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Qual è il momento giusto per cercare lavoro? Ce lo dice l’head hunter

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 maggio 2021

La crisi sanitaria ha inferto dei colpi micidiali al mercato del lavoro italiano: come è noto, in un anno, il tasso di occupazione si è ridotto di ben 2,2 punti percentuali. A destare maggior preoccupazione però non sono tanto i disoccupati in generale, quanto invece gli inattivi, ovvero quelle migliaia di persone che non lavorano e non cercano alcun impiego: nell’arco di 12 mesi questo gruppo è cresciuto a dismisura, con ben 14 milioni di inattivi totali.A rendere sempre più numeroso il numero degli inattivi sono i tanti scoraggiati che, dopo mesi e mesi di ricerca di un nuovo lavoro, finiscono talvolta per rinunciare. Ma quanto tempo è effettivamente necessario per trovare un nuovo lavoro, in media? Lo abbiamo chiesto a Carola Adami, co-fondatrice della società italiana di head hunting Adami & Associati.In altri casi si ha invece a che fare con delle professioni ricercatissime, a tutti i livelli: pensiamo agli infermieri, ai Java software engineer, agli analisti software, ma anche agli specialisti del credito, ai consulenti di vendita, nonché ai metalmeccanici e agli autisti, tutte figure con alti o altissimi tassi di ricerca in questi mesi. Queste figure hanno ottime probabilità di trovare una nuova occupazione in poche settimane».Indubbiamente l’emergenza sanitaria ha inciso in modo notevole sui meccanismi del mercato del lavoro. Le persone lo sanno, e per questo motivo molti stanno aspettando la fine dell’emergenza sanitaria per mettersi seriamente alla ricerca di un nuovo lavoro: questa è una situazione molto comune tra chi possiede già un’occupazione ma che aspira a una posizione migliore.Al di là dell’eccezionalità di questo momento storico, esistono dei periodi migliori o peggiori per cercare lavoro?«Di certo non c’è mai un momento sbagliato per inviare la propria candidature o per rispondere a un annuncio di lavoro» spiega Adami «ma è certo che ci sono momenti in cui l’attenzione delle aziende in tal senso è maggiore. Si pensi al periodo che intercorre tra luglio e agosto: in quelle settimane molte figure aziendali sono in vacanza o sono prossime alle ferie, ed è quindi più difficile che vengano prese in considerazione delle nuove assunzioni.Un discorso simile si può fare anche per le ultime settimane di dicembre e i primi giorni di gennaio, laddove invece nelle giornate immediatamente seguenti, e quindi intorno alla metà di gennaio, le aziende iniziano a impostare le attività per l’anno nuovo: quello è un momento perfetto per candidarsi, in vista di nuovi eventuali inserimenti, partendo peraltro dal presupposto che molto spesso le dimissioni vengono consegnate a fine anno.Un altro periodo particolarmente favorevole alle assunzioni è quello che intercorre tra il periodo pasquale e l’inizio dell’estate, e quindi le settimane che stiamo vivendo: in questi giorni le aziende stanno infatti perfezionando l’organico per affrontare al meglio il periodo estivo».

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Cercare e trovare la “Via di Bruxelles”

