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Posts Tagged ‘cellulare’

Servizi non richiesti svuotacredito sul cellulare

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 agosto 2017

cellulariPurtroppo il consumatore italiano è vittima indifferenziata di pratiche commerciali scorrette o servizi non richiesti da parte delle aziende, non solo energetiche ma anche telefoniche, e si badi bene, nonostante qui le cifre siano inferiori, il fenomeno non è meno trascurabile.Sempre più frequenti sono infatti le problematiche sui “servizi a valore aggiunto o a contenuto” che stanno raggiungendo un livello allarmante, oltre che fuorviante per un mercato degno di essere definito trasparente ed efficace.Ad oggi come è noto la facilità con la quale si cade nella truffa è strabiliante, basta sfiorare un banner o stare sulla pagina di un articolo per più di un minuto, e ci si ritrova attivato un servizio mai richiesto, ad un costo medio di 4,99€ settimanali, che vengono prontamente scalati dal vostro credito.La semplicità di attivazione non corrisponde quasi mai alla trasparenza o alla altrettanta semplicità nella disattivazione.Per disattivare gli abbonamenti infatti, il consumatore è costretto quasi sempre a chiedere la nostra assistenza perché diventa incomprensibile, o quasi mai identificabile, la modalità per disattivare.Come pure, è altrettanto inconcepibile la eccessiva discrezionalità che gli operatori adottano per stabilire chi e quando si abbia diritto ad un rimborso. Inoltre, da qualche tempo i principali operatori, hanno dato vita ad una piattaforma congiunta MobilePay http://www.mobilepay.it/fe-mobilepay/what_and_how_it_works?lang=it_IT la quale sta facilitando le attivazioni dei servizi “premium” e ostacolando invece la rimozione di detti servizi dal proprio conto telefonico. MobilePay è, a detta loro, “ la nuova piattaforma di pagamento, realizzata dai sei maggiori operatori italiani di telefonia mobile – Fastweb, Poste Mobile, Telecom Italia Mobile, 3 Italia, Vodafone e Wind – che nasce per facilitare e velocizzare micropagamenti di servizi digitali, fruibili tramite smartphone, PC, Tablet. MobilePay permette di acquistare con fiducia sia contenuti singoli che servizi in abbonamento.” Inoltre è risultato che, alla richiesta della disattivazione totale dei servizi “premium”, gli operatori possono provvedere solamente disattivando completamente qualsiasi servizio, anche quelli richiesti dall’utente, perché utili alla propria tutela come ad esempio gli sms della banca che avvisano dell’avvenuto pagamento o transazione, al fine di scongiurare possibili truffe o sottrazioni indebite di denaro dal proprio conto. Quindi se viene disattivato l’intero servizio “premium”, anche quelli richiesti, non si potranno più ricevere ad esempio gli sms alert dalla banca che avvisa dell’avvenuto prelievo o sottrazione di denaro non autorizzata dal proprio conto, o comunque anche altre informazioni rilevanti sulla persona che sono state richieste espressamente dal consumatore. Questo espone quest’ultimo a rischi ben più alti della sottrazione dei 4,99 euro settimanali (sebbene non siano pochi).

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Il canone del telefono fisso va pagato ogni mese e non dopo 28 giorni

Posted by fidest press agency su domenica, 26 marzo 2017

telefono“La decisione dell’Agcom che ha stabilito che il canone del telefono fisso va pagato ogni mese e non dopo 28 giorni ci soddisfa pienamente, in linea con la battaglia che Ap ha portato avanti in Parlamento. Avevamo infatti già sottoposto la questione al Governo nei giorni scorsi, attraverso una specifica interrogazione in commissione Finanze alla Camera, proprio perché contrari a questa discutibile operazione portata avanti unilateralmente da diverse compagnie telefoniche a discapito della trasparenza e della chiarezza verso gli utenti e a danno di milioni di famiglie e imprese”. Così il capogruppo di Ap in commissione Finanze alla Camera, Filippo Piccone.
“Sollecitiamo il Governo a continuare a vigilare sui modi in cui le imprese fornitrici di servizi di telecomunicazioni, che ovviamente sono essenziali per cittadini e imprese, modificano i contratti. Di fronte ai ricorsi e alle probabili contestazioni, ci aspettiamo che l’Esecutivo si ponga al fianco di Agcom e a difesa dei consumatori”.
Per Dino Cimaglia, segretario dell’Unione Nazionale Consumatori: ” E’ una delibera dell’Autorità per le Comunicazioni che ha stabilito per la telefonia fissa la fatturazione deve essere mensile, mentre per la telefonia mobile la cadenza non può essere inferiore ai 28 giorni.
“Bene che alcune regole siano state messe nero su bianco dall’Authority, ma si poteva fare di più. Sul credito residuo, ad esempio, le compagnie dovrebbero mettere a disposizioni degli utenti tutte le opzioni elencate, dall’sms alle app, così da dare un’ampia gamma di scelta ai clienti. Rispetto alla cadenza di fatturazione non inferiore ai 28 giorni per la telefonia mobile, si tratta di una mera ratifica di quanto già deciso dalle compagnie”.

