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Posts Tagged ‘cattedre’

Aumentano le cattedre di sostegno affidate al personale precario

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 ottobre 2022

Lo ha sancito il nuovo focus del Ministero dell’Istruzione, pubblicato in questi giorni, incentrato sui dati sugli alunni disabilità frequentanti le scuole italiane di ogni grado di istruzione – statali, paritarie e non paritarie -, dal quale risulta nel 2020/2021 dei 184.405 docenti per il sostegno, 80.672 hanno sottoscritto un contratto a tempo indeterminato e 103.733 un contratto a tempo determinato. Il Ministero ha comunicato che “la quota di insegnanti per il sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti per il sostegno è pari al 43,7%; nell’anno scolastico 2001/2002 tale rapporto si attestava sul 60,8%”. La situazione è preoccupante. Anche a livello regionale. L’Ufficio scolastico regionale Sicilia ha oggi comunicato che aumentano i posti in deroga, assegnati fino al 30 giugno: a fronte di 24.755 posti in organico, ben 11.618 risultano in deroga e quindi assegnati ai precari, spesso anche non specializzati.Anief rilancia, a questo proposito, la propria proposta per superare questa situazione intollerabile sul sostegno ed in generale riguardo il precariato scolastico che continua ad essere contrassegnato da numeri da record: “Con la nuova legislatura – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – bisogna introdurre con celerità una nuova fase transitoria per la gestione del precariato. Per il sostegno è chiaro che vanno cancellati tutti i posti in deroga e specializzati senza limiti tutti coloro che chiedono di frequentare i corsi di didattica speciale. Inoltre, occorre prevedere l’assorbimento delle graduatorie ad esaurimento ed elenchi aggiuntivi specializzati su sostegno e delle graduatorie di merito dei concorsi con assegnazione dei ruoli. Come pure si deve introdurre l’estensione del reclutamento alla prima Fascia Gps, senza limitazioni sulla valutazione del servizio, con conferma delle maestre con diploma magistrale licenziate e alla seconda fascia con conferma del ruolo dietro valutazione positiva dell’anno di formazione universitaria/Tfa sostegno cui essere ammessi in sovrannumero se sprovvisti di abilitazione o specializzazione. Non c’è tempo da perdere”, conclude Pacifico. Per dare risposte immediate alla drammatica la situazione sul sostegno agli alunni disabili e alle restrizioni imposte alle scuole dagli Uffici scolastici, che danno agli istituti docenti a tempo determinato e un numero ridotto di ore di didattica speciale, Anief invita famiglie, docenti e dirigenti scolastici a presentare ricorsi gratuiti, sinora tutti sistematicamente vinti.

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Scuola: 200mila cattedre scoperte, pure quest’anno le nomine saranno un flop

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2022

“Sulle assunzioni a tempo indeterminato del personale docente non ci siamo: avere lasciato fuori i precari abilitati e con anni di supplenze è una decisione autolesionista che fa male alla scuola e ai suoi studenti che anche quest’anno avranno 200mila supplenti annuali”: a dirlo è oggi Marcello Pacifico, commentando la decisione del ministero dell’Istruzione di assumere da prima fascia Gps solo utilizzando le graduatorie del sostegno e dei parlamentare di seguire la linea conservatrice del Governo, bocciando la proposta Anief del doppio canale di reclutamento, rimasto fuori dal maxi-emendamento della Commissione Bilancio al decreto legge 36 approvato dall’Aula del Senato.“L’anno scorso – dice Marcello Pacifico – questa modalità ha prodotto la mancata assegnazione della metà dei posti assegnati al ruolo e autorizzati dal Mef; gli anni precedenti andò ancora peggio. Nel 2021, degli 11.997 assunti da GPS quasi tutti erano docenti di sostegno. Quest’anno, alla luce delle modifiche delle norme sulla mobilità e alla riattivazione della Call veloce, si poteva sanare questo errore includendo tra coloro che hanno diritto alle immissioni in ruolo anche gli insegnanti curricolari, su disciplina comune, inseriti nella prima fascia”. “Come risulta incomprensibile – continua il sindacalista Anief – avere scartato a priori un’altra soluzione concreta e immediata: la stabilizzazione dei docenti precari inseriti in seconda fascia Gps, nei casi in cui da Gae e prima fascia risultassero esaurite le candidature. È appurato che il Ministro non vuole risolvere il problema della supplentite, evidentemente funzionale alle casse dello Stato. Anche perché che senso ha continuare anche a licenziare maestre con diploma magistrale, dopo che hanno anche superato l’anno di prova, salvo riassumerle come precarie a settembre con gli stessi alunni? La verità è che abbiamo a che fare con una politica ipocrita, che non gestire il precariato scolastico e si dimostra sempre più miope nelle scelte. Oramai – conclude Pacifico – siamo alla colpevole approssimazione. Per questi motivi, il contenzioso continuerà e lo Stato sarà processato dall’Europa”.

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Scuola: Sostegno, anche quest’anno 90mila cattedre a supplenza

