Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 279

Posts Tagged ‘cellulari’

L’uso prolungato del cellulare può generare disturbi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 agosto 2019

Dati recenti stimano in numero di 5 le ore al giorno di utilizzo (netta prevalenza come strumento di navigazione in rete e subito dopo come messaggistica) dello smartphone. «Questo uso intensifica – spiega Giovanni Battista Tura, responsabile di Psichiatria dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – l’accelerazione fra intenzione e azione, fra richiesta e soddisfacimento della stessa. Positivo, tutto ciò, per alcuni versi, negativo se non ci consente più di filtrare, attendere, decidere, procrastinare, rimandare, sostanzialmente “pensare”. E poi, la pretesa che i nostri interlocutori siano sempre disponibili, “on line”; la pretesa – di fatto – che i nostri tempi siano i loro. Ancora, la velleità che attraverso sintetiche chat si dirimano questioni fondamentali, a volte centrali del nostro esistere e delle nostre relazioni. Pensiamo poi a quanto questo strumento, sempre ovviamente in un uso disequilibrato fino al patologico, consenta di mettere in scambio solo una porzione filtrata, virtuale e non onnicomprensiva di noi, con il rischio di false identità non realmente rappresentative di noi. Ricordiamo però che questo è quello che riceviamo anche dai nostri interlocutori, generando quindi relazioni parziali e artificiose. Ovviamente questi possono diventare i presupposti per percorsi di sofferenza psichica di diversa natura: se l’artificiale sostituisce il reale, quando poi il reale ti interpella con le sue istanze complete, se non sei allenato, scappi, vai in ansia, ti deprimi. Un circolo vizioso, in cui causa ed effetto si mescolano, in cui determinanti e risultato si confondono». Questo discorso diviene primario per gli adolescenti «perché si sommano due variabili che diventano fattori di moltiplicazione: da un lato l’elevata fruizione di questo strumento tipico della fascia adolescenziale, dall’altro il delicato e fragile percorso di identificazione e di adultizzazione in corso, in cui ogni variabile in campo ha un valore specifico elevato, e più queste variabili sono disequilibranti, innaturali edecontestualizzate con il fisiologico crescere, più sono a rischio di generare malessere e reali disturbi», conclude Tura.

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I deputati spingono per un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 15 marzo 2014

cellulariI deputati, approvando giovedì un aggiornamento delle leggi UE sulle apparecchiature radio, hanno chiesto che sia sviluppato un caricabatterie comune per tutti i telefoni cellulari venduti in UE, così da ridurre gli sprechi, i costi e i problemi per gli utenti. Questo progetto legislativo è già stato informalmente concordato con il Consiglio dei Ministri.”La legislazione modernizzata sulle apparecchiature radio è uno strumento efficace per evitare interferenze tra diversi dispositivi radio. Sono particolarmente lieto che abbiamo concordato l’introduzione di un caricabatterie comune. Ciò accomuna sia gli interessi dei consumatori sia dell’ambiente. Il caricabatterie comune metterà fine al caos e ridurrà le 51 mila tonnellate annue di rifiuti elettronici”, ha detto la relatrice Barbara Weiler (S&D, DE).Il progetto di direttiva stabilisce norme armonizzate per l’immissione sul mercato di apparecchiature radio, compresi telefoni cellulari, telecomandi apri-auto e modem. Le norme mirano a tenere il passo con il crescente numero e varietà di dispositivi radio e a garantire che i dispositivi non interferiscano l’uno con l’altro rispettando così i requisiti essenziali su sicurezza e salute.I deputati hanno chiesto un rinnovato sforzo per sviluppare un caricabatterie comune a talune categorie di apparecchiature radio, in particolare ai telefoni cellulari, per semplificarne l’uso e ridurre inulti sprechi e costi.

