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Incidente verificatosi alla centrale nucleare di Zaporizhye

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 dicembre 2014

centrale nucleare di ZaporizhyeIl Primo Ministro Ukraino Arseny Yatseniuk ha confermato che oggi (mercoledì si è verificato un incidente nucleare e che a breve si terrà una conferenza stampa.L’impianto tornerà alla normale attività il 5 dicembre Demcişin ha aggiunto, citato dalla Reuters. “Non c’è alcuna minaccia, nessun problema con i reattori. L’incidente è avvenuto in numero di blocco di tre dello stabilimento di Zaporozhye, al sistema elettrico”, le autorità hanno anche dichiarato che l’incidente non è legato alla produzione di energia elettrico stesso. “E ‘stato un corto circuito,” hanno detto, aggiungendo che l’impianto ora fuori uso è il reattore n.3. “E ‘un guasto tecnico, cui stiamo lavorando ora. Il reattore è stato chiuso e decine di villaggi e città sono rimaste senza elettricitàSecondo l’agenzia Interefax, l’incidente avrebbe comportato nel gruppo 3 di arresto centrale elettrica con una potenza di 1.000 MW, che ha portato a fermare l’alimentazione di alcune aree a est.Lo stabilimento di Zaporozhye ha sei reattori con una capacità totale installata di 6.000 MW.
IAEA Agenzia internazionale dell’energia atomica, con sede a Vienna, non ha fatto nessun commento, secondo AFP. Secondo le convenzioni internazionali adottate dopo l’incidente di Chernobyl 1986, ogni paese deve informare l’AIEA di qualunque incidente nucleare che possono avere un impatto sugli altri paesi. Central in Zaporozhye si trova a circa 2700 km da Roma.

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Latina: fermare il nucleare

Posted by fidest press agency su sabato, 16 aprile 2011

Latina. Domenica 17 aprile, l’appuntamento per tutti è dalle 10 del mattino a Foce Verde sul lungomare di Latina, dove una grande catena umana circonderà la centrale nucleare in dismissione di Borgo Sabotino. L’iniziativa è indetta dalle organizzazioni del Comitato Pontino per i SÌ e dal Comitato Laziale “VOTA SÌ per fermare il nucleare”, dei quali Legambiente è tra i promotori e gli animatori. “Le notizie dal Giappone sulla catastrofe nucleare di Fukushima sono sempre più drammatiche, lanciamo un invito a tutti i cittadini ad informarsi e partecipare per sventare il pericolo atomico, il nucleare è pericoloso e non possiamo stare a guardare mentre il Governo vuole rilanciarlo” – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Legambiente, in occasione del venticinquesimo anniversario del disastro di Chernobyl, ha organizzato un lungo week end di iniziative “Liberiamo l’Italia dal nucleare!”, inserito anche nei Chernobyl Days che in tutta Europa si celebrano ad aprile. Giornate d’informazione previste al Mercato di Piazza della Rocca a Farnese (Vt); ad Aprilia (Lt) a Piazza Roma, Campo di carne, Fossignano e Campoleone; festa antinucleare a Caprarola (Vt) con aperitivo, sound system e proiezione del film “The nuclear cameback”. Anche a Latina, Sabato 16 si terrà un incontro alle ore 17 presso la sala conferenze del Circolo Cittadino in Piazza del Popolo con proiezione di materiali audiovisivi in ricordo di Chernobyl con la partecipazione di Maurizio Gubbiotti (coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente), al quale seguirà un “No Nuke party” con musica e specialità gastronomiche.
Domenica 17 a Latina, il programma prevede un appuntamento alle ore 10 al piazzale di Foce Verde, dal quale si dispiegherà una grande catena umana che circonderà la centrale nucleare in dismissione di Borgo Sabotino. Alle ore 9 una critical mass in bicicletta partirà da da Piazza del Popolo a Latina e si unirà ai partecipanti. “I cittadini non hanno l’anello al naso, altro che inutili e ridicole moratorie di un anno, per fermare il nucleare bisogna votare sì al referendum del 12 e 13 giugno, solo così si potrà eliminare l’inaccettabile rischio atomico” – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente

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No alla centrale enel-mercure nel parco del pollino

