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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘centrale enel’

Per il rilancio dell’ex centrale di Campomarino incontro tra Enel e Forche Caudine

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 luglio 2018

incontro tra Enel e Forche Caudine a RomaRoma. Sarà lanciato a settembre il concorso di progetti per la riconversione della ex centrale Enel di Campomarino. Lo hanno confermato a Roma gli stessi responsabili del progetto “Futur-e” di Enel nel corso dell’incontro con l’associazione Forche Caudine. L’iniziativa è servita principalmente per illustrare le caratteristiche del progetto “Futur-e” per la riqualificazione dei siti delle centrali ormai non più produttive e per far conoscere l’iniziativa anche ai numerosi imprenditori iscritti alla storica associazione dei molisani a Roma. L’ex centrale turbogas di Campomarino, entrata in esercizio nel 1984 e dismessa nel 2013, si estende su una superficie di circa 6,5 ettari. Comprende quattro serbatoi e diversi locali che erano adibiti ad uffici, magazzini, depositi, cabine ed un’officina. Oltre alla zona dei parcheggi, circa due ettari sono occupati da spazi verdi. Dopo il lancio del concorso, gli investitori potranno presentare i propri progetti e le proposte per l’acquisizione e la riqualificazione del sito. Le proposte saranno valutate da un’apposita commissione, che includerà rappresentanti istituzionali ed esperti del Politecnico di Milano, e solo quelle ritenute idonee per il territorio saranno ammesse alla fase finale di negoziazione con Enel per la cessione del sito.Nel corso dell’incontro i responsabili Futur-e hanno illustrato i vantaggi offerti da un sito che già dispone di infrastrutture e asset da poter valorizzare nuovamente, in ottica di economia circolare, immerso in una vasta area agricola e ben collegato grazie principalmente allo svincolo autostradale a dieci chilometri.Inoltre hanno reso noti i risultati delle numerose interviste, concluse nei giorni scorsi, agli stakeholder molisani per raccogliere idee e suggerimenti relativi alla destinazione finale: è emersa una prevalenza di indicazioni riguardanti il settore agroalimentare e zootecnico, con potenziali attività che vanno da stoccaggio e commercializzazione alimentare alla realizzazione di impianti produttivi innovativi e sostenibili, e a seguire il turismo, con opportunità legate a enogastronomia, benessere e anziani, oltre alla proposta di un parco tematico. Quanto emerso dalle interviste sarà parte integrante del dossier che accompagnerà il bando, per fornire ai potenziali investitori tutte le informazioni di contesto. Gli scenari non sono vincolanti: Enel lascerà le porte aperte anche a proposte diverse purché rientrino nei parametri di sostenibilità e siano accettati dal territorio.Non sono mancate anche indicazioni sulle possibili difficoltà del contesto, con l’indicazione di ampliare al massimo il perimetro della ricerca dei potenziali investitori. Al riguardo Enel ha evidenziato l’esperienza positiva dei concorsi già attivati, che hanno ricevuto proposte provenienti dai territori di riferimento delle centrali ma anche da altre regioni e dall’estero, come nel caso di Rossano, in Calabria, dove tra i progetti di riqualificazione ce n’è uno presentato da una società spagnola che propone un innovativo business basato sulla coltivazione e la lavorazione di microalghe per uso alimentare, cosmetico e nutraceutico.Nel corso dell’appuntamento è stata condivisa l’opportunità di organizzare un incontro anche con il Comitato Imprese dell’associazione Forche Caudine, che coinvolge anche realtà che operano al di fuori del territorio regionale. Il concorso sarà infatti aperto alla partecipazione a livello nazionale e internazionale e l’obiettivo è garantire la massima partecipazione di tutti i soggetti potenzialmente interessati a dare nuovo impulso al sito dell’ex centrale con progetti di riqualificazione.

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No riconversione a carbone centrale Enel

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 maggio 2011

«Proprio quando l’economia veneta aveva iniziato a rialzare la testa, la bocciatura del Consiglio di Stato alla riconversione a carbone pulito della centrale Enel di Porto Tolle rischia di affossare la ripresa – commenta Giuseppe Fedalto, presidente di Unioncamere del Veneto –. Durante i cinque anni del cantiere, il progetto garantirebbe più di 2,5 miliardi di euro di investimenti sul territorio, oltre a tutto l’indotto, e 3.000 posti di lavoro. Fondamentale poi il calo del prezzo della fornitura di energia per le nostre aziende che hanno già pagato un conto salato alla crisi. Dopo aver incassato il rinvio al nucleare, dovremmo accettare passivamente anche lo stop alla riconversione a carbone pulito? Altri Paesi hanno avuto il coraggio di percorrere strade alternative, su tutti la Germania, che è il nostro principale partner commerciale. Perché le nostre imprese devono invece continuare a pagare prezzi altissimi scontando la dipendenza italiana dagli idrocarburi? Quella di Porto Tolle è un’opera di utilità nazionale, già finanziata dall’Unione europea con la quale non facciamo certo bella figura. Ma al di là dell’aspetto economico, gravissime ricadute si avranno sul piano sociale. Se la ripresa già oggi non è accompagnata dalla crescita occupazionale, il mancato investimento di Porto Tolle brucerà migliaia di posti di lavoro. E se Enel confermasse la volontà di andare all’estero, i danni sarebbero incalcolabili. Per le istituzioni, ma anche per il mondo sindacale, è arrivato il momento di dare un segnale chiaro e inequivocabile su quale futuro vogliono per il Veneto. Il mondo produttivo, rimboccandosi le maniche dopo la crisi, ha già dimostrato cosa vuole».

