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Quotidiano di informazione – Anno 30 n°158

Posts Tagged ‘casta’

Renzi: L’uomo della casta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2016

palazzo chigiMatteo Risponde. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per una volta a Palazzo Chigi, invece di lavorare ai dossier caldi per il nostro Paese (terremoto, crescita, disoccupazione, banche) si mette per un’ora a chiacchierare da solo davanti a un computer. Come al solito straparla di tutto, non risponde nel merito delle domande che gli vengono poste, fa propaganda spicciola, attacca tutto e tutti”. Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.“Dopo la gaffe imposta da Jim Messina torna la bandiera dell’Unione europea alle spalle del premier mai eletto. Renzi prova a uscire dall’angolo con la solita storia della classe politica che non vuole cambiare e che non molla la poltrona. Ma Renzi da quanti anni fa politica? Cosa faceva prima di diventare, a 29 anni, presidente della provincia di Firenze? La casta è Renzi. Che adesso, dopo aver personalizzato il referendum e annunciato le sue dimissioni in caso di sconfitta, è pronto ad arroccarsi a Palazzo Chigi e ad attaccarsi alla poltrona di premier.”

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Taglio indennità parlamentari: non se ne parla. La “casta” si difende

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 ottobre 2016

camera deputati“Dal Partito Democratico e dalle forze omologhe, un pietoso rinvio in commissione che dimostra quanto il governo Renzi sia lontano dai reali sentimenti degli italiani. Fdi-An avrebbe preferito che diventasse operativo il suo ordine del giorno che lega le indennità dei parlamentari all’andamento economico della Nazione. Ma non si saremmo sottratti al dibattito e al voto. Sarebbe stato un segnale importante per gli italiani che vivono la crisi economica sulla loro pelle. Purtroppo alla Camera i diritti delle opposizioni sono ormai negati e la pdl è tornata in commissione. Un’ennesima vergogna targata Pd”. È quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Achille Totaro.
“FdI-An-Terra Nostra ha votato contro il rinvio in Commissione del provvedimento sugli stipendi dei parlamentari. Spogliati di ogni atteggiamento populista avremmo fatto la nostra proposta in Aula ma ormai i diritti delle minoranze sono azzerati. In un momento così delicato per il Paese sarebbe stato meglio dare un ulteriore segnale forte. Ci riproveremo in Commissione”. E’ quanto dichiara il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Terra Nostra Walter Rizzetto.

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Politici: privilegi di casta

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Italiano: Antonio Di Pietro a Savona giovedì 5...

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Dopo la pubblicazione del rapporto Giovannini, che indica i parlamentari italiani in cima alla classifica europea per quanto riguarda la retribuzione, noi dell’Italia dei Valori non ci siamo stupiti: sono cose che andiamo dicendo da tempo, una situazione di privilegio che combattiamo con proposte di legge e ordini del giorno in Parlamento da sempre.
“L’Italia dei Valori – ha ricordato il presidente Antonio Di Pietro – in tempi non sospetti, ha presentato alla Camera una proposta per abolire i vitalizi. Gli unici che hanno votato a favore sono stati i ventidue deputati dell’IdV. Occorre effettuare seri tagli ai costi della politica, partendo dalla riduzione degli stipendi e del numero dei parlamentari, dall’abolizione delle province e dai tanti sprechi rappresentati dagli Enti inutili, per arrivare ad una drastica scure al settore delle armi.”n “L’Italia dei Valori continuerà la sua battaglia, anche se in solitudine, e chiede al governo Monti – conclude Di Pietro – di prendere in considerazione le proposte che ha presentato in Parlamento per l’abbattimento dei costi della casta. ssurde, per l’IdV, le critiche che si sono levate dall’interno dei palazzi del potere contro i risultati della Commissione. “Chi oggi contesta i risultati della commissione Giovannini – ironizza Niccolò Rinaldi, capodelegazione IdV al Parlamento europeo – potrebbe accettare di fare a cambio con un parlamentare europeo, oppure, se ha paura di prendere l’aereo, anche con quanto percepisce il sindaco di una grande città, anziché continuare a operare con due pesi e due misure quando si tratta di intervenire per tagliare i propri appannaggi, creando in questo modo la vera antipolitica che travolge la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.
“Si è addirittura scomodata una Commissione condotta dal presidente dell’Istat – ha aggiunto – per stabilire il segreto di Pulcinella: che i parlamentari italiani sono i più cari d’Europa. Ma a Bruxelles il fatto era risaputo da tempo”. “Peraltro, di studi comparativi ne furono fatti già all’epoca, quando a Bruxelles fu discusso l’attuale Statuto unico del parlamentare europeo che uniformava il trattamento di tutti gli eurodeputati – ha proseguito Rinaldi -: a fare resistenza contro quel provvedimento in vigore dal 2009 furono soprattutto italiani, che erano proprio quelli che abbandonando il regime nazionale ci perdevano di più”. Secondo l’europarlamentare Idv, “la dimostrazione si ebbe alle elezioni del 2009, quando contrariamente alle elezioni precedenti, nessuno degli onorevoli nazionali optò per un posto a Bruxelles, trovando anche il ruolo di consigliere regionale spesso di maggiore soddisfazione economica”. (Antonio Di Pietro)

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La casta si difende

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 gennaio 2012

Italiano: L'interno del Palazzo di Montecitori...