Posted by fidest press agency su domenica, 7 novembre 2021

Anche quest’anno i posti di sostegno assegnati ai supplenti ha raggiunto livelli da record: perché a fronte di più di 172 mila cattedre complessive, solo poco più della metà continuano ad andare a personale di ruolo. Le 14mila immissioni in ruolo su sostegno dell’anno in corso, considerando pensionamenti e spostamenti su posto comune, oggi abbiamo non oltre 85mila posti coperti con personale a tempo indeterminato. Secondo l’Ufficio Studi Anief, ne consegue che le rimanenti 90mila cattedre sono andate o stanno andando a supplenza annuale, con l’aggravante che di queste ben 66mila (dunque quasi il 40% dell’organico totale di sostegno), risultano in deroga, quindi assegnabili solo a precari e non utilizzabili nemmeno per i trasferimenti benché si tratti di cattedre vacanti a tutti gli effetti. Ma l’aspetto più paradossale è che una percentuale alta, sicuramente la maggior parte, dei 90mila contratti a tempo determinato (con Sicilia e Lazio che detengono i numeri più alti) continuano ad essere sottoscritti con dei supplenti annuali non specializzati.“I numeri del sostegno sono altisonanti – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – e anche destinati a crescere per via dei tanti ricorsi presentati per via del mancato affiancamento del docente specializzato. Ma anche a seguito della campagna gratuita #nonunoradimeno, che continua a garantire ad ogni alunno con disabilità le ore settimanali di sostegno richieste dalle scuole come da consolidata giurisprudenza. Il paradosso è che abbiamo decine di migliaia di cattedre di sostegno che vanno a docenti non specializzati e non riusciamo ad andare oltre l’avvio di cicli di Tfa che non vanno oltre 20-22mila posti a disposizione. Con l’aggravante della pessima distribuzione dei posti a livello regionale: dove vi sono migliaia di posti liberi, si specializzano centinaio di docenti; dove vi sono meno posti vacanti, invece, si specializzano in migliaia. Per non parlare dei paletti eccessivi sui requisiti di accesso. Eccoci qui, ancora una volta, a dire basta a tutto questo, che si va a ripercuotere negativamente, lo ricordiamo, prima di tutto sulla formazione di oltre 280mila alunni con disabilità certificata”, conclude il leader dell’Anief. A questo proposito, Anief consiglia di impugnare il decreto sul VI ciclo Tfa sostegno ed aderire al ricorso del sindacato, da presentare in tutti i casi di individuazione di un numero inadeguato di posti tenendo conto delle effettive esigenze territoriali: l’obiettivo del sindacato è infatti quello di incrementare il numero dei posti di accesso e permettere quindi l’ammissione ai corsi universitari specializzanti a chi è stato ingiustamente escluso.

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Scuola Precari, il Ministero monitora le cattedre vacanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 settembre 2021

Su immissioni in ruolo e supplenze, il ministro Patrizio Bianchi esprime piena soddisfazione: “Quest’anno non c’è stato il balletto delle supplenze. Abbiamo fatto un’operazione importantissima. Usualmente i professori entravano di ruolo il primo settembre e poi si verificava chi mancava e fra ottobre e novembre si riempivano i buchi. Noi abbiamo fatto la copertura di tutto l’organico, 112mila posizioni che si aggiungono, le cosiddette cattedre vacanti, quelle vuote. Ci sono 880mila insegnanti nella scuola di Stato in Italia. A cui si aggiungono quelli delle scuole paritarie e altre 300mila persone del personale tecnico amministrativo”. Infine, ha detto il ministro, “ci sono poi le supplenze corte che dipendono dal preside”.Anief reputa invece fallimentare riprendere l’anno scolastico con 200mila supplenze. Questo è frutto delle pessime politiche di reclutamento adottate negli ultimi anni, contraddistinte da procedure opposte rispetto alle direttive e risoluzioni europee, oltre che della Corte di Giustizia di Bruxelles, che proprio per combattere l’abuso dei contratti a termine prevedono dei processi di stabilizzazione automatizzati. Se si arriva ad autorizzare quasi 113mila immissioni in ruolo e poi se ne realizzano la metà, c’è più di qualcosa che non va. Il confronto va fatto non con i numeri peggiori dell’anno scorso, ma con quei Paesi moderni dove non vi sono questi numeri impressionanti di precari e le assunzioni sono la norma, non l’eccezione.

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Scuola: immissioni in ruolo di oltre 112mila cattedre

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2021

Il Nord Italia fa la parte del leone nell’assegnazione delle immissioni in ruolo di oltre 112mila cattedre, in vista dell’avvio delle lezioni del nuovo anno. Di contro, risulta decisamente minoritaria la quota del contingente riservata alle Regioni del Mezzogiorno: in Calabria, ad esempio, sono stati autorizzati appena 2.226 immissioni in ruolo, mentre in Sardegna e Sicilia il ministero dell’Economia ha dato il sì, rispettivamente, per 3.949 e 4.212 posti; poi seguono la Puglia con 5.171 e Campania con 6.438 posti. Meno di tutti, però, ne avranno la Basilicata (solamente 806 posti) e il Molise (appena 420). In tutto, Sud e Isole maggiori porteranno a casa, anche se solo sulla carta, 24.800 immissioni in ruolo.A livello ciclo scolastico, il maggior numero di posti disponibili riguarda la scuola secondaria di secondo grado, che andrà ad assorbire oltre 37mila assunzioni a tempo indeterminato, poi la scuola secondaria di primo grado, con altri 27mila posti, e a seguire la Primaria (oltre 13mila) ed infine la scuola dell’Infanzia, con poco più di 4mila assunzioni definitive.Per il sindacato, su quei posti dovevano essere collocati molti più docenti precari potenziali: la prima fascia Gps, utile alla stabilizzazione, doveva essere molto più folta. Secondo il sindacato, possono inserirsi con riserva “tutti coloro che hanno chiesto di specializzarsi o di abilitarsi attraverso l’ultimo concorso ordinario bandito o l’ultimo concorso abilitante. Noi riteniamo, dice Marcello Pacifico sulla base di quanto già ottenuto in sede cautelare al Tar e al Consiglio di Stato, ovvero l’Ordinanza di rimessione alla Corte Costituzionale della norma che escludeva coloro che stavano per conseguire il titolo necessario per partecipare al concorso sul Sostegno – che anche questa volta esistano e sussistano gli stessi principi per cui tutte le migliaia di candidati che hanno presentato la domanda l’anno scorso per partecipare al concorso ordinario o al concorso abilitante. Oltre che chi ha chiesto di partecipare ai concorsi che lo Stato non ha fatto partire a causa della pandemia, abbiano il diritto di inserirsi con riserva”.“Stiamo fornendo – continua il sindacalista – le istruzioni operative su come compilare la domanda per inserirsi con riserva. Su tale base se si verrà esclusi dalla graduatoria si farà ricorso in Tribunale. Fin da ora si attiva, quindi, l’adesione a questo ricorso per poter partecipare anche al novero delle prossime immissioni in ruolo e avere i posti accantonati. Se i giudici esprimeranno lo stesso parere della scorsa volta ci si potrà quindi inserire con riserva nelle graduatorie. Possono presentare la domanda anche tutti coloro che hanno partecipato all’ultimo concorso Stem e coloro, come ad esempio i laureandi in Scienze della Formazione primaria, che hanno frequentato un corso di specializzazione o di abilitazione e che non conseguiranno il titolo entro il 31 luglio, o ancora tutti coloro che sono risultati idonei al concorso straordinario”, conclude il sindacalista.