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Australia: semafori a terra per i pedoni distratti schiavi del cellulare

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

semaforoGià per la nuova e pericolosa moda del Pokémon Go o perché stiamo chattando con il WhatsApp, oppure controllando tra le notifiche di Facebook, viviamo la nostra vita con lo sguardo perennemente incollato allo schermo dello smartphone, con conseguenze che possono essere pericolosissime. In Australia, per cercare in qualche modo di far rinsavire chi procede in mezzo al traffico senza mai distogliere gli occhi dal telefono,si è deciso di rivedere parte della segnaletica stradale con uno speciale semaforo installato nel marciapiede. Questa nuova tecnologia è stata creata dalla società australiana Büro North, ed è composta da un insieme di LED ´incastrati´ sul bordo del marciapiede, per difenderci da noi stessi e per ridurre i rischi e la possibilità di gravi incidenti causati dallo essere distratti dallo smartphone. Luci verdi e rosse impossibili da non notare anche per chi cammina con lo sguardo totalmente assorbito dallo schermo del proprio smartphone. Le prestazioni, infatti, sono uguali ad un convenzionale semaforo. La misura adottata in Australia è solo una delle tante idee nate per difenderci dall’ossessione verso la tecnologia. Le precauzioni australiane, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, trovano riscontro anche nei report degli studi pubblicati circa l’uso dei cellulari: in Europa, circa il 20% dei pedoni mostra disattenzione mentre cammina per strada. Negli Stati Uniti, invece, il fenomeno coinvolge il 33% delle persone, mentre in Europa, l’Italia è seconda solo alla Romania per numero di pedoni che ammettono di attraversare la strada senza staccare gli occhi dal telefono. Un uso scorretto, inoltre, può compromettere il sonno e anche la salute generale; mentre le riprese di video pubblicai in rete continua ad essere un fenomeno allarmante legato al bullismo. Alla luce di questi risultati, sarebbe necessaria una vera e propria educazione all’uso del telefonino, un oggetto così diffuso che continua a migliorarci la vita ogni giorno, ma che troppo spesso sottovalutiamo nei suoi potenziali effetti negativi, attraverso una campagna governativa di comunicazione da portare in classe, in famiglia ed in tv “Usiamo bene il cellulare” finalizzata a sensibilizzare tutti all’uso corretto del mezzo.

