Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 106

Posts Tagged ‘catechismo’

Papa Francesco modifica il Catechismo sulla pena di morte

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 agosto 2018

Il Santo Padre Francesco, nel Discorso in occasione del venticinquesimo anniversario della pubblicazione della Costituzione Apostolica Fidei depositum, con la quale Giovanni Paolo II promulgava il Catechismo della Chiesa Cattolica, ha chiesto che fosse riformulato l’insegnamento sulla pena di morte, in modo da raccogliere meglio lo sviluppo della dottrina avvenuto su questo punto negli ultimi tempi. Questo sviluppo poggia principalmente sulla coscienza sempre più chiara nella Chiesa del rispetto dovuto ad ogni vita umana. In questa linea affermava Giovanni Paolo II: «Neppure l’omicida perde la sua dignità personale e Dio stesso se ne fa garante».
In tale luce va compreso l’atteggiamento verso la pena di morte che si è affermato sempre più largamente nell’insegnamento dei pastori e nella sensibilità del popolo di Dio. Se, infatti, la situazione politica e sociale di un tempo rendeva la pena di morte uno strumento accettabile per la tutela del bene comune, oggi la sempre più viva coscienza che la dignità di una persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi, l’approfondita comprensione del senso delle sanzioni penali applicate dallo Stato, e la messa a punto di sistemi di detenzione più efficaci che assicurano la doverosa difesa dei cittadini, hanno dato luogo ad una nuova consapevolezza che ne riconosce l’inammissibilità e perciò chiede la sua abolizione.
In questo sviluppo è di grande importanza l’insegnamento della Lettera enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II. Il Santo Padre annoverava tra i segni di speranza di una nuova civiltà della vita «la sempre più diffusa avversione dell’opinione pubblica alla pena di morte anche solo come strumento di “legittima difesa” sociale, in considerazione delle possibilità di cui dispone una moderna società di reprimere efficacemente il crimine in modi che, mentre rendono inoffensivo colui che l’ha commesso, non gli tolgono definitivamente la possibilità di redimersi». L’insegnamento di Evangelium vitae è stato raccolto poi nell’editio typica del Catechismo della Chiesa Cattolica. In esso, la pena di morte non si presenta come una pena proporzionata alla gravità del delitto, ma si giustifica solo se fosse «l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani», anche se di fatto «i casi di assoluta necessità di soppressione del reo sono ormai molto rari, se non addirittura inesistenti» (n. 2267).
Giovanni Paolo II è intervenuto anche in altre occasioni contro la pena di morte, appellandosi sia al rispetto della dignità della persona sia ai mezzi che possiede la società odierna per difendersi dal criminale. Così, nel Messaggio natalizio del 1998, egli auspicava «nel mondo il consenso nei confronti di misure urgenti ed adeguate … per bandire la pena di morte». Il mese successivo, negli Stati Uniti, egli ripeteva: «Un segno di speranza è costituito dal crescente riconoscimento che la dignità della vita umana non deve mai essere negata, nemmeno a chi ha fatto del male. La società moderna possiede gli strumenti per proteggersi senza negare in modo definitivo ai criminali la possibilità di ravvedersi. Rinnovo l’appello lanciato a Natale, affinché si decida di abolire la pena di morte, che è crudele e inutile». (fonte: newsletter@news.aleteia.org)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’evento religioso per eccellenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 marzo 2018