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Cattedre di sostegno affidate a precari non abilitati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Uno dei motivi del boom di cattedre di sostegno affidate a precari non specializzati è quello del basso numero di posti per la frequenza dei corsi di specializzazione, soprattutto nelle province dove, paradossalmente, c’è maggiore richiesta di personale specializzato in didattica speciale. “A maggior ragione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – vanno inclusi automaticamente nei nuovi corsi Tfa sostegno tutti coloro che hanno svolto almeno trentasei mesi di servizio su sostegno senza titolo specializzante: diamogli la possibilità di frequentare questi corsi universitari ed ottenere il titolo”.Il sindacalista sa bene che qualora si dovesse continuare come è stato fatto sino ad oggi, non si potrà mai ridurre l’altissimo ricorso a nuovi supplenti da parte di presidi: una pratica, affidata ai dirigenti scolastici, che ogni anno riguarda decine di migliaia di docenti. “Senza l’allargamento dei corsisti – spiega ancora Pacifico – avremo sempre insegnanti non specializzati, perennemente precari, nominati su posti di sostegno. Tutto questo, se confermato, non aiuta la didattica, non aiuta le famiglie con giovani disabili, non aiuta tanto meno il diritto all’inclusione degli alunni. Anief, pertanto, annuncia la volontà di volere ricorrere ancora in Tribunale per allargare il numero di posti di specializzazione programmati e di far frequentare a tutti i corsi di sostegno”.In particolare, sul Tfa sostegno il Consiglio di Stato ha di recente dato ragione all’Anief: il numero di posti dei docenti da specializzare si stabilisce in base alle necessità effettivi. A questo proposito, Uno dei casi più clamorosi di mancata attivazione di posti adeguata fu, nel 2018, quello del Piemonte, prontamente denunciato dall’Anief, dove il fabbisogno di insegnanti da specializzare nel 2018 ammontava a 4.657 posti, ma nell’ultimo ciclo di TFA erano stati autorizzati solo 200 posti. Anche in Emilia Romagna la differenza fu enorme: a fronte del fabbisogno di insegnanti da specializzare pari a 4.860 posti (oggi diventati 6.000), nell’ultimo ciclo di TFA sostegno ne furono autorizzati appena 320. Mentre la sola Università di Messina organizzò i corsi per ben 2.000 posti di specializzazione e l’Università di Enna 1.125. Mentre altri atenei, come quello di Bologna, non ne avviarono nemmeno uno.

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Scuola: Il nuovo ministro Bianchi vuole tutte le cattedre coperte il 1° settembre

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 febbraio 2021

Il nuovo ministro dell’Istruzione dovrà affrontare fra le varie priorità quella che riguarda il precariato e le cattedre vuote di inizio anno scolastico: il professore Patrizio Bianchi ha già manifestato l’idea di voler combattere la piaga del precariato e di assumere insegnanti per averli al proprio posto già il 1° settembre prossimo. Ma come farà? A rispondere è oggi la rivista Orizzonte Scuola: dopo avere ricordato che dai concorsi si ricaverà ben poco e che anche aumentando “la quota di assunzioni in ruolo ogni anno, le graduatorie per le assunzioni, sia Gae che concorsi, in moltissimi casi prive di aspiranti”, prevede che sarà inevitabile “il massiccio utilizzo dei supplenti che andrà a tamponare i posti vuoti” e peraltro “assegnati in ritardo”. Se si vuole evitare questo, quindi, le strade sono due: trasformare le procedure selettive in concorsi per titoli e riaprire le graduatorie ad esaurimento, così da consentire ai precari abilitati di essere assunti senza più assurde e deleterie attese per tutti.
Cosa potrà fare il nuovo ministro a capo dell’Istruzione per coprire a settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico, il numero record di posti che vanno a supplenza? Secondo la stampa specializzata, “il canale di assunzione dei nuovi concorsi non può considerarsi percorribile, almeno per i concorsi ordinari infanzia, primaria e secondaria, dato che sono ancora bloccati. La chance” tuttavia è limitati ai soli “vincitori del concorso straordinario, la procedura ripartita proprio ieri e che potrebbero effettivamente essere immessi in ruolo a settembre”. Pertanto, per evitare un nuovo record di supplenze annuali, stavolta superiore ai 250 mila contratti da stipulare sino alla fine dell’anno scolastico o al 31 agosto, si potrebbe puntare davvero su quello che l’Unione europea chiede: l’immissione in ruolo per titoli e servizi. Una possibilità che ha di recente trovato d’accordo anche il Comitato europeo dei diritti sociali, che accogliendo il reclamo Anief n. 146/2017 ha dato di fatto il via libera a procedure accelerate, anche per evitare una dura condanna dell’Italia da parte dell’Ue.