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Pediatri Usa: warning sui cellulari per rischio radiazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 gennaio 2013

I pediatri americani hanno approvato un documento, “The cell phone right to know act”, promosso da un deputato dell’Ohio, che prevede l’apposizione sui dispositivi di avvisi sui rischi delle radiazioni emesse dai telefoni cellulari. L’American academy of pediatrics (Aap) ha anche appoggiato un nuovo programma nazionale di ricerca proprio su questi rischi e chiedendo all’Environmental protection agency (Epa) di aggiornare i riferimenti per il tasso di assorbimento specifico (Sar, Specific absorption rate). In una lettera indirizzata al deputato, i pediatri hanno espresso preoccupazione per i potenziali pericoli da esp osizione, in particolare per le donne in gravidanza e i bambini, anche alla luce della crescente mole di documentazione sul legame tra l’uso dei cellulari e i tumori cerebrali. Documentazione in cui compare anche la sentenza della Corte di cassazione italiana che nello scorso ottobre ha riconosciuto la connessione tra la malattia tumorale che ha colpito un uomo e l’uso intensivo e a lungo termine che per motivi professionali dei dispositivi ne ha fatto nel tempo. In Italia non c’è una normativa specifica in materia, ma, ricorda Giovanni Corsello presidente della Società italiana pediatria «in attesa di ulteriori studi, è doveroso diffondere alcune raccomandazioni e adottare il principio di precauzione, tuttavia arrivare all’avviso sui cellulari potrebbe ingenerare un eccesso di allarmismo sui telefonini.(fonte doctornews)

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Infotraffico sui cellulari a Lignano

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 giugno 2011

Dieci info point con le informazioni in tempo reale e una serie di impianti wi-fi e bluetooth per far arrivare le notizie sul traffico direttamente sui cellulari di nuova generazione. 650 mila euro l’investimento complessivo Conoscere in anticipo le condizioni di viabilità, relativamente alla rete autostradale e alla Strada Regionale 354, per decidere quando partire, utilizzando il cellulare o seguendo gli aggiornamenti forniti dagli Infopoint. Da oggi, a Lignano, si può, grazie a un nuovo servizio informativo per i turisti e gli ospiti della località balneare. Dieci infopoint (schermi hi tech da 40 pollici, a led, con pc integrato) installati a Lignano Sabbiadoro alla Terrazza mare, negli uffici di Spiaggia 1 ter, 6,10,17, in piazza Fontana e in Municipio; a Lignano Riviera (ufficio spiaggia campeggio Pino Mare) e a Lignano Pineta (Tenda bar, Terme), affiancati a cinque impianti BlueTooth e Wi-Fi (a cui prossimamente se ne aggiungeranno altri) per diffondere tutte le informazioni sul traffico, gratuitamente e in tempo reale. Sono gli “strumenti” attraverso i quali Autovie Venete e Friuli Venezia Giulia Strade, Il servizio,unico in Italia, è stato presentato oggi (domenica 12 giuno) agli imprenditori, riuniti alla Terrazza Mare di Lignano dall’assessore regionale alla viabilità Riccardo Riccardo, affiancato dal presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz, dal direttore operativo di Autovie Enrico Razzini, dal sindaco della località balneare Silvano del Zotto e dal consigliere regionale Daniele Galasso. Il collegamento stradale fra il casello di Ronchis (Latisana) e la località balneare, sarà monitorato utilizzando una rete di 18 telecamere e sensori, esattamente come avviene per l’autostrada. Questo permette di raccogliere e trasmettere i dati al Data Center e successivamente al Centro Radio Informativo di Autovie Venete da dove, “tradotti” in informazioni, sono pubblicati sui pannelli a messaggio variabile, sul sito di Friuli Venezia Giulia Strade, su quello di Autovie Venete, sui vari Infopoint, negli impianti Bluetooth – WI-FI e diffusi dal Centro informativo Viaggiando attivo ventiquattro ore su ventiquattro. A ciò si aggiunge il nuovo servizio di messaggistica (già in funzione anche nell’area di servizio di Gonars Nord dal febbraio di quest’anno), sviluppato in collaborazione con la società udinese “E-Moz”, alla base del quale c’è la tecnologia Bluetooth e WI-FI: sono modalità in grado di far dialogare e interagire fra loro dispositivi diversi (telefoni cellulari, notebook, computer portatili, smartphone) senza la necessità di collegamenti via cavo. Nelle aree coperte dal servizio, segnalate da apposite “paline” con le “istruzioni per l’uso”, l’utente riceve un messaggio sul suo cellulare (che, naturalmente, deve essere dotato del dispositivo bluetooth e/o WI-FI) con il quale gli viene chiesto se desidera ricevere informazioni. Un passaggio indispensabile per rispettare la legge sulla privacy. Alla riposta affermativa, il sistema provvede a inoltrare l’informazione. “Obiettivo del sistema che ha richiesto un investimento di circa 650 mila euro – ha detto Riccardi – è quello di aumentare la sicurezza dei viaggiatori, fornendo loro informazioni sempre più aggiornate a capillari sulle condizioni di viabilità”. “La strada regionale 354, essendo un’arteria strategica dal punto di vista turistico – ha sottolineato il presidente di Fvg Strade Giorgio Santuz – durante l’estate sopporta un carico di traffico molto elevato soprattutto durante i fine settimana. Poter diffondere le informazioni agli utenti sulla sua percorribilità, in tempo reale, significa consentire agli utenti di modificare il tragitto o di effettuare una sosta in attesa che il traffico cali, piuttosto che affrontare la coda”. Il progetto, in ogni caso è una sorta di “primo tassello di una collaborazione che potrà estendersi, in futuro, anche ad altre strade – ha sottolineato Riccardi – perché quando parliamo di viabilità e sicurezza, non possiamo ragionare per compartimenti stagni, ma dobbiamo prendere in considerazione tutto il territorio attraversato”.

