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Posts Tagged ‘cattedra’

Scuola: Docenti, crescono i casi di patologie derivanti dallo stress da cattedra

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 ottobre 2019

Cresce l’età media dei docenti italiani, con due su tre che hanno più di 50 anni. E con loro cresce anche il livello di usura psicofisica: lo sostiene il dottor Vittorio Lodolo D’Oria, tra i massimi esperti nazionali sulle malattie derivanti da attività professionali, secondo il quale nella scuola, come in tutto il pubblico impiego, “dal 1992 al 2012 sono intervenute quattro riforme previdenziali ‘al buio’, cioè senza valutare la salute della categoria professionale dei docenti”. Marcello Pacifico (Anief): “Basta indugi: ci sono decine di migliaia di docenti in attesa, che meritano l’accesso alla pensione adottato nella maggior parte dei Paesi europei. In caso contrario, le loro condizioni psico-fisiche sono destinate a peggiorare, con lo Stato che se ne dovrà pure fare carico”. La salute del corpo insegnante italiano non è buona. Dopo aver esaminato “i casi di due docenti relativamente giovani (la più grande ha 50 anni) che sono già stremate e manifestano le classiche somatizzazioni oltre a un forte senso di inadeguatezza nei confronti degli stessi alunni”, l’esperto di patologie da professione scrive su Orizzonte Scuola un’amara verità: “All’alba del terzo millennio non sono ancora riconosciute le malattie professionali degli insegnanti, non è finanziata la prevenzione e si usano terminologie che non hanno rilevanza medica ai fini della cura e dell’indennizzo (burnout, stress lavoro, correlato, rischi psicosociali). Nel giro di 20 anni siamo perciò passati dall’insostenibile situazione delle baby-pensioni ai 67 anni per andare in quiescenza. Stiamo perciò assistendo ai frutti degenerati di un sistema perverso”, conclude Lodolo D’Oria. Anief ricorda che sull’incidenza delle patologie da stress ha certamente il suo peso l’ultimo rapporto realizzato dalla Commissione europea sull’età degli insegnanti italiani, ormai avanti negli anni come nessuno in Europa: ben il 58% ha oltre 50 anni, contro una media Ocse del 34%. Inoltre, sempre per la Commissione Ue, “l’Italia ha una delle più alte percentuali di insegnanti donne tra gli Stati membri, donne che quasi sempre devono sobbarcarsi il carico della famiglia e dei figli: nel 2016 – si legge ancora nel rapporto dell’Ue – le insegnanti donne erano il 99% nella scuola materna, il 63% nella secondaria superiore e il 37% nelle università”.

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I nuovi manuali per il concorso a cattedra

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Sono in libreria i primi tre manuali per i concorsi a cattedra 2019. Li pubblica Scholé, marchio dell’editrice Morcelliana dedicato alla didattica ed alla pedagogia e sempre più apprezzato nel mondo della scuola. I volumi (Scuola dell’infanzia, Scuola primaria, Sostegno), realizzati da noti specialisti, si contraddistinguono per la loro affidabilità e completezza, costituendo un valido aiuto nella preparazione alle prove. Paola Amarelli, Mario Falanga, Michele Falco, Alessandro Sacchella sono gli autori del Manuale per il concorso a cattedra 2019. Scuola primaria (pp. 304, euro 23) e del Manuale per il concorso a cattedra 2019. Scuola dell’Infanzia” (pp. 336, euro 23). Entrambi presentano tutti i temi previsti dal bando ed esercitazioni per la prova orale, nella quale il candidato dovrà presentare alla commissione la progettazione di un’attività didattica, illustrando e motivando le scelte compiute. I testi sono articolati in due parti, una più operativa e una più teorica. Nella prima: come prepararsi alla prova concorsuale; presentazione di attività didattiche con relative scelte contenutistiche e metodologiche; domande guida per costruire un’attività didattica. Nella seconda, per ogni argomento si forniscono: la definizione, una breve argomentazione, i riferimenti teorici e normativi; una mappa con i concetti chiave; una bibliografia ragionata. Diversi i temi affrontati dal manuale per la scuola primaria: le caratteristiche e dinamiche del contesto di sviluppo e apprendimento; l’autonomia scolastica; la governance e il funzionamento amministrativo; l’organizzazione della scuola primaria; l’ordinamento scolastico – la scuola primaria e indicazioni nazionali; la professionalità docente. Questi invece i nodi teorici del testo pensato per la prova concorsuale relativa alla scuola dell’infanzia: bambini, bambine, famiglie e contesti di sviluppo e apprendimento; autonomia scolastica; indicazioni nazionali: curricolo e progettazione; organizzazione della scuola dell’infanzia; le tecnologie nella didattica; la professionalità docente; le lingue comunitarie (inglese, francese e spagnolo).Completano i manuali agili esercitazioni nelle lingue comunitarie richieste. Luigi d’Alonzo è invece autore del Manuale concorso a cattedre 2019. Sostegno (euro 25, p. 288), uno strumento utilissimo per la preparazione alla prova, con una sintesi di legislazione e normativa scolastica, una presentazione del sistema educativo di istruzione e formazione, l’esame delle problematiche educative e didattiche più significative per la scuola di oggi. Il volume contiene anche una ricognizione sui nodi della didattica in aula e un quadro completo delle questioni che caratterizzano l’insegnamento con persone con disabilità: la pedagogia speciale, la didattica per gli allievi con Bisogni Educativi Speciali, la gestione del soggetto problematico, la didattica speciale inclusiva.

