Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 276

Posts Tagged ‘cellule’

Le cellule che formano metastasi crescono principalmente di notte

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2022

Questa scoperta è stata segnalata mercoledì dal team del biotecnologo Nicola Aceto, professore di oncologia molecolare all’ETHZ, sulla rivista specializzata Nature. Insieme ai loro colleghi dell’Università e dell’Ospedale universitario di Basilea, i ricercatori sono stati in grado di evidenziare l’andamento giorno-notte del cancro al seno in trenta pazienti con la malattia e nei topi. “Se l’interessato dorme, il tumore si sveglia”, riassume Aceto in un comunicato stampa dell’ETHZ. Lo studio si è concentrato sulle cosiddette cellule tumorali “circolanti”, ovvero cellule staccate dal tumore iniziale, circolanti nel sangue. Alcuni di loro formano rigetti in altri organi, cioè metastasi. Questi sono responsabili fino al 90% di tutti i decessi per cancro. Come i ricercatori scoprono, i tumori non solo secernono più cellule tumorali in circolazione durante la fase di riposo. Anche le cellule tumorali rilasciate durante la notte tendono ad attaccarsi come metastasi. La dinamica delle cellule tumorali circolanti è dettata da importanti ormoni nel ciclo sonno-veglia, come la melatonina, si legge nello studio. Questi risultati offrono preziose informazioni per la diagnosi, scrivono i ricercatori. Ad esempio, potrebbe essere utile eseguire biopsie a orari rigorosamente controllati per garantire la comparabilità dei dati. I trattamenti contro il cancro potrebbero anche essere migliorati se fossero adattati per massimizzare la loro efficacia durante il sonno. In un articolo che accompagna lo studio, Harrison Ball e Sunitha Nagrath dell’Università del Michigan scrivono che il team di Nicola Aceto dipinge un “quadro notevole”. I risultati, tuttavia, evudenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” devono ancora essere testati in ampi studi clinici prima di poter essere incorporati nella pratica clinica. Sarebbe anche interessante vedere se il ritmo osservato nelle 24 ore si trova anche in altri tipi di tumori oltre al cancro al seno.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le cellule staminali hanno un ruolo centrale per la medicina rigenerativa

Posted by fidest press agency su sabato, 25 giugno 2022

Lo spiega Eugenio Caradonna, presidente SIMCRI –. Si trovano nel sangue e nei tessuti come i muscoli e sono responsabili del loro funzionamento. Incidono in modo importante sull’invecchiamento e sullo sviluppo di patologie neurodegenerative e cardiovascolari. Tenerne sotto controllo il numero, ed eventualmente intervenire per aumentarle, è molto semplice: è sufficiente un prelievo di sangue, come per glicemia e colesterolo. Si possono migliorare le capacità ristorative dell’organismo, riparare danni muscolari e alla pelle, aiutare nel recupero dalle ustioni e persino supportare nella riabilitazione da long-Covid. Il Congresso SIMCRI di ottobre assume particolare importanza in questo periodo post-pandemico, perché la medicina rigenerativa svolge un’azione di unione tra le diverse branche per migliorare la qualità di vita delle persone, con protocolli di aumento della staminalità studiati per essere impiegati dalla grave patologia fino al piccolo disturbo.” “La SIMCRI è nata nel 2014 con l’obiettivo di occuparsi di staminali, fattori di crescita e biomateriali – afferma Michele Angelo Farina, Presidente Onorario e Fondatore –. Si tratta di elementi che coprono tutti i rami della medicina. La dermatologia è interessata alla medicina rigenerativa per quanto riguarda le ulcere agli arti e le ustioni; la ginecologia per le patologie infiammatorie e autoimmuni; l’andrologia per le malattie del tessuto connettivo. Tra le ultime discipline che hanno trovato in questo settore, in particolare nelle staminali, un valido supporto, c’è l’algologia, che la utilizza nelle terapie del dolore. Siamo multidisciplinari e polispecialistici, operiamo dalla ricerca di laboratorio fino ai trattamenti clinici. Uno dei nostri obiettivi è formare i giovani, per questo abbiamo dato vita a un Master in Chirurgia e medicina rigenerativa in associazione con l’Università Cattolica di Roma, alla SIMCRI School, una scuola di alta formazione professionale teorico-pratica e al Premio SIMCRI, dedicato alla migliore pubblicazione o video under 40. È importante che i giovani medici siano formati per dedicarsi a questa specializzazione, che negli anni si svilupperà sempre più. Abbiamo 12 CMR (Centri di Medicina Rigenerativa) pubblici e privati in Italia e partecipiamo alla costituzione delle linee guida per l’applicazione dei protocolli di trattamento.”

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Come SARS-CoV2 si replica all’interno delle nostre cellule