Posted by fidest press agency su martedì, 7 settembre 2010

“L’aggressione perpetrata da alcuni squallidi personaggi, ai danni di rappresentanti del Forum Stefano Gioia, legati all’annosa vicenda della Centrale termoelettrica della Valle del Mercure, è un fatto gravissimo che avrà sicuramente un seguito giudiziario e dei dovuti approfondimenti politici”. Così l’On. Domenico Scilipoti (IdV) con riferimento allo scandaloso episodio di aggressione intimidatoria verificatosi nella Valle del Mercure. “La battaglia di civiltà, portata avanti dalle popolazioni locali, a tutela dei principi di democrazia, libertà, salute e lavoro – prosegue il deputato (IdV) – non si deve arrestare per la comparsa di questi individui. Impedire che si riaccenda questa Centrale che dovrebbe funzionare a biomasse è fisiologico, poiché l’eventuale funzionamento avrebbe effetti devastanti, a causa delle emissioni di fumi inquinanti, sia sulla salute delle persone che sull’ambiente. Questo sciagurato episodio di aggressione richiede, ora più che mai, risposte istituzionali chiare e definitive, che non diano più spazio a questi avventuristici tentativi di ribaltare la volontà popolare e quella degli Organi di governo territoriale. Non è più tempo di attesa né di bizantinismi. E’ tempo invece – conclude Scilipoti – di fatti e atti concreti che chiudano una volta per tutte la questione Enel-Mercure”.

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Il ruolo della Banca Centrale Europea

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 agosto 2010

E’, senza dubbio, diventata un punto di riferimento naturale per diversi gruppi di paesi del mondo, che la invitano a condividere la propria esperienza nel quadro di seminari congiunti e di altre iniziative che vedono  la partecipazione di responsabili di politica economica e, talvolta, di accademici. Non vi è dubbio che l’aspetto dell’integrazione economica regionale ha un suo grado di interconnessione nell’attività economica fra paesi appartenenti alla stessa area geografica ed è misurata sia da fenomeni reali, come gli scambi commerciali e la mobilità del lavoro, sia da aspetti monetari e finanziari, come la convergenza dei tassi di interesse e di inflazione.  L’U.E. in tale contesto rappresenta l’accordo regionale più avanzato e porta, di conseguenza, all’imitazione nei processi multilaterali di globalizzazione accompagnato da un proliferare di iniziative regionali. Oltre alla politica commerciale (trade preferences) alcuni paesi in via di sviluppo hanno compiuto progressi anche nella cooperazione finanziaria e/o monetaria e sui tassi di cambio nonché sulla sorveglianza economica reciproca a livello regionale, in taluni casi come, ad esempio, nell’Asia orientale con il coinvolgimento di uno o più paesi industriali (ad esempio il Giappone).

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Centrale atomica a Latina

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 luglio 2010

A volte ritornano. Come nel più classico dei film horror, proprio quando il peggio sembra passato, la tragedia si abbatte sugli sventurati protagonisti. È il lontano 26 novembre 1986 quando la centrale atomica di Latina si spegne per l’ultima volta. A partire dal 2011 nella stessa zona potrebbe tornare il «nucleare di nuova generazione».  «Il territorio non ha ancora finito di pagare i danni della precedente esperienza nucleare – commenta Camelia Di Marcantonio, responsabile provinciale di Latina dell’Italia dei Diritti –, il tasso di mortalità per tumori e il tasso di incidenza di malattie della tiroide nella regione, e nella provincia in particolare, è nettamente più alto che nel resto d’Italia».  E proprio i dati sull’incidenza di tumori e malattie correlate sono le uniche risorse a disposizione del fronte del no al nucleare nella provincia. I criteri stabiliti dal Governo, infatti, non lasceranno alcun margine di intervento agli enti locali. Nemmeno quelli alle prese con situazioni difficili. «Abbiamo già abbastanza problemi di inquinamento per via della discarica di Borgo Montello – continua l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – come se non bastasse, arriva una nuova centrale atomica. Che succede, si sta facendo finta che non sia mai accaduto nulla?».  Si accende la polemica politica – e per ora solo quella – su una questione evidentemente complessa: «Perfino il governatore del Lazio Renata Polverini aveva promesso che non avrebbero riaperto una centrale nucleare a Latina – continua la Di Marcantonio – evidentemente ha prevalso la volontà del padrone, di Silvio Berlusconi».

