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Posts Tagged ‘centro ricerca’

Bene candidatura ligure per la costruzione di un nuovo centro ricerca sul nucleare pulito

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 febbraio 2018

la speziaLa giunta Regionale ha approvato la delibera con la quale presenta ufficialmente la candidatura presso L’ENEA per ospitare il centro di ricerca che costruirà il DTT-Divertor Tokamak Test. Brando Benifei, Eurodeputato spezzino del PD, commenta così: “Si tratta di una buona notizia e, anche se non convince fino in fondo la doppia candidatura della Spezia e di Ferrania, per una volta Toti e Rixi hanno capito che il nostro territorio non può perdere l’occasione costituita da 60 milioni di Euro di fondi europei e 500 milioni di investimenti complessivi con assunzioni fino a 1500 persone fra occupazione diretta e indotto. Va inoltre ricordato, per quanto la parola nucleare faccia sempre paura, che non si tratterebbe della tradizionale fissione, bensì di fusione, ovvero ricerca di altissimo livello, energia pulita e sicura, che può proiettare a livello mondiale il territorio che ospita tale realtà” Il DTT-Divertor Tokamak Test sarà un nuovo centro scientifico-tecnologico fra i più grandi d’Europa, che in particolare si occuperà di fusione nucleare pulita e sicura. Verrà costruito da ENEA in partnership con i consorziati europei di EUROfusion che, sotto la guida della Commissione Europea e grazie al sostegno del programma ITER, coordinano le attività di ricerca sulla fusione nucleare.
“A Bruxelles – continua Benifei – abbiamo votato in novembre per il rifinanziamento del programma sulla ricerca per energie pulite, e in Parlamento le destre estreme e il M5S, nel boicottare il bilancio europeo, hanno detto no anche a questo tipo di investimenti e di opportunità per il territorio. Siamo tuttavia riusciti a salvaguardare un finanziamento adeguato, perché parliamo di eccellenza scientifica a livello globale, di 2 miliardi di Euro di ritorno economico, e di una strategia di riconversione industriale seria per il sito dell’area ENEL dellla Spezia, che per requisiti e dimensioni appare particolarmente adatta. Sono contento che Toti abbia capito l’importanza di cogliere questa opportunità, ma non si immagini che con la candidatura il percorso sia concluso. Dobbiamo lavorare sodo e con collaborazione istituzionale per proporci con credibilità e coerenza in vista della valutazione di ENEA, in primis sciogliendo i nodi sulla destinazione dell’area industriale e la sua bonifica, poi lavorando con le realtà imprenditoriali che su Spezia sono già attive nell’ambito del progetto ITER (come ASG Superconductors, Gruppo Malacalza) e coi cittadini perché il centro DTT sia un progetto concreto e condiviso.”

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Po: ancora scoperte

Posted by fidest press agency su martedì, 25 ottobre 2016

fiume-poDal Po possibili altri rinvenimenti storici Nasce il Centro di Ricerca e Documentazione sul Delta. Chiereghin – ricercatore : “ Dal Po potrebbero arrivare ben presto altre scoperte storiche importanti . Dopo il rinvenimento delle fortificazioni militari della Grande Guerra, ma anche di quelle austriache e napoleoniche e addirittura dopo aver rintracciato una linea del telegrafo ottico “Chappe” installata per volere di Napoleone da Ancona a Venezia lungo il litorale adriatico, sto continuando le ricerche e forse arriveranno altri risultati importanti e scoperte sensazionali. Per la prima volta immagini dei ritrovamenti e documenti inediti saranno in Mostra in Italia , il 10 Dicembre presso il Museo di Taglio di Po ”. Finotti : “ Questa è l’Italia raccontata dalle guide AIGAE a ben 3 milioni e 400.000 turisti l’anno. L’Italia da Nord al Sud e viceversa , di catene montuose, laghi , coste , borghi , foreste , boschi e campagne. Noi narriamo l’Italia”. “Il Delta del Po, terra giovane, si sta rivelando ricco di storia. Nell’immaginario collettivo si sente dire spesso che il Delta è una terra giovane senza un passato. Io sto cercando di dimostrare il contrario. Non mi fermo. Dopo aver scoperto sul Delta del Po , le Fortificazioni militari della Grande Guerra ma anche quelle Austriache e Napoleoniche dopo aver rintracciato una linea del telegrafo ottico “Chappe” che per volere di Napoleone era stata installata da Ancona a Venezia lungo il litorale adriatico, vado avanti e con ogni probabilità la mia ricerca porterà ad altri risultati importanti e scoperte sensazionali ”. Lo ha dichiarato Luciano Chiereghin , ricercatore che da più di 15 anni sta conducendo intense attività di ricerche storiche sul Delta del Po.
Fino ad oggi i risultati sono stati straordinari con il ritrovamento delle Fortificazioni Militari risalenti alla Grande Guerra ma anche quelle austriache, napoleoniche e addirittura “sono riuscito a rintracciare – ha proseguito Luciano Chiereghin – una linea del telegrafo ottico “Chappe” che Napoleone fece installare da Ancona a Venezia lungo il litorale Adriatico” . E la novità c’è . Chiereghin – ricercatore : “Ho scoperto anche i fortini militari delle guerre tra la repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio. Immagini e documenti in mostra il 10 Dicembre per la prima volta”. Mi sono concentrato sulle tante guerre avvenute tra il 1600 ed il 1700 tra la repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio, allora confinanti – ha proseguito Luciano Chiereghin – che si contendevano i nuovi territori che il Po formava davanti alla sua foce. Ecco che con le nuove tecnologie, come immagini satellitari e la georeferenziazione e quant’altro, un po’ alla volta ho ritrovato le tracce di alcune delle fortificazioni militari usate in queste guerre. Il più interessante ritrovamento è stata la scoperta sul terreno dei due forti del 1632, “Bocchetta”, papalino, e “Donzella”, veneziano, che coincidono esattamente con la pianta di questi e, dopo aver ritrovato in loco reperti di fittili compatibili con quella data, è stato possibile stabilire con assoluta certezza da parte di alcuni esperti che le tracce da me ritrovate erano proprio esatte. Ora sto scrivendo un libro su tutto quanto ho sinteticamente descritto. La mia ricerca continua, le sorprese non mancheranno”.