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Invece di tacere, la posizione espressa della Camera dei Deputati, ha quale unico scopo quello di alimentare ulteriori polemiche cercando di giustificare emolumenti e vitalizi, punta di diamante dei privilegi della politica italiana. Se confrontati con gli altri paesi, per indennità, diaria, portaborse, benefit, vitalizi ecc… Deputati e Senatori si mettono in tasca 60% in più rispetto alla media europea. Quanto poi al riferimento “al lordo” dell’indennità parlamentare ed ai differenti regimi fiscali, corre l’obbligo ricordare alla Presidenza della Camera che lo stesso metro non è stato utilizzato nei confronti degli assegni pensionistici. Sono infatti diversi milioni i pensionati che, con la manovra salva-italia del Professore SuperMario, hanno subito e/o subiranno, per ben ed almeno due anni, il blocco della perequazione della propria misera pensione avendo un reddito “lordo” di poco superiore a tre volte il minimo Inps. Dati inconfutabili che parlano chiaro, ma che vengono utilizzati a proprio piacimento. Se Fini e Schifani provvederanno autonomamente per Camera e Senato, perché mai tutti gli altri cittadini debbono subire le decisioni del palazzo? Non è forse anche questo CONFLITTO D’INTERESSE??? (fonte: Forum dei Pensionati C/O S.A.Pens. – Or.S.A. Via di Porta S. Lorenzo 8/15 Roma)

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Piu equa una manovra iniqua

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 dicembre 2011

English: From left: the MP Massimo Donadi, mem...

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Se Monti non vuole fare orecchie da mercante deve accettare le modifiche presentate negli emendamenti dell’Italia dei Valori alla sua manovra.Proposte di merito, per ridurre le spese militari, far pagare l’ICI agli immobili commerciali della Chiesa, ridurre gli sprechi e i costi della Casta, combattere l’evasione fiscale, riavviare lo sviluppo del Paese. Misure per rendere più equa una manovra iniqua. Correzioni indispensabili per far sì che i costi non pesino solo sulla povera gente, sui lavoratori e sui pensionati ma vengano ripartiti proporzionalmente: chi più ha più paghi, compresi coloro che vivono dei privilegi della politica. Non andremo da nessuna parte se non ci convinciamo che abbiamo una possibilità unica al mondo: ridurre le spese statali inutili (senza toccare il welfare) e consentire di ripartire con maggior impulso verso una nuova fase della società italiana. E’ bene che Monti ascolti le istanze dei cittadini, piuttosto che farsi tirare per la giacchetta dai Terminator ancora presenti in Parlamento. Berluscones che hanno portato il Paese alla rovina e che adesso vorrebbero terminare l’opera.

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Manovra e privilegi di casta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 luglio 2011

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu ritengono che il dibattito sulla manovra finanziaria abbia tirato, fra l’altro e giustamente, in ballo la esigenza di una lotta severa agli sprechi; di una lotta, non solo giornalistica e televisiva, contro la irrazionalità della spesa pubblica e contro l’esosita’ dei costi della politica. ma di fatto, pur lasciando tutti scontenti, la “casta” non ha operato alcunchè di serio sui costi, irrazionali ed ingiustificabili, di se stessa. Anzi: ha confermato i propri privilegi. Eppure i costi di questo settore sono tali da consentire riduzioni di spesa di notevole importanza. Esempi: E’ vergognoso che vengano spesi 30.000 euro al giorno per rimborso di spese sanitarie ai Parlamentari. E’ scandaloso che milioni di euro vengano erogati per dare rimborsi cinque volte superiori alle spese effettivamente effettuate dai Partiti politici beneficiati dal rimborso. E’ tragicomica la pletora di Deputati, di Senatori, di Consiglieri Regionali, Provinciali, Comunali e di Quartiere …. E via dicendo. Per semplificare: Non sarebbe opportuno ridurre del 20% il numero dei Parlamentari e dei Consiglieri dei vari Organi rappresentativi ad ogni livello? Non sarebbe opportuno ridurre le spese sanitarie dei Deputati ai livelli medi delle tariffe praticate dalle strutture sanitarie pubbliche? Non sarebbe opportuno, oltre che doveroso, ridurre del 50% i rimborsi elettorali ai Partiti politici che, come risulterebbe dalle cifre pubblicate, nella realtà arrivano a spendere soltanto un quinto delle somme loro assegnate a titolo di rimborso? Tantoppiù che di “rimborso” vero e proprio non si tratta! Analogo discorso, ovviamente, vale per la Regione Siciliana (Deputati ed Assemblea Regionale compresi) e per gli Organi rappresentativi ad ogni livello di esclusiva competenza regionale. Per la Sicilia, ovviamente, il problema è più grave, in quanto si tende a spendere – per il pubblico impiego, per le assunzioni “facili” e per altre spese fisse improduttive – la maggior parte dei finanziamenti da destinare ad interventi produttivi. A prescindere dal fatto che la Sicilia è stata, dal 1860, e rimane una colonia interna del sistema italiano, al servizio dei poteri forti e dei partiti politici continentali. Insomma: è bene che, intanto, in Sicilia si faccia ciò che, nell’attuale ordinamento, è opportuno e doveroso fare. Anche perchè al peggio non c’è mai fine. Ma è pure bene – anzi necessario – che tutti sappiano che senza l’Indipendenza il Popolo Siciliano non può avere alcun futuro! Il Segretario Politico FNS (Giuseppe SCIANO’)

