Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘cattedre’

Scuola: Cattedre scoperte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 ottobre 2020

Per il concorso straordinario per 32mila posti, a fronte di circa 64mila domande presentate, “non servono rinvii: il problema vero è che i concorsi non sono la soluzione al precariato”: a spiegarne i motivi, in una intervista odierna ad Orizzonte Scuola, è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Il sindacalista sostiene che per abbattere davvero il precariato scolastico l’unica soluzione è “la riapertura delle GaE o l’assunzione dalle graduatorie di istituto o anche dalle GPS, a condizione che la nuova tabella di valutazione dei titoli venga annullata perché ha scontentato tutti e violato il principio di affidamento. Il personale della scuola deve essere stabilizzato come si stabilizza il personale della sanità e degli enti locali”. Secondo il sindacalista, sul concorso, le cui prove prenderanno il via il prossimo 22 ottobre, pesa però anche la mancata volontà del Ministero di organizzare prove aggiuntive per coloro che non potranno parteciparvi, anche a causa del Covid-19: Pacifico sostiene che è palesemente “incostituzionale escludere dei candidati per condizioni di salute. Si devono fare per forza delle sessioni suppletive”. Il presidente del giovane sindacato conferma quindi che i ritardi che si stanno accumulando in diverse province sull’assegnazione delle supplenze sono fortemente legati allo stravolgimento della “tabella di valutazione dei titoli”, che ha portato a rivedere “i criteri di valutazione dei titoli fatti in questi anni, demandando alle scuole polo la valutazione degli stessi”.

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Concorso secondaria: vuoto delle cattedre di matematica e dei posti di sostegno

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 giugno 2020

Quali sono le tipologie di posti e quali cattedre mancano maggiormente nella scuola italiana? Di quali insegnanti si ha più bisogno? Da lunedì 15 giugno e fino al prossimo 31 luglio sono aperte le iscrizioni per il concorso ordinario della scuola secondaria che mette in palio complessivamente 33 mila posti da assegnare dal prossimo biennio scolastico 2020/21 e 2021/22. Il Ministero dell’Istruzione ha provveduto infatti ad integrare gli iniziali 25 mila posti con altri 8 mila aggiunti dal decreto Rilancio, raccolti e ordinati da Tuttoscuola in un’unica tabella con suddivisione dei posti per regione e per classe di concorso. Grazie alla tabella elaborata da Tuttoscuola è possibile approfondire e comparare i dati pubblicati per conoscere il fabbisogno delle scuole che il concorso vuole colmare. Va detto che i posti del concorso ordinario e di quello straordinario sono quasi identici e in proporzione: conoscendo i primi, si possono conoscere in proporzione anche i secondi.Per il concorso ordinario il maggior fabbisogno è rappresentato dai 4.205 posti di sostegno della secondaria di I grado che cumulati con i 1.559 del II grado portano il totale dei posti di sostegno a 5.764 unità, che equivalgono ad 1 posto ogni 6 dei 33 mila posti a concorso.Per la classe di concorso A22 (Italiano, Storia e Geografia – Scuola secondaria I grado) i posti sono 3.775 che, cumulati con i 1.796 della A12 di lettere nel II grado, portano il totale del settore di lettere a 5.571 posti.Non è da meno il settore di Matematica con complessivi 4.129 posti in palio, di cui 3.124 per l’A28 (Matematica e Scienze – Scuola secondaria I grado) e 1.005 per l’A26 (Matematica – Istituti II grado). Il 57% dei posti (18.898 complessivi) si trova nelle regioni settentrionali, con il primato della Lombardia che da sola offre 7.247 posti, il 22% del totale.Quei posti sono già la premessa di un esodo di ritorno di tanti vincitori verso le proprie residenze meridionali nei prossimi anni. Di più su http://www.tuttoscuola.com

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Scuola: Sostegno, metà delle cattedre ai precari

Posted by fidest press agency su martedì, 14 gennaio 2020

Appello Anief ad Azzolina e Gualtieri: sui corsi di specializzazione non ripetano gli errori di Bussetti e li bandiscano laddove ci siano le effettive esigenze.I dati ufficiali dicono che vi sono province con il 70% dei posti senza titolare. Occorrono quindi docenti specializzati, da immettere in ruolo alla svelta ed in modo mirato. Peccato che al Miur si operi senza essere coscienti di questo: in occasione del IV ciclo Tfa sostegno, i posti messi al bando furono gestiti dall’allora ministro Marco Bussetti nel peggiore dei modi, assegnandoli non in base alle esigenze territoriali ma assecondando le richieste degli atenei universitari. Tanto è vero che a delle province con 3 mila cattedre vacanti, come Torino, andarono l’ombra dei posti. E anche l’organizzazione delle prove d’accesso fu a dir poco deficitaria, con l’introduzione di una soglia “mobile” per la preselettiva diversa di regione in regioni e l’ammissione allo scritto oltre la sufficienza considerata invece utile in tutti i concorsi pubblici. Secondo l’Anief, è bene che la nuova ministra non cada negli stessi errori, in modo così da attivare dei corsi regolari per molti di più dei 20 mila docenti pensati. Marcello Pacifico (Anief): “È bene che i ministri Azzolina e Gualtieri si muovano subito, perché a dicembre il Miur di Fioramonti, invece di comunicare alle Università il numero dei posti disponibili sui quali attivare i corsi, ha chiesto agli atenei di indicare il numero massimo di studenti che potrebbero frequentare i corsi, facendo così intendere che siano anche stavolta gli atenei a decidere dove specializzare i docenti. Se così fosse, e se si dovesse sbagliare ancora il regolamento d’accesso e svolgimento dei corsi, Anief impugnerà il tutto, mentre gli altri sindacati stanno ancora a guardare.”

