraverso la rete degli uffici postali pari a 196 miliardi. Ma il suo mandato la costringe ad un ruolo troppo secondario e marginale. È forse l’istituzione più vecchia del nostro paese. Fu creata prima dell’Unità d’Italia. Il suo statuto la vincola però ad operazioni primariamente interne come cassa di riserva dello stato e come istituto di finanziamento di progetti degli enti locali. Può invece diventare il motore principale del finanziamento a medio e lungo termine di grandi progetti nelle infrastrutture, nella ricerca, nelle nuove tecnologie per mettere il paese in condizione di rispondere alle sfide della ripresa e dell’economia globalizzata. In verità negli ultimi anni ha allargato il suo orizzonte, aprendo linee di credito a favore della piccola e media industria. Nel passato triennio ha globalmente concesso crediti per 33 miliardi di euro. Nel triennio 2011-2013 i prestiti dovrebbero essere per 43 miliardi, di cui 24 per investimenti in opere pubbliche e per le Pmi. Però se non cambia il suo statuto e la sua «mission», la Cdp rischia di rimanere un nano con tante potenzialità. In tutte le sedi nazionali e internazionali il presidente della CDP, Franco Bassanini e il suo amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini giustamente chiedono una trasformazione della Cdp sul modello della Kreditanstalt fuer Wiederaufbau, la banca di ricostruzione tedesca. La KfW è uno dei meccanismi più efficienti dell’economica tedesca. Ha attività per oltre 400 miliardi di euro ed è il perno del “sistema paese”, soprattutto per le attività di investimento e di intervento nei mercati internazionali. Conta su una struttura di 12.800 operatori suddivisa in importanti settori strategici. Ha una banca per gli investimenti nelle Pmi e negli enti locali che nel 2009 ha svolto attività per 24 miliardi di euro. Opera attraverso la Ipex Bank con investimenti a medio e lungo termine in progetti internazionali e in finanziamenti all’export per 60 miliardi di euro. Ha anche creato una banca per lo sviluppo per sostenere progetti e infrastrutture nei paesi emergenti. La sua forza sta nel non aver abbandonato la sua mission iniziale a sostegno dello sviluppo a lungo termine dell’economia reale. Nacque insieme al Piano Marshall per la ricostruzione delle economie europee devastate dalla guerra. Si ricordi che all’epoca gli Usa non richiesero che i crediti concessi fossero ripagati in dollari ma in moneta nazionale, versando i pagamenti in un conto speciale detto «fondo di controvalore» presso le banche centrali. Alcuni stati come la Gran Bretagna lo utilizzarono per ridurre il debito dello stato. La Germania invece ottenne che il fondo potesse essere utilizzato per il finanziamento della KfW. Quindi oltre al sostegno pubblico iniziale, la KfW sviluppò il meccanismo di autofinanziamento, sempre mirato agli investimenti di lungo periodo nella ricostruzione e nella modernizzazione dell’economia reale. Nei passati decenni la KfW è cambiata molto nella sua struttura e nei suoi meccanismi senza mai venir meno alla sua mission di fondo per lo sviluppo. Oggi essa affianca le industrie tedesche sui mercati internazionali non solo come centrale di credito ma anche come garante di fatto degli accordi e come procacciatrice di commesse. Emette obbligazioni che hanno la garanzia dello stato tedesco e può operare sui mercati aperti. Nei passati 3 anni la nostra Cdp ha unito le sue forze con la KfW, con la francese Caisse des Depots et Consignations e con la Banca Europea per gli Investimenti (Bei) per creare la «Rete Marguerite» dei fondi equity e il Long Term Investors Club per riportare la finanza pubblica e privata a sostenere investimenti di lungo termine nelle infrastrutture e nei settori dell’energia e della ricerca. Molti stanno cercando di frenare il cambiamento della Cdp ventilando il rischio di un ritorno dello «stato padrone». Secondo noi sono paure e argomentazioni non del tutto fondate. In passato l’Italia ha potuto positivamente contare su istituti come l’Iri e la Cassa per il Mezzogiorno nel suo processo di ricostruzione e di sviluppo del dopoguerra. Poi col tempo in un processo di degenerazione della politica essi sono diventati dei pesanti ed inefficienti carrozzoni. Ciò portò alla loro soppressione senza però creare efficaci meccanismi alternativi per il credito agli investimenti a sostegno delle attività produttive. L’errore è stato quello di buttare il bambino con l’acqua sporca! Infatti le banche private e il mercato da soli hanno dimostrato di non essere capaci di farlo adeguatamente. Anzi hanno sempre più puntato sulla finanza a breve. Perciò discutiamo laicamente della Cdp tenendo conto delle esperienze passate e delle necessità attuali. (di Mario Lettieri Sottosegretario all’economia del governo Prodi e Paolo Raimondi economista)