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Casta e privilegi. Quando chi denuncia è poco credibile

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2011

Grande successo del blog dello “Spider Truman” su i segreti della casta di Montecitorio. Ovvio che il momento e’ propizio visto che i media continuano ad additare i parlamentari come “casta”, come condizione privilegiata. Siccome siamo scettici sulle attivita’ moralizzatrici degli angeli sterminatori e di coloro che li sostengono (si ricordi, a tal proposito, la fine di Cola di Rienzo e Masaniello) ci pare giusto fare alcune domande e considerazioni. “Spider Truman”, cosi’ lo chiameremo, era un precario del luogo di potere per eccellenza: Palazzo Chigi, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Se voleva fare una denuncia perche’ non lo ha fatto prima? Per tutelarsi poteva passare le informazioni ai media e continuare nell’anonimato. Lo fa ora che ha perso il posto, quindi, quanto e’ credibile? E se non avesse perso il posto avrebbe continuato con la condotta di connivenza? Anche lui “tiene famiglia” e, quindi, “zitto e mosca” fino a quando conviene. Lanciare il sasso e nascondere la mano e’ un antico vizietto italiota. I parlamentari sono tutti come vengono descritti o ce ne sono solo alcuni che approfittano del proprio status o addirittura commettono reati? Perche’ non ne fa i nomi? Mettere fango, o altro, davanti ad un ventilatore e imbrattare tutti, indistintamente, non rende un servizio alla trasparenza, alla correttezza e alla giustizia. La gogna non ci e’ mai piaciuta: stimola solo i riflessi intestinali e trasforma il popolo in plebe. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Basta con la casta

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 luglio 2011

Anche la tiritera della Lega è finita e Bossi ha deciso di seguire quel che l’amico Berlusconi gli ha suggerito in aereo: finiti i tempi di “Roma ladrona”, anche la Casta leghista si accinge a disattendere il mandato elettorale e a votare in aula contro la richiesta di arresto dell’imputato Papa. Questa maggioranza ormai è alla frutta, vive solo per autoalimentare la propria cricca, senza nessuna differenza tra PDL e Lega. Hanno licenziato una manovra tutta sulle spalle dei piú poveri senza intaccare le rendite finanziarie. Hanno aumentato le tasse di quasi 30 miliardi in termini reali senza colpire i veri responsabili di questa situazione: gli speculatori finanziari.
Ma la cosa piú sorprendente e indecente è che si toglie ai cittadini senza toccare gli enorme privilegi della Casta. Cosa che stanno facendo in Olanda, con la riduzione di un terzo delle dimensioni di entrambe le Camere; in Gran Bretagna, dove Cameron sta riducendo il numero dei parlamentari e ha tagliato i benefit complessivi dei deputati; in Spagna, con il taglio delle buste paga dei membri del Governo, iniziativa a cui hanno poi aderito anche i parlamentari; e in Grecia, dove per limitare i costi hanno eliminato le 57 province sostituendole con 13 macroregioni.
In Italia invece il governo è ormai arroccato nel suo forte varando leggi e manovre che lasciano al loro posto privilegi e sprechi.E’ arrivato il momento per tutti i cittadini (anche per chi ha votato Lega e PDL) di urlare forte “Basta con la Casta”. Il web si è giá mobilitato (la nostra raccolta di firme per abolire le Province, ad esempio, ha giá superato le 11.000 firme) ma è evidente che senza una grande mobilitazione del Paese che comprenda tutta la societá civile, questi non la capiranno mai perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Se continueranno a difendere i loro privilegi ci sarà una ribellione sociale senza precedenti. Per questo io propongo di scendere in piazza alla fine di settembre in una manifestazione unitaria di dimensioni mai viste. Contro la Casta al potere: eliminazione delle province e dei rimborsi elettorali, fine alle auto blu, dimezzamento dei parlamentari, via i vitalizi, blocco delle consulenze, lotta all’evasione fiscale.Parliamone, discutiamo e organizziamoci: sarà l’inizio di una nuova stagione, finalmente, nell’interesse dell’Italia e non di pochi privilegiati. (Antonio Di Pietro)