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Scuola: Concorso a cattedra 2012 e 2016: in tanti hanno vinto ma le cattedre per le assunzioni sono scomparse

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Secondo “La Repubblica”, le liste della selezione “scadranno il prossimo anno scolastico ma, nonostante il boom di pensionamenti, per quella data sarà quasi impossibile assegnare una cattedra a tutti i vincitori del concorso”. Purtroppo, la situazione paradossale che si sta verificando nel capoluogo siciliano abbraccia anche altre province, soprattutto del Sud Italia dove nel primo anno di vigenza delle graduatorie di merito ci si colloca tra il 9% e il 17% di immissioni in ruolo. Diventano, così, migliaia i candidati docenti, vincitori dell’ultimo concorso a cattedra, a rischiare fortemente di rimanere al palo, senza possibilità di essere assunti a tempo indeterminato, pur avendo regolarmente partecipato e superato le prove, preselettive e selettive, scritte e orali, della faticosa procedura. Le candidature vincenti mai tradotte in assunzioni si sommano a quanto accaduto a molti diversi altri docenti partecipanti al concorso di quattro anni prima, nel 2012, anche loro reputati dalle commissioni idonei allo svolgimento della professione, salvo poi essere collocati in un enorme “congelatore” in attesa di una immissione in ruolo sempre più improbabile dal compiersi.Ancora una volta, dopo avere esaminato la situazione, il sindacato Anief ritiene opportuno scendere in campo: anche a seguito delle diverse denunce ricevute, ha deciso di avviare degli specifici ricorsi al giudice del lavoro, al fine di ottenere l’immissione in ruolo dei vincitori del concorso docenti 2016 e 2012 non ancora assunti o assunti in regione diversa da quella per cui avevano partecipato. Solo per i vincitori o idonei del concorso bandito due anni fa, nel 2012, Anief ha predispostouna diffida, inviata alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e all’Ufficio Scolastico Regionale di competenza, con la quale si comunica all’amministrazione che “in caso di mancato accoglimento della presente entro i termini di legge, il/la sottoscritto/a adirà senza ulteriore preavviso le opportune sedi a tutela dei propri diritti”.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Abbiamo deciso di muoverci ufficialmente, dopo avere esaminato il caso sul piano meramente giuridico, e a seguito delle svariate testimonianze-denunce ricevute negli ultimi giorni: il nostro sindacato ha avviato degli appositi ricorsi al giudice del lavoro, in modo da ottenere sia l’assunzione a tempo indeterminato degli ultimi vincitori del ‘concorsone’, sia l’immissione in ruolo dei vincitori 2012, a seguito della scadenza del piano triennale di assunzione prevista dall’estensore di un bando che non aveva fatto i calcoli con l’organizzazione di un concorso che ha lasciato molto a desiderare già prima che la procedura partisse ufficialmente. Studiando le carte e i regolamenti abbiamo inoltre considerato il caso di patrocinare i ricorsi anche per gli assunti a tempo indeterminato che hanno optato per una regione differente rispetto a quelle nella quale avevano presentato domanda e svolto il concorso, nonché per i vincitori del concorso 2016, anche alla luce della nuova fase transitoria, che sarebbe dovuta arrivare soltanto dopo l’assunzione di chi aveva vinto precedentemente un concorso pubblico.

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Scuola – Concorso a cattedra: persi il 42% dei posti per colpa del Miur

Posted by fidest press agency su sabato, 9 settembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cSarebbero 22mila su 52mila le cattedre che non andranno a ruolo per mancanza di aspiranti nelle GaE e nelle graduatorie di merito: rispetto alle immissioni in ruolo previste dal Ministero, mancano 10mila docenti di sostegno, più altri 12mila su cattedra comune, di cui circa 1.500 abilitati solo in matematica. Scarseggiano poi i docenti di lingue straniere della secondaria di secondo grado, soprattutto di spagnolo e al Nord. Sempre nella parte alta della Penisola mancano tanti docenti di lettere alle superiori. Questo significa che questi posti andranno tutti a supplenze annuali, per le quali erano previsti già 85mila contratti. Per la Ministra dell’Istruzione “se quest’anno ci saranno cattedre vuote in alcune discipline è perché non ci sono più docenti nelle graduatorie, soprattutto al Nord. Anche per questo abbiamo disegnato, con i decreti attuativi della riforma, un nuovo modello di reclutamento per la scuola secondaria”. Si va avanti, quindi, con la soluzione che porterà docenti in cattedra a tempo indeterminato solo dopo un lungo periodo, che varia tra i 3 e i 5 anni. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): E nel frattempo? Continueranno a ingrossarsi i numeri delle supplenze annuali. Con chi si è già formato chiamato a iscriversi all’ennesimo corso, con l’aggravante che dovranno pure lavorare per un certo periodo con lo stipendio più che ridotto. Altro che precariato messo alle spalle. Chi governa la scuola italiana ha agito all’opposto di quello che si doveva fare: assumere gli abilitati e pagarli da professionisti. Con l’aggravante di volere scaricare le responsabilità non su amministratori, politici e Parlamento, ma sui giudici che applicano la legge e difendono i principi della Costituzione. E il rimedio al problema non può essere certo quello di attuare un concorso a cattedra ogni anno, visto che sarebbe motivo di creazione di ulteriori graduatorie. C’è da fare solo una cosa: assumere subito chi è abilitato a questa professione, dovunque sia posizionato in graduatoria e ancora di più laddove vi sono posti vacanti che andranno a supplenza.

