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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

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Cerved, cresce il pericolo di riciclaggio: ristoranti a rischio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Sono circa 9.000 i ristoranti che le restrizioni dovute alla pandemia da Covid19 hanno reso vulnerabili alle infiltrazioni criminali, e vanno ad aggiungersi ai 6.000 che già prima del lockdown erano molto fragili finanziariamente: in tutto 15.000 imprese della ristorazione, quasi la metà delle 33.000 che operano come società di capitale. Ed è una stima prudente. In cifra assoluta, i ristoranti oggi a rischio si trovano soprattutto nel Lazio (2.116), in Lombardia (1.370) e in Campania (1.098), mentre in percentuale le regioni più colpite sono Calabria (40%) e Sicilia (38%), dove maggiori sono le infiltrazioni della criminalità organizzata. La percentuale di mancati pagamenti nel comparto, infatti, ha raggiunto il 73% contro il 45% di media (nel picco di maggio) del resto delle PMI, e secondo le stime i ricavi subiranno quest’anno un crollo del 56%. A dirlo è Cerved, tra i principali operatori italiani nel fornire ad aziende e istituzioni strumenti e competenze per lo sviluppo del business e la gestione del rischio di credito, che rafforza la propria offerta di servizi di antiriciclaggio attraverso l’acquisizione di Hawk, società già partner di Cerved specializzata in soluzioni modulari per soddisfare tutti i requisiti previsti dalla normativa italiana.La combinazione dei dati e delle conoscenze di Hawk e di Cerved ha permesso di mappare i ristoranti che potrebbero avere maggiori problemi di liquidità ed essere dunque più facile preda di usurai e di organizzazioni dedite al riciclaggio di denaro sporco. Cerved può infatti contare su un database di informazioni e di analytics per monitorare il tessuto imprenditoriale italiano anche in ottica antiriciclaggio, rilevando segnali di allarme dalle variazioni anomale nelle strutture societarie, dalle verifiche sul titolare effettivo e da altri database, come quello relativo a individui politicamente esposti (PEP o PIL) o blacklist e watchlist che includono persone indicate da autorità giudiziarie o agenzie governative nazionali e internazionali (Crime). Forte del know how dei suoi team specialistici, dell’enorme database di cui dispone e di una infrastruttura tecnologica sempre più sofisticata, Cerved ha infatti implementato le suite Hawk AML e un service BPO dedicato all’attività di KYC, studiati per adempiere a tutti gli obblighi antiriciclaggio previsti dalla normativa in vigore. Modulari, personalizzabili e integrabili con i sistemi aziendali, le suite Hawk e il service BPO permettono di verificare i dati dichiarati dal cliente con una fonte affidabile e indipendente e di effettuare il monitoraggio continuo previsto dalle norme, segnalano operazioni sospette (SOS), inviano segnalazioni all’Agenzia dell’entrate, gestiscono work flow autorizzativi, consentono di predisporre la relazione annuale di autovalutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e di adempiere agli obblighi di costituzione, gestione e mantenimento dell’Archivio Unico Informatico. I servizi sono erogati da team composti da specialisti di prodotto ed esperti antiriciclaggio, con specifiche competenze di tipo normativo.

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Presentato il nuovo Rapporto Cerved PMI 2020