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Manovra economica. L’altra casta: I sindacati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 luglio 2011

“L’altra casta” e’ il noto libro di Stefano Livadiotti, giornalista dell’Espresso, con il sottotitolo “L’inchiesta sul sindacato” e “Privilegi, carriere, misfatti e fatturati da multinazionali”. Il riepilogo e’ sferzante: I delegati delle tre centrali sindacali sono 700mila, sei volte piu’ dei carabinieri. I loro permessi equivalgono a un milione di giornate lavorative al mese. E costano al sistema-paese un miliardo e 854 milioni di euro l’anno. Il libro e’ del 2008, speriamo che la situazione sia cambiata. Certo fa meraviglia, si fa per dire, che oggi alcuni sindacalisti se la prendano con “La casta”, quella dei politici, visto che anche loro hanno partecipato al “banchetto Italia”. Che poi i sindacati siano lungimiranti e capaci di gestire situazioni di crisi, e’ smentito dai fatti. Il caso Alitalia e’ stato emblematico. Ancora oggi i contribuenti pagano l’italianita’ dell’Alitalia, ovvero l’attribuzione al contribuente del costo dell’operazione di “salvataggio”: 3,2 miliardi di euro. In sostanza stiamo pagando la cassa integrazione pluriennale a piloti e hostess. Purtroppo, la memoria difetta sempre. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Firme contro Privilegi Casta e Abolizione Province

Posted by fidest press agency su domenica, 10 luglio 2011

“La nostra Associazione Assotutela.net ha deciso di iniziare la raccolta firme per un disegno di legge di iniziativa popolare contro l’abolizione dei Privilegi della Casta e contro l’Abolizione delle Province”. Lo dichiara in una nota il Segretario Nazionale dell’Associazione dei Cittadini Assotutela.net. Pietro Bardoscia. Ci fa enormemente piacere la notizia che anche l’Italia dei Valori procederà ad autunno nella raccolta firme contro l’abolizione delle Provincie. Assotutela lancia un appello all’On. Antonio Di Pietro per procedere insieme in questa raccolta firme, ma non solo per un disegno di legge di iniziativa popolare per l’abolizione delle Provincie ma anche per l’abolizione delle Pensioni d’Oro dei Parlamentari e delle Rendite Vitalizie dei Consiglieri Regionali.
La nostra Associazione si pone come Alternativa all’attuale classe politica incapace di recepire i reali bisogni del paese. I cittadini – prosegue Bardoscia – devono essere assistiti contro l’usura bancaria, contro l’ anatocismo, contro la malasanità, contro le ingiustizie sociali; i cittadini richiedono più lavoro e meno precariato, un maggior sostegno alla famiglia e la possibilità di crescere i propri figli in una società onesta. Assotutela.net – conclude Bardoscia – rinnova l’invito a tutti cittadini di scendere direttamente in campo, insieme alla nostra associazione, e diventare protagonisti attivi della propria vita e soprattutto del proprio futuro.

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L’importanza del Referendum

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Queste osservazioni sono indirizzate a quanti desiderano vivere la democrazia partecipativa, senza delegare indegni politici a rappresentarci. Le normali votazioni politiche, regionali, amministrative, europee, ci sono già state sottratte non permettendoci di scegliere il nostro rappresentante, ma obbligandoci a confermare le scelte di comodo che i leader della casta hanno deciso; non ci rimane che il REFERENDUM per far valere le nostre opinioni e mantenere il diritto di dissentire, o anche di confermare, ma per libera scelta. Il REFERENDUM è la massima espressione della democrazia perché coinvolge ogni singolo cittadino elettore, attribuendogli la responsabilità del proprio futuro. Svilire il REFERENDUM con l’astensione, ci toglierebbe il diritto di lamentarci del malgoverno, ritrovandoci ad essere i primi responsabili dei guai che ci cascano addosso, con l’aggravante che chi si astiene penalizza anche chi partecipa, rendendo vana la consultazione referendaria per mancanza di quorum. Il potere della casta non ama i REFERENDUM, anzi li ostacola perché non accetta il controllo degli elettori, anche se si riempiono la bocca esaltando la “volontà popolare”. Questa mia breve nota non ha uno scopo politico per cercare di indirizzare l’espressione di voto nel “SI” o nel “NO”; desidero solamente convincere del dovere di recarsi alle urne ed esprimere la propria volontà. Solo in questo modo sapremo se il popolo elettore vorrà il “SI” oppure il “NO”, per scelta di opinione e non per la trasandata trascuratezza del non-voto.L’esercizio del voto rappresenta il punto di equilibrio tra il diritto e il dovere, ma per il REFERENDUM prevale il DOVERE DI VOTARE, per rispetto di se stessi, per rispetto degli altri che sarebbero penalizzati, per rispetto alla DEMOCRAZIA, conquistata dopo un ventennio che minaccia di ripetersi. (Rosario Amico Roxas)