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Docenti in cattedra fino a 70 anni per arrivare alla pensione minima

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 settembre 2017

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cUn supplente 67enne si era visto negare il diritto all’inserimento nella seconda fascia delle Graduatorie d’Istituto della capitale per “sopraggiunti limiti di età”: all’Ufficio Scolastico non è bastato sapere che al precario “storico” mancassero due anni per raggiungere la soglia del ventennio di contributi, indispensabile per ottenere l’assegno di quiescenza minimo. A quel punto, attraverso il sindacato, il prof si è rivolto al Tribunale del Lavoro di Velletri. Il quale gli ha dato ragione: potrà insegnare per altri tre anni. Come i colleghi di ruolo: per il giudice è infatti illegittima la parte del Decreto Ministeriale di aggiornamento delle G.I. 2017/2020 che nega la permanenza nelle graduatorie per le supplenze a quanti non hanno ancora raggiunto il minimo pensionabile.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Secondo il costante orientamento della Corte Costituzionale, conseguire la pensione minima costituisce un bene inviolabile – ex multis Corte Cost. n.33/2013 – e il Miur non può eludere tale principio con previsioni che discriminano il lavoratore precario rispetto al personale di ruolo, per cui è espressamente prevista la possibilità di permanere in servizio fino al raggiungimento del settantesimo anno di età, se può raggiungere il minimo contributivo ai fini della quiescenza. Non ci fermeremo qui: a quel docente va assegnato un assegno di pensione corrispondente a tutti gli anni prestati, non solo a una parte. Il prof di 67 anni potrà infatti chiedere, con un altro ricorso, il riconoscimento per intero dei vent’anni di supplenze. Oggi la normativa scolastica gli riconoscerebbe solo i primi quattro anni per intero e tutti gli altri rimanenti solo per due terzi. In pratica, applicando la legge, perderebbe tra i 5 e i 6 anni di carriera. Con incidenza negativa su stipendio, scatti di anzianità (da assegnare anche per il periodo di precariato) e, di conseguenza, sull’assegno pensionistico. Invece, Anief chiederà di fargli riconoscere tutti gli scatti di anzianità maturati durante il lungo precariato e la conseguente anzianità di servizio maggiorata dopo il decreto di ricostruzione di carriera. Tra l’altro, da qualche giorno la domanda di ricostruzione carriera va presentata non più in modalità cartacea, ma via internet: attraverso il portale Miur “Istanze on line”.

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Concorso docenti: migliaia di vincitori rimasti senza cattedra

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 luglio 2017

tar-lazioSecondo il Tribunale Amministrativo del Lazio, gli Insegnanti Tecnico Pratici non avendo avuto l’opportunità negli ultimi anni di potersi abilitare all’insegnamento, avevano pieno diritto a svolgere il ‘concorsone’. L’espressione dei giudici è rilevante, perché punta il dito direttamente sul testo del bando concorsuale. Decisive, per tale intendimento, sono state le precedenti decisioni già ottenute in Consiglio di Stato dai legali del giovane sindacato. Gli stessi ricorrenti, a cui è giunto ora il via libera del Tar, hanno già potuto partecipare alle prove suppletive della scorsa primavera: ora, si attende l’esito di quelle prove, per poter finalmente ottenere, con la pubblicazione delle Graduatorie di Merito integrate con i nominativi dei ricorrenti che hanno superato le preselezioni con profitto, quell’immissione in ruolo che il Miur voleva negare ab origine ai diplomati Itp e che ora dovranno essere poste in essere già dalle prossime immissioni in ruolo di agosto.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): migliaia di candidati con titolo rischiavano di essere esclusi a priori dall’ultimo concorso bandito dal Ministero dell’Istruzione, benché la maggior parte fosse impegnata stabilmente da anni a insegnare nelle nostre scuole, proprio in attesa di poter essere valutata ed entrare in ruolo. Al Miur hanno creato l’ennesima situazione kafkiana, perché ora decine di migliaia di vincitori rischiano di non essere assunti a tempo indeterminato per la mancanza o il dirottamento dei posti vacanti; mentre, laddove le cattedre libere ci sono, come quelle da assegnare agli insegnanti tecnico-pratici che operano nei laboratori delle superiori visto che risultano esaurite in tantissime province italiane, si è impedito a priori e in modo illegittimo di partecipare al concorso del 2016.