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Nucleare in Piemonte

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 Mag 2010

Dichiarazione di Gianfranco Morgando  (Segretario PD Piemonte) e Aldo RESCHIGNA (Capogruppo PD Consiglio regionale Piemonte). “Ora il Presidente Cota dica ai piemontesi dove intende realizzare la nuova centrale nucleare”: con queste parole il Segretario del PD del Piemonte Gianfranco Morgando e il Capogruppo del PD in Consiglio regionale Aldo ReschignA commentano l’ipotesi che la Giunta ritiri il ricorso alla Corte Costituzionale presentato dalla precedente amministrazione regionale in materia di nucleare.  “Non vi è nulla di ideologico o pregiudiziale alla base  del ricorso presentato da ben nove Regioni contro una legge che permette la costruzione di nuove centrali nucleari senza neppure consultare e coinvolgere i territori interessati. Il PD non è contrario in modo aprioristico al nucleare: siamo favorevoli a investire in ricerca, ma consideriamo il programma per la produzione di energia nucleare che il centrodestra vuole avviare obsoleto in termini tecnologici e molto costoso in termini economici. Una scelta sbagliata che sottrarrà importanti risorse che la nostra Regione potrebbe investire nello sviluppo di altre fonti energetiche.  Inoltre, il Presidente Cota farebbe bene a chiedere al Governo di trovare rapidamente una soluzione definitiva al problema delle scorie ancora presenti sui nostri territori. Invece, si vuole prima trasformare il territorio vercellese in un deposito permanente di scorie, e poi costruirvi una nuova centrale.  Chiederemo un dibattito sull’argomento in Consiglio regionale: su tematiche così rilevanti il Presidente Cota non può pensare di informarci tramite i giornali senza venire a discuterne in Aula”.

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Infortuni: i dati del casellario centrale

Posted by fidest press agency su martedì, 27 aprile 2010

La maglia nera per numero di infortuni da RC Auto spetta alla Lombardia, seguita da Campania, Lazio, Sicilia e Puglia. Questo in numeri assoluti, ma in relazione al parco veicolare e al numero di residenti, sono la Puglia e le Marche ad aggiudicarsi il record negativo, mentre le più virtuose sono Valle D’Aosta, Molise e Trentino Alto Adige.  È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Statistico del Casellario Centrale Infortuni Inail, che riporta i dati sugli infortuni accaduti nel 2008 e indennizzati  entro il mese di ottobre 2009.  I dati  mettono in risalto che i danni risarciti aumentano ma il segno più non è la diretta conseguenza di un maggior numero di incidenti, ma fondamentalmente l’effetto di una più rapida liquidazione da parte delle compagnie di assicurazione a seguito anche delle nuove procedure dell’indennizzo diretto.  Secondo le analisi del Casellario lo scarto tra gli incidenti con conseguenze fisiche segnalati dai dati ACI-ISTAT, con riferimento agli incidenti stradali avvenuti nel 2008, e quanto viene rilevato, per lo stesso periodo, nel Rapporto Statistico del Casellario è un indizio delle possibili frodi assicurative come viene spesso lamentato dalle imprese del settore.

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Una nuova centrale idroelettrica sul Ceno?

Posted by fidest press agency su sabato, 20 marzo 2010

Lettera al direttore. Salve, sono membro del TaroGAS (Borgo val di Taro). Sono stato all’incontro di sabato u.s. a Parma, ma non ho colto l’occasione per rendere note alcune iniziative in atto in val Taro e  val Ceno. Lo faccio ora, con l’obiettivo di sensibilizzare la rete  parmense su temi che, pur non direttamente connessi al consumo critico, a mio parere, e non solo, rientrano negli interessi della  costituenda rete di GAS del parmense.nIl link che segue: http://www.liberacittadinanza.it/petizioni/salviamo-il-torrente-ceno  rimanda alla possibilità di firmare un appello sulla Richiesta di diniego della concessione per una centralina idroelettrica in progetto sul torrente Ceno nei pressi di Illica (comune di Bedonia). Tale appello è supportato dalla presentazione di un documento di opposizione, depositato al Servizio tecnico di bacino il 30 dicembre 2009 e fondato sulla dimostrazione del mancato rispetto di leggi e Direttive vigenti in materia di gestione delle risorse idriche. Sembra che gli enti preposti alla valutazione del progetto stiano dando retta al nostro documento di opposizione (Comitato per la difesa del Taro e del Ceno). Siamo abbastanza fiduciosi, ma continuiamo a raccogliere firme, anche per sensibilizzare la popolazione su temi ambientali che la riguardano direttamente. Chiedo se è possibile diramare l’appello attraverso una mailing list provinciale o attraverso il sito del DES. Saluti.Federico Rolleri

