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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Posts Tagged ‘catastrofi’

Catastrofi naturali: 279 milioni di euro per Austria, Italia, Portogallo, Spagna

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2020

La commissione europea bilanci ha approvato 279 milioni di euro in aiuti UE a seguito degli eventi meteorologici estremi avvenuti in Austria, Italia, Portogallo e Spagna nel 2019.Il progetto di relazione redatto da José Manuel Fernandes, (PPE, PT), in cui si raccomanda l’approvazione degli aiuti, è stato approvato con 38 voti favorevoli, nessun contrario e nessuna astensione.
I 279 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE) saranno ripartiti come segue:
211,7 milioni di euro per la maggior parte del territorio italiano colpito, tra ottobre e novembre 2019, da una serie di eventi meteorologici estremi collegati, che hanno provocato gravi danni e sono culminati nella disastrosa alluvione di Venezia;
8,2 milioni di euro per l’uragano Lorenzo che ha colpito le Azzorre (Portogallo) nell’ottobre 2019;
56,7 milioni di euro per un raro fenomeno meteorologico descritto come “depressione isolata ad alta quota” che ha colpito quattro regioni del sud-est della Spagna nel settembre 2019 provocando inondazioni;
2,3 milioni di euro per le gravi inondazioni subite a novembre 2019 nel sud-ovest dell’Austria, in particolare in Carinzia e nel Tirolo orientale, aree alpine entrambe confinanti con l’Italia.
Il Parlamento europeo deve ancora approvare in Plenaria la proposta di assistenza del Fondo di solidarietà dell’UE a Portogallo, Spagna, Italia e Austria a giugno. Una volta approvato da Parlamento e Consiglio, l’aiuto finanziario potrà essere erogato.

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Protezione civile UE: PE vota per migliorare capacità di risposta a catastrofi

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 giugno 2018

Bruxelles Il Parlamento ha approvato le proposte per migliorare il meccanismo di protezione civile UE che, nel 2017, è stato messo a dura prova da incendi boschivi, tempeste e inondazioni.
L’obiettivo è aiutare gli Stati membri a reagire più rapidamente e più efficacemente alle catastrofi naturali e a quelle dolose, condividendo in modo più efficiente i mezzi della protezione civile. Il disegno di legge prevede la costituzione di una riserva “RescEU” di mezzi, quali aerei antincendio forestali, pompe ad alta capacità, ospedali da campo e squadre mediche di emergenza, da utilizzare in tutti i tipi di emergenza.”Dobbiamo dire davvero basta a tragedie come quelle che abbiamo visto nello scorso anno in Portogallo, dove 100 persone hanno perso la vita” ha dichiarato la relatrice Elisabetta Gardini (PPE, IT),” perché abbiamo dovuto riconoscere che, quando diversi Stati membri si trovano ad affrontare nello stesso momento un’emergenza, la solidarietà tra Paesi che esiste adesso non basta. La capacità collettiva dell’Unione europea si è trovata a dover rispondere a 17 richieste contemporanee di aiuto, potendo rispondere soltanto a dieci e in alcuni casi anche con ritardi. Adesso, grazie a RescUE, al lavoro fatto tutti insieme, potremo evitare che situazioni come queste si ripetano”.I deputati propongono inoltre di istituire l’equivalente di un programma Erasmus per promuovere la cooperazione tra il personale della protezione civile.
Nel 2017 oltre 200 persone hanno perso la vita in Europa a causa di catastrofi naturali. I recenti cicloni tropicali hanno colpito gravemente le regioni più periferiche dell’UE e i territori d’oltremare dei Caraibi. In particolare, il 2017 è stato caratterizzato da una serie disastrosa di incendi boschivi. Oltre un milione di ettari di foresta sono stati distrutti (quasi tre volte la media quinquennale dell’UE), metà dei quali solo in Portogallo.