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Scuola: Concorso a cattedra 2016

Posted by fidest press agency su domenica, 2 aprile 2017

tar-lazioAl fotofinish, i giudici del Tar del Lazio ammettono alle prove scritte concorsuali i ricorrenti che al momento dell’indizione della selezione per diventare docenti stavano frequentando il secondo ciclo dei corsi di specializzazione sul sostegno. Quel ritardo era stato cagionato dalla stessa amministrazione che li ha esclusi, tant’è vero cheil corso da loro frequentato si sarebbe dovuto concludere un anno prima: oggi, grazie all’ordinanza cautelare ottenuta dai legali Anief, la prima nel suo genere, coloro che hanno presentato ricorso dal 3 aprile potranno partecipare alle prove aggiuntive e cercare di ottenere uno dei 63.712 posti che, spesso, non sono stati neanche attribuiti al termine della sessione ‘regolamentare’ di esami. Per il giovane sindacato è una nuova dimostrazione dell’illegittimità dei bandi 2016 denunciata sin da subito.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): era un paradosso la loro esclusione a priori da un concorso in cui erano in gioco le immissioni in ruolo, solo a causa dei ritardi del Miur nel concludere i corsi di specializzazione. Non potevamo non intervenire. Ancora una volta il giovane sindacato apre una breccia in favore dei docenti precari, a dimostrazione delle tante illegittimità contenute nell’ultima procedura concorsuale bandita dal Miur.

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Scuola: Flop concorso a cattedra 2016

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 marzo 2017

ministero-pubblica-istruzioneGli ultimi dati regionali e nazionali sono stati resi pubblici oggi dalla stampa. Il problema, reso pubblico nei giorni scorsi stavolta dall’Anief alle commissioni della Camera, è anche quello dei vincitori che non potranno lavorare, perché il Miur non ha provveduto a istituire o ad accantonare la cattedra inizialmente loro riservata tramite bando di concorso: tra i candidati risultati a pieno titolo tra i vincitori, perché hanno superato le prove in numero minore rispetto ai posti banditi, rimarrebbero fuori almeno 7.741 docenti. C’è poi il nodo delle imminenti prove suppletive, riconducibile all’errore del Miur di escludere in modo illegittimo intere categorie. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): l’amministrazione non ha voluto crederci e ora diventa tutto più complicato. Perché allestire una selezione con il record di candidati, per poi rovinare tutto per via delle norme d’accesso sballate o per l’eccessiva severità delle commissioni e anche per la disorganizzazione di fondo, rappresenta un vero fallimento. L’aspetto che più lascia pensare, in questo momento, è che decine di migliaia di docenti precari abilitati, pur in presenza dei titoli di accesso e con selezioni alle spalle, invece di essere valutati per le loro capacità d’insegnamento, sono stati di nuovo messi alla prova, in molti casi, sulle competenze di base.

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Concorso a cattedra, 1 posto su 3 senza vincitore e migliaia di ripescati: ad aprile prove suppletive

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 febbraio 2017

ministero-pubblica-istruzioneL’incremento di aspiranti docenti che parteciperanno alla prima verifica, in programma ad aprile, si evince dagli elenchi definitivi pubblicati dagli USR. Accade ciò dopo che i giudici hanno dimostrato che non dovevano essere esclusi i lavoratori già di ruolo, gli Itp, i diplomati magistrale a indirizzo linguistico, i dottori di ricerca il cui titolo è stato considerato abilitante, i diplomati Isef, gli educatori, i docenti che hanno ottenuto l’abilitazione disciplinare o la specializzazione su sostegno, e anche coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dell’abilitazione all’estero, dopo la scadenza per la presentazione della domanda. Disco verde pure per chi ha frequentato Afam e Pas. Presto il calendario nazionale delle prove in Gazzetta Ufficiale. Entro fine mese sarà completato il collaudo delle aule disponibili; a metà marzo l’abbinamento candidati–aule. A inizio estate le graduatorie di merito definitive.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): le prove suppletive non si sarebbero svolte se solo l’amministrazione scolastica avesse seguito i nostri consigli. Invece non ha voluto saperne, pubblicando dei concorsi 2016 senza considerare la presenza di coloro che, in presenza dei titoli di accesso, avevano anni e anni di esperienza di insegnamento alle spalle. Sono stati incredibilmente esclusi dalla prova concorsuale che gli avrebbe potuto dare la possibilità di accedere all’agognata assunzione a tempo indeterminato.

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Scuola: Concorsi a cattedra, sette anni d’attesa per vedere in cattedra i prossimi vincitori

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 febbraio 2017

ministero-pubblica-istruzioneUn docente precario che insegna nelle nostre scuole dovrà attendere almeno 3-4 anni, fino al 2020, per partecipare al nuovo concorso a cattedra previsto dall’Atto n. 377. E poi dovranno passare altrettanti anni prima di vederlo in cattedra, sempre che venga reputato idoneo. Ammesso che vinca la selezione pubblica, il candidato all’insegnamento nella scuola pubblica sarà infatti chiamato a frequentare un corso abilitante, abbandonare la supplenza come docente a tempo determinato per riavere la stessa supplenza con stipendio dimezzato. Dopo di che, ritornare a fare il docente dopo sei anni con stipendio iniziale senza scatti di anzianità, mentre i vincitori saranno formalmente stabilizzati solo nel 2024. E nel frattempo? Decine di migliaia di cattedre andranno a supplenza annuale, malgrado vi siano altrettanti docenti abili e arruolati, perché ci sono diverse classi di concorso esaurite, senza cioè, infatti, più candidati da GaE e graduatorie di merito.
Marcello Pacifico (Anief-Cisal): non si può andare avanti così. Con decine di migliaia di posti liberi o che in prospettiva si libereranno, destinati ad andare a supplenza annuale, e altrettante decine di migliaia di docenti abilitati, dopo apposita selezione e formazione universitaria analoga alle Ssis, che vengono lasciati nelle graduatorie d’istituto. È ora di finirla: la stessa legge delega parla di fase transitoria? Allora si agisca, mandando in cattedra chi si è formato e ha dimostrato di saper fare questo mestiere. Anche perché certi ostruzionismi non sono più tollerati dai giudici nazionali e non, che a fronte dell’ennesimo blocco dei precari storici saranno chiamati a esprimersi. E visti i precedenti degli ultimi anni, al Miur costerebbe davvero caro.