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Scuola: Sostegno, a supplenza quest’anno 83mila cattedre

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

Le assunzioni sui posti di sostegno e la copertura dei vacanti ufficializzati dalla Legge di Bilancio 2021 sono pressoché vanificati dalle situazioni in atto e da norme contrattuali. Lo scrive oggi Tuttoscuola spiegando che secondo la legge finanziaria, saranno 25 mila i posti di sostegno che verranno stabilizzati nel corso del triennio (5 mila quest’anno, 11 mila l’anno prossimo e 9 mila nel 2023), “ma i posti in deroga nel frattempo aumentano. Sono passati, infatti, dai 73.170 del 2019-20 agli 83.651 di quest’anno con un incremento di oltre 10mila posti (esattamente 10.481). Considerata la tendenza di incremento in atto dei posti di sostegno in deroga, nel triennio considerato è più che probabile che alla fine sarà maggiore il numero dei nuovi posti di sostegno in deroga (oltre 30 mila) rispetto a quelli stabilizzati dalla legge di bilancio (25mila)”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “È giunta l’ora di procedere con le immissioni in ruolo di tutti i precari che hanno svolto oltre 36 mesi. Produrre vincoli e selezioni per chi è già stato ampiamente selezionato o che ha dimostrato le sue capacità e competenze sul campo ci ha portato al record di supplenze, con oltre il 40 per cento di insegnanti precari, che porta due alunni disabili su tre a cambiare ogni anno docente e a compromettere la continuità didattica”.Sul sostegno non si riesce proprio a trovare una soluzione. Oggi la rivista specializzata Tuttoscuola parla di “cane che si morde la coda”, perché “al termine delle operazioni mobilità il “sostegno registra in termini percentuali una quantità di posti rimasti vacanti maggiore di ogni altro settore”. Pertanto, “suona abbastanza stridente l’affermazione del comma 960 della legge di bilancio “Allo scopo di garantire la continuità didattica per gli alunni con disabilità…”. Anief ritiene sempre più impellente l’esigenza di assumere sugli oltre 80 mila posti oggi vacanti: invece, continuano ogni anno ad andare a supplenza annuale. E lo stesso vale per diverse migliaia di posti di assistente alla comunicazione. Lo stesso Istat ha detto che l’obbligo di passare alla dad, il 9 aprile scorso (d.l. 8 aprile 2020, n.22) per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid19, ha prodotto un ostacolo ulteriore “al proseguimento dei percorsi di inclusione intrapresi dai docenti, riducendo sensibilmente la partecipazione degli alunni con disabilità”, rendendo ancora “più complesso un processo delicato come quello dell’inclusione scolastica”. Un contesto reso ancora più difficile dal fatto che il 37% “di docenti individuati per rispondere alla carenza di insegnanti per il sostegno” purtroppo “non ha una formazione specifica” per assistere al meglio gli alunni disabili.

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Per riaprire le scuole il 7 gennaio serve trasporto pubblico, test rapidi, tutte cattedre coperte”

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

“Dal 7 gennaio, finalmente, anche gli studenti degli istituti secondari di secondo grado torneranno sui banchi di scuola con la didattica in presenza al 75%. Come specificato dal Dpcm, per decidere se ci sono le condizioni e quindi poter arrivare preparati alla data, presso ciascuna Prefettura deve essere istituito un tavolo di coordinamento. In Toscana a che punto siamo? Serve correre per aprire tra meno di un mese, perché a settembre quello che non ha funzionato sono stati trasporti pubblici, test rapidi e risposte rapide che non arrivavano e tanti docenti che ancora mancavano. I tavoli delle prefetture devono lavorare su questi nodi, altrimenti o la scuola non riapre e prosegue a distanza oppure rischia di riaprire e di chiudere nuovamente”, così Gabriele Toccafondi, deputato fiorentino di Italia Viva.”Non deve essere sprecato neanche un minuto. I Ragazzi Sono già stati pesantemente penalizzati dai troppi giorni lontani da scuola con la didattica a distanza. Dobbiamo lavorare presto e bene affinché tutto sia pronto il 7 di gennaio per poterli far tornare in classe in sicurezza e per poter fare in modo che possano rimanere in classe, svolgendo l’intero secondo semestre in presenza, a scuola, in classe e non più in DAD.” conclude Toccafondi.

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Scuola: Cattedre scoperte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Per il concorso straordinario per 32mila posti, a fronte di circa 64mila domande presentate, “non servono rinvii: il problema vero è che i concorsi non sono la soluzione al precariato”: a spiegarne i motivi, in una intervista odierna ad Orizzonte Scuola, è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Il sindacalista sostiene che per abbattere davvero il precariato scolastico l’unica soluzione è “la riapertura delle GaE o l’assunzione dalle graduatorie di istituto o anche dalle GPS, a condizione che la nuova tabella di valutazione dei titoli venga annullata perché ha scontentato tutti e violato il principio di affidamento. Il personale della scuola deve essere stabilizzato come si stabilizza il personale della sanità e degli enti locali”. Secondo il sindacalista, sul concorso, le cui prove prenderanno il via il prossimo 22 ottobre, pesa però anche la mancata volontà del Ministero di organizzare prove aggiuntive per coloro che non potranno parteciparvi, anche a causa del Covid-19: Pacifico sostiene che è palesemente “incostituzionale escludere dei candidati per condizioni di salute. Si devono fare per forza delle sessioni suppletive”. Il presidente del giovane sindacato conferma quindi che i ritardi che si stanno accumulando in diverse province sull’assegnazione delle supplenze sono fortemente legati allo stravolgimento della “tabella di valutazione dei titoli”, che ha portato a rivedere “i criteri di valutazione dei titoli fatti in questi anni, demandando alle scuole polo la valutazione degli stessi”.

