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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Nuovo Centro per la Riabilitazione della mano e dell’arto Superiore

Posted by fidest press agency su domenica, 3 marzo 2019

Moscazzano (CR)È stato inaugurato recentemente a Moscazzano (Crema), il nuovo Centro dedicato a un organo fondamentale quanto complesso: la mano. Si tratta dello “Studio Paparo – Riabilitazione Mano e Arto Superiore” che può vantare un “filo” diretto con il Reparto di Chirurgia e Riabilitazione della Mano dell’Ospedale San Giuseppe, Gruppo MultiMedica di Milano, diretto dal Professor Giorgio Pajardi.«La mano è una parte del corpo complessa e delicata – spiega la Dr.ssa Stefania Paparo, Responsabile del Centro, terapista occupazionale e terapista della mano certificata, nonché Segretario dell’Associazione Italiana Riabilitazione Mano (AIRM) -. Perciò, è necessario che il paziente sia preso in carico da un equipe specialistica, che comprenda la parte chirurgica così come quella della riabilitazione. Il chirurgo e il terapista devono lavorare in sinergia per costruire insieme al paziente un programma riabilitativo specifico per la patologia in questione. Una diagnosi il più possibile precoce consente di ottenere risultati ottimali nei trattamenti; per questo, è utile stabilire un contatto con lo specialista fin dalla comparsa dei primi sintomi».Lo Studio Paparo – in piazza Aiserey, 3 a Moscazzano (CR) – offre consulenze e visite volte alla diagnosi e al conseguente trattamento tempestivo delle principali malattie a carico dell’arto superiore, sia nell’adulto che nel bambino. Grazie alla consulenza mensile del Professor Pajardi, i pazienti possono godere di una visita specialistica e, in caso sia necessario un trattamento di tipo chirurgico, di proseguire il proprio percorso presso l’Ospedale San Giuseppe di Milano.La parte di terapia della mano, invece, è gestita direttamente dalla Dr.ssa Paparo con programmi terapeutici che prevedono l’impiego di tecniche di riabilitazione ad hoc e la realizzazione di tutori in materiale termoplastico, confezionati su misura.

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A Firenze una gigantesca bandiera verde per le vie del centro

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

Oggi sabato 2 febbraio alle ore 12,30 in Piazza Strozzi a Firenze arriva l’Onda Verde, dopo la bellissime manifestazione di Milano, Palermo e Roma che hanno visto la partecipazione di migliaia di persone.
Con queste iniziative vogliamo far sapere che l’ondaverde che attraversa il pianeta dall’Islanda all’Australia c’è, ed è la vera novità politica che è arrivata anche in Italia, dove il cambiamento climatico è diventato uno dei principali temi su tutte le prime pagine. Vogliamo creare consapevolezza tramite un evento emozionale che racconti in modo spettacolare e partecipato l’arrivo dell’onda Verde.
Vogliamo far crescere la curiosità intorno ad una visione possibile ecologista, l’unica alternativa alla stagnazione politica imperante: l’onda verde.
Cos’è il flashmob greenwave?E’ un evento che racconta in modo spettacolare il nuovo movimento di idee che porta la bandiera della sostenibilità anche in Italia. L’onda verde sta arrivando. Una gigantesca bandiera di seta verde, da 9 x 20 metri, si aprirà nelle vie del centro Pedonale di Firenze in Piazza Strozzi (dopo aver sventolato a Roma, Palermo e Milano) e avvolgerà i passanti riempiendo il larghezza e in lunghezza intere vie, invitando i la gente a unirsi e correre sotto l’onda. Un’onda che verrà ripresa da sotto e da sopra facendo da amplificatore di un’idea. Sarà una festa partecipata, uno scenario che crea una situazione ideale per essere postato all’attenzione dei politici dalla gente e diventare virale, per far dilagare l’onda in tutti gli approdi del web.

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Apre a Genova il nuovo Centro di Ricerca in Risonanza Magnetica per sclerosi multipla

Posted by fidest press agency su sabato, 9 giugno 2018

Il Centro di Ricerca in Risonanza Magnetica sulla sclerosi multipla e patologie similari nasce Genova, grazie al sostegno della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e di AISM (proprio quest’anno ricorre il cinquantenario della sua fondazione), dell’Ospedale PoliclinicoSan Martino e dell’Università degli studi di Genova. Si trova presso il Padiglione Specialità –Neuroradiologia del San Martino. Il Centro è dotato di un Tomografo a Risonanza Magnetica di fascia alta 3 tesla, SIEMENSMAGNETOM Prisma – System da dedicare alla ricerca scientifica. Si tratta di un macchinario di risonanza magnetica altamente innovativo, primo in Italia. E’ stato acquistato dalla Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e da domani sarà a disposizione dei gruppi di ricerca degli enti fondatori, il loro accordo è stato firmato lo scorso aprile 2017, alla presenza di Sonia Viale, vicepresidente ed assessore alla Sanità della Regione Liguria.Negli ultimi anni, l’impegno strategico di AISM, e della sua fondazione FISM, si è intensificato proprio verso la promozione di reti di eccellenza, nella creazione e nel finanziamento di infrastrutture di ricerca come i centri di risonanza magnetica, nella promozione di iniziative di‘Data Sharing’ quale ad esempio il Networking Italiano di Neuroimaging (“INNI”), composto da centri di eccellenza italiana per la ricerca scientifica di risonanza magnetica, dotati di macchinari3T, per l’ottimizzazione dell’utilizzo di tecniche avanzate di risonanza magnetica. Il Centro di Ricerca genovese farà parte di questo network.
Il Centro di Ricerca di Risonanza Magnetica è diretto da un comitato di gestione, presieduto da Mario Alberto Battaglia, presidente di FISM. Ne fanno parte Gianluigi Mancardi, direttore DINOGMI Università degli Studi di Genova, Lucio Castellan, direttore Dipartimento della diagnostica della patologia e delle cure ad alta complessità tecnologica Ospedale Policlinico San Martino; Paolo Bandiera, avvocato e direttore affari generali di AISM.L’attività scientifica del Centro di Ricerca sarà guidato da un comitato scientifico presieduto daMatilde Inglese, Professore Associato DINOGMI Università degli Studi di Genova; sarà composto da Carlo Serrati, Direttore Dipartimento di Neuroscienze e Organi di Senso Ospedale Policlinico San Martino, Paola Zaratin, Direttore Ricerca Scientifica AISM – FISM Onlus, Giampaolo Brichetto, Direttore Sanitario Servizio Riabilitazione AISM Liguria.