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I finanziamenti di Autovie Venete

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2011

E’ stato approvato in questi giorni un intervento di 150 milioni di euro in favore della concessionaria Autovie Venete Spa, finalizzato all’urgente avvio dei lavori – individuati dal Commissario Straordinario – a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza sull’Autostrada A4. Tra questi, l’ampliamento del tratto Quarto D’Altino – S. Donà, la realizzazione dello svincolo di Meolo e del tratto Villesse-Gorizia (complessivamente 640 milioni). La tratta autostradale interessata dal finanziamento di CDP ha una rilevanza strategica internazionale in quanto costituisce una parte della rete stradale di trasporto trans-europeo (TEN-T: Trans European Networks – Transport). In particolare, l’Autostrada A4 rientra nel cosiddetto “Corridoio V” che collega Lisbona a Kiev, aree di particolare interesse industriale per lo sviluppo economico europeo. “Il parere positivo della Cassa Depositi e Prestiti al pre-finanziamento di 150 milioni di euro – afferma l’Amministratore delegato di Autovie Venete Dario Melò – permette alla società di poter disporre delle risorse finanziarie indispensabili in questo momento per far partire i lavori del primo lotto della Terza corsia della A4, da Quarto d’Altino a San Donà di Piave”. Più che soddisfatto per il risultato raggiunto (“che non era poi così scontato”- precisa), Melò sottolinea come sia frutto di un mix virtuoso di fattori: l’elevato livello professionale e la grande sensibilità dimostrata per lo sviluppo delle infrastrutture da parte dei vertici e del management della Cdp (dalll’Amministratore delegato Gorno Tempini al Direttore generale Matteo Del Fante, al Responsabile direzione finanziamenti Cristiano Cannarsa), il prezioso supporto del Comitato ristretto, del Gruppo di lavoro congiunto Autovie Venete – Friulia e dei legal tax advisor, nonchè del Consiglio di Amministrazione della società, a partire dal presidente Terpin.”Durante la fase di negoziazione del term-sheet (il documento che contiene i termini e le condizioni del pre-finanziamento), la più delicata e complessa – precisa Melò –  la loro competenza è stata determinante per  accelerare i tempi”. “Sono particolarmente orgoglioso di aver raggiunto l’ obiettivo – conclude  – portando positivamente a compimento il mandato che mi era stato affidato dal Consiglio di Amministrazione di Autovie Venete nella seduta dell’ 8 marzo”. “L’approvazione della Cdp è una ulteriore conferma della credibilità del piano economico finanziario di Autovie Venete – fa notare il presidente della Concessionaria Emilio Terpin – e della fiducia di cui gode la Società e la struttura commissariale”. Consapevole della difficoltà dell’iter “di una grande opera, fondamentale per tutto il Paese”, Terpin considera il risultato un “concreto passo avanti” in attesa in attesa che si completi l’iter relativo all’intera operazione di finanziamento di circa 1,8 miliardi di Euro con gli Istituti di Credito.

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