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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Fiat: Cessazione di attività a Pomigliano?

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Pomigliano 24 giugno su tali problematiche ci sarà un coordinamento provinciale dello Slai cobas – h 10 sede – per presentare le necessarie iniziative a tutela dei livelli occupazionali, dei diritti dei lavoratori e di quelli sindacali. Sta di fatto che sino ad oggi ancora manca un attendibile piano industriale per i vari stabilimenti italiani: competerà alle newco formularlo fabbrica per fabbrica man mano che si costituiranno col progredire del processo di ristrutturazione. Intanto in questi due anni si è sempre parlato dell’attendibilità del fantomatico ed inesistente piano industriale di Marchionne sui cui si è avviato un pericoloso percorso di ristrutturazione basato sulla preventiva cannibalizzazione dei diritti dei lavoratori affidata alle costituende società mutuate dalle logiche off-shore (le newco) che, col ricatto occupazionale, pretendono le “mani libere’ per imporre a sindacati ed istituzioni la regolamentazione contrattuale in peius per aggirare le normative di legge e contrattuali a tutela dei lavoratori. Inoltre, mentre a Pomigliano si avvia la cassa integrazione per cessazione di attività di Fiat Group col conseguente e grave rischio-licenziamento di migliaia di lavoratori in esubero entro due anni, ancora manca, come confessato dall’azienda a pg. 6 della comunicazione ai sindacati “la definizione di un piano che consenta, nel prossimo biennio, il riassorbimento del personale eccedente, in relazione alla (<ipotetica>) salita produttiva del modello Nuova Panda e all’andamento del mercato e comunque in misura di almeno il 40% nel corso del periodo da 15 luglio 2011 al 14 luglio 2012”… Mentre l’azienda si impegna ad assumere solo 2400 lavoratori in relazione agli oltre 6.000 oggi in organico e comprensivi di Fiat ed ex Ergom non esiste ad oggi alcuna certezza occupazionale per i rimanenti 3.600 lavoratori in esubero.

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Dal lavoro alla pensione: un passaggio cruciale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 maggio 2010

Di Laura Badaracchi. “Ci prepariamo per anni a entrare al mondo del lavoro, ma nessuno ci attrezza su come uscirne: in questo campo ci sono ancora molte lacune”: è la diagnosi dell’assistente sociale Sarah Colombo, da anni animatrice e formatrice degli anziani. “Per molte persone andare in pensione è da un lato un passaggio pieno di aspettative, ma dall’altro una perdita di ruolo e di autostima che fa abbandonare i progetti sognati duranti gli anni di attività e rimandati al tempo della cessazione del lavoro”. Non si può aspettare, dunque, di andare in pensione: ci si dovrebbe formare per tempo a questa tappa cruciale della propria vita. In quest’ottica il Centro Maderna promuove corsi di preparazione al pensionamento e all’invecchiamento, proprio perché “il passaggio in questione non rappresenta soltanto una transizione nominale – dallo stipendio alla pensione – ma è portatore di veri e propri stravolgimenti: abitudini, ruoli, ritmi vengono turbati e l’anziano è gettato nella totale discontinuità rispetto alle certezze che si era creato”, fa notare Colombo, ricordando come in questa fase di transizione vengano toccate profondamente “le sfere esistenziali: i sogni, gli umori, gli affetti, le energie, i desideri…”. Ribadendo che la vecchia rappresenta “una risorsa da attivare e sollecitare”, si può evitare di cadere nel “circuito perverso tra depressione e malattia che viene a innescarsi quando senso di inutilità, perdita di ruolo, calo di autostima – che talvolta sopraggiungono dopo il pensionamento – si impadroniscono delle persone anziane”, osserva ancora l’assistente sociale. In questo scenario, i corsi – rivolti alle persone in fase di transizione dal mondo del lavoro al pensionamento e ai neo-pensionati – offrono “una vasta gamma di scelte possibili in cui investire il proprio tempo e, dall’altro, raccolgono i desideri di attivazione e le idee degli anziani”. Che, non bisogna mai dimenticarlo, sono “depositari di una grande quantità di competenze e di risorse da evidenziare e rendere disponibili per la comunità”. Questo itinerario formativo, dunque, si pone quale “strumento di supporto informativo, psicologico e motivazionale per la persona che affronterà il passaggio dalla vita professionale al pensionamento o che è da poco tempo in quiescenza”. Sul piano individuale, il percorso si propone di “aiutare il singolo a sviluppare una nuova progettualità e a individuare risorse e motivazioni che lo portino a realizzarla”. Quindi il corso fornisce informazioni sull’invecchiamento in campo medico, psicologico, sociale, senza trascurare la vita di relazioni e temi come la casa e il tempo libero; inoltre stimola una riflessione sul ruolo degli anziani nei territori e avvia progetti concreti che facilitino l’integrazione. “Stimolare la sensibilità verso la solidarietà e verso l’impegno nel volontariato rappresenta l’obiettivo trasversale del percorso formativo”, spiega ancora Colombo, precisando che il corso è articolato in lezioni frontali e seminari formativi che prevedono sperimentazioni di tecniche d’intervento e comunicazioni teoriche alternate a discussioni ed esercitazioni di gruppo. A guidare le sessioni, psicologi, sociologi, animatori sociali, esperti dei processi formativi, consulenti esterni scelti tra esponenti della gerontologia italiana e tra gli animatori socio-culturali che collaborano con il Centro Maderna.

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