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Le donne e il cellulare

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 marzo 2015

Beautiful young  hipster woman using smart phone at beachPiù di una donna su quattro (26%) usa due numeri di cellulari diversi e nel 90,4% dei casi le esponenti del gentil sesso scelgono schede ricaricabili. È falso lo stereotipo che le dipinge come responsabili di spese telefoniche altissime e, ancora, continuano ad amare i telefoni tradizionali senza essere troppo affascinate dagli smartphone. Questi sono alcuni dei risultati emersi dall’indagine condotta dall’Istituto di ricerca Demoskopea per Facile.it, sito specializzato anche nella comparazione di tariffe telefoniche (http://www.facile.it/telefonia-mobile.html). Scorrendo i dati dell’indagine si scopre che il 53% dei conti telefonici femminili non supera i 10 euro al mese. Il profilo delle donne al cellulare tracciato da Demoskopea e Facile.it grazie alle interviste condotte su un campione rappresentativo della popolazione italiana, evidenzia come esse non siano assolutamente tecnomaniache e se, a livello nazionale, il 20% degli utenti di telefonia usa ancora un cellulare tradizionale, quando si centra l’analisi sul solo universo femminile, continua a preferire la tastiera il 24,2% del campione.
Escludendo WhatsApp, usata dal 58,1% delle donne al telefono rispetto al 57,8% del totale nazionale, le donne sembrano essere meno amanti delle tecnologie legate al mondo degli smartphone: il 63,5% naviga in Internet dal cellulare (contro il 67,8% del campione totale); usa la posta elettronica da telefono il 55% delle intervistate (60,8% il campione totale); si collega ai social network dal cellulare il 45,4% (vs 49%); utilizza Skype su mobile appena il 17,7% (vs 20,4%). È soprattutto nell’uso delle app che si allarga il divario fra l’universo totale e quello femminile: se a livello nazionale scarica applicazioni sul telefono il 55,2% degli intervistati, la percentuale scende al 48,1% fra le donne e risale al 62,9% fra gli uomini. Da evidenziare, invece, come le signore continuino ad amare SMS ed MMS (92,3% contro l’87,9% dei maschi).
Come detto, lo stereotipo che dipinge le donne come responsabili di grandi costi telefonici si è rivelato sbagliato e, anzi, la loro attenzione alle spese del cellulare è dimostrata anche dal fatto che, nei 12 mesi precedenti alla rilevazione, oltre il 94% delle intervistate abbia valutato di sottoscrivere un piano telefonico diverso o migrare verso un altro operatore. Nel 77% dei casi, fra l’altro, a spingere al cambiamento è stata proprio la volontà di risparmiare. Risparmio che, sempre secondo l’indagine, è stato effettivamente conseguito dal 90,4% di chi ha cambiato. (foto: donne e cellulare)

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La nuova frontiera nella prevenzione dell’invecchiamento cellulare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 Mag 2012

La popolazione mondiale sta invecchiando e il fenomeno è destinato ad assumere proporzioni sempre più preoccupanti, con oltre 2 miliardi di ultrasessantenni nel 2050[1]. Prevenzione è dunque la parola d’ordine.
L’Esperidina è l’innovativa strada percorsa dai laboratori L’Oréal e Nestlé. Questo attivo è stato presentato al 20° Congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venereology) di Lisbona, durante il quale sono state evidenziate le sue proprietà nel contrastare la micro-infiammazione, una nuova causa dell’invecchiamento cellulare solo recentemente scoperta. Da anni è noto il ruolo chiave che lo stress ossidativo ha nel precoce invecchiamento delle cellule: l’assenza di equilibrio tra quantità di radicali liberi (ROS) e antiossidanti presenti a livello cellulare consente ai radicali liberi di danneggiare le strutture delle cellule in profondità. Recenti studi hanno tuttavia confermato l’esistenza di un altro evento in grado di precludere la salute cellulare: la micro-infiammazione cronica. Questo fenomeno è in grado anch’esso di provocare ROS, ed è ugualmente responsabile dell’invecchiamento cellulare.
“La micro-infiammazione cronica è una condizione insidiosa poiché silente e asintomatica, rilevabile solo a livello cellulare. La causa: un disequilibrio tra mediatori pro-infiammatori e anti-infiammatori” conferma Mariuccia Bucci, Vice Presidente e Responsabile Dipartimento NutriDermatologia ISPLAD.
“Il nostro corpo è vittima di stress quotidiani che determinano uno squilibrio ossidativo e infiammatorio.” prosegue Bucci “Un accumulo di radicali liberi ed uno stato di micro-infiammazione cronica causano un danneggiamento di tutti i costituenti cellulari, proteine, lipidi e anche DNA. Le cellule come conseguenza di ciò perdono la loro omeostasi, il loro equilibrio, funzionano male e invecchiano precocemente”. Da questa nuova conoscenza, l’importante intuizione dei laboratori L’Oréal e Nestlé: rallentare l’invecchiamento contrastandone le due principali cause a livello cellulare. La soluzione un approccio nutrizionale che combina antiossidanti, in grado di neutralizzare i radicali liberi, con un potente modulatore dell’infiammazione, l’Esperidina.
Già nel 2008 l’INRA, istituto di ricerca europeo in scienze agronomiche, dimostra le proprietà biologiche dell’Esperidina nella prevenzione dell’alterazione del metabolismo osseo nel processo di invecchiamento[2]. Nel 2011 i ricercatori L’Oréal e Nestlé, consapevoli del fatto che ossa e pelle condividono la stessa origine a livello embrionale, decidono di andare oltre, studiando l’effetto dell’Esperidina sulla cute. Lo studio clinico in doppio cieco contro placebo L’Oréal e Nestlé coinvolge 66 donne che per 6 mesi assumono quotidianamente 430mg di Esperidina o placebo. Le evidenze emerse da valutazione immunoistologica con biopsia e valutazioni strumentali vengono presentate durante il 20° Congresso EADV (European Academy of Dermatology and Venereology), suscitando grande interesse tra gli esperti del settore.
“Le approfondite valutazioni condotte per verificare l’efficacia dell’Esperidina ne hanno evidenziato la capacità di agire sui principali segni dell’invecchiamento cutaneo a livello di derma ed epidermide” spiega Norma Cameli, Responsabile Dermatologia Estetica, Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma. “I dati raccolti dimostrano come l’Esperidina assunta per via orale sia in grado di ridurre l’intensità delle iperpigmentazioni cutanee, di migliorare le proprietà biomeccaniche della pelle e di accelerare il turnover epidermico, aumentando così la luminosità della cute. Inoltre, è stato dimostrato a livello del derma anche un aumento di collagene, glicosaminoglicani e acido ialuronico, con conseguente aumento d’idratazione ed elasticità della cute”.Ed è così che arriviamo ad oggi, quando, forti delle evidenze emerse sull’Esperidina come modulatore del processo infiammatorio cellulare, della sua azione su metabolismo osseo e cute i laboratori Innéov la selezionano come ingrediente principale di un rivoluzionario integratore alimentare, Anti-Age Cellulaire. Un vero e proprio alleato che, grazie anche alla combinazione con un sistema antiossidante di Selenio e Vitamina C, consente di rallentare l’invecchiamento cellulare dall’interno, combattendo gli effetti dei radicali liberi e proteggendo i costituenti cellulari.

