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Posts Tagged ‘catalizzatore’

Gli scienziati scoprono un nuovo catalizzatore chimico per creare materie plastiche biodegradabili

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2016

Armonk, N.Y.Armonk, N.Y. Anche se cucchiai e forchette biodegradabili esistono già in commercio, i consumatori spesso optano per alternative più convenienti, a base di petrolio. IBM Research (NYSE: IBM) ha annunciato che i suoi ricercatori hanno individuato un catalizzatore chimico che può essere utilizzato per creare materie plastiche biodegradabili e più convenienti delle attuali partendo da piante come palme e barbabietole. Queste materie plastiche molto economiche possono essere utilizzate per la fabbricazione di comuni oggetti di consumo in plastica, come ad esempio le posate, ma anche di dispositivi medicali.“L’aspetto più entusiasmante di questa scoperta è che ora abbiamo a disposizione un modo più economico di convertire alcune piante in comuni materie plastiche di consumo, che si decompongono nel corso del tempo, offrendo quindi un’alternativa al riciclaggio della plastica,” ha dichiarato Gavin O. Jones, chimico computazionale presso IBM Research – Almaden a San Jose, California. “Rendere di uso comune le materie plastiche biodegradabili significa ridurre l’impatto sui nostri sistemi di gestione dei rifiuti solidi”.
Il metodo attualmente utilizzato per convertire le piante in plastica biodegradabile implica la presenza nel processo di metalli pesanti che, sebbene utilizzati in piccole quantità, sono estremamente difficili da rimuovere, per cui permangono nel materiale e non si decompongono nel corso del tempo. Il nuovo catalizzatore è una sostanza organica che riduce l’energia necessaria per effettuare la conversione delle piante in plastica. Esso non contiene metalli pesanti e può quindi decomporsi nell’ambiente nel corso del tempo proprio come la plastica stessa.“In questo studio, abbiamo utilizzato una combinazione di modelli predittivi e attività sperimentale di laboratorio per arrivare a questa scoperta,” ha commentato Xiangyi Zhang, dottorando che collabora con il dott. Robert Waymouth del Dipartimento di Chimica dell’Università di Stanford. “Questo approccio di tipo “tag-team” elimina gran parte delle congetture e dei tentativi e contribuisce ad accelerare il processo di individuazione di materiali”.L’apprendimento che deriva da queste attività di ricerca è utilizzabile anche per far progredire i sistemi cognitivi. L’estensione, la velocità e la complessità delle scienze dei materiali rappresentano una sfida per gli scienziati che lavorano per scoprire nuovi materiali. Questi scienziati, appartenenti all’IBM Research Frontiers Institute, riuniscono competenze di informatica e sui polimeri, nonché su altri materiali, per creare prototipi di sistemi che possano estrarre, organizzare, analizzare e prevedere informazioni provenienti da insiemi di dati sui materiali. Sfruttando le conoscenze esistenti contenute nelle banche dati scientifiche mondiali e rendendo più rapide le elaborazioni utilizzate in queste tipologie di esperimenti, questi strumenti cognitivi possono aiutare a identificare nuovi modelli e portare più rapidamente le nuove scoperte alla fase di realizzazione pratica.Lo studio è stato pubblicato su Nature Chemistry nell’ambito di una collaborazione di lunga data con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Stanford e finanziato in parte dalla National Science Foundation.IBM Research – Almaden è anche il luogo dove sono state ottenute di recente notevoli scoperte sulle materie plastiche e sul riciclaggio: un nuovo processo per riciclare la plastica in nanofibre progettate specificamente per identificare e attaccare infezioni dovute a funghi, una classe completamente nuova di materie plastiche, una nuova macromolecola plastica che potrebbe aiutare a prevenire infezioni mortali dovute a virus e un nuovo metodo per il riciclaggio dei CD in materiali plastici atossici per la depurazione delle acque e per applicazioni medicali. (foto: Armonk, N.Y.)

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Nuovo catalizzatore per la combustione del metano

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 ottobre 2009

É possibile grazie a un nuovo catalizzatore scoperto da un team di ricercatori della Sissa di Trieste, dell’Università degli Studi di Udine e del Centro di simulazione numerica Democritos, in collaborazione con l’Istituto delle tecniche energetiche dell’Università della Catalogna, a Barcellona.  Sulla rivista Angewandte Chemie International Edition  i ricercatori hanno pubblicato uno studio che descrive la sintesi e i processi di funzionamento di un nuovo catalizzatore per la combustione del metano, in grado di favorire un uso più pulito ed efficiente delle risorse energetiche. Per la cui attivazione è necessario un minor contenuto di metallo prezioso, con conseguente beneficio economico.  I catalizzatori in genere sono realizzati da un supporto in materiale ossido resistente al calore e da materiale attivo cataliticamente come il platino, il rodio o altri metalli preziosi. “I nuovi catalizzatori più attivi – precisa Fabris – sono quelli in cui anche il materiale ossido entra in gioco nel processo di trasformazione chimica: il nostro funziona come una spugna di ossigeno, partecipa cioé attivamente alla reazione immagazzinando o rilasciando ossigeno reattivo, che può essere direttamente coinvolto nei processi ossidativi per la trasformazione, per esempio, di un inquinante quale il monossido di carbonio in anidride carbonica. Così facendo vengono risolti due problemi importanti: il costo e l’efficienza. Riducendo la quantità del metallo presente nel catalizzatore si riducono i costi. Comprendendo a livello atomico come inserire in modo specifico gli atomi di metallo all’interno dell’ossido, il catalizzatore diventa più efficiente e resta attivo più a lungo” L’analisi microscopica ha permesso di ricondurre l’attività chimica alla formazione di nanostrutture ordinate che non soffrono della deattivazione quando esposte ad alta temperatura, consentendo così di intervenire positivamente sul punto che limita l’attuale tecnologia. L’importanza del lavoro è stata sottolineata dagli editori della rivista, che lo hanno selezionato e incluso nella categoria speciale dei contributi particolarmente significativi (Hot Paper) in un campo di altissimo interesse e in rapido sviluppo. Angew. Chem. Int. Ed. è la rivista con il più alto impact factor nelle scienze chimiche, seconda, in questo campo, solo a Science o Nature.  La ricerca è stata realizzata grazie a un contributo del Miur (progetto PRIN) e della Regione Friuli Venezia Giulia.

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Il modello sociale europeo

Posted by fidest press agency su martedì, 18 agosto 2009

Premesso che il modello sociale europeo potrà essere valido solo se va consolidato, dobbiamo riaffermare  la convinzione che la politica sociale ed i risultati economici vanno sostenuti a vicenda. I sistemi di protezione sociale altamente sviluppati costituiscono un elemento fondamentale per la costruzione di un modello sociale all’avanguardia. Il primo passo è quello di adattare i sistemi europei, nelle loro svariate forme, al criterio di unicità di cui sono privi. Si tratta, ovviamente, di un’operazione complessa anche perché ciascun Stato membro deve trovare le proprie soluzioni, adatte al proprio sistema particolare. Ciò non di meno devono continuare a seguire la strategia di convergenza delineata più volte nelle varie raccomandazioni del Consiglio comunitario. D’altra parte la capacità di imparare gli uni dagli altri e di adattarsi rapidamente è un fattore essenziale del successo. In questo frangente l’Unione europea deve fungere da catalizzatore, per consentire agli Stati membri di imparare dalle esperienze degli altri e di adattarsi alle mutate circostanze. (fonte: forum socio economico Fidest)

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