Posted by fidest press agency su martedì, 17 Maggio 2022

All’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Pozzuoli il gruppo di ricerca guidato da Antonella De Matteis ha fatto luce su come SARS-CoV2 si replica all’interno delle nostre cellule, suggerendo anche un nuovo potenziale bersaglio farmacologico per nuovi farmaci anti-COVID-19. Lo studio ha meritato le pagine di Nature* ed è frutto della lunga e solida esperienza del Tigem sul traffico di membrane, l’insieme dei meccanismi di trasporto da e verso le cellule, che risulta compromesso in diverse malattie genetiche rare. Il lavoro, oltre che dalla Fondazione Telethon, è stato supportato dalla Regione Campania e dal Ministero dell’Università e della Ricerca.«Fin dall’esordio della pandemia da coronavirus ci siamo chiesti come mettere le nostre competenze al servizio di questa emergenza sanitaria globale, per chiarire meglio il comportamento del nuovo virus, in particolare come sfrutta a proprio vantaggio la cellula ospite – spiega la Prof.ssa Antonella De Matteis, che dirige il programma di Biologia cellulare dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli e Professore ordinario di Biologia cellulare all’Università Federico II di Napoli – L’interesse del nostro laboratorio è focalizzato sullo studio di due importanti distretti intracellulari che sono il reticolo endoplasmatico e il complesso del Golgi. Negli anni abbiamo cercato di capire come mutazioni di geni che causano malattie come la sindrome di Lowe, la malattia di Fabry o una forma di sclerosi laterale amiotrofica (SLA8), interferiscono con l’organizzazione di questi distretti e come la disfunzione di questi distretti porta alle manifestazioni della malattia».Insieme al suo team, la Prof.ssa De Matteis ha messo a punto dei sistemi cellulari che riproducono i difetti responsabili di queste malattie genetiche e li ha ottimizzati anche allo scopo di cercare correttori delle disfunzioni cellulari indotti da mutazione dei geni malattia. Grazie al lavoro di ricerca di base condotto nel corso degli anni su questi modelli di malattia, il team della Prof.ssa De Matteis si è trovato pronto ad affrontare uno dei tanti punti oscuri che riguardano la strategia messa in atto da SARS-CoV-2, così come da altri coronavirus, per sfruttare al meglio le risorse della cellula ospite.«Subito dopo essere entrato nelle nostre cellule, SARS-CoV-2 si spoglia del suo rivestimento, costituito dalla ormai famosa proteina spike bersaglio dei vaccini e da altre due proteine chiamate M ed E – spiega la Prof.ssa De Matteis – Prima di iniziare a riprodursi, il virus si costruisce una sorta di “tana” sfruttando le membrane della cellula ospite, in particolare quelle del reticolo endoplasmatico, struttura importante per varie attività cellulari, tra cui la sintesi delle proteine. In questa nicchia il virus può replicare indisturbato il proprio patrimonio genetico a base di RNA, al sicuro dai sistemi di controllo della cellula ospite: un po’ come una mamma che protegge i suoi piccoli dai predatori!» Finora il meccanismo con cui viene costruita la “tana” era quasi sconosciuto. I ricercatori del Tigem hanno scoperto che tre proteine del virus sono importanti per questo processo: due – chiamate NSP3 e NSP4 – formano la tana vera e propria, fatta di vescicole tonde a doppia membrana all’interno della quale l’RNA si replica, mentre una terza – chiamata NSP6 – garantisce il collegamento con la struttura da cui arrivano i “mattoni” per costruire la tana, il reticolo endoplasmatico.“Questo lavoro conferma ancora una volta come le malattie genetiche rare siano un modello straordinario per studiare meccanismi cellulari di base che potrebbero quindi giocare un ruolo importante anche in malattie comuni come il Covid 19” – dichiara Andrea Ballabio, Direttore dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli.Simona Ricciardi, Andrea Maria Guarino, Laura Giaquinto, Elena Polishchuk, Michele Santoro, Giuseppe Di Tullio, Cathal Wilson, Francesco Panariello, Vinicius C. Soares, Suelen S. G. Dias, Julia C. Santos, Thiago M. L. Souz, Giovanna Fusco, Maurizio Viscardi, Sergio Brandi, Patrícia T. Bozza, Roman Polishchuk, Rossella Venditti, Maria Antonietta De Matteis. “The role of NSP6 in the biogenesis of the SARS-CoV-2 replication organelle”. Nature, 2022, DOI 10.1038/s41586-022-04835-6.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Cellule CAR-killer contro i tumori solidi

Posted by fidest press agency su domenica, 20 febbraio 2022

Si chiamano CAR-killer e sono cellule che i ricercatori del progetto Car-T di Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale del Ministero della Salute presieduta dal prof. Ruggero De Maria, stanno sviluppando e dirigendo verso target innovativi in tumori solidi. Quest’ambiziosa porzione del progetto coordinato dal prof. Franco Locatelli, parte del più ampio programma di ricerca finanziato dal Parlamento con dieci milioni di euro – lo stesso che, come si ricorderà, ha consentito la remissione completa di giovani pazienti affetti da leucemia linfoide acuta attraverso l’infusione di un basso numero di cellule – si propone di implementare nuovi approcci a livello preclinico per estendere l’applicabilità del trattamento con cellule CAR-T a neoplasie non ematologiche, migliorando parallelamente il profilo di sicurezza ed efficacia dell’approccio. Il Progetto Car-T. Una rivoluzione nel campo dell’immunoterapia per la cura della Leucemia Linfoblastica Acuta è stato lo sviluppo di linfociti T modificati geneticamente che esprimono un recettore antigenico chimerico (CAR) contro i target tumorali. Tuttavia, nonostante la loro efficacia nel curare la LLA, le cellule CAR-T sono state associate a un profilo di sicurezza non ancora ottimale. Inoltre, nell’ambito di altre patologie maligne ematologiche (ad esempio la leucemia mieloide acuta, LMA) e dei tumori solidi, l’efficacia dell’approccio è risultata limitata. Per questi motivi il progetto di ricerca CAR-T, promosso dal Ministero della Salute e sviluppato sotto l’egida di ACC, si prefigge di migliorare l’efficacia della terapia con cellule CAR-T attraverso la creazione di un network di collaborazione che unisca l’expertise delle diverse Istituzioni partecipanti. Nel team di progetto sono coinvolti 17 dei 28 Irccs attualmente associati alla Rete. Alleanza Contro il Cancro. Ad ACC, la Rete Oncologica Nazionale fondata nel 2002 dal Ministero della Salute, aderiscono 28 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), INFN, Fondazione Politecnico Milano, AIMaC, Italian Sarcoma Group, Fondazione CNAO e Istituto Superiore di Sanità – che ne ospita gli uffici. La missione di Alleanza contro il Cancro è portare l’innovazione tecnologica e organizzativa dalla ricerca di base alla pratica clinica, elevando e uniformando il livello di assistenza, cura e riabilitazione dei Pazienti oncologici su tutto il territorio nazionale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cellule staminali e benessere della persona

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2022

Cellule staminali come indicatori del benessere, anti-aging e per ridurre i problemi di salute. Basta un semplice prelievo di sangue per misurarle e intervenire per favorire un loro aumento, attraverso specifica attività fisica, corretti stili vita, fisioestetica e programmi alimentari a base di nutraceutici. Di questo si è parlato a Milano, alla presentazione del progetto Fitness&Staminal, il primo percorso di benessere a 360°, che può contare su numerosi trattamenti, come l’ozonoterapia, il Plasma Ricco di Piastrine (PRP), la carbossiterapia, ultrasuoni e radiofrequenza. Riconosciuto dalla SIMCRI, la Società Italiana di Medicina e Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica, si avvale del supporto di medici e figure altamente specializzate.“Le cellule staminali sono il motore rigenerativo del nostro organismo – afferma Eugenio Caradonna, presidente SIMCRI –. Si trovano sia nel sangue che nei tessuti come i muscoli e sono responsabili della loro funzionalità. Sono fortemente collegate all’invecchiamento e allo sviluppo di patologie cardiovascolari e neurodegenerative. Come per la glicemia e il colesterolo, con un semplice prelievo di sangue è possibile misurarle per scoprire se stiamo bene e intervenire per migliorare la nostra salute. Poi si definisce il programma personalizzato migliore per incrementarle. Durante il percorso avverranno altre misurazioni delle cellule, per verificare i progressi. È indicato a tutte le fasce d’età e si adatta alle caratteristiche di ognuno: può essere tanto utile agli sportivi quanto alle donne in menopausa. Soprattutto in questa fase post-Covid, prendersi cura di sé si è dimostrato importante.”Il programma è disponibile presso la sede di Milano del centro di medicina e chirurgia estetica “Care Clinic”, il solo in Italia accreditato dalla SIMCRI per il progetto Fitness&Staminal.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le cellule dell’embrione lavorano in squadra per ripararsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 ottobre 2021