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Il Centro per il libro e la lettura al Salone Internazionale del Libro di Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 8 maggio 2018

Torino Nei giorni del Salone, dal 10 al 14 maggio al Lingotto di Torino, il Centro per il libro e la lettura dà appuntamento a tutti gli amanti dei libri, ai curiosi, a chi cerca un motivo in più per iniziare a leggere o per leggere ancora di più, e invita a seguire i numerosi approfondimenti proposti.
Il Centro per il libro e la lettura, istituto autonomo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, partecipa al Salone internazionale del Libro di Torino per presentare e diffondere il proprio lavoro di valorizzazione e rilancio della lettura, ampliare il coinvolgimento attivo del pubblico più diverso, come anche per sottolineare il legame speciale con il mese in cui si svolge la manifestazione, lo stesso che dà il nome alla principale campagna organizzata dal Centro per il libro fin dal 2011: il Maggio dei Libri. Giunto quest’anno all’ottava edizione – il claim è Vo(g)liamo leggere –, il Maggio dei Libri ha l’obiettivo di sottolineare il valore sociale della lettura quale elemento chiave della crescita personale, culturale e civile di un Paese; a questo scopo vengono coinvolti in tutta Italia soggetti pubblici e privati in una rete condivisa di eventi che mette insieme enti locali, associazioni culturali, editori, librai, insegnanti, bibliotecari, studenti, lettori, festival, supermercati, centri commerciali.
A cominciare dal ciclo Educare alla lettura (da giovedì 10 a lunedì 14 maggio): 18 incontri di formazione per insegnanti, bibliotecari ed educatori organizzati da Salone Internazionale del Libro, Centro per il libro e la lettura e AIB (valido ai fini della formazione del personale docente della scuola), incentrato sui fondamenti dell’educazione alla lettura e declinato attraverso tematiche diverse (dettagli e programma completo qui). In particolare, all’interno di questo ciclo, il 10 maggio è da non perdere il focus Si rafforza, brilla, incanta, su La letteratura attraverso personaggi indimenticabili (ore 12, Sala Blu), dedicato agli studenti delle scuole superiori (a cura del Centro per il libro e dell’Atlante digitale del Novecento letterario). I ragazzi insieme a Carlo Albarello, Paolo di Paolo, Natascia Tonelli e altri ospiti racconteranno i propri eroi narrativi, della letteratura del Novecento o contemporanea, quelli che più li hanno affascinati e si sono impressi nella memoria.

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Nasce primo Centro Scompenso Cardiaco affidato ad AISC

Posted by fidest press agency su martedì, 10 aprile 2018

Roma La presa in cura del paziente affetto da scompenso cardiaco segna oggi un importante passo in avanti. Grazie alle convenzioni siglate oggi da AISC – Associazione Italiana Scompensati Cardiaci con l’Ospedale Vannini e con l’IRCCS San Raffaele Pisana prende il via un nuovo modello di gestione del paziente che permetterà una reale presa in carico di quanti sono affetti da una patologia che è ancor oggi poco considerata, pur rappresentando la seconda causa di morte in Italia. Nel 2015, sono stati oltre 17.000 i pazienti che nel Lazio sono dovuti ricorrere ad un ricovero ospedaliero a causa dello scompenso cardiaco, con una degenza media vicina ai 10 giorni (9,4). Nel corso della vita una persona su cinque è a rischio di sviluppare scompenso cardiaco ed è più frequente che questa patologia si presenti in età avanzata, con un’incidenza progressivamente maggiore in relazione all’invecchiamento.Con l’apertura di una struttura dedicata presso il Poliambulatorio di Via Arce – afferente all’Ospedale Vannini – e la firma della convenzione con una realtà di eccellenza per la riabilitazione come il San Raffaele, sarà possibile assicurare ai pazienti affetti da scompenso cardiaco la miglior soluzione in ogni fase della loro patologia, migliorando l’aderenza alle terapie e garantendo una gestione coordinata dei diversi specialisti. Per i pazienti AISC è inoltre previsto uno specifico protocollo diagnostico. Presso il Centro di Scompenso Cardiaco – affidato per la prima volta all’Associazione Pazienti – saranno assicurate anche attività di informazione, ricerca e formazione e presto la collaborazione con l’Ospedale permetterà anche l’istituzione di un master di primo livello per la formazione di personale infermieristico dedicato alla gestione del paziente scompensato.
A rendere ancora più significativa la giornata è la Tavola Rotonda “Un nuovo modello per la gestione ottimale dello scompenso cardiaco in Italia: tra esigenze del paziente, realtà assistenziali e Istituzioni” a cui partecipa anche la Regione Lazio con cui AISC ha da tempo avviato un rapporto di proficua collaborazione per la messa a punto dei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA) dedicati ai pazienti scompensati che troppo spesso sottovalutano sintomi ed il progredire della loro malattia privandosi così delle cure necessarie. Centri dedicati come quello nato oggi, renderanno più facile riconoscere per tempo la patologia e soprattutto prevenirla, in particolar modo ora che le nuove soluzioni terapeutiche oggi disponibili permettono una significativa riduzione della mortalità.
Il Prof. Salvatore Di Somma, Direttore Scientifico dell’AISC ha concluso – “Nonostante la varietà dei quadri sintomatologici diversi che il paziente può avvertire, tutte le forme di scompenso cardiaco acuto dovrebbero essere gestite in modo uniforme con l’intento di consentire un inquadramento completo delle condizioni cliniche del paziente e soprattutto per prevenire la morte o la reospedalizzazione a breve termine. Purtroppo, ancora molti sono i casi di riammissione/anno in ospedale per riacutizzazioni cliniche da scompenso cardiaco; da qui nasce l’esigenza di creare un percorso unico per i sempre più numerosi pazienti affetti da questa patologia che inizi dal medico di Pronto Soccorso fino al medico di Famiglia passando attraverso le fasi di ricovero in ospedale e quindi in riabilitazione in strutture idonee. Sono quindi molto contento che si intraprenda oggi questa fase di organizzazione innovativa presso centri selezionati per i pazienti AISC ove potersi avvalere del supporto di percorsi assistenziali condivisi con il nostro comitato scientifico e appositamente studiati per le esigenze complesse dei pazienti con scompenso cardiaco”.

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Bergamo: centro della cultura del paesaggio

Posted by fidest press agency su sabato, 2 settembre 2017

bruni renatoferrini francescoBergamo dal 7 al 24 settembre, sarà al centro della cultura del paesaggio, e la bellissima piazza-gioiello di Bergamo Alta diverrà ancora una volta emblema di una riflessione attraverso un esercizio e un allestimento temporaneo.La manifestazione è organizzata dall’Associazione Arketipos insieme al Comune di Bergamo con il sostegno di Regione Lombardia, Camera di Commercio, Fondazione Lombardia per l’Ambiente, Università degli Studi di Bergamo, Parco dei Colli di Bergamo e quest’anno del Consolato Paesi Bassi in Italia. Obiettivo di GreenBook è quello di porre l’accento sui temi del verde, del giardino, della sostenibilità, del paesaggio dando voce ai libri e ai suoi autori. Quindi, focus sulle novità dell’editoria italiana di settore e avvicinamento alla lettura attraverso gli incontri con gli scrittori come è nella mission dell’Associazione Parolario che da diciassette anni lionalla scazzosipelissetti laura sabrinaorganizza con grande attenzione di pubblico l’omonimo festival letterario a Como.Gli incontri organizzati sono undici e tra gli ospiti ci saranno il neurobiologo Stefano Mancuso, il professor Renato Bruni dell’università di Parma, il filosofo Massimo Venturi Feriolo, Simonetta Chiarugi e Camilla Zanarotti, Giordano Giannini, autore di numerosi libri sul tema cinema e arte, il fotografo Dario Fusaro, il giornalista Maurizio Dematteis, Laura Sabrina Pelissetti, presidente ReGiS – Rete dei Giardini Storici e Lionella Scazzosi del Politecnico di Milano, Guido Giubbini, storico dei giardini, Francesco Ferrini professore di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente dell’Università di Firenze, Laura Pirovano, filosofa, paesaggista e autrice del blog Giardini in Viaggio. Alcuni incontri saranno condotti da Alfredo Tomasetta, il responsabile della sezione filosofica di Parolario. In collaborazione con la Libreria della Natura (Milano). Ingresso libero. (foto: bruni renato, ferrini francesco, lionalla scazzosi, pelissetti laura sabrina)

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Inaugurazione “Centro per la promozione della lingua e cultura cinese”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 giugno 2017

Università per Stranieri di PerugiaPerugia Giovedì 15 giugno, ore 15.30 Aula Magna di Palazzo Gallenga sarà inaugurato dopo una cerimonia in programma nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga alle 15,30, il “Centro per la promozione della lingua e cultura cinese” dell’Università per Stranieri di Perugia. Parteciperanno all’evento la Prorettrice dell’Università per Stranieri di Perugia la professoressa Giuliana Grego Bolli, il sindaco di Perugia Andrea Romizi, il Direttore dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano prof. Jin Zhigang, la professoressa Alessandra Lavagnino, direttrice dell’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, tra le sinologhe più importanti d’Italia, i docenti e collaboratori dell’Istituto di Milano Marta Valentini, Valentina Ornaghi, e Shi Guansheng. Nel corso della cerimonia, dopo i saluti istituzionali, ci sarà l’inaugurazione del Centro con taglio del nastro ed esposizione della targa. Al nuovo Centro di Palazzo Gallenga, a partire dal mese di settembre prossimo, il Ministero cinese invierà un docente cinese incaricato di insegnare la lingua cinese, attivando anche una serie di corsi aperti e dedicati alla cittadinanza, e di collaborare alla realizzazione di iniziative per la promozione della cultura cinese sotto l’egida dell’Istituto Confucio di Milano. All’Università per Stranieri di Perugia, verrà sperimentata, per la prima volta in Italia, la nuova formula che consiste nell’istituzione di un “Centro per la promozione della lingua e cultura cinese”, che ingloba in sé le caratteristiche di un’”Aula Confucio” e di un “Polo didattico”.
Le Aule Confucio (ketang), punti di riferimento sul territorio per lo studio della lingua e della cultura cinese, sono centri di insegnamento distaccati che svolgono attività didattica e di promozione, aperti dall’Istituto Confucio presso scuole medie inferiori/superiori e Università in cui è già attivo l’insegnamento del cinese. Le Aule Confucio, grazie al sostegno di Hanban (la sede centrale degli Istituti Confucio), oltre a corsi di lingua e cultura cinese, organizzano incontri di aggiornamento e formazione del personale docente, sessioni d’esame per conseguire le certificazioni internazionali di lingua cinese, occasioni di scambi interculturali fra l’Italia e la Cina, nonché forniscono materiale didattico e testi utili all’apprendimento della lingua o della cultura cinese in generale. I Poli didattici (jiaoxuedian) possono essere fondati sia presso scuole in cui è già attivo l’insegnamento della lingua cinese sia presso scuole in cui non è ancora presente, con l’obbiettivo di avvicinare gli studenti alla cultura cinese o di fornire un supporto all’introduzione di nuovi corsi di lingua. Dal 2013 ad oggi, l’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, ha aperto 4 Aule Confucio e 5 Poli didattici in Lombardia.

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UniCredit: Giovanni Forestiero confermato Direttore Regionale CENTRO

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 marzo 2017

forestieroGiovanni Forestiero è stato confermato Direttore Regionale CENTRO di UniCredit (Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna). Con Forestiero collaboreranno il nuovo Responsabile Retail e il Responsabile Corporate, in una logica di specializzazione sui due segmenti di clientela.Responsabile Retail per il Centro è stato nominato Fabrizio Simonini, che guiderà 22 Aree commerciali Retail tra Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.
Responsabile Corporate per il Centro è stato nominato Osvaldo Venturi, che guiderà 8 Aree Commerciali Corporate tra Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna.Nella nuova struttura organizzativa, mantiene una forte specializzazione nel segmento costituito dalla clientela con grandi patrimoni. Resta infatti attiva una rete Private territorialmente speculare alla rete commerciale. La rete Private del Centro è guidata da Ignazio Frasca che guiderà 11 Aree commerciali Private. Parallelamente, il Responsabile del Wealth Managment per il Centro è Emanuele Malaspina. (foto: forestiero)

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Riapertura di un Centro di Identificazione ed Espulsione

Posted by fidest press agency su sabato, 7 gennaio 2017

corte europea giustizia“Il dibattito sulla riapertura di un Centro di Identificazione ed Espulsione per regione è surreale. Non tiene conto del loro fallimento storico certificato da rapporti istituzionali, nonché da numeri e sentenze” A dichiararlo è Patrizio Gonnella, presidente della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD). “Nel 2007 – prosegue Gonnella – ci fu un rapporto governativo redatto da una commissione presieduta dal diplomatico Staffan de Mistura che ne certificava indegnità e ineffettività. Il tutto confermato nel 2014 dal rapporto della Commissione per la tutela e la promozione dei Diritti Umani del Senato. Allora i CIE erano ben 13, quasi uno per regione, ed il tasso di espulsioni dopo la detenzione dell’immigrato irregolare per periodi anche lunghi era inferiore al 50%”.
“Dunque – sostiene ancora il presidente di CILD – gli immigrati erano trattenuti spesso senza alcun legame con l’espulsione successiva che dipende solo dagli accordi con i paesi di provenienza”. I rapporti dell’organizzazione Medici per i Diritti Umani e dell’Università di Bari, nonché le denunce della campagna Lasciatecientrare, mostrano quanto i CIE fossero luogo di sistematica violazione dei diritti umani e di affare per società senza scrupolo. Recentemente la Corte Europea dei Diritti Umani ha dichiarato inaccettabile la reclusione nel centro di Lampedusa perché priva di controllo giurisdizionale adeguato. “Per tali ragioni – conclude Patrizio Gonnella – siamo contro alla apertura di nuovi Centri di Identificazione ed Espulsione, così come alle proposte di espulsioni veloci che mettono a rischio i diritti umani dei migranti ed invece sosteniamo progetti di rimpatrio volontario come richiesto da una direttiva UE del 2008”.

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Progetto Value@Work: La Persona al Centro

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 novembre 2016

Ateneo Pontificio Regina ApostolorumRoma 25 novembre, dalle ore 9 alle ore 13 presso Palazzo Massimo alle Terme (Roma), l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum presenta, insieme ai partner fondatori (AIDP, CISL-First, COLAP, Federmanager, Forum delle Associazioni Familiari, Praesidium e UCID), il progetto Value@Work, La Persona al Centro.
Tre le tematiche che saranno oggetto di dibattito: “Il cambiamento in essere e il nuovo umanesimo”, “innovazione organizzativa, benessere e welfare”, e “il futuro del lavoro”. Tra gli ospiti che interverranno: l’on. Cesare Damiano, Presidente Commissione Lavoro alla Camera, l’on. Maurizio Sacconi, Presidente Commissione Lavoro al Senato; Giorgio Ambrogioni, Presidente CIDA Carlo Dell’Aringa, economista esperto di lavoro, Antonella Marsala, Dirigente Italia Lavoro; David Trotti, Presidente AIDP Lazio; Emiliana Alessandrucci, Presidente Colap; Elio Pangalozzi, board Junior di Prioritalia; Domenico Mastrolito, Segretario UCID, e Emanuele Massagli, Presidente ADAPT. L’incontro sarà moderato da Vicsia Portel, giornalista e autrice “DiMartedì” (La7).La finalità di Value@Work. La persona al centro- dichiara Marta Rodriguez, Direttrice dell’Istituto di Studi Superiori sulla Donna e Presidente del progetto- è quella di portare la centralità della persona nel nuovo paradigma del lavoro verso il quale stiamo andando. Questo principio è l’unico che può portare ad uno sviluppo sostenibile, e a superare la crisi economica e sociale che oggi affrontiamo
Durante l’incontro verrà conferito il Premio Tesi di Laurea Praesidium: “Welfare Aziendale, innovazione organizzativa per una nuova cultura flessibile del lavoro” alla Tesi vincitrice della seconda edizione, consegnato da Stefano Cuzzilla, Presidente Federmanager insieme a Federico Casini, Amministratore Delegato Praesidium SpA. Il Premio è stato promosso da Praesidium in collaborazione con l’Istituto di Studi Superiori sulla Donna. http://www.upra.org.

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Primo centro di addestramento nazionale per i droni

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 agosto 2016

droniTorino. È stato riconosciuto dall’ Enac lo scorso 8 agosto in Piemonte, e nello specifico a Torino, il primo centro di addestramento nazionale per i droni. Dopo mesi di rinvii per l’entrata in vigore della nuova normativa Enac in merito alla formazione dei piloti di sistemi a pilotaggio remoto (SAPR), più comunemente detti droni, l’Ente dell’Aviazione Civile l’8 agosto ha certificato le prime scuole autorizzate. La prima scuola ad essere certificata è stata la North West Service (www.nwservice.it), già centro di formazione europeo per piloti di elicotteri IT.ATO.0044 ed organizzazione di addestramento per piloti SAPR dal 2015 per aree non critiche e critiche, che ha ricevuto il certificato di approvazione con il numero ENAC.CA.APR.002 (il numero 001 non verrà utilizzato). Da oggi chi volesse intraprendere la professione di pilota di droni, o volesse utilizzarli in aree libere con regolare autorizzazione, dovrà certificarsi quale pilota rivolgendosi presso le scuole certificate in grado di offrire servizi professionali. I corsi presso le basi della NWS possono essere svolti con multicotteri, aerei, elicotteri con corsi proposti in ambito SAPR. Gli istruttori, di grande professionalità, sono già stati qualificati da Enac e hanno superato gli esami per la qualifica di esaminatori APR. “Con tutto lo staff di istruttori ed esaminatori e dopo mesi di duro lavoro la NWS è fiera di essere stata riconosciuta come prima scuola nazionale e unica scuola riconosciuta in Piemonte” spiegano i dirigenti del centro di addestramento. (fonte: amazonses.com) (foto: droni)

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E’ nato il Centro Universitario di Bioetica

Posted by fidest press agency su sabato, 9 luglio 2016

parma universitàParma. E’ stato istituito all’Università di Parma il Centro Universitario di Bioetica (UCB – University Center of Bioethics), un nuovo Centro interdipartimentale di ricerca che vuole svolgere un ruolo di coordinamento e di promozione della ricerca bioetica in Ateneo, attraverso il metodo del confronto interdisciplinare e pluralistico.Il Direttore della nuova struttura è il prof. Antonio D’Aloia, del Dipartimento di Giurisprudenza, ordinario di Diritto Costituzionale e docente di Biodiritto, promotore della nascita del Centro. Gli altri componenti del Comitato direttivo sono il prof. Guido Fanelli, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, ordinario di Anestesia e Rianimazione, la prof.ssa Tiziana Frusca, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche, associato di Ginecologia e Ostetricia, il prof. Alessio Malcevschi, del Dipartimento di Bioscienze, docente di Genetica agraria e la prof.ssa Maria Cecilia Mancini, del Dipartimento di Economia, docente di Aspetti economici e normativi delle biotecnologie.Al Centro hanno aderito più di 100 docenti e ricercatori dell’Università di Parma, che appartengono a tutte le aree coinvolte nella riflessione bioetica.Finalità principale del Centro è l’approfondimento, in un contesto di dialogo e interazione tra diverse competenze e orientamenti culturali, delle questioni di ordine etico, medico, sociologico, giuridico ed economico connesse allo sviluppo delle scienze e delle biotecnologie applicate alla persona umana (ingegneria genetica, biologia sintetica, neuroscienze, robotica, nanotecnologie), ai progressi della medicina (procreazione, decisioni di fine vita, trapianti e donazioni di organi), alle prospettive della salute come diritto individuale e interesse collettivo (dignità del malato, diritto di rifiutare le cure, consenso informato, medicina predittiva, TSO). A questo nucleo fondamentale dei temi bioetici, il Centro affiancherà l’analisi dei problemi legati alla cd. ‘bioetica della sopravvivenza’, che consente di recuperare alla dimensione tematica del progetto questioni legate alla sostenibilità ecologica e ambientale, alle diseguaglianze nell’accesso ai beni primari per la vita e la dignità umana (acqua, cibo, assistenza sanitaria), alla tutela degli animali.Tra gli obiettivi del Centro, che lavorerà attraverso gruppi tematici in cui saranno valorizzate tutte le competenze presenti, c’è quello di partecipare attivamente al dibattito pubblico, anche con azioni divulgative e informative rivolte al territorio e alle scuole, di svolgere attività di consulenza e di collaborazione in favore di ordini e collegi professionali, nonché di enti pubblici e di soggetti privati, attivi nel campo della ricerca scientifica, biotecnologica, medica, chirurgica o, in generale, nell’assistenza sanitaria. Particolare attenzione sarà dedicata alla preparazione degli studiosi più giovani, proponendo l’istituzione di corsi per il conseguimento di dottorati e di percorsi formativi specialistici o la costituzione di specifici progetti di ricerca, anche prevedendo il conferimento di borse di studio o l’assegnazione di premi di laurea. Inoltre, si cercherà di sviluppare una intensa collaborazione con il mondo delle imprese che operano nei settori di interesse del Centro, nonché con altre istituzioni e strutture di ricerca, non solo universitarie, di livello sia nazionale e internazionale. Il Regolamento del Centro prevede l’istituzione di un Comitato scientifico composto da studiosi e personalità, anche esterni all’Università di Parma, che hanno una riconosciuta esperienza scientifica o professionale sui temi di interesse di UCB.

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Comunali: “Il Centro che manca è realista e ottimista”

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2016

bilancia pagamenti“Il dibattito sul ballottaggio delle amministrative di domenica prossima soffre di una irrimediabile contrapposizione a due che esclude necessariamente almeno un terzo della popolazione in tutti i vari luoghi. Con il Pd presente ovunque e il M5S che ha investito nei grandi centri come Roma e Torino, mentre la variegata galassia di quello che fu una volta il Centro arranca drammaticamente quasi ovunque. E’ impressionante lo spostamento degli elettori che di elezione in elezione vanno migrando in modo massiccio da un luogo all’altro in cerca di conferme, di soluzioni e soprattutto di prospettive di futuro credibili”. Lo afferma l’onorevole Paola Binetti di Area popolare.
“Non credo che il Paese potrebbe sopravvivere in prolungata astinenza dalla prassi e dalla filosofia politica del Centro: oggi è più che mai necessario individuare il punto di equilibrio, il luogo della mediazione culturale che si trasforma in dialogo e in opportunità di collaborazione. Le alternative estreme oggi – prosegue Binetti – non sono più destra e sinistra, ma sistema e contro-sistema; tra classi politiche forti di una storia e di una tradizione e classi politiche che considerano un privilegio non avere né storia né tradizione. Tra chi vuole muoversi nel solco di una cultura che si sforza di interpretare il presente alla luce di fatti che appartengano ad un passato prossimo e chi invece vuole ostinarsi ad inventare tutto ex novo. Quello che non credo possibile è che il dibattito si radicalizzi tra onesti e corrotti, secondo una visione manichea che contrappone i buoni ai cattivi. E’ proprio questa logica duale sul piano etico che respingiamo con determinazione: onestà e corruzione sono scelte personali, che per diventare scelte di sistema devono aver corrotto la coscienza di un numero infinito di persone senza che la società abbia saputo difendersi respingendole coraggiosamente. Il bello del Centro nella sua storia confermata da tanti anni di governo del Paese è proprio quello di sapersi mantenere lontano da ogni presunta superiorità etica per indossare in vece i panni di chi davanti all’errore, alla trasgressione, ammette l’uno e l’altro. Non se ne compiace affatto, non li giustifica, ma si impegna a ricominciare a costruire ancora una volta ciò che reputa necessario al bene comune, dopo ver cambiato atteggiamento, e se necessario, dopo aver cambiato le persone che quel posto occupavano. Senza scandali ipocriti, senza assuefazione, ma anche senza giustizialismi perché – conclude Binetti – nessuno di questi atteggiamenti corrisponde alla natura dell’uomo, tutt’altro che impeccabile, ma perfettamente in grado di correggere la rotta e riportarla su di una diversa dimensione di servizio e di apertura agli altri. Questo è il Centro che ci manca nella sua ispirazione cristiana, nel suo realismo politico e nel suo ottimismo moderato”.

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Il Centro Commerciale più grande d’Europa

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2016

centro areseArese. Dove nasce un’eccellenza, Wood Beton c’è. Ad Arese è stato da poco inaugurato il Nuovo Centro Commerciale di Arese, interamente disegnato da Davide Padoa, Michele De Lucchi e Arnaldo Zappa.
La struttura, che ha una superficie di 120.000 mq e comprenderà ben 230 negozi, ha guadagnato il primato di centro commerciale più grande d’Europa.
Wood Beton, sempre in prima linea quando si tratta di realizzare opere innovative, belle e semplicemente uniche, si è occupata della realizzazione della copertura della PIAZZA ESAGONALE (circa 2.000 mq), della PENSILINA esterna (circa 600 mq), delle PARETI PERIMETRALI (circa 4.500 mq), dei SOLAI del porticato sud (circa 6.000 mq) e delle velette dell’Ipermercato realizzate con pannelli decorativi (persiane). La piazza esagonale, è stata interamente preassemblata a terra e successivamente installata.
Il taglio del nastro è avvenuto il 13 aprile, alla presenza dell’ Ing. Giovanni Spatti, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Wood Beton Spa. (foto: centro arese)

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Destra sinistra centro

Posted by fidest press agency su martedì, 29 marzo 2016

benedetto croceOrmai è diventato chiaro come le categorie politiche identificate in una collocazione ben precisa, non hanno più ragione di esistere, non tanto per doveroso invecchiamento, quanto per la confusione che si è generata intorno a tali identificazioni. Si transita indifferentemente dalla Destra alla Sinistra, transitando per un Centro incerto, come se si trattasse di un “mestolo di idee” buono per tutte le stagioni. Così, profittando dell’intelligenza degli amici lettori de “L’Obiettivo”, propongo un luogo di incontro, utile per esprimere le proprie idee, conoscere quelle altrui e, insieme, dibatterne i contenuti.
L’argomento è tutto nel titolo “Destra, Sinistra, Centro”, cosa rappresentano ancora oggi, cosa suggeriscono ideologicamente, quali principi, se ancora ce ne dovessero essere, condizionano la loro esistenza ? Un chiarimento concettuale risulta indispensabile al fine di rendere intelligibile una volontà politica di rinnovamento che guarda alla Storia e alle evoluzioni che essa impone. Lo schema della politica in questi ultimi 150 anni non ha fatto grandi passi in avanti, ha, bensì, segnato il passo intorno alla vetusta impostazione di “destra”, “sinistra”, “centro”, ma senza offrire chiarimenti ben distinti, generando spesso più confusione che trasparenza.“Farsi capire” diventa un imperativo categorico, il solo che possa elevarsi a viatico sia dello sviluppo e del progresso che della conservazione di valori non soggetti a trattative e/o compromessi.
Per dare un senso alle vecchie identificazioni di destra, sinistra e centro non possiamo che guardare ad un passato, ormai remoto, quando menti eccelse impostarono la dialettica politica, trasferendo il dibattito dalla pura concezione teorica alla prassi politica.
La mente eccelsa per antonomasia fu certamente Benedetto Croce, al quale non si fa riferimento più per ignoranza documentata che per maldestro convincimento ideologico.Fu proprio Benedetto Croce che cercò di dare un chiarimento alle “categorie” concettuali per trasferirle nell’incontro politico che già era scivolato nelle scontro.
Era il 1951 quando il filosofo partenopeo indirizzò, a “coloro che si determinavano a iscriversi al Partito liberale”, una lettera nella quale poneva, senza mezzi termini, l’esigenza di una collocazione del pensiero “liberale”, diventato PLI, come unico partito avente il diritto/dovere di collocarsi al “centro”, ma un centro mobile, in grado di dialogare con la destra conservatrice e liberale e con la sinistra progressista: un Centro filosofico, virtuale più che virtuoso. (Rosario Amico Roxas)

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Un centro dedicato alla ricerca e alla cura del melanoma

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 ottobre 2015

ospedale-bergamo-papaBergamo. E’ operativo da giugno il Ce.R.Mel., il nuovo Centro di ricerca e cura del melanoma dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, tra i centri di riferimento in Italia per il trattamento di una patologia che colpisce soprattutto i giovani e registra ogni anno solo in Italia circa 7 mila nuovi casi, di cui 300 curati all’ospedale bergamasco.Il centro di ricerca è nato per migliorare ulteriormente la qualità delle cure offerte per il melanoma, sia in termini di innovazione che di efficacia, e comprende un gruppo multidisciplinare clinico, coordinato dall’Oncologia, a cui collaborano, sotto l’egida del Cancer center aziendale, la Chirurgia 1, la Dermatologia e l’Anatomia patologica.Uno degli aspetti innovativi del Centro è lo studio genetico del melanoma, necessario per calcolare il rischio di ripresa della malattia e definire le terapie più efficaci, anche ricorrendo ai moderni farmaci a bersaglio molecolare, personalizzati cioè sul corredo genetico della malattia. Tra gli obiettivi anche l’ampliamento della dotazione tecnologia e delle competenze necessarie per eseguire sul tumore esami genetici sempre più approfonditi. La seconda linea di ricerca è invece costituita dalla cosiddetta outcome research, cioè quel lavoro di analisi e studio sull’efficacia dei percorsi di cura dei pazienti, indispensabile per raffinare la conoscenza sul tumore, sulla sua incidenza, sui fattori di rischio e sull’efficacia delle terapie. In campo oncologico offrire le migliori cure disponibili equivale infatti a investire tempo e risorse nella ricerca clinica. Un assunto ben chiaro all’Oncologia del Papa Giovanni XXIII che conta centinaia di pubblicazioni scientifiche internazionali e richiama pazienti da tutta Italia, potendo anche contare su una forte reputazione internazionale e contatti con i maggiori centri italiani, europei e americani.“Lo sviluppo moderno delle cure oncologiche richiede una sempre maggior dedizione all’attività clinica e all’innovazione con l’identificazione di professionisti che seguano a livello specialistico singoli settori della patologia oncologica – ha commentato Carlo Tondini, direttore dell’Oncologia dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. Ecco perché da tempo stiamo sviluppando progetti con lo scopo di raggiungere livelli di eccellenza nei vari settori e sicuramente il Ce.R.Mel. va in questa direzione. L’efficacia clinica richiede infatti ricerca e approccio multidisciplinare. Nel caso del melanoma, per esempio, garantiamo ai pazienti visite collegiali, alla presenza dell’oncologo, del chirurgo e del dermatologo, e l’accessibilità ad analisi genetiche sofisticate. Questo crea attrazione anche al di fuori della nostra provincia, tanto che il 30% dei nostri pazienti con melanoma viene da fuori Bergamo o da fuori regione, perché sa che qui può trovare cure efficaci”. “Abbiamo già attivato, sotto la guida di Tiziano Barbui, un database totalmente dedicato al melanoma che si chiama MelanORO, dal termine inglese Outcome research in oncology, che però per fare un salto di qualità in termini di utilità e aggiornamento avrebbe bisogno di personale specializzato dedicato completamente a questa attività – ha spiegato Mario Mandalà, oncologo del Papa Giovanni XXIII e referente del progetto Ce.R.Mel. -. In questi anni il nostro gruppo multidisciplinare ha raggiunto risultati importanti, in termini di personalizzazione e umanizzazione delle cure, mettendo a disposizione i più innovativi farmaci disponibili in questo settore e introducendo la figura dell’infermiera di ricerca, che segue il paziente durante ogni fase degli studi clinici. Per continuare però avevamo bisogno di strutturare l’attività in corso: il Centro di ricerca, con una valenza a livello europeo e una rilevanza internazionale, ci permette di garantire al paziente sempre le migliori cure disponibili”Ai pazienti inoltre viene offerto un servizio di consulenza telefonica in tempo reale, rivolto a pazienti e medici per garantire una gestione ottimale delle tossicità e degli eventuali eventi avversi, e chiarire dubbi sulle modalità di assunzione dei farmaci.“Ricerca, attenzione al paziente, apertura internazionale, innovazione e multidisciplinarità sono ciò che caratterizza il nostro approccio al melanoma – ha commentato Carlo Nicora, direttore generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII -. E’ una strategia che in questi anni si è dimostrata vincente sia per i risultati clinici ottenuti sia per la soddisfazione dei nostri pazienti. Dobbiamo quindi continuare su questa strada, per garantire la migliore qualità di vita possibile a chi sta combattendo la malattia e la garanzia di poter contare su un punto di riferimento affidabile a chi la malattia l’ha già sconfitta. In totale sono un migliaio i pazienti con melanoma che in un anno usufruiscono delle nostre prestazioni”.Tutti possono sostenere le attività del Ce.R.Mel., facendo una donazione all’Associazione Oncologica Bergamasca (AOB), che si è impegnata a supportare la fase di start up del progetto, facendosi tramite della raccolta di fondi ed elargizioni liberali da parte di privati, persone giuridiche, enti e istituzioni che vogliono sostenere la ricerca e la cura del melanoma.“Il Ce.R.Mel. è un catalizzatore del prestigio di cui l’Ospedale Papa Giovanni XXIII gode in campo internazionale sul melanoma e dell’eccellenza delle cure erogate, per cui tutta la Comunità bergamasca dovrebbe andare fiera – ha commentato Nunzio Pezzotta, presidente di AOB -. La nostra associazione è quindi orgogliosa di dare il proprio sostegno e contributo alla realizzazione e sviluppo di questo Centro che porterà sicuri ed importanti miglioramenti nella cura del melanoma e nella qualità assistenziale con notevoli benefici e vantaggi per i malati”.
Le donazioni, che godono dei benefici fiscali, possono essere inoltrate tramite bonifico bancario all’A.O.B. Associazione Oncologica Bergamasca onlus (IBAN: IT 44 N 05428 11101 000000022144), precisando nella causale “Erogazione liberale a favore del Centro di cura e ricerca del melanoma”. (Nella foto Nunzio Pezzotta con l’équipe dellì’Ospedale Papa Giovanni XXIII dedicata al melanoma)

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Centro eccellenza Merck Serono

Posted by fidest press agency su sabato, 17 ottobre 2015

Merck SeronoMerck Serono S.p.A. ha aperto le porte del proprio Centro di eccellenza per lo sviluppo di prodotti biotecnologici e principi attivi di sintesi di Guidonia Montecelio a 40 studenti dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Enrico Fermi” di Frascati (RM). I ragazzi, accompagnati dai rispettivi docenti, sono stati accolti dal management e da alcuni tecnici e ricercatori impiegati presso lo stabilimento ed hanno preso parte ad una visita guidata, nel corso della quale hanno potuto conoscere le attività del sito di Guidonia ed i progetti realizzati in materia di salvaguardia ambientale.Merck Serono S.p.A., società italiana del gruppo Merck, è infatti tra le imprese che hanno aderito all’edizione 2015 dell’iniziativa “Porte aperte”, promossa da Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie che fa parte di Federchimica. L’evento, promosso nell’ambito dell’European Biotech Week (12-18 ottobre 2015), intende confermare la scelta di trasparenza, apertura e confronto, che l’industria biotecnologica porta avanti con decisione da alcuni anni per consolidare un rapporto di credibilità, affidabilità e fiducia con le varie parti della società italiana.
“Questa giornata è stata una bella occasione per spiegare ai più giovani l’importanza delle biotecnologie in medicina – ha dichiarato Antonio Messina, Presidente ed Amministratore Delegato di Merck Serono S.p.A. – sono passati più di trent’anni dall’approvazione del primo farmaco da DNA ricombinante, ed oggi il 20% dei farmaci in commercio, il 40% dei nuovi prodotti autorizzati e il 50% di quelli in sviluppo sono di origine biotech. Più di 350 milioni di persone in tutto il mondo, affette da patologie serie come tumori o malattie autoimmuni, sono già state trattate con farmaci da DNA ricombinante. Grazie ai nuovi approcci innovativi utilizzati nella progettazione e sviluppo, basati sull’utilizzo dei biomarcatori, le terapie personalizzate, disegnate per specifici gruppi di pazienti con determinate caratteristiche genetiche, sono una realtà concreta. E’ importante che i giovani comprendano il potenziale di innovazione delle biotecnologie in medicina, in quanto spesso la maggior parte di informazioni che ricevono su questi temi sono cariche di inesattezze, pregiudizi e falsi miti che non fanno altro che alimentare diffidenza se non paura”.
Il sito Merck Serono di Guidonia Montecelio nasce nel 1974, come stabilimento dell’Istituto Farmacologico Serono dedicato all’estrazione e purificazione di proteine umane (gonadotropine) da fluidi biologici.Il Sito è rimasto fortemente focalizzato alla produzione di Sostanze Attive contenenti proteine umane iniettabili per i successivi 30 anni fin quando, col nuovo millennio, dismessa tale produzione, ha iniziato la sua riconversione industriale.
Nel 2003, è stato creato un Laboratorio analitico centralizzato unico per tutto il gruppo Serono, con il compito di effettuare studi di stabilità, controllo qualità e rilascio di tutte le molecole Biotech in sviluppo; è stato inoltre centralizzato il servizio di confezionamento e spedizione di medicine sperimentali in tutto il mondo.
Tra il 2002­-2005, è stato effettuato un rilevante investimento in ambito farmaceutico classico, creando ex novo laboratori di sintesi chimica e formulazione, denominati DOM (Development of Organic Molecules), e i laboratori analitici ad essi dedicati, finalizzati alla produzione di molecole organiche e peptidi da utilizzare per la ricerca e per le fasi cliniche sperimentali.
Nel 2007, l’acquisizione di Serono da parte di Merck ha portato ulteriore linfa al Centro: proprio in quell’anno è stato avviato un progetto di consolidamento nel Sito di tutte le attività di ricerca e sviluppo già svolte nel Lazio, presso lo stabilimento di Ardea.
Nel 2009 sono stati dunque approntati nuovissimi Laboratori e trasferiti da Ardea circa 80 ricercatori, che hanno integrato ed arricchito il profilo Biotech del Sito, portando know how e strumentazioni di eccellenza dedicati alla caratterizzazione e formulazione di proteine ricombinanti, attività svolta per tutta la divisione farmaceutica Merck Serono.
La vocazione principale del Sito, oltre allo studio di sintesi chimiche e rilascio di prodotti, è oggi quindi quella di un centro di eccellenza Biotech integrato, al servizio delle attività di Ricerca & Sviluppo e Produzione della divisione Farmaceutica Merck Serono.
In particolare lo stabilimento di Guidonia Montecelio supporta lo sviluppo della pipeline della Società e fornisce tutti i metodi/dati analitici, (formulazione, caratterizzazione, purezza, contaminanti, stabilità, QC) di proteine terapeutiche utilizzate in fasi cliniche e/o che hanno già raggiunto la fase di registrazione finale.
A partire dalla fine del 2011 nei laboratori di Guidonia vengono realizzate anche le attività relative allo sviluppo dei prodotti biosimilari.Il sito è autorizzato, per le sue attività, dalle principali Autorità Sanitarie nazionali e internazionali (AIFA, FDA, ecc.)
“La struttura di Guidonia impiega circa 250 dipendenti altamente qualificati, con una maggioranza di personale laureato o in possesso di dottorato o specializzazioni post-laurea. Tra l’altro abbiamo da diversi anni una leggera prevalenza di donne nella percentuale di personale impiegato. Le conoscenze, competenze e la capacità di innovazione delle persone costituiscono il vero valore aggiunto delle attività che si svolgono nel Sito” commenta Tommaso Iodice, Senior Site Director del sito di Guidonia.
“Per dare un’idea, tra le diverse attività scientifiche svolte per le varie aree terapeutiche, spicca il contributo decisivo del sito per lo sviluppo di una molecola con molteplici indicazioni in campo immuno-oncologico. Si tratta di un anticorpo sperimentale anti-PD-L1, inizialmente scoperto e sviluppato da Merck, per il quale la nostra azienda ha sottoscritto un accordo di co-development e co-commercializzazione con Pfizer. Per quanto riguarda le malattie autoimmuni, inoltre, il Sito di Guidonia ha fornito il proprio contributo allo sviluppo di nuovi prodotti attraverso studi di caratterizzazione molecolare, formulazione, rilascio e stabilità”, continua Iodice.
Il sito di Guidonia costituisce un esempio di eccellenza anche per l’attenzione all’ambiente in cui opera, in quanto dal 2011, grazie ad un sistema di trigenerazione, produce in autonomia il 95% dell’energia elettrica e termica necessaria al suo funzionamento. Il sito si è inoltre dotato di due impianti fotovoltaici, che consentono la produzione di energia elettrica senza l’immissione di sostanze inquinanti nell’atmosfera. L’impegno del sito di Guidonia rispetto ai temi dell’ambiente, della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, della responsabilità sociale, gli elevati standard operativi ed i progetti realizzati in questo ambito hanno consentito allo stabilimento di ottenere le certificazioni ISO 14001 (Ambiente), ISO 50001 (Energetica) OHSAS 18001 (Sicurezza), SA 8000 (Etica) e non ultima la ISO 9001 (Qualità). Fare impresa in modo sostenibile non è però solo un obiettivo dello stabilimento di Guidonia: la Responsabilità Sociale d’impresa è un elemento condiviso globalmente da tutte le realtà del Gruppo Merck; tutte le attività sono infatti svolte nel quadro di uno specifico modello etico e comportamentale che guida le strategie aziendali.
Tale modello non resta una mera dichiarazione d’intenti, ma si concretizza in azioni effettive e misurabili: nel 2014 il Gruppo Merck ha investito 146 milioni di euro in iniziative di tutela, salute e sicurezza ambientale.
Tra gli ambiziosi obiettivi che il Gruppo si è posto, vi è anche la riduzione del 20% delle emissioni dirette ed indirette di gas serra entro il 2020 (rispetto ai valori del 2006).