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U.S.A.: chiude centrale a rischio

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2010

L’illusione di una rinascita del nucleare negli USA subisce una battuta d’arresto, proprio a una settimana dall’annuncio del Presidente Obama di stanziare 8,3 miliardi di dollari di denaro pubblico in garanzie sui prestiti per costruire la prima nuova centrale nucleare dopo trenta anni. «Il nucleare dimostra anche negli Stati Uniti di non essere sicuro e di non poter andare avanti se non attraverso l’aiuto pubblico e pesando sulle spalle dei contribuenti. Il nucleare continua a dimostrare di essere una fonte di energia rischiosa e una pericolosa perdita di tempo» spiega Andrea Lepore, responsabile campagna Nucleare per Greenpeace. Mentre si parla impropriamente di ‘rinascita nucleare’, la maggior parte dei Paesi con impianti nucleari attivi cerca di prolungarne la vita utile, anziché costruirne nuovi. Ma proprio ieri il Senato dello Stato del Vermont ha votato per chiudere nel 2012 l’impianto nucleare “Vermont Yankee”, di proprietà della Louisiana Entergy Corporation e di non rinnovare la licenza per il reattore oltre i 40 anni. Il Vermont è l’unico Stato in cui il legislatore ha la possibilità di votare per chiudere un impianto. «Anche negli USA, laddove i rappresentanti dei singoli stati hanno la facoltà di esprimere un voto, il nucleare è visto come una fonte rischiosa di energia» conclude Lepore. L’impianto del Vermont è stato afflitto da continui malfunzionamenti e incidenti e da fuoriuscite radioattive nelle acque sotterranee. Lunedì scorso, infatti, la Commissione per la regolamentazione nucleare ha riconosciuto l’ennesima fuga radioattiva dal reattore, risalente al 2005, e sta attualmente indagando sulle accuse da parte dei lavoratori relative a fughe radioattive da tubazioni sotterranee.

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Porto Tolle: nuovo stop alla centrale

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2010

“Fino a quando il progetto di conversione della centrale a carbone pulito di Porto Tolle  resterà nel cassetto? Quanto ci costa l’attuale stato delle cose?” Carlo De Masi, Segretario  Generale FLAEI-CISL, sollecita una risposta a queste domande.  “Il costo dell’energia elettrica in Italia supera del 35% quello della media UE, facendo  perdere competitività alle nostre Aziende, rispetto alle concorrenti europee. Porto Tolle è  un punto di partenza per la riduzione delle bollette elettriche, ma il Paese è ostaggio di opposizioni pregiudiziali alla realizzazione di qualsiasi infrastruttura”.  “L’iter autorizzativo, – prosegue De Masi – a 5 anni dall’avvio, non è ancora arrivato a  compimento, anche per una serie di azioni ostative, che hanno fatto lievitare i costi dell’investimento del 56%, mettendo l’impianto fuori mercato. Queste considerazioni  portano a esprimere la forte preoccupazione della FLAEI per la sorte del progetto e dei Lavoratori: i 350 alle dipendenze di Enel (oltre ai 3.500 previsti, per i cinque anni  necessari alla costruzione), e quelli dell’indotto, ormai ridotti a una quarantina, dai 200  iniziali”.  “L’azione della Magistratura merita rispetto, così come la tutela della salute pubblica e del Territorio debbono conciliarsi con gli interessi del Paese. E’ necessaria, però, chiarezza da  parte di tutte le Istituzioni e, soprattutto, vanno ricercate le convergenze possibili per  sbloccare la realizzazione di una infrastruttura energetica importante, non solo per il  Veneto, ma per l’intero Sistema Elettrico Nazionale”, conclude De Masi.