Dopo aver analizzato più di 20.000 embrioni, l’Institut Marquès propone di cambiare i criteri per determinare se sono adatti al trasferimento nell’utero nei trattamenti di Riproduzione Assistita.Nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIV), gli embrioni sono classificati secondo linee guida basate sul loro aspetto e sul modo in cui si sviluppano tra il primo e il quinto giorno di vita, quando raggiungono lo stadio di blastocisti. In questo modo, vengono trasferiti alla paziente quelli considerati più probabili per impiantarsi, continuare a svilupparsi e diventare un bambino sano.La linea di ricerca aperta dall’Institut Marquès sullo sviluppo embrionale mette in discussione i criteri di valutazione degli embrioni che finora sono stati utilizzati nei laboratori di Riproduzione Assistita. I risultati ottenuti da questo centro di Barcellona mostrano che gli embrioni che non seguono i normali schemi di evoluzione potrebbero avere gli stessi tassi di successo degli embrioni con una divisione perfetta.Grazie alle incubatrici con telecamere time-lapse (Embryoscope), nei laboratori dell’Institut Marquès è stato possibile catturare immagini di embrioni con divisione inversa che riassorbono le proprie cellule e di embrioni multinucleati che espellono le cellule anomale al 4° o 5° giorno di vita. Per raggiungere questo obiettivo, è stato analizzato lo sviluppo di 21.274 embrioni, dalla fecondazione fino al raggiungimento dello stadio di blastocisti.”Stiamo mettendo in discussione tutti i fenomeni di divisione embrionale che, fino ad ora, erano considerati una cattiva prognosi. Per il momento, abbiamo già dimostrato che nel caso della divisione inversa e degli embrioni multinucleati, non ci sono prove scientifiche che consigliano di scartarli a priori. Dobbiamo vedere come evolvono fino al loro quinto giorno di vita e verificare se sono riusciti ad auto-ripararsi prima di decidere se sono adatti all’impianto nell’utero della madre e capaci di dare origine a un bambino sano”, dice il Dott. Borja Marquès, ginecologo specializzato in Riproduzione Assistita. “Il nostro lavoro offre alte possibilità di vita a embrioni che fino ad oggi avrebbero potuto anche essere scartati. In questo modo, stiamo offrendo nuove opzioni ai nostri pazienti”, aggiunge il Dott. Marquès.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Tumore del polmone non a piccole cellule

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 giugno 2021

L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha approvato osimertinib per il trattamento adiuvante (dopo intervento chirurgico) dei pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in stadio precoce (IB-IIIA) che presentano mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), in particolare delezioni dell’esone 19 o mutazione puntiforme dell’esone 21 (L858R).L’approvazione da parte di EMA si è basata sui risultati senza precedenti dello studio di Fase III ADAURA in cui osimertinib ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da malattia (DFS) nella popolazione di pazienti con NSCLC EGFRm in stadio II e IIIA (endpoint primario dello studio). Osimertinib ha inoltre dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante anche nella popolazione complessiva dello studio (pazienti con NSCLC in stadio IB-IIIA), endpoint secondario chiave.Circa un paziente su tre presenta alla diagnosi malattia in stadio precoce e può beneficiare dell’intervento chirurgico con intento curativo. Ciò nonostante, la recidiva risulta piuttosto comune anche laddove la malattia venga diagnosticata in uno stadio iniziale: in media, quasi la metà dei pazienti che ricevono la diagnosi in stadio IB e tre quarti dei pazienti che ricevono la diagnosi di stadio IIIA vanno incontro a recidiva entro cinque anni. Nell’UE, circa il 15% dei pazienti affetti da NSCLC presenta una mutazione dell’EGFR. Risultati coerenti di DFS sono stati osservati indipendentemente dall’utilizzo o meno alla chemioterapia in adiuvante e per tutti i sottogruppi pre-specificati. La sicurezza e la tollerabilità di osimertinib in questo studio si sono dimostrate coerenti con quanto osservato per i precedenti studi in ambito metastatico. I risultati di ADAURA sono stati pubblicati dal New England Journal of Medicine.Osimertinib ha ricevuto l’approvazione per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio precoce in più di cinquanta paesi, inclusi Stati Uniti e Cina, e sono in corso ulteriori revisioni a livello globale. Osimertinib è inoltre già disponibile in Italia per il trattamento di prima e seconda linea dei pazienti con NSCLC localmente avanzato o metastatico con mutazione di EGFR.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il ruolo delle cellule stellate nello sviluppo del nostro cervello

