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Scuola: Proseguono in questi giorni gli incontri al Miur sul rinnovo del prossimo Ccnl

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 maggio 2019

Ad affermarlo è Marco Bussetti: a quanto pare sono incontri tecnici, com’è evidente pure daI comunicati delle parti sindacali firmatarie dell’intesa del 24 aprile; Anief continua a essere non invitata, nonostante sia stata dichiarata rappresentativa dall’Aran. Il sindacato: sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione, attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21.
Marcello Pacifico (Anief): Sugli stipendi si continua a parlare di aumenti a tre cifre, ma poi ci si accorge che, dopo gli incrementi del 3,48% e gli arretrati ridicoli di un anno fa, finora si è provveduto ad introdurre solo una parziale indennità di vacanza contrattuale.Proseguono gli incontri al Miur: a dichiaralo è lo stesso Ministro dell’istruzione Marco Bussetti, in un’intervista al quotidiano Il Tempo. A questi incontri partecipano le parti sindacali firmatarie dell’intesa del 24 aprile, intesa che Anief non ha voluto firmare: per questo motivo il sindacato continua a non essere convocato. Tuttavia, occorre ricordare che il 15 gennaio 2019 il Collegio di indirizzo e controllo dell’A.Ra.N., con la delibera n. 1, ha approvato le tabelle contenenti, per il triennio contrattuale 2019-2021, l’accertamento provvisorio della rappresentatività delle Organizzazioni sindacali nelle aree e nei comparti di contrattazione, attestando, per il comparto istruzione e ricerca, all’ANIEF una percentuale del 6.16%. Il carattere di provvisorietà dell’accertamento della rappresentatività di comparto deriva dalla circostanza che non è stato ancora stipulato il Ccnq di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione per il triennio 2019-2021, ma di fatto l’Anief ha già ottenuto, come sopra riportato, la certificazione della rappresentatività per il triennio 2019-2022. Sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione, attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21 prima di avviare una nuova contrattazione o coinvolgere comunque Anief, che tutti sanno esser divenuta rappresentativa fin dai primi incontri. Inoltre, ad aggravare questa situazione molto spiacevole concorrono altri due aspetti: il primo è che domani siamo stati convocati all’ARAN per l’apertura delle trattative per il rinnovo del Ccnq sulle prerogative sindacali, quindi con un nuovo scenario politico sindacale; il secondo è che alcuni funzionari del Miur, dopo nostre rimostranze, ci avevano assicurato che si trattava solo di incontri politici e non tecnici, ma le dichiarazioni del ministro e i comunicati delle parti sindacali firmatarie dell’intesa del 24 aprile fanno intendere altro; ci pare di poter affermare che evidentemente in Italia non basta vincere le elezioni per ottenere l’agibilità sindacale.

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Dirigenti scolastici: Udir presenta la sua piattaforma per il rinnovo del CCNL 2016/18 in dieci punti