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Centrale Enel di Rossano

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2010

La FLAEI-CISL da sempre sostiene lo sviluppo del Paese, con particolare riferimento alle infrastrutture energetiche, utili ad abbassare la bolletta per Cittadini e Imprese e a creare posti di lavoro diretti e indotti, senza trascurare la qualità di vita dei Cittadini. Per questo, siamo meravigliati dell’atteggiamento negativo degli Enti Locali calabresi (Regione, Provincia e Comuni interessati) che, da un lato, lamentano l’abbandono del Territorio da parte delle grandi Imprese (da ultimo il Presidente della Regione) e, dall’altro, si oppongono ad ogni insediamento energetico (ancorchè migliorativo dell’impatto ambientale): oltre alla Centrale del Mercure a biomasse (fonte rinnovabile), trasformazione a carbone della Centrale di Rossano (ambientalizzazione Sito esistente) che, ormai improduttiva nel mercato elettrico liberalizzato, rischia la chiusura. Detto progetto, se realizzato, porterebbe, in una Realtà agli ultimi posti in Italia per dati economici (fonte Banca d’Italia): un miliardo e 200 milioni di euro di investimenti, conferma Dipendenti attuali, 1000 nuovi posti di lavoro diretti in più e  filiere per l’indotto. Come Sindacato di Categoria, che ha a cuore le sorti dei Lavoratori Elettrici e la sostenibilità ambientale e sociale, sollecitiamo l’Enel a presentare pubblicamente il progetto per portarlo a conoscenza, oltre che degli Enti locali, anche di Comunità, Associazioni e Cittadini.

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Incidente mortale centrale Enel di Civitavecchia

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2010

La Flaei Cisl, sindacato del settore elettrico riguardo la tragica e inaccettabile morte di Sergio Capitani ha precisato: “Mentre è giusto lasciare agli Organi Inquirenti l’accertamento delle responsabilità, non può e non deve diventare occasione di divisione del Sindacato o di dubbie manovre sulla titolarità di rappresentanza. Inoltre, la verifica delle condizioni di sicurezza della centrale Enel di Civitavecchia, che verrà effettuata dagli Organi Ispettivi competenti, non può e non deve essere condizionata da un clima avvelenato che non favoriscono una  seria riflessione e la ricerca delle soluzioni, ma fa prevalere la demagogia. Questa tragica morte dimostra che sul fronte della sicurezza nessuno può dire di aver raggiunto gli obiettivi, neanche Settori come quello Elettrico dove, di là delle responsabilità oggettive e soggettive di Imprese e Manager, che dovranno essere accertate, la morte di un Lavoratore è un caso raro grazie agli alti standard di sicurezza ottenuti per effetto della contrattazione collettiva di Categoria.  Il Settore e gli impianti elettrici non sono una “zona grigia” incontrollata. Sindacato di Categoria, RSU, RLS da sempre operano incalzando le Imprese, obbligandole ad adottare standard operativi all’avanguardia. Le statistiche infortunistiche, la competenza e la professionalità dei Lavoratori elettrici, ancora titolari e esecutori dell’esercizio  e della manutenzione degli impianti, il ruolo sussidiario delle imprese in appalto sono risultati ottenuti grazie al lavoro svolto dal Sindacato di categoria che, in  questi anni di privatizzazioni e liberalizzazioni, ha impedito che il Settore elettrico degenerasse come altri Settori. Nella generazione elettrica, FILCEM FLAEI UILCEM, hanno costretto in questi anni le Imprese a contenere la terziarizzazione di attività, limitando l’intervento delle imprese a lavori manutentivi non strategici. Grazie a questa azione sindacale, ancora oggi, negli impianti di produzione elettrica, i lavoratori elettrici sono la stragrande maggioranza.  Ciò  non basta, ed è intenzione del Sindacato di categoria continuare la battaglia affinchè le terziarizzazioni siano ancor più  ridotte; affinchè gli standard di sicurezza siano ancor più  elevati; affinchè le Imprese in appalto siano ancor più qualificate;  affinchè anche i lavoratori degli appalti elettrici siano considerati come tutti gli altri  e godano delle stesse protezioni. Il Protocollo sulla Responsabilità Sociale del Gruppo Enel, sottoscritto dal Sindacato di Categoria e dalle Confederazioni, stabilisce come obiettivo di sicurezza quello della “tolleranza zero” affermando, peraltro, la piena titolarità della Categoria nell’interlocuzione con questo importante Gruppo energetico. La FLAEI, insieme alle altre Federazioni di Categoria e alle Confederazioni, intende esigere l’attuazione concreta di questo importante Accordo e, nel caso tragico di Sergio Capitani, far accertare le cause che ne hanno determinato la morte, perchè tragedie come questa non si dovranno più ripetere.  Anche per questo motivo, la FLAEI CISL farà di tutto per impedire che la Rappresentanza sindacale negli Impianti elettrici in esercizio, venga sottratta alla Categoria”.

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