Posted by fidest press agency su domenica, 2 Maggio 2021

Un nuovo studio della Sapienza ha evidenziato il ruolo degli astrociti nei processi di sviluppo cerebrale neonatale. I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Cell Reports permettono di approfondire alcuni meccanismi molecolari di base di molte patologie psichiatriche del neurosviluppo che insorgono nel periodo perinatale, come l’autismo, la schizofrenia o il deficit dell’attenzione, e di individuare nuovi potenziali farmaci. Gli astrociti rappresentano un importantissimo contingente strutturale del nostro cervello, più numeroso di circa dieci volte rispetto a quello formato dai neuroni. Queste cellule stellate sono sicuramente meno conosciute dei neuroni, ma non meno importanti da un punto di vista funzionale. Un nuovo studio coordinato da Paola Bezzi del Dipartimento di Fisiologia e farmacologia Vittorio Erspamer della Sapienza Università di Roma, realizzato insieme con ricercatori delle Università di Losanna e di Zurigo, mette in luce come la crescita e la maturazione delle cellule stellate subito dopo la nascita sia fondamentale per la sopravvivenza dei neuroni e quindi per la corretta formazione e funzione dei circuiti nervosi nel cervello adulto. I risultati del lavoro sono stati pubblicati sulla rivista Cell Reports.La funzione cerebrale si basa sull’attività dei circuiti nervosi e sui processi di trasmissione del segnale tra neuroni che avviene in piccole strutture chiamate sinapsi. Appena dopo la nascita, durante il periodo dell’allattamento, i neuroni sono ancora immaturi e le sinapsi sono ancora in via di formazione. Poco si sapeva invece sullo sviluppo e sul ruolo delle cellule stellate nei processi di sviluppo cerebrale neonatale. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo approccio metodologico basato sull’iniezione di coloranti fluorescenti in grado di fornire una visione più dettagliata dell’organizzazione strutturale degli astrociti. Lo studio ha fatto emergere che la funzionalità dei circuiti neuronali e delle sinapsi dipendono dal corretto sviluppo delle cellule stellate che durante il periodo neonatale hanno una riserva energetica particolarmente sviluppata. “Abbiamo scoperto che tra le varie funzioni di queste cellule, ce ne è una che è fondamentale per il funzionamento dei neuroni: la produzione di energia – spiega Paola Bezzi della Sapienza. “Gli astrociti sono dei veri e propri “baby-sitter” dei neuroni in via di sviluppo e usano molta energia per svolgere questo ruolo fondamentale. Usando delle tecniche genetiche di recente sviluppo, abbinate alla colorazione di una singola cellula, abbiamo dimostrato che in caso di malfunzionamento degli organelli deputati alla produzione di energia (i mitocondri), le cellule stellate non si sviluppano, non si prendono cura dei neuroni e così facendo inducono problemi nella formazione e maturazione delle cellule nervose e nelle sinapsi”. Nel campo delle neuroscienze, l’astrocita rappresenta attualmente uno degli argomenti più entusiasmanti in quanto le ricerche sulla maturazione perinatale del cervello sono alla base della comprensione delle malattie ad esso collegate. I risultati ottenuti dai ricercatori permettono di approfondire i meccanismi cellulari e molecolari di numerose patologie psichiatriche che insorgono nel periodo perinatale e colpiscono prevalentemente la maturazione dei circuiti nervosi, come l’autismo, la schizofrenia o il deficit dell’attenzione, e di individuare così nuovi potenziali farmaci.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Cancro del polmone non a piccole cellule

Posted by fidest press agency su martedì, 19 gennaio 2021

Takeda Italia annuncia la disponibilità anche per i pazienti italiani di brigatinib in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti con cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC), avanzato ALK positivo (chinasi del linfoma anaplastico) non trattati precedentemente con inibitori ALK che affianca l’indicazione al trattamento in monoterapia di pazienti adulti con NSCLC positivo per ALK, in stadio avanzato, precedentemente trattati con crizotinib ottenuta il 26 ottobre 2020.Brigatinib è un inibitore della tirosin-chinasi di nuova generazione studiato per colpire selettivamente e inibire le alterazioni genetiche ALK.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2020

E’ il secondo tumore della pelle per incidenza, ma ancora poco conosciuto. Colpisce soprattutto persone anziane, che hanno trascorso molta parte della loro attività professionale all’aperto, esposte ai raggi solari senza protezioni. Per sensibilizzare tutti i cittadini sulle regole di prevenzione e per dar voce ai pazienti, A.I.Ma.Me. (Associazione Italiana Malati di Melanoma e Tumori della Pelle) ha realizzato il Libro Bianco sulla patologia. Per illustrare i contenuti e gli obiettivi del Libro Bianco sul carcinoma cutaneo a cellule squamose, martedì 1 dicembre, alle 11, è prevista una conferenza stampa on line. Interverranno, tra gli altri, Paola Queirolo (Direttore Divisione Melanoma, Sarcoma e Tumori rari all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano), Giovanna Niero (Presidente A.I.Ma.Me.), Ignazio Stanganelli (Presidente IMI, Intergruppo Melanoma Italiano), Alessandro Di Stefani (Istituto di Dermatologia, Università Cattolica di Roma, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCSS), Claudia Trojaniello (Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli), Francesco Saverio Mennini (Professore di Economia Politica ed Economia Sanitaria all’Università degli Studi di Roma ‘Tor Vergata’) e Angela Ianaro (Camera dei Deputati, Commissione Affari sociali).

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Studio dell’Università di Parma sulle cellule tumorali

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2020

Parma. È stato pubblicato sulla rivista internazionale PLoS One lo studio dell’Università di Parma Endocanalicular transendothelial crossing (ETC): a novel intravasation mode used by HEK-EBNA293-VEGF-D cells during the metastatic process in a xenograft model riguardante una nuova modalità con cui una cellula tumorale con fenotipo invasivo-metastatico è in grado di entrare nei vasi linfatici per poi dare inizio al processo metastatico a distanza.I ricercatori hanno utilizzato e implementato un nuovo approccio di metodi d’indagine in ricerca, in parallelo e combinato, riferibili a studi morfologici di immunolocalizzazione e ultrastrutturali (microscopia elettronica a trasmissione – TEM), studi di tomografia assiale computerizzata (TAC) e di elaborazione di modelli 3D dinamici e interattivi.Il modello di intravasazione denominato ETC, traducibile come attraversamento transendoteliale endocanalicolare, ipotizzato e dimostrato in modelli fisiologici e in corso di infiammazione nel corso degli scorsi decenni da Giacomo Azzali, professore emerito di Anatomia Umana dell’Università di Parma, condiviso e perfezionato nel modello neoplastico da Attilio Corradi del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie, sostiene che la cellula tumorale attraversi l’endotelio senza produrre interruzioni tra le cellule endoteliali con cui interagisce, ma sfrutti modificazioni cellulari che portano alla formazione di un canalicolo formato dalle cellule endoteliali stesse, fino all’entrata nel lume del vaso. È da tenere in considerazione come il meccanismo di ETC per l’intravasazione sia risultato associato alle modificazioni in corso del processo EMT della cellula tumorale. L’EMT permette alla cellula tumorale di modificare la propria forma, plasticità e motilità in modo tale per cui le è possibile attraversare più agevolmente il piccolo canalicolo neoformato dalle cellule endoteliali grazie a una complessa espressione genica di fattori di trascrizione cellulari tipici di questo fenomeno.Al lavoro hanno collaborato più autori dell’Ateneo impegnati in diversi campi della scienza, sia docenti che personale tecnico: del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie Luca Ferrari, Matteo Zanfabro (3D Veterinary Printing Project), Anna Maria Cantoni, Rosanna Di Lecce; del Dipartimento di Medicina e Chirurgia Maria Luisa Arcari, Davide Dallatana e il professore emerito Giacomo Azzali; del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale Paolo Lunghi.Lo studio è parte del programma di ricerca del Dottorato di Ricerca in Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma (33° ciclo, coordinato da Gaetano Donofrio) di Federico Armando, che si basa sia sull’epithelial-to-mesenchimal transition (EMT) delle cellule neoplastiche sia sull’uso di un virus oncolitico come futura terapia antitumorale (quest’ultimo in compartecipazione con l’Università di Medicina Veterinaria di Hannover). Al lavoro scientifico, i cui studi sperimentali sono stati coordinati da Attilio Corradi, hanno collaborato anche ricercatori di strutture di ricerca partner dell’Ateneo di Parma: Maura Ferrari e Guerino Lombardi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) ed Ewan Cameron della Scuola di Medicina Veterinaria dell’Università di Glasgow.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Generare cellule staminali dal DNA