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Guida bus con cellulare

Posted by fidest press agency su sabato, 14 maggio 2011

“Il caso dell’autista di bus a Roma che guidava parlando a ben due cellulari ripropone con forza il tema della sicurezza stradale connessa all’uso di dispositivi radiotelefonici. Si sono lette tante dichiarazioni indignate, ma i cittadini non sanno che in Senato, già dal 23 novembre dello scorso anno, è stato licenziato dalla Commissione Lavori Pubblici in sede deliberante, un disegno di legge di cui sono prima firmataria che istituiva e inaspriva una serie di divieti connessi all’uso di tali dispositivi. Tale disegno di legge, trasmesso alla Camera, è fermo da allora a Montecitorio. Mi auguro che, dopo l’episodio di Roma, l’iter riprenda, anche se è triste che nel nostro Paese per arrivare alla stesura di leggi utili e necessarie si debba attendere che esploda un caso”. Lo dichiara la senatrice del PD Marina Magistrelli

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Stop alla tassa sui cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 5 marzo 2011

“Non è accettabile che gli utenti di telefonia siano ancora tenuti al pagamento della tassa di concessione governativa”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ricordando lo strano percorso di questo inutile balzello: la “Tassa di Concessione Governativa”  deve essere corrisposta dagli intestatari di un abbonamento di telefonia mobile allo Stato nella misura di 5,16 euro mensili se privati e di 12,91 euro se business (ma in tale caso la tassa è deducibile per l’80 per cento). Introdotta dal DPR sulla “Disciplina delle tasse sulle concessioni governative” del 1972, ed estesa nel 1995 ai telefoni cellulari in abbonamento, considerati “beni di lusso”, è stata abrogata nel 2003 dal Codice delle comunicazioni elettroniche che, in osservanza alle direttive comunitarie, ha liberalizzato il mercato. In effetti nel 2007 il governo si era impegnato ad abolire la tassa ma, considerato anche il gettito 750 milioni di euro annui che essa fruttava, la decisione fu rimandata a tempo indeterminato. Finalmente nel gennaio scorso sono state emesse due sentenze – dalla Commissione Tributaria Regionale del Veneto – che hanno stabilito che gli enti locali non sono tenuti al pagamento della tassa, e anzi che essa è illegittima, aprendo la strada alla possibile richiesta di esenzione degli utenti nonché al rimborso di quanto illegittimamente pagato. “Invitiamo i consumatori -conclude Dona- a segnalare il proprio caso a info@consumatori.it”.