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 novembre 2020

Sono aziende con una forte solidità patrimoniale quelle che stanno affrontando la pandemia in Italia, nonostante un decennio di crescita lenta non sia riuscito a riportare la redditività ai livelli pre-crisi finanziaria. Purtroppo, ciò non basterà per reggere l’impatto di quest’emergenza sanitaria, che ha implicazioni economiche mai viste prima. Il Rapporto Cerved PMI 2020, presentato oggi, stima che il fatturato delle piccole e medie imprese diminuirà nel 2020 di 11 punti percentuali (fino a 16,3% nel caso di ulteriori lockdown) e la redditività lorda del 19%. Una simulazione condotta da Cerved sul totale delle imprese private, quindi non solo PMI, prevede poi che a fine 2021 vadano persi 1,4 milioni di posti di lavoro e si abbia una riduzione del capitale di 47 miliardi di euro (il 5,3% del valore delle immobilizzazioni) qualora, una volta cessate le attuali misure di sostegno, non ci siano prospettive di rilancio. Con nuove chiusure, i disoccupati salirebbero a 1,9 milioni, e a 68 i miliardi in meno di capitale (7,7%). Finora gli impatti della pandemia sono stati mitigati dai provvedimenti di emergenza, come l’estensione della Cassa Integrazione e gli interventi sulle garanzie pubbliche: nel 2020, dunque, nonostante i forti segnali di difficoltà la maggior parte delle PMI italiane chiuderà l’anno in pareggio o in utile e gli indici di redditività, pur crollando rispetto al 2019, risulteranno in media ancora positivi. Ma quando queste misure avranno fine, gli effetti della crisi potrebbero manifestarsi in maniera assai più rilevante: senza prospettive di rilancio, molti imprenditori potrebbero licenziare o dover chiudere le proprie attività. Sarà quindi decisivo, tra le altre misure di sostegno, il NextGenerationEU, il piano di finanziamenti per la ripresa dell’Europa (750 miliardi di euro, di cui 209 da destinare all’Italia) che ha messo al centro la sostenibilità e la digitalizzazione delle aziende. L’emergenza da Covid19 però ha sparigliato le carte: nel 2020 i ricavi delle PMI caleranno di 11 punti percentuali e la marginalità lorda crollerà di altri 20 punti rispetto ai livelli, già bassi, dell’anno precedente. Gli indici di solidità patrimoniale e finanziaria peggioreranno, ma grazie ai livelli di resilienza accumulati precedentemente, rimarranno (in media) sostenibili, con gli oneri finanziari al 15,5% del Mol e i debiti al 68% del capitale netto. Payline, il database di Cerved che fotografa in tempo reale i pagamenti delle imprese italiane, indica che i mancati pagamenti delle PMI hanno raggiunto il livello massimo durante il lockdown (45%, da una quota del 29% pre-Covid). Nei mesi successivi c’è stato un miglioramento, con una riduzione al 37% in luglio di fatture non saldate, ma un altro lockdown potrebbe arrestare questa ripresa, costando al sistema di PMI altri 5 punti di ricavi (-16,3%, rispetto ai -11% previsti per fine anno nello scenario base) e tredici punti di valore aggiunto (-27% rispetto a -14%). E ora? Cosa accadrà quando Cassa Integrazione, blocco dei licenziamenti e garanzie sui prestiti saranno interrotte e non sostituite da altre eventuali politiche di sostegno straordinarie? Una simulazione condotta su tutte le aziende iscritte al Registro delle Imprese (che occupano 16,7 milioni di addetti) e basata sull’impianto del Covid-assessment indica che potrebbero andare persi 1,4 milioni di posti di lavoro (l’8,3% degli occupati a fine 2019) tra uscita dal mercato delle società più fragili e ridimensionamento dovuto al ridotto giro d’affari. La cifra salirebbe a 1,9 milioni (-11,7%) nel caso di nuovi lockdown. Il tasso di occupazione si ridurrebbe dal 44,9% al 42,5% nello scenario base, scendendo fino 41,4% qualora si verificassero nuove chiusure. Gli effetti sarebbero particolarmente consistenti per le piccole imprese e per quelle che operano nel sistema moda, nella siderurgia, nella logistica e trasporti e in alcuni servizi alle persone. Nei dieci settori più colpiti – in particolare agenzie di viaggio, strutture ricettive, ristoranti, che potrebbero dover ridurre di un terzo o più il loro personale – si concentrerebbe circa la metà della perdita occupazionale. Solo nella ristorazione si potrebbero avere 432 mila posti di lavoro in meno; nuovi lockdown farebbero aumentare questa stima a 667 mila. Dal punto di vista territoriale, gli effetti maggiori si avrebbero nel Mezzogiorno: -9,4% di occupati nel settore privato, -13% nello scenario più severo. In termini di tassi di occupazione, il divario Nord-Sud non si allargherebbe ulteriormente solo grazie al maggior peso della Pubblica Amministrazione tra gli occupati del Mezzogiorno. Stessa analisi per quanto riguarda gli score economico-finanziari: le PMI con un bilancio rischioso sono passate da 37.000 nel 2007 a 