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2020

La possibilità di generare cellule staminali dal DNA porta con sé grandi promesse terapeutiche, e la ricerca potrebbe rappresentare un passo chiave. In precedenza, erano stati generati embrioni umani tramite il DNA derivante da cellule embrionali, e non da cellule adulte. Nessun altro studio ha mai documentato la clonazione di una cellula umana adulta, e tanto meno la sua crescita allo stadio di blastocisti, stadio nel quale la cellula donatrice guida lo sviluppo embrionale e che genera le cellule da cui derivano le staminali. La sfida finale nell’SCNT terapeutica consiste nell’isolamento della cellula staminale nucleo-trasferita.
Una strada, tuttavia, assolutamente non praticabile è quella dei trapianti d’organi prelevati da animali o xeno-trapianti. Essi presentano grossi problemi di compatibilità immunologica e di rischio di trasmissione di malattie da virus. Sta di fatto che la clonazione, se ben mirata e soprattutto adottata per esclusivi aspetti terapeutici, può in misura notevole compensare i danni che talune malattie, ed anche malformazioni, possono provocare nei soggetti, non solo a rischio, ma per cause legate a circostanze contingenti e a cattive abitudini alimentari. La clonazione, ovviamente, s’intreccia con i trapianti d’organi. Questo accade ogni volta che si scopre il gene, causa di una malattia o di un’alterazione che può degenerare in una vera e propria infermità in tempi più o meno lunghi. È evidente che per talune affezioni gravi la terapia genica può arrecare notevoli benefici. Pensiamo all’Aids ma anche alla talassemia. In questo campo si può intervenire in posizioni che precedono addirittura la formazione embrionale. Penso all’eugenetica degli embrioni prima dell’impianto in utero. In tale ambito è possibile eliminare quelle parti che manifestano sicuramente la malattia a causa di un gene alterato. La rara malattia, ad esempio di Pompe (5-10 mila colpiti nel mondo ogni anno) è determinata dalla mancanza di un enzima fondamentale per scindere il glicogeno in glucosio, lo zucchero utilizzabile dalle cellule. (Riccardo Alfonso)

Posted in Confronti/Your and my opinions | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Utilizzo delle cellule CAR T per il trattamento di neoplasie ematologiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 Maggio 2020

Ha consentito di ottenere risultati mai precedentemente raggiunti in pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta a cellule progenitrici B ricaduta o resistente e in pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin (refrattari o recidivati dopo trattamenti convenzionali). Una proporzione significativa di quanti hanno risposto al trattamento ottenendo una remissione completa, inoltre, si è mantenuto libero da malattia, potendosi ipotizzare, quindi, una guarigione definitiva dalla patologia neoplastica. Un impiego su larga scala delle cellule CAR T, è attualmente condizionato – anche – dal superamento di alcuni fattori tra cui le capacità produttive – inferiori rispetto alla richiesta – e dall’assenza di una rete che consenta il coordinamento e la gestione della distribuzione delle cellule geneticamente modificate sul territorio nazionale. A ciò si aggiunge la mancanza di una standardizzazione dei processi produttivi che renda le esperienze disponibili in Italia più omogenee e, quindi, confrontabili. Aggrava indubbiamente il contesto anche il capitolo costi, significativi e potenzialmente limitanti l’utilizzo delle CAR T in rapporto alle effettive necessità. Alleanza Contro il Cancro, la Rete Oncologica Nazionale fondata dal Ministero della Salute attualmente presieduta dal professor Ruggero De Maria, è stata finanziata con dieci milioni di euro in favore degli IRCCS, e di altre selezionate istituzioni con comprovata qualificazione nel campo, che ad essa afferiscono e che sono direttamente coinvolti nella progettualità affinché sviluppi, sui presupposti scientifici del progetto coordinato dal professor Franco Locatelli (e nel quale sono coinvolti 15 IRCCS della Rete, MolMed, Ospedale san Gerardo di Monza e CNR), nuovi approcci per ottimizzare l’uso di cellule del sistema immunitario geneticamente modificate per essere reindirizzate sul bersaglio tumorale. «Il notevole interesse che può essere suscitato da un approccio di questa rilevanza clinico-assistenziale – si motiva nel documento – potrebbe condurre a una virtuosa collaborazione con realtà industriali operanti in ambito farmacologico, arricchendo ulteriormente il panorama delle potenziali opportunità legate allo sviluppo su base nazionale della terapia con cellule CAR. Si creerebbe, infatti – è precisato ancora nella manifestazione di interesse – un potenziale sinergismo virtuoso fra istituzioni accademiche e industrie farmaceutiche con l’interesse a riprodurre anche in Italia il modello di collaborazione win-win che ha avuto certamente un ruolo importante nello sviluppo delle CAR T-cells negli Stati Uniti».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