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Proliferazione cellulare: un “topo lucciola” ci aiuta a vedere chiaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 aprile 2012

DNA replication or DNA synthesis is the proces...

DNA replication or DNA synthesis is the process of copying a double-stranded DNA molecule. This process is paramount to all life as we know it. (Photo credit: Wikipedia)

Un nuovo topo transgenico, chiamato MITO-LUC, è stato prodotto nel laboratorio di ricerca di Oncogenesi Molecolare dell’IRE, come eccellente modello sperimentale per gli studi sulla proliferazione cellulare. L’animale è stato ottenuto legando il gene della luciferasi, una proteina prodotta dalle lucciole, ad un frammento di DNA del topo che dipende dal fattore di trascrizione NF-Y, una proteina strettamente coinvolta nel processo di divisione e moltiplicazione cellulare. Quando si trovano in fase di crescita, le cellule dell’animale emettono bioluminescenza, una luce visibile ed apprezzabile dall’esterno semplicemente utilizzando una speciale macchina fotografica, senza alcun danno per l’animale. I topi- lucciola, sviluppati dal team della dr.ssa Giulia Piaggio, in collaborazione col Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano, possono essere utilizzati per studi e rilevazioni a lungo termine. I dati ottenuti sono più precisi e consentono di diminuire sensibilmente il numero di animali necessari alla sperimentazione. Le possibili applicazioni sono molteplici: spaziano dall’oncologia alla medicina rigenerativa, dalla farmacologia alla tossicologia.
La descrizione del modello animale ha ottenuto la copertina di Molecular Biology of the Cell, la rivista della ASCB, la Società Americana di Biologia Cellulare, in uscita il 15 aprile ed ora disponibile online.
Nel modello animale MITO-Luc, ogni volta che le cellule si dividono, ossia vanno in mitosi, producono NF-Y ed insieme ad essa la luciferasi. In questo modello si osserva che nelle aree del corpo ad elevata proliferazione cellulare, come ad esempio nei tumori, si produce una quantità di luce tale da poter essere facilmente rilevata dall’esterno fotografando l’animale con un apparecchio in grado di apprezzare la giusta lunghezza d’onda luminosa propria dei fenomeni di bioluminescenza ( vedi foto).I ricercatori guidati dalla dr.ssa Giulia Piaggio da diversi anni studiano l’attività biologica del fattore di trascrizione NF-Y e risultati hanno dimostrato che la proteina agisce nel nucleo cellulare ed esplica la propria attività solo in cellule proliferanti, che si stanno quindi dividendo, e non in quelle che sono uscite dal ciclo replicativo. Il gruppo dell’Università di Milano, , invece, si occupa da tempo di studiare un modo efficace di utilizzare la bioluminescenza per l’osservazione dei processi biologici nei modelli animali. Da qui l’idea della dr.ssa Piaggio di usare NF-Y come “indicatore” della divisione cellulare e di rendere la sua attività visibile accoppiandolo ad una fonte di luce, la luciferasi di lucciola. “Le nostre conoscenze su NF-Y – spiega Giulia Piaggio – derivano da quella che possiamo chiamare ricerca di base. Il modello murino invece scaturisce dalla nostra volontà di trasferire questi risultati alla ricerca pre-clinica. Grazie alla proficua collaborazione con il team guidato dal Dott. Paolo Ciana dell’Università di Milano abbiamo raggiunto tale obiettivo. Noi pensiamo che i topi MITO-Luc siano un potente strumento per misurare rapidamente e facilmente la proliferazione cellulare in molte applicazioni sperimentali di interesse medico. Inoltre, sono utili per prevedere, mappare e caratterizzare la tossicità di vecchi e nuovi composti anti proliferativi con grandi implicazioni nel campo oncologico e farmaceutico”.
I topi MITO-Luc consentono per la per la prima volta un efficace monitoraggio a lungo termine dell’attività proliferativa delle cellule, poiché basta fotografare l’animale ad intervalli regolari riducendo così in modo significativo il numero di animali necessari per gli studi. “Grazie alla tecnologia della bioluminescenza – spiega Giulia Piaggio- è possibile visualizzare le cellule in attiva proliferazione in tutto il corpo, nell’animale vivo potendo così valutare l’efficacia di una terapia antitumorale – la luce emessa dal tumore scompare – o di valutare la cancerogenicità di un composto chimico (sviluppo di luce in organi normalmente “spenti”). Negli ultimi quattro anni, grazie alla preziosa collaborazione della dott.ssa Isabella Manni, coadiutrice della ricerca, abbiamo raccolto circa mille immagini di grande interesse per la nostra ricerca. (Salce Lorella)