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Scuola: Precariato, boom di cattedre scoperte

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Mai era accaduto che un anno scolastico iniziasse con 205 mila cattedre da coprire con personale precario: nell’ultimo decennio, il numero di contratti a tempo determinato è addirittura raddoppiato. Anche perché su 180mila immissioni in ruolo ne sono state fatte soltanto 90mila, per colpa di un sistema di reclutamento che lascia ai margini gli abilitati all’insegnamento e permette di lavorare sempre più con le Mad. E ora pure con gli annunci sui social.Il problema della supplentite e del ricorso alla magistratura per l’abuso dei contratti a termini con crescenti danni erariali per lo Stato, si risolve per Anief con la riapertura straordinaria delle ex graduatorie permanenti a tutto il personale abilitato, incluso i diplomati magistrali, Itp ed educatori, e la fine dei licenziamenti. Fu fatto proficuamente nel 2008 e nel 2012, con due “finestre specifiche” rivolte al personale precario abilitato: perché oggi non si può ripetere? Il presidente nazionale Marcello Pacifico lo chiede prima che vengano costituite le nuove graduatorie del salva-precari bis, come specificato in un punto della piattaforma dello prossimo sciopero del 12 novembre.“Il nodo della questione – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è che fino a tutto il 2014 ci furono gli effetti benefici delle riaperture delle GaE, mentre ai laureati in scienze della formazione primaria laureati dopo il 2012 fu impedito l’ingresso, come ai diplomati magistrali dal primo aggiornamento del febbraio 2002 delle ex graduatorie permanenti. Il tutto, con il beneplacito delle attuali organizzazioni sindacali che hanno raggiunto l’intesa nei giorni scorsi sulla proroga dei contratti in essere in caso di licenziamento, gli stessi sindacati che hanno seguito l’Anief nella vertenza legale che ha ammesso a partire dal 2014 migliaia di maestre con riserva nelle stesse GaE e in duemila nei ruoli con sentenza passata in giudicato prima della doppia pronuncia negativa dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato che ora pone a rischio migliaia di immessi in ruolo in corso d’anno pure dopo avere svolto l’anno di prova”.

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Scuola: A.A.A. docente cercasi

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 ottobre 2019

L’alto numero di cattedre scoperte continua a farsi sentire. E non è limitata ad alcune aree del Paese: ormai, anche se si tratta di istituzioni pubbliche, dopo che gli Uffici scolastici hanno ben presto “scaricato” il problema alle scuole, ai presidi non è rimasto altro che provare con le graduatorie d’Istituto. Ma siccome in tanti casi non sono servite a molto, perché i candidati si sono presto esauriti, i capi d’istituto sono passati alle vie informali prendendo in considerazione le Mad. Solo che ora nemmeno queste bastano più, perché l’opera di comparazione richiesta dal Miur non è facile dal compiersi, soprattutto, come spesso avviene, in presenza di candidati con titoli diversi da quelli specifici richiesti per la classe di concorso di cui ha bisogno la scuola. L’ultima spiaggia diventano i portali specializzati in Istruzione, da dove l’annuncio arriva direttamente a casa dei potenziali supplenti: una sorta di Mad al contrario.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sulla scuola italiana si sta portando a compimento un’opera di demolizione ad ampio raggio, iniziata con l’algoritmo impazzito, passata per la chiamata diretta ed ora dirottata sulla ricerca dei precari tramite internet e social. Il progetto è iniziato con il ritardare sempre più l’uscita dal lavoro, in modo da avvalorare il già esistente record dei docenti più vecchi d’Europa per via della presenza di due docenti su tre sopra i 50 anni di età; poi, si è deciso di ridurre ai minimi termini il turn over, arrivando a produrre da anni un numero solo apparentemente ampio di immissioni in ruolo, per poi concretizzarne meno della metà perché le uniche graduatorie reputate valide sono ormai senza candidati. Nel frattempo, mentre si continuano a tenere in naftalina oltre 100 mila abilitati all’insegnamento, la politica dei concorsi-lumaca non ha fatto altro che aumentare il precariato. In generale, sulla bilancia va messa anche la volontà di volere mantenere basso il livello di valorizzazione del corpo docente, ad iniziare dalla modestia degli stipendi”.

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Scuola: Lezioni a orario ridotto perché il 20% delle cattedre è ancora senza docente