COVID-19, cellule staminali fra i trattamenti più’ promettenti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Le terapie a base di cellule staminali si stanno facendo largo fra le possibili strategie per trattare il COVID-19. Il loro impiego sembra essere particolarmente efficace nei pazienti gravi, come dimostrato da uno studio condotto allo YouAn Hospital di Pechino recentemente pubblicato sulla rivista peer-reviewed Aging and Disease, e come emerso dalla recente conferenza stampa cui ha partecipato Sun Yanrong, vicedirettore del China National Center for Biotechnology Development del Ministero della Scienza e della Tecnologia cinese.Bioscience Institute – azienda leader nell’isolamento, espansione e crioconservazione delle cellule staminali – aveva già dato notizia dei risultati dello studio condotto a Pechino sulla malattia associata all’infezione da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) quando erano stati anticipati prima della recente pubblicazione. Ora i suoi autori confermano sulle pagine di Aging and Disease che «il trapianto in vena di MSC [cellule staminali mesenchimali, ndr] è risultato sicuro ed efficace nei pazienti con polmonite COVID-19, soprattutto nei pazienti in condizioni gravi critiche». E secondo Sun Yanrong, a Wuhan (la città più colpita dal coronavirus in Cina) i trattamenti a base di cellule staminali sono già stati utilizzati in oltre 200 casi.L’efficacia del trattamento con cellule staminali dipende dalla loro capacità di modulare l’attività del sistema immunitario. In particolare, come emerso dallo studio pubblicato su Aging and Disease, le MSC aiuterebbero a contrastare la cosiddetta tempesta di citochine, ossia l’attivazione incontrollata della risposta immunitaria che porta all’aumento di mediatori dell’infiammazione (le citochine).Durante una tempesta di citochine il sistema immunitario va in sovraccarico, esponendo tessuti e organi a danni spesso fatali. La sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS, Acute Respiratory Distress Syndrome) è un segnale comune di tempesta di citochine. Nei pazienti con COVID-19 corrisponde alla grave carenza di ossigeno che rende necessaria la ventilazione meccanica.
La tempesta di citochine sembra essere un buon bersaglio per il trattamento dei casi gravi di COVID-19. Anche altri farmaci, come l’ormai noto tocilizumab, agiscono su questo fenomeno. Proprio il tocilizumab è già stato approvato sia in Cina sia negli Stati Uniti nel trattamento di forme gravi di COVID-19; in Italia è utilizzato nell’ambito di studi clinici.Anche i trattamenti a base di cellule staminali hanno già varcato i confini della Cina. Pochi giorni prima della conferenza stampa cui ha partecipato Sun Yanrong, negli Stati Uniti la Food and Drug Administration (FDA) ha aperto la strada all’uso compassionevole di infusioni in vena di MSC in pazienti con ARDS e prognosi infausta. «Sono molti gli studi clinici che hanno valutato, o valuteranno, le proprietà immunomodulanti e antinfiammatorie delle MSC», sottolinea Giuseppe Mucci, CEO di Bioscience Institute. «Le citochine sono importanti mediatori del processo infiammatorio, e si ritiene che le cellule staminali mesenchimali regolino la loro produzione. In particolare, sembra che siano coinvolte nell’inibizione delle citochine proinfiammatorie e nell’attivazione di quelle antinfiammatorie. Il loro uso è sicuro, e studi in coorti di pazienti più ampie confermeranno i loro benefici».Bioscience Institute è pronta a contribuire a fornire questa conferma. «Stiamo lavorando a un protocollo per un trattamento a base di cellule staminali mesenchimali isolate ed espanse presso le nostre facility. Con la nostra pluriennale esperienza nel campo dell’isolamento, dell’espansione e della crioconservazione delle cellule staminali, i laboratori di Bioscience Institute sono fra i più avanzati al mondo».

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Tumore del polmone non a piccole cellule avanzato

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 gennaio 2020

AstraZeneca ha annunciato che da oggi in Italia è finalmente rimborsato dal Servizio Sanitario Nazionale anche in prima linea osimertinib, inibitore della tirosin chinasi (TKI) di terza generazione per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFRm). Osimertinib è una molecola in grado di agire sia a livello delle mutazioni sensibilizzanti di EGFR sia a livello della mutazione di resistenza T790M, dimostrando inoltre una importante attività clinica a livello delle metastasi a carico del sistema nervoso centrale.La molecola, già disponibile in Italia per il trattamento in seconda linea dei pazienti con NSCLC EGFRm, aveva già ricevuto l’approvazione in oltre 70 paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone e UE, per il trattamento di prima linea.
Osimertinib è attualmente in fase di studio come terapia nel setting adiuvante (studio ADAURA), nel setting della malattia localmente avanzata non resecabile (LAURA) e in combinazione con la chemioterapia (FLAURA2) e con altri potenziali nuovi farmaci (SAVANNAH, ORCHARD).Il Prof. Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano ha commentato: “La rimborsabilità di osimertinb per il trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di EGFR è il frutto dei risultati dello studio FLAURA nel quale, per la prima volta, una terapia ha dimostrato un vantaggio così importante in termini di sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione. Questo riconoscimento conferma il posizionamento di osimertinib come nuovo standard di trattamento in questo setting”.La Prof.ssa Silvia Novello, Ordinario di Oncologia Medica al Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Presidente di WALCE, ha aggiunto: “Un importante traguardo per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di EGFR, che potranno dunque accedere a questo trattamento subito dopo la diagnosi con benefici in termini di sopravvivenza ma anche di sicurezza e tollerabilità, elementi importantissimi per la qualità di vita dei pazienti”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sclerosi multipla e trapianto cellule staminali neurali

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Individuato meccanismo molecolare che illustra uno specifico collegamento fra cellule staminali neurali e meccanismi di neuroinfiammazione cronica responsabili della progressione della malattia. Un passo avanti verso lo sviluppo di terapie personalizzate con cellule staminali per contrastare le forme progressive di sclerosi multipla (SM)
Oggi uno studio coordinato dal Dott. Stefano Pluchino del Wellcome Trust-MRC Stem Cell Institute dell’Università di Cambridge (UK) ha identificato un nuovo meccanismo molecolare che conferma l’azione di terapie con celule staminali neurali sui meccanismi di neuroinfiammazione cronica in parte responsabili della progressione della malattia. La ricerca, che ha coinvolto un team di ricercatori in parte italiani, è disponibile online sulla prestigiosa rivista Cell Stem Cell.
Nelle malattie con infiammazione cronica, fra cui la sclerosi multipla, diverse risposte immunitarie sono alterate. Alcuni di questi meccanismi di infiammazione sono regolati da uno stato di attivazione protratta e persistente di cellule immunitarie che convenzionalmente svolgono funzioni di spazzini tissutali. Nelle forme progressive di sclerosi multipla, queste funzioni pro-infiammatorie sono svolte nel sistema nervoso centrale dai macrofagi provenienti dalla circolazione periferica e dalla microglia. In corso di infiammazione, i macrofagi e la microglia producono e riutilizzano un prodotto del loro metabolismo cellulare chiamato succinato che è in grado di mantenerle in uno stato di attivazione persistente. Una produzione eccessiva di succinato, come osservato dopo ischemia cerebrale, può contribuire in maniera sostanziale al fenomeno di neuroinfiammazione cronica ed è nociva per il sistema nervoso centrale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Sclerosi multipla: le cellule “riparatrici” della mielina