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Concorso secondaria: vuoto delle cattedre di matematica e dei posti di sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

Quali sono le tipologie di posti e quali cattedre mancano maggiormente nella scuola italiana? Di quali insegnanti si ha più bisogno? Da lunedì 15 giugno e fino al prossimo 31 luglio sono aperte le iscrizioni per il concorso ordinario della scuola secondaria che mette in palio complessivamente 33 mila posti da assegnare dal prossimo biennio scolastico 2020/21 e 2021/22. Il Ministero dell’Istruzione ha provveduto infatti ad integrare gli iniziali 25 mila posti con altri 8 mila aggiunti dal decreto Rilancio, raccolti e ordinati da Tuttoscuola in un’unica tabella con suddivisione dei posti per regione e per classe di concorso. Grazie alla tabella elaborata da Tuttoscuola è possibile approfondire e comparare i dati pubblicati per conoscere il fabbisogno delle scuole che il concorso vuole colmare. Va detto che i posti del concorso ordinario e di quello straordinario sono quasi identici e in proporzione: conoscendo i primi, si possono conoscere in proporzione anche i secondi.Per il concorso ordinario il maggior fabbisogno è rappresentato dai 4.205 posti di sostegno della secondaria di I grado che cumulati con i 1.559 del II grado portano il totale dei posti di sostegno a 5.764 unità, che equivalgono ad 1 posto ogni 6 dei 33 mila posti a concorso.Per la classe di concorso A22 (Italiano, Storia e Geografia – Scuola secondaria I grado) i posti sono 3.775 che, cumulati con i 1.796 della A12 di lettere nel II grado, portano il totale del settore di lettere a 5.571 posti.Non è da meno il settore di Matematica con complessivi 4.129 posti in palio, di cui 3.124 per l’A28 (Matematica e Scienze – Scuola secondaria I grado) e 1.005 per l’A26 (Matematica – Istituti II grado). Il 57% dei posti (18.898 complessivi) si trova nelle regioni settentrionali, con il primato della Lombardia che da sola offre 7.247 posti, il 22% del totale.Quei posti sono già la premessa di un esodo di ritorno di tanti vincitori verso le proprie residenze meridionali nei prossimi anni. Di più su http://www.tuttoscuola.com

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Scuola: Sostegno, metà delle cattedre ai precari

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Appello Anief ad Azzolina e Gualtieri: sui corsi di specializzazione non ripetano gli errori di Bussetti e li bandiscano laddove ci siano le effettive esigenze.I dati ufficiali dicono che vi sono province con il 70% dei posti senza titolare. Occorrono quindi docenti specializzati, da immettere in ruolo alla svelta ed in modo mirato. Peccato che al Miur si operi senza essere coscienti di questo: in occasione del IV ciclo Tfa sostegno, i posti messi al bando furono gestiti dall’allora ministro Marco Bussetti nel peggiore dei modi, assegnandoli non in base alle esigenze territoriali ma assecondando le richieste degli atenei universitari. Tanto è vero che a delle province con 3 mila cattedre vacanti, come Torino, andarono l’ombra dei posti. E anche l’organizzazione delle prove d’accesso fu a dir poco deficitaria, con l’introduzione di una soglia “mobile” per la preselettiva diversa di regione in regioni e l’ammissione allo scritto oltre la sufficienza considerata invece utile in tutti i concorsi pubblici. Secondo l’Anief, è bene che la nuova ministra non cada negli stessi errori, in modo così da attivare dei corsi regolari per molti di più dei 20 mila docenti pensati. Marcello Pacifico (Anief): “È bene che i ministri Azzolina e Gualtieri si muovano subito, perché a dicembre il Miur di Fioramonti, invece di comunicare alle Università il numero dei posti disponibili sui quali attivare i corsi, ha chiesto agli atenei di indicare il numero massimo di studenti che potrebbero frequentare i corsi, facendo così intendere che siano anche stavolta gli atenei a decidere dove specializzare i docenti. Se così fosse, e se si dovesse sbagliare ancora il regolamento d’accesso e svolgimento dei corsi, Anief impugnerà il tutto, mentre gli altri sindacati stanno ancora a guardare.”

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Scuola: Precariato, boom di cattedre scoperte

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Mai era accaduto che un anno scolastico iniziasse con 205 mila cattedre da coprire con personale precario: nell’ultimo decennio, il numero di contratti a tempo determinato è addirittura raddoppiato. Anche perché su 180mila immissioni in ruolo ne sono state fatte soltanto 90mila, per colpa di un sistema di reclutamento che lascia ai margini gli abilitati all’insegnamento e permette di lavorare sempre più con le Mad. E ora pure con gli annunci sui social.Il problema della supplentite e del ricorso alla magistratura per l’abuso dei contratti a termini con crescenti danni erariali per lo Stato, si risolve per Anief con la riapertura straordinaria delle ex graduatorie permanenti a tutto il personale abilitato, incluso i diplomati magistrali, Itp ed educatori, e la fine dei licenziamenti. Fu fatto proficuamente nel 2008 e nel 2012, con due “finestre specifiche” rivolte al personale precario abilitato: perché oggi non si può ripetere? Il presidente nazionale Marcello Pacifico lo chiede prima che vengano costituite le nuove graduatorie del salva-precari bis, come specificato in un punto della piattaforma dello prossimo sciopero del 12 novembre.“Il nodo della questione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che fino a tutto il 2014 ci furono gli effetti benefici delle riaperture delle GaE, mentre ai laureati in scienze della formazione primaria laureati dopo il 2012 fu impedito l’ingresso, come ai diplomati magistrali dal primo aggiornamento del febbraio 2002 delle ex graduatorie permanenti. Il tutto, con il beneplacito delle attuali organizzazioni sindacali che hanno raggiunto l’intesa nei giorni scorsi sulla proroga dei contratti in essere in caso di licenziamento, gli stessi sindacati che hanno seguito l’Anief nella vertenza legale che ha ammesso a partire dal 2014 migliaia di maestre con riserva nelle stesse GaE e in duemila nei ruoli con sentenza passata in giudicato prima della doppia pronuncia negativa dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ora pone a rischio migliaia di immessi in ruolo in corso d’anno pure dopo avere svolto l’anno di prova”.