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 settembre 2019

Le lezioni sono ormai riprese in tutte le regioni, però quasi tutti gli studenti sono costretti al tempo-scuola ridotto perché manca all’appello un’alta percentuale di insegnanti: le supplenze annuali, mai così tante, procedono infatti a rilento, a seguito dell’alto numero di Graduatorie a esaurimento e dei vincitori di concorso prive di candidati. E le convocazioni degli Uffici Scolastici Territoriali continuano ad andare deserte. Presto la “patata bollente” passerà ai presidi, che chiameranno da graduatoria d’istituto. In un istituto comprensivo di Roma, nel quartiere Cornelia, gli alunni hanno ripreso le lezioni con appena 27 docenti su 49 previsti dall’organico. A Torino sulla primaria ci sono oltre mille posti ancora da assegnare su 1.600, di cui 1.200 su sostegno, rimasti vuoti dopo le nomine in ruolo, anche queste andate spesso deserte. Il problema riguarda pure le superiori e le province più piccole. Ci sono discipline, come la matematica, quelle tecniche e di laboratorio alle superiori per le quali la ricerca del supplente è diventa davvero ardua. Ma la situazione più drammatica è quella del sostegno, con 70 mila posti liberi che si stanno assegnando con estrema fatica soprattutto a docenti precari non specializzati nella didattica speciale per alunni disabili.Marcello Pacifico (Anief): Bisogna cambiare registro, facendo avvicinare i precari, ad iniziare da abilitati e specializzati, ai posti liberi. Basta con le graduatorie bloccate e aperte ogni tre-cinque anni. Bisogna ricorrere all’utilizzo, sia per le supplenze sia per le immissioni in ruolo, da graduatorie d’istituto, trasformandole in provinciali per assicurare la copertura su tutte le scuole. E i vincitori e gli idonei dei concorsi ordinari e straordinari possono, su richiesta, cambiare regione. Senza dimenticare i supplenti a cui rinnovare il contratto scaduto al 30 giugno scorso, i neo-immessi in ruolo con riserva o licenziati pure dopo avere superato l’anno di straordinariato. Quest’anno la carenza dei docenti non risparmia nessuno: riguarda i grandi centri, ma anche la provincia più piccola. A Roma, in media, mancano all’appello tra il 20% e il 30% degli insegnanti. Con situazioni particolarmente difficili: in una scuola della capitale quasi il 50% dei docenti (27 docenti su 49) non è stato ancora nominato. “È una situazione paradossale – scrive la stampa specializzata – con un dirigente scolastico, di fresca nomina, che deve fare fronte all’emergenza. Si parte, per la scuola primaria, con un orario ridotto (due ore in meno). Ci sono docenti che si sono offerti per fare ore in più, volontariamente (30 ore settimanali a fronte delle 24 effettive)”.Per porre rimedio a questa situazione, sino a qualche anno fa i dirigenti scolastici coprivano i “buchi” con le supplenze fino all’avente diritto: una pratica che, però, è stata cancellata per legge, poiché il docente precario ha pieno diritto di conoscere la scadenza del suo contratto di lavoro all’atto della sua stipula. Il problema, scrive Orizzonte Scuola, è che “le lezioni sono però avviate e le scuole fanno fatica con gli orari ridotti, soprattutto fino alla secondaria di I grado”.
Ecco che allora “la nomina da MAD”, formulata da un precario fuori graduatoria d’Istituto e quasi sempre privo di esperienza d’insegnamento, “con criterio scelto dal dirigente scolastico, risulta la misura “tampone” per non arrecare danno alla didattica. Il contratto naturalmente viene stipulato con formula rescissoria, all’esito delle convocazioni da graduatorie di istituto”.

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Scuola: E’ l’anno del disastro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 settembre 2019

Il 65% dei posti in ruolo non viene assegnato (quasi 32 mila cattedre su poco più di 53 mila). Negli ultimi quattro anni lo Stato non ha trovato circa un insegnante su due da immettere in ruolo (quasi mila su circa 188 mila assunzioni autorizzate) nonostante un esercito di 500 mila tra abilitati e aspiranti docenti disseminati tra le tele delle graduatorie. E sarà record di supplenze: più di 211 mila, quasi il doppio rispetto a quattro anni fa, nonostante concorsi ordinari e straordinari. Pacifico (Anief): si riaprano subito annualmente le ex graduatorie permanenti e si assuma anche da graduatorie di istituto provinciali con prove suppletive per i laureati esclusi dall’ultimo concorso a cattedre e si facciano assunzioni di idonei e vincitori su scala nazionale, con la salvaguardia dei ruoli già assegnati.
Sulle assunzioni mancate i conti “parlano” chiaro. Nel 2016/17 sono andate perse 14 mila immissioni in ruolo: appena 9.300 effettuate, a fronte delle 25.300 autorizzate dal Mef. L’anno successivo, il dicastero dell’Economia dette il via libera a 51.770 assunzioni, ma se ne concretizzarono appena 31.270, con una mancata copertura di 20.500 posti. Lo scorso anno la situazione è precipitata: dinanzi a 57.320 richieste di immissioni in ruolo, solo 28.120 sono state portate a termine, con 29.200 cattedre finite a supplenza.
È evidente che da quando sono state chiuse le ex graduatorie ad esaurimento nel 2012 al personale docente che è stato abilitato dallo Stato e da quando queste sono state chiuse per diversi anni anche per il personale ivi inserito, il fine di eliminare il precariato ha acuito al contrario il problema della supplentite. Perché quando le ex graduatorie permanenti si aggiornavano ogni anno al personale abilitato, con il doppio canale di reclutamento, nonostante il blocco decennale dei concorsi, si garantiva la copertura totale delle immissioni in ruolo e delle supplenze entro il 31 agosto. Con la chiusura definitiva delle Gae, invece, oggi abbiamo pochi docenti da nominare in ruolo o come supplenti, la maggior parte è inserita con riserva prossima alla cancellazione, dopo il cambio di orientamento del tribunale amministrativo. Quindi, cattedre deserte nonostante due concorsi ordinari e due straordinari e nomine del doppio dei supplenti dalle graduatorie di istituto che vent’anni fa erano utilizzati soltanto per le supplenze brevi e saltuarie e oggi sono chiamati a coprire più di 210 mila supplenze.Ma le graduatorie di istituto non sono utilizzabili per il ruolo né utili per le supplenze, perché non sono provinciali ma segnate dalle scelte fortuite dei candidati (da dieci a venti scuole). Pertanto i presidi sono costretti a riesumare le domande di ;essa a disposizione, persino quelle presentate dai giovani studenti universitari.
Risultato: in quattro anni abbiamo avuto coperte la metà delle immissioni in ruolo autorizzate e il doppio delle supplenze assegnate, in un Paese che ha 500 mila aspiranti docenti, tra quelli nelle graduatorie di merito ordinarie e straordinarie, nelle graduatorie ad esaurimento, nelle graduatorie di istituto e fuori graduatoria tra docenti abilitati, diplomati, laureati, studenti universitari. Un paradosso tutto italiano che mina la continuità didattica.