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Catastrofi: Ci vuole un corno

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

De MagistrisPer scongiurare le catastrofi ci vuole un corno. Così deve aver pensato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris che, per il prossimo Natale, ha pensato di istallare sul lungomare partenopeo un gigantesco corno rosso. Contro la iattura, insomma. Sopra Napoli si erge il Vesuvio che, prima o poi, si riattiverà e a rischio ci sono 600 mila persone. Ovviamente, non basta il corno, o le corna, per evitare le calamità ma la prevenzione, che va programmata. La messa in sicurezza sismica del nostro Paese prevede impegni di spesa da 37 a 850 miliardi, in relazione alle tipologie di intervento; cifre enormi, direbbe qualcuno, già, ma per il terremoto nell’Italia centrale dello scorso anno (oggi ricorre l’anniversario), sono stati calcolati 22 miliardi di spesa. Questi soldi potevano essere stanziati in prevenzione, ad iniziare da ospedali (ricovero dei feriti), scuole (ricovero per sfollati), prefetture, sedi comunali e caserme (centri di comando e coordinamento).
Sussiste il problema degli edifici abusivi, spesso costruiti male, fragili ad ogni sommovimento (vedi Ischia), che dovrebbero avere la precedenza nella valutazione del rischio e dei relativi interventi, che competono ai sindaci, i quali però o tacciono, o vengono dimessi (vedi sindaco di Licata) o, anche, si dilettano in pratiche esoteriche. (Primo Mastrantoni, Segretario Nazionale Aduc)

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Le punizioni divine

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 marzo 2011

Lettera al direttore. Secondo me Roberto De Mattei ha ragione nell’affermare che il terremoto in Giappone è una punizione divina. E’ un uomo intelligente, uno scienziato, come può sbagliare? Gesù rassomiglia spesso Dio ad un padre amorevole terreno, al buon pastore che ama le sue pecorelle. Così, come è giusto che ogni tanto Dio mandi punizioni sulla terra, con terribili catastrofi nelle quali soffrono e muoiono persone innocenti, compresi molti bambini, sarebbe anche giusto che ogni tanto un padre amorevole desse un po’ di tormenti ai suoi figlioletti. Bisogna sapere, infatti, che i bambini, a differenza della Madonnna (beata lei!), nascono con la grave macchia del peccato originale, e a nulla serve il battesimo, sempre colpevoli sono. Proprio come i bambini del Giappone, puniti oggi dal buon Dio. Quindi, cari amorevoli genitori, collaborate col Signore, e ogni tanto frustate i vostri bimbetti. E voi pastori, ogni tanto assestate un paio di calci agli agnellini. Non si sa mai. Può darsi che il peccato di Adamo abbia macchiato anche la loro candida lana. (Renato Pierri Scrittore ed ex docente di religione)

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Medicina delle maxiemergenze

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 ottobre 2010

Parma. Nelle grandi emergenze in caso di catastrofi l’attenzione va alle perdite, umane e materiali, e non abbastanza al controllo del dolore, sempre presente in queste occasioni. Si parla di medicina delle maxiemergenze e delle catastrofi al Congresso Nazionale della Siaarti, in svolgimento a Parma dal 12 al 16 ottobre: sono infatti proprio gli anestesisti gli specialisti in prima linea in caso di catastrofi, soprattutto nella fase della risposta iniziale. Medicina dei disastri, medicina delle maxiemergenze, medicina delle catastrofi sono tante le definizioni per parlare di quella disciplina che ha l’obiettivo di intervenire in situazioni eccezionali per portare, nel tempo più rapido, il maggior beneficio al maggior numero di pazienti al fine di ottenere una riduzione critica della mortalità e della morbilità. Una disciplina, purtroppo, di particolare attualità negli ultimi anni in cui non solo le calamita naturali ma anche quelle tecnologiche e quelle improvvidamente provocate dall’uomo hanno sempre più spesso reso necessari questo tipo di interventi.
Il ruolo dell’anestesista-rianimatore è fondamentale nella fase di emergenza non solo per la sua capacità di saper e poter gestire le condizioni di grave compromissione emodinamica e respiratoria, ma anche per la sua capacità di coordinare l’équipe multidisciplinare chiamata a gestire un evento complesso con coinvolgimento di più vittime. Inoltre la sua specifica conoscenza nel trattamento del dolore permette di prendere in carico con la dovuta competenza questo aspetto che costituisce uno dei problemi di maggiore impatto e nel contempo più sottovalutato. I report scientifici relativi alla risposta sanitaria negli ultimi eventi catastrofici, come il terremoto della Cina nel 2008 e quello di Haiti nel gennaio 2010, hanno dimostrato come la conoscenza della medicina dei disastri non è così diffusa. La risposta potrebbe essere meglio coordinata e strutturata con una migliore formazione tanto nell’ambito specialistico quanto di base, essenziale per garantire la migliore risposta sanitaria.