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Scuola: A.A.A. docente cercasi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

L’alto numero di cattedre scoperte continua a farsi sentire. E non è limitata ad alcune aree del Paese: ormai, anche se si tratta di istituzioni pubbliche, dopo che gli Uffici scolastici hanno ben presto “scaricato” il problema alle scuole, ai presidi non è rimasto altro che provare con le graduatorie d’Istituto. Ma siccome in tanti casi non sono servite a molto, perché i candidati si sono presto esauriti, i capi d’istituto sono passati alle vie informali prendendo in considerazione le Mad. Solo che ora nemmeno queste bastano più, perché l’opera di comparazione richiesta dal Miur non è facile dal compiersi, soprattutto, come spesso avviene, in presenza di candidati con titoli diversi da quelli specifici richiesti per la classe di concorso di cui ha bisogno la scuola. L’ultima spiaggia diventano i portali specializzati in Istruzione, da dove l’annuncio arriva direttamente a casa dei potenziali supplenti: una sorta di Mad al contrario.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sulla scuola italiana si sta portando a compimento un’opera di demolizione ad ampio raggio, iniziata con l’algoritmo impazzito, passata per la chiamata diretta ed ora dirottata sulla ricerca dei precari tramite internet e social. Il progetto è iniziato con il ritardare sempre più l’uscita dal lavoro, in modo da avvalorare il già esistente record dei docenti più vecchi d’Europa per via della presenza di due docenti su tre sopra i 50 anni di età; poi, si è deciso di ridurre ai minimi termini il turn over, arrivando a produrre da anni un numero solo apparentemente ampio di immissioni in ruolo, per poi concretizzarne meno della metà perché le uniche graduatorie reputate valide sono ormai senza candidati. Nel frattempo, mentre si continuano a tenere in naftalina oltre 100 mila abilitati all’insegnamento, la politica dei concorsi-lumaca non ha fatto altro che aumentare il precariato. In generale, sulla bilancia va messa anche la volontà di volere mantenere basso il livello di valorizzazione del corpo docente, ad iniziare dalla modestia degli stipendi”.

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Scuola: Lezioni a orario ridotto perché il 20% delle cattedre è ancora senza docente

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Le lezioni sono ormai riprese in tutte le regioni, però quasi tutti gli studenti sono costretti al tempo-scuola ridotto perché manca all’appello un’alta percentuale di insegnanti: le supplenze annuali, mai così tante, procedono infatti a rilento, a seguito dell’alto numero di Graduatorie a esaurimento e dei vincitori di concorso prive di candidati. E le convocazioni degli Uffici Scolastici Territoriali continuano ad andare deserte. Presto la “patata bollente” passerà ai presidi, che chiameranno da graduatoria d’istituto. In un istituto comprensivo di Roma, nel quartiere Cornelia, gli alunni hanno ripreso le lezioni con appena 27 docenti su 49 previsti dall’organico. A Torino sulla primaria ci sono oltre mille posti ancora da assegnare su 1.600, di cui 1.200 su sostegno, rimasti vuoti dopo le nomine in ruolo, anche queste andate spesso deserte. Il problema riguarda pure le superiori e le province più piccole. Ci sono discipline, come la matematica, quelle tecniche e di laboratorio alle superiori per le quali la ricerca del supplente è diventa davvero ardua. Ma la situazione più drammatica è quella del sostegno, con 70 mila posti liberi che si stanno assegnando con estrema fatica soprattutto a docenti precari non specializzati nella didattica speciale per alunni disabili.Marcello Pacifico (Anief): Bisogna cambiare registro, facendo avvicinare i precari, ad iniziare da abilitati e specializzati, ai posti liberi. Basta con le graduatorie bloccate e aperte ogni tre-cinque anni. Bisogna ricorrere all’utilizzo, sia per le supplenze sia per le immissioni in ruolo, da graduatorie d’istituto, trasformandole in provinciali per assicurare la copertura su tutte le scuole. E i vincitori e gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari possono, su richiesta, cambiare regione. Senza dimenticare i supplenti a cui rinnovare il contratto scaduto al 30 giugno scorso, i neo-immessi in ruolo con riserva o licenziati pure dopo avere superato l’anno di straordinariato. Quest’anno la carenza dei docenti non risparmia nessuno: riguarda i grandi centri, ma anche la provincia più piccola. A Roma, in media, mancano all’appello tra il 20% e il 30% degli insegnanti. Con situazioni particolarmente difficili: in una scuola della capitale quasi il 50% dei docenti (27 docenti su 49) non è stato ancora nominato. “È una situazione paradossale – scrive la stampa specializzata – con un dirigente scolastico, di fresca nomina, che deve fare fronte all’emergenza. Si parte, per la scuola primaria, con un orario ridotto (due ore in meno). Ci sono docenti che si sono offerti per fare ore in più, volontariamente (30 ore settimanali a fronte delle 24 effettive)”.Per porre rimedio a questa situazione, sino a qualche anno fa i dirigenti scolastici coprivano i “buchi” con le supplenze fino all’avente diritto: una pratica che, però, è stata cancellata per legge, poiché il docente precario ha pieno diritto di conoscere la scadenza del suo contratto di lavoro all’atto della sua stipula. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le lezioni sono però avviate e le scuole fanno fatica con gli orari ridotti, soprattutto fino alla secondaria di I grado”.
Ecco che allora “la nomina da MAD”, formulata da un precario fuori graduatoria d’Istituto e quasi sempre privo di esperienza d’insegnamento, “con criterio scelto dal dirigente scolastico, risulta la misura “tampone” per non arrecare danno alla didattica. Il contratto naturalmente viene stipulato con formula rescissoria, all’esito delle convocazioni da graduatorie di istituto”.