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Scuola – Pacifico: “Cattedre vacanti? I docenti ci sono”

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2019

Intervista del presidente nazionale di Anief a Italia Stampa: “In passato abbiamo ottenuto la riapertura delle GaE. Le proposte dell’intesa di aprile fra l’ex governo e gli altri sindacati erano effimere”A fine agosto è già tempo di bilanci. E sono bilanci amari. Anief, però, ha delle proposte significative e concrete per superare l’impasse nel mondo della scuola, alle prese con una supplentite acuta, pe cui la politica ha fatto troppo poco, quasi solo proclami.
“Erano state autorizzate 56.000 immissioni in ruolo per il personale docente – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief ai microfoni di Italia Stampa – durante le convocazioni, in cui Anief è presente con i suoi delegati sindacali, e più della metà sono andate ancora una volta vacanti, avviene per il terzo anno consecutivo dopo la Buona Scuola. Ma non è vero che non ci sono insegnanti abilitati in questo Paese, non è vero che non ci sono insegnanti, anche non abilitati ma con oltre trentasei mesi di servizio. L’unica cosa vera è che l’ultimo governo e gli altri che si sono succeduti non hanno voluto fare incontrare domanda e offerta, non hanno voluto riaprire le Graduatorie a Esaurimento al personale abilitato, non hanno voluto estendere il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto che sono diventate il primo canale di reclutamento del personale docente. Tanto che oggi addirittura i presidi chiamano attraverso le Mad, le Messe a disposizione. Questo sistema è totalmente sbagliato”.“In passato – fa notare Pacifico nell’intervista radiofonica – Anief ha chiesto e ottenuto la riapertura delle GaE, è giusto fare dei nuovi concorsi abilitanti per chi non è abilitato, ma è giusto soprattutto assumere tutti coloro che insegnano nelle nostre scuole. Non è importante insegnare tanto a tempo determinato, da precari, ma insegnare di ruolo e garantire la continuità didattica. Lo chiederemo al nuovo governo. Le proposte dell’intesa di aprile fra l’ex governo e gli altri sindacati erano effimere”

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Scuola Il paradosso: lo strano fenomeno delle cattedre deserte

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Potrebbero essere più di 30 mila le cattedre vuote, quasi tutte quelle su sostegno, la conferma proviene dai dati raccolti dai delegati sindacali nel territorio, ma non perché mancano i supplenti. Anief spiega perché ha fallito anche il ministro Bussetti e cosa dovrà fare il nuovo ministro al Miur per fare incontrare domanda e offerta ed evitare una multa salatissima dall’Europa. Per il quarto anno consecutivo, i posti per assumere insegnanti a tempo indeterminato rimangono vacanti. Con il prossimo anno, si batterà il record per il quarto anno consecutivo: più del 50% delle nomine non assegnate e più di 150 mila precari al 30 giugno su 500 mila in lista. Lo studio è dell’ANIEF, a seguito di un monitoraggio di quanto sta avvenendo negli Uffici scolastici regionali. La colpa, per il presidente Marcello Pacifico, è delle errate politiche di reclutamento adottate a partire dal 2015. A differenza del ventennio precedente, si è puntato su concorsi straordinari piuttosto che sull’utilizzo delle graduatorie ex permanenti e d’istituto da cui si assumono i supplenti. E oggi, come trent’anni fa, aumentano gli incarichi attribuiti attraverso le domande semplici ai capi d’istituto. Una vergogna tutta italiana sotto la lente della Commissione europea.Non si trovano insegnanti per le immissioni in ruolo. Più della metà stanno saltando, quando ancora mancano dieci giorni, per concludere con il conseguente aumento del balletto delle supplenze cui gli studenti assisteranno ad anno scolastico iniziato.
Le convocazioni per le assunzioni a tempo indeterminato sono in pieno svolgimento, ma in alcune realtà territoriali il quadro appare già molto chiaro e conferma quanto il giovane sindacato autonomo temeva. Sul sostegno la situazione è disperata, perché quasi tutte le circa 14 mila cattedre destinate al ruolo andranno in supplenza a precari non specializzati, nonostante le rassicurazioni del ministro Bussetti. Ci sono delle regioni, soprattutto del Nord Italia, dove la situazione è già fortemente compromessa e si può senza ombra di dubbio dire da oggi che avanzeranno migliaia di posti, tutti destinati ad aumentare il carico di contratti a tempo determinato che non a caso quest’anno potrebbe arrivare a sfiorare quota 200 mila.

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Scuola: Allarme cattedre, solo in Lombardia 15 mila posti vacanti