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Cellulare, sms durante la guida: nuove restrizioni per gli autisti

Posted by fidest press agency su martedì, 8 novembre 2011

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Image by Massimo Norbiato via Flickr

Parlare al cellulare o mandare SMS mentre si guida è diventato un luogo comune, ma ecco un nuovo giro di vite per i più di dieci milioni di automobilisti che in Italia utilizzando regolarmente i telefoni cellulari durante la guida.
In risposta alle preoccupazioni di sicurezza, la IX commissione trasporti della Camera, in sede referente, ha ripreso l’esame del disegno di legge recante “Modifiche all’articolo 173 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida”. La Commissione Lavori pubblici aveva già approvato in sede deliberante il ddl in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida.Il testo, intende introdurre una modifica all’articolo 173 del Nuovo codice della strada al fine di prevedere l’estensione del divieto di utilizzo di apparecchiature radiotelefoniche durante la guida “ai conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi”. Gli studi sino ad oggi effettuati, hanno dimostrato il fatto che usare il cellulare mentre si sta guidando comporta un rischio elevato di provocare un incidente: è appurato che una distrazione di soli due secondi a 100 km/h fa percorrere alla nostra macchina 56 metri prima di percepire un ostacolo, poi fra tempo di reazione (un secondo) e frenata in condizioni ottimali ne servono altri 71. Totale 127 metri prima di riuscire a fermare il veicolo. Secondo l’Istat, l’utilizzo del cellulare alla guida è stato paragonato alla guida in stato di ebbrezza. La conferma arriva anche da uno studio dell’ISS – Istituto Superiore di Sanità evidenzia, che sottolinea come il rischio relativo per chi utilizza il cellulare è pari a 4. Cioè chi guida utilizzando il telefonino (anche con l’auricolare o il viva voce), ha 4 volte più probabilità di rimanere coinvolto in un incidente rispetto a chi non lo utilizza. Lo studio, informa quindi che il degrado della capacità di guida determinato dall’uso del cellulare è simile a quello indotto da un’alcolemia del conducente intorno a 80mg/100ml (il limite legale in Italia è pari a 50mg/100ml).
È noto, inoltre, che usare il cellulare mentre si è alla guida provoca un ‘invecchiamento’ delle capacità di reazione: in sostanza, se un ragazzo di 20 anni si mette al volante parlando al cellulare, i suoi tempi di reazione sono gli stessi di un guidatore di 70 anni senza cellulare. È come subire un invecchiamento immediato, dicono gli esperti. L’analisi delle circostanze accertate o presunte di incidente mette in luce che, nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta, la velocità troppo elevata sono le cause più diffuse di incidente e costituiscono da sole il 44 per cento dei casi. Nell’ambito della guida distratta, l’utilizzo del telefonino durante la guida rappresenta uno dei fattori di più alta incidentalità.
A fronte di tali dati, la previsione normativa che consente l’utilizzo di apparecchiature radiotelefoniche durante la guida ai conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi appare, oggi, del tutto ingiustificata e contraria all’obiettivo generale della sicurezza stradale”.
Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”,l’estensione del divieto, ha quindi “il solo scopo di aumentare il livello di sicurezza sulle strade e sulle autostrade del Paese e di eliminare una delle possibili cause di distrazione alla guida che possono recare pregiudizio non solo a chi le utilizza in modo improprio, ma anche a terzi”.
Lecce, 8 novembre 2011