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Concorso a cattedra, altro flop della Buona Scuola: meno della metà dei posti banditi a concorso sarà assegnato. Docenti precari a vita

Posted by fidest press agency su sabato, 11 febbraio 2017

porta nuova milanoMilano. In Lombardia oltre la metà dei posti andranno persi: su 4.963 cattedre, 2.505 risultano senza vincitori. Per Matematica e Scienze la situazione è da allarme rosso: il 60% dei posti messi a bando non possono essere assegnati, perché mancano i candidati reputati idonei. Siccome non ci sono più precari nemmeno nelle GaE, 543 rimarranno vacanti; a questi, si aggiungono quelli dei docenti che chiederanno il passaggio di ruolo e i pensionamenti. Oltre ai tanti assegnati al 30 giugno, ma in realtà senza titolare. La proiezione nazionale è peggio delle previsioni più nere: oltre 30mila posti persi su 63mila messi a bando. E la soluzione proposta dal Governo nello schema sulla formazione iniziale del reclutamento non risolve il problema: per sette anni, nessuno immesso in ruolo in spregio alla continuità didattica e alle sentenze risarcitorie dei giudici. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): i dati della Lombardia dimostrano che se non si apre agli abilitati delle graduatorie d’istituto, peraltro tutti già formati e selezionati a partire dal 2011 per fare questo lavoro, nei prossimi anni la supplentite si allargherà a macchia d’olio. Sovvertendo quanto prospettato dal Governo Renzi, che aveva invece promesso di abbattere il precariato. Incrementare il fenomeno, oltre che comportare problemi formativi notevoli, allontana la nostra scuola dall’UE, che ha chiesto in più occasioni di provvedere a stabilizzare tutti i precari che abbiano svolto oltre 36 mesi. È ovvio che se non si aprirà agli abilitati delle graduatorie d’istituto, a partire dalle classi di concorso dove non vi sono più candidati nelle GaE e nelle GM, Anief è pronta a citare di nuovo lo Stato per inadempienza e a richiedere risarcimenti milionari.

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Scuola: – Concorso a cattedra 2016, un danno più vasto di quanto si pensasse

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 settembre 2016

ministero pubblica istruzioneBen il 61,43% dei posti è concentrato, invece, nell’area Centro-Nord, tra la Lombardia, il Piemonte, il Veneto. Come se non bastasse, i posti che il Miur ha individuato per le assunzioni, in alcuni casi, risultano in misura inferiore rispetto a quelli effettivamente liberi: sembra che l’accantonamento sia stato attuato, in modo cautelativo, laddove vi sono dei contenziosi in corso, relativi principalmente ai ricorsi al giudice del lavoro presentati dai docenti di ruolo collocati dall’algoritmo impazzito su ambiti con ogni probabilità errati. Inoltre, dal Lazio in giù, fino alla Sicilia compresa, non è rimasto nemmeno un posto di scuola elementare. Lo stesso vale per le cattedre riservate ai docenti specializzati per l’insegnamento ai disabili: in 14 regioni, con migliaia di posti in origine messi a concorso, sono rimaste la miseria di tre cattedre libere.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): è un disastro, da un incrocio delle disponibilità e dei docenti vincitori di concorso o rimasti in GaE risulta che vi sono anche posti disponibili in province dove non figurano candidati della stessa classe di concorso. In pratica, poiché non c’è stato uno straccio di programmazione ministeriale risulta che dove ci sono i posti mancano i docenti e, dove ci sono insegnanti vincitori di concorso o inseriti in GaE, non ci sono più cattedre. Il futuro non promette nulla di buono, perché abbiamo un turn over fortemente rallentato, per colpa della riforma Fornero. Senza contare che i posti che si libereranno, anche nei prossimi anni, saranno ad appannaggio di chi chiede trasferimento: un’operazione che precede sempre le immissioni in ruolo. La verità è che anche la partita delle stabilizzazioni dei docenti è stata gestita in modo pessimo; sempre a spese dei docenti, stavolta pure vincitori del concorso, ai quali non rimane altro che fare ricorso al Tar.