Posted by fidest press agency su sabato, 6 luglio 2019

Il problema delle cattedre scoperte, lanciato dall’Anief per l’anno scolastico in arrivo, si sta sempre più concretizzando: ci sono alcune regioni dove i dirigenti scolastici o i presidi reggenti saranno costretti ad affidare miriadi di posti liberi a docenti non abilitati e persino senza esperienza. Soprattutto al Nord, dove la vacanza di posti è maggiore e quest’anno si è acuita per via dell’incremento di pensionamenti legato all’anticipo permesso da Quota 100, si prevede un massiccio ricorso agli aspiranti docenti individuati con la sola “messa a disposizione”. Marcello Pacifico (Anief): “Quello che sta commettendo l’amministrazione scolastica è uno degli errori più gravi degli ultimi anni: rinunciare ad assumere da graduatoria ad esaurimento o d’istituto qualora le GaE fossero esaurite, e impedire a chi si è imposto nei concorsi ordinari di spostarsi di regione, porterà ad avere una cattedra su cinque su supplenza annuale. Creare i presupposti per non assegnare le cattedre vacanti a chi ha investito tanto nella scuola, facendosi abilitare all’insegnamento e coprendo per anni i tanti posti vuoti, si ritorcerà contro l’organizzazione del sistema scolastico italiano”. Uno dei quadri più gravi e certificati è quello della Lombardia, dove, dopo gli esiti della mobilità, per il prossimo anno scolastico, scrive La Repubblica, si prospetta il record di posti vacanti: oltre 15mila con un incremento rispetto all’anno appena archiviato del 34 per cento, cui occorrerà sommare quelle libere per un solo anno. In alcune graduatorie da tempo non vi sono più docenti precari candidati. In particolare, è seria la situazione per il sostegno, dove vi sono pochi specializzati, ed è allarmante per l’insegnamento di materia fondamentali, come italiano e matematica. Il rischio è che, esaurite tutte le graduatorie con le nomine in ruolo e le supplenze annuali, molte cattedre non saranno coperte per mancanza di docenti in diverse discipline. Perché a sentire il Ministero dell’Istruzione i posti liberi sarebbero appena 64 mila, ma in realtà risultano oltre il doppio: perché, pur di fare cassa, lo Stato continua a tenerne nascoste oltre 50 mila su sostegno e molte altre. Inoltre, persiste il problema delle graduatorie ad esaurimento che si aggiornavano ogni anno, mentre poi per legge è stato spostato ogni quattro anni, creando problemi di permanenza in province dove può non esserci bisogno di docenti e non permettendo di spostarsi dove c’è esigenza. “Tutto questo – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ha portato a delle liste di attesa assurde: oltre 100mila persone abilitate nella secondaria di primo e secondo grado e oltre 50 mila diplomati magistrale abilitati che non sono ancora riusciti a inserirsi nelle graduatorie ad esaurimento. E i precedenti ci dicono che la soluzione non è di certo nei concorsi straordinari, che tra l’altro si realizzeranno anche con tempi lunghi. Per non parlare del sostegno, che anziché migliorare si rischia di rendere ancora più macchinoso di oggi”. Anief, pertanto, torna a chiedere con forza l’approvazione di un decreto urgente, che permetta l’immissione in ruolo di tutti i docenti inseriti nelle graduatorie di merito e Graduatorie regionali di merito del concorso 2018, anche ovviamente degli idonei, oltre che dei docenti abilitati dalle GaE e dei precari con 36 mesi inseriti nelle graduatorie d’istituto.

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“Francia oltraggia Italia con dimezzamento cattedre di italianistica, e noi gli prestiamo pure l’Uomo di Vitruvio?”

Posted by fidest press agency su martedì, 30 aprile 2019

“Macron vuole bloccare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole francesi, dimezzando le cattedre di italianistica. Il presidente francese conferma la sua anti-Italianità e l’aperta ostilità nei confronti della cultura della nostra Nazione.
Abbiamo già denunciato il prestito dell’Uomo di Vitruvio in occasione dell’anniversario vinciano, in un completo atto di vassallagio culturale verso la Francia. Si aggiunge questo oltraggio verso la nostra cultura: chiedo al premier Conte e al ministro Bonisoli di bloccare immediatamente il prestito dell’Uomo vitruviano e di protestare ufficialmente per la decisione del governo francese.” E’ quanto dichiara Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo in commissione Cultura.

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Scuola– Tempo pieno: ancora troppo poche le cattedre al Sud

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 marzo 2019

Dopo l’estate passerà dal 34,8% al 36,3%. A fare il calcolo è stato il quotidiano La Repubblica, che definisce il provvedimento “un flop”, come illustrato dal Miur ai sindacati nella “tabella con la ripartizione dei duemila posti previsti dalla legge di Bilancio” che ignora le esigenze e criticità del Sud Italia. Anief pronta a impugnare la tabella di ripartizione degli organici, specialmente su posti di sostegno. Intanto per il terzo anno consecutivo salteranno pure gli agognati trasferimenti di migliaia di docenti ricattati dagli estensori della Buona Scuola, immessi in ruolo in scuole dall’altra parte d’Italia. Marcello Pacifico, presidente Anief: Il rilancio della scuola al Sud passa per l’attivazione di organici differenziati per innalzare l’offerta formativa, gettare le basi per la riduzione di abbandoni scolastici e tasso di disoccupazione, anteprime del crescente fenomeno dei Neet. Così, “i 2 mila posti in più previsti con la legge di dicembre incrementeranno il tempo pieno alle elementari dell’1,5%: a settembre, si passerà dal 34,8% al 36,3%”. Inoltre, il piano di incremento dei posti non sarà riservato al Sud, come invece era stato detto: in base “all’algoritmo utilizzato da viale Trastevere per ripartire i duemila posti di scuola primaria in più per l’anno scolastico 2019/2020, si vede che il Nord beneficia di un numero di posti paragonabile a quelli assegnati alle regioni meridionali”. “Con 262 cattedre, la Lombardia passerà da una copertura del 50,6% ad una copertura del 51,8%. Regioni come Campania e Sicilia, dove il Tempo pieno è quasi una chimera, si dovranno accontentare di una quota di posti simile che sposterà le cose di poco. In Campania, che attualmente copre il 15% delle classi col servizio a Tempo pieno, arriveranno 276 cattedre che faranno salire il tempo scuola prolungato dal 15,0% al 16,8%”.
Alla fine, quindi, l’aumento di posti sarà risibile. In conclusione, quella che doveva essere “una misura per estendere il tempo pieno alla scuola primaria, soprattutto nelle regioni meridionali”, ora si sta traducendo in una operazione di ritocco: “l’incremento delle lezioni pomeridiane alla scuola elementare sarà ridottissimo e il Sud resterà distante dal Nord esattamente come prima”.
Il risultato di questo processo era stato ampiamente previsto dall’Anief, che non a caso aveva detto come occorrevano finanziamenti dieci volte maggiori e che il completamento del tempo pieno, a questi ritmi, si sarebbe concretizzato non prima del 2060: delle 132 mila classi di scuola primaria autorizzate nel 2017/2028 soltanto 46 mila (25 mila concentrate al Nord) funzionavano infatti a tempo pieno, con orario che si protrae fino alle ore 16. Per non parlare della difficoltà oggettiva, alle attuali condizioni, di avviare il tempo piano in scuole dove le mense scolastiche scarseggiano e comunque si avrebbero enormi difficoltà ad introdurle rispettando le normative su igieni, sicurezza e altro.