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“La casta dell’acqua” di Giuseppe Marino

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2010

Il nostro viaggio inizia in un angolo di Lazio alle porte di Roma, “tra la Via Pontina e il West”. Qui, in una terra che settant’anni fa è stata strappata alle acque e ora lotta per bere, si combatte dal 2004 una delle battaglie-simbolo del più contestato e controverso processo di privatizzazione avvenuto in Italia. Ad Aprilia 6.500 famiglie si battono strenuamente, da più di cinque anni, contro la gestione dell’acquedotto locale, affidata a una società mista pubblico- privato. La loro strategia è al contempo legale ed emotiva: è fatta di informazione, di ricorsi e controricorsi, di denunce, di opposizione a strumenti come i derivati finanziari ad alto rischio (gli stessi che hanno provocato l’attuale crisi dei mercati).  Questo libro usa la storia e le battaglie dei cittadini di Aprilia come percorso-guida e cartina tornasole della gestione delle risorse idriche in tutto il nostro paese. Ma non si parla solo d’acqua. Si parla anche di carta: quella delle bollette e quella filigranata delle banconote, un sacco di soldi (e di debiti). Quella, più volatile, su cui sono redatti i mille contratti, regolamenti, delibere e decreti (fino all’ultimo, del 18 novembre 2009) che costruiscono l’architettura di quella terra immateriale in cui il liquido più prezioso che abbiamo diventa inestimabile, soprattutto per gli affari. Attraverso il resoconto di tanti altri casi di protesta civile, presenti ormai in ogni regione italiana, il lettore scoprirà che della riforma sono stati traditi i principi ispiratori e le premesse stabilite con la legge Galli, che era pensata per migliorare il servizio al cittadino e ridurre gli sprechi. Nella stragrande maggioranza dei casi, i due obiettivi non sono stati raggiunti; in compenso, sono nate centinaia di nuove poltrone per politici locali e affaristi negli ATO (Ambiti territoriali ottimali, i parlamentini locali dell’acqua) e si sono moltiplicate le spese, le consulenze e gli introiti per le multinazionali specializzate del settore. Il tutto a fronte di un aumento delle bollette e della rabbia dei cittadini.  La casta dell’acqua è un compendio di tutte le principali questioni legate alle risorse idriche del nostro paese, dalla privatizzazione degli acquedotti alla qualità delle acque di rubinetto e minerali, dai problemi di tante realtà locali fino ai recenti dibattiti parlamentari. Un libro che, per l’importanza dell’argomento e delle sue ramificazioni a livello politico, economico, sanitario e sociale, dovrebbe interessare ognuno di noi.
Giuseppe Marino (1969) è palermitano di nascita, romano d’adozione, milanese per lavoro. Vice-caporedattore del Giornale per l’attualità, ha lavorato per svariati quotidiani, radio, emittenti televisive e siti Internet.

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Italcogim energie

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2010

L’associazione consumatori Aduc informa: “Italcogim energie è un’azienda del gruppo Gdf-Suez che si occupa della vendita di energia elettrica e gas, con sede legale a Milano e sede operativa nazionale in Puglia. In questo periodo è presente sul mercato con venditori che, in tutta Italia, sono sguinzagliati nel cercare clienti. I metodi di questi venditori non sembrano, però, essere tra i più cristallini e onesti: sono diverse le segnalazioni che ci giungono -per il momento- da Toscana, Puglia, Piemonte, Lombardia, Veneto, Campania, Emilia Romagna, Umbria e Lazio. Il metodo più diffuso per procacciarsi il contratto viene così indicato da un malcapitato di Firenze: “gli incaricati della Società con cui detto contratto è stato sottoscritto si sono presentati presso la propria abitazione dichiarando di dover leggere i contatori di Toscana Energia ed Enel, di fatto presentandosi come soggetto diverso da quello riportato in contratto. Solo dopo lettura più attenta della documentazione, la sottoscritta si è resa conto di aver sottoscritto il contratto con un terzo soggetto”. Nello specifico, chi ci scrive è nato nel 1932; non differente da altri utenti nati nel 1926, 1928, 1931 oltre, ovviamente, anche ad utenti più giovani. Inoltre questi venditori, si guardano bene dal far notare che il servizio che stanno facendo sottoscrivere è mediamente più costoso del 10-14% delle condizioni economiche dell’Autorità per l’Energia. Non solo, ma quand’anche dovessero incrociarsi con qualche utente “pignolo”, quest’ultimo avrebbe molte difficoltà a dedurre dalla modulistica questa sconvenienza: vere e proprie omissioni impediscono di esserne edotti.Metodo commerciale non nuovo da quando il settore ha dato il via al cosiddetto mercato libero  ma che, nella fattispecie, lascia perplessi perchè, nonostante l’Autorità abbia già sanzionato altri gestori con trucchetti piu’ o meno simili, la tecnica perdura e si estende anche ai nuovi attori di questo mercato. Oltre a mettere sul “chi va la’” i cittadini, perchè chiedano documenti identificativi (e li ispezionino con attenzione) ad eventuali addetti che si presentano per leggere i contatori, ricordiamo che spesso la lettura di questi contatori non è prevista perchè ci sono le letture automatiche a distanza. Invitiamo percio’ a segnalare a noi, alle autorita’ e ai media locali tutti i tentativi di abuso. Nel frattempo noi procediamo con una denuncia contro Italcogim all’Autorita’ Antitrust per metodi commerciali scorretti; senza sottovalutare, a seguire, una serie di denunce penali per truffa. Ci auguriamo che non tutti i contratti di questa azienda siano stipulati con questi metodi”.