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Scuola: E’ l’anno del disastro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Il 65% dei posti in ruolo non viene assegnato (quasi 32 mila cattedre su poco più di 53 mila). Negli ultimi quattro anni lo Stato non ha trovato circa un insegnante su due da immettere in ruolo (quasi mila su circa 188 mila assunzioni autorizzate) nonostante un esercito di 500 mila tra abilitati e aspiranti docenti disseminati tra le tele delle graduatorie. E sarà record di supplenze: più di 211 mila, quasi il doppio rispetto a quattro anni fa, nonostante concorsi ordinari e straordinari. Pacifico (Anief): si riaprano subito annualmente le ex graduatorie permanenti e si assuma anche da graduatorie di istituto provinciali con prove suppletive per i laureati esclusi dall’ultimo concorso a cattedre e si facciano assunzioni di idonei e vincitori su scala nazionale, con la salvaguardia dei ruoli già assegnati.
Sulle assunzioni mancate i conti “parlano” chiaro. Nel 2016/17 sono andate perse 14 mila immissioni in ruolo: appena 9.300 effettuate, a fronte delle 25.300 autorizzate dal Mef. L’anno successivo, il dicastero dell’Economia dette il via libera a 51.770 assunzioni, ma se ne concretizzarono appena 31.270, con una mancata copertura di 20.500 posti. Lo scorso anno la situazione è precipitata: dinanzi a 57.320 richieste di immissioni in ruolo, solo 28.120 sono state portate a termine, con 29.200 cattedre finite a supplenza.
È evidente che da quando sono state chiuse le ex graduatorie ad esaurimento nel 2012 al personale docente che è stato abilitato dallo Stato e da quando queste sono state chiuse per diversi anni anche per il personale ivi inserito, il fine di eliminare il precariato ha acuito al contrario il problema della supplentite. Perché quando le ex graduatorie permanenti si aggiornavano ogni anno al personale abilitato, con il doppio canale di reclutamento, nonostante il blocco decennale dei concorsi, si garantiva la copertura totale delle immissioni in ruolo e delle supplenze entro il 31 agosto. Con la chiusura definitiva delle Gae, invece, oggi abbiamo pochi docenti da nominare in ruolo o come supplenti, la maggior parte è inserita con riserva prossima alla cancellazione, dopo il cambio di orientamento del tribunale amministrativo. Quindi, cattedre deserte nonostante due concorsi ordinari e due straordinari e nomine del doppio dei supplenti dalle graduatorie di istituto che vent’anni fa erano utilizzati soltanto per le supplenze brevi e saltuarie e oggi sono chiamati a coprire più di 210 mila supplenze.Ma le graduatorie di istituto non sono utilizzabili per il ruolo né utili per le supplenze, perché non sono provinciali ma segnate dalle scelte fortuite dei candidati (da dieci a venti scuole). Pertanto i presidi sono costretti a riesumare le domande di ;essa a disposizione, persino quelle presentate dai giovani studenti universitari.
Risultato: in quattro anni abbiamo avuto coperte la metà delle immissioni in ruolo autorizzate e il doppio delle supplenze assegnate, in un Paese che ha 500 mila aspiranti docenti, tra quelli nelle graduatorie di merito ordinarie e straordinarie, nelle graduatorie ad esaurimento, nelle graduatorie di istituto e fuori graduatoria tra docenti abilitati, diplomati, laureati, studenti universitari. Un paradosso tutto italiano che mina la continuità didattica.

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Scuola – Pacifico: “Cattedre vacanti? I docenti ci sono”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Intervista del presidente nazionale di Anief a Italia Stampa: “In passato abbiamo ottenuto la riapertura delle GaE. Le proposte dell’intesa di aprile fra l’ex governo e gli altri sindacati erano effimere”A fine agosto è già tempo di bilanci. E sono bilanci amari. Anief, però, ha delle proposte significative e concrete per superare l’impasse nel mondo della scuola, alle prese con una supplentite acuta, pe cui la politica ha fatto troppo poco, quasi solo proclami.
“Erano state autorizzate 56.000 immissioni in ruolo per il personale docente – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief ai microfoni di Italia Stampa – durante le convocazioni, in cui Anief è presente con i suoi delegati sindacali, e più della metà sono andate ancora una volta vacanti, avviene per il terzo anno consecutivo dopo la Buona Scuola. Ma non è vero che non ci sono insegnanti abilitati in questo Paese, non è vero che non ci sono insegnanti, anche non abilitati ma con oltre trentasei mesi di servizio. L’unica cosa vera è che l’ultimo governo e gli altri che si sono succeduti non hanno voluto fare incontrare domanda e offerta, non hanno voluto riaprire le Graduatorie a Esaurimento al personale abilitato, non hanno voluto estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto che sono diventate il primo canale di reclutamento del personale docente. Tanto che oggi addirittura i presidi chiamano attraverso le Mad, le Messe a disposizione. Questo sistema è totalmente sbagliato”.“In passato – fa notare Pacifico nell’intervista radiofonica – Anief ha chiesto e ottenuto la riapertura delle GaE, è giusto fare dei nuovi concorsi abilitanti per chi non è abilitato, ma è giusto soprattutto assumere tutti coloro che insegnano nelle nostre scuole. Non è importante insegnare tanto a tempo determinato, da precari, ma insegnare di ruolo e garantire la continuità didattica. Lo chiederemo al nuovo governo. Le proposte dell’intesa di aprile fra l’ex governo e gli altri sindacati erano effimere”

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Scuola Il paradosso: lo strano fenomeno delle cattedre deserte