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Scuola: A settembre 70 mila cattedre vacanti e verso le 200 mila supplenze

Posted by fidest press agency su martedì, 26 febbraio 2019

A pochi giorni dal termine di presentazione delle domande di quota 100, sebbene il numero di uscite risulti inferiore alle attese, ci si rende conto dell’alto numero di cattedre che a settembre gli uffici scolastici dovranno assegnare in ruolo o ai supplenti: le previsioni dell’Anief sono state confermate in queste ore da La Repubblica, secondo cui “saranno almeno 70mila le cattedre vacanti a settembre”. In effetti, se il Miur non adotterà delle contromisure, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno. Marcello Pacifico, presidente Anief: diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione dovesse confermare la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto
L’estate del 2019 potrebbe rappresentare l’apice del precariato scolastico. II motivo è presto detto: “Per inoltrare la domanda” quota 100, scrive Repubblica, “c’è tempo fino a giovedì 28 febbraio: mancano ancora sei giorni e la probabilità che le uscite dalla scuola possano arrivare a 18/20mila è quindi molto alta”. A questi numeri si aggiungono “i posti attualmente vacanti, occupati da supplenti fino al 31 agosto”, che “secondo gli ultimi dati forniti dal ministero dell’Istruzione, ammontano a 36mila unità e poco più di 15mila sono stati i docenti, in possesso dei requisiti previsti dalla legge Fornero, che si sono prenotati il pensionamento lo scorso mese di dicembre”. “Riusciranno – si chiede il quotidiano – gli uffici periferici del ministero ad occuparle tutte per garantire un ordinato avvio dell’anno scolastico? Già la scorsa estate 15mila posti (su 57mila immissioni in ruolo autorizzate dal ministero dell’Economia) restarono vuoti per mancanza di aspiranti. Perché il grosso delle cattedre libere si trova al Nord mentre le liste dei precari sono ancora consistenti al Sud”.
Ma La Repubblica ricorda anche che, contando pure l’organico di fatto, i precari raggiungeranno cifre forse mai viste: “in questi mesi, la quota di supplenti in servizio nelle 8mila e 500 scuole italiane ha raggiunto (secondo i dati dell’ufficio Statistica del Miur) il record degli ultimi dieci anni: 164mila unità, pari al 18,5% del totale. In altre parole, oggi, un docente in servizio su cinque è precario e soggetto a cambiare istituto il prossimo anno. Per riempire le caselle vuote, ed avere più candidati da immettere in ruolo, si stanno svolgendo i concorsi riservati per l’insegnamento alla scuola media e al superiore, quelli per insegnare nella scuola dell’infanzia e alla primaria ed è in corso di svolgimento il Fit (il percorso di formazione iniziale) per chi ha vinto il concorso bandito a seguito della Buona scuola”.
Le prospettive presentate dalla stampa sono lo specchio della verità. Se il Ministero dell’Istruzione non adotterà dei provvedimenti immediati, la situazione degli organici in estate potrebbe precipitare. A iniziare dal sostegno agli alunni disabili, per cui permangono circa 50 mila posti in deroga, in pratica uno su tre di quelli complessivi affidati sistematicamente ad un precario.
Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “diventa sempre più impellente l’avvio di un piano straordinario di immissioni in ruolo, che tuttavia potrebbe essere vanificato se l’amministrazione confermerà la mancanza di volontà a riaprire le GaE e ad allargare il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d’istituto: se le norme non dovessero cambiare, il turnover sarà praticamente impossibile. Con la supplentite che diverrà ancora più diffusa”.

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Scuola: Docenti mal gestiti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 ottobre 2018