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Il no all’arresto del sottosegretario Cosentino

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2009

E’ uno schiaffo in faccia ai cittadini e alla giustizia. E’ questa maggioranza a mostrare totale disprezzo per il Parlamento, usandolo per nascondere le proprie malefatte. Oggi più che mai è necessario ripristinare un corretto rapporto tra politica e giustizia, nel senso che la giustizia deve poter fare il proprio corso e la politica deve rientrare nei canoni dell’etica e della tutela dell’interesse generale” lo dichiara in una nota l’on. Fabio Evangelisti, vicepresidente del gruppo IDV alla Camera. Qualunque normale cittadino di fronte alle stesse accuse che gravano sul sottosegretario Cosentino sarebbe già agli arresti. E’ questa l’unica giustizia di cui dobbiamo parlare: una giustizia uguale per tutti, che non conosce differenza tra la Casta ed i cittadini. Se questo, come sostiene l’on. Lupi, è populismo dipietrista, lo rivendichiamo con orgoglio” conclude il vicepresidente Evangelisti.

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La casta della monnezza

Posted by fidest press agency su domenica, 15 novembre 2009

Roma 24 Novembre – ore 21.00 Libreria L’Argonauta via Reggio Emilia, 89 Vincenzo Iurillo presenta il suo libro La casta della monnezza Di Bruno De Stefano e Vincenzo Iurillo Introducono Luca Giansanti, Presidente dell’associazione Il tempo La storia Roberto Bonuglia, segretario generale dell’associazione Interviene Prof. Grazia Pagnotta – Docente Università Roma Tre In diretta dalla Campania degli scandali, il ritratto di una classe politica sotto inchiesta. Indagati, imputati, condannati, salvati dalla prescrizione. Mentre la Campania cade nel baratro dell’emergenza spazzatura, soffoca per la disoccupazione ed è messa in scacco dalla violenza della camorra, la sua classe dirigente rimane nel mirino della magistratura per i reati più gravi e disparati. Si va dal Governatore della Campania, l’afragolese “rosso” Antonio Bassolino, alla sbarra per lo scempio dei rifiuti, al suo acerrimo rivale di partito, Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, rinviato a giudizio dopo tre richieste di arresto andate a vuoto. Passando per l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, accusato di aver accettato viaggi e soggiorni di lusso in cambio di favori, e il suo ex collega di governo Clemente Mastella, indagato con l’accusa di aver utilizzato il suo potere per estorcere nomine e assessorati. E ancora: il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino (PDL), chiamato in causa da pentiti di camorra; il vice capogruppo alla Camera dei berlusconiani Italo Bocchino, nei guai per l’inchiesta “Magnanapoli” sugli appalti truccati per favorire l’imprenditore Alfredo Romeo; l’ex assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Enrico Cardillo (PD), arrestato per l’affare Romeo; il consigliere regionale Nicola Ferraro (UDEUR), sottoposto a diverse misure cautelari, dall’obbligo di dimora a Casal di Principe al divieto di dimora in Campania… Insieme con loro, nel libro di De Stefano e Iurillo sfilano quaranta uomini politici nei guai con la legge: senz’altro troppi per una terra che chiede a gran voce il riscatto dalle condizioni in cui è precipitata.
Bruno De Stefano è nato a Somma Vesuviana (Napoli) nel 1966. Giornalista professionista, ha lavorato per diversi quotidiani tra cui «Paese sera», «Il Giornale di Napoli», «Corriere del Mezzogiorno» (dorso campano del «Corriere della Sera») e per il settimanale «Metropolis», occupandosi in particolare di cronaca nera e giudiziaria. Attualmente è redattore di «City», il quotidiano free-press del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Con la Newton Compton ha pubblicato Napoli criminale, I boss della camorra e La penisola dei mafiosi. L’indirizzo del suo blog è brunodestefano.splinder.com
Vincenzo Iurillo è nato a Castellammare di Stabia (Napoli) nel 1970. Giornalista professionista, ha lavorato come responsabile della cronaca politica del quotidiano «Metropolis» ed è stato collaboratore del «Corriere del Mezzogiorno».