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Lotta all’elettrosmog: sentenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 gennaio 2011

Il Consiglio di Stato interviene in materia di elettrosmog: no all’autorizzazione ad un nuovo ripetitore per telefonia mobile se il Comune non esclude, già in sede d’istruttoria, interferenze con l’impianto esistente. La sentenza n. 372/11 della sesta sezione del Consiglio di Stato pone a dir poco signficativi “paletti” in materia di elettrosmog e ripetitori per cellulari, così Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”. Secondo la decisione della suprema corte amministrativa le antenne del segnale dei cellulari devono essere localizzate sul territorio in modo da ridurre al minimo l’emissioni di onde elettromagnetiche: spetta al Comune, prima di assentire la realizzazione di  un nuovo impianto radio base, verificare se la nuova stazione potrà generare interferenze con quello già presente e autorizzato dall’amministrazione. È preciso dovere dell’ente locale mettere in atto tutte le iniziative possibili a ridurre l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici e quindi di vigilare sulla potenziale dannosa proliferazione degli impianti.  Nell’accogliere il ricorso dell’azienda che gestisce i tralicci di telecomunicazione per alcuni gestori avverso la frettolosa autorizzazione di una giunta municipale ad un nuovo ripetitore radio di proprietà di un gestore telefonico nazionale che era destinato a sorgere a soli sette metri dall’impianto di proprietà della ricorrente, i giudici amministrativi hanno applicato il principio secondo cui se la nuova stazione di trasmissione del segnale dovrà sorgere molto vicino ad un altra operativa da tempo, l’amministrazione deve sempre controllare già in sede di istruttoria del nuovo titolo autorizzatorio l’eventuale situazione di conflitto con l’altro impianto di ripetizione d’onde attivo sul territorio comunale. Non ci resta che lanciare l’appello, ovvio, a tutti quei comuni che nel corso degli anni hanno reso possibile la proliferazione nei propri territori di antenne di ogni tipo, affinché pongano un argine alla crescita dannosa d’impianti, che spesso risultano inutili, perchè incoraggiata dall’aspra concorrenza delle multinazionali della telefonia e verifichino puntualmente tutti i parametri di legge comprese le nuove importanti linee tracciate dalla decisione commentata.

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Traffico schede cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 3 luglio 2010

Telecom Italia è la società a cui è affidato il servizio universale. Un incarico che impone al gestore di erogare a tutti gli italiani il servizio di telefonia fissa (voce e fax). Questo ruolo è affidato all’ex monopolista in quanto proprietario della rete dell’ultimo miglio (i cavi in rame che arrivano in casa e le centraline di prossimità). In cambio Telecom riceve soldi. Negli anni post privatizzazione, Telecom è stata gestita male, ha lasciato decadere il proprio patrimonio di infrastrutture, perché l’obiettivo era quello di pagare i debiti degli azionisti di controllo che si sono susseguiti. Le conseguenze per gli utenti, sono state tariffe artatamente alte e una serie di disservizi (attesa anche di anni prima di avere la linea telefonica base). Disservizi, riconducibili a inadempienze di natura civilistica. Accanto a questi ‘peccatucci’, la società ha compiuto operazioni penalmente rilevanti. Il dossier Telecom in mano a poliziotti e magistrati è sempre più corposo: le intercettazioni illegali, il caso di Telecom Sparkle e ora il caso delle schede telefoniche mobili attivate a ignari utenti (1). Telecom non solo ha usato tutti i mezzi (anche illeciti) per tenersi a galla, ma rischia di uccidere il futuro delle telecomunicazioni italiane. Visto il suo enorme debito, Telecom Italia ha tutto l’interesse a rallentare lo sviluppo della nuova rete in fibra ottica, per continuare a guadagnare grazie al vecchio doppino in rame. È ancora il caso di affidare un servizio pubblico essenziale a questa società?

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Cellulari d’oro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 maggio 2010

