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1° maggio, Cavallaro (Cisal): festa per riflettere, ricordare le lotte di ieri e portare avanti quelle di oggi

Posted by fidest press agency su domenica, 1 Maggio 2022

“È un altro 1 maggio particolare, che viviamo con la tristezza nel cuore per ciò che sta avvenendo in Ucraina, la pesantezza di più di due anni di pandemia ed i tanti punti interrogativi legati al nostro futuro e a quello dei nostri cari. In un Paese, l’Italia, in cui muoiono più di tre persone al giorno sul lavoro, in cui la precarietà dilaga ed i salari sono tra i più bassi ed i più tassati d’Europa. In un Paese in cui non si fanno più figli perché i giovani faticano sempre di più ad entrare nel mondo del lavoro anche a causa di politiche errate in materia previdenziale. In un Paese in cui la politica appare smarrita e prigioniera di schemi che portano a mettere solo toppe e non a trovare soluzioni pragmatiche tali da sciogliere i nodi nel tempo creati. In un Paese così festeggiare il lavoro rischia di essere un controsenso, ma è necessario farlo. Per riflettere, richiamare le lotte di ieri e portare avanti quelle di oggi. Gridare forte ciò che non va. Con speranza e coraggio. Per ottenere diritti e condizioni migliori di lavoro, di giustizia sociale, di vita, in un Paese, l’Italia, che la Costituzione definisce solennemente ‘una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’. Condizione di libertà, di dignità, di unità. Buon Primo Maggio”.

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Pensioni, Cavallaro (Cisal): per tutelare i giovani bisogna riformare il mondo del lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2021

“Anche l’Ocse conferma che le attuali norme di accesso alla pensione in Italia sono fra le più restrittive al mondo: la generazione che accede adesso al mercato del lavoro in Italia andrà in pensione in media a 71 anni di età contro una media internazionale di 66 anni. Il vero problema, tuttavia, non è quando ma come si andrà in pensione. Necessaria una riforma strutturale, che metta mano al sistema di calcolo, ma anche una riforma del lavoro ed efficaci politiche attive per favorire il cambio generazionale e quindi l’occupazione giovanile, la crescita professionale ed una remunerazione adeguata. Dobbiamo senz’altro tutelare i futuri pensionati e quindi puntare i riflettori su carriere intermittenti, part-time involontari, stipendi bassi che, di conseguenza, produrranno pensioni povere, ma soprattutto dobbiamo permettere ai giovani, che sono la vera risorsa del Paese, di entrare nel mercato del lavoro. Un lavoro stabile e non precario”. Così il Segretario Generale della Cisal, Francesco Cavallaro, commenta il rapporto ‘Pensions at a glance 2021’ dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Alessio Bompasso Ufficio Stampa Cisal

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Istat, Cavallaro (Cisal): inflazione preoccupante

Posted by fidest press agency su domenica, 5 dicembre 2021

“Ci preoccupa il tasso di inflazione vicino al +4% su base annuale. Un fenomeno destinato ad aggravarsi per gli effetti dell’incremento delle tariffe energetiche che si sta abbattendo e si abbatterà sempre di più su lavoratori e pensionati”. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro commentando i dati provvisori dei prezzi al consumo diffusi dall’Istat. “Serve un patto sociale per un riallineamento di retribuzioni e pensioni al trend dell’inflazione – ha aggiunto Cavallaro – che possa essere gestito in modo armonico, evitando ogni forma di inasprimento dei conflitti tra sindacato e imprese, e con una revisione degli stanziamenti relativi ai rinnovi dei contratti del pubblico impiego”

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Coronavirus, Cavallaro (Cisal): “Dpcm inconsistente”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

“Evidentemente non si ha idea di quanto occorra ad una persona per vivere, o meglio sopravvivere, per un mese”. Così il Segretario Generale della Cisal Francesco Cavallaro all’indomani del nuovo Dpcm annunciato ieri sera dal Presidente del Consiglio. “Come sempre faremo una analisi dettagliata del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ma – spiega Cavallaro- è davvero difficile non sottolineare la poca incisività di questo ultimo strumento, non rispondente alle esigenze dei cittadini e specie quelli che vivono una profonda condizione di disagio aggravata da questa grande emergenza. Sul tavolo – continua – sono stati messi 4,3 miliardi ai quali sono stati aggiunti ulteriori 400 milioni. Il primo blocco è solo una anticipazione di fondi che lo Stato già destina ai Comuni. Quindi, praticamente una non notizia. I 400 milioni, invece, dovranno essere ripartiti tra i cittadini che, parole di Conte “non possono più fare la spesa”. Quale sarà il parametro di povertà preso in esame? I poveri assoluti censiti in Italia sono circa 5 milioni. Quelli in povertà relativa 9 milioni. Basta prendere una calcolatrice – conclude Cavallaro – per capire che la cifra venuta fuori, in entrambi i casi, non sia sufficiente neppure a fare la spesa per una settimana”.

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