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Dichiara Fabio Rampelli vice presidente della Camera dei deputati intervenendo in discussione generale sulla partecipazione dell’Italia all’Unione Europea, documento trasmesso alle Camere dal ministro per gli Affari Europei Vincenzo Amendola nel gennaio 2020, a due mesi dall’esplosione in Italia della pandemia.: “Le prove muscolari del cosiddetto sovranismo sono niente rispetto alla difesa dell’interesse nazionale che la Germania riesce a fare. Fratelli d’Italia rivendica l’appartenenza all’Europa, prima ancora che all’Ue. Ma è necessario far prevalere le proprie ragioni, non farsi mettere i piedi in testa, significa non rispondere ‘obbedisco’ a chi detta ordini da Bruxelles. Siamo stati e tuttora siamo nazione fondamentale in Europa è indispensabile al mondo intero. Non vogliamo uscire dall’Ue, è la sinistra che con il suo atteggiamento provocatorio e arrendevole sobilla i movimenti scissionisti. Nella relazione del governo Conte sulla partecipazione dell’Italia all’Ue, presentata poco prima della pandemia, manca clamorosamente la difesa dell’interesse nazionale. Sul fenomeno migratorio non c’è alternativa all’invasione delle nostre coste, non c’è la riforma del Trattato di Dublino, non c’è un patto di amicizia per l’emancipazione dell’Africa dal neocolonialismo occidentale. Non c’è la valorizzazione della nostra identità specifica: alla cultura sono dedicate 4 pagine, una al turismo, all’agricoltura e alla pesca. Mentre grande spazio è dedicato alla conversione verde con quei metodi industriali favorevoli agli Stati del Nord Europa. Esilarante poi la supina accettazione dei rapporti tra Ue e Cina da parte del Governo Conte, che rafforza devastanti alleanze commerciali e industriali con il colosso asiatico, espressione di un ‘sistema avverso’ al nostro. Per i trasporti non c’è una proposta per trasferire il traffico su gomma su ferro e infrastrutturare il Mezzogiorno che può avvenire solo tramite il ponte (o tunnel) sullo Stretto e portando l’Alta velocità a Catania e Palermo. Queste opere abbatterebbero l’emissione di CO2 in atmosfera di una quota superiore all’installazione di qualunque pannello fotovoltaico e pala eolica e sarebbero sintonizzate sulle esigenze dell’ecosistema e dell’Italia.” (n.r. A proposito del ponte sullo stretto, per altro, opera costosissima e che richiederebbe tempi lunghissimi per la sua attuazione, dovremmo incominciare da subito ad estendere l’alta velocità sino a Reggio Calabria e nella tratta Messina Palermo, oltre che a raddoppiarla. Da tempo ascoltiamo le lamentele dei siciliani e non solo che per raggiungere l’isola devono affrontare numerosi ostacoli comprese le linee aeree non tutte attive al momento. Non c’è più tempo per le lunghe attese e forse nemmeno quelle meno lunghe)

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Cercare un lavoro: Ecco di cosa si occupa il cacciatore di teste

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 novembre 2019

Una sua chiamata può rivoluzionare la carriera di un individuo. Parliamo ovviamente dell’head hunter, ovvero del cacciatore di teste, professionista specializzato nel reclutamento di personale qualificato. Ma quando, per un’azienda, è il caso di rivolgersi a un head hunter? Quali sono le figure professionali che possono essere selezionate da un cacciatore di teste? E come è possibile scegliere l’head hunter giusto per la propria azienda? A spiegarci chi è e lavora il cacciatore di teste Carola Adami, amministratore delegato della società di head hunting Adami & Associati.
Chi è, dunque, l’head hunter?
«L’head hunter, in breve, è una figura professionale specializzata nella ricerca e nella selezione del miglior candidato per una specifica posizione» spiega Adami. «Non ci si limita, però, alla pura fase di reclutamento. Ancora prima di procedere con le attività di scouting e di screening dei candidati, tra i compiti del cacciatore di teste vi è infatti anche quello di analizzare le effettive esigenze dell’azienda, in modo da poter individuare davvero il talento più adatto. Le aziende non sempre si rivolgono a noi indicando una figura precisa da ricercare: spesso si limitano a descrivere i propri bisogni le proprie necessità e i propri obiettivi, lasciando che sia l’head hunter a individuare il profilo da ricercare in base a quelle precise esigenze». Il lavoro del cacciatore di teste, quindi, parte ancora prima della vera e propria ricerca e selezione del personale.
Quali sono i profili per cui le aziende si mettono in contatto con un head hunter? «Indubbiamente l’head hunter, non a caso chiamato spesso ‘executive recruiter’, viene contattato innanzitutto quando si parla di posizioni manageriali e direttive.
Soprattutto negli ultimi anni, però, si è capito che contattare il cacciatore di teste può essere premiante anche all’infuori delle pure posizioni manageriali, usufruendo dei suoi servizi per selezionare altre professionisti qualificati. Analisti, sviluppatori, buyer, agenti, tecnici, sono tutti profili che vanno selezionati con cura, per aumentare le probabilità di battere le aziende concorrenti».Affidarsi a un head hunter, quindi, può essere utile in molti casi, anche all’infuori della pura executive search. Resta da capire, però, come individuare il cacciatore di teste giusto per la propria azienda.
Quali sono i punti di forza dei migliori head hunter?
«I cacciatori di teste più efficaci sono quelli che scelgono di specializzarsi in settori specifici» sottolinea Adami «in modo da poter comprendere perfettamente le indicazioni fornite dal committente.Per questo motivo la nostra società di head hunting ad esempio può contare su diverse aree di specializzazione, che spaziano dal Banking al Sales, per arrivare al Fashion e all’IT. In questo modo, oltre da intuire i bisogni dell’azienda cliente e le effettive hard skills dei candidati, l’head hunter può coltivare una rete di contatti ampia ma allo stesso tempo profonda, potendo contare così su un esaustivo bacino di scelta» conclude la cacciatrice di teste milanese.

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Disquisire sulla parola “cercare” in tedesco

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Nella sua nota introduttiva Hermann Hesse nel suo libro “Siddharta”, Edizioni club – traduzione di Massimo Mila, disquisiva sulla parola “cercare” in tedesco dove il suo uso è sostantivato.
I tedeschi, infatti, usano il participio presente “suchen” con il sostantivo der suchende (colui che cerca) “per disegnare quegli uomini che non si accontentano della superficie delle cose, ma d’ogni aspetto della vita voglio, ragionando, andare in fondo, e rendersi conto di se stessi, del mondo, dei rapporti che tra loro e il mondo intercorrono.” Quel cercare che è già per se un trovare come disse S. Agostino uno dei più illustri cercatori. Un cercare che è in sostanza un vivere nello spirito.
E’ tutta gente inquieta e in cerca e bisognosa di certezze. Gente che questua una verità su cui fondarsi nell’universale relatività della vita e del mondo. Un assoluto che non si colloca fuori di noi ma dentro e ci permette di realizzarci uscendo dalla banalità quotidiana di un’esistenza.
Un’idea della vita e della morte i cui tasselli come tanti pezzi di un puzzle sono distribuiti sin dalla nascita del mondo e poi ancora di quella degli umani.
Non è facile raccoglierli e ancor più metterli insieme. E’ un lavoro certosino di ricerca e selettivo per sgrossare quella parte che vi è estranea e può confonderci le idee. Quante volte, mi chiedo, se noi viviamo realmente o fingiamo. Riusciamo totalmente a fonderci con l’anima del mondo o appena la sfioriamo?
L’alternativa dell’uomo che muore senza essere riuscito a comprendere l’essenza della vita genera un travaglio profondo e gli impedisce di appropriarsi dei concetti puri.
Se considero la questione da una diversa visuale devo richiamarmi alla figura dell’uomo che cerca se stesso.
In questo il primo aspetto è dato dall’irrealtà del tempo. E’ una conquista del pensiero moderno su cui, dopo Bergson, quasi tutti i grandi spiriti della nostra età si sono soffermati e che gradualmente la stessa scienza sta corroborando con le sue esperienze. Siamo al cospetto di due modi di sapere: uno riguarda solamente la mente, ed è un sapere puramente intellettuale e astratto e uno che è un sapere con l’esperienza di tutto il corpo e l’anima, sapere con la fatica delle proprie membra, sapere con il dolore della propria esistenza, sapere che è vita, partecipazione intensa che impegna tutta la persona. L’individuazione come pena, come tormento, come limitazione: il bisogno d’evadere dai limiti del proprio Io e spaziare nella panica immensità del Tutto, respirare il divino vivere nell’eterno. Sono parole di Massimo Mila che ho espunto nella prefazione del già citato libro di Hermann Hesse.
Mila rileva questi temi proposti dal narratore Hesse e che attendono molto alla meditazione. E soggiunge: “Se si considera quanto poco ci vuole perché una nuova concezione della vita e del mondo si affermi come religione, oppure rimanda sepolta nell’oblio d’una perfezione indivi-duale, se si pensa quanto poco dipenda dalla verità intellettuale del sistema il fatto che un cristianesimo e un islamismo dilaghino come irresistibili maree nella vita pratica e nella storia, e gli Esseni e i Terapeuti rimangano sètte eretiche locali senza conseguenza, se si osserva da quali estrinseche circostanze e da quali doti inessenziali dipendono la sorte diversa di un Gesù o d’uno qualsiasi fra i tanti assertori del logos neoplatonico pullulanti intorno allo sfacelo del mondo antico, la sorte diversa di un Lutero o d’un Socino, allora ameremo vedere in Siddharta uno dei tanti Buddha potenziali, uno dei tanti virtuali fonda-tori di religioni, spariti senza lasciar traccia, che pullularono durante quell’irrequieto germoglio di ideologie filosofiche e religiose in cui si manifestò l’esaurimento dell’antica ortodossia brahminica e della sua civiltà.” (Riccardo Alfonso)

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Cercare lavoro in un altro Paese EU

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 febbraio 2016

opportunita-lavoroUna legge per rivitalizzare la rete dei Servizi europei per l’impiego (EURES) con un database a livello UE che includa le persone che cercano un impiego e le offerte di lavoro è stata approvata dal Parlamento giovedì. Lo scopo è di migliorare la corrispondenza tra offerta e domanda nel mercato del lavoro UE. Le norme aggiornate, già concordate con il Consiglio, presteranno più attenzione alle regioni transfrontaliere e ai giovani.Il rinnovato portale EURES dovrebbe incrociare automaticamente i curricula e le offerte di lavoro adeguate. Inoltre, tutte le offerte di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego di ogni Stato membro saranno disponibili sul nuovo portale europeo.I deputati hanno approvato l’accordo raggiunto con i rappresentanti degli Stati membri durante i negoziati dello scorso anno con 576 voti favorevoli, 56 contrari e 21 astensioni.Heinz K. Backer (PPE, AT), relatore, ha affermato durante il dibattito:” Vediamo alti livelli di disoccupazione in alcuni paesi dell’UE mentre, allo stesso tempo, ci sono altrove 2 milioni di posti di lavoro vacanti perché c’è mancanza di manodopera qualificata. La piattaforma EURES potrebbe facilitare l’accesso a centinaia di posti di lavoro che sono vacanti, con fino a 1,4 milioni di posti di lavoro che potrebbero essere resi disponibili”.
La corrispondenza automatica tra le offerte di lavoro e le richieste sarà gratuita per i lavoratori, sena alcuna discriminazione sulla base della loro nazionalità per quanto riguarda occupazione, salario e le altre condizioni lavorative. Inoltre, l’accesso per le persone con disabilità deve essere assicurato.I negoziatori del Parlamento hanno cercato di allargare la rete offrendo lo status di membro anche alle organizzazioni private, qualora quest’ultime forniscano servizi d’assistenza ai lavoratori e ai datori di lavoro. I deputati hanno inserito alcuni emendamenti per promuovere il mercato del lavoro transfrontaliero.Il regolamento, così come votato dal Parlamento, deve ancora essere formalmente approvato dal Consiglio dei Ministri. Entrerà in vigore dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

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