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Inchiesta centrale Enel Porto Tolle

Posted by fidest press agency su domenica, 31 gennaio 2010

“L’inchiesta in questione non è altro che l’ennesima conferma di quanto la centrale di Porto Tolle sia non solo dannosa  per l’ecosistema ma anche per la salute umana”. Così Alberto Vedova, responsabile per l’Ambiente dell’Italia dei Diritti, ha commentato la notizia dell’accertamento tecnico disposto dal sostituto procuratore di Rovigo Manuela Fasolato sulle malattie respiratorie dei bambini dei comuni compresi nel raggio di 25 chilometri dalla centrale Enel di Porto Tolle nel periodo che va dal 2000 al 2006, per verificare se nel corso degli anni vi sia stato un peggioramento delle loro condizioni. Tra gli indagati figurano nuovi e vecchi vertici dell’Enel, nomi del calibro di Fulvio Conti, Franco Tatò e Paolo Scaroni. “Ambientalisti, cittadini e comitati locali – ha continuato l’esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro – protestano già da anni ma, a quanto pare, la logica imprenditoriale dell’azienda persevera sulle fonti non rinnovabili, inquinanti e insostenibili. Come se non bastasse, il sito sorge all’interno di un parco naturale definito ‘patrimonio dell’Umanità’ dall’Unesco e, secondo il progetto dell’Enel attualmente in fase di autorizzazione, dovrebbe essere convertito a carbone per una potenza di 1.980 Megawatt e con un’emissione di CO2 di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno. Se tutto questo avverrà, tra l’altro si avrà un impatto devastante per l’area prossima al delta del Po, con il passaggio di 3.000 chiatte verso l’impianto. Siamo al fianco delle parti offese e attendiamo i risultati dello studio epidemiologico, auspicando che il governo, togliendosi i paraocchi, intraprenda al più presto una strada ecosostenibile per il nostro Paese che ci metta al passo con l’Europa settentrionale”.

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118, soccorso a misura di cittadino

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Sono circa 22.000 le missioni di soccorso gestite dalla centrale operativa 118 di Empoli mediamente nell’arco di un anno (22160 nel 2008). Per esse viene impiegata una rete di mezzi di soccorso sanitario costituita da ambulanze con medico, ambulanze con infermiere, ambulanze con soccorritori, eliambulanze ed automediche. Il risultato prioritario da raggiungere non è sempre arrivare al più presto, come ancora si  crede, ma arrivare con il mezzo più attrezzato per la richiesta di soccorso e comunque intervenire con il supporto tecnico del 118. Un esempio è rappresentato da quanto organizzato dal 118 che ha dislocato sul territorio 40 defibrillatori semiautomatici, strumenti salvavita in grado di curare il 90% degli arresti cardiaci. Questi defibrillatori, detti DAE, sono utilizzati da più di 200 operatori, formati  direttamente dal 118 di Empoli. Tra costoro troviamo la polizia municipale dei comuni serviti dall’Asl 11, i vigili del fuoco, i soccorritori volontari, i distretti. L’automedica è un mezzo di soccorso del sistema di urgenza ed emergenza 118 che interviene nei soccorsi più gravi o complessi affiancandosi agli equipaggi delle ambulanze con medico, con infermiere, con soccorritori volontari già operative sul territorio. L’equipaggio è composto da un medico ed un infermiere del 118. A differenza degli equipaggi con solo soccorritori volontari, quello dell’automedica può somministrare farmaci al paziente, effettuare diagnosi utilizzando strumenti medici avanzati, effettuare manovre invasive, eseguire una veloce ed efficace stabilizzazione del politrauma. Le automediche e le ambulanze con medico o infermiere sono in contatto diretto con l’UTIC. Nei casi di infarto, l’elettrocardiogramma viene direttamente spedito al cardiologo. Il paziente, quindi, viene direttamente portato in sala di emodinamica, bypassando il pronto soccorso. In meno di un’ora dall’inizio dei sintomi, il paziente con infarto viene assistito a domicilio, preparato per la sala operatoria durante il viaggio verso l’ospedale e viene rimossa la causa dell’infarto. Nel caso in cui un paziente risulti particolarmente grave e debba essere trasportato in un centro specializzato, la centrale operativa di Empoli è in grado di attivare  un’eliambulanza che trasporti il paziente presso l’ospedale più idoneo in ogni parte dell’Italia. Le automediche, di cui è dotata l’Asl 11, hanno a bordo un sistema radio in grado di comunicare direttamente con i 3 elicotteri regionali, per facilitarne l’attivazione e l’atterraggio. La pianificazione della rete di soccorso del sistema di emergenza territoriale tiene conto complessivamente delle caratteristiche di tutto il territorio della Asl 11, su cui è stato costruito un assetto che ha dimostrato nel corso degli anni di rispondere costantemente ad ogni richiesta di soccorso, nei tempi stabiliti dalla normativa vigente.  Il sistema è stato largamente potenziato nel mese di agosto 2008, introducendo n. 2 automediche, n. 1 ambulanza con infermiere e n. 4 ambulanze con soccorritori volontari. Con il primo di agosto del 2009, il numero di postazioni con medico a bordo è stato lievemente modificato in rapporto ad esigenze temporanee e in attesa di un’analisi complessiva dell’offerta. L’attività dei Punti di Primo Soccorso non ha subito variazione alcuna, salvo l’apertura del Punto di Misericordia Castelfiorentino in orario notturno anziché diurno. Il numero totale di prestazioni effettuate dai Punti di Primo Soccorso nel primo semestre 2009,  ossia da gennaio a giugno, sono state  complessivamente 1843.