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Potrebbero essere più di 30 mila le cattedre vuote, quasi tutte quelle su sostegno, la conferma proviene dai dati raccolti dai delegati sindacali nel territorio, ma non perché mancano i supplenti. Anief spiega perché ha fallito anche il ministro Bussetti e cosa dovrà fare il nuovo ministro al Miur per fare incontrare domanda e offerta ed evitare una multa salatissima dall’Europa. Per il quarto anno consecutivo, i posti per assumere insegnanti a tempo indeterminato rimangono vacanti. Con il prossimo anno, si batterà il record per il quarto anno consecutivo: più del 50% delle nomine non assegnate e più di 150 mila precari al 30 giugno su 500 mila in lista. Lo studio è dell’ANIEF, a seguito di un monitoraggio di quanto sta avvenendo negli Uffici scolastici regionali. La colpa, per il presidente Marcello Pacifico, è delle errate politiche di reclutamento adottate a partire dal 2015. A differenza del ventennio precedente, si è puntato su concorsi straordinari piuttosto che sull’utilizzo delle graduatorie ex permanenti e d’istituto da cui si assumono i supplenti. E oggi, come trent’anni fa, aumentano gli incarichi attribuiti attraverso le domande semplici ai capi d’istituto. Una vergogna tutta italiana sotto la lente della Commissione europea.Non si trovano insegnanti per le immissioni in ruolo. Più della metà stanno saltando, quando ancora mancano dieci giorni, per concludere con il conseguente aumento del balletto delle supplenze cui gli studenti assisteranno ad anno scolastico iniziato.
Le convocazioni per le assunzioni a tempo indeterminato sono in pieno svolgimento, ma in alcune realtà territoriali il quadro appare già molto chiaro e conferma quanto il giovane sindacato autonomo temeva. Sul sostegno la situazione è disperata, perché quasi tutte le circa 14 mila cattedre destinate al ruolo andranno in supplenza a precari non specializzati, nonostante le rassicurazioni del ministro Bussetti. Ci sono delle regioni, soprattutto del Nord Italia, dove la situazione è già fortemente compromessa e si può senza ombra di dubbio dire da oggi che avanzeranno migliaia di posti, tutti destinati ad aumentare il carico di contratti a tempo determinato che non a caso quest’anno potrebbe arrivare a sfiorare quota 200 mila.

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Scuola: Allarme cattedre, solo in Lombardia 15 mila posti vacanti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Il problema delle cattedre scoperte, lanciato dall’Anief per l’anno scolastico in arrivo, si sta sempre più concretizzando: ci sono alcune regioni dove i dirigenti scolastici o i presidi reggenti saranno costretti ad affidare miriadi di posti liberi a docenti non abilitati e persino senza esperienza. Soprattutto al Nord, dove la vacanza di posti è maggiore e quest’anno si è acuita per via dell’incremento di pensionamenti legato all’anticipo permesso da Quota 100, si prevede un massiccio ricorso agli aspiranti docenti individuati con la sola “messa a disposizione”. Marcello Pacifico (Anief): “Quello che sta commettendo l’amministrazione scolastica è uno degli errori più gravi degli ultimi anni: rinunciare ad assumere da graduatoria ad esaurimento o d’istituto qualora le GaE fossero esaurite, e impedire a chi si è imposto nei concorsi ordinari di spostarsi di regione, porterà ad avere una cattedra su cinque su supplenza annuale. Creare i presupposti per non assegnare le cattedre vacanti a chi ha investito tanto nella scuola, facendosi abilitare all’insegnamento e coprendo per anni i tanti posti vuoti, si ritorcerà contro l’organizzazione del sistema scolastico italiano”. Uno dei quadri più gravi e certificati è quello della Lombardia, dove, dopo gli esiti della mobilità, per il prossimo anno scolastico, scrive La Repubblica, si prospetta il record di posti vacanti: oltre 15mila con un incremento rispetto all’anno appena archiviato del 34 per cento, cui occorrerà sommare quelle libere per un solo anno. In alcune graduatorie da tempo non vi sono più docenti precari candidati. In particolare, è seria la situazione per il sostegno, dove vi sono pochi specializzati, ed è allarmante per l’insegnamento di materia fondamentali, come italiano e matematica. Il rischio è che, esaurite tutte le graduatorie con le nomine in ruolo e le supplenze annuali, molte cattedre non saranno coperte per mancanza di docenti in diverse discipline. Perché a sentire il Ministero dell’Istruzione i posti liberi sarebbero appena 64 mila, ma in realtà risultano oltre il doppio: perché, pur di fare cassa, lo Stato continua a tenerne nascoste oltre 50 mila su sostegno e molte altre. Inoltre, persiste il problema delle graduatorie ad esaurimento che si aggiornavano ogni anno, mentre poi per legge è stato spostato ogni quattro anni, creando problemi di permanenza in province dove può non esserci bisogno di docenti e non permettendo di spostarsi dove c’è esigenza. “Tutto questo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ha portato a delle liste di attesa assurde: oltre 100mila persone abilitate nella secondaria di primo e secondo grado e oltre 50 mila diplomati magistrale abilitati che non sono ancora riusciti a inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento. E i precedenti ci dicono che la soluzione non è di certo nei concorsi straordinari, che tra l’altro si realizzeranno anche con tempi lunghi. Per non parlare del sostegno, che anziché migliorare si rischia di rendere ancora più macchinoso di oggi”. Anief, pertanto, torna a chiedere con forza l’approvazione di un decreto urgente, che permetta l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e Graduatorie regionali di merito del concorso 2018, anche ovviamente degli idonei, oltre che dei docenti abilitati dalle GaE e dei precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto.

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“Francia oltraggia Italia con dimezzamento cattedre di italianistica, e noi gli prestiamo pure l’Uomo di Vitruvio?”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

“Macron vuole bloccare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole francesi, dimezzando le cattedre di italianistica. Il presidente francese conferma la sua anti-Italianità e l’aperta ostilità nei confronti della cultura della nostra Nazione.
Abbiamo già denunciato il prestito dell’Uomo di Vitruvio in occasione dell’anniversario vinciano, in un completo atto di vassallagio culturale verso la Francia. Si aggiunge questo oltraggio verso la nostra cultura: chiedo al premier Conte e al ministro Bonisoli di bloccare immediatamente il prestito dell’Uomo vitruviano e di protestare ufficialmente per la decisione del governo francese.” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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