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Concorso a cattedra: Il Consiglio di Stato sconfessa il Tar per la seconda volta

Posted by fidest press agency su sabato, 30 luglio 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cAncora una vittoria dei legali dell’Anief presso il Consiglio di Stato messa a segno a tutela dei diritti dei docenti in possesso di abilitazione con diploma magistrale a indirizzo sperimentale linguistico: i Giudici di Palazzo Spada danno piena ragione ai ricorrenti e confermano il loro diritto a partecipare al concorso a cattedra bandito dal MIUR lo scorso febbraio. Per gli specializzandi sostegno, invece, come per i laureati, tutto è rinviato all’organizzazione delle prove suppletive quando potrà essere, eventualmente, richiesta una nuova istanza cautelare visto che le prove scritte si sono già svolte. E ancora un velo di incertezza si abbatte su tutta la procedura, visto che il Miur non ha ancora predisposto il calendario delle prove speciali richieste dai giudici, mentre stanno per essere nominati i primi vincitori.Ancora un colpo di scena si abbatte sull’ultimo concorso a cattedra voluto dal Governo, che ha escluso intere categorie di docenti, da quelli di ruolo a quelli non abilitati, dagli ITP agli specializzandi e che è finito sotto la lente dei giudici amministrativi. Le ultime ordinanze di accoglimento dei giudici di Palazzo Spada sono la n. 2957/16 e la n. 2995/16 con cui sono ammessi nuovamente i diplomati magistrali ad indirizzo linguistico del ricorso n. 4413/16 respinto dal Tar Lazio in sede cautelare, nonostante una precedente ordinanza degli stessi giudici di secondo grado, grazie all’appello predisposto dai legali dell’Anief, Sergio Galleano e Vincenzo De Michele con la collaborazione dell’avv. Simona Rotundo, aveva già “ritenuto, pur nell’ambito della delibazione propria della presente fase cautelare, che, oltre ai sufficienti profili addotti a sostegno del requisito del fumus boni iuris, risulti nella specie dimostrato anche la ricorrenza del requisito del periculum, tenuto conto dei tempi ristretti di definizione della procedura concorsuale in questione”.E così le prove suppletive devono essere organizzate dal Miur per altri 400 ricorrenti illegittimamente esclusi dalla partecipazione al concorso a cattedra, a queste potranno sempre fare richiesta di accedere anche gli specializzandi (oggi specializzati) su sostegno nonché i ricorrenti laureati senza abilitazione che i legali Anief continueranno a tutelare in tutte le opportune sedi. Come si legge nella motivazione delle ordinanze respinte, infatti, relative ai ricorsi iscritti al Tar Lazio con numero di ruolo n. 4409/16 e n. 4407/16, il Consiglio di Stato non preclude la futura ammissione dei ricorrenti alle ulteriori sessioni concorsuali riservate considerando che “le prove scritte del concorso si sono ormai svolte, cosicché non residuano margini per ammissione, sia pure con riserva, alla procedura sui cui si controverte”, ma ribadendo “l’eventuale partecipazione alle future sessioni riservate che saranno bandite dal Ministero dell’istruzione, come assicurato, nella camera di consiglio, dal difensore dell’Amministrazione.”
Quindi, ancora una speranza per queste categorie di docenti che negli scorsi mesi avevano ottenuto un decreto monocratico e due ordinanze di accoglimento sempre da quei giudici del Consiglio di Stato che oggi si riservano di dare, soltanto dopo l’organizzazione delle prove suppletive, un nuovo giudizio sommario. Prove che, comunque, per lo studio legale dell’Anief devono essere organizzate dal Miur necessariamente prima della nomina dei vincitori, ovvero della conclusione delle procedure stesse, visti i lavori avanzati in alcune commissioni. I legali Anief hanno già provveduto a inviare formale diffida al MIUR per una rapida calendarizzazione delle sessioni d’esame che dovranno essere riservate ai ricorrenti. A questo punto non rimane che osservare da spettatori questa sagra che si tinge, di giorno in giorno, con mille sfumature dopo che, sempre grazie ai ricorsi dell’Anief, centinaia di insegnanti tecnico pratici e docenti di ruolo hanno avuto garantita già la partecipazione alle stesse prove suppletive, mentre è stato pubblicato in GU del 13 luglio 2016 l’atto di promovimento n. 134 del 12 aprile 2016 con cui il Tar Lazio ha sollevato, sempre su richieste dei legali dell’Anief, questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 110, ultima parte della legge n. 107/2016 per violazione degli artt. 2, 3, 4, 51 e 97 della Costituzione, ragion per cui, a breve, si avrà l’udienza pubblica della Consulta. A settembre, pertanto, si attendono nuovi sviluppi.

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Scuola: Concorso a cattedra, ammessi pure i diplomati Isef e gli educatori

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 giugno 2016

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cCome annunciato mesi fa dal sindacato, il concorso a cattedra 2016 risulta illegittimo per la clamorosa esclusione di diverse categorie di docenti che avrebbero dovuto partecipare di diritto alla selezione pubblica. Il Tribunale Amministrativo del Lazio ha infatti trasmesso ai legali del giovane sindacato un’altra comunicazione di accoglimento delle istanze cautelari, stavolta proposte in favore dei docenti sia in possesso di diploma Isef sia del personale educativo illegittimamente escluso dalla possibilità di aspirare al ruolo per la scuola primaria.Marcello Pacifico (Anief-Cisal): il bando concorsuale è stato composto in modo superficiale. Per questo motivo, stiamo solo tutelando il diritto di tanti docenti precari a potersi sottoporre alle prove concorsuali, per conseguire, se lo meritano, l’aspirato contratto a tempo indeterminato o il giusto diritto al miglioramento della propria condizione professionale. Ora il Miur si adoperi per rispettare gli ordini del giudice e provveda a calendarizzare le prove suppletive.