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Nuovi satelliti UE per catastrofi naturali

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 giugno 2010

Strasburgo Parlamento europeo 14/6/2010 (attività legislativa dal 14/6 al 18/6) Terremoti, inondazioni, perdite di petrolio e altre importanti calamità in futuro potranno essere gestite in maniera più tempestiva ed efficace, grazie al nuovo osservatorio satellitare terrestre che sarà ultimato dall’Unione Europea entro il 2014. Il Parlamento dovrebbe dare il suo via libera alle operazioni iniziali di costruzione (2011-2013) e approvare 107 milioni di euro di finanziamento supplementare per rendere il sistema pienamente operativo.

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Catastrofi naturali: come limitarle

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 Maggio 2010

L’Aquila 21 maggio 2010 ore 9,30 Sala Convegni ANCE Viale De Gasperi 60 si svolgerà il convegno organizzato dall’Unione Europea Assicuratori, istituto di ricerca e promozione di cultura assicurativa, in partenariato con l’Associazione Nazionale Costruttori Edili de L’Aquila e in collaborazione con i Consigli dell’Ordine degli Architetti e degli Ingegneri de L’Aquila, per avviare nel nostro Paese un dibattito sulla gestione dei grandi sinistri. Un tema di drammatica attualità e urgenza in contesto territoriale come il nostro, dove il 70% dei comuni si trova in zone ad alto rischio sismico e idrogeologico. In particolare la presenza di importanti esponenti del mercato assicurativo francese, consentirà di valutare l’applicabilità di un modello che da decenni è riuscito a realizzare un’efficace partnership pubblico-privato. Da tempo in Italia si parla di una copertura obbligatoria dei fabbricati, mai andata in porto, e dell’adozione di un modello di intervento che non gravi interamente sullo Stato. Il convegno sarà l’occasione per affrontare i nodi irrisolti e riavviare il dialogo tra istituzioni e mondo assicurativo, in vista di soluzioni orientate unicamente al bene comune. L’agenda dei lavori è la seguente: Apertura Adolfo Bertani, Presidente Cineas Saluti Istituzionali S.E. Franco Gabrielli, Prefetto di L’Aquila Filiberto Cicchetti, Presidente ANCE L’Aquila Prima sessione “Terremoto in Abruzzo, un caso di studio per ridefinire criteri di prevenzione e coperture assicurative” Introduzione Bernardo De Bernardinis, Vice Commissario Delegato Dipartimento Protezione Civile Relazioni tecniche Gianlorenzo Conti, Ordine Architetti Paolo De Santis, Ordine Ingegneri Mario Di Gregorio, Comune di L’Aquila
Claudio Di Giampietro, Regione Abruzzo Filippo Gariglio, Consigliere UEA Italo Carli, Esperto Grandi Rischi Gianguido Campana – Edmondo Tettamanzi, Consulenti ANCE Conclusioni prima sessione Ferdinando di Orio, Magnifico Rettore Università di L’Aquila Ore 15:00 Seconda sessione “Assicurare i danni catastrofali, una scelta necessaria di politica sociale” Introduzione Il caso della Francia Stéphane Penet, Direttore Assicurazioni Catastrofi Naturali – Fédération Française des Sociétés d’Assurances FFSA Tavola rotonda Francesco Barbieri, Consigliere Uea Roberto Manzato, Direzione Vita e Danni Non Auto Ania Giovanni Guglielmi, Provveditorato Opere Pubbliche Luciano Marchetti, Ministero Beni Culturali Antonio Del Corvo, Presidente Provincia di L’Aquila Massimo Cialente, Sindaco di L’Aquila Conclusioni seconda sessione Giovanni Chiodi, Presidente Regione Abruzzo Ore 17:00 Considerazioni finali  Elio Pugliese, Presidente UEA ChairmanAdolfo Bertani, Presidente Cineas