A quasi un mese dall’inizio dell’anno scolastico vi sono ancora diverse migliaia di cattedre da assegnare: gli Uffici scolastici hanno passato la “palla” alle scuole, che stanno convocando dalle graduatorie d’istituto. A Milano, la realtà scolastica più grande d’Italia, in estate non si è coperto nemmeno il turn over: il dirigente responsabile, Yuri Coppi, subentrato all’attuale Ministro dell’Istruzione, spiega che ci sono troppe graduatorie esaurite, sia per le discipline che per il sostegno. Ma gli abilitati ci sono. La verità, ricorda l’Anief, è che allo Stato conviene troppo tenere 110 mila insegnanti precari, mantenendo in vita posti in deroga e in organico di fatto: la vessazione legalizzata verso i supplenti, comunque, non sfugge ai giudici, secondo i quali un precario non può esser trattato in modo diversificato o subalterno ad un collega di ruolo. Così scattano risarcimenti con molti zeri a carico dell’amministrazione che avrebbe speso meno immettendo in ruolo. Gli uffici scolastici stanno riscontrando problemi sempre più grandi nell’assegnare le supplenze annuali: si tratta di oltre 110 mila contratti che in molti casi non possono essere stipulati per mancanza di candidati. I quali, però, a ben vedere ci sono, ma rimangono collocati nelle graduatorie sbagliate: quelle d’istituto. La difficile situazione, che comporta un onere di lavoro non indifferente per le segreterie scolastiche e l’arrivo degli insegnanti sulle cattedre vacanti con settimane se non mesi di ritardo, non risparmia nessuna provincia. Ad iniziare dalle più grandi.
Quanto sta accadendo a Milano, la provincia dove operano più insegnanti e Ata, è davvero emblematico: nella provincia vi sono ben 35 mila docenti che insegnano a 445.038 alunni iscritti in 333 istituti autonomi suddivisi su 1.263 plessi, dove operano 8.722 unità di personale Ata. In occasione delle assunzioni a tempo indeterminato, non si è coperto nemmeno il turn over, perché nelle GaE e nelle graduatorie di merito non ci sono più candidati.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, ritiene che quella di Milano sia una circostanza che rappresenta al meglio le gravi colpe della macchina organizzativa scolastica sulla mancata copertura delle cattedre vacanti e disponibili: nel ribadire il concetto espresso poche ore prima a Rai Radio Uno, nel corso della trasmissione cattedre vuote, Pacifico ha ricordato che “tutto nasce da un organico finto volutamente tenuto in piedi dalla macchina amministrativa italiana per risparmiare soldi pubblici a danno del personale, ma prima ancora degli allievi in formazione. La verità è che allo Stato conviene continuare a mantenere più di 100 mila posti nello stato di precarietà, perché non assegna a docenti e Ata le mensilità di luglio e agosto, oltre agli scatti stipendiali e tutto quello che ne consegue”.Tutto questo accade, tra l’altro, a dispetto della sentenza della Corte di Giustizia Europea del novembre 2014 e sulla quale si è pronunciata la Cassazione italiana nel 2016, sancendo una volta per tutte l’applicazione del principio di non discriminazione, secondo il quale un docente precario non può esser trattato in modo diversificato o subalterno ad un collega di ruolo.“Ecco perché – continua Pacifico – ai supplenti deve essere riconosciuta l’anzianità di servizio e tutto il resto. Ma poiché questo non avviene, sempre più insegnanti, anche passati di ruolo, ricorrono contro le condizioni professionali a cui sono stati costretti dallo Stato, il quale è sempre più spesso condannato a risarcimenti cospicui per l’abuso dei contratti a termine. Per mettere la parola fine a questa assurdità comunque un sistema c’è ed e quello di trasformare l’organico di fatto in organico di diritto e contemporaneamente riaprire le GaE: in tal modo, quei posti si renderebbero utili, anziché attendere il termine dei prossimi concorsi pubblici, straordinari e ordinari, che prima di diversi anni non potranno portare al ruolo alcun insegnante”. “Perché al Miur non si muovano non si comprende. Perché se per il sostegno ci sono oltre 50 mila cattedre libere, si procede per sole 13 mila assunzioni e poi se ne attuano a malapena 1.600, non si può pensare di risolvere tutto con un concorso da 10 mila posti: occorre urgentemente mettere mano alle norme, andando a cancellare, prima di tutto, quella che lascia in deroga il 33% delle cattedre vacanti. Invece, si tira dritto e la situazione di anno in anno va peggiorando”, conclude il sindacalista Anief-Cisal.

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Circolari Miur contraddittorie

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Il Gruppo IdV alla Camera dei Deputati ha presentato un’interpellanza urgente al Ministro dell’istruzione, sulle classi di concorso di materie letterarie presso gli istituti secondari superiori.” – cosi l’On. Anita Di Giuseppe, su scuola e insegnamento – “La suddivisione delle classi di concorso dell’ambito disciplinare di lettere, serve ad assegnare cattedre nelle diverse tipologie di istituti secondari di II° grado; in virtù delle cosiddette abilitazioni a cascata, istituite con decreto ministeriale, ogni classe di concorso più alta possiede i requisiti professionali e i titoli necessari per insegnare in quelle inferiori, e la A052 è abilitata all’insegnamento di italiano, latino, greco, storia, educazione civica e geografia, al ginnasio del liceo classico, e di latino e greco al triennio, ma una nuova circolare ministeriale sta creando notevole confusione e contraddizioni nelle assegnazioni. Già lo scorso anno – prosegue il Deputato IdV – una nota del MIUR autorizzò l’insegnamento del latino nel ginnasio anche da parte di altre classi di concorso, provocando diversi squilibri ma, a seguito di una nostra interpellanza urgente, il Ministro dovette riconoscere il proprio errore e, accogliendo come legittime le nostre istanze, firmò un’altra nota MIUR ripristinando di fatto le prerogative della classe A052. Oggi con questa interpellanza vogliamo richiamare, ancora una volta, il Ministro Gelmini ad una maggiore attenzione, affinché non ricada nello stesso errore penalizzando la classe di concorso A052 che, ripeto, ha un’abilitazione specifica e superiore. Il nostro obiettivo è garantire il rispetto della meritocrazia, criterio tanto sbandierato dal Ministro nei salotti televisivi, ma non ancora applicato. Benché consapevoli di quanto una riforma della Scuola pubblica sia necessaria e urgente, siamo altrettanto consapevoli del fatto che la riforma Gelmini, è stata la mannaia che sta uccidendo l’istruzione italiana. Ad ogni livello – Conclude il deputato IdV – insegnanti, studenti, personale ausiliario e genitori hanno protestato con forza nelle piazze e nelle scuole, ma nonostante questo il Ministro ha continuato a fare orecchie da mercante, ora dovrà rispondere, in Aula a Montecitorio, delle proprie disattenzioni.” (On. Anita Di Giuseppe)

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Roma: protesta precari scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2010

Continuano le proteste dei precari della scuola a Roma e il primo giorno di scuola è iniziato sotto il segno della mobilitazione. Nella giornata di ieri insegnanti, genitori e rappresentanti del Sindacato hanno manifestato sulle scale del Ministero dell’Istruzione, contestando i taglia alle cattedre, le aule gremite di studenti e i denari dovuti del Miur verso gli istituti. In rapporto alla situazione attuale, è intervenuto Osca Tortosa, vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori: “Appoggio in pieno la protesta di studenti e insegnanti. Ci vorranno altri venticinque anni per sistemare nelle scuole i tanti docenti che vorranno accedere all’insegnamento. Per non parlare che i nostri professori sono i peggio pagati d’Europa”.  La contestazione si è fatta sentire anche in diverse scuole romane: ai licei Tasso e Montessori gli studenti hanno indossato caschi da lavoro per rappresentare simbolicamente la protezione dalle macerie che Gelmini e Tremonti hanno causato. Il sit- in contro la riforma Gelmini è stato portato avanti anche da istituti importanti come il Mamiani, nella quale si è svolta un’assemblea tenuta da studenti e lavoratori. “Sarebbe opportuno evitare ulteriori tagli al comparto dell’istruzione, come sta facendo questo Governo che invece vorrebbe investire fondi in opere faraoniche come il ponte sullo Stretto di Messina. Inoltre ritengo – conclude l’esponente del partito guidato da Antonio di Pietro – che il sindaco Alemanno dovrebbe occuparsi dei problemi dei giovani e degli studenti romani anziché baciare la mano a Gheddafi”.