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Concorso a cattedra, sentenza Tar Lazio favorevole per 446 laureati esclusi da Miur nel 2012

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 Mag 2016

tar lazioSentenza del Tar Lazio favorevole per 446 ricorrenti laureati esclusi dal Miur nel 2012: a breve si saprà dei 25mila del bando Giannini. Con sentenza breve n. 5362/16, il Tribunale amministrativo regionale ha dato il via libera ad un altro plotone di candidati estromessi ingiustamente dal regolamento firmato dall’allora Ministro Francesco Profumo. Ora, dopo le pronunce del Consiglio di Stato e gli appelli del Miur respinti sui nuovi ricorsi presentati dai legali dell’Anief, l’attenzione si sposta sull’attuale concorso: si attende il parere della Camera di Consiglio del 19 maggio, che ci dirà se anche stavolta chi ha intrapreso un percorso universitario per fare l’insegnante potrà o meno partecipare alla selezione nazionale. In caso di parere positivo, il Miur dovrebbe predisporre l’immediata calendarizzazione delle prove suppletive. Marcello Pacifico (presidente Anief): il pregiudizio è così grave e irreparabile che, se non accolto nelle misure cautelari richieste in merito all’ammissione con riserva, potrebbe travolgere tutta la procedura visto che, comunque, già la Legge 107/2015 è stata rimessa dallo stesso Collegio al vaglio della Corte costituzionale per l’esclusione dei docenti di ruolo.

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Concorso a cattedra: partiti con il piede sbagliato

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 Mag 2016

cassazioneLa materia è disciplinata dall’articolo 12 del Dpr 9 maggio 1994 n. 487 che prevede che le commissioni esaminatrici, alla prima riunione, stabiliscano i criteri e le modalità di valutazione delle prove concorsuali, da formalizzare nei relativi verbali, al fine di assegnare i punteggi relativi alle singole prove. Sul punto la giurisprudenza è consolidata: anche la Suprema Corte di cassazione a sezioni unite con la sentenza n.14896 del 21 giugno 2010 ha ribadito che “la commissione esaminatrice è tenuta per legge a far precedere la correzione e le singole valutazioni da una sintesi delle proprie ipotesi valutative”.
Marcello Pacifico (presidente Anief): pure il decreto ministeriale che regola il concorso, pubblicato a fine febbraio, ha ribadito che i docenti devono fornire agli alunni, in maniera chiara e trasparente, su cosa saranno valutati. Ma il caos organizzativo potrebbe ancora non aver toccato il fondo: perché se il giudice d’appello dovesse dar ragione ai tanti docenti ricorrenti, laureati, Itp, con diploma magistrale linguistico e altre tipologie ancora, per il Tar Lazio sarà inevitabile mutare il precedente orientamento negativo e ordinare, di conseguenza al Miur, la partecipazione degli esclusi.

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Scuole Montessori di Varese: 3 incontri per prepararsi all’open day del 28 novembre

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 ottobre 2015

MONTESSORI MariaMartedì 6, 13 e 20 novembre alle 20.30 nella scuola di Calcinate del Pesce appuntamenti gratuiti con esperti per approfondire il metodo Montessori.
È vero che non danno compiti? E che non c’è la cattedra? I bambini imparano davvero? Tanti i dubbi e i falsi miti che, ancora oggi, sono diffusi sul metodo Montessori. Per questo la Scuola Montessori di Varese Percorsi per Crescere ha organizzato una serie di incontri a partire dal 6 novembre in vista dell’open day che si terrà sabato 28 novembre a Calcinate del Pesce.«Abbiamo voluto organizzare degli appuntamenti per parlare in modo approfondito della didattica e della metodologia utilizzata nella scuola Montessori – afferma Maria Angela Ferioli, presidente della Cooperativa Percorsi per Crescere che gestisce la scuola di Varese – . Il metodo Montessori è diffuso e apprezzato in tutto il mondo anche se, proprio nella patria della sua fondatrice, è spesso conosciuto in modo approssimativo ed errato. Questi incontri vogliono essere un’occasione per fare chiarezza e per parlare delle potenzialità di questo approccio».
Gli appuntamenti si svolgeranno a novembre il martedì sera alle 20.30 nella sede di via Maggiora 10 a Calcinate del Pesce: si comincia il 6 novembre con la conferenza “Lo sviluppo intellettuale del linguaggio: il materiale per la lettura e la scrittura” con Costanza Buttafava della Scuola Montessori di via Milazzo a Milano; la settimana successiva, 13 novembre, si parlerà invece di “Educare alla libertà: un impegno per educatori e genitori”; il 20 novembre le maestre della Scuola Montessori racconteranno la pratica quotidiana nell’incontro “I materiale e gli ambienti”.
Sabato 28 novembre si terrà poi l’open day: gli orari di apertura sono dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. Sarà possibile visitare gli spazi, parlare con i docenti e gli ex alunni e “toccare con mano” il metodo utilizzato.
L’asilo nido e la Casa dei bambini si trovano in via C. Maggiora 10, mentre la scuola primaria in via Duca degli Abruzzi 188. Da sabato saranno aperte le iscrizioni per l’anno scolastico 2016/2017.
Scuola Montessori di Percorsi per crescere (www.percorsipercrescere.it) – La scuola Montessori Percorsi per crescere è nata nel 1998: inizialmente solo come nido, quindi negli anni per far fronte alle crescenti richiesti si è estesa anche alla scuola dell’infanzia e, dal 2006, alla primaria. Le insegnanti sono specialiste del metodo Montessori, grazie a una formazione specifica, mentre la supervisione pedagogica è affidata a Grazia Honegger, una delle ultime allieve di Maria Montessori. L’asilo nido e la scuola dell’infanzia si trovano in via Maggiora 10, mentre l’ingresso della scuola primaria è in via Duca degli Abruzzi 118, sempre a Calcinate del Pesce (Varese).