Talvolta ci chiediamo, osservando i fatti della vita, se la religione che pratichiamo con le sue liturgie sia il frutto di un insegnamento umano o sia un qualcosa che è dentro di noi e ci giunge, quindi, spontaneo esprimerlo nelle forme e nello modalità che ci appaiono più congeniali ed affini con il mondo che ci circonda. In altre parole è il chiederci se ciò che facciamo ci giunge spontaneo o è una mera conseguenza degli usi e dei costumi imposti nel Paese dove abbiamo avuto la ventura di nascere e di appartenere a una determinata famiglia. Io oggi ho un’età che mi permette ricordare che da bimbo i miei genitori e i miei nonni mi conducevano di domenica a messa, mi facevano seguire, sebbene recalcitrante, il catechismo del parroco o tramite i suoi collaboratori ed anche a scuola non mancavano richiami religiosi. Da allora, e per gli anni a seguire sino alla maturità, sono cresciuto in un rapporto di amore-odio per quella religione che non si sottraeva al dubbio, all’incertezza, all’interrogativo dove predominava ed è tuttora vigente la perplessità sul principio secondo il quale se si ha fede si deve credere senza fare il Tommaso di turno. Ho anche recepito quel sentimento di ostilità nei confronti delle altre religioni siano esse dello stesso ceppo cristiano o, peggio ancora, se si trattava di ebrei e di musulmani. L’induismo e il Buddismo, probabilmente per loro fortuna, erano religioni considerate tanto lontane che non valeva nemmeno la pena di accennarle. Ora, forse anche per merito dei media, che hanno la capacità di entrare nelle nostre case in tanti diversi modi e di farci vedere e sentire il mondo in “presa diretta e in tempo reale”, tutte queste religioni sono sotto i nostri occhi e impariamo a conoscerle meglio e persino a fugare certi luoghi comuni che le avvaloravano come forme quasi selvagge e rozze di rappresentare la Fede. Oggi vorrei che ogni luogo sacro sia esso una chiesa di campagna o una cattedrale, un tempio indù, una sinagoga, una moschea, riservasse un piccolo locale dove gli estranei possano accedervi per pregare quel Dio comune pur rappresentato in modi diversi e praticato con rituali non condivisi. Lo vorrei in nome di quell’evangelizzazione della Fede che non conosce il primato di una religione ma si rivela nella sua intimità che tutto riassume, tutto ci conduce all’unicità. Lo vorrei in nome dei profeti e contro tutti quei dottori della Chiesa che hanno fissato regole che alla fine hanno reso più arduo accogliere il più semplice dei messaggi: quello della Fede che non passa necessariamente, in senso esclusivo, attraverso le trame complesse di una certa ritualità. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Binetti del catechismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 dicembre 2010

Lettera al direttore. La giornalista Rosa Ana De Santis, su Altrenotizie (internet) scrive:  “Il suicidio di Monicelli poteva sembrare un gesto di disperazione e solitudine soltanto agli occhi di un’integralista prigioniera del catechismo come lei e disinteressata al valore altissimo della spiritualità”. Vale la pena ricordare che la Binetti, del Catechismo, così come del Vangelo, non è che abbia capito molto. La cattolica Binetti, infatti, porta il cilicio. Questa pratica appartiene ad un aspetto aberrante della cultura cristiana, che contrasta con la ragione, col Vangelo  e, guarda un po’, anche col Catechismo della Chiesa cattolica. Secondo questo, “il corpo dell’uomo partecipa alla dignità di “immagine di Dio”, e quindi non deve essere maltrattato, ma considerato “buono e degno di onore” (cf n. 364 Catechismo, e Gaudium et spes, 14). Se il suicidio è “contrario al giusto amore di sé…all’amore del Dio vivente” ( Catechismo, n. 2281), lo è parimenti tormentare il proprio corpo. La differenza tra chi si procura tormenti e chi si uccide è quantitativa non qualitativa. Alcuni santi si sono tormentati a tal punto da abbreviare la loro esistenza. Un lento suicidio, anche se non voluto. Vorrei permettermi di suggerire alla senatrice di esser più cauta e soprattutto più cristiana nei giudizi sul suo prossimo.  (Attilio Doni)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Pareri discordi: tra episcopato e Papa