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Dissesto idrogeologico in Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 febbraio 2010

Genova 26 Febbraio – ore 11 – Hotel  NH Marina Conferenza Stampa congiunta dei Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi italiani. i Presidenti saranno in conferenza stampa congiunta ma questa volta in Liguria.”Anche il territorio ligure è fragile – ha proseguito Antonielli – con frane che interessano periodicamente tutte e quattro le province. Nel dicembre del 2009 l’esondazione del fiume Magra ha messo a dura prova il territorio con importanti danni economici alle attività di cantieristica navale”. Antonielli è  determinato nel sottolineare che “la Liguria è come la Calabria e la Sicilia”. Il presidente ligure ritorna su un concetto molto chiaro: “fare prevenzione. Solo attraverso una profonda conoscenza del territorio e la prevenzione è possibile evitare catastrofi. E’ essenziale conoscere per poter programmare e progettare”. Duro il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Russo . “La sicurezza del costruito – ha affermato Russo – delle infrastrutture e dei cittadini, deve necessariamente passare attraverso azioni coordinate e programmate capaci di affrontare le emergenze. Le cause di tali eventi note a tutti sono molteplici: concentrazione della pioggia in tempi brevi, l’oramai acclarata insufficienza ed inadeguatezza del sistema infrastrutturale di smaltimento delle acque , cavità non censite, abusivismo edilizio. Questi gli elementi  che contribuiscono puntualmente  agli eventi catastrofici come quelli di Sarno, di Ischia, non ultima quelli della Sicilia e Calabria. Si continua nella politica dei tagli ai fondi destinati alla difesa suolo, senza attuare una politica di prevenzione. La politica dell’emergenza e delle  azioni tampone del dopo catastrofi non ripaga , mentre ripaga la prevenzione unico strumento per la messa in sicurezza del territorio. Ancora una volta i geologi campani a gran voce dicono : basta!!!”

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Mettere in sicurezza il territorio

Posted by fidest press agency su sabato, 3 ottobre 2009

Russo: “La politica delle azioni tampone del dopo catastrofi non ripaga, mentre ripaga la prevenzione unico strumento per la messa in sicurezza del territorio” “L’evento catastrofico, senza vittime, avvenuto nei giorni scorsi nel cuore di Napoli e l’attuale situazione in Sicilia, fanno riemergere con forza il problema del dissesto idrogeologico in Italia. La ciclicità con cui si ripropone ogni anno, con le prime piogge, non può limitarsi all’allerta della Protezione Civile. L’Ordine dei Geologi della Campania da anni conduce una campagna di sensibilizzazione presso le istituzioni comunali, regionali e centrali, affinchè si attui una politica di prevenzione sul territorio”. Questo quanto dichiarato dal Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Russo. “Le cause oramai note a tutti sono molteplici: concentrazione della pioggia in tempi brevi, l’oramai acclarata insufficienza ed inadeguatezza del sistema infrastrutturale di smaltimento delle acque, cavità non censite, perdite del sistema idrico e fognario, abusivismo edilizio, terreni di copertura lungo i pendii assimilabili a sabbie. Questi gli elementi  che contribuiscono ad eventi catastrofici  – ha proseguito Russo – come sprofondamenti e colate rapide di fango. Eppure non sono bastate le catastrofi di Sarno, di Ischia, non ultima quella della Calabria e adesso quella della Sicilia. Si continua nella politica dei tagli ai fondi destinati alla difesa suolo, senza attuare una politica di prevenzione. La sicurezza del costruito , delle infrastrutture e dei cittadini , deve necessariamente passare attraverso azioni coordinate e programmate capaci di affrontare le emergenze. La politica delle azioni tampone del dopo catastrofi non ripaga , mentre ripaga la prevenzione unico strumento per la messa in sicurezza del territorio. Ancora una volta i geologi campani a gran voce dicono :  basta !!!” (Ufficio Stampa Ordine dei Geologi della Campania)