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Università: riparte la difesa della Casta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2009

“Ci risiamo, con l’inizio del nuovo Anno Accademico siamo di nuovo a commentare l’ennesimo atto di violenza e prevaricazione nell’Ateneo romano della Sapienza, da parte degli estremisti rossi dell’Onda che, nonostante sia stata palesemente sconfitta lo scorso anno dal voto degli studenti, riprende immancabile il proprio servile servizio in difesa della Casta dei baroni universitari. Azione Universitaria lancerà nei prossimi giorni, negli Atenei, nelle piazze e in tutte le sedi competenti la campagna Vogliono metterci in fuorigioco per rispondere a chi vuole bloccare il cambiamento”. Così Andrea Volpi, capogruppo del Centro-Destra universitario in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, che commenta l’invasione da parte dei manifestanti dell’Onda delle aule dove si tenevano i test per l’ingresso ai corsi di studio della Sapienza. “Azione Universitaria – precisa Giovanni Donzelli, Presidente Nazionale di Azione Universitaria – svolgerà ancora una volta le funzioni che gli studenti gli hanno conferito con il consenso elettorale, ovvero quella di operare affinché il Ministro vari rapidamente una riforma giusta e coraggiosa che ponga limite agli sprechi, agli abusi ed ai poteri in favore del Diritto allo Studio, di una formazione qualificante e spendibile sul mondo del lavoro e di una selezione meritocratica della classe docente. Solo così sarà possibile costruire un’Università migliore e realmente orientata alla formazione ed alla crescita dell’individuo, di una nuova classe dirigente e, di conseguenza, del sistema Paese”

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Magistrati. L’ultracasta

Posted by fidest press agency su martedì, 22 settembre 2009

Roma 23 Settembre 2009 – ore 18.30 Piazza di Pietra Tempio di Adriano Angelino Alfano,  Giuseppe Di Federico, Maurizio Laudi  e Valerio Spigarelli presentano il libro di Stefano Livadiotti Magistrati. L’ultracasta edito da Bompiani (Pag. 262 – euro 17) Interviene l’autore Coordina Roberto Arditti Quella dei giudici e dei pubblici ministeri è la madre di tutte le caste. Uno stato nello stato, governato da fazioni che si spartiscono le poltrone in base a una ferrea logica lottizzatoria e riescono a dettare l’agenda alla politica. Un formidabile apparato di potere che, sventolando spesso a sproposito il sacrosanto vessillo dell’indipendenza, e facendo leva sull’immagine dei tanti magistrati-eroi, è riuscito a blindare la cittadella della giustizia, bandendo ogni forma di meritocrazia e conquistando per i propri associati un carnevale di privilegi. Per la prima volta, cifra per cifra, tutta la scomoda verità sui 9.116 uomini che controllano l’Italia: gli scandalosi meccanismi di carriera, gli stipendi fino all’ultimo centesimo, i ricchi incarichi extragiudiziari, le pensioni d’oro, la scala mobile su misura, gli orari di lavoro, l’incredibile monte-ferie, i benefit dei consiglieri del Csm. E, parola per parola, le segretissime sentenze-burla della Sezione disciplinare, capace di assolvere perfino una toga pedofila.
Stefano Livadiotti è una delle firme più note de “L’Espresso”: da oltre venti anni si occupa di economia e di politica con inchieste, interviste e reportage. Per Bompiani ha pubblicato L’altra casta. L’inchiesta sul sindacato (2008).

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Sanità Lazio e le lobbies

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2009

«E’ ora di dire le cose come stanno sulla sanità nel Lazio. Invece di continuare a prendersela con l’utenza, si abbia il coraggio di attaccare i poteri forti: le lobbies farmaceutiche, gli interessi collettivi dei sindacati che impediscono un miglior utilizzo delle risorse umane e la “casta” dei direttori generali». E’ quanto dichiara Luigi Celori, presidente della Commissione per la Riforma del sistema sanitario della Regione Lazio.«Il presidente Marrazzo non è credibile, – continua Celori –   ancora stiamo aspettando la verifica della “casta” dei direttori generali,  la maggioranza di loro hanno  operato con giunte sia di destra o di sinistra facendo i propri interessi e non quella dei malati, ragion per cui l’unico requisito che richiediamo per i nuovi manager della sanità è che non abbiano mai esercitato questo ruolo». «Il problema della sanità  – conclude Celori –  va affrontato in modo serio. Bisogna puntare sulla prevenzione, abolire i ticket, intervenire sui medici affinché prescrivano solo le medicine necessarie, in modo da ridurre la spesa dei farmaci. I ticket non risollevano i conti in rosso della sanità laziale, costituiscono solo un deterrente per quelle fasce più povere della popolazione che, per non gravare sul bilancio familiare, tagliano le spese anche sulle medicine, con la conseguenza di far acuire una malattia  in corso e finire poi per pesare ulteriormente sul sistema sanitario».