Posted by fidest press agency su venerdì, 23 novembre 2018

Organici, reggenze, dimensionamento, concorsi riservati e ordinari, mobilità, formazione e bornout, sicurezza, valutazione, retribuzione e Fun, Ria e perequazione esterna: sono questi i temi affrontati dal giovane sindacato che ha messo la dirigenza della scuola, con la proposta di diversi emendamenti che ha chiesto di presentare all’Atto della Camera 1334 in discussione in questo momento presso la V Commissione Bilancio, al centro del dibattito parlamentare sulla nuova Legge di stabilità 2019 e che ora vuole mettere all’attenzione dei soggetti convocati al tavolo negoziale, dopo l’incontro della Confedir con il ministro Bongiorno in cui si è confrontato sull’aspetto della contrattazione nella pubblica amministrazione, nell’ottica di un incremento costante. Il sindacato, sempre dalla parte dei DS, ha in queste ore predisposto una piattaforma contrattuale dirigenti scolastici 2016/18, con una premessa rivolta a delineare il ruolo dei DS. Udir, infatti, nasce allo scopo di porre la giusta attenzione sulla categoria dei dirigenti scolastici, inquadrati già nella dirigenza dello Stato con il D. Lgs. 59/1997. Nell’elaborazione della piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto dei DS, Udir è partita dalla considerazione che la funzione dirigenziale si sostanzia nella gestione unitaria delle scuole attraverso un’ampia e proficua relazione con gli Organi collegiali. L’esercizio della funzione dirigenziale deve essere, necessariamente, connotata da legittimi margini di autonomia e da conseguenti poteri esclusivi. La categoria dei Dirigenti Scolastici dal D. Lgs. 59/1997 è stata progressivamente illusa di potere essere assimilata ed equiparata alla dirigenza amministrativa. Udir ritiene, quindi, che sia necessario ridefinire le funzioni del DS all’interno degli Organi collegiali in termini di partecipazione, presidenza ed assunzione di decisioni con corrispondenti responsabilità. L’obiettivo è quello di valorizzare la professionalità del dirigente in un contesto di sostegno e supporto delle prerogative del personale scolastico tutto. Gli obiettivi che si prefigge il giovane sindacato sono:
Riduzione delle reggenze e ripristino di 4 mila presidenze,
Mettere fine a un dimensionamento lontano dalle esigenze del territorio,
Nuovo corso riservato a presidi incaricati e a ricorrenti concorso 2011 per salvare 400 presidente,
Immediata immissione nei ruoli del DS dei candidati vincitori del concorso 2018,
Riconduzione alla parte normativa della mobilità interregionale dei Dirigenti Scolastici; della definizione e dell’aggiornamento delle funzioni dirigenziali e le corrispondenti posizioni; dei criteri di individuazione delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro e stress da lavoro correlato; dei criteri e delle modalità dei procedimenti di valutazione dei Dirigenti Scolastici.
Sulla Sicurezza, riscrittura di una norma specifica sulle responsabilità del DS rispetto al proprietario dell’immobile, sui poteri di spesa e d’integrazione dell’istituzione scolastica,
Sulla Valutazione, si chiede di riportare la valutazione dei dirigenti scolastici nell’alveo contrattuale con la sospensione della direttiva 36/2016 e la valutazione del portfolio nella retribuzione di risultato; definire contrattualmente la correlazione tra esiti della valutazione e la retribuzione di risultato, a parità di risorse uguali per tutte le aree della dirigenza afferenti allo stesso livello,
Sullo Stress da lavoro correlato, risulta necessario organizzare corsi di formazione specifici sul bornout e sullo stress da lavoro correlato sia per quanto concerne l’attività del dirigente scolastico sia la salute del personale scolastico, in particolare dei docenti-
Per la parte retributiva, bisogna versare nel FUN la RIA dei dirigenti andati in quiescenza dal 1 settembre 2012 e ripristinare un terzo delle risorse tagliate al FUN dal 1 settembre 2012,Realizzare la perequazione esterna relativa alla retribuzione di posizione parte fissa dal 1 settembre 2016 tra le diverse ex area della dirigenza confluite nella nuova area dell’istruzione e della ricerca, allineando, comunque, lo stipendio tabellare all’aumento del costo della vita registrato durante il blocco del contratto. Udir si batte anche per introdurre, come da emendamento, il salario minimo garantito nel triennio 2016/2018; infatti, rispetto al blocco contrattuale avvenuto tra il 2008 e il 2016 e la progressiva perdita d’acquisto dei salari dei dipendenti pubblici in contrasto con gli articoli 36 e 39 della Costituzione, si dispone il riallineamento degli stipendi attraverso l’integrale recupero, in percentuale, del tasso di inflazione reale certificato dall’Istat, superiore al 12%.