17.000 nel 2019, praticamente dimezzandosi in tutti i settori economici, compresi quelli in cui la crisi è stata più intensa e persistente come le costruzioni; quelle con un bilancio più solido invece sono cresciute da 60.000 a 93.000. La natura asimmetrica della crisi: il 12% delle PMI perderà più di un quarto dei propri ricavi. La seconda ondata di contagi a cui stiamo purtroppo assistendo sta di nuovo portando alla ribalta la possibilità di nuovi lockdown per evitare di mettere sotto pressione il sistema sanitario, come già accaduto a marzo. La possibilità di stimare, grazie al Cerved Covid-Assessment, la probabilità di default e le previsioni dei ricavi di ogni società italiana consente di formulare previsioni granulari sul numero di addetti che perderanno la propria occupazione per l’uscita dal mercato dell’impresa e sul numero di quelli che potrebbero essere licenziati. A livello territoriale, si stima che il calo dell’occupazione riguarderà in maniera più pronunciata il Sud e l’Italia Centrale. Nel Centro le simulazioni indicano una perdita potenziale di 299.919 lavoratori nello scenario base e di 423.115 in quello più severo (-9% e -12,6%). Le Marche risultano la regione più colpita (-9,5% e -13,2%), seguita da Toscana (-9,3% e -13,2%), Umbria (-9,1% e -13%) e Lazio (-8,5% e -12%). In termini assoluti, nel Nord-Est si perderebbero 323.410 posti (-8% degli occupati del 2019), nello scenario pessimistico il numero salirebbe a 449.734 (-11,1%). In Veneto si stimano impatti in linea con la media nazionale, con una perdita rispettivamente dell’8,2% della base dei lavoratori (11,3%). Viceversa, gli effetti sarebbero più contenuti, in Emilia Romagna (-8,1% e -11,4%), in Trentino Alto Adige (-7,9% e -10,6%) e Friuli Venezia Giulia (-6,4% e -9,5%). L’area che rischia la più alta perdita di posti di lavoro in senso assoluto rispetto al 2019 è però il Nord-Ovest – 388.270 secondo lo scenario base, 560.118 nell’altro – ma in termini relativi il calo sarebbe più contenuto, tra il -7,4% e il -10,7%. Questo risultato dipende dalla tenuta della Lombardia, che perderebbe tra il 7,1% e il 10,3% degli occupati in base ai due scenari. Più intensi gli effetti in Valle d’Aosta (tra -11,2% e -15,8%) e Liguria (-9% e -13%). Il Piemonte è atteso al di sotto delle stime nazionali (-7,6% e -10,8%). Oltre la metà dell’occupazione andrà persa nei 10 comparti più colpiti, viceversa in quelli anticiclici l’incremento risulterà molto contenuto. Infatti, i settori che riducono maggiormente l’occupazione lo fanno in maniera sostanziale, mentre quelli che la espandono registrano incrementi modesti. Tra i macro-comparti, gli impatti maggiori sono attesi nelle costruzioni, che nel corso del 2021 potrebbero ridurre il numero di addetti dell’11,7% rispetto ai valori del 2019 (-202.574 unità), e addirittura del 15,6% (-269.709) nello scenario peggiore, mentre sull’agricoltura gli effetti saranno marginali (tra -2% e -2,6%). Complessivamente, potrebbero perdere il lavoro 314.180 persone nell’industria (il 9,9% degli addetti del 2019), cifra che salirebbe a 420.468 nello scenario più severo (-13,3%). Le conseguenze più pesanti sono attese nel sistema moda (da -14,7% a -20,5%), nella siderurgia (-12,8% e -17,8%), nel sistema casa (-12,3% e -17,2%), nei mezzi di trasporto (-11,2% e -13,6%); più ridotte sull’industria dei beni di consumo (-3,6% e -4,8%) e sulla chimica e farmaceutica (-2,1% e -2,9%). Nei servizi si stima un calo di 834.166 occupati secondo lo scenario base e di 1,2 milioni nel caso di una crisi più prolungata, che corrispondono al 7,9% e all’11,5% della forza lavoro impiegata a fine 2019. Anche nel terziario, gli impatti sono fortemente differenziati: si prevede un calo molto forte nella filiera della logistica e dei trasporti (tra -16,3% e -22,1%) e molto più ridotto per i servizi alle famiglie e alle imprese (-6,2% e -10,5%). Anche i servizi legati al turismo risultano tra i più colpiti e potrebbero perdere fino al 30-40% dei livelli di occupazione del 2019. In particolare le agenzie di viaggio potrebbero lasciare a casa tra le 29.000 (-33,9%) e le 37.000 persone (-43,0%). In termini assoluti, le perdite saranno invece molto elevate nella ristorazione (tra 432 e 667 mila posti di lavoro in meno) e negli alberghi (tra 115 e 152 mila). I cinque settori più in crescita per fatturato tra il 2020 e il 2019 occupano complessivamente 667 mila addetti, principalmente impiegati nella distribuzione alimentare moderna, dove l’aumento dei posti di lavoro è stimato tra 11 e 13 mila unità (+1,4% e +1,6%). Il commercio on-line dovrebbe assicurare la crescita relativamente maggiore dell’occupazione (tra +5,2% e +6,4%), ma in termini assoluti si tratta di appena 3.000 unità. In leggero aumento anche l’occupazione nelle specialità farmaceutiche, circa 1.000 addetti in più. (in sintesi)

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Cerved Rating Agency ha confermato il rating B1.2 a Battistella Company S.r.l

Posted by fidest press agency su sabato, 15 febbraio 2020

La holding finanziaria e capogruppo dell’omonima realtà di Treviso, riconducibile alla famiglia Battistella, dalla fine degli anni Sessanta produce e commercializza arredamento giorno e notte a marchio “Novamobili”, nonchè camerette e soluzioni per casa e ufficio con i brand “Nidi” e “Cinquanta3”. L’agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, infatti, ha collocato il Gruppo Battistella in un’area di solvibilità.Dai dati di pre-chiusura 2019 emergono ricavi consolidati pari a 104 milioni di euro, in crescita rispetto ai 97,8 milioni del 2018, grazie soprattutto a un aumento dei volumi, a fronte di un sostanziale mantenimento dei livelli di marginalità (Ebitda margin 12% circa). Per il 2020 si stimano ricavi in crescita a 114 milioni di euro e un miglioramento delle marginalità, trainato dall’ampliamento dell’offerta con prodotti a maggior valore aggiunto. Nell’ultimo triennio la capacità di generare costantemente flussi di cassa attraverso l’attività operativa ha consentito al Gruppo di finanziare le Capex senza ricorrere a risorse esterne. Una migliore gestione del circolante, che si è tradotta in minori utilizzi delle linee a breve termine, ha determinato una contrazione della Posizione Finanziaria Netta (PFN) al 31/12/19 a 35,4 milioni di euro (40,9 milioni al 31/12/2018), trend atteso anche nel 2020.

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Energia, Cerved Rating Agency conferma il rating B1.2 alla società campana Graded S.p.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 4 gennaio 2020

San Donato Milanese. Cerved Rating Agency ha confermato il rating B1.2 alla società campana Graded S.p.A. – Energy Service Company (ESCo) con sede a Napoli prevalentemente operativa nella gestione, progettazione e realizzazione di soluzioni energetiche integrate sia nel settore pubblico (circa il 70% dei ricavi nel 2019) che in quello privato -, collocandola dunque in un’area di solvibilità.
La strategia impostata dal management aziendale nel periodo 2017-2019, orientata alla costante ricerca di soluzioni innovative sul fronte dell’efficienza e del risparmio energetico, ha consentito un progressivo miglioramento delle performance economico-reddituali, nonché il mantenimento di una struttura finanziaria nel complesso abbastanza equilibrata. Tali fattori si tradurranno verosimilmente nel 2019 in un valore della produzione (VdP) pari a circa 20 milioni e in una marginalità del 10,4%, in crescita del 2% rispetto al 2018.
Per il 2020 la Società stima una crescita del valore della produzione del 14,7% rispetto al 2019 e un EBITDA margin in linea con l’esercizio precedente: proiezioni ritenute attendibili da Cerved Rating Agency, l’agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, in considerazione dei progetti in corso e in partenza (circa 14) e delle commesse attualmente in via di definizione.

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Energia: Cerved Rating Agency conferma il rating A3.1 a Bluenergy Group S.p.A.

Posted by fidest press agency su sabato, 7 dicembre 2019

Udine. Cerved Rating Agency ha confermato il rating A3.1 a Bluenergy Group S.p.A., società di Udine tra i principali operatori italiani del mercato dell’energia. Anche nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2019, infatti, Bluenergy Group ha proseguito il suo percorso di crescita, sia organico che per linee esterne, consolidando il proprio posizionamento competitivo nel mercato energetico del Nord Italia e raggiungendo un Valore della produzione di gruppo pari a 335,9 milioni di euro (+32,1% YoY). Al contempo, la marginalità permane stabilmente superiore alle medie settoriali (EBITDA margin FY19 pari al 7,2%), consentendo ai flussi di cassa operativi di confermarsi positivi, in linea con i risultati dell’ultimo triennio.Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, colloca dunque Bluenergy Group in un’area di sicurezza. A fronte dei significativi investimenti sostenuti per sviluppare il core business e i nuovi servizi di efficientamento energetico, la Posizione finanziaria netta (PFN) al 30 giugno ha registrato un lieve incremento a 6,7 milioni di euro, ma si è comunque mantenuta su valori ampiamente sostenibili. Quanto al prossimo anno fiscale, l’Agenzia ritiene attendibili le stime del management che parlano di un ulteriore consolidamento dei volumi di business e dei risultati reddituali, pur preservando l’attuale solidità patrimoniale e la piena sostenibilità del debito.

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Milano. Dopo 5 anni di ripresa, cala la redditività delle PMI italiane: il ritorno sull’investimento, infatti, è passato dall’11,7% del 2017 all’11% del 2018, invertendo per la prima volta un trend positivo che si era ormai consolidato. Dal punto di vista finanziario, però, le cose vanno meglio, perché le piccole e medie imprese continuano a rafforzare la propria patrimonializzazione e nel 2018 il capitale netto è cresciuto a ritmi elevati, +12%. E’ dunque un’istantanea con luci e ombre quella scattata dal Rapporto Cerved PMI, lo studio dettagliato sullo stato di salute delle PMI italiane – ogni anno ne vengono analizzate 150.000 – che verrà presentato lunedì 11 novembre dalle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (piazza Affari 6) durante Osservitalia. Giunto alla sesta edizione e realizzato in collaborazione con Borsa Italiana ed Elite, Osservitalia è l’appuntamento annuale che Cerved dedica all’analisi e alla discussione delle principali tematiche legate all’imprenditoria italiana, quest’anno con un focus specifico sulle nuove procedure di allerta.
Bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, cioè i fattori più interessanti e significativi per comprendere come si stia evolvendo il tessuto economico italiano, verranno illustrati attraverso l’edizione più aggiornata del Rapporto Cerved PMI, con un’attenzione particolare ai cambiamenti introdotti dalle nuove procedure di allerta: che ricadute hanno avuto e avranno sulle aziende italiane, in termini di costi e benefici? Cosa bisogna fare e quanto costa adeguarsi alle nuove regole?“E’ un tema di cui si parla ancora troppo poco, ma che avrà impatti rilevanti non solo per le imprese, ma anche per i professionisti, per le banche e più in generale per il sistema economico. Ricadute, sia positive che negative, che Cerved è stata in grado di misurare – commenta Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved -. Dal 2005 si tenta di riformare la legge fallimentare, ma solo ora si è messo mano in modo organico all’intera disciplina. E una delle principali novità sono proprio le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi, che mirano a un’emersione precoce dei casi di crisi aziendale, così da tentare di risolverli minimizzando i danni. E’ per avere informazioni di prima mano, come è nel nostro DNA, che abbiamo chiamato a discutere di questi temi alcuni dei principali attori coinvolti nella riforma”. Prenderanno infatti la parola: Andrea Mignanelli, CEO di Cerved; Fabiano Schivardi, della Luiss University; Valerio Momoni, Direttore Strategy e Corporate Development di Cerved; Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi di Cerved; Paolo Rinaldi, Partner dello Studio Rinaldi e membro del gruppo di lavoro sulla Riforma Rordorf del CNDCEC; Sandro Pettinato, Vicesegretario di Unioncamere che si occuperà dei nascenti Organismi di Composizione delle Crisi (OCRI); Gabriele Gori, Head of Italy Credit Risk Portfolio Analysis di Unicredit; Antonio Matonti, Direttore Area Legislativi di Confindustria; Roberto Fontana, magistrato della Procura della Repubblica di Milano e componente della Commissione ministeriale per la riforma della crisi d’impresa. Modera il giornalista Andrea Cabrini, Direttore Class CNBC.Osservitalia vuole dunque essere sempre più un punto di riferimento per tutta la comunità del business e un imperdibile momento di networking, capace di coinvolgere imprese, istituti di credito, enti assicurativi, finanziarie e società di recupero, ma anche investitori, ricercatori, giornalisti e consulenti.
Cerved è la Data-Driven Company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e per i servizi alle imprese, forte di un enorme patrimonio informativo su milioni di attività. lI database di Cerved è infatti costituito da dati ufficiali (bilanci, visure, protesti, dati immobiliari, elenco dei soci) che vengono incrociati e arricchiti con informazioni ottenute da altre fonti: ad esempio, le esperienze di pagamenti commerciali fornite da Cerved Payline, dati “open” come gare e finanziamenti pubblici e molti altri ancora derivati da pagine web, siti aziendali e social network, analizzati attraverso tecnologie advanced analytics di ultima generazione.

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Trasporti e logistica, Cerved Rating Agency

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 ottobre 2019

San Donato Milanese. Cerved Rating Agency ha confermato il rating B2.1 di Tgroup S.p.A, società campana di Nola (NA) che opera nel settore del trasporto merci su gomma (93% dei ricavi 2018) e della logistica integrata (7%), prevalentemente per aziende del settore alimentare del Centro-Sud.Secondo Cerved Rating Agency, agenzia di rating europea che fa capo al Gruppo Cerved, il rischio di credito di Tgroup SpA risulta inferiore alla media. L’esperienza maturata in circa trent’anni d’attività e la crescita per linee esterne, infatti, hanno consentito a Tgroup di affiancare all’attività storica di trasporto merci, i servizi di logistica e movimentazione. La strategia adottata ha favorito l’incremento dei ricavi a 24,2 milioni nel 2018, con un CAGR 2016-2018 pari al 26,5%, e il consolidamento dei profitti al di sopra del 6%. Nell’ultimo biennio, Tgroup ha migliorato la propria capacità di generare flussi di cassa operativi: nel 2018 il Cash Flow Operativo Netto si è attestato a 1,4 milioni di euro, consentendo di coprire circa l’85% delle Capex dell’esercizio. La restante parte è stata supportata da finanziamenti bancari che hanno comportato un aumento della Posizione Finanziaria Netta e il mantenimento di un leverage ratio superiore a 2,0x. https://ratingagency.cerved.com/

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Presentazione del Rapporto PMI di Cerved

Posted by fidest press agency su domenica, 4 novembre 2018

Milano Giovedì 15 novembre alle 9.30 a Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari 6) presentazione del Rapporto PMI di Cerved, in collaborazione con Borsa Italiana, un’occasione di dibattito e networking sullo stato e le prospettive della nostra economia.
Sono alcune migliaia le PMI italiane, in molti casi a gestione familiare, che hanno un potenziale di crescita non pienamente sfruttato e che potrebbero beneficiare di iniezioni di capitale esterno da parte di investitori istituzionali. Vere e proprie eccellenze che Cerved ha individuato incrociando i dati di bilancio contenuti nel suo enorme database con informazioni qualitative ottenute attraverso le proprie soluzioni di marketing evoluto, mappando così un ricco patrimonio imprenditoriale.
E’ uno dei contenuti esclusivi – insieme a bilanci, abitudini di pagamento, rischio di credito e demografia d’impresa, insomma la fotografia completa del tessuto economico italiano – che verranno illustrati a Osservitalia, l’appuntamento annuale di Cerved dedicato all’analisi delle Pmi italiane e alla discussione delle principali tematiche che le riguardano, quest’anno realizzato in collaborazione con Elite Borsa Italia.)
“Qual è lo stato di salute della nostra economia, in particolare delle piccole e medie imprese? Quale potrebbe essere l’effetto di un aumento persistente degli spread sulla loro redditività? Quante e quali sono quelle che potrebbero crescere aprendo il capitale a investitori istituzionali? Attorno a queste domande ruoterà la tavola rotonda che seguirà l’illustrazione del Rapporto Cerved PMI – spiega Valerio Momoni, Marketing, Product & Business Development Director di Cerved – cui abbiamo invitato esperti e protagonisti del mercato. Chiuderà la giornata un’intervista a Corrado Passera, Presidente esecutivo di SPAXS”.
Il Rapporto Cerved PMI ogni anno analizza 150.000 piccole e medie imprese. Cerved infatti è la data-driven company italiana che comprende nella sua offerta sofisticate soluzioni per l’analisi e la gestione del rischio di credito e dispone di un enorme patrimonio di informazioni sulle imprese. In particolare, nel Rapporto sono stati utilizzati i big data e le tecnologie dei grafi – attraverso la piattaforma Graph4You, che permette di individuare e illustrare graficamente i punti di contatto più nascosti tra 45 milioni di soggetti – per definire il ruolo delle famiglie nelle strutture proprietarie e di governo delle PMI e scovare quelle con performance finanziarie eccellenti che potrebbero aprire il loro capitale, magari perché vicine al cambio generazionale. I lavori della giornata seguono questo iter:
09:30 – Benvenuto e introduzione di Gianandrea De Bernardis, CEO di Cerved
10:00 – Presentazione Rapporto Cerved PMI 2018
L’andamento delle PMI – Valerio Momoni, Direttore Marketing & Sviluppo Prodotti Cerved
L’evoluzione del rischio – Guido Romano, Responsabile Ufficio Studi Cerved
Iniezioni di capitale nelle PMI familiari ad alto potenziale di crescita – Fabiano Schivardi, Luiss e Resp. Scientifico Rapporto Cerved PMI
11:30 – Tavola rotonda “Capitalismo familiare e crescita attraverso iniezioni di capitale esterno”, con Luca Peyrano, CEO di Elite, Giampiero Mazza, Partner di CVC Capital Patners,
Luca Pretto, CEO di Pasubio, Alessandro Cozzi, CEO e Founder di WIIT, Modera Andrea Cabrini, Class CNBC.
12:30 – Intervista a Corrado Passera, Presidente Esecutivo SPAXS, a cura di Andrea Cabrini, Class CNBC

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