Dopo il primato delle “auto blu” l’Italia conquista anche quello dei “cellulari d’oro” raggiungendo il tetto record di 939.450 unità, con un costo medio di 1.350 euro ad utenza, in dispregio dei numerosi interventi effettuati dalla Corte dei Conti che, individuandone i limiti e la durata, ha ricondotto l’uso del cellulare alle esclusive esigenze di reperibilità del beneficiario.
E’ quanto emerge dallo studio condotto da Contribuenti.it, diffuso a Sorrento nel corso della kermesse “Fisco Tour 2010”. Contribuenti.it, per il conteggio, ha analizzato il parco dei “cellulari d’oro” in uso in qualunque modo ai dipendenti, funzionari e dirigenti della P.A., conteggiando sia quelli con contratto che quelli che con ricaricabile, il cui costo ricade comunque sulla P.A., presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, E nti pubblici, Enti pubblici non economici, Societa’ misto pubblico-private e Societa’ per azioni a totale partecipazione pubblica.  Nei primi quattro mesi del 2010, in Italia, il numero dei “cellulari d’oro” in dotazione della pubblica amministrazione è cresciuto del 9,7% passando da 856.390 a 939.450 unità.
Nella classifica dei paesi che utilizzano i “cellulari d’oro” primeggia l’Italia con 939.450 seguita dagli USA con 678.500, Germania con 281.800, Francia con 264.300, Regno Unito con 246.800, Grecia con 212.400, Spagna con 191.000, Giappone, con 190.000, Russia 186.600 e Olanda con 141.000. “Tagliare la spesa pubblica si può senza alcun danno per gli italiani – afferma Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – Basta solo far rispettare anche alla casta le decisioni della Corte dei Conti. Gli amministratori pubblici, in Italia, hanno superato ogni limite Basterebbe pubblicare sul sito internet il nome degli utili zzatori e tassarli come fringe benefit per ridurre drasticamente il numero dei cellulari intestati alla pubblica amministrazione”.

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Body scanner più sicuri dei cellulari

Posted by fidest press agency su sabato, 6 marzo 2010

«Stia tranquillo» chi teme ripercussioni sulla salute dall’uso di body scanner negli aeroporti. A tranquillizzare gli italiani mentre nello scalo di Fiumicino viene inaugurata la prima apparecchiatura ‘anti-attentato’ è il presidente della Società italiana di radiologia medica (Sirm) Alfredo Siani. «La tecnologia impiegata nell’aeroporto di Fiumicino, in particolare – spiega il numero uno della Sirm all’AdnKronos Salute – è la più sicura per la salute, poiché si basa su un sistema a onde radio». Se si temono comunque conseguenze negative sull’organismo, «per star tranquilli e frenare ogni timore basti pensare – suggerisce Siani – che l’esposizione alle onde durante il controllo è di 10 mila volte inferiore a quella derivante da una chiacchierata al cellulare». Nessun dubbio, dunque, «anche per bambini e donne in gravidanza – assicura il radiologo – mentre per queste due categorie qualche perplessità c’è per l’altra tipologia di body scanner, ovvero quello a raggi X». Anche in questo caso, comunque, l’esposizione a radiazioni per chi attraversa l’apparecchiatura è minima. «La macchina infatti – sintetizza Siani – emette un quantitativo di raggi X equivalente a quelli assorbiti in due ore di volo transoceanico, ovvero ad alta quota». Gli italiani in procinto di essere ‘spogliati’ da un body scanner «possono star tranquilli», assicura pertanto il radiologo che, in veste di presidente della Sirm, nei mesi scorsi diede compito alla società scientifica da lui presieduta di stilare un documento sui possibili rischi, dopo che, a seguito del fallito attentato di Natale sul volo Amsterdam-Detroit della Delta Airlines, divampò la polemica su queste apparecchiature in procinto di approdare nei nostri aeroporti.

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Tlc Telefonini: in Italia più cari del 30%

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 agosto 2009

Qualche giorno fa l’Autorità per le comunicazioni era uscita evidenziando il calo della bolletta telefonica nel contesto dei vari prodotti e servizi, ma questo “primato” viene oggi messo in discussione dai dati Ocse dove emerge chiaramente che i telefonini italiani sono più cari del 30%. In altre parole molte Autorità dei paesi europei hanno svolto un ruolo più incisivo sulla concorrenza che in Italia. Ma il dato Ocse non si esprime sulla qualità. Mentre nella maggior parte dei paesi europei si telefona sulla metropolitana e sui treni e difficilmente cadono le linee, diversa è la situazione nel nostro Paese dove la qualità lascia ancora a desiderare: sui treni è praticamente impossibile telefonare così come nelle gallerie delle Autostrade e sulla metropolitana. Inoltre, frequenti restano le cadute di linea dovute ai “buchi” della rete. Adoconsum invita quindi l’Agcom ad analizzare attentamente i dati dell’Ocse e ad assumere qualche ulteriore decisione in tema di riduzione delle tariffe dei cellulari.

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