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 febbraio 2018

Uno studio guidato da Maria Pia Abbracchio dell’Università Statale di Milano identifica una popolazione di cellule progenitrici ancora presenti nel cervello adulto, che, se attivate da un danno neurodegenerativo, possono contribuire alla riparazione del tessuto cerebrale. Tuttavia, la loro potenzialità riparativa è completamente abolita se il tessuto circostante è fortemente infiammatorio. La ricerca svolta in collaborazione con il Centro Cardiologico Monzino, l’Istituto Scientifico San Raffaele e l’Università di Ulm in Germania, è stata finanziata da AISM e la sua Fondazione, e dalla Fondazione Cariplo. Nel cervello adulto sono ancora presenti cellule progenitrici (i precursori oligodendrocitari) capaci di differenziarsi ad oligodendrociti maturi che producono la guaina mielinica, la quale, avvolgendo strettamente i prolungamenti dei neuroni, permette di fatto la propagazione degli impulsi nervosi da una cellula all’altra “Nostri studi precedenti avevano dimostrato che una sottopopolazione di questi progenitori porta sulla superficie della membrana un recettore, GPR17, capace di promuovere la loro maturazione a cellule produttrici di mielina, permettendo così la ricostruzione della guaina in malattie neurodegenerative caratterizzate da disfunzioni della stessa e demielinizzazione, quali, ad esempio, la sclerosi multipla, ma non solo” “, raccontano Giusy Coppolino e Davide Marangon, co-primi autori dello studio. In questo studio, si dimostra per la prima volta in maniera inequivocabile che i progenitori esprimenti GPR17 possono generare in vivo cellule mature mielinizzanti, e che questa loro capacità dipende dalla “permissività” dell’ambiente circostante. Se nel tessuto cerebrale sono presenti molecole proinfiammatorie in grande quantità, allora il processo di maturazione di queste cellule è completamente inibito.Per dimostrare questo, gli autori hanno utilizzato due modelli diversi in vivo di sclerosi multipla nel roditore: il modello dell’EAE (encefalomielite autoimmune sperimentale) caratterizzato da potente demielinizzazione associata a forte infiammazione sia a carico del cervello che del midollo spinale, e il modello del cuprizone, dove la demielinizzazione viene indotta localmente all’interno del cervello con un agente tossico producendo un grado di infiammazione molto minore. In entrambi i casi, la demielinizzazione è stata indotta in una linea di roditore sviluppata nel laboratorio della professoressa Abbracchio, dove i progenitori esprimenti GPR17 sono fluorescenti, permettendo così di seguirne l’evoluzione all’interno del sistema nervoso centrale. In questo modo, i ricercatori hanno visto che, sia nel modello di EAE che in quello del cuprizone, i progenitori fluorescenti venivano reclutati al sito del danno, ma che solo nel modello caratterizzato da minore o assente infiammazione, questi progenitori riuscivano a maturare, diventando cellule mielinizzanti in grado di riparare le lesione.“Questi risultati confermano nostri studi precedenti che dimostrano come i progenitori esprimenti GPR17 rappresentino un serbatoio di cellule deputate a riparare le lesioni cerebrali durante la vita adulta”, commenta Davide Lecca, co-ultimo autore dello studio. “Tuttavia, queste cellule non riescono a completare la loro maturazione in presenza di eccessiva infiammazione, come succede nel modello di EAE. La dimostrazione che, abbassando il livello di infiammazione (modello del cuprizone), questi progenitori diventano cellule mielinizzanti, apre la strada a terapie combinate, dove ligandi selettivi di GPR17 potranno essere impiegati insieme a molecole anti-infiammatorie per potenziarne le capacità riparative”, conclude Davide Lecca.Negli ultimi vent’anni, sono stati sviluppati diversi farmaci immunomodulanti e anti-infiammatori che riescono a tenere sotto controllo i sintomi della sclerosi multipla, senza però riuscire a curare le lesioni della mielina. La combinazione di questi farmaci con molecole pro-mielinizzanti selettive per GPR17, attualmente già in sviluppo nel Laboratorio della prof.ssa Abbracchio grazie ad una partnership e ad un brevetto internazionale congiunto fra l’Università Statale e FISM – Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, permetterà di combattere in maniera più efficace non solo questa malattia ma anche altre sindromi neurodegenerative dove le disfunzioni della mielina giocano un ruolo fondamentale.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La Commissione Europea Approva avelumab per il Carcinoma a Cellule di Merkel Metastatico

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

european commissionDarmstadt, Germania, e New York, Stati Uniti Merck and Pfizer Inc. (NYSE: PFE) hanno annunciato che la Commissione Europea ha rilasciato l’autorizzazione all’immissione in commercio per avelumab (nome commerciale BAVENCIO®) in monoterapia per il trattamento negli adulti del carcinoma a cellule di Merkel metastatico, un tumore cutaneo aggressivo e raro. L’autorizzazione centralizzata europea consente l’immissione in commercio di avelumab come medicinale soggetto a prescrizione medica nei 28 paesi dell’Unione Europea (UE) oltre che in Norvegia, Liechtenstein ed Islanda. Avelumab sarà disponibile per i pazienti europei nei prossimi mesi, a partire da Germania e Regno Unito dove il lancio è previsto già a ottobre 2017. “L’autorizzazione rilasciata dalla Commissione Europea è un passo importante per avelumab ma soprattutto per coloro che in Europa sono affetti da questa neoplasia cutanea molto difficile” ha dichiarato Luciano Rossetti, M.D., Vice Presidente Esecutivo, Global Head of Research & Development per l’area di business biofarmaceutico di Merck. “La nostra alleanza con Pfizer continua a dimostrare la forza della collaborazione. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a far sì che i pazienti europei possano avere a disposizione questa immunoterapia che è la prima e l’unica a essere approvata per il carcinoma a cellule di Merkel metastatico”.“L’approvazione europea di avelumab rappresenta un ulteriore traguardo che si aggiunge alle precedenti approvazioni ottenute con procedura accelerata negli Stati Uniti nei primi mesi dell’anno” ha dichiarato Liz Barrett, Presidente Mondiale, Pfizer Oncologia. “E soprattutto, ci avvicina ancor di più al nostro obiettivo di rendere avelumab disponibile per i pazienti di tutto il mondo”.In Europa sono circa 2.500 le persone che ogni anno vengono colpite dal carcinoma a cellule di Merkel (CCM). Il 5–12% dei pazienti con CCM sviluppa malattia metastatica e meno del 20% dei pazienti con CCM metastatico sopravvive oltre i 5 anni.2-6. “Il carcinoma a cellule di Merkel è una neoplasia cutanea particolarmente aggressiva e con prognosi infausta soprattutto in pazienti con malattia metastatica” ha affermato Dirk Schadendorf, Responsabile della Dermatologia presso l’Ospedale Universitario di Essen, Germania. “Questa approvazione rappresenta uno sviluppo importante per i pazienti che sono affetti da questa malattia devastante e per i loro familiari”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nuove prospettive dell’immuno-oncologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 dicembre 2016