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Mobilità: Il prossimo contratto varrà per il triennio 2019-2021

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 ottobre 2018

“Il CCNL 2016/2018 ha stabilito che il nuovo Contratto Integrativo sulla mobilità avrà validità triennale (2019/20, 2020/21, 2021/22): sarebbe un grande esercizio di democrazia, da parte dell’amministrazione e delle OO.SS., attendere la certificazione della rappresentatività sindacale per il triennio 19-21, prima di avviare una nuova contrattazione o coinvolgere comunque Anief – che tutti sanno esser divenuta rappresentativa fin dai primi incontri -” dichiara Marcello Pacifico presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal. Nel nuovo contratto sulla mobilità, bisogna in primo luogo prendere atto di quanto hanno deciso i diversi giudici del lavoro e amministrativi: vanno valutati il servizio pre-ruolo su sostegno ai fini del superamento del vincolo quinquennale, il servizio prestato nella scuola paritaria, il servizio pre-ruolo per intero nelle graduatorie interne d’istituto. Come tacere, d’altronde, la gravosa questione del personale neo-assunto con la 107/2015 e spedito a chilometri di distanza dopo aver superato l’anno di prova o ancora lontano dai propri affetti familiari per via di un algoritmo impazzito o della classificazione in fasce discriminatorie. Bisogna elaborare un piano di rientro di tutti quei lavoratori costretti a vivere lontani dalle proprie famiglie e che ogni anno, nella speranza di poter tornare a casa, si cimentano nella presentazione della domanda di mobilità (quasi 300 mila), partendo proprio dalla trasformazione in organico di diritto di tutti quei posti vacanti e disponibili. Erronea, inoltre, appare nella nuova validità triennale, in base all’art. 22 comma 4 lettera a1) del nuovo CCNL, la preclusione della domanda al personale che ha ottenuto il trasferimento in una delle sedi indicate, ma magari di non prima scelta. Se la norma non sarà cambiata, a partire dal prossimo anno scolastico i docenti che verranno soddisfatti nella domanda di mobilità territoriale o professionale, acquisendo la titolarità in una delle scuole richieste, non potranno presentare ulteriore domanda di mobilità per un triennio a decorrere dall’anno scolastico in cui avranno ottenuto il movimento, anche se quella sede non era proprio quella ottimale. Al momento, invece, non è pervenuto alcun chiarimento per i docenti che acquisiranno o manterranno la titolarità su ambito territoriale.Come dimenticare ancora il riconoscimento della precedenza nella mobilità interprovinciale per il dipendente referente unico che assiste il genitore affetto da disabilità grave (la normativa attuale lo riconosce solo per i trasferimenti all’interno della sola provincia di titolarità) o l’estensione anche ai trasferimenti interprovinciali della precedenza per il figlio che assiste il genitore disabile (oggi riconosciuta solo per le operazioni di assegnazione provvisoria)? Diritto, peraltro, già riconosciuto da diverse sentenze. E perché non introdurre la precedenza nella mobilità in favore delle donne vittime di violenza? Tale novità, dettata dall’emergenza del nostro tempo e dal senso civico, permetterebbe alla persona interessata di concentrarsi sul proprio lavoro conciliandolo con le esigenze personali. Appare, comunque, forviante trattare l’argomento della mobilità in un momento in cui ancora non si conoscono le scelte del Governo nella prossima legge di stabilità in considerazione del fatto che nel DEF per il 2019 si accenna a ulteriori limiti ai trasferimenti mentre in alcuni disegni di legge presentati da autorevoli parlamentari si parla di abolire gli ambiti territoriali o di introdurre il domicilio professionale per i neo-assunti, peraltro da Anief già bollato come incostituzionale. Per queste ragioni, Anief ribadisce la necessità di rinviare l’incontro a dopo la certificazione della rappresentatività e l’approvazione della legge di stabilità, chiedendo fin d’ora di partecipare, ad ogni modo, al tavolo per riscrivere drasticamente le norme contemplando il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia.

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