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Il Lazio Tra Europa e Mediterraneo

Posted by fidest press agency su martedì, 14 luglio 2009

Roma, 16 luglio 2009 ore 19.00 Complesso Monumentale del Vittoriano Piazzale del Bollettino Ingresso Ara Coeli Inaugurazione della mostra fotografica “Mondi Mediterranei” ore 20.00 Cerimonia di assegnazione dei premi Promosso dalla Regione Lazio, il Festival “Lazio tra Europa e Mediterraneo”, giunto alla sua quarta edizione, vuole avviare un dialogo fruttuoso tra l’Europa e il Mediterraneo assegnando al Lazio un ruolo centrale in termini di animatore del dialogo interculturale. La Giuria, composta di nomi prestigiosi, premierà, tra gli altri, il regista Ferzan Ozpetek, la Principessa Sumaya Bint El-Hassan di Giordania, lo scrittore egiziano Gamal Al Ghitani, il medico marocchino Rita El Khayat, uno dei nomi proposti per il Nobel del 2008. La musica di Eugenio Bennato e la sua band aprirà e chiuderà la serata con parole e suoni delle diverse tradizioni mediterranee. Gli interventi letterari di Paola Pitagora e Luca Ward offriranno al pubblico momenti di riflessione e poesia. Invitate a partecipare all’iniziativa le Ambasciate di tutti i paesi del Mediterraneo: Albania, Algeria, Autorità Nazionale Palestinese, Bosnia, Cipro, Croazia, Egitto, Francia, Giordania, Grecia, Israele, Libano, Libia, Malta, Marocco, Montenegro, Portogallo, Principato di Monaco, Siria, Slovenia, Spagna, Tunisia, Turchia. Alle ore 19.00 sarà inaugurata nella Sala Zanardelli la mostra fotografica “Mondi Mediterranei” che, attraverso circa 100 scatti di una ventina di artisti provenienti dai Paesi del Mediterraneo, vuole sottolineare in un continuo gioco di intrecci e rimandi, la creatività che caratterizza la cultura del bacino mediterraneo.  La direzione artistica dell’evento è a cura di Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia. L’organizzazione e la realizzazione dell’evento sono a cura di Comunicare Organizzando.

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Roma:¨precari in rivolta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2009

Duecento precari, fra collaboratori coordinati e continuativi e a tempo determinato, perdono il posto di lavoro dopo anni di servizio in Apat e Icram, gli Enti che dal 2008 hanno costituito ISPRA. “È paradossale che il governo parli di interventi contro la crisi e per difendere l’occupazione e poi, di fatto, licenzi sui dipendenti, per giunta in un ente di ricerca”, dichiara Enrico Morreale del coordinamento nazionale precari USI RdB Ricerca. “In un momento di crisi, con professionalità alte e specializzate, equivale a metterci sulla strade, noi e le nostre famiglie. Per questo abbiamo deciso che rimarremo ad oltranza nella sede centrale, perché noi siamo importanti per ISPRA e da ISPRA traiamo i nostri salari”. “E’ importante che si sappia che ci sono i fondi e anche le norme per rinnovarci i contratti – prosegue Morreale – basterebbe un’autorizzazione del Ministro alla struttura commissariale. Ma fallito il tentativo di rinnovare i contratti attraverso una norma specifica il Ministro ed il Ministero ci ha abbandonato. Chiediamo un intervento immediato della Prestigiacomo, che ha il dovere di intervenire per evitare i nostri licenziamenti. La lotta è iniziata solo adesso e non abbandoneremo il nostro lavoro”, conclude il lavoratore licenziato.

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