tumore metastaticoVienna. Ogni giorno in Italia si registrano più di 110 diagnosi di tumore del polmone, complessivamente nel 2016 sono stimati 41.300 nuovi casi nel nostro Paese. Il 60-70% è individuato in fase avanzata, oggi per questi pazienti si stanno aprendo importanti prospettive nel trattamento in prima linea grazie alla combinazione delle molecole immuno-oncologiche innovative. Lo dimostrano i risultati presentati alla 17° Conferenza mondiale sul tumore del polmone dell’International Association for the Study of Lung Cancer in corso a Vienna. “L’immuno-oncologia – sottolinea il prof. Federico Cappuzzo, direttore Oncologia all’Ospedale di Ravenna – ha già evidenziato risultati decisivi in seconda linea nella fase avanzata della malattia. La sfida ora è individuare i pazienti che possono maggiormente beneficiare di questa nuova arma in prima linea, cioè al momento della diagnosi. Sono incoraggianti i risultati aggiornati dello studio CheckMate -012, dopo un follow-up di circa 16 mesi, sulla combinazione di nivolumab e ipilimumab nella forma non a piccole cellule, la più frequente. I tassi di risposta obiettiva confermata in tutti i pazienti trattati sono pari al 43%, quasi il doppio rispetto alla percentuale registrata con nivolumab in monoterapia (23%). Inoltre, la sopravvivenza a un anno copre il 100% dei pazienti quando l’espressione tumorale di PD-L1 è superiore al 50%. Positivi anche i dati sulla sopravvivenza libera da progressione. Per questi pazienti si sta sempre più concretizzando la possibilità di evitare la chemioterapia e aver accesso a farmaci innovativi caratterizzati da una tollerabilità migliore. Nel frattempo aspettiamo i risultati di CheckMate -227, questo studio di fase III in cui l’Italia ha svolto un ruolo determinante sta valutando le combinazioni con nivolumab in prima linea: riteniamo che il futuro sia rappresentato dall’associazione delle molecole immuno-oncologiche”. Il principale fattore di rischio di questa neoplasia è rappresentato dal fumo, un vizio sempre più diffuso fra le donne: infatti il 23% delle italiane è tabagista. Con gravi conseguenze: tra il 1999 e il 2011 l’incidenza del carcinoma del polmone è diminuita del 20,4% tra gli uomini, mentre è aumentata del 34% nelle donne. La percentuale di sopravvivenza a 5 anni delle persone colpite da carcinoma del polmone in Italia è pari al 14,3%, più elevata rispetto alla media europea (13%). Le possibilità di guarigione cambiano drasticamente in relazione allo stadio in cui avviene la diagnosi. Complessivamente, la sopravvivenza a 5 anni nella forma non a piccole cellule in stadio I è compresa tra il 47% e il 50%, mentre per lo stadio IV scende al 2%. I tassi tendono a essere più bassi nel tumore del polmone a piccole cellule perché questa forma cresce più rapidamente (in stadio I sono compresi tra il 20 e il 40%, in stadio IV scendono all’1%). “Lo studio CheckMate -032 presentato a Vienna – spiega il prof. Francesco Grossi, Responsabile UOS Tumori Polmonari all’IRCCS AOU San Martino IST, Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro di Genova – ha valutato nivolumab in monoterapia e in combinazione con ipilimumab in pazienti precedentemente trattati, quindi in seconda linea, colpiti proprio da tumore del polmone a piccole cellule. Il tasso stimato di sopravvivenza a due anni è stato del 30% con nivolumab più ipilimumab e del 17% con nivolumab in monoterapia. Non solo. Il tasso di risposta obiettiva con la combinazione era pari al 25%, il doppio di quello riportato con la monoterapia (11%). È la conferma che la combinazione rappresenta la strada da seguire”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Svelate cellule del sistema nervoso che restano “marchiate” dal dolore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 Maggio 2016

cellula staminaleMilano. la dottoressa Franziska Denk, PhD. ricercatrice del King’s College di Londra, ha scoperto che alcune cellule immunitarie del sistema nervoso – sinora studiate in un campione murino – mantengono una “memoria” delle lesioni nervose. La Denk è una delle vincitrici dell’EFIC-Grünenthal Grant 2014. In sostanza, attraverso una serie di analisi genetiche sui topi, il gruppo di studio guidato dalla ricercatrice ha confermato che qualsiasi evento dannoso – un trauma, una lesione o anche l’infiammazione persistente dovuta a una patologia – lascia una sorta d’impronta indelebile sul DNA di queste cellule, presenti nel sistema nervoso e deputate a suscitare una risposta immunitaria. Quest’impronta è “indelebile” nel senso che persiste anche quando ne è cessata la causa – ossia il danno o l’infiammazione –: proprio ciò che avviene quando il dolore, cronicizzandosi, diventa indipendente dalla propria causa nocicettiva e diviene pertanto una malattia autonoma.Gli studi della dottoressa Denk hanno inoltre chiarito che l’“impronta” che il dolore lascia sulle cellule immunitarie del sistema nervoso consiste in una vera e propria modificazione chimica, la quale tuttavia non altera i geni, ma soltanto la loro espressione: una descrizione, del più intimo meccanismo di cronicizzazione del dolore, del tutto coerente con il modello della plasticità del sistema nervoso, con il quale sino ad oggi è stato spiegato il processo di cronicizzazione.Si tratta di scoperte che rappresentano un passo avanti importante verso una più compiuta comprensione del meccanismo di cronicizzazione del dolore, e quindi verso la concreta possibilità di intervenire su questo processo attraverso terapie sempre più mirate ed efficaci, in grado non solo di “mettere a tacere” la sofferenza inutile, ma di curarla in senso proprio, cioè di agire sulle sue cause.“Nel 2014 – dichiara Thilo Stadler, General Manager South Europe and Nordics di Grünenthal – assegnammo l’EFIC-Grünenthal Grant alla dottoressa Denk proprio per i suoi studi che puntavano a svelare il meccanismo di cronicizzazione del dolore in base a una possibile relazione fra caratteristiche epigenetiche e persistenza della sofferenza inutile. Il premio, promosso sin dal 2004 dalla European Pain Federation Efic grazie al sostegno incondizionato di Grünenthal GmbH, ha l’obiettivo di aiutare i giovani ricercatori di tutta Europa a tradurre in reali progetti scientifici le proprie ipotesi sperimentali. Quindi oggi siamo orgogliosi di apprendere che anche il nostro piccolo contributo è servito ad alimentare un filone di ricerca così importante, che ha consentito davvero alla scienza di fare un salto in avanti verso la definitiva soluzione dell’enigma del dolore cronico”.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science, Università/University | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »