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Posts Tagged ‘cervello umano’

Un supercomputer per simulare il funzionamento del cervello umano

Posted by fidest press agency su domenica, 10 marzo 2019

Il progetto internazionale HBP (Human Brain Project) che mira a realizzare, attraverso un supercomputer, una simulazione del funzionamento completo del cervello umano per studiare terapie innovative alle malattie neuropsichiatriche, come l’Alzheimer, la Schizofrenia, la Depressione, sarà presentato dall’EBRI, (European Brain Research Institute – l’istituto fondato dalla Prof.ssa Rita levi Montalcini) lunedì 11 marzo alle ore 17.00 a Roma presso l’Università Sapienza viale Regina Elena, 295 edificio C.
Partecipano al progetto anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS).L’iniziativa rientra nelle attività della settimana internazionale del cervello (brain awarness week 2019 11 – 17 marzo), nell’ambito della quale l’EBRI, di cui la Fondazione IGEA Onlus è media partner, promuoverà conferenze, caffè scienza e incontri nelle scuole.Il progetto, al quale partecipano 112 università e centri di ricerca in 22 paesi tra Europa, USA, Cina e Giappone è finanziato dalla Commissione Europea con un miliardo di euro, e realizzerà una simulazione completa del cervello con i suoi 100 miliardi di neuroni che interagiscono attraverso oltre 100 mila miliardi di collegamenti (sinapsi).www.fondazioneigea.it

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Laila, il primo chatbot dal cervello umano

Posted by fidest press agency su martedì, 2 ottobre 2018

È partita il 27 agosto e resterà attiva per 40 giorni la campagna di crowdfunding per permettere lo sviluppo del più rivoluzionario dei chatbot italiano.E’ questo uno dei progetti finanziabili nell’ambito della seconda call di PostepayCrowd 2.0, l’iniziativa di Poste Italiane in collaborazione con MasterCard, con la partnership della piattaforma Eppela, per il sostegno ai progetti di innovazione, fintech e trasformazione digitale. Laila è l’evoluzione dei classici chatbot, strumenti automatici per rispondere e fornire ai clienti la soluzione di quesiti e problemi utilizzati sempre più spesso dalle aziende di e-commerce per risolvere problemi. Generalmente, infatti, i chatbot non sono altro che un insieme di risposte automatiche a domande standard. Il progetto Laila è nato per superare questo limite ed è infatti il primo chatbot che, secondo le intenzioni dei progettisti, minimizza la distanza uomo-macchina. La complessa rete neurale artificiale di Laila, realizzata in collaborazione con l’università della Campania Luigi Vanvitelli, è capace di comprendere il linguaggio naturale partendo da un’approfondita analisi del testo e dall’utilizzo di strumenti in grado di esaminare la conversazione, sia sotto il profilo semantico sia sotto il profilo emotivo. Laila è quindi capace di comprendere e adattarsi alle emozioni dell’interlocutore, fornendo non solo supporto alle operazioni di customer care, ma anche guidando gli utenti negli acquisti e offrendo consigli, sconti e promozioni.
I vantaggi dell’utilizzo di Laila non sono, però, soltanto per il cliente. L’azienda che fruisce della chatbot, infatti, potrà realizzare un vasto campione di utenti per fini commerciali, creando diversi target di clientela in relazione ai vari ambiti di conversazione avvenuti. I finanziatori ‘dal basso’ del progetto, oltre a consentire lo sviluppo del software, contribuiranno anche ad aiutare associazioni umanitarie no-profit come Save the Children e Telethon. Un importante obiettivo dei creatori di Laila è infatti donare gratuitamente il software chatbot a queste associazioni per migliorare i rapporti tra le stesse e i loro sostenitori. Tutti coloro che vorranno contribuire al crowdfunding riceveranno una ‘ricompensa’: saranno omaggiati con gadget brandizzati oltre che citati in una specifica sezione ringraziamenti del sito web di Laila. Per contribuire allo sviluppo di Laila è possibile donare dai 10 ai 100 euro collegandosi alla pagina dedicata della piattaforma Eppela. Al raggiungimento del 50 per cento dell’obiettivo il restante 50 per cento verrà garantito dal contributo di Poste Italiane e Mastercard.

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Cervello umano: tra virtuale e reale

Posted by fidest press agency su sabato, 18 agosto 2018

“Entro il 2023 potremo trovare nuove cure per le malattie mentali con un simulatore ch riprodurrà integralmente un cervello umano, emozioni comprese”: Henry Markram, del Brain Mind Institute dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, lo sostenne, anni fa, con convinzione, nel corso della presentazione italiana di HBP – Human Brain Project, progetto di dimensioni europee che si proponeva di riprodurre un “cervello artificiale” grazie all’uso di supercalcolatori. Il cervello umano si comporta come un computer super performante, energeticamente autonomo, capace di ripararsi da solo e di auto apprendere. La scienza, allo stato attuale, ha compreso moltissimi aspetti del funzionamento del cervello, e dall’altra parte ha sviluppato macchine di calcolo potentissime.
Mettendo insieme le conoscenze che i ricercatori hanno acquisito e acquisiranno sul funzionamento delle molecole, dei neuroni, dei circuiti neuronali e quelle sui più potenti database ora sviluppati grazie alle tecnologie ICT, si può costruire un simulatore biologicamente molto dettagliato dell’intera attività del cervello umano.
Gli studi nel settore sono già piuttosto avanzati, grazie agli elevati livelli tecnologici oggi disponibili e alla solida base costituita dai precedenti studi di Markram: nel 2007, la sua equipe era riuscita a modellizzare il funzionamento biologico di 10mila neuroni della corteccia cerebrale dei topi; l’obiettivo dello HBP, sfruttando i progressi negli algoritmi di modellizzazione e nella tecnologia, è quello di riuscire a costruire un modello dei 100 miliardi di neuroni di un cervello umano su un solo supercomputer. Un risultato che permetterebbe di trovare nuove cure e trattamenti innovativi per le principali disfunzioni e malattie degenerative del sistema nervoso, come Alzheimer, Parkinson, Epilessie, e Schizofrenia.
Un progetto che potrebbe portare a benefici sociali enormi. Questi modelli aiuteranno infatti a comprendere le cause profonde delle malattie neurologiche e a diagnosticarle già dai primi sintomi, quando è più facile curarle. Nuovi robot, computer e sistemi interattivi potranno così aiutarci nell’apprendimento, nelle cure o nell’accudimento di disabili e anziani, e anche ad allenare le nostre abilità più complesse, come la leadership o la capacità di cooperazione. (Redazione Fidest)

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Un supercomputer simulerà il cervello umano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 18 Mag 2011

Torino 20 maggio 2011 – ore 11,15 Sede del Castello del Valentino Viale Mattioli 39. Ricreare il primo modello completo di cervello artificiale attraverso una sua riproduzione fedele su computer, in grado di simulare risposte, reazioni ed emozioni. È questo l’obiettivo dello Human Brain Project,l’ambizioso progetto che mira a potenziare le ricerche sul cervello umano e a trovare nuove e più efficaci cure alle principali malattie neurologiche come Alzheimer, Parkinson, Epilessie e Schizofrenia. Durante la mattinata, il prof. Henry Markram del Brain Mind Institute dell’École Polytechnique Fédérale di Losanna, promotore dell’iniziativa, presenterà il progetto, già selezionato e tra i sei che competerà tra un anno per l’attribuzione di un finanziamento europeo record. Un miliardo di euro in dieci anni disponibile per due fra i 6 progetti candidati all’ICT FET Flagships Initiative dell’Unione Europea per attività di ricerca particolarmente significative per portata e competenze multidisciplinari espresse. Gli studi nel settore sono già avanzati, grazie agli elevati livelli tecnologici oggi disponibili. Accedere a questo finanziamento potrebbe permettere al progetto un’accelerazione sostanziale ed il raggiungimento degli obiettivi in tempi rapidi.
L’Italia si propone per un ruolo di primo piano nel progetto: Politecnico di Torino, Università di Pavia, Università di Firenze, LENS e CNR (con gli istituti di Scienze e Tecnologie della Cognizione (Roma), di Biofisica (Palermo) e di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Roma)) sono i soggetti che hanno messo a disposizione l’eccellenza delle loro competenze e risorse scientifiche multidisciplinari e che si sono attivati per entrare a far parte a pieno titolo del progetto. Nel corso dell’incontro, saranno anche presentati gli specifici contributi che ciascun componente del cluster italiano potrà portare al progetto.

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