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Firenze: cattedre e accordi Renzi-Gelmini

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

“Siamo ad agosto ormai avanzato –dichiara Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana- Non dubitiamo tuttavia che il ministro Gelmini e il sindaco Renzi si attiveranno in ogni modo per mantenere gli impegni presi pubblicamente. Come genitori vorremmo che un uguale impegno fosse profuso per i bambini delle altre 56 classi rimaste escluse dal tempo pieno nella provincia di Firenze, e anche a favore dei ragazzi delle superiori, che subiranno tagli altrettanto pesanti”.  A fine luglio, comune di Firenze e ministero dell’Istruzione resero pubblico un accordo secondo il quale, a fronte di un numero di insegnanti contingentato a livello regionale, alla città di Firenze sarebbero state assegnate dieci cattedre in più per soddisfare le richieste di iscrizione al tempo pieno.  Per le altre 14 sezioni non coperte dall’accordo, come dichiara lo stesso comune di Firenze “il tempo pieno sarà coperto grazie all’impegno profuso dai dirigenti scolastici fiorentini che sono riusciti a coprire il fabbisogno di ore utilizzando gli insegnanti a disposizione anche se questo comporterà uno ‘spezzettamento’ dell’orario che sicuramente non va a vantaggio della qualità dell’insegnamento”. Come sempre accade in Italia, la faccenda da scolastica ha fatto presto a diventare politica e si sono persi gli esatti confini della vicenda, fatto sta che bambini e ragazzi sono tutti uguali, che quello all’istruzione è un diritto e che (grazie anche al ritardo di un mese delle iscrizioni e agli esiti del ricorso al Tar sulla riforma della scuola superiore) per la prima volta dopo molti anni il suono della prima campanella troverà molti posti di insegnante ancora scoperti. Intanto l’assessore all’educazione del comune di Firenze, Rosa Maria Di Giorgi, dichiara a una radio locale che il decreto di assegnazione dei docenti sta arrivando e che si sta valutando di assegnare alcune cattedre in più anche in provincia.

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Incontro: tra banchi e cattedre

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 aprile 2010

San Lazzaro di Savena (via Emilia, 92) 23 aprile, dalle ore 17 alle 19.30, ospita l’incontro-dibattito Sala di Città “Tra banchi e cattedre: stili di insegnamento e apprendimento”.  Si tratta di una iniziativa che il Comune di San Lazzaro di Savena, in collaborazione con Isrebo (Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea nella Provincia di Bologna Luciano Bergonzini) e con il patrocinio della Provincia di Bologna, propone alle scuole superiori del suo territorio. “Tra banchi e cattedre “ è un viaggio nella scuola pubblica dagli anni ’70 fino ai nostri giorni: insegnanti e studenti di diverse generazioni si confrontano raccontando storie, vissuti ed esperienze all’interno della scuola di ieri e di oggi.  Dopo il saluto dell’assessore all’Istruzione della Provincia di Bologna Anna Pariani e l’introduzione del vicesindaco e assessore alla Qualità Educativa di San Lazzaro Giorgio Archetti, intervengono, coordinati da Angela Verzelli della sezione didattica dell’Isrebo, presidi, insegnanti e studenti degli Istituti scolastici Mattei, Majorana e Fermi. Le conclusioni sono affidate a Werther Romani, già presidente Isrebo.

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XV Edizione 2010: miglior tesi di laurea

Posted by fidest press agency su sabato, 16 gennaio 2010

Il Premio CEI – Miglior Tesi di Laurea, giunto quest’anno alla sua XV edizione, è stato istituito allo scopo di stimolare la ricerca in ambito accademico sui temi legati all’attività normativa nei settori elettrotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni.  Possono partecipare al bando i laureati e laureandi (laurea magistrale vecchio ordinamento o laurea specialistica) delle Cattedre nazionali delle seguenti Facoltà: Scienze dell’ingegneria edile, civile, ambientale, industriale, dell’informazione, Scienze giuridiche e dei servizi giuridici, Scienze dell’economia e della gestione aziendale, Scienze e tecnologie chimiche, Scienze e tecnologie informatiche, Scienze economiche e Scienze politiche.  Il premio si rivolge a tesi dedicate in modo esplicito e diretto a sviluppare e approfondire tematiche connesse alla normazione tecnica nazionale, comunitaria ed internazionale, anche con riferimento alle ricerche preparatorie per garantire il rispetto della regola dell’arte. Le tesi potranno interessare tutti i campi di applicazione della normativa: da quello strettamente tecnico o tecnologico, alle conseguenze sul piano giuridico, economico, sociale, storico, urbanistico, dei rapporti internazionali, dei costumi, ecc. ed essere state discusse e conseguite tra l’1-12-2009 e il 15-12-2010. Il CEI darà riconoscimento ufficiale a 3 Tesi di Laurea con un gettone di € 2.600,00 ciascuna. I tre vincitori saranno avvisati entro la fine dell’anno e verranno premiati in occasione di una cerimonia ufficiale nel corso di un momento pubblico rilevante del settore. Il bando del Premio CEI – Miglior Tesi di Laurea 2010 XV edizione è scaricabile dal sito http://www.ceiweb.it alla voce “Prima Pagina > Premi CEI”.

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