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 maggio 2010

Lettera al direttore. Catechismo della Chiesa Cattolica, cap. VI, 2846: “Non ci indurre in tentazione. Noi chiediamo al Padre nostro di non indurci» in essa. Tradurre con una sola parola il termine greco è difficile: significa «non permettere di entrare in», «non lasciarci soccombere alla tentazione». «Dio non può essere tentato dal male e non tenta nessuno al male» (Gv 1,13); al contrario, vuole liberarcene. Noi gli chiediamo di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato. Siamo impegnati nella lotta «tra le carne e lo Spirito». Nella Introduzione al Catechismo stesso, Giovanni Paolo II scriveva: “Si ha ragione di affermare che questo Catechismo è frutto della collaborazione di tutto l’Episcopato della Chiesa Cattolica” (pag. 12).  Ed ora vediamo l’interpretazione della preghiera che Benedetto XVI espone nel suo libro “Gesù di Nazaret”, a pag. 195: “Con essa diciamo a Dio: «Se tu decidi di sottopormi a queste prove, se dai un po’ di mano libera al Maligno, allora pensa alle misure limitate delle mie forze. Non credermi troppo capace…»”. Chi ha ragione, tutto l’Episcopato della Chiesa Cattolica, oppure Benedetto XVI? Accade che persone colte e intelligenti commettano ingenuità. L’affermazione del Papa, non solo è ingenua, ma anche irriguardosa verso il Signore. Non è possibile, infatti, che Dio ricorra ad un mezzo cattivo (scioglierebbe il Cane feroce che terrebbe in catene), sia pure per raggiungere un fine buono. Non sarebbe Dio. (Renato Pierri)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I passi della Chiesa di Roma

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2009

Lettera al direttore. L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay. ha affermato che “affossare la legge contro l’omofobia è stato un passo indietro per l’Italia”. Non sarebbe una bella occasione per la Chiesa di fare un passo avanti? Di fare un gesto simbolico a favore degli omosessuali? Potrebbe dichiarare pubblicamente che dal Catechismo della Chiesa Cattolica saranno cancellati definitivamente i pessimi articoli che li riguardano.  Ne riporto alcuni passi: “La Tradizione ha sempre dichiarato che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati. Sono contrari alla legge naturale (cf 2357). Ecco: qui la Chiesa si affida alla Tradizione (non al vangelo) e rinuncia alla ragione. Bisognerebbe, infatti, non solo dimostrare che cosa è intrinsecamente ordinato e che cosa non lo è in tutti gli atti che gli uomini compiono ogni giorno, ma anche dimostrare che “disordine” sia uguale a peccato. Il celibato contrasta col comando del Signore: “Siate fecondi e moltiplicatevi” (Gn 1,28), però non è peccato. Astenersi dall’amplesso nei periodi fecondi, metodo consigliato dalla Chiesa agli sposi, è un atto contrario alla legge naturale, però non è peccato. Mangiare una bella pizza quando abbiamo già cenato e non ne abbiamo punto bisogno… Si potrebbe continuare all’infinito. Un altro passo del Catechismo: “Gli omosessuali devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza” (cf 2358). Che bontà! Significa: gli omosessuali sono dei poveri disgraziati, ma non dovete bruciarli nei forni crematori, non dovete impiccarli picchiarli bastonarli; la Chiesa che è Madre e Maestra, vi dice: abbiate compassione di loro! Ancora: “Le persone omosessuali sono chiamate alla castità” (2359). Il che significa: cari omosessuali, poiché ogni atto di omosessualità è peccato, per tutta la vita dovete astenervi anche dal dare un bacio alla persona amata. (Renato Pierri)

Posted in Lettere al direttore/Letters to the publisher | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Comunicare la fede ai bambini

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2009

Roma 10 giugno, alle ore 19.00, presso la Sala conferenze del Pontificio Seminario Romano Maggiore, in piazza S. Giovanni in Laterano 4, sara’ presentato il libro di Fabio Narcisi, Comunicare la fede ai bambini. Pastorale battesimale ed educazione religiosa in famiglia, edito dalle Edizioni Paoline Presentano il volume: mons. Giuseppe Lorizio, preside dell’Ecclesia Mater mons. Battista Pansa, parroco della Trasfigurazione in Roma Fabio Narcisi, autore del volume Presiede l’incontro S. Ecc. mons. Luigi Moretti, vice-gerente della diocesi di Roma Modera mons. Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio catechistico

Posted in Recensioni/Reviews, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »