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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘certificato’

Certificato verde digitale è online

Posted by fidest press agency su domenica, 20 giugno 2021

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il Decreto che definisce le modalità di rilascio delle Certificazioni verdi digitali COVID-19 che faciliteranno la partecipazione ad eventi pubblici, l’accesso alle strutture sanitarie assistenziali (RSA) e gli spostamenti sul territorio nazionale. Con la firma del Dpcm – informa una nota di Palazzo Chigi – si realizzano le condizioni per l’operatività del Regolamento Ue sul “Green Pass”, che a partire dal prossimo 1° luglio garantirà la piena interoperabilità delle certificazioni digitali di tutti i Paesi dell’Unione. Sarà possibile ottenere una delle certificazioni verdi Covid 19 anche in farmacia. In alternativa alla versione digitale, sottolinea Palazzo Chigi, i documenti potranno essere richiesti al proprio medico di base, al pediatra o in farmacia, utilizzando la propria tessera sanitaria.In una nota il Ministero della Salute specifica che “con l’attivazione della piattaforma nazionale realizzata e gestita da Sogei, a partire da giovedì 17 giugno, i cittadini potranno iniziare a ricevere le notifiche via e-mail o sms con l’avviso che la certificazione è disponibile e un codice per scaricarla su pc, tablet o smartphone. L’invio dei messaggi e lo sblocco delle attivazioni proseguiranno per tutto il mese di giugno, e sarà pienamente operativo dal 28 giugno, in tempo per l’attivazione del pass europeo prevista per il 1° luglio “. Il Green Pass, aggiunge il Ministero, “contiene un QR Code che ne verifica autenticità e validità. Il documento attesta una delle seguenti condizioni: la vaccinazione contro il Covid-19, l’esito negativo di un tampone antigenico o molecolare effettuato nelle ultime 48 ore o la guarigione dall’infezione. A tutela dei dati personali, il QR Code della certificazione andrà mostrato soltanto al personale preposto per legge ai controlli.”.La Certificazione verde COVID-19 si potrà visualizzare, scaricare e stampare su diversi canali digitali: • sul sito dedicato http://www.dgc.gov.it • sul sito del Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale http://www.fascicolosanitario.gov.it/fascicoli-regionali • sull’App Immuni • e presto sull’App IO La Certificazione sarà disponibile per la visualizzazione e la stampa su pc, tablet o smartphone. In alternativa alla versione digitale, la Certificazione potrà essere richiesta al proprio medico di base, pediatra o in farmacia utilizzando la propria tessera sanitaria. In caso di difficoltà, o indisponibilità, nell’uso di strumenti digitali, saranno coinvolti medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti che hanno accesso al sistema Tessera Sanitaria. Dal 1° luglio la Certificazione verde Covid-19 sarà valida come Eu digital Covid certificate e renderà più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen.Il Dpcm spiega caratteristiche e modalità di funzionamento della piattaforma nazionale-dgc che viene alimentata, attraverso l’interconnessione con il Sistema TS, “con i dati relativi agli esiti negativi dei test molecolari e antigenici, al momento della disponibilità dell’esito nel Sistema TS stesso”. E ricorda che il Sistema TS è alimentato dalle strutture sanitarie pubbliche, private accreditate e autorizzate in cui si effettuano test molecolari e tamponi antigenici rapidi, dai medici di medicina generale e pediatri, e dalle “farmacie convenzionate presso le quali vengono effettuati i test antigenici rapidi”.Il Dpcm: https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Dpcm_Green_Pass.pdf (fonte Farmacista33)

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Via libera definitivo del Parlamento al certificato COVID digitale dell’UE

Posted by fidest press agency su sabato, 12 giugno 2021

Straburgo. I deputati hanno completato il lavoro legislativo sul “Certificato COVID digitale dell’UE”, per facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione e contribuire alla ripresa economica.La Plenaria ha approvato mercoledì i nuovi regolamenti UE sul certificato COVID digitale con 546 voti a favore, 93 contrari e 51 astensioni (cittadini dell’UE) e con 553 a favore, 91 contrari e 46 astensioni (cittadini di paesi terzi residenti nell’UE).Il certificato sarà rilasciato gratuitamente dalle autorità nazionali e sarà disponibile in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Il documento attesterà che una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha effettuato un test recente con esito negativo o che è guarita dall’infezione. In pratica, si tratta di tre certificati distinti. Un quadro comune dell’UE renderà i certificati compatibili e verificabili in tutta l’Unione europea, oltre a prevenire frodi e falsificazioni.Il sistema si applicherà dal 1° luglio 2021 e resterà in vigore per 12 mesi. Il certificato non costituirà una condizione preliminare per la libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio.Durante i negoziati tra le istituzioni, i deputati hanno ottenuto un accordo che stipula che gli Stati dell’UE non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati – come quarantena, autoisolamento o test – “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica”. Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di 24 ore.I Paesi dell’UE sono incoraggiati a garantire che i test abbiano prezzi abbordabili e siano ampiamente disponibili. Su richiesta del Parlamento, la Commissione si è impegnata a mobilitare 100 milioni di euro dallo strumento per il sostegno di emergenza per consentire agli Stati membri di acquistare test per il rilascio di certificati di test digitali COVID dell’UE.Tutti i Paesi dell’UE devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per i vaccini autorizzati dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). Spetterà agli Stati membri decidere se accettare anche i certificati per i vaccini autorizzati secondo le procedure nazionali o per i vaccini elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’uso d’emergenza. Tutti i dati personali devono essere trattati in linea con il regolamento generale sulla protezione dei dati. I certificati saranno verificati offline e non saranno conservati dati personali.

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Certificato Covid digitale UE: accordo provvisorio tra Parlamento e Consiglio

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2021

Bruxelles. Il certificato sarà disponibile sia in formato digitale che cartaceo. Attesterà se una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha un risultato recente di test negativo o è guarita dall’infezione. In pratica, si tratta di tre certificati distinti. Il quadro comune dell’UE permetterà agli Stati membri di emettere tali certificati che saranno poi accettati negli altri paesi dell’UE.Second l’accordo, il regolamento del Certificato Covid digitale UE resterà in vigore per 12 mesi. Il certificato non sarà una precondizione per esercitare il diritto alla libera circolazione e non sarà considerato un documento di viaggio.Per sostenere la disponibilità di “test abbordabili e accessibili”, la Commissione europea si è impegnata a mobilitare “almeno 100 milioni di euro” nell’ambito dello Strumento di sostegno di emergenza per l’acquisto di test (tamponi) per l’infezione da SARS-CoV-2 allo scopo di rilasciare i certificati UE. Di tale finanziamento dovrebbero beneficiare in particolare le persone che quotidianamente o frequentemente attraversano le frontiere per andare al lavoro o a scuola, visitare parenti stretti, cercare cure mediche, o per prendersi cura dei propri cari, così come i lavoratori essenziali.I negoziatori hanno concordato che, se necessario, potrebbero essere mobilitati ulteriori finanziamenti oltre i 100 milioni, previa approvazione delle autorità di bilancio.I Paesi UE non devono imporre ulteriori restrizioni di viaggio, come la quarantena, l’autoisolamento o i tamponi, “a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica” in risposta alla pandemia di COVID, tenendo conto anche delle prove scientifiche disponibili, “compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC)”. Tali misure dovrebbero essere notificate agli altri Stati membri e alla Commissione al più tardi 48 ore prima.I Paesi UE devono accettare i certificati di vaccinazione rilasciati in altri Stati membri per le persone che hanno ricevuto un vaccino autorizzato ndall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) (attualmente Pfizer-BioNTech, Moderna, AstraZeneca e Janssen). Spetterà ai Paesi UE decidere se accettare anche i certificati delle vaccinazioni effettuate con gli altri vaccini utilizzati in base alle procedure di autorizzazione di emergenza nazionali o con quelli elencati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’utilizzo di emergenza. I certificati saranno verificati per prevenire frodi e falsificazioni, così come l’autenticità dei sigilli elettronici inclusi nel documento. I dati personali ottenuti dai certificati non possono essere immagazzinati negli Paesi UE di destinazione e non ci sarà una banca dati centrale stabilita a livello UE. La lista delle entità che tratteranno e riceveranno i dati sarà pubblica, in modo che i cittadini possano esercitare i loro diritti di protezione dei dati in base al regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).

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“La richiesta di reintroduzione dell’obbligo del certificato medico per il rientro a scuola è priva di fondamento scientifico”

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

“E contraddice le raccomandazioni sin qui promosse per contenere l’epidemia. Il mondo della scuola dovrebbe volere insieme a noi le misure che consentano a bambini e ragazzi di frequentare le lezioni in sicurezza. E la reintroduzione del certificato, che si basa solo sulla valutazione delle condizioni cliniche, offrirebbe invece una falsa sicurezza sulle condizioni di contagiosità degli alunni. Restiamo alle norme dell’ultimo DPCM e seguiamo il percorso assistenziale indicato che prevede l’esecuzione del tampone naso-faringeo in tutte le principali e più frequenti condizioni che causano l’assenza dalle comunità scolastiche. Piuttosto cerchiamo di migliorarne la gestione degli aspetti organizzativi, per la quale durante gli ultimi mesi si è fatto ben poco”. Questa la replica del Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, Paolo Biasci alla richiesta dell’Associazione Nazionale Presidi di rendere obbligatoria, dopo un’assenza superiore a 5 giorni, la presentazione del certificato medico per la riammissione a scuola. “Abbiamo ormai un collaudato sistema di triage telefonico, eventualmente associato al videoconsulto – afferma Biasci – che ci permette di individuare tutti i casi sospetti di infezione da COVID-19. Per una frequenza scolastica in sicurezza abbiamo la necessità del referto di un tampone in tempi più rapidi possibili, per poter redigere un attestato che permetterà il rientro a scuola. Vogliamo tornare ad affollare gli studi dei pediatri di famiglia con accessi non necessari per un adempimento burocratico cancellato tempo fa, proprio perché privo di valore scientifico e che non permette di escludere la contagiosità? Come possiamo infatti certificare con certezza la non contagiosità di un paziente senza prima aver effettuato l’unico test ad oggi validato per risolvere la diagnosi?”. “Piuttosto – conclude Biasci – concentriamoci sugli aspetti organizzativi della gestione dell’epidemia. Noi stiamo facendo la nostra parte, ma non è possibile dover attendere 4-5 giorni ed anche più l’esito del tampone naso-faringeo per il Covid-19 quando, se lo stesso paziente va in Pronto Soccorso, la risposta arriva in 4 ore. Cerchiamo di ridurre la disparità tra tempi dell’ospedale e del territorio. I primi a beneficiarne saranno i bambini e le loro famiglie».

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La Cciaa rilascia il certificato di “forza maggiore” per l’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2020

La Camera di Commercio di Pordenone-Udine rilascia alle imprese che ne facciano richiesta i certificati di sussistenza di cause di forza maggiore, ossia documenti che permettono alle aziende di rappresentare alle controparti estere eventuali impedimenti nell’esecuzione di obblighi contrattuali, a causa dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19. Il via libera è arrivato con una recentissima circolare del Mise. Le imprese interessate di entrambi i territori di Pordenone e Udine (sono molte quelle che chiedono informazioni agli uffici a riguardo) possono mandare la richiesta senza necessità di recarsi in Cciaa, ma semplicemente inviando una mail a commercioestero@ud.camcom.it, dichiarando di aver sospeso l’attività in seguito al Dpcm del 22 marzo e ottenere sempre via mail l’attestazione camerale da poter inoltrare ai clienti.

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Poste Italiane e burocrazia inutile: il ‘certificato di congrue generalità’ non esiste

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

Non sono più un ente pubblico dall’oramai lontano 1998, ma a distanza di oltre un ventennio le Poste ancora fanno fatica a dimenticare il passato, denotando atteggiamenti che provengono dritti dall’epoca “Ministeriale” e che in non poche occasioni mostrano i sintomi di burocrazia ottusa. Accade che una cliente si rechi allo sportello per incassare un vecchio Buono Fruttifero Postale regalatole trent’anni addietro dalla nonna, la quale non si accorse di come il mese di nascita riportato sul titolo non fosse quello corretto. E’ un caso non infrequente, che risale a tempi in cui i dati venivano raccolti soltanto tramite modulistica cartacea, e quindi facilmente soggetti ad errori da parte di chi la compilava e di chi poi la lavorava. Per risolvere il problema, in agenzia richiedono alla cliente un certificato di congrue generalità rilasciato dal Comune, ma agli sportelli dell’Anagrafe si sente rispondere che una simile certificazione non è prevista da alcuna norma. Insomma, il documento richiesto dalle Poste non esiste. In non pochi uffici anagrafici si rilascia un’attestazione di analogo tenore, in altri si afferma che il rilascio è possibile ma non in casi del genere, mentre ancora altrove si propone la compilazione di un certificato di notorietà col quale dichiarare il dato corretto ed allo stesso tempo attestare la coincidenza tra il soggetto che risulta intestatario dal modulo con dati errati e il soggetto cui effettivamente si intendeva intestare il rapporto. Attraverso tale documento è, infatti, possibile escludere l’esistenza di omonimie con eventuali altri soggetti aventi i dati anagrafici forniti erroneamente in sede di sottoscrizione. I problemi sorgono perché alle Poste insistono con la richiesta del certificato di congrue generalità ed affermano che le attestazioni di cui sopra, pur sembrando adatte allo scopo, si caratterizzano invece esclusivamente per la certezza della firma apposta innanzi a funzionario incaricato e non certo per il merito delle asserzioni in essa contenute. Lo zelo degli addetti postali appare eccessivo: una volta in possesso di dati corretti del beneficiario, devono prenderli per buoni senza “indagare” oltre. Peggio ancora se per risolvere in via definitiva si chiede ai clienti ed agli uffici il rilascio di documenti non previsti dalla normativa. Cosa fare in caso di diniego? E’ possibile anche adire a vie legali, ma in una situazione del genere non dovrebbe davvero esserci bisogno di arrivare a tanto. E’ sufficiente il buon senso. Di Poste Italiane. (Anna D’Antuono, legale, consulente Aduc)

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Detenzione armi, visita medica e rilascio certificato obbligatorio ma italiani riluttanti

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 novembre 2015

rapinaDovevano mettersi in regola con una visita medica e un passaggio in questura. Ma forse non lo sapevano o lo hanno dimenticato: tanti italiani detentori di armi ancora non hanno intrapreso l’iter imposto dalla legge comunitaria che prevede visita medica e rilascio di un certificato in Questura. E ora rischiano che la forza pubblica venga in casa loro a confiscare le armi. In alcune aree d’Italia i commissariati stanno inviando le diffide ai “renitenti”. Nel Tigullio il Questore ha spedito le lettere a 1300 cittadini: su 1800 possessori d’armi solo 500 si sono recati al Commissariato e hanno ottenuto il permesso. «Stiamo parlando di Chiavari Asl 4 – dice Angelo Canepa segretario Fimmg Genova leggendo l’articolo sul Secolo XIX- ma da noi a Genova città Asl 3 sono censiti 89 mila detentori, che dovevano per prima cosa recarsi dal medico di famiglia in base alle disposizioni del decreto legislativo e che non abbiamo visto. A occhio e croce staremmo aspettando 70 mila nostri pazienti per l’adempimento». Certo «si tratta di certificati libero professionali, nulla hanno a che vedere con l’attività convenzionata. E molti miei pazienti quando li ho avvertiti del nuovo iter mi hanno detto che preferivano consegnare direttamente le armi in questura e qualcuno credo lo abbia fatto».Secondo il decreto 121 del 2013 che recepisce la direttiva dell’Unione Europea 51 del 2008 tutti i detentori di armi regolarmente denunciate, situate in casa o in loro proprietà, ora sono tenuti a far produrre al medico di famiglia il certificato anamnestico che attesta l’assenza di problemi relativi alla capacità d’intendere e di volere o di abuso di alcol e stupefacenti, e poi a recarsi con il certificato dal medico del servizio medico legale Asl o militare o di Polizia o dei vigili del fuoco per il rilascio del nulla osta a detenere l’arma. Si può evitare il rinnovo dell’idoneità psicofisica se il certificato d’idoneità è stato rilasciato nei sei anni precedenti. Il documento prima non era richiesto. I dipendenti dei commissariati però sarebbero troppo pochi per i tanti controlli che si devono effettuare. «Sarebbe opportuna una campagna di sensibilizzazione sui media – dice Canepa – ma a chi spetta? Non al medico curante, non all’Asl né al sindaco, probabilmente alla Questura». Un rapido calcolo porta a stimare nelle zone come Genova almeno un cittadino su dieci con arma detenuta. La situazione non va confusa con il porto d’armi, per il quale il certificato da rinnovare ogni sei anni è obbligatorio. E viene richiesto dalle armerie per tutti coloro che intendono acquistare un’arma da fuoco. «Ma altra cosa – commenta Canepa – è l’archibugio ereditato nella casa di campagna. Più frequente di quanto non si pensi». (fonte doctor33)

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Antiquariato nazionale 2010

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 ottobre 2010

Vaprio d’Adda, MI fino al 24 ottobre 2010 Villa Castelbarco a Vaprio d’Adda (aperta al pubblico Lun-Mar-Mer-Gio dalle 15.00 alle 20.00 Venerdì  dalle 15.00 alle 23.00Sabato – Domenica dalle 10.30 alle 20.30  a pagamento: biglietto Euro 10 – ridotto Euro 6)
65 espositori, tra i più prestigiosi in ambito nazionale, hanno aderito ad un’edizione autunnale rinata sotto il segno del proprio prestigioso passato e all’insegna di numerose novità, di una ricchissima selezione di preziosità appartenenti a tutti i settori di antiquariato e arte e della commissione tecnica di qualità che ha certificato e selezionato i pezzi più rappresentativi.
Grande successo anche per le due straordinarie collaterali che accompagnano il visitatore in un preciso percorso narrativo e stilistico sui primi anni del Novecento. Ceramica Art Nouveau per l’Architettura è l’esposizione di 500 piastrelle di produzione industriale e seriale, parte di una collezione privata italiana. Le piastrelle, suddivise per manifattura e provenienza e tutte di altissimo livello, raccontano attraverso i disegni tipici dello stile nouveau la decorazione architettonica dei palazzi e la decorazione d’interni d’inizio secolo.  L’ideale percorso nel Novecento prosegue con la mostra Bugatti & Bugatti, uno straordinario allestimento della serie completa di mobili, arredi e vetrate di Carlo Bugatti, inventivo artista, ebanista e decoratore d’inizio Novecento. A completare il quadro la storica T 23 Brescia, automobile realizzata nel 1925 dal figlio, Ettore Bugatti, esposta in Corte d’Onore.  Tra le tantissime proposte curiose e preziose, molto significativa l’area dei dipinti, che vede a Villa Castelbarco la presenza di due grandi tele firmate da Alessandro Lupo, importante pittore dei primi anni del ‘900. In entrambi è ben riconoscibile lo stile spatolato e la cifra moderna della fattura, assimilabile all’opera dei ben più noti macchiaioli.   Tra le opere dipinte esposte, una piacevolissima Natura Morta di Giovanni Paolo Castelli, detto lo Spadino, seicentesco pittore romano e due ovali con Natura Morta con fiori, entrambi di Margherita Caffi, pittrice lombarda del primo Settecento. L’Odalisca di Achille Funi traghetta il visitatore in pieno Novecento, inteso come secolo e gruppo artistico, di cui Funi fu cofondatore insieme a Lina Sarfatti, Mario Sironi e molti altri.
La coppia di torcere con angeli alati, in legno dorato e policromia, alte più di un metro e mezzo, sono infine un esempio altissimo delle capacità scultoree degli artisti cinquecenteschi. Abilità nella manifattura che si riconosce perfettamente in un altro pezzo di grande pregio, un delizioso tavolino intarsiato Luigi XVI, che una volta aperto svela la sua vera identità di tavolino da gioco. (iimagine01,02)

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Master on line di I livello

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 luglio 2010

Parma Università. Fino al 25 settembre è possibile iscriversi al Master on line di I livello in “Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano all’estero”, che ha l’obiettivo di offrire una formazione professionale per l’organizzazione, la gestione e la valorizzazione del patrimonio culturale, documentario e artistico prodotto dagli italiani all’estero negli ultimi due secoli. Il Master, di durata annuale (da novembre 2010 a ottobre 2011), è articolato in quattro fasi: laboratori in presenza, e-learning, stage e tesi.  La prima fase in presenza (laboratori) alterna lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche presso istituzioni preposte alla tutela di beni culturali, visite guidate e attività individuali. Ha sede in parte a Parma (2-13 novembre 2010) e in parte in sedi da concordare singolarmente. Si conclude con la stesura assistita del progetto di stage che si svolge successivamente e su cui si può basare anche la tesi.  La tesi finale (agosto–ottobre 2011) consiste in un progetto di catalogazione, di creazione di un archivio digitale, di conservazione o di promozione di una collezione di beni culturali.  Possono iscriversi al Master cittadini stranieri e italiani residenti all’estero e cittadini stranieri residenti in Italia in possesso di una laurea italiana o straniera corrispondente ad almeno 180 cfu e attinente agli ambiti del Master (classe delle lauree in lettere o equivalenti) e con conoscenza della lingua italiana a livello avanzato (certificato di conoscenza dell’italiano L2 – almeno livello C1).

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Posti di lavoro e discriminazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 luglio 2010

La Commissione europea ha inviato all’Italia una richiesta formale di porre fine alla discriminazione nei confronti dei candidati a posti nella pubblica amministrazione nella provincia di Bolzano, poichè tale discriminazione viola gli obblighi dell’Italia in merito alla libera circolazione dei lavoratori e alla non discriminazione in base alla nazionalità sanciti nella legislazione dell’UE. Secondo la legislazione italiana, applicabile nella provincia di Bolzano, l’unico documento accettato per comprovare la conoscenza della lingua per accedere ai posti nella pubblica amministrazione locale e’ un certificato specifico rilasciato nella provincia. Inoltre, i candidati che risiedono nella provincia da almeno due anni hanno la priorita’.  In mancanza di una risposta soddisfacente entro due mesi, la Commissione potrebbe decidere di adire la Corte di giustizia dell’UE. Alla memoria ci torna la battaglia che l’ecologista Alex Langer condusse per anni contro la discriminazione etniche, lui che era un bolzanino doc. L’iniziativa della Commissione europea e’ anche un ammonimento alla Lega che propone iniziative analoghe nelle regioni del nord, in sostanza, posti nella pubblica amministrazione o per l’accesso ai servizi con priorità per i locali. Si ricordi, a tal proposito, la richiesta di Umberto Bossi che reclamava la presenza di soli insegnanti del nord dopo l’ennesima (tre se ricordiamo bene) bocciatura agli esami di maturita’ del figlio Renzo. Oggi Renzo Bossi e’ consigliere regionale in Lombardia e, sembra, futuro segretario dei Giovani Padani. Altri due figli sono stati assistenti di parlamentari europei. Insomma, più che alla Padania e ai suoi abitanti si pensa al proprio casato. Anche Bossi tiene famiglia. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Valorizzare il legname certificato friulano

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 marzo 2010

È un vero e proprio progetto di rafforzamento in cinque punti quello approvato oggi dall’Assemblea dell’Associazione regionale Pefc Fvg. Nata nel 2003, l’Associazione a cui aderiscono più di 50 soggetti pubblici e privati, si occupa di certificazione forestale ed ha sede a Tolmezzo. «Innanzitutto – dichiara il presidente Enore Casanova – saremo impegnati per far crescere, e la potenzialità c’è, la superficie forestale certificata che già oggi copre quasi 75 mila ettari di bosco. Siamo consapevoli che ciò consente la valorizzazione della certificazione forestale sostenibile anche dal punto di vista ambientale e naturalistico. Sto pensando, a esempio – prosegue Casanova – ai due Parchi naturali regionali». Con l’obiettivo di potenziare le azioni di partenariato sarà istituita, all’interno dell’Associazione, la “consulta dei portatori di interesse” del settore legno. Presso gli Enti e le strutture pubbliche sarà supportata una politica di iniziative volte alla sensibilizzazione sugli “acquisti verdi”, anche tramite la predisposizione di bandi di gara che privilegino le aziende certificate. Inoltre, Pefc Fvg intende promuovere la certificazione della Catena di Custodia presso le aziende inserite nella filiera foresta-legno e anche presso quelle che lavorano con prodotti non legnosi ma provenienti da boschi certificati. Un risultato di discreto successo, in questa seconda categoria di prodotti, è stata ottenuta con la birra artigianale di Forni di Sopra, aromatizzata con le essenze del sottobosco. L’Ar Pefc del Friuli Venezia Giulia è un’organizzazione riconosciuta dal Pefc Italia e rappresenta gli associati nei confronti delle diverse parti interessate al sistema Pefc Italia (di cui la funzionaria regionale, Cristina D’Orlando, è vice presidente): associazioni di categoria, rappresentanti di gruppi professionali e altri attori della filiera del legno.

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Il Paese di Arlecchino

Posted by fidest press agency su domenica, 6 settembre 2009

La certezza dei diritti e dei doveri dovrebbe essere il pilastro del nostro sistema. Ma la realta’ e’ il perfetto contrario. Prendiamo ad esempio due fatti di questi giorni. 1 – Entrata in funzione la norma che persegue penalmente chi è clandestinamente presente sul territorio italiano, un giudice di pace di Recco (Genova) ha deciso di non procedere contro un clandestino albanese perchè “incensurato, non aveva mai avuto problemi con la giustizia e svolgeva un’attività lecita, seppure in forma irregolare, così che non appariva giustificata l’azione penale nei suoi confronti”. 2 – Le nuove norme del codice della strada (legge 94/2009) hanno stabilito, art. 219-bis (Ritiro, sospensione o revoca del certificato di idoneita’ alla guida): “… 2. Se il conducente e’ persona munita di patente di guida, nell’ipotesi in cui, ai sensi del presente codice, sono stabilite le sanzioni amministrative accessorie del ritiro, della sospensione o della revoca della patente di guida, le stesse sanzioni amministrative accessorie si applicano anche quando le violazioni sono commesse alla guida di un veicolo per il quale non è richiesta la patente di guida. In tali casi si applicano, altresì, le disposizioni dell’articolo 126-bis (ndr: sistema patente a punti)”.  Abitualmente la polizia locale limita la decurtazione di punti solo alle infrazioni che comportano anche misure limitative della patente di guida (!). Ora una disposizione operativa della polizia municipale di Verona, ha stabilito che quando si multa un ciclista gli si rilascia il verbale con tutte le sanzioni previste come se avesse la patente; dopo, in ufficio, verra’ fatta una verifica sui terminali per la titolarita’ della patente e il verbale verra’ perfezionato (2). Due norme che in piu’ occasioni abbiamo criticato per incostituzionalita’ e incivilta’ giuridica, ma norme che esistono e che i tutori dell’ordine devono applicare… ma cosi’ non e’ e ognuno si arrangia come puo’: 1 – il giudice che non applica il reato di clandestinita’; 2 – i vigili che interpretano e applicano in parte le nuove sanzioni e, invece di applicare le norme con l’onere di farlo, scaricano sul cittadino questa incombenza (il ciclista senza patente di guida non potra’ conciliare subito ma solo dopo che, andando all’ufficio dei vigili, sara’ stato accertato il suo status ed emesso nuovo verbale). Il risultato è incertezza di doveri e diritti e l’invito comunque a violare le leggi perche’ c’e’ una buona possibilità di farla franca. Questo e’ il Paese di Arlecchino dove ci si lamenta che tutti siano evasori fiscali e tutti violano le leggi. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Produttori pile

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2009

Entro il 18 giugno 2009 i produttori di pile e accumulatori, così come definiti dal Decreto Legislativo n. 188 del 20.11.2008 (G.U. n. 283 del 3.12.2008), devono iscriversi nel Registro nazionale dei produttori di pile e accumulatori presso la Camera di Commercio dove è ubicata la sede legale dell’impresa o, se produttore estero, dove è ubicata la casa di rappresentanza; entro lo stesso termine devono iscriversi nel Registro i “sistemi collettivi istituiti per il finanziamento della gestione dei rifiuti di pile e accumulatori”.La legge precisa che il produttore può immettere sul mercato tali prodotti solo a seguito di iscrizione nel Registro, pena forti sanzioni.  L’iscrizione deve avvenire esclusivamente per via telematica dal portale http://www.impresa.gov.it – Registro Pile. Per l’iscrizione è indispensabile il dispositivo di firma digitale comprensivo del certificato di autenticazione (si precisa che la Carta nazionale dei servizi e la Business Key già lo contengono mentre potrebbero esserne sprovviste le vecchie Smart Card).  E’ indispensabile la consultazione dei manuali per l’iscrizione sul sito http://www.registropile.it dove, nella funzione Faq, sono a disposizione i quesiti più frequenti  e la consultazione del sito camerale http://www.fi.camcom.it nel percorso Servizi – Servizi amministrativi – Albi Registri Ruoli Elenchi – Registro Pile

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