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Fermate Atac insicure

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2009

Roma “Anche le fermate dell’Atac non fuoriescono dalla regola generale italica per la quale la sicurezza è un optional, semmai è quindi da apprezzare lo zelo dei progettisti che, anziché lasciare all’incuria e al tempo l’opera devastatrice, hanno provveduto direttamente loro per far prima”. Questo l’aspro commento del responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti Vittorio Marinelli ai dichiarati progetti di messa in sicurezza delle tante fermate pericolose e non rispettose del codice della strada, come emerso da uno studio indetto dall’Atac e come confermano i recenti fatti di cronaca. Incalza l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro che così conclude: “Chiaro che se fossimo in un paese serio, cosa inverosimile, i detti progettisti meriterebbero un licenziamento immediato ma l’Italia è il paese di Viareggio, delle case costruite con la sabbia e del Vajont; quindi in fondo non hanno fatto nient’altro, i valenti progettisti in esame, che impegnarsi per crescere: si inizia dai piccoli disastri per arrivare alle grandi catastrofi”.

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Convegno cavalieri del lavoro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2009

Dopo gli anni ’30, quelli della Depressione, l’economia mondiale sta attraversando la più grande crisi mai avuta prima. L’attualità dell’argomento, la sua complessità e l’ampiezza del dibattito che ne è scaturito, hanno indotto a dedicare alla “crisi” il tema della discussione dell’Assemblea Pubblica di quest’anno del Gruppo Lombardo dei Cavalieri del Lavoro.   A tal proposito, il Prof. Marco Fortis ha ricordato il caustico giudizio dell’Economist del 6 dicembre 2008 che ben sintetizza una delle cause più profonde che hanno generato la crisi economica: “è come se gli americani e i britannici avessero vissuto per più di un decennio in un paradiso di follia risparmiando meno di quanto avrebbero dovuto, pensando che il valore delle case e delle azioni sarebbe rimasto alto per sempre”.  Il Prof. Alberto Quadrio Curzio ha aggiunto che “l’Italia, proprio perché non ha subito catastrofi finanziarie, deve mantenere il suo ruolo federatore tornando ad essere un motore in Europa e completare quelle riforme strutturali iniziate e previste da questo Governo”.  Il Presidente del Gruppo Lombardo Cavalieri del Lavoro, Ing. Rosario Alessandrello, ha dichiarato, inoltre, che “l’Italia non è il malato dell’Europa e non deve quindi perdere la fiducia nella forza della sua industria manifatturiera”. E ha aggiunto che, “anche oggi, come’è giusto che sia, il Gruppo Lombardo Cavalieri del Lavoro ha cercato di concorrere a creare proposte e non richieste”.  Il Ministro Giulio Tremonti, in un’intervista concessa al quotidiano francese Les Echos il 14 gennaio 2009, ha affermato che “l’economia mondiale ha quattro punti deboli. Il primo riguarda le banche, che negli ultimi dieci anni hanno mancato la loro missione storica, cioè hanno prestato denaro senza assumersene il rischio. Il secondo  è legato a questioni geografiche: la globalizzazione ha creato un unico mercato mondiale ma le legislazioni sono rimaste differenti a livello delle singole nazioni, quindi, facilmente aggirabili vivendo in un mondo senza regole. Terzo, il capitalismo originale era basato su un tipo ideale di impresa. Oggi, il cuore del capitalismo mondiale, la sua parte strategica, non è più nelle mani delle imprese stesse ma in quelle dei fondi d’investimento. Il quarto, la competitività delle imprese ha sempre poggiato su due pilastri: il bilancio e il conto profitti e perdite. Mentre negli ultimi anni tutti si sono focalizzati sui risultati a breve termine dimenticando il valore patrimoniale che è essenziale in una prospettiva di lungo periodo. Ovvero, si è imposta una logica puramente gestionale a danno degli imprenditori.  All’Assemblea sono intervenuti il Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Benito Benedini; il Cav. Lav. Alberto Bombassei; il Cav. Lav. Diana Bracco; il Cav. Lav. Maria Luisa Gavazzeni Trussardi; il Cav. Lav. Corrado Passera e il Cav. Lav. Umberto Quadrino. Tutti, portando la loro testimonianza sull’influenza della Crisi nei differenti settori industriali.  In conclusione, il Ministro Giulio Tremonti ha affermato: “finchè i Cavalieri del Lavoro saranno al lavoro, possiamo stare tranquilli”.