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Segnalare numero cellulare in rete

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2011

Oggi, in base al dlgs 196/2003 sulla privacy (già legge 675/1996), è proibito rendere noto finanche il numero di utenza del cellulare. Nel concetto di dato personale rientra “qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale”. Configura allora il trattamento illecito sanzionato dal codice della privacy la condotta di chi per vendetta nei confronti del titolare dell’utenza, diffonde sul web il recapito del “rivale”: inevitabile è la sanzione penale. È questa la severa sanzione comminata oggi dalla Corte di cassazione, con la sentenza n. 21839, pubblicata il primo giugno 2011 che ha confermato la condanna già inflitta dalla Corte di Appello di Milano l’11 maggio 2010. Gli ermellini con la sentenza che Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” riporta hanno confermato la condanna a quattro mesi con la sospensione condizionale ai danni del frequentatore di una chat line protagonista di un litigio con il gestore del “forum”.

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Può capitare a tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 Mag 2011

Lettera al direttore. La bambina di quasi due anni che lo scorso 18 maggio il padre aveva lasciato in macchina, per cinque ore sotto il sole, è morta. La madre ha rotto il silenzio: “Può capitare a tutti”. Così ha detto in un’intervista a SkyTg24. Eh già, può capitare a tutti. Così, come ci si dimentica del latte sul fuoco, del cellulare in macchina, dell’ombrello dal parrucchiere. Con la differenza che una bambina non è un tegamino di latte, non è un cellulare, né un ombrello. Avrei capito questa madre se avesse detto che lo sfortunato genitore è esaurito, che soffre di amnesie, che non sta bene. Ha riferito invece che il “padre esemplare” voleva che tutto fosse perfetto, che lei non si doveva preoccupare di nulla, e per questo non si fermava mai, perché si preoccupava della compagna, della sua gravidanza e della piccola. E l’ha dimenticata in macchina, la piccola. E poi c’era il lavoro, e la casa appena costruita…Non sarebbe stato meglio che la signora non l’avesse rotto il silenzio? (Renato Pierri)

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Il cellulare diventa stetoscopio

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 settembre 2010

Di Marco Malagutti. Auscultare il cuore con un telefono cellulare? La prospettiva non è così irreale da quando un medico londinese ha sviluppato un’applicazione per l’iPhone ribattezzata iStethoscope. Anzi secondo un articolo apparso sul Guardian sarebbero oltre tre milioni i medici in tutto il mondo che ne fanno già uso e una versione gratuita messa a disposizione la scorsa settimana registra 500 download al giorno. Ma non è finita qui, secondo il quotidiano britannico l’80% dei medici inglesi avrà uno smartphone in tasca entro il 2012, e ci sono già oltre 6mila applicazioni legate alla salute disponibili sui vari siti. Sulla qualità garantisce l’inventore dell’applicazione Peter Bentley dell’University College di Londra «gli smartphone sono incredibilmente potenti, hanno molti sensori, videocamere, microfoni di alta qualità e ottimi display. Sono capaci di salvare vite, far risparmiare soldi e migliorare la salute in molti modi, e tutta questa potenza tecnologica si può portare tranquillamente in tasca». Più scettici e tradizionalisti invece i medici italiani nelle parole di Giacomo Milillo, presidente della federazione italiana dei medici di Medicina Generale (Fimmg) «fino a questo momento non ho visto nessuno usare questa applicazione – afferma Milillo – va detto che ci sono in commercio delle apparecchiature biomedicali che sfruttano lo stesso principio, e tramite un microfono riescono a fare il tracciato del battito cardiaco, e quelle sono già in uso. Bisogna dire che spesso le applicazioni non mantengono le promesse, e prima di usarle sui pazienti andrebbero sperimentate e validate» conclude Milillo.(fonte doctor news)