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La santa casta della Chiesa

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2009

Roma 25 luglio – ore 21.00 pontile di Ostia lido di Ostia  In occasione della manifestazione  approdo alla lettura  Claudio Rendina presenta il suo libro La santa casta della Chiesa Duemila anni di intrighi, delitti, lussuria, inganni e mercimonio tra papi, vescovi, sacerdoti e cardinali Interviene Paolo Perelli La storia della Chiesa cattolica è costellata di episodi che hanno ben poco a vedere con la fede e con l’ammaestramento delle anime.  Il testo è diviso in due parti. La prima segue l’evoluzione storica della gerarchia ecclesiastica e delle finanze della Chiesa, dall’istituzione dello Stato Pontificio alle lotte comunali, dalla corte principesca al nepotismo, attraverso vari scandali di natura religiosa e finanziaria, assassini e soprusi di vari membri della santa casta, ma anche persone “sante” e votate all’evangelica missione della Chiesa; e ancora, vicende giuridiche e militari con riferimento alle lotte all’interno della casta, tra papi e antipapi, cardinali e vescovi, nobili e borghesi, che fanno parte in senso ampio della santa casta. Fino all’istituzione di proprietà private nella Santa Sede, alla fine dello Stato della Chiesa e ai Patti Lateranensi, con la fondazione del nuovo Stato della Chiesa identificabile nella Città del Vaticano. Segue quindi la storia di questo nuovo Stato nel contesto dell’affermazione finanziaria, tra proprietà terriere e immobiliari che si ampliano in tutto il mondo con le estreme frange della santa casta, che arriva fino ai vari ordini religiosi, chiese, conventi e istituti, tra le quali si segnalano anche personaggi e opere degne dello spirito evangelico della Chiesa (come missionari e sacerdoti uccisi). Fino alle vicissitudini della banca del Vaticano e agli scandali degli ultimi tempi, con gli eventi fino al dicembre 2008. Una seconda parte, dal titolo “La santa casta del terzo millennio”, traccia le funzioni della gerarchia e della struttura della santa casta oggi, vista come “una famiglia patriarcale” e ne presenta i componenti, dal papa ai cardinali, dai vescovi a sacerdoti, suore e laici lungo gli Istituti di vita consacrata e Le Società di vita apostolica, le Amministrazioni Apostoliche, le Fondazioni e Le Missioni <<Sui Iuris>>.  Seguono le Appendici relative alla Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano emanata nel 2000; al bilancio 2007 della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e dell’Obolo di San Pietro; al glossario della santa casta e alla bibliografia con l’indicazione di documenti, libri e articoli di giornale di vaticanisti ai quali si fa costantemente riferimento nel testo. CO 46 (Newton Compton Editori 320 pagine circa € 12,90  ISBN 978-88-541-1418-0)

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Tagliare il numero dei Parlamentari. I motivi del no

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

Perchè in Parlamento le lobby industriali, bancarie e telefoniche sembrano sempre prevalere sugli interessi e la volonta’ della gran parte dei cittadini consumatori? La risposta sembra essere sempre la solita: i parlamentari fanno parte della casta, e diminuendone il numero li indeboliremo. La logica di questo ragionamento ci sfugge e ci spaventa. Il problema, a nostro avviso, non e’ il numero di parlamentari, ma come sono eletti -o meglio, nominati dalle segreterie di partito. Se vi fosse un sistema elettorale a collegio uninominale secco, ogni cittadino potrebbe scegliere il proprio parlamentare allo stesso modo in cui oggi sceglie il proprio Sindaco. Il voto seguirebbe ad una campagna elettorale capillare, localizzata, porta a porta, che permetterebbe all’elettore di conoscere a fondo i candidati. Con questo sistema, il parlamentare che volesse avere qualche chance ad essere rieletto dovrebbe rendere conto agli elettori della circoscrizione di provenienza, e non certo alle segreterie di partito. Negli Usa, citati spesso per il basso numero di parlamentari, il membro del Congresso che torna a casa il fine settimana passa giornate intere nel proprio ufficio per rispondere alle istanze degli elettori della propria circoscrizione. Avete mai sentito parlare di un parlamentare italiano che fa orari di ricevimento per i propri elettori? Eppure di tempo ne ha, visto che lavora mediamente dal martedi’ al giovedi’ pomeriggio. Tagliando il numero dei parlamentari e lasciando inalterato il sistema elettorale, la Casta riuscira’  a rafforzarsi. Le segreterie di partito avranno molti meno parlamentari nominati da tenere sotto controllo. Se si vuole tagliare il numero dei parlamentari (e perche’ no, anche i loro stipendi e rimborsi spese a gogo’), e’ indispensabile rivedere il sistema elettorale. Altrimenti i cittadini consumatori dovranno continuare a soccombere di fronte alle lobby economiche che, contrariamente ai singoli cittadini, comunicano direttamente con le segreterie di partito.

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