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Cambiamenti climatici : 375 milioni di persone a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 aprile 2009

Siracusa. Il riscaldamento globale rischia di inaugurare una nuova era di disastri naturali. Nel 2015, potrebbero essere 375 milioni le persone colpite ogni anno da calamità legate al cambiamento climatico, con un aumento di almeno il 50% rispetto alla media attuale di 250 milioni l’anno. E’ la stima contenuta nel rapporto “Diritto alla sopravvivenza – La sfida umanitaria del ventunesimo secolo” di Oxfam International, partner dell’Ong italiana Ucodep, diffuso oggi in occasione del G8 dei ministri dell’ambiente di Siracusa. Il calcolo è effettuato utilizzando i dati più affidabili relativi a 6.500 disastri climatici a partire dal 1980. Secondo la proiezione così effettuata, potrebbero essere ben 133 milioni in più, tra sei anni, le persone colpite da catastrofi naturali improvvise provocate dal riscaldamento globale, che aumenteranno per numero e intensità. Una cifra che non include i disastri non legati al clima, come terremoti, guerre ed eruzioni vulcaniche. Pur riconoscendo la difficoltà di elaborare una stima precisa, avvertono Oxfam International e Ucodep, la previsione contenuta nel nuovo rapporto rivela che l’aumento delle vittime delle calamità naturali è ormai una certezza. Lo rivela il rapporto “Diritto alla sopravvivenza – La sfida umanitaria del ventunesimo secolo” realizzato da Oxfam International e diffuso in Italia da Ucodep  Per questo, Oxfam International e Ucodep chiedono ai ministri dell’Ambiente del G8 di stabilire obiettivi misurabili di riduzioni delle emissioni nel medio termine e di stanziare risorse necessarie per aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi al cambiamento climatico, che Oxfam International stima equivalenti ad almeno 50 miliardi di dollari l’anno (38,4 miliardi di euro). In particolare, è necessario stabilire obbiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2020, scegliendo in modo chiaro un anno come base di riferimento. La riduzione per i paesi industrializzati dovrebbe essere di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990. Ogni punto percentuale al di sotto di questa soglia metterà popolazioni più povere del mondo a rischio, aumentando la probabilità di nuove catastrofi naturali. L’obiettivo di riduzione del 50% delle emissioni, emerso dal G8 del 2008 in Giappone entro il 2050, è inadeguato ad affrontare la sfida del riscaldamento globale. Per di più, nello stabilire questo traguardo i leader del G8 non hanno chiarito quale sia l’anno di riferimento per il calcolo percentuale della riduzione. Per la fase post-Kyoto, è inoltre necessario fornire ai paesi più vulnerabili risorse sufficienti per l’adattamento ai cambiamenti climatici che siano addizionali e stanziate secondo una precisa tabella di marcia. Secondo i calcoli di Oxfam International, la messa all’asta di una parte dei diritti di emissione e una regolamentazione delle emissioni legate ai trasporti marittimi ed aerei potrebbe generare le risorse necessarie per l’adattamento dei paesi in via di sviluppo senza pesare sulle casse dello Stato e sulle tasche dei cittadini.

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