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Docenti: in pensione sempre più tardi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 dicembre 2014

scuola-pubblicaChi può andare via prima non lo fa per le forti decurtazioni: mentre in Europa si continua a lasciare anche a 55 anni con l’assegno pieno.
L’esempio dell’‘opzione donna’ di questi giorni: partendo dal presupposto che oggi si vive più a lungo, la riduzione dell’assegno di quiescenza rispetto ai contributi versati può arrivare al 39%. Non è un caso se tra nuove norme e disincentivi, i pensionamenti della scuola si sono più che dimezzati. E chi accetta il ricatto va ad accrescere la lista dei poveri della terza età: i pensionati con meno di mille euro al mese sono ora il 41%.Marcello Pacifico (Anief-Confedir): invece di introdurre flessibilità in uscita per ringiovanire il corpo insegnante più vecchio al mondo, si è spostata in avanti l’età di pensionamento delle donne (l’81% dei docenti) di 6 anni. Perché un prof francese può invece andarsene senza decurtazioni a 62 anni? Perché in Polonia, Cipro, Belgio, Danimarca, Irlanda, Grecia, Spagna e Lussemburgo si può accedere tra i 55 e i 60 anni ad una pensione piena sulla base degli anni di servizio svolti? La verità è che in Italia anziché incentivare il trattenimento in servizio, si penalizza chi vuole esercitare il diritto di lasciare la cattedra spesso anche solo per non ammalarsi.

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Marcello Lippi sale in cattedra

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2012

Marcello Lippi

Image via Wikipedia

Milano 20 Gennaio 2012 (ore 14) il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio Campione del Mondo 2006 Marcello Lippi salirà in cattedra alla 10ª Edizione del Master Universitario in “Sport Management, Marketing and Sociology” (vedi sito: http://www.unimib.it/go/Home/Italiano/Studenti/Dopo-la-laurea/Master-universitari) presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Milano–Bicocca (Edificio U9 Aula 8, Viale dell’Innovazione, 10 a Milano) e terrà, ai 25 futuri Manager dello sport, una lezione aperta al pubblico sulla “Costruzione di un team vincente”. Il Master (certificato ISO 9001, con il conferimento di 62 i Crediti Formativi Universitari), proposto per creare nuove professionalità approfondendo la conoscenza e l’analisi critica delle strategie per il business dello sport e dei relativi aspetti socioeconomici e manageriali, è diretto dal Prof. Franco Ascani, Membro della Commissione Cultura ed Educazione Olimpica del CIO, Comitato Internazionale Olimpico. Il Piano didattico del Master è sviluppato da 60 qualificati e selezionati docenti a livello nazionale ed internazionale, testimonial e campioni dello sport.

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Cattedra “Spiritualità e Dialogo Interreligioso”

Posted by fidest press agency su martedì, 1 marzo 2011

Roma, venerdì 4 e sabato 5 marzo Pontificia Università Antonianum via Merulana, 124 avrà luogo, l’inaugurazione della Cattedra “Spiritualità e Dialogo Interreligioso”, all’interno dell’Istituto Francescano di Spiritualità, in memoria di mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell’Anatolia, barbaramente ucciso il 3 giugno 2010. Gli ambiti di interesse della cattedra saranno: la ricerca di Dio come ponte di dialogo tra le religioni, il carattere proprio della esperienza cristiana di Dio in Cristo nello Spirito Santo, in relazione alle diverse esperienze religiose; la storia delle relazioni e delle convivenze tra le religioni nel mondo. Particolare riferimento sarà dato alla presenza cristiana nel Medio Oriente. Questo ambito riprende un tema particolarmente caro a mons. Padovese, e costituisce un elemento significativo per la tradizione francescana che ha legato la sua presenza all’Oriente cristiano, alla Terra santa in particolare, e all’incontro con l’Islam.Venerdì mattina porteranno il loro saluto diverse autorità accademiche e religiose, tra cui il Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori e Gran cancelliere dell’Antonianum, fr. José Rodriguez Carballo, il Ministro Generale dei Frati Minori Cappuccini, Fr. Mauro Jöhri, l’Ambasciatore di Turchia, S. Ecc. prof. Kenan Gürsoy. Successivamente interverranno con una comunicazione S. Em. Card. Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, Fr. Pier Battista Pizzaballa, OFM, Custode di Terra Santa, Fr. Leonhard Lehmann, OFMCap, Professore alla PUA. In occasione dell’inaugurazione si terrà, venerdì pomeriggio e sabato, il I Simposio di Anatolia Cilicia e Cappadocia cristiane, l’ultimo simposio organizzato da mons. Padovese, programmato in Turchia per lo scorso lo scorso giugno e sospeso a causa della sua uccisione. Per il programma dettagliato vedi il sito http://www.antonianum.eu.

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