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Pagamenti con il cellulare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2010

Milano 20 Gennaio 2010, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, presso l’Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano, Campus Bovisa, Via Durando 10  convegno promosso dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con il DEI-Dipartimento di Elettronica e Informatica e con l’RFId Solution Center  Il Mobile Payment (Remote e Proximity) e, più in generale, i servizi non transazionali basati su tecnologia Near Field Communication (NFC) su cellulare possono rappresentare anche in Italia un fattore di profonda innovazione nei processi di pagamento, soprattutto per acquisti di basso importo, e nelle modalità di fruizione dei servizi complementari.  Occasione del Convegno è la presentazione dei risultati della Ricerca 2009 che ha affrontato i temi sopra delineati sulla base di un articolato insieme di attività: l’analisi di oltre 200 applicazioni di Mobile Payment a livello internazionale; lo studio di quasi 100 servizi di Mobile Payment in Italia; un Focus Group ed una Survey estensiva su 1.500 consumatori; 4 Survey su un campione di esercenti nei settori: distributori automatici,cinema, GdO, tabacchi/bar/edicole; l’analisi di oltre 50 casi di imprese operanti nella filiera dell’offerta del Mobile Payment; l’attivazione di un progetto pilota aperto e collaborativo.  La presentazione dei risultati della Ricerca sarà seguita da Tavole Rotonde durante le quali interverranno i principali player del settore. L’edizione 2009 dell’Osservatorio è stata realizzata con il supporto di: Accenture-Mobility Operated Services, Alcatel-Lucent, Assotelecomunicazioni-Asstel, Auriga, Axis Strategic Vision, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare di Sondrio, Bankadati S.I. Gruppo Bancario Credito Valtellinese, BlackBerry/Research In Motion(RIM), CartaSi, Comesterogroup, Consorzio Bancomat, Consorzio Movincom, Consorzio Operativo Gruppo Montepaschi, DS Group, Ericsson, Giesecke & Devrient, Indicod-Ecr, Intesa Sanpaolo, Lottomatica Italia Servizi, Quercia Software, SIA-SSB, SiTeBa, Telecom Italia, Ubiquity, VeriFone, Vipera, Visa Europe.

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Aumenta l’uso del cellulare

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 marzo 2009

Prezzi più bassi per gli utenti: secondo un rapporto della Commissione, il settore europeo delle telecomunicazioni resiste alla crisi economica L’Europa è il leader mondiale dei servizi di telefonia mobile, con un numero di abbonamenti pari al 119% della popolazione dell’UE nel 2008 (7 punti percentuali in più rispetto al 2007), ben al di sopra degli Stati Uniti (87%) e del Giappone (84%). È questo il dato che emerge dall’odierna relazione della Commissione sui progressi del mercato unico delle telecomunicazioni. Nonostante la crisi economica, il settore Telecom dell’UE (che rappresenta il 3% circa del PIL dell’UE) ha continuato a crescere nel 2008, registrando introiti stimati a più di 300 miliardi di EUR (1,3% in più rispetto al 2007) e superando in vitalità il resto dell’economia (la cui crescita è stata di appena l’1%). I principali beneficiari della competitività del settore sono gli utenti, che pagano meno per un servizio di migliore qualità. Nel 2008 la bolletta di telefonia mobile è scesa in media da 21,48 EUR a 19,49 EUR e oggigiorno, grazie all’azione dell’UE, il 75% degli utenti europei dispone di un collegamento Internet da 2 megabit o più al secondo (velocità che consente, ad esempio, di ricevere la TV su Internet). La relazione della Commissione mette tuttavia in guardia contro il rischio che, senza un migliore coordinamento a livello europeo, i vantaggi del mercato unico delle telecomunicazioni vengano compromessi da regolamentazioni nazionali incoerenti.

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