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Aperto un Centro chirurgico per vittime di guerra a Gernada, in Libia

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 ottobre 2015

libiaLunedì 12 ottobre Emergency ha aperto un Centro chirurgico per vittime di guerra a Gernada, in Libia.L’intervento di Emergency è stato richiesto quattro mesi fa dal ministero della Sanità del governo di Tobruk, di stanza ad Al-Bayda, per garantire assistenza ai feriti dei combattimenti nelle zone di Bengasi e Derna tra milizie dell’Isis e forze governative. La guerra in Libia, iniziata nel 2011, ha danneggiato gravemente il sistema sanitario del Paese: ovunque mancano le risorse e il personale necessario a offrire assistenza di base e specialistica, anche per le fasce più vulnerabili della popolazione, come i bambini.
Con l’inizio del conflitto, il personale sanitario straniero – fondamentale per il funzionamento del sistema sanitario – ha lasciato il Paese mentre la maggior parte della classe medica è fuggita o è stata allontanata dai propri incarichi. La riduzione dell’esportazione di petrolio e il crollo del sistema finanziario hanno avuto un effetto devastante sull’economia del Paese e hanno portato a una drastica riduzione dei fondi disponibili per la sanità.Il progressivo deterioramento delle condizioni di sicurezza, inoltre, impedisce l’accesso alle cure alla popolazione soprattutto nelle aree di Bengasi, Derna, Zintane e Kikla.Per questa ragione il ministero della Sanità del governo di Tobruck lo scorso giugno ha messo a disposizione di EMERGENCY una struttura ospedaliera nel villaggio di Gernada, a circa 70 km da Derna e 150 Km da Bengasi. Lo staff di Emergency ha attrezzato la struttura e l’ha adeguata agli standard di Emergency: oggi l’ospedale è costituito da due sale operatorie, una sala X-ray, una terapia intensiva, un laboratorio, il pronto soccorso e 18 posti letto per il ricovero dei feriti.Presso il Centro lo staff internazionale dell’associazione lavora insieme allo staff locale messo a disposizione dal ministero della Sanità.Oltre a curare le vittime della guerra, lo staff di Emergency si occuperà anche della formazione del personale locale e dell’organizzazione delle attività fino al raggiungimento dell’autonomia operativa.Per mantenere la sua posizione neutrale, come in tutti i suoi progetti, nei mesi scorsi EMERGENCY aveva avviato contatti con le autorità di Zintane e Misurata alle quali ha fornito scorte di medicinali come da loro richiesta.
Già nel 2011, nei primi mesi dall’inizio del conflitto, Emergency aveva inviato due team di chirurgia di guerra a supporto dell’ospedale Hikmat e allo Zarrok field Hospital della città di Misurata, allora sotto assedio.

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Rimettere la persona al centro

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2015

federanziani“Nelle dichiarazioni susseguitesi in queste ore sul tema dell’appropriatezza abbiamo l’impressione che si stia dimenticando la cosa fondamentale, cioè che quando parliamo di sanità dobbiamo mettere al centro non tecnicismi, burocrazia o singole categorie, ma la persona umana con i suoi bisogni, la sua fragilità, facendo il possibile per garantire l’accesso alle cure e al tempo stesso l’appropriatezza assistenziale. E tutto ciò non è conseguibile se non lavorando uniti, abbassando i toni e comunicando con chiarezza ai cittadini ora confusi e disorientati”, così Roberto Messina, Presidente di FederAnziani Senior Italia commenta le polemiche sul decreto appropriatezza.
“Di fronte all’imperativo di garantire la sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale senza mortificare l’autonomia delle professioni, né ledere il diritto alla salute dei cittadini, è necessario che Ministero, regioni, sindacati, medici, società scientifiche e associazioni condividano un percorso e si spendano per far capire con chiarezza ai cittadini, ignari dei tecnicismi vari, cosa sta accadendo al Servizio Sanitario Nazionale di questo Paese. In quanto anziani siamo i primi ad avere interesse a che l’accesso alle prestazioni diagnostiche necessarie non sia limitato, visto che gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 67% degli accessi alle prestazioni diagnostiche erogate dall’SSN. Abbiamo, del resto, piena fiducia nei camici bianchi e nella loro capacità di essere garanti dell’appropriatezza prescrittiva, e siamo disposti ad assumere a nostra volta questo ruolo di vigilanza, per porre un argine ai rischi della medicina difensiva. Ci chiediamo, invece, se si sia riflettuto a sufficienza sui potenziali costi che il Servizio sanitario dovrà sostenere per esercitare un costante controllo sulle presunte prescrizioni inappropriate; non vorremmo trovarci, infatti, a spendere decine di milioni di euro in uffici ispettivi e guadagnare un pugno di mosche in termini di riduzione dell’inappropriatezza; senza tener conto del rischio maggiore, quello della compromissione del rapporto di fiducia tra medico e paziente. D’altro canto, se è vero che in Italia si erogano 1 miliardo 365 milioni di prestazioni ogni anno, pari a 22,78 prestazioni in media per ogni residente, e che l’87% di queste è negativa, e se è stato stabilito che alcuni esami, una volta effettuati (a totale carico dell’SSN) possono essere ripetuti dopo 5 anni in assenza di patologie e particolari fattori di rischio, certamente esistono linee guida medico scientifiche che lo consentono. I cittadini/pazienti per primi devono comprendere che razionalizzare le prestazioni non significa togliere salute ai cittadini, ma operare per il mantenimento di un sistema universalistico, e per consentire di adeguare l’offerta di servizi ai nuovi bisogni sanitari, prodotti anche dall’invecchiamento progressivo della popolazione, e dalle opportunità offerte dall’innovazione. Per consentire ciò occorrono l’impegno e l’onestà intellettuale di tutti, senza strumentalizzazioni, perché la salute non è un costo ma una risorsa della nostra nazione”.

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Trattamento sanitario obbligatorio contro anoressia-killer

Posted by fidest press agency su martedì, 19 maggio 2015

anoressia-e-pesoRoma 19 maggio ore 14,30 conferenza stampa presso la sala stampa della Camera della la deputata del Pd, Sara Moretti su “Il trattamento sanitario obbligatorio per le persone che soffrono di disturbi alimentari e sono in pericolo di vita. E’ un tema molto delicato e indispensabile da affrontare. Esso nasce dal confronto sull’esperienza e sulle competenze maturate all’interno dell’ULSS 10 Veneto Orientale, dove è attivo un Centro che ha raggiunto risultati riconosciuti in tutto il territorio nazionale. E’ urgente fornire alle famiglie delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare uno strumento per evitare di dover assistere alla morte dei loro cari. Credo inoltre che il trattamento sanitario obbligatorio per la nutrizione debba essere fornito dal Servizio Sanitario Nazionale, nelle strutture pubbliche di tutta Italia, e debba essere gestito da una équipe multi professionale includente psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri”. “La proposta – aggiunge Moretto – nasce dalla constatazione che molte persone affette da disturbi del comportamento alimentare rifiutano, stabilmente o periodicamente, i trattamenti sanitari. In modo particolare vi è spesso un rifiuto dei trattamenti nutrizionali anche quando essi rivestono caratteristiche di cure salva vita o, comunque, in condizioni di grave malnutrizione”.

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