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IBM e Bulgaria per lo sviluppo delle nanoscienze

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2009

IBM  ed il governo Bulgaro hanno annunciato un progetto di collaborazione nell’area delle  nanoscienze, che prevede  la creazione del primo Centro di Nanotecnologia del Paese. L’accordo intende anche promuovere nuove sinergie tra l’industria, le università e la Bulgarian Academy of Science. Sulla base di un contratto commerciale separato,  un team di consulenti IBM assisteranno il governo bulgaro nella realizzazione di una nuovo centro di ricerca  che sarà dotato di equipaggiamenti all’avanguardia per  esplorare e sviluppare innovazioni e nuove scoperte nell’ambito delle nanoscienze. Il nuovo laboratorio utilizzerà il sistema Blue Gene di IBM, il supercomputer più potente in Bulgaria di proprietà dell’Agenzia di Stato Bulgara per la Tecnologia dell’Informazione e le Comunicazioni.  Il Centro di Nanotecnologia bulgaro, il cui completamento è previsto per l’anno prossimo e i laboratori copriranno una superficie totale di 500 metri quadrati.  Le aree di ricerca saranno: – microfluidica e nanofluidica,  per  approfondire la conoscenza di cellule, tessuti e altre entità biologiche a supporto dei test di tossicità dei farmaci e dello sviluppo di nuove medicine; – nanosistemi in ambito elettronico e sensoriale,  per supportare lo sviluppo di sistemi di diagnostica, di monitoraggio ambientale (quali ‘analisi dell’inquinamento atmosferico) e di sicurezza;- nanomateriali,  substrati virtuali avanzati per semiconduttori composti che potrebbero gettare le basi per la realizzazione di circuiti elettrici in nanoscala.  La nanotecnologia è una branca delle scienze applicate, specializzata nella progettazione e controllo della struttura degli oggetti di dimensioni piccolissime, in maniera affidabile e ripetibile. Le scale di lunghezza variano da quelle atomiche a quelle microscopiche, in genere da 1 a 100 nanometri. Un nanometro equivale ad un miliardesimo di metro –  circa 100.000 volte più fine di un capello umano. Si prevede che la nanotecnologia permetterà di fare importanti scoperte in molti campi tra cui quello dei materiali funzionali avanzati, la nanoelettronica, la tecnologia dell’informazione e della comunicazione , i sistemi sensoriali, la strumentazione, la sanità e le scienze della vita e l’energia. Le applicazioni nanotecnologiche nel settore energetico, ad esempio, che garantiscono un utilizzo più efficace dell’energia solare e forniscono nuovi modi di purificare o desalinizzare l’acqua, potrebbe persino contribuire a risolvere alcune tra le più grandi sfide del nostro tempo.

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Garantire la continuità della ricerca

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 aprile 2009

Sono 4530, e continuano a crescere, le firme che si sono aggiunte a quelle dei più autorevoli scienziati italiani – Silvio Garattini, Gianni Bonadonna, Alberto Mantovani, Pasquale Spinelli e Umberto Veronesi – all’appello, ospitato sul sito http://www.lascienzainrete.it, per non chiudere il centro ricerca di Nerviano. Tante firme, da Bolzano a Palermo, gente comune e ricercatori di altre strutture universitarie e ospedaliere, nazionali e internazionali, che hanno voluto sostenere l’iniziativa del Gruppo 2003, costituito da alcuni tra i più importanti scienziati italiani che si distinguono per essere presenti negli elenchi dei ricercatori più citati al mondo nella letteratura scientifica, a favore del Nerviano Medical Sciences. Tanta solidarietà che i lavoratori NMS desiderano ricambiare: nell’assemblea dei lavoratori di ieri, 7 aprile, è stato infatti deciso di devolvere un’ora di lavoro alle popolazioni colpite dal terremoto a l’Aquila. Ma il percorso per risolvere i problemi del centro è solo appena iniziato. Dopo le incoraggianti dichiarazioni del Presidente Formigoni, determinato e impegnato fortemente al salvataggio, la costituzione del tavolo istituzionale con il Governo è il prossimo passo. Primo obiettivo: reperire i capitali che consentano all’azienda il proseguimento delle attività di ricerca e delle altre attività del gruppo: Accelera, CRO di servizi di preclinica e le attività di produzione e sviluppo farmaceutico. Secondo obiettivo: un piano industriale che preveda l’ingresso di partner per assicurare un pieno sviluppo al centro.

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